Lucescu: “contento se Willian dovesse scegliere la Juventus”

Lucescu: “contento se Willian dovesse scegliere la Juventus”

Mircea Lucescu, ex CT della Turchia ed allenatore di Galatasaray ed Inter tra le altre, ha rilasciato una bella intervista a TuttoJuve.com dove ha parlato del mondo Juventus, suggerendo mosse di mercato e dando la sua opinione riguardo la ripresa del calcio giocato. Il nome più caldo è quello di Willian Borges da Silva, trequartista ed ala classe ‘88 in forza al Chelsea ma col contratto in scadenza a giugno; Lucescu lo conosce bene avendolo allenato tra il 2007 ed il 2013 ai tempi dello Shakhtar Donetsk, consacrando Willian come uno dei più forti calciatori di questi anni.

A tuo parere, la soluzione migliore per terminare la stagione è quella delle porte chiuse?

“Io sono favorevole alle porte chiuse, mi piacerebbe che l’ultima parte di stagione venisse disputata in questo modo. E’ giusto che ogni persona torni a vivere la vita di tutti i giorni, iniziano nuovamente a lavorare rispettando quelle che sono le condizioni di sicurezza. Mi auguro si possa riprendere al più presto”.

Da spettatore, saresti allettato di vedere la Champions League disputata in agosto?

“Sì, deve continuare ad essere lo spettacolo che è stata negli ultimi anni. E da spettatore mi piacerebbe l’idea che si giochi durante il mese d’agosto”.

Come stavi giudicando la Juventus? Ti stava convincendo fin qui?

“Ho seguito la Juve, si è comportata bene fino a prima dell’interruzione. Non era semplice passare da Allegri a Sarri, che concepiscono il calcio in maniera differente. Sarri ha cambiato diverse volte modulo e giocatori per trovare la quadra, è normale quando arrivi in un club nuovo. E’ cresciuta molto la Lazio, l’Inter può ancora riavvicinarsi ma credo che i bianconeri vinceranno nuovamente in campionato. E sono convinto che andranno avanti nuovamente anche in Champions League”.

Un pensiero su Merih Demiral, lo conosci bene in quanto lo hai fatto esordire con la Turchia.

“Demiral è un buon giocatore, è un peccato che si sia infortunato ma è ancora molto giovane. Merih è un ottimo professionista, l’augurio è che torni più forte di prima. Solo un giocatore di talento riesce a compiere il grande salto dallo Sporting Lisbona alla Juventus nel giro di un paio d’anni, ovunque è andato ha sempre fatto molto bene e questo significa che potrà avere un grande futuro. Sarà il degno erede di Chiellini”.

Se dovesse arrivare una grande offerta per Demiral, la Juve farebbe bene a cederlo?

“Se tante squadre lo vogliono, significa che tutti riconoscono le sue grandi qualità. E investirebbero per il suo futuro, non per quello che sta facendo oggi. Con molta onestà non conosco quali sono i piani della dirigenza su di lui, sicuramente se la società dovesse aver bisogno di soldi farebbe bene a cederlo. Tra l’altro, in questo momento, non mi sembra possa essere il titolare della Juve. Lo potrei vedere bene in Premier, è un campionato che si adatterebbe molto alle sue caratteristiche”.

Consiglieresti a Willian la Juventus?

“Assolutamente sì, sarei molto contento se Willian dovesse scegliere la Juventus. Sarebbe eccezionale vederlo vestire quella maglia, è da tanti anni al Chelsea e forse sarebbe ora di cambiare. Il club londinese si innamorò delle sue prestazioni quando ci affrontò in Champions. Ma tornando alla domanda, sarei contento esattamente come lo sono stato per Douglas Costa. Spero possa rimanere alla Juve”.

Ci puoi svelare un retroscena? E’ vero che nel gennaio 2013 volevi Buffon allo Shakthar?

