Serie A, telenovela infinita: si aspetta un nuovo protocollo

I club di Serie A contro il protocollo dicono “no” ai ritiri. Salta tutto? Ancora no, la Lega prova a rilanciare: chiede un incontro con Federmedici e Federcalcio per un nuovo protocollo condiviso con ministeri e Cts, riporta La Gazzetta dello Sport. Oggi le parti si ritroveranno in un’altra video-riunione. Prima di partire, le società vogliono chiarire alcune cose.

I nodi sono sostanzialmente tre: la quarantena a cui verrebbe sottoposta l’intera squadra in caso di nuova positività; la responsabilità penale dei medici; il lungo ritiro “bolla” di due settimane. Le contro-richieste si rifanno al modello tedesco: in caso di nuovo contagio, le società vogliono che sia solo il singolo a procedere all’isolamento. Così come che la responsabilità non gravi solo sui medici sociali ma venga condivisa secondo modalità che sarà il governo a stabilire. E infine i ritiri: i club chiedono di cancellarli dal protocollo e di poter procedere come succede adesso (giocatori in campo e poi a casa, e dal 18 con allenamenti collettivi veri, non a gruppi di 7-8 giocatori).

Tale questione resta la più dibattuta: l’a.d. interista Beppe Marotta è stato il primo a sollevarla, seguito dalla quasi totalità dei club di A. L’opposizione al ritiro nasce da differenti presupposti, soprattutto organizzativi: è difficile (se non impossibile data la chiusura degli hotel) individuare una struttura in grado di accogliere parte o l’intero gruppo squadra. Dal governo per il momento nessuna certezza ma neanche una chiusura preconcetta.  Servono due settimane, che però non ci sono.

Come sempre, le nostre istituzioni politiche e calcistiche dimostrano la loro inefficienza ed inettitudine, con un’incapacità  sia di prendere decisioni volte a soddisfare una logica gestionale, sia di assecondare le richieste dei diretti interessati o, ancora meno, dei cittadini. Adesso si aspetta l’ennesimo protocollo, con la differenza che mentre prima gli attori coinvolti nella sua approvazione erano solo Figc e Cts, adesso vi prendono parte anche Federmedici e ministeri, andando a complicare un quadro già di per sè ingarbugliato. Alquanto meschina la decisione di scaricare tutta la responsabilità sui medici sociali, mentre quella dei ritiri, considerando la non disponibilità di strutture adeguate, fa pensare che chi l’abbia decisa non abbia una visione concreta della realtà.

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Serie A, Gosens: “Complimenti alla Germania, qui siamo invidiosi”

Serie A, Gosens: “Complimenti alla Germania, qui siamo invidiosi”

Questo fine settimana ripartirà la Bundesliga; il campionato tedesco riparte con un match di cartello, quello tra Schalke 04 e Borussia Dortmund e Gosens, l’esterno dell’Atalanta, sarà pronto davanti al televisore sabato alle 15:30 per godersi la sfida. Il calciatore tedesco non perde occasione di lodare la sua nazione, che in tempi rapidissimi è riuscita ad avviare un piano di ripartenza per il calcio. Ecco le parole dell’esterno atalantino alla Bild:

“È stato bello ritrovarsi, bello vedere le acconciature dei compagni: i parrucchieri qui sono ancora chiusi, alcuni si sono fatti tagliare i capelli dalle loro compagne, e si vede… Altri invece non hanno osato, e si è visto anche questo…”.

“E io alle 15,30 guarderò Borussia Dortmund-Schalke 04. Non si può che togliersi il cappello nel vedere come la DFL sia riuscita in poco tempo a riavviare la macchina del calcio: in Italia c’è un po’ di invidia, perché tutti noi vogliamo tornare in campo. Qui l’ipotesi è ancora lontana e in Germania stanno già ricominciando. Anche se giocare a porte chiuse non è certo il massimo”.

