Milan, Gazidis a lavoro per convincere Maldini a restare

Milan, Gazidis a lavoro per convincere Maldini a restare

Gazidis continua a parlare pochissimo, prende le decisioni ma tende a non spiegarle, il che lo rende comprensibilmente molto distante dai tifosi ed anche da una parte della dirigenza. Si è sentito solo Paolo Maldini in queste settimane, costretto a rispondere a Rangnick, dopo che quest’ultimo si era lasciato andare a delle uscite infelici. L’ex capitano del Milan non sa ancora che strada prenderà nel prossimo futuro, ma ciò che è certo è che per rimanere al Milan vorrebbe avere chiarezza sul suo ruolo e non accetterebbe una posizione marginale, all’ombra dell’ex calciatore tedesco. Rangnick ha espresso le condizioni per venire al Milan, e diciamo che sono abbastanza pretenziose: ben 20 collaboratori da portare con sé, e la possibilità di avere un ruolo da manager all’inglese, quindi con l’ultima parola anche per quanto concerne la campagna acquisti. Maldini, spiega la Gazzetta dello Sport, a queste condizioni è difficile che accetti di rimanere al Milan, poiché andrebbe a ricoprire un ruolo da “para fulmine” nei confronti dei tifosi, ruolo per altro non adatto all’ex difensore della Nazionale, che si è sempre contraddistinto per la libertà di dire sempre la sua.

 

 

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Maldini: “Per la vittoria dello Scudetto dico Lazio”

Maldini: “Per la vittoria dello Scudetto dico Lazio”

Paolo Maldini non ha passato delle settimane semplici, lo spavento per la positività al Coronavirus e le continue frecciatine di Rangnick hanno sicuramente condizionato gli ultimi mesi di lavoro dell’ex capitano del Milan. Ieri Maldini è intervenuto ai microfoni di Rai Due ed ha risposto ad alcune domande, la maggior parte riguardanti la ripresa degli allenamenti e del campionato di Serie A. Poi gli è stato anche posta una domanda sulla lotta Scudetto che sta caratterizzando questa stagione, che vede di fronte la “sorpresa” Lazio e la padrona della Serie A dell’ultimo decennio, la Juventus. Ecco le parole di Maldini:

“Chi vince il campionato? Per la legge dei grandi numeri direi Lazio perché la Juve ha vinto tanto. Io ho detto che il calcio deve provare a ripartire, poi è chiaro che tutto va fatto in sicurezza. Poi se non si potrà finire non si finirà, ma credo che si debba provare”.

L’ex difensore del Milan e della Nazionale scommette sui biancocelesti, ma prima bisogna riprendere e lo scenario sembra ancora drammaticamente confuso.


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Milan, ecco le richieste del “principino” Rangnick

Milan, ecco le richieste del “principino” Rangnick

Abbiamo più volte commentato nel corso di questa lunga quarantena le vicende di casa Milan. I rossoneri si avviano all’ennesima rivoluzione estiva e, nonostante tutte le polemiche con Maldini, Rangnick sembrerebbe essere ancora la scelta prediletta dell’amministratore delegato Gazidis. Sport Mediaset oggi riporta le “semplici” condizioni che convincerebbero l’ex calciatore tedesco a legarsi al Milan:

  • non vuole firmare esclusivamente per il ruolo di allenatore, bensì gradirebbe una posizione da “manager” all’inglese (con Moncada che verrebbe promosso a Direttore Sportivo).
  • pretenderebbe di portare con lui ben 20 collaboratori, non tutti inerenti al lavoro tecnico, ma anche degli scuoting, degli addetti al settore giovanile ed uno psicologo
  • ben 80 milioni da investire sul calciomercato, che di questi tempi si sa son disponibili per molte società italiane… 

L’ ultima richiesta, per essere esaudita, porterebbe alle cessioni di Kessie, Paquetà ed all’addio di Ibra per risparmiare sullo stipendio. Il principino ha parlato, ora la palla passa al Milan ed a Gazidis, mentre del futuro di Maldini si sa ancora pochissimo, ma diventa sempre più difficile immaginarlo in rossonero anche nella prossima stagione.