“Posso confermare questo retroscena, sono venuto in Italia a parlare con il suo procuratore. In quel momento avevamo un grande problema con il nostro portiere titolare, così avevamo pensato a Buffon perché credevamo potesse essere il giocatore giusto per noi. Non avevamo paura di niente e di nessuno, giocavamo alla pari contro le big europee. L’ho sempre stimato, purtroppo non siamo riusciti ad acquistarlo perché lui voleva continuare ad inseguire il sogno europeo con la Juventus. E ora a distanza di sette anni è ancora lì sul pezzo, per me può giocare fino a 45 anni”.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Coronavirus Juventus, Rugani negativo al tampone di controllo

Coronavirus Juventus, Rugani negativo al tampone di controllo

Daniele Rugani ieri ha ricevuto la notizia della negatività al Coronavirus Covid-19. Il centrale della Juventus è stato il primo giocatore della Serie A risultato positivo al tampone. Dopo 35 giorni finalmente l’annuncio tanto atteso. Il difensore ha potuto così riabbracciare la sua fidanzata, incinta, Michela Persico.

Le sue emozioni in un post su Instagram: «Ti racconteremo di questi 35 giorni distanti l’uno dall’altro. Ti racconteremo che era la scelta più giusta, ma anche di quanto sia stato difficile. Ma ti racconteremo soprattutto della bellezza di ritrovarci in quest’abbraccio, tutti e tre. Finalmente negativo, finalmente tutti insieme».

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Ti racconteremo di questi 35 giorni distanti l’uno dall’altro. Ti racconteremo che era la scelta più giusta, ma anche di quanto sia stato difficile. Ma ti racconteremo soprattutto della bellezza di ritrovarci in quest’abbraccio, tutti e tre. Finalmente negativo, finalmente tutti insieme ❤️ . We’ll tell you about the time we had to spend far from each other. We’ll tell you that it was the right choice, but it was difficult too. And above all we’ll tell you how magic it was to hug again, the three of us. Together at last ❤️ #grazieatutti #family #RestateACasa

Un post condiviso da Daniele Rugani (@daniruga) in data:

 

Le sue emozioni in un post su Instagram: «Ti racconteremo di questi 35 giorni distanti l’uno dall’altro. Ti racconteremo che era la scelta più giusta, ma anche di quanto sia stato difficile. Ma ti racconteremo soprattutto della bellezza di ritrovarci in quest’abbraccio, tutti e tre. Finalmente negativo, finalmente tutti insieme».

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

   

 




Le conseguenze del goal di Matthijs de Ligt alla Juventus

Le conseguenze del goal di Matthijs de Ligt alla Juventus

Oggi è il difensore della Juventus, l’anno scorso eliminava i bianconeri nei quarti di Champions con un colpo di testa nel corso del secondo tempo; il rapporto tra Matthijs de Ligt e il club italiano non è iniziato nel migliore dei modi ma, probabilmente, è stata quella sera che la Juve ha capito di dover puntare su un difensore di sicuro affidamento. Quel goal ha scritto la storia di entrambi i club con l’Ajax che è arrivato ad un passo dalla finale di coppa Campioni ed è rimasta una delle squadre più belle degli ultimi anni. Diverso il discorso per i bianconeri usciti dalla competizione con la consapevolezza di aver trovato il leader del reparto per i prossimi anni. In estate, infatti, è stato fatto uno sforzo economico importante (settantacinque milioni di euro) per strappare il giocatore al club olandese; operazione onerosa ma necessaria per alzare il livello della rosa. Dal goal allo Stadium alla maglia bianconera: de Ligt come Ronaldo con l’obiettivo di ripagare l’eliminazione dello scorso anno.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Juventus pronta ai botti di mercato: ecco tutti i nomi

Juventus pronta ai botti di mercato: ecco tutti i nomi

Demiral: sirene inglesi

Le due squadre di Manchester,  oltre al Leicester e all’Everton di Ancelotti, sarebbero pronte a preparare un assalto per il cartellino di Demiral, prelevato da Paratici per circa 18 milioni di euro nell’ultima finestra estiva. Sul giovane difensore ci sarebbe anche l’interesse in Spagna dell’Atletico Madrid dell’estimatore Simeone, ma secondo Tuttosport la Juventus riterrebbe incedibile il classe ’98, destinato insieme a de Ligt a formare la coppia difensiva del futuro della squadra bianconera.

