Rakitic: “Non rientro nella trattativa di Lautaro ma se arrivasse sarei felice”

Rakitic: “Non rientro nella trattativa di Lautaro ma se arrivasse sarei felice”

Il centrocampista del Barcellona Ivan Rakitic in un’intervista a RadioCope ha parlato della ripresa in Germania, di mercato e della situazione in Spagna:

“È triste che non ci sia pubblico e che ci siano metri di distanza tra i giocatori in panchina. Ma penso che tutto sia andato bene. Ho parlato con diversi colleghi, anche con Neuer. Ora hanno un bel vantaggio su di noi, ma è bello che siano tornati in campo, è la cosa più emozionante. Anche per noi è stato speciale tornare ad allenarci, finalmente ci sentiamo di nuovo dei calciatori e possiamo divertirci tutti insieme. Abbiamo fatto un lavoro sul campo, ma ci sono alcune regole da seguire. Paura? No, al massimo rispetto delle regole, ci vuole tempo per capire come si evolve la situazione. Non ci fermiamo per chiacchierare e ci facciamo la doccia a casa.
Mi sono allenato molto in questi 2 mesi, mi sento bene. Quello che conta è riprendere senza che ci siano timori, non fa differenza una settimana in più o in meno”

Il giocatore croato ha parlato inevitabilmente anche di mercato: “La situazione è la stessa da 2-3 anni, io penso solo a lavorare bene con i miei compagni e giocare ad alti livelli. Il resto vedremo, di certo ho voglia di giocare. Sono tranquillo, sto bene qui e anche la mia famiglia. Le voci? Ci sono abituato, non è una novità. Naturalmente mi sarebbe piaciuto che il presidente o Abidal avessero smentito. Con Bartomeu non ho ancora parlato. Una chiamata non cambia la situazione, ma sarebbe bello avere qualche chiarimento. Non ho pensieri negativi ora, penso solo ad allenarmi. Io la chiave per Lautaro? Non ho avuto nessuna notizia dalla dirigenza. Se dovesse venire sarei contento ma non ho un ruolo nella vicenda”.


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Serie A, nessun accordo Lega-TV. Si andrà per vie legali

Serie A, nessun accordo Lega-TV. Si andrà per vie legali

Nella giornata di ieri è andato in scena l’incontro fra l’ad della Serie A De Siervo e i broadcaster, SKY, Dazn e IMG sulla questione legata ai diritti TV. All’appello manca ancora il versamento dell’ultima rata da 233 milioni di euro, sulla quale le emittenti vorrebbero uno sconto. Il confronto fra le parti non ha portato ad un nulla di fatto se non alla conferma che da parte della Serie A non verrà applicato nessuno sconto sulla stagione in corso, considerando prioritario il pagamento di quanto dovuto per poi, nell’eventualità, parlare della prossima. Se gli accordi non verrano rispettati De Siervo, che aspetterà al massimo pochi giorni, agirà per vie legali, avendo dalla sua la totalità dei club di Serie A (che hanno già fatto sapere che la Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo”) e di un contratto firmato da tutte le parti chiamate in causa.

Andando nello specifico, Sky aveva chiesto uno sconto tra i 120 e i 255 milioni sulla prossima stagione, in base all’esito del campionato 2019/20 mentre DAZN ha avanzato una proposta di dilazione e Img ha chiesto di posticipare i pagamenti a luglio 2020: tutte queste proposte sono state rigettate senza appello dalle società.

In questa vera è propria bagarre ne potrebbe approfittate il colosso Amazon. Prendendo in esame la Premier League, possiamo vedere come Amazon, l’azienda di commercio elettronico statunitense, ha acquistato i diritti di ritrasmissione sulla sua piattaforma video Amazon Prime di 30 partite del campionato, con l’esclusiva di tutto il Boxing Day. Jeff Bezos, fondatore dell’impero di Amazon, sembra proprio voler includere anche la nostra Serie A.

 


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Commisso: “Giocatori top solo con lo stadio, sogno Messi e Mbappè”

Commisso: “Giocatori top solo con lo stadio, sogno Messi e Mbappè”

Rocco Commisso, vulcanico e simpatico presidente della Fiorentina, da quando è approdato in Italia ci ha abituati a voler fare le cose in grande e “fast fast fast”, come ama dire lui. Il presidente della Viola ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sportmediaset dove ha parlato della sua Fiorentina, del futuro del club, dell’utilità di costruire in fretta il nuovo Centro Sportivo ed il nuovo Stadio, del calciomercato che verrà e dell’ipotesi playoff per la Serie A.