 


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Milan, Maldini tuona contro Rangnick: “Non sa cosa sia il rispetto”

Milan, Maldini tuona contro Rangnick: “Non sa cosa sia il rispetto”

Dopo mesi di dichiarazioni, giochini e frecciatine Paolo Maldini è comprensibilmente esploso, complimenti per la pazienza. Il direttore tecnico rossonero ha rilasciato una dichiarazione all’ANSA nella quale dice:” Non avendo mai parlato con Rangnick, non capisco su quali basi vertano le sue dichiarazioni, anche perché dalla proprietà non mi è stato detto nulla”. Fino a qui Maldini è stato anche abbastanza diplomatico, poi sempre con educazione e garbo rincara la dose ed affonda il colpo su Rangnick con un messaggio diretto e coinciso:

“Alcune considerazioni secondo me però vanno fatte. Il tecnico tedesco infatti, parlando di un ruolo con pieni poteri gestionali sia dell’area sportiva che di quella tecnica, invade delle zone nelle quali lavorano dei professionisti con regolare contratto. Avrei dunque un consiglio per lui, prima di imparare l’italiano dovrebbe dare una ripassata ai concetti generali del rispetto, essendoci dei colleghi che, malgrado le tante difficoltà del momento, stanno cercando di finire la stagione in modo molto professionale, anteponendo il bene del Milan al proprio orgoglio“.

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Ronaldo a Del Piero: ” Siete in 4 ad avere un Pallone d’oro in meno”

Ronaldo a Del Piero: ” Siete in 4 ad avere un Pallone d’oro in meno”

In questo periodo di quarantena le dirette degli ex calciatori hanno tenuto compagnia a moltissimi appassionati, che hanno avuto l’occasione di scoprire numerosi retroscena di alcune tra le più grandi squadre del calcio europeo. Bobo Vieri ha creato un appuntamento fisso ed ogni sera ospita sul suo profilo instagram ex calciatori, personaggi d’attualità e sportivi; lo stesso format è stato riproposto da Cannavaro e da Ronaldo il fenomeno. Proprio una diretta dell’asso brasiliano, nella quale era ospite Alessandro Del Piero, ha riaperto un dibattito che va sempre di moda: con quale criterio viene selezionato il vincitore del Pallone d’oro? Il miglior calciatore al mondo? Quello che ha vissuto l’annata migliore? Perché i difensori, i portieri ed i giocatori di contenimento sono così penalizzati?

Il Fenomeno nella sua diretta con Del Piero si lascia andare ad un commento: “Ci sono 4 giocatori della nostra generazione che avrebbero dovuto vincere un Pallone d’oro, non so come, ma per la grandezza raggiunta dovevano averlo nel loro Palmarès e sono: Del Piero(te), Totti, Maldini e Raùl, che c’è andato vicino tante volte senza mai riuscirci. Tu vedi la carriera di questi ragazzi, ed ovviamente sono stati riconosciuti tantissime volte per le numerose vittorie, però, guardandomi indietro, penso che gli manchi quel riconoscimento finale che possa testimoniare la loro grandezza.”

Parole al miele di un Dio del calcio per 4 dei più grandi calciatori della storia.

 


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Maldini giura amore eterno al Milan, Rangnick: “Milan? Mi piace l’idea”

Maldini giura amore eterno al Milan, Rangnick: “Milan? Mi piace l’idea”

Rangnick? Ho letto. Sinceramente, da direttore dell’area sportiva, con il dovuto rispetto, non credo che sia il profilo giusto per associarlo al Milan”. Parlava così Paolo Maldini a Sky Sport due mesi fa. Dopo l’addio di Boban, licenziato dal Milan per giusta causa, anche Maldini e Massara hanno visto il loro posto traballare soprattutto da quando il nome di Ralf Rangnick ha iniziato a circolare in orbita Milan.