Bernardeschi scaricato da Ronaldo

Il futuro a Torino dell’ex Fiorentina è in bilico, con il numero 33 che potrebbe rientrare in qualche operazione come contropartita per arrivare ad altri obiettivi nel mirino dei bianconeri. Sul fantasista non si spengono i rumors sul Barcellona, con cui in diverse fasi si è discusso di un ipotetico scambio con Rakitic. In Spagna ci sarebbe però un’altra squadra che avrebbe messo nel mirino Bernardeschi: l’Atletico Madrid, che starebbe valutando con attenzione gli scenari sulla situazione del mancino classe ’94. Simeone stima il nazionale azzurro, ritenendolo un profilo adatto per lo scacchiere tattico dei ‘Colchoneros’. Dalla Spagna – come riporta ‘Don Balon’ -il tecnico argentino avrebbe segnato il nome di Bernardeschi sulla propria lista degli acquisti, con il giocatore che viene definito come il ‘Messi italiano’ dal portale iberico. Simeone aveva già avuto modo di apprezzare le qualità del talento della Juve nel match dello scorso marzo in Champions League a Torino, dove Bernardeschi aveva sciorinato una prestazione di grande spessore e contribuito in maniera decisiva alla ‘remuntada’ della squadra di Allegri. La ‘Vecchia Signora’ per 35 milioni di euro potrebbe dare il via libera all’Atletico Madrid per il numero 33 e anche Cristiano Ronaldo, malgrado la stima per il compagno di squadra, avrebbe dato il via libera alla cessione.

Opportunità Neuer

Manuel Neuer e il Bayern Monaco: un matrimonio complicato che potrebbe anche essere arrivato al capolinea. In scadenza di contratto nel 2021, il 34enne portiere vorrebbe chiudere la carriera in Baviera e avrebbe chiesto al club un prolungamento fino al 2025. Nei colloqui col suo entourage, i dirigenti del club tedesco avrebbero, invece, avanzato una proposta fino al 2023. Ma, al di là degli anni di contratto, a far discutere è la richiesta d’ingaggio di Neuer: 20 milioni di euro a stagione. Una cifra monstre che il Bayern non appare disposto a concedere al suo capitano. I rapporti restano tesi e, ad aggravare ulteriormente la situazione, sarebbe stata proprio la fuga di notizie riguardanti gli emolumenti che il calciatore chiederebbe per prolungare il contratto: secondo Kicker, infatti, il Nazionale della Germania e il suo agente non avrebbero per niente gradito la fuoriuscita dei dettagli della trattativa sulla stampa. Una situazione infuocate della quale potrebbero approfittare i club interessati in vista della prossima stagione. Juventus e Psg restano alla porta.




Ma Kulusevski li vale 44 milioni? Asprilla ci ride su

Asprilla: “se Kulusevski vale 44 milioni, io ne valevo 300!”

Faustino Asprilla torna a far parlare di sé, e questa volta non lo fa per un gol o per un’accelerazione bruciante, ma lo fa per le dichiarazioni rilasciate a La Gazzetta dello Sport. Durante l’intervista ha parlato del calcio italiano, del paragone con Duvan Zapata, del nuovo corso dell’Atalanta e dell’acquisto di Dejan Kulusevski da parte della Juventus.

su Kulusevski: “Bel talento, ma considerando il denaro che gira non mi sorprendo del prezzo. Se lui costa così tanto, allora io ne valevo 300!”

sul calcio italiano: «Negli ultimi anni abbiamo assistito al dominio assoluto dei bianconeri, la situazione era diventata noiosa. E pure in Colombia, onestamente, si stava perdendo un po’ di interesse verso l’Italia. Quest’anno era tutto diverso: se si dovesse riprendere, punterei sulla Lazio. Meriterebbe lo scudetto».

sull’Atalanta e sul paragone con Zapata: “L’Atalanta non è ancora ai livelli del mio Parma, ma ci siamo vicini. Contro il Valencia sembrava un allenamento. È una squadra in continua crescita. Io come Zapata? Perché no. È definitivamente esploso, ha un potenziale enorme”.