 


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Modificato il protocollo FIGC, Spadafora: “Allenamenti di gruppo dal 18 maggio”

Modificato il protocollo FIGC, Spadafora: “Allenamenti di gruppo dal 18 maggio”

Annuntio vobis gaudium magnum, habemus ripresa degli allenamenti! Il 18 maggio, come previsto dal Governo dall’inizio della Fase 2 e come sperato dai vari club di Serie A che avrebbero addirittura anticipato quella data, se fossero stati loro a decidere. Protocollo FIGC modificato e accettato secondo le osservazioni fatte dal CTS, pertanto si può andare avanti verso la ripresa del calcio cominciando dalla ripresa degli allenamenti collettivi di squadra. Come riportate da Goal.com, andiamo a vedere le parole del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora dopo la consegna del protocollo FIGC riveduto:

“Pochi minuti fa ho ricevuto una lettera del presidente della FIGC Gravina, in cui ha reso noto che la Figc ha accolto tutte osservazioni del Comitato Tecnico Scientifico, riadattando il protocollo consentendo senza altre difficoltà di riprendere gli allenamenti dal 18 maggio“.

Ma in cosa è stato modificato il protocollo FIGC? Come riportati da Onefootball, andiamo a vedere i quattro punti rivisti che hanno permesso la ripresa degli allenamenti di squadra al 18 maggio:

– Qualora durante il periodo di quarantena volontaria ci sia un positivo si dovrà provvedere all’immediato isolamento del soggetto interessato in una stanza ben aerata che dovrà rimanere chiusa, senza che nessuno possa accedervi ad eccezione delle squadre di emergenza.

– Nel caso sopraindicato, tutti gli altri componenti del gruppo dovranno non avere contatti con qualsiasi altro soggetto esterno per 14 giorni.

– In caso di accertata positività del soggetto, nei confronti dei suoi contatti stretti (verosimilmente tutto il gruppo squadra nel caso si tratti di uno dei suoi componenti, si procederà a: 1) isolamento fiduciario di tutto il gruppo per 14 giorni con sorveglianza attiva. 2) ripristino delle misure più rigide di distanziamento e sospensione temporanea degli allenamenti collettivi fino alla ripetizione dei test molecolari e sierologici. 3) pulizia e sanificazione di tutti i locali.

– L’intera delegazione sportiva (calciatori, personale dirigente, assistenti, maestranze e tutti gli altri lavoratori a qualsiasi titolo coinvolti) rimarrà posta, come è ovvio, sotto il controllo sanitario e la responsabilità dell’Autorità Sanitaria Locale su cui ricade la competenza della struttura ricettiva che ospita la delegazione medesima.

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La Lega Serie A vota per la ripresa al 13 giugno

La Lega Serie A vota per la ripresa al 13 giugno

Si riparte il 13 giugno! Governo permettendo, s’intende. Questa è la decisione presa dai club di Serie A riunitisi in videoconferenza quest’oggi in assemblea, che hanno indicato il 13 giugno come prima data utile per riprendere a disputare il campionato. Come si legge su Il Corriere dello Sport, la decisione è stata presa oggi con 16 voti a favore sulle 20 squadre partecipanti alla video conferenza, mentre le altre 4 squadre rimanenti hanno votato a favore della ripartenza al 20 giugno. Nei prossimi giorni si attende inoltre l’ok da parte del governo per la ripresa degli allenamenti collettivi, per tutte le squadre, a partire da lunedì prossimo (18 maggio). Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, nei giorni scorsi, aveva vincolato il nullaosta alle modifiche del protocollo della Federcalcio, che devono seguire le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico. Se dovesse passare ufficialmente la ripartenza del campionato il 13 giugno, l’attuale bozza di calendario prevede partite ogni 3-4 giorni fino alla conclusione del 2 agosto, con pause soltanto per disputare le semifinali di ritorno e la finale di Coppa Italia, in calendario rispettivamente il 1° e il 22 luglio.