Andiamo a vedere cos’ha detto: “Paquetà e Belotti? Senza lo stadio di proprietà non si possono avere buoni giocatori. Con meno di 100 milioni di ricavi non possiamo fare come quei club che fatturano 400 milioni di euro. Questa è l’importanza dello stadio. Serve ad aumentare i nostri ricavi. Forse in questo calciomercato ci saranno più scambi rispetto al solito”.

Ci sarà un ritardo sul Centro Sportivo?
“Lo avremo la fine del 2021 con qualche mese di ritardo sulla tabella di marcia. Andiamo avanti. Lo stadio? La Toscana e i toscani ci vogliono bene. Eravamo partiti fast, fast, fast ma adesso siamo a slow, slow, slow. Se in Toscana vogliono bene alla Fiorentina devono farci fare lo stadio ai prezzi giusti. Lo stadio resterà per sempre a Firenze”.

Chiesa?
Mi dicono che mi sono troppo esposto e sono stato troppo aperto. Potremo parlare tra un mese o un mese e mezzo”.

Dopo Ribery quale giocatore sogna? Non è detto poi che debba arrivare…
Se devo sognare qualche giocatore dico Messi e Cristiano Ronaldo. Possiamo sognare ma non siamo il Real Madrid. Siamo la Fiorentina e dobbiamo essere pratici. La tifoseria deve capire anche questo aspetto. Non è che non vogliamo fare ma non possiamo fare. Ibrahimovic? E’ un campionissimo ma non abbiamo preso nessuna decisione per il futuro”.

Pensa che il campionato potrà riprendere?
Ci sono troppi poteri e troppa burocrazia. Spero che si arrivi alla decisione di lasciarci giocare perché il calcio è una grande industria in Italia. I miei giocatori hanno una gran voglia di iniziare di nuovo”.

Che pensa della formula dei playoff?
A me piace la tradizione del nostro calcio. Negli Usa non ci sono promozioni perché ci sono campionati chiusi. Per ora quindi ok ai playoff, ma non in futuro. Il campionato deve mantenere la formula che ha”.

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Napoli-Mertens, la storia continua. Per il rinnovo manca solo la firma!

Napoli-Mertens, la storia continua. Per il rinnovo manca solo la firma!

Pochi giorni fa sembrava davvero cosa fatta il passaggio di Dries Mertens dal Napoli all’Inter. Le cose, però, sembrano essere cambiate radicalmente, al punto che mancherebbe soltanto l’ufficialità per il rinnovo dell’attaccante belga con il club di Aurelio De Laurentiis che ieri lo avrebbe contattato personalmente per rassicurarlo sul contratto. Pare che “Ciro” abbia accettato la proposta fattagli dal Presidente, avendo dato comunque sempre priorità al Napoli. In verità l’accordo con l’Inter era già pronto come scrive la Gazzetta dello Sport e mancavano davvero solo le firme per un biennale con scadenza 2022 a 4 milioni di euro più bonus, 2.5 solo alla firma. Fatto sta che il Napoli ha pareggiato l’offerta e a quel punto Mertens, che percepirà gli stessi soldi che avrebbe preso all’Inter, ha semplicemente accettato decidendo, presumibilmente, di chiudere la carriera all’ombra del Vesuvio.

Importante, o meglio, fondamentale la mediazione di mister Gattuso che ha fatto del sano “pressing” sia alla società che al calciatore affinché la storia non finisse con la naturale scadenza del contratto. Il Napoli ha in mente anche un futuro dietro la scrivania per il calciatore belga che entrerebbe a far parte della dirigenza partenopea.

Con la maglia del Napoli Mertens ha fatto realmente la storia segnando 121 gol in 309 presenze, eguagliando il record di Marek Hamsik. La stagione migliore del classe ’87 è stata senza dubbio quella 2016/17 nella quale ha segnato ben 34 reti in 46 partite considerando tutte le competizioni.

