Sampdoria, si valuta il ritorno di Viviano. Sul portiere anche la Fiorentina

Sampdoria, si valuta il ritorno di Viviano. Sul portiere anche la Fiorentina

Sampdoria – Si profila un ritorno in casa Samp, quello del portiere classe ’85 Emiliano Viviano. L’estremo difensore fiorentino, svincolato e vicino in gennaio a tornare a vestire la casacca nerazzurra dell’Inter ha parlato ai microfoni di Lady Radio. Su di lui va registrato anche l’interesse della Fiorentina:

“Con Pradè ci sentiamo spesso, ascolterei volentieri le proposte. Mi aveva anche cercato quest’estate, ma non ero il portiere giusto per far crescere Dragowski. Sto valutando tutte le ipotesi, c’è tanto che bolle in pentola. La Roma non mi ha cercato, ma diciamo che tornerei volentieri nelle piazze dove sono stato. Ognuna mi ha lasciato qualcosa di particolare. Se si esclude Firenze – conclude Viviano – direi che Genova è Genova”.

Viviano ha giocato in blucerchiato dall’estate del 2014 a quella del 2018, vestendo l’ormai storica numero 2. Ha vestito la maglia della Samp per 115 partite subendo 155 reti tra tutte le competizioni ufficiali. La stagione 2015-16 è quella più prolifica con la disputa dei preliminari di Europa League e quattro rigori parati.

Nella scorsa stagione ha vestito la maglia della SPAL in 17 occasioni subendo 25 reti.


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Ag. Torreira: “A Lucas piacerebbe tornare in Italia, parlerò con l’Arsenal”

Ag. Torreira: “A Lucas piacerebbe tornare in Italia, parlerò con l’Arsenal”

Pablo Bentancur, procuratore di Torreira, Ramirez e Nandez tra gli altri, ha rilasciato una lunga intervista a TuttoMercatoWeb dove ha parlato dei suoi assistiti, chiarito situazioni legate al suo lavoro con i club e parlato del mercato che verrà. Andiamo a vedere cos’ha detto a TMW:

Prego…
Mi ha cercato il direttore del Chiasso, Bignotti, per trovare qualcuno che si interessasse ad acquistare la società perché dopo tre anni di gestione negativa sul piano sportivo e con spese che si aggiravano a due milioni di franchi all’anno voleva qualcuno che lo aiutasse sul fronte sportivo. Io, Pablo Bentancur, non ho mai manifestato interesse per acquistare il Chiasso. Hanno usato il mio nome per cercare altri investitori. Mi dispiace per la gente, i tifosi che soffrono da tre anni molto per una gestione fallimentare dal punto di vista dei risultati e poi ho visto i bilanci: ci sono costi davvero alti per la categoria. Mi era stato chiesto un aiuto, invece il direttore del Chiasso ha strumentalizzato il mio nome. Mi dispiace anche per la proprietà che è seria e ha speso cifre molto importanti non ottenendo risultati positivi, avrebbe meritato di meglio. Forse qualcuno non ha capito che la realtà svizzera non è uguale a quella italiana”.

Con il Lugano ha ottenuto grandi risultati. Pensa ad un altro club svizzero in futuro?
Per ora ho tanto lavoro con i miei calciatori, non penso a prendere altre società. E dopo questa brutta esperienza non mi lascerei più strumentalizzare da certi personaggi che puntano a guadagnare uno stipendio che considero eccessivo alla luce dei risultati sul campo”.

Ok, parliamo dei suoi calciatori. Radu Dragusin, classe 2002, brilla alla Juve, quale futuro?
È un ragazzo con il dna da campione. Il papà è stato un giocatore olimpico di pallavolo e la mamma di basket. Mi hanno già chiamato dall’estero. Ma non faremo nessuna mossa prima di parlare con la Juve. Ha un anno di contratto, l’etica porta a parlare prima con i bianconeri”.

Porterà Brian Rodriguez in Italia?
Sto lavorando. È un calciatore veloce, tecnico, importante. Penso che per crescere debba giocare in Europa. Magari proprio in Italia. Ho iniziato a fare mercato attorno a lui, è un ragazzo giovane che gioca già in Nazionale, dove i suoi compagni hanno detto che è un talento”.

Torreira?
Lucas aveva avuto un po’ di malumore per alcune divergenze tecniche, poi si è ripreso. Ed è arrivato l’infortunio, fortunatamente meno grave del previsto. Oggi è completamente recuperato, credo che sarà un uomo mercato”.

