Roma, Bonaventura ha detto sì. Per il calciatore è pronto un triennale

Roma, Bonaventura ha detto sì. Per il calciatore è pronto un triennale

Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport  la Roma avrebbe ottenuto il sì di Jack Bonaventura. Il giocatore, in scadenza di contratto con il Milan, si sarebbe già accordato per un triennale con i giallorossi che hanno sbaragliato la concorrenza di Torino ed Atalanta, ed arriverebbe a parametro zero. Il suo procuratore Mino Raiola ha spinto molto per il buon esito della trattativa per il suo assistito. Dopo anni travagliati in rossonero nei quali solo a sprazzi ha potuto mostrare il suo talento, costretto spesso ai box a causa di infortuni, il giocatore, che compirà 31 anni il prossimo agosto, è pronto al rilancio nella Capitale.

Il club giallorosso gli offre, come detto,un contratto triennale da 2,5 milioni di euro netti a stagione più bonus (mezzo milione in più rispetto all’attuale ingaggio in rossonero).

Con i rossoneri il centrocampista ha disputato 171 partite segnando 41 gol. è arrivato nell’estate 2014 dall’Atalanta per 7 milioni di €, scegliendo il Milan dopo esser stato corteggiato anche dall’Inter.

Bonaventura ha vestito anche la maglia azzurra in 14 occasioni, senza mai essere andato a segno.


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Consiglio Federale, calendario fino al 20 agosto in armonia con le coppe europee

Stagione 2019/2020 fino al 31 agosto, con campionati da concludere entro il 20. Questa la decisione del Consiglio Federale di ieri. Come si sposerebbe con le coppe europee? Premesso che il calendario di Champions ed Europa League sarà discusso dalla Uefa solo il 17 giugno, nel prossimo Comitato Esecutivo, il Corriere dello Sport ipotizza la seguente divisione tra campionati e coppe: i campionati nazionali si giocherebbero anche nei weekend dell’8-9 e del 15-16 agosto, mentre Champions ed Europa League andrebbero in campo, sempre ad agosto, il 4-5-6, l’11-12-13, poi di fatto si giocherebbe ogni giorno dal 18 al 26 agosto, con il termine ultimo per la finale di Europa League che è proprio il 26 e quello per la Champions individuato nel 29 agosto. Un calendario serratissimo, a meno di eventuali tagli.

Si tratta di un calendario che metterà a dura prova la tenuta fisica degli atleti e che, senza un’adeguata preparazione, finirebbe per stroncare i giocatori già alle prese con il problema di riabituarsi ai ritmi di una partita (anzi, anche solo di un allenamento). In ogni caso, sembra paradossale la risolutezza con la quale si è presa questa decisione a fronte dell’incertezza, per non dire di peggio, con cui si sta affrontando il discorso ripresa, caratterizzato da una serie di dietrofront, lavate di mani e rinvii. Certamente l’andamento della curva epidemiologica necessita di tempo per essere osservato, ma fare certi programmi sulla conclusione della stagione quando vi è cosi tanta indecisione sulla ripresa (mai dare per scontate le parole di Spadafora e co. sul 13 giugno) rischia di mandare all’aria tale lavoro di programmazione.

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Gasperini: “Bergamo ha sofferto, è il momento di farla sorridere di nuovo”

Gasperini: “Bergamo ha sofferto, è il momento di farla sorridere di nuovo”

Gian Piero Gasperini, tecnico della strepitosa Atalanta che sta facendo impazzire l’Europa e la Serie A, ha rilasciato una lunga e bella intervista al The Guardian. Nel corso della chiacchierata Gasperini ha parlato di Bergamo, della sua Atalanta, dei club allenati nella sua carriera, dei ragazzi lanciati in Serie A, del suo modo di vedere il calcio, delle emozioni che regala giocare la Champions League e molto altro. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Come motiva i suoi ragazzi?