 


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Inter, il “metodo Zhang” tra polemiche con la Lega e misure di sicurezza

Inter, il “metodo Zhang” tra polemiche con la Lega e misure di sicurezza

Una settimana di lavoro individuale ad Appiano Gentile e poi tutta la nuova fase di tamponi e test sierologici ai quali giocatori, dirigenti e staff tecnico sono stati sottoposti. Responso: non c’è un positivo. È quello che più comunemente si chiama “metodo Zhang”. Ovvero: sotto le dipendenze dell’Inter non sgarra proprio nessuno. Già abituato con Suning a far fronte al Covid-19 sul territorio cinese, già abituato a cambiare abitudini e approccio al prossimo, già abituato alla salita vertiginosa della curva epidemica da coronavirus, il giovane presidente dell’Inter fin dal principio ha alzato il tono verso la Lega e poi messo l’intero ecosistema nerazzurro in isolamento.

Zero margine, smartworking e ogni tipo di contatto neutralizzato. Solo così è stato possibile mantenere il numero di positivi a zero. Nessuno ha rischiato nulla in casa Inter e oggi i risultati si vedono anche alla Pinetina. Le dichiarazioni aspre dell’ad Marotta danno continuità alla linea dura portata avanti dalla proprietà. Se non esistono garanzie e davanti a linee guida improponibili, la società non ne vuole sapere di esporre i propri dipendenti e tesserati. Perciò il protocollo la Lega ha dovuto rivederlo con la Federazione che, ieri sera, ha dato l’ok per l’ennesimo invio al Governo, pronto a sua volta a girarlo in mattinata al Cts. Tra poco sapremo se la macchina avrà modo di attivarsi per davvero, fino alla sperata (per molti) ripartenza della stagione.

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Sky Sport, polemica Bergomi-Capello: “Sei demagogico”

Sky Sport, polemica Bergomi-Capello: “Sei demagogico”

Momenti di dibattito acceso ieri sera negli studi di Sky Sport in occasione di Sky Calcio Club. Fabio Capello spinge per la ripresa del campionato di Serie A ad ogni costo:”Non nascondiamoci, finanziariamente il calcio ha bisogno di ripartire. Darebbe sospiro a tutti gli italiani, non dimenticando la gente che ci lavora e tutto l’indotto”. La risposta di  Bergomi: “Non si può pensare di tenere questi ragazzi per quattro settimane di ritiro adesso e poi fargli iniziare il campionato. E’ troppo, sottovalutiamo l’aspetto psicologico. Sono ragazzi giovani, ognuno ha una sensibilità diversa. Non tiriamo in ballo il fatto che guadagnano tanto”. A quel punto Capello ha obiettato:”Cosa vuoi che sia un ritiro? C’è gente che perde il lavoro, oppure in cassa integrazione… cosa sarà mai un ritiro da 40 giorni per i calciatori?”. La replica dello Zio è stata con tono irritato: “Sei demagogico. Bravo, con questa frase ora prenditi l’applauso…”, le sue parole.

Proprio oggi il Governo ha annunciato l’imminente approvazione di un nuovo protocollo per gli allenamenti da sottoporre alla conferma del Comitato tecnico-scientifico: annullata l’ipotesi del ritiro “bolla”, stante l’impossibilità per le società di contare su strutture adeguate. Un dettaglio sicuramente non tenuto in considerazione dall’ex allenatore, con Bergomi che, pur essendo dalla parte della ragione, si sarà fatto trascinare dal clima di polemica che imperversa in questi tempi difficili per tutti.

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P. Cannavaro: “Il calcio è un motore che manda avanti l’Italia, si riparta”

P. Cannavaro: “Il calcio è un motore che manda avanti l’Italia, si riparta”

Paolo Cannavaro, ex difensore di Sassuolo e Napoli, ha rilasciato un’intervista a TuttoMercatoWeb nella quale si è esposto circa la ripresa del calcio. Durante l’intervista Cannavaro ha parlato del Ministro Spadafora, della vita in Cina (dato che vive lì essendo collaboratore tecnico del Guangzhou), del Coronavirus e del famoso maxi ritiro. Andiamo a vedere le parole di Paolo Cannavaro a TMW:

Cannavaro, lei e il Covid-19 vi siete inseguiti…
Eravamo in Cina quando ci sono stati i primi avvisi di Coronavirus, poi ci siamo trasferiti a Dubai con la squadra e al ritorno siamo rimasti segregati nel nostro centro sportivo. Dopo aver fatto tutti i controlli del caso siamo tornati in Italia. Poi siamo andati di nuovo a Dubai e mentre stava per finire il ritiro iniziavano i primi casi in Italia tant’è che non siamo potuti tornare a casa. Così da Dubai ci siamo trasferiti in Cina dove il virus stava per finire e stava iniziando proprio negli Emirati”.