Le parole di Faustino Asprilla, a metà tra opinione e scherzo, hanno riportato alla luce una vecchia polemica che ha riacceso più dubbi in molti tifosi bianconeri: ma Dejan Kulusevski li vale 44 milioni? In quale ruolo può tornare utile in bianconero? Le risposte forse l’ha già date Roberto D’Aversa, tecnico del Parma e attuale allenatore di Kulusevski, che nel post gara del match contro la Juve rispose così alle due domande: “Vi garantisco che è veramente forte dal punto di vista tecnico, perché abbina quantità e qualità. Ha margini di miglioramento importanti, nelle ultime due partite ha giocato in maniera frenetica, come se volesse dimostrare il suo valore. Deve continuare a giocare in modo spensierato. Pur partendo in posizione esterna, deve giocare dentro al campo. Ha l’assist, l’attacco della profondità, è bravo a giocare tra le linee. Credo che la Juve l’abbia preso per fare il trequartista, ma in futuro potrà fare anche la mezz’ala”. Pertanto la risposta è sì, Kulusevski li vale davvero quei soldi. Li vale perché è un classe 2000, perché ha soli diciannove anni già decide le partite ed è pilastro di una squadra importante come il Parma, perché sa giocare in più ruoli e sappiamo come nel calcio moderno la polivalenza sia un’arma importante, perché abbina fisicità, tecnica e velocità, e non meno importante il fatto che li valga perché in 23 partite ha segnato 5 gol e siglato 7 assist.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




I gioielli dell’Ajax che i club di Serie A sognano

I gioielli dell’Ajax che i club di Serie A sognano

L’Ajax è, da sempre, una grande fucina di calciatori. Potremmo citare Van Basten, Cruijff, Eriksen, Suarez, Ibrahimovic, Seedorf o Rijkaard, ma potremmo citarne anche altri mille e non sarebbero comunque tutti. Anche l’odierno Ajax è ricco di giovani talenti, tutti molto interessanti e pronti sin da subito per giocare ad alti livelli, e molti di questi interessano ai nostri club di Serie A. L’Ajax è inoltre la squadra che dà più calciatori ai cinque maggiori campionati. Se fino a ieri molti di questi calciatori avevano prezzi inaccessibili, la pausa forzata dei campionati ha deprezzato (di circa il 25%) tutti i calciatori del mondo che ora hanno il valore di mercato decisamente più basso rispetto a un paio di mesi fa.

Difesa:

Noussair Mazraoui ad esempio è uno di quei calciatori che farebbero molto comodo a numerosi club di Serie A: terzino destro che può giocare anche mediano, classe ‘97, nella scorsa stagione ha dimostrato di essere un ottimo calciatore in grado di saper fare le due fasi senza problemi. Soppiantano dall’esplosione del fenomenale Sergiño Dest, Mazraoui ha visto il suo utilizzo da parte di Ten Hag diminuire drasticamente ed ora il suo prezzo è sceso fin sotto ai 10 milioni di euro. Juventus, Roma e Milan beneficerebbero del suo acquisto.