Una delle ultime volte ho inviato ai ragazzi una frase di Michael Jordan: “Ventisei volte mi sono preso il tiro finale e non ci sono riuscito. Ho fallito tante volte nella mia vita ed è per questo che alla fine riesco in quello che voglio”. Ma la cosa migliore che ho fatto è quella di aver attaccato nello spogliatoio una foto di un branco di lupi: ci sono lupi nella parte anteriore, al centro e in fondo al gruppo. Quelli in primo piano impostano il ritmo, quelli in fondo sono i più forti e quelli al centro vivono protetti dagli altri. L’ultimo è il capo che si assicura che nessuno venga lasciato indietro. Il messaggio è che il leader non si limita alla prima linea: si prende cura della squadra e questo è quello che voglio dai miei giocatori“.

Come ha fatto a trasformare l’Atalanta in una delle squadre più divertenti al mondo?
Per darvi un’idea utilizzerò un proverbio cinese del 500 a.c.: “La difesa ti rende invincibile, ma se vuoi vincere, devi attaccare”. Questo riassume lo spirito e la mentalità che voglio che abbia la mia squadra. Ma che anche qualcos’altro di importante: l’identità che crei in una squadra deve essere sempre rafforzata. Devi crescere e migliorare, giorno dopo giorno, perché se non migliora, hai finito. Chi si ferma, è perduto“.

I suoi allenamenti sono diventati famosi per intensità e fatica.
Durante l’allenamento i miei giocatori devono lottare. Quelli che non sono abituati a lavorare sodo mi spaventano. Dalla lotta nascono le vittorie. Se non corri in allenamento, allora non corri neanche in partita. Poi ovviamente è importante anche divertirsi in allenamento perché da questo deriva lo stile del gioco e la qualità di esso“.

Gomez, Ilicic, De Roon, Gosens e tanti altri hanno raggiunto il miglior momento di forma delle rispettive carriere. Come ci è riuscito?
C’è un segreto: quando raggiungi la maturità necessaria per capire che il duro lavoro porta a risultati, non senti più la stanchezza. Non perdiamo di vista il fatto che i calciatori non si allenano duramente come tanti atleti di quasi tutte le altre discipline, dove gli allenamenti sono più duri e intensi. I miei giocatori devono ricordarsi questo e dare sempre di più. Non abbiamo mai avuto i mezzi per grandi investimenti, quindi abbiamo dovuto trovare giovani giocatori in giro per l’Europa che avessero la stessa filosofia. Capaci di adattarsi al nostro stile di gioco, di prendere la mentalità offensiva della squadra e che fossero disponibili a lavorare sodo. Chi ci crede è uno di noi, quelli che hanno paura, se ne vanno“.

Gomez una volta ha detto che con lei la partita è come un giorno libero, cosa ne pensa?
Stiamo parlando di un giocatore straordinario, che prima di oggi non ha mai raggiunto il massimo dal proprio potenziale perché non si allenava bene. Quando ha iniziato ad allenarsi meglio, ha alzato il suo livello ed è diventato uno dei più forti d’Europa. Ha perso tempo perché è l’allenamento che ti rende un campione: lui ha sempre avuto tutto per diventarlo“.

E Ilicic?
Lo chiamavamo “la nonna” perché era sempre gentile con tutti. Abbiamo dovuto convincerlo ad aumentare gli sforzi in allenamento. Gli mancava quello scatto mentale necessario che poi ha fatto trasformandolo da “nonna” in “professore”. Si è reso conto che ogni sessione di allenamento può essere divertente e da quel momento è rinato. 5 gol in Champions in questa stagione sono un record straordinario“.

L’addio all’Inter l’ha portata a uno dei momenti migliori della sua carriera.
Ero appena stato licenziato perché non avevo la stessa visione della dirigenza. Ho ricevuto un bellissimo messaggio da Guardiola che mi disse che voleva incontrarmi e voleva farmi assistere agli allenamenti del Barcellona. E’ stato un momento molto difficile della mia carriera e ricevere il suo supporto mi ha fatto capire che tipo di persona sia. Mi ha reso felice“.

Il suo modo di interpretare il calcio ebbe dei problemi all’inizio dell’esperienza con l’Atalanta.
Ho deciso di percorrere questa strada e lo farò fino alla fine. Sono pronto a rischiare tutto perché credo in quello che faccio. Abbiamo lanciato giocatori come Caldara, Gagliardini, Petagna, Conti e altri giocatori che avevano pochissime partite in Serie A. La vittoria contro il Napoli fu l’inizio della nostra crescita, l’inizio di questa bella storia“.