Distanziamento sociale, attività chiuse, rinuncia alle proprie abitudini. Abbiamo vissuto due mesi surreali.
Credo che il distanziamento sociale sia stata la cosa più brutta del Covid-19. In famiglia si sta sempre meno, le distrazioni sono tante. Poter stare con i propri cari non è poi così male. E invece il Covid ha creato questa triste situazione del distanziamento, un momento davvero brutto”.

In Cina come è stata gestita la situazione?
Alla grande. Ci sono state tante iniziative da parte del Governo e delle aziende private. Oggi è tornata la normalità, ci sono tanti controlli e a breve verrà eliminato l’obbligo della mascherina”.

Come si va al ristorante?
Sei una persona libera, puoi fare la tua vita. Ovunque vai però devi compilare un foglio o scaricare l’applicazione dove dichiari che sei stato in quel determinato posto. Tramite i controlli risalgono alle frequentazioni”.

In palestra invece?
Bisogna indossare le mascherine all’ingresso, poi in qualsiasi locale vai trovi l’igienizzante e ti misurano la temperatura corporea. In palestra dopo l’utilizzo degli attrezzi sei obbligato a disinfettarli e l’accesso è limitato ad un determinato numero di persone. Le piscine sono ancora chiuse, così come i cinema. Si può invece praticare lo sport all’aperto. Noi stiamo svolgendo allenamenti con regolarità da sei settimane, i nostri calciatori vengono controllati all’ingresso, c’è stato qualcuno con la febbre che è stato mandato a casa per qualche giorno fino all’esito del tampone. Ora aspettiamo la riapertura del campionato”.

E dal barbiere?
Non posso rispondere direttamente (sorride, ndr) ma vedo gli altri che vanno: si va per appuntamento con degli indumenti monouso dei quali poi bisogna spogliarsi. E ci si può sedere dopo che il posto viene sterilizzato. Però, vorrei fare un appello”.

Prego.
Attenzione: il Coronavirus non è passato e non possiamo fare tutto ciò che ci piace. Nessuno dovrà reagire così. Questi sono i primi step. Dobbiamo abituarci a convivere con la mascherina e i controlli costanti. In questo momento qualche regola deve cadere, anche sulla privacy. Se vado in un bar e mi viene chiesto di fornire il numero di cellulare e qualche dato so che devo darlo per il bene mio e degli altri. Facciamo finta che sia una partita di calcio: in questo momento siamo tornati in vantaggio, cerchiamo di conservarlo per arrivare al periodo estivo e divertirci. Spero che la gente torni ad avere degli introiti per pagare le spese che sono comunque tante. Torniamo alla normalità, ma con il massimo rispetto delle precauzioni”.

Il Governo a breve consentirà di scaricare l’applicazione Immuni sui cellulari per prevenire il contagio. Qualcuno fa appello alla privacy.
Quando viene presa una decisione non sta mai bene a nessuno. Ci saranno sempre ricorsi e controricorsi. Nelle scelte non si può accontentare tutti. Bisogna fare la cosa più intelligente. È un momento speciale, qualche regola deve crollare. La privacy è importante, ma se dovessi andare in un ristorante preferirei dare i miei dati e tutelare la mia salute così da sapere se qualcuno positivo e magari asintomatico ha frequentato il mio stesso locale. E poi, quando compriamo un cellulare siamo già schedati: non ci vuole nulla ad intercettare i movimenti… la privacy non verrà mai violata, l’applicazione sarà una forma di tutela. Qui in Cina c’è un’app che si chiama We Chat, funziona come whatsapp ma è molto più evoluta e quando sali su un mezzo pubblico basta scansionare il codice per registrare la tua presenza. Sarà meglio saperlo prima se si è a rischio piuttosto che dopo aver contagiato qualcuno”.

In Germania è tornato il calcio, in Italia il Governo ancora non decide. Lei, come la vede?
Sono a favore della ripresa, a patto che il nostro Paese possa prendere una boccata d’ossigeno. Se fossi ancora un calciatore di Serie A sarei favorevole alla ripresa, consapevole anche che ci possa essere qualche modifica come ad esempio giocare i playoff e i playout. Questo rimarrà per sempre nella storia come un campionato diverso, non si può pensare di finirlo normalmente. Meglio finire in modo diverso e poi riprendere il nuovo. L’azienda calcio funziona alla grande, il mondo del pallone fa star bene tante persone dal punto di vista lavorativo. Bisogna ripartire”.