Fino a ieri Ralf Rangnick è stato un’ombra, un nome, una voce in orbita rossonera che ha solamente alimentato le speranze dei tifosi e confuso i dirigenti attuali del Milan mettendoli in difficoltà verso la società, ma oggi di colpo tutto è cambiato perché Rangnick è finalmente uscito allo scoperto parlando ai microfoni della BILD“Hanno chiesto se ci fosse la possibilità di collaborare. Di conseguenza ho informato la Red Bull e successivamente ci sono stati colloqui con il mio procuratore. Non posso escludere del tutto che andrò lì. Al momento però il club e il campionato hanno altri problemi. Non sono uno che ha difficoltà a immaginare che le cose possano funzionare. Certo, l’avventura mi piace, ma non deve essere una missione suicida. Senza voler essere presuntuoso, ma la cerchia dei club che mi possono interessare è abbastanza ristretta”.

Ha parlato anche Paolo Maldini quest’oggi, in una diretta Instagram con l’amico Filippo Inzaghi, dove ha detto la sua circa il suo ruolo da dirigente, la possibile ripresa della stagione e il ricordo del gruppo storico rossonero allenato da Ancelotti. Queste le sue parole: “La squadra ha ripreso, ma c’è da stare attenti. I ragazzi non ce la facevano più a casa e noi nemmeno. Abbiamo chiuso le parti comuni di Milanello, erano divisi quattro per ogni campo e in dodici riesci a lavorare bene lo stesso. C’è tanta incertezza, tutto dipenderà da quello che deciderà la Serie A. Noi dobbiamo provarci ad andare in campo, sarebbe un disastro sotto tutti i punti di vista, in primis quello economico. Bisogna provarci. La Francia, secondo me, ha sbagliato ma noi accetteremo quello che sarà il verdetto del governo. Naturalmente quando sei calciatore hai altre armi. L’impegno in campo, l’essere sempre a disposizione, puntuale e preciso. Da dirigente devi conquistarti tutto, sei meno credibile di quando dai l’esempio in campo. La cosa bella del fare il dirigente è che capisci, a distanza di tempo, quello che è stato fatto dai tuoi dirigenti ai tempi in cui giocavi. Sono ere diverse, la storia conta e sono sicuro che farò il dirigente solo al Milan. Non lo farò da nessun’altra parte. Il suo gruppo del Milan e della Roma dove ha giocato, si è creato così. Se hai avuto certe esperienze, devi portarle quando sei in panchina. Poi c’era un gruppo maturo e c’era un principio che ci univa tutti, che era quello di responsabilità e volevamo fare qualcosa di straordinario. Non si può vivere la vita da calciatore pensando che sia un lavoro ordinario. Solo se punti al massimo, puoi arrivare al top. Se non vuoi migliorare te stesso, non arrivi a certi livelli. Non è facile creare una simbiosi tra società, allenatore, tifosi e giocatori”.

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Milan, Rangnick pretende totale libertà d’azione per accettare

Milan, Rangnick pretende totale libertà d’azione per accettare

In casa Milan la confusione è doppia, oltre alle problematiche comuni legate alla sospensione o all’eventuale proseguimento del campionato, i rossoneri devono gestire l’ennesima rivoluzione estiva. Da mesi ormai l’amministratore delegato Gazidis sta corteggiando l’ex calciatore tedesco Rangnick, anche se resta ancora incomprensibile con quale ruolo. Direttore sportivo, allenatore, o entrambi? Sta mattina Il Corriere dello Sport riporta le prime parole dello stesso Rangnick riguardo all’interessamento del Milan nei suoi confronti :

“C’è stato un interessamento, ma con il coronavirus ci sono state altre cose da considerare, oltre a pensare se Rangnick fosse l’uomo giusto per loro…Non sono interessato agli aspetti finanziari, per me si tratta di avere una certa influenza, che non c’entra con il potere…”

La dichiarazione chiarisce poco sul ruolo che andrà a ricoprire nel caso venisse arruolato dal Milan, l’unica cosa specificata dall’allenatore tedesco è che per accettare avrebbe bisogno di libertà d’azione, capacità di influenzare e prendere decisioni. Aspettiamo ancora, dato che in casa Milan ci sono numerose faccende irrisolte, su tutte il futuro di Maldini e Zlatan, ancora a Stoccolma nonostante il richiamo della società.  Se dovesse davvero arrivare Rangnick Maldini lascerebbe la società rossonera, dato che già a febbraio aveva espresso dei forti dubbi sul profilo indicato da Gazidis. Poi ci sono Almstadt e Moncada che nell’ultimo periodo sono nelle grazie dell’amministratore delegato, intenzionato ad affidare al primo il ruolo di direttore sportivo ed al secondo quello di capo scout.