La scelta di lavorare con i giovani l’ha premiata.
Fin da subito ho voluto lavorare con i giovani. Bergamo viene considerata una città molto produttiva, dove il lavoro è fondamentale. Volevo un progetto composto da giovani che preferibilmente fossero cresciuti nel vivaio. Per troppo tempo la spina dorsale della squadra era stata vecchia, quindi ho cercato di evitare la retrocessione con un metodo diverso: avere piena fiducia nei giovani facendoli crescere dando la priorità alla qualità“.

Ai suoi calciatori è arrivato a dire di seguire l’arbitro per trovare spazio, è vero?
Trovare spazio è fondamentale per un calciatore e quindi ho detto loro di seguire l’arbitro però sempre nella posizione ideale per vedere il gioco. Gomez è uno che ha capito questo consiglio alla perfezione e lo ha aiutato molto“.

Sua moglie Cristina dice che a volte si sveglia di notte e si mette a scrivere degli appunti.
Sì (ride). Con il mio computer di notte o con la lavagna, studio delle soluzioni per le partite successive e solo quando sono sicuro che possono funzionare riporto quelle idee in allenamento“.

Giocare con tre difensori era visto come difensivista e qualcuno l’ha anche accusata di esserlo all’inizio, poi cosa è successo?
Sono orgoglioso di questa scelta. Molti anni fa provai a consigliarlo quando ero allenatore delle giovanili della Juventus e mi dissero che ero troppo difensivo. Ho dimostrato il contrario: i tre difensori partecipano alla corsa, sono pronti per essere coinvolti. La formazione non ha importanza, è importante con quanti giocatori attacchi o difendi. Se dovessi riassumere la mia idea della difesa, direi che non aspetterei mai un errore altrui per conquistare palla, penso che uno debba trovare il modo per attaccare l’avversario e portargli via la palla“.

Qual è la filosofia che vuole trasmettere ai suoi giocatori?
Io dico sempre o vinciamo o impariamo, non perdiamo mai. Il mio obiettivo è creare una squadra che possa dare fastidio a qualsiasi avversario. Chi gioca contro di noi deve correre molto ed essere infastidito dal nostro gioco“.

Cosa ha provato dopo che è tornato dalla trasferta di Champions contro il Valencia?
Sembrava di essere in un paese dilaniato dalla guerra. Tutto è accaduto così in fretta, in pochi giorni non si sapeva più cosa potesse succedere. Ricordo che quando arrivammo a Valencia, trovammo una città piena che festeggiava per le strade, mentre a Bergamo si parlava già di situazione critica. Ci siamo resi conto di quanto fosse cambiata la situazione in sole 48 ore. Siamo passati dall’euforia alla paura. Bergamo è stata colpita profondamente da questo terribile virus, con tanti morti e tanti malati. Non dimenticherò mai le sirene nel centro di Bergamo, per tutta la vita“.

Quando riprenderete a giocare, cosa dirà alla squadra?
Metterò l’aspetto emotivo a destra, davanti e al centro. Questi giocatori hanno tutti un legame fortissimo con la città e con i tifosi. Parlerò di emozione e sentimento: Bergamo ha sofferto molto, è il momento di farla sorridere di nuovo“.

 

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Icardi, il PSG vuole riscattare l’argentino ma non alla cifra chiesta dall’Inter

Icardi, il PSG vuole riscattare l’argentino ma non alla cifra chiesta dall’Inter

L’ avventura di Mauro Icardi al PSG, come scrive la Gazzetta dello Sport, può continuare soprattutto per volontà dell’argentino che a Parigi si trova molto a suo agio. L’ex capitano dell’Inter è tornato ieri a Milano dopo lo stop della Ligue 1 ma sembra essere solamente un passaggio prima del ritorno in Francia. Nella capitale il giocatore e la sua famiglia si sono trovati fin da subito a loro agio, sia con la società che con la tifoseria. Nella sua esperienza all’Inter, nonostante i numeri fossero dalla sua, Icardi ha sempre avuto un rapporto conflittuale con i tifosi. Il Paris Saint Germain, nella figura del Direttore Sportivo Leonardo vuol accontentare l’argentino ma non vorrebbe arrivare a spendere i 70 milioni di € richiesti dai nerazzurri per il riscatto del cartellino di Icardi. L’obiettivo del dirigente brasiliano è quello di arrivare a 50 milioni di €, favorendo però il passaggio di Edinson Cavani (che si svincolerà a parametro zero a Giugno) all’Inter. El Matador gode della sta di Antonio Conte, il quale sarebbe felicissimo di accoglierlo alla Pinetina. La società nerazzurra pare però non voler concedere sconti per la trattativa di Icardi, considerando anche quella per Cavani del tutto scollegata.