Questo il comunicato apparso sul sito della Serie A al termine dell’odierna assemblea: “L’Assemblea della Lega Serie A si è riunita oggi con tutte le Società presenti e collegate in video conferenza. La Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo. Per quanto riguarda la ripresa dell’attività sportiva è stata indicata, in ossequio alle decisioni del Governo e in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori, la data del 13 giugno per la ripresa del campionato. L’Assemblea ha inoltre indicato il Dott. Nanni della Società Bologna per rappresentare nella Commissione medico scientifica della FIGC le istanze delle Società, che saranno previamente informate in sede assembleare”.

La Lega Calcio, dunque, ha respinto la richiesta di sconto presentata da Sky in merito all’ultima rata dei diritti televisi per la stagione 2019/2020. Secondo Calcio e Finanza l’ultima rata vale circa 162 milioni, di cui 130 da Sky e 32 da DAZN.

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Serie A, dal diciotto maggio riprendono gli allenamenti collettivi

Serie A, dal diciotto maggio riprendono gli allenamenti collettivi

La Serie A si avvia, forse, verso la ripresa della stagione calcistica; il massimo campionato italiano, infatti, non ha ancora stabilito una data precisa per la ripresa (come, invece, è stato fatto per la Bundesliga) ma un primo passo è stato fatto. Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora, infatti, ha stabilito che le squadre potranno tornarsi ad allenare in modo collettivo a partire dal prossimo diciotto maggio. Una decisione che lascia aperto uno spiraglio verso un lento ritorno alla normalità; la decisione è stata presa dopo che la FIGC ha accettato le richieste arrivate dal Comitato tecnico scientifico. Queste richieste prevedono:

-I club devono restare quindici giorni in ritiro nei propri centri di allenamento.

-Qualora, e non è completamente da scartare come ipotesi, un calciatore dovesse risultare positivo i suoi compagni di squadra dovranno sottoporsi a ben due tamponi.

-Se i due tamponi risulteranno negativi la squadra continuerà la preparazione mentre, in caso contrario, sarà costretta a due settimane di isolamento.

Misure di sicurezza prese nel tentativo di limitare il più possibile il rischio di nuovi contagi e di tenere in sicurezza giocatori e staff. Dopo la Bundesliga, la Premier e (probabilmente) la Liga anche la Serie A si avvia verso una lenta ripresa. La volontà sembra essere quella di far terminare la stagione nonostante i rischi a cui si andrà incontro.

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Lazio, parla il medico: “Il virus sta morendo. Il problema è la contagiosità”

Lazio, parla il medico: “Il virus sta morendo. Il problema è la contagiosità”

Le squadre di Serie A stanno si stanno allenando per potersi preparare al meglio alla ripresa della Serie A qualora si decidesse di ricominciare la stagione calcistica in Italia. Una delle squadre che sta portando avanti le sessioni in maniera piuttosto intensa è la Lazio; il club biancoceleste, infatti, ha interrotto il suo campionato al secondo posto ma con tutte le carte in regole per porre fine al dominio bianconero. In attesa di capire come e quando si tornerà in campo ha parlato il medico della squadra capitolina. Ecco le parole di Ivo Pulcini, rilasciate ai microfoni di Radio Radio: ” Il Coronavirus sta morendo? Secondo me sì, perché la manipolazione ha prodotto un danno grave che riguarda non la letalità, perché la letalità come dice il Professor Tarro è dell’1% non è alta, il 90% delle persone affette guarisce spontaneamente; ma dalla contagiosità. L’elevata contagiosità che poteva far affluire nelle strutture sanitarie una quantità esagerata di persone. Non esiste la malattia, ma esiste il malato. Bisogna che il medico si riappropri della propria identità, della propria autonomia e della propria libertà. Perché non me lo deve dire il politico quello che devo fare. Ho le ultime linee guida del Comitato Tecnico Scientifico in cui si dice che i tamponi devono essere per la collettività, ma questo non è un problema della scienza, bensì della politica. Il Comitato Tecnico Scientifico non ha voluto sentire la voce del medico del calcio che vive sul campo e non vive dietro una scrivania. Vive dove non c’è la scienza pura ma, c’è l’evidence based medicine, che cammina parallela a quella scientifica. Se si uniscono vanno a vantaggio della salute e della popolazione. La medicina non è una scienza; la medicina è un’arte. Per essere un artista purtroppo non basta la laurea. Altrimenti troveremmo tutto sui libri. Questo capita quando si fanno dei protocolli spesso dannosi. Se in qualche caso avessi usato il protocollo, il paziente sarebbe morto. Oggi la superficialità dei titoli è grave. Forse c’è il desiderio di creare questa confusione per dare spazio alle persone incapaci che occupano dei posti sbagliati, e se la domanda è sbagliata capite la risposta”