Si è discusso tanto del maxi ritiro, che alla fine non si farà.
Isolare i calciatori e gli allenatori non basta, dietro il sistema non ci sono soltanto loro. Ci sono la stampa, i tecnici, i commissari federali, gli arbitri, gli autisti. Mandare i calciatori e gli allenatori in ritiro non risolve il problema. L’Italia sta avendo sempre meno casi e sta andando verso la normalità. Andando in ritiro non si risolve il problema, in hotel ci sarebbero i camerieri e altre persone. E poi il giorno della partita si frequenterebbero comunque altre persone. E quindi bisognerebbe mettere in quarantena tutti coloro che prenderebbero parte alle partite. No, così non sarebbe facile. Non vorrei essere nei panni di Gravina, verso il quale provo grande affetto, è stato il presidente dell’Under 21 quando ero in Nazionale”.

Lei, come tutti i calciatori e gli allenatori, probabilmente è più uomo di sport rispetto al Ministro Spadafora che sembra non amare il mondo del calcio. Che consiglio gli darebbe?
Il Ministro dello Sport avrà una pressione psicologica molto forte. Però non deve dimenticare che il calcio in Italia è lo sport più seguito. Tante volte il calcio viene visto come un mondo di viziati, gente che guadagna tanto. Questa storiella l’ho sentita troppe volte. La verità è che il calcio in Italia è una religione, una fede, una passione che non toglierà mai nessuno. Se la maggior parte del paese ama parlare di calcio non è colpa di nessuno. Se in altri sport non ci sono altri privilegi è un’altra storia. Magari oggi c’è la pressione di altri settori. Il calcio è un motore che manda avanti l’Italia e deve avere il giusto peso. Capisco la pressione, ma il calcio è lo sport più seguito in Italia ed è giusto che sia in cima alle cose di cui occuparsi. Se quello più seguito fosse stato un altro sport, si sarebbe parlato dell’eventuale altra disciplina”.

E la sua esperienza in Cina?
Sto facendo una buona scuola al fianco di mio fratello e insieme ai ragazzi dello staff sto imparando. Spero di dare un contributo anche io. Abbiamo creato un nuovo Guangzhou con tanti giovani che giocavano anche in categorie inferiori. Questo nuovo progetto ci ha portato a vincere uno Scudetto a perdere la semifinale di Champions contro una squadra molto forte. Sono contento sia professionalmente che personalmente, sono in un Paese che va a tremila. Ho tanto da imparare da questa esperienza”.

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Serie A, nuovo protocollo dal Governo: no al ritiro “bolla”

Serie A, nuovo protocollo dal Governo: no al ritiro “bolla”

Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha confermato di aver ricevuto la nuova proposta relativa al protocollo medico da seguire per la ripartenza del calcio. Un nuovo documento che dovrebbe risolvere i punti critici riscontrati nella versione precedente.

Come spiega La Gazzetta dello Sport, tra le novità principali è che non ci sarà più la tanto discussa “bolla”, niente più gruppo chiuso, si dormirà a casa. A ogni sessione, ci sarà il termo scanner che misurerà la temperatura e chi avrà più di 37,5 non potrà partecipare agli allenamenti. Per arrivare a consentire di dormire a casa serviranno però controlli più frequenti. E quindi, si adottano in toto quelle indicazioni della Federazione Medico-Sportiva che erano state messe da parte vista la «specificità» del calcio. Anche i tamponi saranno effettuati ogni quattro giorni. Si tratta di una decisione che fa in conti con l’impossibilità attuale per i club di Serie A (ad eccezione della Juventus con il J Hotel) di disporre di una struttura per mettere in atto l’isolamento del gruppo squadra.

Secondo punto è la questione su cosa fare in caso di positività. Dopo aver disposto l’immediato isolamento della persona, tutta la squadra si isolerà per due settimane, ma all’interno del centro sportivo e proseguendo gli allenamenti.

Se la decisione risolve il problema per gli allenamenti, il problema rimane per la ripresa del campionato. Per questo si è deciso di valutare la questione della «quarantena automatica» per la squadra più avanti. Si dovrà aspettare lo sviluppo della curva epidemiologica nei prossimi 10-12 giorni.