Lascerà l’Arsenal?
Dovrò parlare con l’Arsenal. Al giocatore piacerebbe molto tornare in Italia, ma bisogna riconoscere che l’Arsenal lo ha trattato benissimo e si è comportato alla grande”.

È stata la telenovela degli ultimi mesi. Nandez ha sistemato il contratto con il Cagliari? Tutto risolto?
Prima del lockdown abbiamo raggiunto l’accordo con il Cagliari. Manca la firma. Tutto risolto, il nuovo accordo prevede una clausola da 38 milioni. Ma con la nuova economia al ribasso causata dal Covid-19 le clausole che lasciano il tempo che trovano”.

Ramirez rinoverà con la Samp?
Ha un anno di contratto. Con Ranieri che lo conosceva già dall’Inghilterra, ha fatto molto bene. Non abbiamo ancora parlato del rinnovo, penso che prima si debba tornare a giocare. Poi parleremo”.

Crede che si tornerà a giocare?
Il calcio deve riprendere. È vero che c’è un rischio, ma già da altre parti si è ricominciato. Sarebbe positivo per tutti che in Italia si tornasse a giocare”.

Nel mercato che verrà bisognerà puntare sui giovani…
L’Uruguay continua ad essere il territorio migliore del Sudamerica per i giovani calciatori. Il Manchester City ha presentato al Governo un progetto per lo sviluppo dei calciatori giovani in Uruguay. Il calcio in generale dovrà stare attento ai conti. Prima arrivavano i soldi dalle tv, oggi non si sa come e se si ricomincerà”.

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Dossena: “Hanno sottovalutato Ferrero, Sampdoria tranquilla con Ranieri”

Dossena: “Hanno sottovalutato Ferrero, Sampdoria tranquilla con Ranieri”

L’ex centrocampista doriano Beppe Dossena, vincitore con la maglia blucerchiata di una Serie A, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana ed una Coppa delle Coppe, ha parlato ai microfoni di Sampnews24 del passato, del presente e del futuro del club. Tanti gli argomenti toccati da Dossena durante l’intervista: la mancata cessione del club, la cordata di Vialli, la sua avventura in maglia blucerchiata, la scelta di mettere Ranieri sulla panchina della Sampdoria e l’operato di Ferrero a capo del club. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Non possiamo non iniziare da quell’Inter-Sampdoria. Cosa ricorda di quella partita?

«Ricordo tutto. La preparazione, la settimana prima, l’intensità degli allenamenti. Giocammo con buon equilibrio, non andammo mai oltre il lecito di quello che si doveva fare. Avevamo la maturità necessaria per affrontare quella partita, ne venivamo da diverse finali, vinte o perse non importa. Poi chiaramente ricordo l’emozione, i cori, ma anche il post-partita, che vivemmo in maniera equilibrata».

Secondo lei una Sampdoria del genere si rivedrà mai nella storia?

«Mai dire mai nella vita, ma deve veramente calare dal cielo un alieno e mettersi ad investire quello che c’è da investire nel calcio di oggi per raggiungere gli stessi risultati che raggiungemmo noi».

Qual è la persona a cui ha voluto più bene alla Sampdoria?

«Paolo Mantovani. Come ho sempre detto, lui è stato l’artefice di quei bellissimi anni. Senza di lui, non ci sarebbe stato niente: certo, gli allenatori e i giocatori erano protagonisti perché scendevano in campo, ma li aveva scelti lui uno per uno. Sono frutto della sua mente e della sua lungimiranza».

Cosa pensa di Ferrero? Il rapporto con i tifosi è ormai ai ferri corti.

«Direi che il rapporto ormai è bruciato completamente. A me personalmente non ha dato fastidio quando ha detto che la Sampdoria prima di lui era conosciuta da Recco a Chiavari. L’ho presa come una battuta, ma poi basta ricordarsi un po’ di storia della Samp per provare che non è così. Qualche volta, o forse un po’ troppo spesso, le esternazioni sopra le righe ci sono state. Ha portato la squadra a un buon livello sul piano dei risultati sportivi ed economici, bisogna valutarlo per quello che è stata la sua attività sul campo. Da fuori capisco e mi rendo conto che con i tifosi non c’è speranza di recuperare il rapporto. Tuttavia, non mi sembra che lui ne faccia un dramma o lo turbi più di tanto, anche se immagino non gli faccia piacere sentirsi chiamato in causa dagli spalti del “Ferraris” ogni domenica».