Centrocampo:

Il nome caldo a centrocampo è quello di Ryan Jiro Gravenberch: mediano classe 2002, alto ben 190cm e dal cartellino che si aggira sugli 11 milioni di euro. I club di Serie A si sono fiondati sul ragazzo, prima che l’Ajax lo faccia titolare e lo renda un centrocampista da grandi palcoscenici, d’altronde uno col suo fisico e la sua qualità servirebbe sicuramente alla Roma, all’Inter e alla Fiorentina. Gravenberch di distingue per grande visione, agilità e dribbling, tutte caratteristiche che fanno di lui un mediano moderno. Qualora il Milan decidesse di passare ad un modulo con due mediani, uno con la fisicità di Gravenberch sarebbe il compagno ideale di Bennacer.

Attacco:

Lassina Traoré è un attaccante, classe 2001, che ha tutto per diventare un grande centravanti moderno: velocità, fiuto del gol, discreta fisicità e forza. Milan, Torino, Sampdoria e Hellas Verona mancano di un profilo del genere e potrebbero affondare il colpo su Traoré dato che al momento il cartellino del ragazzo vale poco meno di 6 milioni di euro. Lassina Traoré viene paragonato a Patrick Kluyvert per il suo modo di giocare e al momento nell’Ajax non è ancora un titolare, pertanto i lancieri potrebbero privarsi di una seconda linea che invece nel nostro campionato potrebbe trovare minutaggio e crescita giocando titolare.

(dati Transfermarkt)

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Juventus, chi merita la conferma tra questi sei giocatori?

Juventus, chi merita la conferma tra questi sei giocatori?

E’ tempo di bilanci in casa Juventus; la società bianconera, in attesa di capire se si potrà tornare a giocare, stanno riflettendo sulla rosa e sul futuro di alcuni giocatori. Sono sei gli elementi che devono guadagnare la fiducia di Sarri per restare all’interno di un gruppo il cui obiettivo è quello di dominare in ambito italiano e internazionale. Quali sono questi giocatori? Douglas Costa, Ramsey, Bernardeschi, Khedira, De Sciglio e Rugani. Cerchiamo di capire su chi i bianconeri dovrebbero puntare.

Douglas Costa

Partiamo dall’esterno offensivo brasiliano, un giocatore tanto forte quanto fragile. L’ex Bayern Monaco, infatti, non è mai riuscito a trovare la giusta continuità a causa dei numerosi problemi fisici. Una situazione difficile da gestire; Sarri, infatti, considera il brasiliano titolare imprescindibile nel suo 4-3-3 visto la sua immensa qualità con la quale riesce a creare costantemente la superiorità numerica ma bisogna fare anche altri ragionamenti. Qualora sul mercato si dovesse presentare una possibilità di livello non è da escludere la rinuncia al brasiliano.

Bernardeschi

L’eventuale cessione di Douglas Costa favorirebbe Bernardeschi; l’esterno italiano, a differenza della gestione Allegri, non è riuscito a trovare una continuità di rendimento. I motivi sono sostanzialmente due: alcune prestazioni decisamente sotto tono e il passaggio al 4-3-1-2 che ha sicuramente sfavorito le qualità dell’ex Fiorentina che però può tornare utile alla causa bianconera. La sua capacità di saltare l’uomo e l’abilità sui calci piazzati possono essere armi importanti in determinati momenti del match.

Ramsey

Molto più complicato il futuro di Ramsey. Mezzala nel 4-3-3, o trequartista nel 4-3-1-2 rinunciando a uno come Dybala? Difficile trovare una risposta a questa domanda. L’unico in grado di farlo è Sarri che deve capire, una volta per tutte, come voler sistemare in campo la sua Juventus. Il modulo perfetto per il gallese è il 4-3-3; da mezzala, infatti, riesce ad esprimere al meglio le proprie qualità. Inserimento, capacità di attaccare lo spazio, tanta corsa: ecco cosa può dare Ramsey da interno di centrocampo. Vietato rinunciarci.