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Calciomercato Napoli, ritorno di fiamma per Josip Ilicic

Calciomercato Napoli, ritorno di fiamma per Josip Ilicic

Calciomercato Napoli- L’interesse dei partenopei per Josip Ilicic è di lunga data. Nello scorso calciomercato il presidente De Laurentiis ha cercato in tutti i modi di strappare il giocatore dalla corte di Gaperini ma proprio il tecnico atalantino ha convinto lo sloveno a rimanere a Bergamo. L’edizione odierna de Il Mattino pone l’accento proprio su Ilicic e su ritorno di fiamma per portarlo sotto il Vesuvio. La trattativa è legata al futuro di Dries Mertens. Sembra sempre più probabile che il belga vada via a a parametro zero, anche se l’offerta del Napoli (4,5 milioni di euro per i prossimi due anni) non è stata ancora pareggiata da altri club. La priorità del club di De Laurentiis sembra quella di trattenere “Ciro”. Qualora non si riuscisse nell’impresa si punterà tutto su Josip Ilicic.

Lo sloveno ha senza dubbio il gradimento di mister Rino Gattuso, anche perché questa è stata finora la migliore stagione del giocatore dell’Atalanta, capace di mettersi in luce anche e soprattuto in Champions League.

Per lui i numeri parlano chiaro: 21 presenze e 15 reti in campionato, una presenza e una rete in Coppa Italia e 7 presenze e 5 reti in Champions League. Cifre da capogiro. Attualmente il cartellino del classe ’86 è stimato, secondo Transfermarkt, a 17,50 milioni di €, sicuramente possibile per le finanze del Napoli. La trattativa, come abbiamo visto nelle scorse stagioni, non è facile e tanto dipenderà dalla volontà del giocatore di lasciare Bergamo.


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Chiellini e Balotelli si chiariscono dopo le dichiarazione dello juventino

Chiellini e Balotelli si chiariscono dopo le dichiarazione dello juventino

Giorgio Chiellini e Mario Balotelli si chiariscono in una diretta del programma Le Iene dopo le dichiarazione rilasciate dallo juventino il quale definiva SuperMario una persona negativa, senza rispetto per il gruppo. Ne avevamo parlato qui

Ecco i passaggi della doppia intervista

Iene: «Mario, vogliamo parlare di Chiellini!».

Balotelli: «No dai! Ho già risposto, basta!».

Iene: «Ti va di fargli una dedica su una maglietta, per fare pace?».

Balotelli: «Fai una cosa: mettimela nell’ascensore. La porto in casa, la firmo e te la rimando giù».

Iene: «Vai. Puoi scriverci quello che vuoi!».

Iene: «Saliamo anche noi. Vai Mario, ti aspettiamo qui! Solo una domanda, Mario. Quando hai letto le dichiarazioni di Giorgio, cos’hai pensato?».

Balotelli: «Dai ragazzi! Per me è finita qua la storia, non ho problemi».

Iene: «Scusami, lui l’ha proprio scritto in un libro».

Balotelli: «Eh, va bene».

Iene: «L’ha fatto per vendere qualche libro in più, dici?».

Balotelli: «No, non lo so, ma, secondo me è uscita male la frase. Leggete la maglietta, dai!».