Ha più sentito Vialli? Lo avrebbe visto bene come presidente della Samp?

«Certo, avrebbe avuto il profilo adatto per ricoprire una carica del genere».

Pensa che un giorno si possa riaprire la trattativa?

«Penso di no, c’è stata una forzatura. Ritengo che chi stava per comprare abbia sottovalutato Ferrero e forse lo ha messo troppo presto al muro, ma sono mie sensazioni. Sul piano della gestione della comunicazione qualcosa è stato sbagliato. Gli americani hanno tenuto poco conto dell’interlocutore, che qualche volta dev’essere coccolato e rassicurato per ottenere ciò che si vuole. La loro fretta di chiudere, forse perché interessati relativamente, ha fatto perdere di vista l’obiettivo». 

Ranieri sembra avere il posto assicurato alla Samp anche per la prossima stagione.

«È stata certamente la persona che ha tranquillizzato l’ambiente, la Sampdoria avrebbe potuto andare davvero molto vicino al baratro senza di lui. Per esperienza e capacità è l’uomo ideale, altre valutazioni bisogna farle da vicino, vedendolo allenare tutti i giorni e rapportarsi coi giocatori. La sua storia, però, parla da sé. Di Francesco è stato forse troppo integralista fino alla fine, ha avuto delle promesse non mantenute ma lui non si è sentito di cambiare il suo modo di interpretare il calcio».

Che opinione si è fatto sul caos relativo al taglio stipendi?

«Questo è veramente un tema scottante. L’AIC, al posto di prendere decisioni, delega i calciatori e li lascia in situazioni imbarazzanti. Così ci sono calciatori in scadenza che vorrebbero tutto, ci sono altri a cui la società ha promesso qualcosa. L’Assocalciatori doveva porsi come interlocutore unico e rappresentare i calciatori, allora forse si sarebbe cominciato a mettere in piedi un calcio veramente diverso. In questo modo, invece, l’AIC è stata delegittimata. Anzi, si è delegittimata lei stessa, quando invece avrebbe potuto uscirne rafforzata».

Sarà ancora la Juventus a vincere secondo lei, se la Serie A riprendesse?

«Penso di sì, anche se la Lazio era tanto vicina a poterlo fare. Quello che succederà dopo la ripresa è veramente un’incognita. È l’unica squadra che ha tenuto tutti i giocatori a Roma, questo è da sottolineare».

Ha mai più chiarito con Mancini? Come reagì la Samp al presunto episodio di tradimento?

«Io con Roberto ci parlo, lo vedo e nessuno deve spiegare niente a nessuno. Ciò che è uscito è un’invenzione bella e buona, punto. Ma se alla gente piace credere a queste cose che continuino pure a farlo. Nonostante tutto, quello che è uscito non ha incrinato nulla del nostro rapporto».

 

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Genoa e Sampdoria occhio: il Ferraris è in vendita!

Genoa e Sampdoria occhio: il Ferraris è in vendita!

Uno degli stadi più importanti e storici d’Italia rischia di subire al più presto cambiamenti quasi epocali. Infatti il Marassi o Luigi Ferraris, come dir si voglia, è in vendita e potrebbe cambiare presto proprietà, finendo addirittura lontano dagli attuali padroni di casa, Genoa e Sampdoria.

Il teatro di uno dei derby più affascinanti d’Italia, il derby della lanterna, è al momento oggetto di una possibile trattativa, come ha annunciato il sindaco della città ligure sulle pagine di Tuttosport, dove ha tenuto a sottolineare la situazione dello stadio di genova: “Lo stadio è in vendita. Ora i proprietari del Ferraris sono i cittadini genovesi che chiedono un investimento significativo per fare tante cose”.

Un legame con la città dunque, e non una vera e propria asta, questo si auspica il sindaco di Genova Marco Bucci, che proprio per questo auspica un intervento diretto di grifoni e blucerchiati, uniti per mantenere la tradizione, ma allo stesso tempo utilizzando il Ferraris anche per nuove iniziative: “L’ideale sarebbe che Samp e Genoa comprassero lo stadio o in alternativa che lo affittassero per lungo tempo in modo da poterci investire. Abbiamo bisogno di uno stadio in grado di offrire altri servizi e che possa essere un centro all’avanguardia”.