Khedira

Un giocatore su cui, invece, la Juventus potrebbe rinunciare è Khedira nonostante l’importanza del tedesco; il centrocampista classe 1987 ha un’intelligenza tattica fuori dal comune, riesce a coniugare al meglio capacità difensiva e abilità nell’attaccare la profondità. Il problema? La carta d’identità e una fragilità muscolare che gli ha impedito di scendere in campo con continuità. La Juventus, in mezzo al campo, ha bisogno di investire in maniera importante e Khedira potrebbe essere il sacrificato.

De Sciglio

Ad un passo dall’addio nella sessione invernale di mercato (sembrava tutto fatto per lo scambio con Kurzawa del PSG), non è da escludere una sua cessione in estate. Terzino destro in grado di giocare anche a sinistra ha avuto più di qualche problema in fase difensiva dove va costantemente in difficoltà. I bianconeri hanno bisogno di investire nel ruolo di terzino e uno come De Sciglio può anche essere sacrificato.

Rugani

Chiellini, Bonucci, de Ligt, Demiral; questo il reparto difensivo della Juventus. E Rugani? Difficile possa trovare spazio con continuità e non è da escludere una sua cessione nel prossimo mercato estivo. Venticinque anni e la voglia di trovare un club in cui poter essere titolare.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Innanzitutto, bisogna fare i complimenti a mister Allegri

Innanzitutto, bisogna fare i complimenti a mister Allegri

Questa è la storia di un matrimonio durato cinque anni intensi e ricchi di gioie, conclusosi con una separazione consensuale tra Max Allegri e la sua adorata Vecchia Signora. Partiamo dunque dalla fine, dal giorno della separazione, da quel 18 maggio 2019, quando in conferenza stampa il presidente bianconero Andrea Agnelli annunciava la fine del rapporto tra Allegri e la Juventus. Quel 18 maggio tirammo tutti le somme, contando i trofei e analizzando i numeri: in cinque anni Max Allegri ha fruttato alla Juventus cinque Serie A, quattro Coppa Italia e due Supercoppa italiana, diventando l’unico tecnico (tra i maggiori campionati europei) in grado di conquistare per quattro stagioni consecutivi il Double nazionale. Max Allegri ha cambiato la Juventus, ridandole credibilità in Europa e strapotenza in Italia, ma come ha fatto? Andiamo a vedere come giocava la Juventus di Allegri, come il tecnico livornese sapeva leggere le partite e cambiare in corsa, quali moduli usava e quando li usava, e su quali basi ha fondato la sua macchina perfetta.

Cominciamo col parlare dei moduli. Acciughina Allegri ha sempre costruito il modulo in base agli uomini a disposizione, cominciando col 4-3-1-2, tornando al rodato 3-5-2 già usato in bianconero da Conte, inventandosi poi il 4-2-3-1 ed il 4-4-2 con i calciatori adattati in ruoli non loro. “È molto semplice”, ama ripetere Allegri, e la sua idea di calcio lo è davvero, ma la genialità sta nell’occhio attento del tecnico livornese che ha sempre saputo individuare le caratteristiche giuste dei calciatori per poi proporli in altri ruoli o in moduli sempre diversi. Ha assunto il ruolo di “ombra”, mettendosi dietro alla squadra, non ha imposto dogmi ma ha lasciato i suoi calciatori crescere e successivamente sfogare il loro talento nelle giocate individuali che spesso sono risultate decisive, così facendo i detrattori hanno detto di Allegri che ha impoverito tatticamente la Juventus non dandole mai un gioco spumeggiante e arioso, ma il “bel gioco” non è sinonimo di trofei e questo Max Allegri l’ha sempre saputo e ripetuto. L’imporre moduli o le filosofie calcistiche non ha mai fatto per Allegri: «Non sono un maniaco degli schemi, ma un estroso: non posso stare ventiquattr’ore di fila a cercare una soluzione, devo aspettare che arrivi l’ispirazione e il più delle volte capita quando non ci penso: capita che di notte cambi la formazione che avevo deciso, per esempio. La realtà è che si vive di sensazioni», e su questa solida base ha fondato il suo matrimonio con la Juventus.