Iene: «Leggila tu come se fosse una poesia, vai!».

Balotelli: «Anche se inaspettatamente mi hai pugnalato alle spalle, ti voglio comunque bene, abbraccio, grande!».

Iene: «Grande Mario, parole giuste! La nostra missione ora è quella di andare a Torino e vediamo se ha il coraggio di dirti le cose in faccia!».

Iene: «Com’è andata la quarantena?».

Chiellini: «Bene! Sono riuscito a stare un po’ di più con la famiglia».

Iene: «Hai imparato a cucinare? Hai fatto la pizza?».

Iene: «Hai preso un’altra laurea online?»

Chiellini: «No! Mi allenavo la mattina presto e poi stavo con mia moglie e le due bambine».

Iene: «Quando è scoppiato il caso Covid, eri preoccupato?»

Chiellini: «Preoccupato no. Poi sono stato tanto in quarantena al centro sportivo, non pensavo ci fosse questa gravità nel mondo, per fortuna la mia famiglia era a Livorno, dove non è arrivato con la stessa intensità che abbiamo vissuto a Torino».

Iene: «In Francia hanno assegnato il Campionato a PSG. Il campionato secondo te riprende o lo danno vinto alla Juve?».

Chiellini: «Noi ci alleniamo e poi vedremo nelle prossime settimane».

Iene«In realtà vorremmo farti anche un’altra domanda sulla Champions: quest’anno siete una corrazzata, ad un certo punto, dalla Cina, arriva il Covid19, ma non è che Steven Zang ha costruito il virus per non farvi vincere la Champions?».

Chiellini: «Non c’era bisogno del virus dalla Cina, ci abbiamo pensato noi negli anni scorsi!».

Iene: «Quest’anno c’erano gli Europei?».

Chiellini: «Quelli li abbiamo spostati con grande anticipo».

Iene: «Se tu l’anno prossimo sei convocato, con Mancini c’è anche la possibilità che venga convocato anche Mario Balotelli».

Chiellini: «Mamma ragazzi, sarebbe un piacere! Io non ho mica problemi!».

Iene: «Nelle tue dichiarazioni non dici che Balotelli è una persona negativa in generale».

Chiellini: «Ci sono state situazioni in cui lo è stato».

Iene: «Siamo andati ad incontrarlo e lui, che è sempre istintivo nel rispondere, ha scritto una dedica per te».

Chiellini: «Anche se inaspettatamente mi hai pugnalato alle spalle, ti voglio comunque bene, abbraccio, grande! Mario” Sorpreso piacevolmente!».

Iene: «Lo vogliamo fare un saluto volante a telefono a Mario?».

Iene: «Un faccia a faccia virtuale!».

Le Iene quindi decidono di fare, insieme a Chiellini, una videochiamata a Balotelli:

Chiellini: «Ciao Mario!».

Balotelli: «È la prima volta in vita mia che il casino l’hai fatto tu e non l’ho fatto io!».

Chiellini: «Ero Invidioso! Perché nella vita per migliorare bisogna sbagliare!».

Balotelli: «Io sono perfetto, allora!».

Iene: «La facciamo la pace, vero?».

Balotelli: «Ma non c’è mai stata la guerra ragazzi, ve l’ho già detto!».

Chiellini: «Ci sono stati degli screzi, a me dispiace ma qualcosa dovevo dire, Mario, poi ti avrei scritto fra un po’, te lo dirò di persona, più avanti».

Chiellini: «Grazie per la maglietta! Questa la tengo per davvero!».

Balotelli: «Va benissimo! Comunque Giorgio, a parte gli scherzi, Io ti ho risposto nel senso che…».

Chiellini: «Hai fatto bene! Ero indeciso se metterlo, però non raccontare “nulla” è brutto, mi sembrava da falso e ipocrita. Mi prendo annessi e connessi».

Balotelli: «Con le cose brutte che potevi raccontare, proprio me dovevi mettere? Hahaha!».