Nella sua prima stagione al PSG Icardi non ha disatteso facendo quello che ci si aspettava da lui e che gli è sempre riuscito con grande facilità: fare gol.

I suoi numeri sono abbastanza eloquenti: 12 reti in 20 partite di Ligue 1, 3 reti in 5 partite di Coppe nazionali e 5 gol in 6 partite di Champions League.

Il feeling con i compagni di reparto Neymar e Mbappè è scattato fin da subito, al punto da scavalcare nelle gerarchie proprio Edinson Cavani.

Va registrato sull’uruguaiano anche il forte interesse dell’Atletico Madrid che farebbe carte false per assicurarsi le prestazioni del Matador.


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Lobotka: “Amo Napoli, il debutto al San Paolo è stato incredibile”

Lobotka: “Amo Napoli, il debutto al San Paolo è stato incredibile”

Il neo acquisto di gennaio partenopeo, il centrocampista slovacco Stanislav Lobotka, ha parlato ai profili social della società Napoli rispondendo alle domande dei tifosi. Nel corso della chiacchierata coi tifosi azzurri Lobotka ha parlato dei suoi compagni di squadra, dell’amore per la città di Napoli, del rapporto con Gattuso e del suo emozionante esordio al San Paolo. Andiamo a vedere cos’ha detto:

DIFFERENZE TRA LIGA E SERIE A – “Cosa cambia tra Liga e Serie A? In Italia le squadre difendono di più, si coprono per poi sfruttare i contropiedi. In Spagna c’è più libertà”.

QUALI COMPAGNI TI HANNO IMPRESSIONATO MAGGIORMENTE? – “E’ difficile da dire perchè sono tutti ottimi giocatori, ma se devo fare qualche nome forse dico Mertens, Insigne, Zielinski e Fabian Ruiz”.

IL DEBUTTO AL SAN PAOLO – “Il debutto al San Paolo è stato incredibile, i tifosi mi hanno accolto bene e mi sono sentito alla grande. Mi hanno fatto sentire orgoglioso di far parte di questa squadra”.

CHE RAPPORTO HAI CON HAMSIK? – “Andiamo d’accordo sia in campo che fuori, siamo buoni amici ma dovete chiedere a lui se è davvero così… (ride, nda)”.

TI PIACE NAPOLI? – “Amo Napoli, specialmente il centro storico, cheprofumo di cibo! E’ fantastico, tutta la mia famiglia ama stare qui”.

CHE NE PENSI DI MISTER GATTUSO? – “Con mister Gattuso ho un ottimo rapporto, mi ha colpito ed è un ottimo allenatore. Lui pratica un tipo di calcio che io amo tantissimo, oltre ad essere una persona simpatica, ma quando c’è da lavorare duramente, non si tira mai indietro”.

IL TUO IDOLO? – “Il mio idolo? Ronaldinho, un mito”.

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Il Consiglio Federale ha deciso: Serie A, B e C avanti fino al 20 agosto

Il Consiglio Federale ha deciso: Serie A, B e C avanti fino al 20 agosto

Il Consiglio federale della FIGC ha deciso per lo stop dei Dilettanti e per il prolungamento della Lega di A, B e C. La stagione 2019/2020 si allunga ancora, quindi, fino al 31 agosto stavolta, dopo che il presidente della UEFA Ceferin nella giornata di ieri ha fatto dietrofront sulla data ultima del 2 agosto (inizialmente prevista per la chiusura della stagione). I campionati di Serie A, Serie B e Serie C riprenderanno non appena sarà possibile; il 28 maggio il Governo, nelle figure di Spadafora e Conte, incontreranno Gravina e Dal Pino per valutare l’andamento dei contagi e dare una risposta definitiva alla ripresa, o meno, dei campionati nazionali. Ieri il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, aveva annunciato l’ok definitivo agli allenamenti collettivi.