Le invenzioni di Max Allegri in bianconero sono state molteplici: Matuidi terzino ed esterno sinistro, Cancelo ala destra, Emre Can braccio destro della difesa a tre, Mandzukic ala sinistra, Pjanic vertice basso del centrocampo in regia, Cuadrado mezzala destra… tutte intuizioni vincenti, tutte frutto dell’occhio attento di Acciughina che ha sempre sostenuto che la tecnologia, lo studio scientifico del calcio e l’analisi tramite dati non potranno mai sostituire le intuizioni tattiche e la lettura del gioco di un bravo e attento tecnico. In un’intervista con Mario Sconcerti al Corriere della Sera, Max Allegri fece un esempio che spiega bene la sua idea riguardo all’approccio tradizionale del tecnico al calcio: «Faccio un esempio. Koulibaly, Manolas e Albiol, tre grandi giocatori allenati da un tecnico, Ancelotti che stimo moltissimo. Il professore lì in mezzo era Albiol, per caratteristiche tecniche, cioè per letture di situazioni, per capacità di intuire il progresso delle azioni. Koulibaly è eccezionale fisicamente, meno sotto l’altro aspetto. Manolas è bravissimo sull’uomo, meno ancora propenso di Koulibaly all’idea collettiva. Voglio dire che il calcio secondo me è capire questo, le singole doti applicate alle situazioni singole. Non uno schema fine a se stesso. Un uomo che si integra e si completa con un altro fino a fare un reparto. Questo non te lo dice un numero, un tablet o un algoritmo. O lo senti da solo o non capirai mai la partita. Per questo sono convinto che l’allenatore si riconosca solo il giorno della partita. Non esistono gli schemi, non esiste l’intelligenza artificiale, conta l’occhio del tecnico. Da gennaio metteranno i tablet a disposizione della panchina. Saprai quali sono i percorsi di campo più frequentati. Per fare cosa? Per riassumere in una frase quello che ho già visto. Il calcio è un campo, non un universo. Le cose si trovano, si toccano, non importa essere troppo elettronici. Serve un allenatore che sappia fare il suo mestiere la domenica, quello è il giorno in cui bisogna essere tecnici. Il resto tocca ai giocatori, alla loro diversità.». 

Max Allegri, in cinque anni di idillio d’amore, ha sempre costruito la sua Juventus partendo dal basso. Una difesa solida, con terzini abili nelle due fasi, centrocampisti muscolari votati all’inserimento e trequartisti o mezze punte che danno appoggio, creando gioco con qualità, all’attaccante (o agli attaccanti). La Juventus di Max Allegri non ha mai dato molti punti di riferimento agli avversari, ha quasi sempre cominciato l’azione dai sapienti piedi di Bonucci che spesso allargava il gioco sui terzini (molti alti e abili nelle sovrapposizioni) o saltava i reparti appoggiandosi sulla fisicità di Mandzukic, generalmente uno dei trequartisti o delle mezze punte poi veniva incontro mentre l’altro (o l’attaccante) andava in profondità per ricevere un pallone filtrante, i centrocampisti (in particolare le mezzali) poi si buttavano dentro accompagnando l’azione e spesso l’andavano a finalizzare. Pochi concetti ma chiari: solidità difensiva, disponibilità al sacrificio e saper sempre cosa fare in ogni situazione, perché il calcio non può vivere di spartiti ma di giocate e scelte logiche da fare al momento giusto. Per Allegri i risultati nel calcio sono affidati quasi in toto alla qualità dei calciatori, per questo fa l’esempio del basket: «Fanno gli schemi, alla fine se non è venuto fuori lo schema, hai 3 secondi per pensare… a chi la danno la palla? A quello più bravo che gioca in 1 vs 1 e tira… o esce da un blocco e tira… E gli schemi non vengono nel basket», questo per sottolineare quanto il calcio sia fortemente influenzato dall’estro e dalla qualità dei calciatori che devono fare la differenza, coadiuvati dagli schemi, e non viceversa.