Iene: «Va bene il momento di pace però Giorgio, vuoi dirglielo che nel 2013 due schiaffi volevi darglieli davvero?».

Chiellini: «Si è fatto male, è andato via prima di darglieli!».

Balotelli: «Ma veramente ti riferivi alla Confederations Cup?».

Chiellini: «Eh Mario…va bene, dai».

Balotelli: «Che cosa è che avevo fatto?».

Chiellini: «Non te lo ricordi?».

Balotelli: «Ma no, a parte essere andato via, cos’è che avevo fatto di così brutto? Giuro non mi ricordo».

Chiellini: «Con il Brasile, un paio di cose…».

Balotelli: «No aspetta, mi ricordo adesso! Che mi sono arrabbiato perché perdevamo e Gigi mi fa: “Non siamo mica il Brasile noi”, quella cosa lì?».

Chiellini: «Sì, più o meno».

Balotelli: «Va bene dai, non è una cosa grave quella. Io ho risposto soprattutto perché, ti dico la verità, da Giorgio non me l’aspettavo, nel senso che, non sono una persona negativa, sono uno che scherza sempre, ti ho risposto perché ti voglio bene, perché se non me ne fregasse niente non avrei mai risposto».

Chiellini: «Si migliora tutti con gli anni, vedi? Sono passati tanti anni, siamo pronti a scrivere un’altra pagina del prossimo libro».

Balotelli: «Ma questo libro, non potevi pubblicarlo tra cinque anni?».

Chiellini: «Ma sono troppo vecchio Mario, io smetto tra poco! Poi non mi legge più nessuno, è quello il problema! Il prossimo libro lo potrai raccontare tu!».

Balotelli: «No, sarebbe troppo lungo un mio libro!».

Iene: «Senti Mario, te lo facciamo regalare il libro da Giorgio!».

Balotelli: «Sì, strappa le pagine dove parla di me!».

Chiellini: «Promesso! (Chiellini scrive una dedica a Balotelli sul suo libro, ndr.) “A Mario, sbagliando ho imparato tanto e continuo a farlo giorno dopo giorno. Ti auguro il meglio, e spero di vederti presto in campo!».


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Roma, Diawara: “Ho recuperato dall’infortunio, sono pronto per giocare!”

Roma, Diawara: “Ho recuperato dall’infortunio, sono pronto per giocare!”

Il centrocampista giallorosso Amadou Diawara, ha rilasciato un’intervista a Roma Radio. L’ex Napoli ha risposto a molte domande ed ha affrontato parecchi temi.

Il centrocampista guineano ha disputato 19 partite in questa stagione, prima del brutto infortunio al menisco che lo tiene lontano dai campi dal 20 Gennaio scorso.

Come ha vissuto questo periodo così particolare?
“Sto vivendo questo periodo come tutti, con un po’ di stress. Non vedo l’ora che finisca questo brutto periodo. Sono rimasto a casa seguendo le direttive del Governo”.

Com’è la situazione in Africa?
“Il virus ha colpito anche la Guinea, ma la situazione al momento sembra sotto controllo. Ho sentito mio padre e le mie sorelle, mi dicono che la situazione si sta risolvendo piano piano. Ci sono meno casi rispetto all’Italia, ma il virus ci ha comunque colpito, però è sotto controllo”.

Quanto conta per una squadra di calcio far parte in modo concreto del tessuto sociale al quale appartiene?
“La Roma si è comportata da grande squadra con quello che ha fatto fuori dal campo durante l’emergenza. Il calcio è lo sport più seguito al mondo e deve dare il suo contributo anche in queste situazioni”.

Che effetto le ha fatto tornare a Trigoria? Veniva da un infortunio, come sta?
“Sto bene. Non vedevo l’ora di tornare in campo per allenarmi con gli altri, anche se per ora ci stiamo allenando individualmente. Non vedevo l’ora di tornare a Trigoria, incontrare i compagni e tornare a fare le cose che facevamo prima”.