Alternativamente però non è chiusa la strada a privati, nel caso in cui si presentasse un progetto di valorizzazione dell’impianto o nel caso in cui le due squadre di Genova non si dimostrassero veramente intenzionate ad investire: “Siamo disposti a venderlo anche a una società diversa dai due club genovesi di Serie A, naturalmente se si presentasse con una proposta convincente. E siamo disponibili anche a valutare progetti che prevedano un’eventuale costruzione di un altro impianto”.

Tutto aperto dunque, la palla passa a Genoa e Samp, che ora dovranno scegliere come tenersi la propria casa e continua ad alimentare la passione in uno degli stadio con più storia del nostro paese, con l’augurio che le tradizioni restino sempre al centro delle scelte, unendo l’utile al dilettevole, soprattutto della gente di Genova.




Buone notizie in casa Sampdoria: tutti i calciatori sono guariti

Buone notizie in casa Sampdoria: tutti i calciatori sono guariti

Finalmente anche buone notizie! Dopo mesi passati con la paura, finalmente qualche bella notizia riaccende il sorriso sui volti della gente anche se la lotta è ancora lunga e complicata. A portare un po’ di buonumore ci ha pensato la Sampdoria che con un comunicato ufficiale apparso sul proprio sito ha sottolineato come tutti i tamponi effettuati sui tesserati che avevano contratto il virus ora sono risultati negativi.

COVID-19: COMUNICAZIONE U.C. SAMPDORIA DEL 23 APRILE 2020

L’U.C. Sampdoria comunica che, al termine dei test previsti per legge, tutti i tesserati che avevano contratto il Coronavirus-COVID-19 sono risultati negativi”.

Erano 7 i calciatori della Sampdoria risultati positivi ai test effettuati a marzo: Manolo Gabbiadini, Antonino La Gumina, Morten Thorsby, Albin Ekdal, Fabio Depaoli, Bartosz Bereszynski e Edgar Barreto, che finalmente sono tutti guariti.

Omar Colley, che in un primo momento era sembrato entrare anch’esso nel vortice del contagio da Coronavirus, ha poi successivamente smentito tramite la sua pagina Instagram di aver contratto il virus: “Cari famigliari, amici e fan. Grazie per i vostri messaggi e la vostra preoccupazione nei miei confronti. Ho eseguito un esame al sangue e ai polmoni giovedì 12 marzo 2020 e i risultati erano negativi. Venerdì 13 marzo 2020 ho rifatto un altro test nasale ma i risultati erano incerti. Posso quindi confermare che io e la mia famiglia siamo sani e salvi dal coronavirus”.

 

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Sampdoria, Ranieri: “Mi vedo bene qui. Gran feeling con squadra e tifosi”

Sampdoria, Ranieri: “Mi vedo bene qui. Gran feeling con squadra e tifosi”

Il tecnico della Sampdoria, Claudio Ranieri, ha parlato rilasciato parecchie dichiarazioni interessanti nel corso di una diretta a Casa Sky Sport. Sono stati tanti i temi affrontati, tra i quali la straordinaria vittoria della Premier League con il Leicester ma in particolare modo della sua esperienza a Genova, auspicando di poter continuare l’avventura. L’ ex allenatore della Roma dice di trovarsi bene e di avere un buon rapporto con squadra, società e tifosi, anche se sta vivendo uno dei momenti più difficili a causa della pandemia.

Ecco le sue parole: “Vivo tutto con grande fiducia di ritornare alla normalità. Dobbiamo rispettare le direttive ma sarà bello e gioioso tornare ad allenarci insiemeQuando sono arrivato ha sempre piovuto per un mese, ora sono dentro casa e vedo il mare solo al tg. Mi vedo bene qui, c’è un grande feeling con società, squadra e tifosi. Sono molto fatalista, cerco di star bene qua e fare bene qua. Resterà nella mia memoria la partita contro il Lecce: ci fecero gol in contropiede e cercammo il pareggio con i tifosi che ci spingevano. A fine partita ci fischiarono, non mi era mai capitato. Non ce l’avremmo fatta senza la loro spinta, ma il messaggio era che così non andava».

Sulla panchina Doriana il tecnico Romano, dal suo approdo a Genova nell’Ottobre 201, ha allenato in 19 partite, vincendone 6 (tra cui il Derby con il Genoa), pareggiandone 5 e perdendone 8.

