Ciao Andrea, un abbraccio fin lassù

Ciao Andrea, un abbraccio fin lassù

Non ce l’ha fatta il diciannovenne centrocampista del Legnano, ed ex Atalanta, Andrea Rinaldi. Si è spento stamattina, dopo che venerdì era stato colpito da aneurisma cerebrale mentre si allenava nella sua casa a Cermenate (Como). Era stato portato immediatamente all’ospedale di Varese, ma stamattina il suo cuore si è fermato.

Andrea Rinaldi aveva cominciato la carriera nell’Atalanta, squadra con la quale categoria U17 aveva vinto Campionato e Supercoppa nella stagione 2015/2016. Con la Dea aveva fatto la trafila delle giovanili fino alla Primavera, giocando poi in prestito con Imolese e Mezzolara. Quest’anno Andrea Rinaldi stava disputando un grande campionato da centrocampista centrale nel Legnano secondo in classifica nel girone B della Serie D, nel quale aveva disputato 23 gare condite da 1 gol ed 1 assist.

In molti hanno tenuto a salutare il ragazzo, dall’amico procuratore ai club di Serie A, dal suo allenatore al club dove giocava:

Giovanni Cusatis, tecnico del Legnano“Andrea era un ragazzo a cui tutti volevano bene e chi si faceva volere bene”, il virgolettato dell’allenatore del Legnano, Giovanni Cusatis, rilasciato alla Provincia di Como. “Ci eravamo sentiti qualche giorno fa, io chiamo tutti i ragazzi una volta a settimana e stava bene. Mi ha detto: ‘Mister ha fatto appena in tempo a beccarmi che sto andando in giardino ad allenarmi’. Abbiamo scherzato ed era felice, sorridente, non aveva alcun problema”.

Il club d’appartenenza, l’AC Legnano“L’Ac Legnano, il mondo lilla, la città e l’intero universo calcistico, a tutti i livelli, oggi vivono uno dei loro giorni più sconvolgenti. Andrea Rinaldi, il nostro guerriero, ci ha lasciati. Un aneurisma lo ha strappato alla vita a 20 anni non ancora compiuti, nel fiore degli anni, con una vita davanti e con una carriera che prometteva traguardi luminosi. Una tragedia improvvisa e sconvolgente, impossibile anche solo da immaginare”.

Le parole della sua ex squadra, l’Atalanta: “Il Presidente Antonio Percassi e tutta la famiglia Atalanta, profondamente colpiti, partecipano commossi al dolore dei familiari e del AC Legnano per la scomparsa di Andrea Rinaldi. Ciao Andrea…”.

Il messaggio della società Torino“Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club, profondamente commossi, esprimono il loro cordoglio e la vicinanza alla famiglia Rinaldi per la prematura scomparsa di Andrea Rinaldi, giovane centrocampista del Legnano ed ex calciatore della Primavera dell’Atalanta”.

Straziante e delicato il messaggio d’addio del suo amico e procuratore, Marco Montesarchio, pubblicato su Facebook con un video delle immagini più belle dell’Andrea calciatore: “È una notizia che non vorresti mai dover dare o ricevere anche per chi, come me, ti conosceva solo da un anno. Fu tuo padre a organizzare l’incontro, ma bastò poco a entrambi per capire subito che condividevamo gli stessi principi per poter iniziare a lavorare insieme. Sono stato davvero fortunato ad averti conosciuto e sono contento che le nostre strade si siano incrociate anche se per così poco tempo… Spero d’averti potuto lasciare qualcosa di positivo come tu sicuramente hai fatto con me. Sei stato sempre corretto e leale con tutti, era il tuo modo di essere dentro e fuori dal campo di calcio. Quel rettangolo verde che era la tua vita! Avrei voluto poter gioire con te per un tuo ritorno tra i professionisti, te lo saresti meritato dopo una stagione esaltante a Legnano. Poi, avevamo ancora tantissimi traguardi da dover raggiungere, come quelli che iniziavamo a programmare per la prossima stagione. Ma, purtroppo, il destino ha voluto che un malore ti portasse via in un attimo… La tua vita è stata breve ma vissuta intensamente perché eri un lottatore che davanti alle difficoltà non si arrendeva e lo hai sempre saputo dimostrare e hai sempre dato tutto! È stato un onore averti avuto tra i miei assistiti e mi piacerà ricordarti, così, con quel motto che ti rappresentava tanto e che avevi scritto anche sulla tua pagina facebook: ‘Se non lotti per ciò che desideri, non piangere per ciò che perdi’. Ciao Andrea Rinaldi, fai Buon Viaggio”.


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Capuano: “Protocolli inapplicabili sia in B che in C, sarà tracollo”

Capuano: “Protocolli inapplicabili sia in B che in C, sarà tracollo”

Ezio Capuano, vulcanico tecnico dell’Avellino, ha rilasciato una lunga e bella intervista ad Eleven Sport dove ha toccato molti temi riguardanti l’universo del calcio: la difficile situazione economica delle serie inferiori, gli stipendi dei calciatori di Serie C e D, la difficoltà nell’applicare i protocolli sanitari in Serie B ed in Serie C, il presente dell’Avellino ed il futuro nebuloso che aspetta al calcio. Andiamo a vedere uno stralcio dell’intervista:

“Vorrei riprendere ad allenare domattina, ma i protocolli non sono applicabili neppure in Serie B figuriamoci in C. Ci sono stati tanti morti che non hanno avuto una degna sepoltura, come si può parlare di calcio? Faccio i complimenti a Ghirelli perché come un bravo padre di famiglia deve mettere d’accordo sessanta società. Io avrei fermato la stagione molto tempo fa. In condizioni normali avremmo dato fastidio a molte squadre nei playoff. Eravamo a tre punti dal Catanzaro, una delle squadre accreditate alla promozione. E il Catanzaro, come la Viterbese doveva venire a giocare ad Avellino. Ci sono tanti calciatori di Serie C e Serie D che guadagnano poco e devono campare famiglie. L’anno prossimo ci sarà un tracollo. Dobbiamo aiutare questi calciatori, che regolarmente percepiscono stipendi ogni tre mesi. Un lavoratore se non gli viene permesso di lavorare, non ha colpe. Se mi viene chiesto di aiutare la mia società, lo faccio volentieri, ma non si può incolpare o togliere soldi ai calciatori. Capisco il momento dei presidenti, chi aveva delle aziende forti è stato massacrato dal virus. Chi deve scegliere tra la società di calcio e le proprie aziende, sceglierà sempre l’azienda. La famiglia D’Agostino non è rimasta ferma, ha allineato l’Avellino alle proprie aziende dal punto di vista giuridico e amministrativo. Le aziende del gruppo D’Agostino sono ferme, lui ha pensato all’Avellino mettendo a posto alcune situazioni per portare l’azienda Avellino nell’elite del calcio”.

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