Lazio, De Martino: “Pronta una soluzione per far “venire” i tifosi allo stadio”

Lazio, De Martino: “Pronta una soluzione per far “venire” i tifosi allo stadio”

Il responsabile della comunicazione della Lazio De Martino ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel affrontando il tema del taglio degli stipendi ed ha illustrato una soluzione innovativa per far sentire i tifosi partecipi nonostante le partite si giochino a porte chiuse:

“Oggi riprendono gli allenamenti di gruppo, o quantomeno c’è questa possibilità. Siamo tutti molto informati, anche sulle vicende calcistiche. Fino ad oggi sono stati allenamenti individuali. Si sta mettendo a punto il discorso da attuare nei prossimi giorni, vi terremo aggiornati. Torneremo con gli allenamenti in diretta su Lazio Style Channel. Speriamo di comunicare a cavalcare una normalità, fino a che si arriverà a fine mese con la giornata in cui si potrebbe annunciare la ripresa del campionato. Speriamo di avere notizie positive, che significherà che anche l’Italia sta uscendo da quest’incubo. Si parla di stadi a porte chiuse, vediamo cosa succederà in questo senso”. 

QUESTIONE TAGLIO DEGLI STIPENDI-“Abbiamo sentito le parole di Francesco Acerbi sulla ripresa del campionato e sull’incontro tra il presidente e la squadra. Di quest’incontri ce ne sono stati tanti altri che però non sono stati raccontati. Su questi temi non mi sono più scagliato ed accalorato. Quello che viene diffuso può corrispondere al 20-30% di quella che è la realtà. Siamo sempre stati trasparenti, non siamo stati sempre d’accordo con i nostri tifosi, ma abbiamo avuto sempre un confronto con il comune denominatore della trasparenza. Acerbi è un grande professionista e calciatore. Un gruppo così unito io non l’ho mai visto. La distanza non c’è, c’è un valutare le cose insieme. Dalla parte della presidenza c’è sempre stata la volontà di creare un clima sereno e mettersi a disposizione per tutte le problematiche. Anche in questa occasione è stato così. Mi auguro che queste cose passino senza lasciare traccia, sarebbe una perdita di tempo. Come sempre c’è un confronto, la volontà della società è quella di far lavorare bene tutti, la squadra in primis. Non ho mai visto frizioni in questo senso, non ce ne sono nemmeno oggi. Sono tutte ipotesi che vengono formulate da chi deve scrivere di Lazio, ho letto tante cose non precise, ma anche di fantasia. È un aspetto che non possiamo correggere, ma possiamo dirvi se una cosa è vera oppure no. Siamo sempre attenzionati con un atteggiamento negativo e non positivo, questo è un atteggiamento che vivo da quando frequentavo le elementari. E forse è la cosa bella di essere laziali. Non mi meraviglio neanche più”.

QUESTIONE STADIO– “La società ha pensato, nell’ipotesi della ripresa del campionato, di poter dare alla possibilità ai tifosi della Lazio di esserci. Vi anticipo che ci stiamo lavorando, la prossima settimana sarà operativa. Daremo la possibilità a chi lo vuole di essere presenti allo stadio tramite la loro foto, che posizioneremo al proprio posto. Vi spiegherò poi come partecipare, si sta costruendo una pagina dedicata per partecipare a questa iniziativa”.

 

 

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Dan Meis: “Stadio della Roma? Pallotta è stato costantemente ostacolato”

Dan Meis: “Stadio della Roma? Pallotta è stato costantemente ostacolato”

L’architetto Dan Meis ha rilasciato un’intervista ai microfoni di ForzaRoma.info durante la quale ha parlato dello Stadio della Roma. Dan Meis ha parlato dei mille rallentamenti che ha subito il progetto, dello scoraggiamento del presidente James Pallotta, della possibilità che venga costruito o meno lo stadio e di chi sono le colpe per i fin troppi rallentamenti. Andiamo a vedere le parole di Dan Meis circa lo Stadio della Roma:

Cominciamo dalla cosa più importante. Pensa che il progetto diventerà realtà o ha perso le speranze?
“Avevo sperato che fosse quasi completo a questo punto, ma c’è un motivo per l’espressione “Roma non è stata costruita in un giorno”. Credo ancora che verrà costruito. Questo progetto non era come molte altre “proposte di carta” con rendering vistosi e poca sostanza. È stato uno sforzo di sviluppo molto dettagliato e completo con un investimento di decine di milioni di euro”.

Nel febbraio 2019 lei aveva esultato su Twitter per il via libera dopo lo studio del Politecnico di Torino. Sono passati quasi 16 mesi e ancora non è stata poggiata la prima pietra. Come si sente?
“Ovviamente sono deluso. Ci sono stati molti tira e molla inusuali. Neanche lo stadio Olimpico è stato migliorato tuttavia. Per la Roma è fondamentale avere un nuovo stadio per competere ai livelli mondiali”.

Sono passati sei anni dalla presentazione del progetto. Sei anni sono molto tempo, pensa che il progetto necessiti di alcuni ammodernamenti?
“A volte i ritardi hanno un effetto positivo nel darci il tempo di riflettere sulle decisioni prese. Ci sono sicuramente cose che vorrei rivisitare e nuove tecnologie da includere”.

All’inizio di questa avventura lei ha definito lo stadio della Roma il “progetto di una vita”. Come lo definirebbe ora?
“Costruire uno stadio a Roma sarebbe il sogno di ogni architetto. È stato straziante aspettare così tanto ovviamente, ma credo ancora che sia ciò che è giusto per la città e per il club. Inoltre è stato il progetto che ha lanciato il mio lavoro indipendente e per questo sarò sempre grato”.

Che percentuale di colpa dà alle istituzioni italiane per i ritardi?
“Beh… questa è stata sicuramente una parte del problema. I problemi politici rendono estremamente difficile per qualcuno come Jim Pallotta sentirsi sicuro riguardo agli investimenti ed è semplice sentirsi frustrati quando apparentemente dei piccoli problemi spesso diventano ostacoli insormontabili”.

Pensa che Pallotta abbia mollato per quanto riguarda lo stadio?
“Non penso che abbia mollato, ma sono sicuro che ormai sia disilluso. Ha investito una grossa parte del suo patrimonio personale per cercare di costruire qualcosa che potrebbe essere una grossa eredità sia per la Roma che per la città. Deve essere incredibilmente scoraggiante essere costantemente ostacolato”.

Le dispiacerebbe se Pallotta non fosse il presidente che costruirà lo stadio della Roma?
“Sarebbe molto triste per me se non fosse più il proprietario, è stato estremamente coinvolto nella progettazione e nella visione del progetto sin dal primo giorno. È una persona appassionata e mi mancherebbe. Come ho già detto, credo che lo stadio sia cruciale per il valore a lungo termine del club e un progetto estremamente importante per dimostrare la capacità di Roma di muoversi verso il futuro. L’investimento nel progetto è sicuramente prezioso per qualsiasi potenziale nuovo proprietario e data la devastazione del virus sull’Italia, potrebbe essere un’opportunità per la città di dimostrare il suo ottimismo per il futuro della città e della regione”.

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