Qual è stata la cosa che le è piaciuta di più tornando in campo?
“Ritrovare i compagni. Stando con loro tutti i giorni ti ci affezioni. Non è stato bello non vederli per così tanto tempo, mi mancavano”.

All’inizio ha giocato poco, poi ha dato la sensazione di essersi inserito bene nel gioco di Fonseca…
“Venivo da un anno a Napoli, dove avevo giocato poco. Quindi sapevo che alla Roma avrei dovuto dare il 100% quando mi sarebbe stata data l’opportunità. Ho capito cosa voleva il mister da me e dagli altri centrocampisti e mi sono inserito bene”.

Cosa vi chiede Fonseca?
“Il mister ci chiede di metterci posizionati bene con il corpo, di aiutare i centrali difensivi. Gli piace uscire sempre con il pallone dal basso, il suo calcio è divertente”.

Ha scelto la numero 42 per Yaya Touré. Che cosa ha rappresentato per il calcio africano?
“E’ stato un grandissimo giocatore e un simbolo per tutti gli africani che giocano in questo ruolo. Di lui mi piaceva tutto, dalla visione di gioco alla tranquillità con il pallone. Mi faceva impazzire da piccolo. Devo fare qualche gol in più per assomigliargli ma con un po’ di lavoro posso arrivarci”.

E’ arrivato alla Roma tra lo scetticismo generale. Quando ha avuto la sensazione di aver vinto la tua scommessa?
“Quando sono arrivato alla Roma non avevo continuità di gioco, mi ero fatto anche male. Sono andato in Coppa d’Africa, mi ha aiutato molto e sono tornato anche prima per iniziare a lavorare con i compagni. Non era semplice entrare subito nei meccanismi della squadra, ho aspettato il momento sapendo che quando avrei trovato continuità non avrei deluso i tifosi romanisti ed è stato così”.

Che cosa si aspetta quando ritornerete in campo?
“Quando torneremo in campo sarà come a inizio campionato. Veniamo da un lungo periodo di stop, ci siamo allenati a casa. Servirà la forza per ricominciare e andare a mille per centrare il nostro obiettivo. Speriamo di tornare in campo, se si gioca il nostro obiettivo è arrivare tra le prime quattro”.

E’ riuscito a fare qualche passeggiata per Roma?
Ho avuto poco tempo per visitare Roma tra allenamenti, partite e infortuni. Non vedo l’ora che tutto questo finisca per scoprirla meglio.


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Serie A, CTS impone 15 giorni di isolamento per i club prima della ripresa

Serie A, CTS impone 15 giorni di isolamento per i club prima della ripresa

Come riferisce l’ANSA il CTS (Comitato Tecnico Scientifico) ha disposto delle nuove regole, dopo le quali, se rispettate, si passerà alla decisione finale sulla ripresa del Campionato di Serie. Secondo il CTS le squadre e i membri degli staff tecnici dovranno rimanere in isolamento per 15 giorni dal momento della ripresa degli allenamenti di gruppo. Dopo questi 15 giorni di isolamento si potrà prendere in considerazione la definitiva ripartenza della Serie A, ovviamente a porte chiuse.

Già in atto è la quarantena di tutto il gruppo dopo un contagio e la responsabilità del medico. La richiesta dei calciatori è stata quella di non superare le 2 settimane di isolamento, poiché sarebbe problematico a livello psicologico. Oltre a questo secondo La Gazzetta dello Sport, sono emersi altri dubbi che riguardano anche «la realizzazione dei test molecolari sulle persone interessate alla ripresa degli allenamenti di squadra», che «non deve minimamente impattare sulla disponibilità del reagentario da dedicarsi in maniera assoluta ai bisogni sanitari del Paese».

Se la curva dei contagi dovesse abbassarsi in maniera importante da qui ai primi giorni di Giugno allora sarebbe davvero possibile concludere questa travagliata stagione calcistica.


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