La data per terminare la stagione 2019/2020 è quella del 31 agosto, data simbolica per allinearsi alla UEFA e per ragioni contrattuali, mentre la data per terminare i campionati nazionali è quella del 20 agosto. Entro il 20 agosto andranno terminate Serie A, Serie B e Serie C, con la prima che non avrà in alcun modo la formula dei Playoff Scudetto (ipotesi bocciata). Andiamo a vedere il comunicato ufficiale apparso sul sito della FIGC:

Il Consiglio ha assunto una delibera in cui si indica la regolare prosecuzione delle competizioni professionistiche. In subordine, qualora la ripresa non dovesse essere possibile, si procederà a modifiche di format e, in caso di definitiva interruzione, di definizione delle graduatorie con promozioni e retrocessioni con criteri da individuarsi che premino il merito sportivo.

Roma, 20 maggio 2020 — Il presidente Gabriele Gravina ha aperto i lavori alle ore 12.00 con i consiglieri: Dal Pino, Marotta e Lotito per la Lega di A; Balata per la Lega B; Ghirelli, Baumgartner e Lo Monaco per la Lega Pro; Sibilia, Acciardi, Baretti, Frascà, Franchi e Montemurro per la Lega Nazionale Dilettanti; Tommasi. Calcagno, Gama e Zambrotta per gli atleti; Beretta e Giatras per i tecnici; il presidente dell’AIA Nicchi; il presidente del Settore Giovanile e Scolastico Tisci; il presidente del Settore Tecnico Albertini; il segretario generale Brunelli; la presidente della Divisione Calcio Femminile Mantovani; vice presidente UEFA Uva: il membro UEFA nel Consiglio della FIFA Christillin; presidente ECA e membro Comitato Esecutivo della UEFA Agnelli. Invitato, in qualità di uditore, il presidente dell’AIAC Ulivieri. Tutti i consiglieri si sono collegati in conference cali, fatta eccezione per Gravina, Lotito, Ghirelli, Sibilia e Montemurro presenti in sede.

Il presidente federale ha aperto la riunione chiedendo al Consiglio un momento di raccoglimento per tutte le vittime da Covid-19 sottolineando come “le nostre esistenze siano indelebilmente segnate da un’epidemia imprevista e subdola”. Gravina ha ricordato anche diverse personalità legate al mondo del calcio scomparse nelle ultime settimane, compresi i giornalisti Mura, Lauro e Bernard i. Gravina, inoltre, ha informato il Consiglio dell’avvenuta pubblicazione del cosiddetto ‘Decreto Rilancio’ al cui interno sono contenuti provvedimenti molto importanti per il mondo del calcio. In particolare: 1) l’ulteriore rinvio dei pagamenti contributivi e fiscali al mese di settembre; 2) la sospensione dei canoni di locazione e dei diritti di superficie per gli impianti sportivi (anche di Serie A); 3) il riconoscimento della Cassa Integrazione per i contratti dei lavoratori sportivi fino ad un massimo di 50 mila euro lordi; 4) l’istituzione del Fondo Salva Sport con una quota percentuale sul totale della raccolta per le scommesse sportive; 5) l’abbreviazione dei gradi e dei tempi della giustizia sportiva (direttamente il Collegio di Garanzia dello Sport e successivamente il Tar e il Consiglio di Stato) in caso di contenziosi generati dalle decisioni che sono possibili adottare in deroga alle vigenti disposizioni dell’ordinamento federale sulla determinazione delle classifiche in caso di interruzione dei campionati della stagione 19/20 e quindi sulla determinazione degli organici per la stagione 20/21. “Un risultato molto positivo — ha commentato il presidente federale — che segna un momento significativo per l’intero sistema, abbiamo lavorato in silenzio per l’approvazione di provvedimenti di cui si sentiva un grande bisogno”.

Nomine di competenza
Su proposta della Lega Serie A, il Consiglio ha nominato il dott. Gianni Nanni quale componente della Commissione Medico Scientifica della FIGC, in seguito ha nominato Cristiano Fava componente dell’Organismo di Vigilanza.