La nuova proposta ha fatto passare in secondo piano la vicenda del passaggio agli allenamenti collettivi. Il Dpcm firmato da Giuseppe Conte non basta, ci vorranno delle linee guida che il Cts deve validare per portare poi alla pubblicazione sul sito del ministero dello Sport.

Gli scienziati si riuniscono soltanto oggi, quindi anche per questa giornata i calciatori dovranno allenarsi soltanto in forma individuale. Con le nuove linee guida, sarà possibile farlo invece in piccoli gruppi, anche con il pallone, però sempre osservando il distanziamento di due metri.

Un documento che in sostanza non aggiunge molto ai protocolli precedenti, eccezion fatta per il provvedimento sui ritiri, e rimanda le decisioni più importanti in base ai successivi sviluppi della curva epidemiologica. Restiamo in attesa di uleriori novità.

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Mkhitaryan: “Sarebbe bello rimanere a Roma, città e squadra sono fantastiche”

Mkhitaryan: “Sarebbe bello rimanere a Roma, città e squadra sono fantastiche”

Henrikh Mkhitaryan in poco tempo è diventato è diventato centrale nel progetto Roma, indispensabile negli schemi di Mr Fonseca e idolo della tifoseria, tutto grazie alla sua professionalità ed al suo talento. Quest’oggi Henrikh Mkhitaryan ha rilasciato un’intervista all’ambasciata armena dove ha parlato della Serie A, del suo futuro nel club giallorosso, della Roma e degli obiettivi di stagione. Andiamo a vedere cos’ha detto:

“Dal primo giorno che sono arrivato a Roma mi sono trovato bene con la città e la squadra. Tutto era fantastico. Ovviamente sarebbe bello restare qui. L’obiettivo principale è entrare in Champions League e vincere dei titoli. Mentre volavo da Londra a Roma lo steward mi chiese se avessi già firmato. Risposi che ancora non lo sapevo, poi una volta arrivato a Fiumicino c’erano tantissime persone e giornalisti. L’ufficio stampa della Roma mi spiegò che in Italia sono matti per il calcio e che era perfettamente normale. Questo fa capire la passione che c’è intorno alla squadra. Ho già vinto molto, ma quello è il passato. Voglio ottenere di più il prossimo anno perché poi quando smetterai tutti si chiederanno cosa hai fatto per la squadra. Quindi per me è importante lasciare un messaggio positivo vincendo qualcosa. A Roma ci sono grandi talenti e spero che potranno raggiungere i loro obiettivi. La Serie A ha le sue particolarità, molti la sottovalutano, ma è affascinante come campionato. Magari non è come venti anni fa, ma sono felice che il campionato stia continuando a crescere e anche il mio prestito dell’anno scorso parla da sè. Sono felice di giocare in Italia. Avevo sentito che i tifosi qui erano “pazzi”, in senso buono. Ma non credevo che fossero realmente così. Sono molto soddisfatto di giocare con la Roma e dei suoi tifosi.”

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Calciomercato Lazio, Tare segue 2 giocatori dell’Hellas Verona

Calciomercato Lazio, Tare segue 2 giocatori dell’Hellas Verona

Calciomercato – La Lazio sta valutando diversi profili in vista della prossima stagione nella quale si disputerà anche la Champions League e Igli Tare sembra aver messo sotto i riflettori 2 giocatori dell’Hellas Verona.

Secondo il Corriere dello Sport sono Kumbulla e Faraoni i giocatori seguiti dal Ds biancoceleste. Il primo è un difensore albanese con cittadinanza italiana classe 2000 che è cresciuto nelle giovanili dell’Hellas ed ha già esordito con la nazionale maggiore. In questa stagione mister Juric gli ha dato spazio e il difensore ha sempre disputato ottime partite. Per portarlo in biancoceleste la Lazio potrebbe puntare sul rapporto che il calciatore ha con il connazionale Strakosha. Il suo cartellino, secondo Transfermarkt, è pari a 22,5 milioni di €.

Il secondo giocatore monitorato è un giocatore del 1991, Davide Faraoni, di ruolo terzino destro cresciuto nelle giovanili biancocelesti ma che non ha mai esordito con la Lazio e che ha lasciato definitivamente nel 2010 per trasferirsi all’Inter. Il suo cartellino si aggira attorno ai 3.2 milioni di euro. Se dovesse concretizzarsi il suo arrivo è facile pensare che a lasciargli spazio sarebbe Marusic: il giocatore piace in Premier League, più precisamente all’Arsenal.


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