Lazio, Lopez: “Fermati sul più bello, Inzaghi ha valorizzato la squadra”

Lazio, parla l’ex Antonio Lopez

Ai microfoni di Lazio Style Channel è intervenuto l’ex biancoceleste Antonio Lopez, che ha parlato del momento di stop del calcio e della squadra di Inzaghi“Spero che si possa tornare presto alla normalità dopo questa quarantena, soprattutto il mondo del calcio. La situazione alla ripresa sarà uguale per tutti, tra inattività e periodo estivo. L’importante sarà prepararsi bene per farsi trovare pronti. Il centrocampo della Lazio è incredibile, alterna gol, assist, qualità e velocità nell’andare all’attacco dell’area avversaria. Inzaghi ha tanta duttilità nella scelta del 3-5-2, con valide alternative come Cataldi e Parolo. Tutta la rosa biancoceleste è stata valorizzata in questa stagione, quando la squadra  attacca fa paura. In tutto questo è fondamentale Lucas Leiva, che garantisce equilibrio alla manovra. La Lazio ama costruire dal basso, prendendosi anche qualche rischio. Questa squadra non molla mai, come testimoniato dalla rimonta contro l’Atalanta. La Lazio nelle ultime partite ha svoltato sulle fasce, abbinando quantità e qualità. I biancocelesti si sono fermati nel loro momento migliore, quando stavano correndo per dare l’assalto al primo posto dopo tante vittorie consecutive“.

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Lazio, si tratta il rinnovo di Inzaghi

Si tratta il rinnovo di Inzaghi

La Gazzetta dello Sport nella sua edizione odierna si sofferma sulla situazione del tecnico della Lazio Simone Inzaghi: a breve l’allenatore ed il presidente Lotito avranno un contatto per parlare del rinnovo di contratto. L’idea è  di prolungare almeno fino all’estate del 2022, ma non si esclude un progetto diverso che potrebbe portare il tecnico  a firmare un prolungamento fino al 2025.

Simone Inzaghi è alla sua quarta stagione sulla panchina della Lazio. Subentrato dal settore giovanile nel 2016 dopo il flop della trattativa tra la società biancoceleste e Marcelo Bielsa, il fratello di Pippo è una delle più grandi rivelazioni degli ultimi anni, avendo portato la Lazio, della quale fu anche giocatore, a vincere 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana e a competere per lo Scudetto nella stagione in corso.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Le 5 migliori Lazio degli ultimi venti anni

Le 5 migliori Lazio degli ultimi venti anni

Gli ultimi quattro lustri per la Lazio sono stati abbastanza controversi, un mescolarsi di emozioni, grandi successi e cadute profondissime: il ventennio 2000-2020 si apre con la vittoria dello Scudetto, poi la crisi societaria, la dolorosa vendita di Alessandro Nesta, un paio d’anni di transizione sotto la guida di Roberto Mancini e nel 2004, Lotito ufficializza l’acquisto della società biancoceleste, forte del nuovo decreto spalma-debiti. I primi anni da presidente della Lazio per l’imprenditore romano sono molto complicati: rapporti con la tifoseria ai minimi storici e calciomercato praticamente bloccato per le rate da pagare al fisco. Nonostante ciò con Delio Rossi la Lazio riesce a conquistare una Coppa Italia ed una qualificazione in Champions, ma nel 2009 il tecnico di Rimini lascia la squadra. La dirigenza laziale sceglie Davide Ballardini, che resterà solo qualche mese portando i biancocelesti nei bassifondi della classifica a lottare per la salvezza, nonostante conquisti una Supercoppa Italiana contro l’Inter del triplete ad inizio stagione. Dopo l’esonero di Ballardini, Lotito sceglie l’esperto Edy Reja per la panchina e da quel momento inizia una crescita lenta, ma costante ed arrivano giocatori di livello sempre più alto: prima Klose, Hernanes e Candreva, poi sotto la guida tecnica di Pioli si mette in mostra Felipe Anderson. Nel 2016 infine si siede sulla panchina della Lazio Simone Inzaghi, che porta a casa altri trofei, ed assicura alla squadra una crescita decisamente più rapida, arrivando addirittura a giocarsi la vittoria dello Scudetto in questa stagione. Venti anni in cui i biancocelesti hanno portato a casa 10 trofei (1 Scudetto, 5 Coppe Italia e 4 Supercoppe Italia), ma allo stesso tempo hanno fatto i conti con l’ossessione della qualificazione in Champions raggiunta solamente 4 volte, l’ultima nel 2007. Diamo, quindi, uno sguardo alle 5 migliori Lazio degli ultimi venti anni:

 

5) Lazio 2014-2015

La Lazio 2014-2015 è una squadra sorprendente, gioca un calcio veloce ed in verticale, ed ha una difesa più solida rispetto alle annate precedenti grazie all’arrivo di De Vrij; alla guida tecnica c’è Stefano Pioli, accasatosi alla Lazio tra lo scetticismo generale. A centrocampo si mette in mostra Lucas Biglia, già da una stagione in biancoceleste, ma in pratica è come se fosse appena arrivato; in attacco oltre alla solita affidabile presenza di Klose, ci sono i colpi di Antonio Candreva, nella sua miglior stagione in carriera, ed il talento di Felipe Anderson, autore di un girone di ritorno da campione. La squadra di Pioli a fine stagione conterà ben 4 giocatori in doppia cifra per reti segnate: Parolo, Klose, Candreva e Felipe Anderson. I biancocelesti conquistano il terzo posto in campionato, vincendo l’ultima partita della stagione a Napoli ed ottenendo il pass per i preliminari di Champions ( dove vengono sconfitti da un modesto Bayern Lekervkusen); sono anche protagonisti di una splendida cavalcata in Coppa Italia, dove perdono di misura in finale con la Juventus.

4) Lazio 2017-2018

La Lazio del 2017-2018 è sostanzialmente quella attuale, per 7/11 per la precisione. E’ la prima Lazio di Inzaghi in versione 3-5-2. La squadra apre la stagione con la vittoria nella Supercoppa Italiana contro la Juventus, ed in campionato è sempre in zona Champions grazie ai colpi del redivivo Luis Alberto, del giovane Milinkovic Savic ed alle reti del nuovo acquisto Immobile. La Lazio fino a febbraio-marzo è praticamente in corsa per tutti gli obbiettivi, poi si inceppa qualcosa: fuori in semifinale di Coppa Italia contro il Milan ai calci di rigore; caduta rovinosa a Salisburgo che costa l’eliminazione dall’Europa League ai quarti di finale, ed a maggio arriva la batosta finale: sconfitta con l’Inter in casa, i nerazzurri sorpassano i ragazzi di Inzaghi, che finiscono quinti in classifica e vedono sfumare anche l’obbiettivo Champions League. La stagione porta comunque un trofeo in bacheca, il titolo di capocannoniere per Immobile e la consapevolezza di avere un gruppo completo, probabilmente il più forte dell’era Lotito, senza considerare l’attuale stagione.

3) Lazio 2002-2003

La Lazio 2002-2003 è una squadra pazza, condizionata dal fallimento societario, ma comunque con grandi campioni ed un allenatore giovane e capace (praticamente un ex compagno) come Roberto Mancini alla guida tecnica. Il 31 agosto 2002 Cragnotti cede simultaneamente Crespo all’Inter ed il capitano Alessandro Nesta al Milan, una giornata da incubo per i tifosi, ma nonostante ciò “la banda Mancini” fa divertire il suo pubblico e regala ottime prestazioni. 4-4-2 classico con Peruzzi in porta, Favalli ed Oddo terzini, Mihajlović e Stam al centro della difesa; Fiore e Stankovic sono i due esterni di centrocampo, mentre in mezzo al campo c’è Gianichedda a sudare e Liverani ad impostare; davanti la coppia d’attacco Lopez-Corradi. I biancocelesti sono in corsa per lo scudetto fino a gennaio, poi si assestano in quarta posizione e centrano la qualificazione in Champions, ma le speranze dei tifosi sono riposte nella Coppa Uefa. La squadra raggiunge le semifinali, ma ad attenderli c’è un avversario tanto sorprendente quanto più forte: il Porto di Mourinho, che vincerà il trofeo e l’anno successivo la Champions League.

 

 

 

2)Lazio 2000-2001

La Lazio 2000-2001 sulla carta è la rosa più forte degli ultimi venti anni della squadra biancoceleste (forse anche di tutta la sua storia). Alla formazione che l’anno precedente vinse lo scudetto Cragnotti aggiunge Crespo, Claudio Lopez, Castroman, Poborsky e Dino Baggio ( a gennaio). L’ attacco biancoceleste è una vera e propria armata: Salas, Ravanelli, Lopez, Inzaghi e Crespo. Nonostante queste grandi premesse e la vittoria della Supercoppa Italiana a luglio, la squadra inizia male in campionato ed a metà stagione arriva l’esonero di Eriksson, sostituito da Zoff, con l’ex ct della Nazionale la Lazio torna a marciare a buon ritmo tallonando Roma e Juventus fino al termine della stagione. I giallorossi avranno però una costanza disarmante per tutto il corso del torneo e conquisteranno la Scudetto. In Coppa Italia i biancocelesti si fermano ai quarti, mentre in Champions League alla seconda fase a gironi.