Competizioni ufficiali professionistiche e dilettantistiche stagione sportiva 20191/2020
In ossequio al principio del merito sportivo quale caposaldo di ogni competizione agonistica, come previsto dal CIO e dal CONI, e in conformità alle disposizioni emanate dalla FIFA e dalla UEFA nelle scorse settimane, nonché a seguito della pubblicazione dell’art. 218 bis del cosiddetto ‘Decreto Rilancio’, la FIGC ha espresso la volontà di riavviare e completare le competizioni nazionali professionistiche fissando al 20 agosto la data ultima di chiusura delle competizioni di Serie A, B e C. Precedentemente al riavvio dell’attività agonistica sarà competenza del Consiglio Federale determinare i criteri di definizione delle competizioni laddove, in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, le stesse dovessero essere nuovamente sospese, secondo i principi di seguito indicati: individuazione di un nuovo format (brevi fasi di playoff e playout al fine di individuare l’esito delle competizioni ivi incluse promozioni e retrocessioni; in caso di definitiva interruzione, definizione della classifica anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tangano conto della organizzazione in gironi elo del diverso numero di gare disputate dai Club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni. Infine, per effetto di quanto deliberato, la stagione sportiva 2020/2021 avrà inizio il prossimo 1 settembre. Per quanto concerne, invece, l’attività dilettantistica, ivi compresa quella femminile fino alla Serie B, valutate le condizioni generali e l’eccezionale situazione determinatasi a causa dell’emergenza Covid-19, il Consiglio ha deliberato di interrompere definitivamente tutte le competizioni, rinviando ad altra delibera i provvedimenti sugli esiti delle stesse competizioni. Resta fissato al 30 giugno il termine per la conclusione dell’attuale stagione sportiva. Per quanto riguarda la Serie A femminile, è stato deciso di verificare nei prossimi giorni le condizioni di ripresa, in base all’applicabilità dei protocolli sanitari da parte dei Club e alla disponibilità di contributi da parte della FIGC.

Licenze Nazionali stagione sportiva 2020/21
Il Consiglio ha aggiornato l’impianto delle licenze Nazionali per l’iscrizione ai campionati professionistici per la stagione 2020/21. Tra le modifiche, ai ammissivi le Società dovranno assolvere al pagamento degli emolumenti (netti) e degli altri compensi scaduti il 31 maggio 2020, intendendosi come tali quelli che, anche sulla scorta dei vari accordi modificativi e novativi eventualmente ratificati dalla Lega, sono effettivamente scaduti a detta data. Si terrà conto in ogni caso degli eventuali contenziosi che dovessero insorgere per il periodo di sospensione delle attività (marzo/aprile). Il termine perentorio per le iscrizioni verrà fissato nella seconda metà di agosto e comunque dopo la fine dei campionati. Per quanto riguarda l’impianto delle garanzie fideiussorie, per la Lega B è stato confermato l’importo di 800 mila euro e per la Serie C l’importo di 350 mila euro. Per i soli Club di Lega Pro, in alternativa o a integrazione, potrà essere prodotta una certificazione della Lega, approvata dall’Assemblea, di aver costituito una garanzia collettiva di efficacia equipollente alle garanzie singole, di pari importo, e nel rispetto degli stessi requisiti richiesti ai soggetti fideiussori. Termini tesseramento in ambito professionistico per la stagione 2020/2021 Nelle more della definizione dei nuovi termini di tesseramento per la stagione sportiva 2020/2021, che saranno stabiliti prossimamente, ha deliberato i termini di deposito dei contratti preliminari: dal 1 giugno al 31 agosto“.

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Serie A, il 28 maggio si decide la data della ripartenza

Serie A, il 28 maggio si decide la data della ripartenza

Il ministro dello Sport Spadafora si è nuovamente pronunciato A Tg Sport su Rai 2 sulla ripartenza del campionato di Serie A:

“Ho appena convocato una riunione per il 28 maggio con il presidente della Figc, Gravina e con quello della Lega, Del Pino: per quel giorno saremo in grado di decidere se e quando far ripartire il campionato di calcio. Il Comitato tecnico scientifico ha approvato il protocollo della Figc per la ripresa degli allenamenti di squadra dei club di calcio”. Tra le variazioni c’e’ quella dei ritiri, ora non piu’ necessari.