Pratico, pragmatico, Max Allegri ha sempre sostenuto che «I migliori giocatori decidono loro cosa fare con la palla tra i piedi, trovare la scelta più giusta. Il calcio è arte e gli artisti sono i grandi campioni a cui non devi insegnare niente», per questo il tecnico livornese si è spesso lasciato andare nei post partita in discussioni e litigi con gli opinionisti delle varie trasmissioni calcistiche, soprattutto con quelli che gli chiedevano a gran voce un gioco arioso e meno “italiano”, maggior possesso e meno contropiede, ma Max Allegri è stato sempre un grande fan dell’andare in verticale e numeri alla mano non ha avuto certo torto in carriera nel proporre questo modo di giocare nelle sue squadre.

Ha sempre dato meriti ai suoi ragazzi mister Allegri, cominciando spessissimo le interviste e le conferenze con la proverbiale frase “Innanzitutto, bisogna fare i complimenti ai ragazzi…“, ma la verità è che se il matrimonio tra le Vecchia Signora ed Acciughina ha funzionato così bene, ed è stato così vincente, il merito va dato soprattutto a Max Allegri che ha sempre messo la società e la squadra davanti a tutto, se stesso compreso.

Perciò i complimenti bisogna farli, innanzitutto, a Massimiliano Allegri.




Juventus, un solo obiettivo: Federico Chiesa

Un solo obiettivo, aggiudicarsi il miglior prospetto italiano in circolazione, Federico Chiesa, che nonostante la voglia di blindarlo di Commisso, sarà protagonista delle mosse di Paratici per la Juventus del futuro.

Una trattativa intavolata da tempo, con la Juventus che studia strade alternative ai 70 Milioni richiesti dalla Fiorentina, tra cui l’utilizzo di contropartite come Orsolini e Mandragora.

La Juventus è alla ricerca di esterni alti di talento e sulla lista di Paratici, oltre i nomi di Sancho, per il quale c’è troppa concorrenza e Ferran Torres, che avrebbe però bisogno del tempo di ambientazione, c’è in cima l’attaccante viola, il quale potrebbe seguire le orme di Federico Bernardeschi.

Di certo è sicuro che Paratici vuole aggiudicarsi Chiesa per confermare l’egemonia juventina sul calcio italiano, portando in bianconero uno dei talenti miglior del nostro paese.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

 


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Inter, è sfida con la Juventus per Dembélé

Inter, è sfida con la Juventus per Dembélé

Come riportato da Corriere dello Sport e Mundo Deportivo, la Juventus e l’Inter sono pronte a darsi battaglia per l’attaccante esterno del Barcellona, campione del mondo con la Francia nel 2018, Ousmane Dembélé.

Arrivato al Camp Nou dal Borussia Dortmund nell’estate del 2017 per 105 milioni di euro più bonus, in due stagioni e mezza ha già conquistato due volte la Liga, una Coppa di Spagna e una Supercoppa spagnola. Dopo la prima stagione, nella quale ha collezionato 23 presenze e 4 reti, sembrava essere arrivata la definita consacrazione: 42 presenze e 14 reti nella stagione 2018-19. Gli infortuni, però, hanno frenato la definitiva consacrazione dell’attaccante francese che, prima dello stop per l’emergenza Coronavirus, ha messo insieme solo 9 presenze e 1 gol.

La fiducia del club blaugrana nel ragazzo è drasticamente venuta meno negli ultimi mesi, pertanto la cessione di Dembélé ora non sembra più così impossibile se venisse presentata la giusta cifra. Il ragazzo, già cercato in estate dalla Juventus, ora è diventato un forte obbiettivo dei nerazzurri che sarebbero pronti a sborsare circa 60-70 milioni di euro, mettendo in piedi una maxi trattativa che vedrebbe Lautaro andare a vestire la maglia del Barcellona.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


Ascolta il nostro podcast settimanale dedicato alla Serie A

Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?