 

 

1) Lazio 1999-2000

La stagione 1999-2000 si apre con la storica vittoria in Supercoppa Europea contro il Manchester United, 1-0 grazie alla rete di Salas. Cragnotti inoltre porta alla corte di Eriksson: Veron, Simeone, Sensini ed il giovane Simone Inzaghi; i biancocelesti vivono un testa a testa con la Juventus per tutta la stagione, culminato con la vittoria dello Scudetto sotto il diluvio di Perugia, dove Calori segna il goal dell’uno a zero contro i bianconeri, condannandoli al secondo posto. La Lazio trionfa anche in Coppa Italia, superando l’Inter in finale; unica nota stonata di una stagione quasi perfetta è la batosta presa in Champions ai quarti di finale contro il Valencia sotto i colpi dei due futuri biancocelesti Mendieta e Claudio Lopez.

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Benevento, Inzaghi controcorrente: “Dobbiamo giocare!”

Benevento, Inzaghi controcorrente: “Dobbiamo giocare!”

Alle voci fuori dal coro di questo periodo così difficile per tutta la società, si unisce quella di Filippo Inzaghi, che intervistato da Sky Sport, ha rivelato la sua voglia incontrastata di riprendere il campionato, costi anche giocare in estate, : “Finire il campionato? Non riesco a capire come possa essere il contrario, non so forse ci sono degli interessi. È una situazione incredibile, noi siamo pronti a giocare a luglio o agosto, non ci interessa.

Parole dirette, dettate da un desiderio di terminare il cammino strabiliante che matematica permettendo stava portando il Benevento alla promozione in Serie A, con ben 20 punti di vantaggio dal Crotone secondo in classifica. Il tecnico rossogiallo ha esposto la voglia di tutta la società di adattarsi alla situazione e di essere disposta a giocare anche durante il mese di agosto se necessario: “Se ci saranno altre soluzioni si rischia. I miei giocatori e il mio presidente, ma tutti, meritano di giocare la A. Per il bene di tutto il sistema si debba giocare. Va finito per la regolarità del campionato“.

Un discorso sensato nella sua logica ma che cozza con le parole di questi giorni dei vertici calcistici e del ministro dello sport Spadafora, considerando la richiesta di non pensare a date o soluzioni finchè la situazione non sia più chiara.

Nonostante ciò è chiaro che dal punto di vista sportivo ed economico la società campana è chiamata ad una grossa rinuncia, nel caso in cui il campionato venisse annullato, una soluzione che secondo Inzaghi sarebbe ingiusta: “Sento tanti discorsi, ma la cosa più limpida e giusta è tornare a giocare. Nessuno deve subire danni“.

 

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Luis Alberto: pronto il rinnovo per blindarlo

Luis Alberto: pronto il rinnovo per blindarlo

Come riportato da Il Messaggero, l’ottima stagione della Lazio di Simone Inzaghi dovrà essere un punto di partenza per costruire una squadra che possa rimanere abitualmente nelle posizioni d’alta classifica. Claudio Lotito ha dato mandato al suo DS Igli Tare di blindare i campioni in rosa con rinnovi pesanti ma necessari, respingendo al mittente le offerte dei top club (a meno che non si facciano follie) per trattenere tutti i big ed implementare la rosa con nuovi calciatori che la rendano ancora più forte.

Negli ultimi giorni Tare si è concentrato sui rinnovi di Acerbi, Luis Alberto e Immobile ed al momento i dialoghi stanno procedendo bene. Le trattative tra Tare e i procuratori di Acerbi e Immobile, rispettivamente Federico Pastorello per il difensore e Alessandro Moggi per l’attaccante, vanno avanti spedite ma ancora vanno limati dettagli importanti. A breve invece il club biancoceleste di Claudio Lotito potrà ufficializzare il rinnovo di Luis Alberto: il DS Tare, il fantasista rinato grazie ad Inzaghi ed il suo agente Alvaro Torres ha raggiunto finalmente l’accordo che prevede il prolungamento del rapporto fino al 2025, un ingaggio ritoccato che salirà fino a 2,8 milioni all’anno, un buonissimo bonus da poco meno di 100.000 euro per ogni gol ed un succosissimo bonus da 130.000 euro per ogni assist messo a segno.

La firma di Luis Alberto sul rinnovo di contratto con la Lazio è solo una formalità, si attende solamente che le frontiere riaprano per far arrivare a Roma il procuratore Alvaro Torres che al momento è bloccato in Spagna, poi tutto verrà reso ufficiale.