“L’Italia riparte, e’ giusto che riparta anche il calcio. Sarebbe stato piu’ facile fare come la Francia, e dire che il campionato era finito. Sono stato dipinto come il nemico del calcio, all’inizio mi ha dato fastidio, ora mi fa sorridere”.

Altre attività

“Da stasera sul sito del ministero ci saranno le linee guida per la ripresa in sicurezza delle attività nelle palestre e nei centri sportivi, lo sport di base”.  Il Cts ha infatti licenziato il testo con le indicazioni, in larga parte anticipate dall’ANSA il 10 maggio scorso, che dovranno essere seguite al fine di tutelare la salute di quanti praticano l’attività sportiva e degli operatori.

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Serie A, arriva l’ok dal CTS, ma resta una decisione a metà

Serie A, arriva l’ok dal CTS, ma resta una decisione a metà

Domenica sera la FIGC aveva presentato al Ministro Spadafora il nuovo protocollo per gli allenamenti e la ripresa del campionato, il Ministro lo ha subito girato al Comitato tecnico scientifico che oggi ha pubblicato la sua valutazione. Ancora incertezza, ci sono dei timidi passi avanti, ma diciamo che di certo sul futuro del campionato non c’è praticamente nulla. Da domani le squadre possono riprendere le sedute di gruppo, ma sarà ancora vietato svolgere delle partitelle o comunque allenamenti che prevedano il contatto fisico; mentre sono state approvate due delle principali richieste: l’abolizione del ritiro forzato e della quarantena per tutta la squadra in caso di positività di un calciatore. Per la ripresa del campionato e per le prove tattiche durante gli allenamenti bisognerà attendere ancora, e si valuterà il da farsi a seconda dell’andamento della curva dei contagi, se dovesse continuare la discesa la Serie A ripartirà, in caso di brusca risalita il campionato va verso la sospensione. Nel caso che tutto vada come ci si augura bisognerà comunque definire il calendario e i vari step per la sicurezza degli impiegati e degli addetti ai lavori. Siamo ancora tanto indietro.

 


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Eroi estemporanei: che fine ha fatto Antonio Nocerino?

Che fine ha fatto Antonio Nocerino?

Il mondo del calcio è costellato da campioni, leggende ed eroi. A volte un calciatore rappresenta un esempio, uno stile di vita e, non nascondiamocelo, tutti noi da bambini abbiamo ammirato le gesta di quel calciatore che, per forza di cose, ti entra nella testa e ti resta nel cuore. Che sia un bomber, un centrocampista dai piedi fatati, un difensore invalicabile o quel portiere così forte da regalarti la sicurezza che, anche questa volta, la palla non entrerà.
Dai primi anni del duemila, per esempio, sembra quasi impossibile non ricordare le gesta ed i goal di attaccanti del calibro di Totti, Del Piero e Ronaldo, le geometrie da fantascienza di Pirlo e Ronaldinho o le parate di Gianluigi Buffon; ma non sempre sono i grandi campioni a scrivere la storia. Avete presente lo storico Mondiale 2006? Focalizzate la rete del 2-0, contro la Repubblica Ceca, che ci ha permesso di approdare agli ottavi di finale. Bene. Siamo sicuri che la maggior parte di voi in questo momento non penserà solo a super Pippo Inzaghi, ma piuttosto a quella maledetta corsa, a quella voglia di ricevere il pallone ed entrare nella storia, di Simone Barone. Quella palla non gli arriverà mai, ma ecco che nella storia, e soprattutto nel cuore degli appassionati, ci sei entrato ugualmente.