 


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Milan, contatti continui Maldini-Gazidis. Vicina al conferma dell’ex capitano?

Contatti con Gazidis: la storia continua?

L’ad del Milan Ivan Gazidis presto dovrà affrontare il nodo legato alla conferma in dirigenza di Paolo Maldini. L‘ex capitano ascolterà la proposta dell’amministratore delegato e accetterà di restare solo nel caso in cui non gli venga proposto un ruolo depotenziato rispetto a quello attuale. Maldini viene descritto molto positivamente in termini di coinvolgimento in questo periodo di attività particolare, a cominciare dalle tante video conferenze che sta tenendo proprio con l’amministratore delegato. Inutile dare qualcosa per scontato in vista del prossimo futuro, la partita resta tutta da giocare. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport.

Il fatto che Maldini venga descritto come molto attivo in termini di contatti con Gazidis potrebbe essere un indizio a favore del fatto che la società si sia finalmente decisa ad accontentare l’ex capitano e leggenda (e con lui probabilmente anche i tifosi), mettendo da parte la diffidenza post-licenziamento di Boban e  assegnandoli gli incarichi sostanziali che richiedeva e che poneva come condizione per la permanenza all’interno dell’organigramma del Milan. Se così fosse bisognerebbe poi valutare il grado dell’incidenza di Maldini: se sarà coinvolto nelle scelte di mercato (e in tal caso, quali paletti in termini economici gli saranno posti), nell’eventuale esonero/conferma degli allenatori, nella gestione dei rapporti giocatori-tecnico-società.

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Milan, Maldini verso la permanenza?

Maldini si racconta!

Il direttore dell’area tecnica del Milan Paolo Maldini è stato protagonista di una diretta Instagram con Christian Vieri, suo grande amico e compagno di squadra in Nazionale e in rossonero. Diversi i passaggi significativi nello scambio di battute con Bobo.
Sulla possibile ripresa del campionato:

Bisogna provare a riprendere e finire questa stagione. In questo momento ovviamente bisogna avere come priorità la salute, ma se ci saranno le condizioni per iniziare bisogna provarci. Il protocollo per i giocatori sarebbe molto rigido, la federazione ha dato un’indicazione, ovvero di provare a finire. Ricominciare a luglio sarebbe complicato perché i contratti finiscono il 30 giugno. Se non si forza la situazione non si riparte più e il danno economico sarà enorme”.

Sul suo legame col Milan:

Non ho mai pensato di andare via. Io sono milanese, milanista e mio papà è stato il primo capitano ad alzare la Coppa dei Campioni per una squadra italiana. CI sono stati momenti difficili, ma la verità è che per andare via da quel Milan è che servivano due componenti: voler andare via e situazione della squadra”.

Sul rapporto col figlio Daniel:Non è facile. Io avevo il papà che allenava ed è bruttissimo, tutti con me si dovevano contenere. Ho iniziato da dirigente che mio figlio era in Primavera, Giampaolo l’ha portato in prima squadra e Pioli l’ha fatto esordire. Le critiche dai papà non fanno mai piacere“.

Sul suo ruolo di direttore tecnico:

Quando Leonardo mi ha detto che se ne sarebbe andato, ho pensato di rimanere solo. Da quando sono diventato il capo della direzione sportiva mi sono trovato a mio agio, avendo anche Boban e Massara. Mi piace ed è qualcosa che mi viene naturale”.

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RadioQuiz24 – Quanto ne sai sul Milan

RadioQuiz24 - Quanto ne sai sul Milan

La squadra italiana ad aver vinto più titoli a livello internazionale, il Milan, sta attraversando un momento storico piuttosto complicato. Ma tu, cuore rossonero, sei sicuro di sapere tutto sulla tua squadra del cuore? Se la risposta è si hai l'occasione di dimostrarlo rispondendo correttamente a queste dieci domande. Al termine del quiz capirai quanto sei realmente fedele ai colori del Milan. Occhio a non diventare Mesbah...

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