 

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Lazio, si avvicina Lovren

Lazio, si avvicina Lovren

Lotito e Tare sono alla ricerca di un altro centrale difensivo, che possa assicurare anche esperienza internazionale, data la quasi certa partecipazione alla prossima Champions League. Il primo obbiettivo dovrebbe essere Dejan Lovren, difensore centrale croato, attualmente in forza al Liverpool, il suo contratto è in scadenza nel 2021, cosa che mette la Lazio in una situazione di vantaggio nella trattativa. I contatti tra i due club sono già stati avviati e tutto sembrerebbe portare Lovren a vestire biancoceleste, dato che il Liverpool non sembrerebbe intenzionato a rinnovargli il contratto, ma allo stesso tempo non vorrebbe perderlo a parametro zero;  se le richieste dei Reds fossero dunque in linea con la situazione, Lotito e Tare potrebbero offrire a Lovren un contratto più oneroso del previsto, risparmiando sul prezzo del cartellino. Il centrale croato porterebbe fisicità ed abilità nei colpi di testa nella rosa biancoceleste (188 cm x 84 kg) , mentre resta qualche perplessità sul suo possibile adattamento alla difesa 3; d’altro canto sarebbe una cartuccia in più per Inzaghi, che all’occorrenza potrebbe schierare una difesa a 4 con Acerbi e Lovren come coppia centrale, con Luiz Felipe in panchina.

 

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Lazio, Inter e Chelsea piombano su Acerbi

Lazio, Inter e Chelsea piombano su Acerbi

L’incredibile stagione della squadra di Inzaghi ha attirato l’interesse di grandi club italiani ed europei sui calciatori biancocelesti. Accanto a Luiz Felipe, Milinkovic, Luis Alberto e Correa, tutti giovani talenti, si fa spazio  un ragazzotto esperto, che da tanti anni calca i campi della nostra Serie A: Francesco Acerbi. Il difensore milanese è alla sua seconda stagione in biancoceleste ed all’età di 32 anni si sta rivelando uno dei migliori centrali del campionato, sta inoltre benissimo fisicamente ed Inzaghi raramente rinuncia a lui: la passata stagione Acerbi ha collezionato 50 presenze, ed in quella corrente è a quota 33. Tuttomercatoweb riporta che Inter e Chelsea si siano interessate al calciatore, che, però, pochi giorni fa ha dichiarato  sul suo profilo Instagram, come riporta la Gazzetta dello Sport, di voler chiudere la carriera alla Lazio.

“Futuro? Voglio fare l’allenatore, ci penso già da qualche anno. Finirei la carriera alla Lazio, ma mi piace pensare sempre anno dopo anno”

 

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Coronavirus: a sorpresa la Lazio torna ad allenarsi!

Coronavirus: a sorpresa la Lazio torna ad allenarsi!

Ha destato grande stupore e non poche critiche la decisione della Lazio di tornare ad allenarsi. Come riportato da Eurosport, il club biancoceleste ha diramato un comunicato ufficiale sul proprio sito: “Dopo alcuni giorni di stop, riprenderà a breve l’attività sportiva della Prima Squadra della Capitale. I biancocelesti torneranno a lavorare all’interno del Centro Sportivo di Formello nella giornata di lunedì prossimo, 23 marzo. Sarà possibile seguire in diretta la seduta solo su Lazio Style Channel, 233 di Sky, e su Lazio Style Radio 89.3 FM”.

In barba, dunque, alle raccomandazioni dei medici ed ai decreti emanati dal Governo, la società biancoceleste tornerà ad allenarsi a Formello lunedì 23 marzo nonostante solo pochi giorni fa la Lega Serie A avesse diramato questo comunicato: “In considerazione della grave evoluzione dell’infezione Covid 19 nel mondo, vista l’emergente diffusione dei contagi anche all’interno del calcio e del personale sanitario a esso dedicato e del progressivo aggravamento della situazione che sta coinvolgendo il Sistema sanitario nazionale, i medici della Serie A esprimono forte preoccupazione circa la tutela della salute dei propri tesserati qualora venissero ripresi a breve gli allenamenti e promosse altre attività di aggregazione. Pertanto, in modo unanime, i medici consigliano di non riprendere l’attività fino a netto miglioramento dell’emergenza Covid 19.”

Una decisione, quella del club biancoceleste di Claudio Lotito, che sicuramente farà ancora molto discutere.