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Calciomercato Samp, si segue una giovane promessa brasiliana

Calciomercato Samp, si segue una giovane promessa brasiliana

Calciomercato Samp – Secondo il sito Sampnews24 il club blucerchiato si sarebbe messo sulle tracce del giovane classe ’98 Andrey che vanta al momento solo due presenze in Copa Sudamericana con la maglia della prima squadra del Vasco Da Gama. Il 22enne è un destro che gioca nel ruolo di centrocampista centrale ma può essere utilizzato anche come trequartista. Viene visto in patria come una promessa e il costo non esorbitante del suo cartellino (1,30 milioni di € secondo le stime di Transfermarkt) avrebbe ingolosito la squadre del patron Ferrero.

Va registrato anche che sul giovane brasiliano c’è forte anche l’interesse del Galatasaray.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Coronavirus, gli Ultras della Samp contro la ripresa della Serie A

Coronavirus, gli Ultras della Samp contro la ripresa della Serie A

Coronavirus – Sono parecchie le società di serie A che vorrebbero riprendere il campionato. La questione è soprattuto economica, poiché le perdite in caso di sospensione definitiva sarebbero enormi.

A tal proposito gli Ultras Tito Cucchiaroni, storico gruppo della Gradinata Sud della Sampdoria, hanno detto la loro, rilanciando una nota ufficiale. “Tutti noi ci siamo innamorati del calcio da bambini. Uno sport popolare, capace di incendiare le menti e i cuori di migliaia di persone. Negli anni i troppi soldi, i troppi interessi, il colpevole consegnarsi mani e piedi alle tv, hanno fatto in modo che il calcio diventasse un’industria. Che dà da mangiare a tanti, lo sappiamo, e non solo ai calciatori milionari, ma anche a lavoratori meno privilegiati, come ogni altra industria. Un’industria e non più uno sport, insomma: una deriva figlia di una politica ottusa e colpevole contro cui ci siamo battuti, per oltre vent’anni, convinti che il “sistema” sarebbe, per un motivo o per l’altro, imploso su se stesso. Ed ecco la dimostrazione: in una situazione emergenziale, senza nessuna certezza su come si evolverà, l’unico pensiero dei “signori del pallone” che sono gli stessi che lo hanno portato in questo vicolo cieco, è quello di riprendere a giocare. Nient’altro importa”.

I campionati devono riprendere, e pazienza se a porte chiuse. Ovvero senza i tifosi. I tifosi non contano, contano solo i soldi e finalmente tutti possono dire “il re è nudo”! E allora che si rimangino morali e slogan. “Il calcio è di chi lo ama”? Tutto sembra tranne questo. Noi invece siamo tifosi. Non riusciamo a concepire una partita di pallone in uno stadio spoglio di colore e di calore. Questa per noi è l’antitesi del calcio. Chiamatelo come volete ma non calcio. Il calcio è stato concepito in maniera totalmente diversa. Questo sarebbe solo uno show business, oltre che una mancanza di rispetto verso chi piange le proprie vittime; vorrebbe dire accettare passivamente la morte di questo sport. Un giorno si dovrà tornare a giocare, è quello che vogliamo anche noi, ma non così, non a queste condizioni, e soprattutto non a porte chiuse. Se invece queste davvero saranno le condizioni – conclude la nota – per noi il campionato finisce qui. E quando si riprenderà, si dovrà fare solo in presenza di chi davvero rappresenta l’anima del calcio: i tifosi”.

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Coronavirus, la situazione dei calciatori di Serie A

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Molti i giocatori risultati positivi al Covid-19 anche se la maggiorate di loro al momento ha terminato la quarantena ed è ufficialmente guarita.

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Emergenza coronavirus, le iniziative di Sampdoria e Fiorentina

Emergenza coronavirus, le iniziative di Sampdoria e Fiorentina

Il coronovarius, l’emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo, rischia di creare danni economici veramente importanti. Il mondo del calcio, ovviamente, non si salverà. Per provare a contrastare queste difficoltà i club si stanno attivando. Una delle società maggiormente impegnate in questo fronte è la Sampdoria; il club blucerchiato, infatti, donerà ben 610 pasti al giorno ai medici impegnati in prima linea. Altra società che sta facendo iniziative importanti è la Fiorentina; i viola stanno portando avanti una raccolta fondi per combattere l’emergenza. Fino a questo momento sono stati raggiunti ottanta mila euro. Iniziative importanti da parte di due società che stanno facendo di tutto per aiutare ad uscire, il prima possibile, dall’emergenza.

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