Questo discorso lo possiamo proiettare su una vecchia conoscenza del nostro campionato, Antonio Nocerino. Oltre ad aver vestito tante casacche in Italia e nel mondo, Nocerino verrà ricordato negli anni per il periodo in cui ha indossato quella del Milan. All’epoca, nonostante le tante stelle presenti in rosa come Zlatan Ibrahimovic, l’eroe dell’annata 2011/2012 rossonera fu proprio il buon Antonio, acquistato durante l’ultimo giorno di mercato estivo per 500.000 euro. Nonostante le bassissime aspettative, Nocerino chiuse la sua prima stagione con 35 partite in campionato, 3 in Coppa Italia e 10 in Champions League e con 11 reti all’attivo, rimanendo poi per sempre nel cuore dei tifosi.
Ma la domanda che ci poniamo oggi è: che fine ha fatto Antonio Nocerino? Scopriamolo insieme.
Come racconta L’insider, Nocerino vive in Florida e sembra essere molto felice riguardo alle sue scelte del passato. Come possiamo leggere non sembra molto forte la nostalgia dell’Italia: “Qui si sta benissimo, io e la mia famiglia abbiamo fatto la scelta giusta e non tornerei indietro”.
La lunga intervista che ci offre il blog ci da anche un’idea su quanto possa essere diverso il calcio italiano da quello statunitense. A tal proposito l’ex Palermo ci racconta: “Qui, in America, il calcio è giovane, giovanissimo rispetto all’Italia: quest’anno la MLS spegne 25 candeline. Poche, no? Altro dettaglio, importante tanto quanto il primo: non è lo sport nazionale. Non è quello che tutti sognano di praticare. Ti faccio un esempio, se cammini per strada troverai molti più bambini giocare a baseball oppure a basket che a calcio. In Italia direi che è esattamente il contrario. Anzi, gli altri sport sono praticamente a zero […]  “Immagina questa scena: io in piazza Duomo. Qualcuno mi potrebbe anche fermare, per una foto o un autografo. Non so in quanti ma sicuramente qualcuno si avvicinerebbe. Ecco. Da queste parti mi considerano a mala pena! Poche domande, incrocio solo qualche sudamericano tifoso del Milan che mi ferma di tanto in tanto. Sei visto come una persona ‘normale’, tutt’altro che famosa, proprio perché il calcio è seguito molto meno rispetto all’Italia. Per dire, quello femminile ha leggermente più appeal del maschile”.
Nocerino si racconta a tuttotondo, spaziando dai ricordi di campo, al suo stile di vita, sino ad arrivare a parlare del suo campionato prediletto, la Premier League, e addirittura dell’importanza che ha la religione all’interno della sua vita.
Certi eroi non si scordano mai, è vero, ma ogni tanto una bella rinfrescata alla memoria non fa mai male e questa intervista ci fa rivivere emozioni che ormai sembrano lontane.
Ciao Antonio, ti aspettiamo in Italia.




Juventus, Mino Raiola su Haaland: “Me lo avrebbero fatto giocare in Under 23”

Juve, Mino Raiola su Haaland: “Me lo avrebbero fatto giocare in Under 23”

Nel corso del mercato di Gennaio se ne è discusso molto ed in verità c’è stato più di un contatto fra le parti. Stiamo parlando della trattativa fra la giovane stella allora al Salisburgo Herling Haaland e la Juventus. Sappiamo poi bene tutti com’è andata la storia con l’attaccante classe 2000 che è passato al Borussia Dortmund dove sta tuttora facendo faville (è andato a segno anche alla prima partita dopo 2 mesi di stop). Oggi ci appare più chiara la scelta fatta dal bomber norvegese grazie alle parole del suo procuratore Mino Raiola che in un’intervista a Repubblica ha rilasciato questa dichiarazione:

“Haaland? Se fosse andato alla Juventus me lo avrebbero fatto giocare nella squadra Under 23. Gli italiani non sanno valorizzare i propri talenti, figurati quelli degli altri”.

L’idea del club bianconero non era quella di puntare sul norvegese, probabilmente a causa della sua giovanissima età. La realtà dei fatti ha poi dato ragione all’attaccante che non ha mai smesso di stupire. I suoi numeri, infatti, sono davvero straordinari: 10 reti in Bundesliga in 9 partite, una rete in una presenza di Coppa di Germania. In media Haaland segna una volta ogni 60 minuti, quasi come in Champions dove pure è arrivato in doppia cifra con 10 gol (2 con il Borussia, 8 con il Salisburgo) in 8 gare, uno ogni 55 minuti.

La prima parte della stagione l’aveva cominciata con il Salisburgo, sempre con una media pazzesca: 28 reti in 22 presenze considerando tutte le competizioni.

La Juventus però può sperare di riprovarci a partire dal luglio 2021, quando scatterà la clausola del contratto che lo lega al Borussia fino al 2024 e a quel punto può essere liberato per 75 milioni di euro.


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