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Milinković-Savić: la maturazione e l’evoluzione tattica

Milinković-Savić: la maturazione e l’evoluzione tattica

La carriera di un calciatore è spesso condizionata, nel bene o nel male, dagli allenatori con i quali lavora. È sicuramente il caso di Sergej Milinković-Savić: il timido centrocampista arrivato alla Lazio nell’estate del 2015 non esiste più, è stato scalzato dal nuovo Milinković-Savić tuttocampista box-to-box, ma questa evoluzione non è dovuta solo ad una maturazione del ragazzo ma anche grazie ai saggi insegnamenti datigli da Simone Inzaghi.

Il 6 agosto 2015 Milinković-Savić (classe ‘95) approda alla Lazio dal Gent, dopo un’operazione da 10 milioni di euro più ricchi bonus. Sergej Milinković-Savić arriva a Formello appena ventenne, dopo una turbolenta trattativa fallita tra Fiorentina e Gent, e ad accoglierlo sulla panchina dei biancocelesti c’è Stefano Pioli che nel suo scacchiere tattico sin da subito trova difficoltà nel collocarlo. La prima stagione di Milinković-Savić alla Lazio va un po’ così: non ha un vero e proprio ruolo, non incide quasi mai né da titolare né da subentrante, si vede che ha gran classe e colpi importanti ma è fin troppo timido in mezzo al campo, dunque con Pioli si instaura un rapporto complicato ed il tecnico dei biancocelesti lo prova sia da trequartista che da mediano ma senza risultati. Nell’aprile del 2016 Simone Inzaghi rileva Stefano Pioli sulla panchina della Lazio ma la musica per Milinković-Savić non cambia: nelle ultime sette partite del campionato 2015/16 il gigante serbo non vede quasi mai il campo. La svolta per Milinković-Savić arriva però l’anno successivo (stagione 2016/17) quando Simone Inzaghi viene confermato sulla panchina dei biancocelesti, dopo il “no” di Bielsa, e cambia mansioni e ruolo al Sergente: Milinković-Savić viene abbassato da trequartista del 4-2-3-1 a mezzala del 4-3-3, non gli viene più chiesto di agire da rifinitore ma da centrocampista box-to-box, inizia così una nuova vita per Milinković-Savić che risponde positivamente e gioca una stagione da 39 partite complessive condite da 7 gol e 7 assist. Dall’estate del 2017 Simone Inzaghi imposta la sua Lazio prima col 3-5-1-1 e poi col 3-5-2, Milinković-Savić ormai si è preso il posto a centrocampo da mezzala e nessuno glielo toglie più: si consacra così come uno dei centrocampisti più forti dell’intero panorama calcistico, il presidente Claudio Lotito respinge al mittente numerose succose offerte per il Sergente che diventa così una colonna portante della Lazio ed un idolo dei tifosi. Con la Lazio il ragazzo ha fin qui disputato 194 partite condite da 36 gol e 26 assist, ha inoltre vinto due Supercoppa italiana e una Coppa Italia, individualmente ha invece ritirato il premio come Miglior Centrocampista 2018/19 ed è stato inserito nella Squadra dell’anno Serie A 2018.

Sergej Milinković-Savić deve tutto alla sua professionalità ed a Simone Inzaghi, tecnico che ci ha visto lungo sulle sue caratteristiche trasformandolo in un tuttocampista box-to-box: tecnica per destreggiarsi a centrocampo, qualità per uscire col palleggio dal pressing avversario, gamba per le corse e le rincorse, fisicità per vincere i duelli aerei e terreni, ed uno spiccato tempo per gli inserimenti. Come riportato dalla Lega Serie A, Milinković-Savić è il giocatore della Lazio che corre di più in partita con 10.916 chilometri di media ed è anche il centrocampista che recupera più palloni in Serie A (309 fin qui).

Insomma, se Sergej Milinković-Savić è arrivato alla Lazio per poco più di 10 milioni ed ora ne vale almeno 80 (dati Transfermarkt) i meriti vanno equamente divisi tra il ragazzo ed il tecnico Simone Inzaghi.

 

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Alla ricerca del Milinkovic Savic perduto: la Lazio lo aspetta

Il vero #MilinkovicSavic, in questa stagione, ancora non si è visto. Inutile negarlo: dai tifosi agli appassionati ai fantacalcisti, tutti sono rimasti delusi dal mancato spicco del gigante serbo. Finora non ha mostrato quello di cui era capace lo scorso anno: talvolta appare svogliato, talvolta fuori forma, molte volte sparisce dalla partita per minuti interminabili. Ora può arrivare il suo momento: da dicembre in poi la condizione atletica per un fisico come quello di Sergej è arrivata a maturazione; allo stesso tempo, anche mentalmente può esserci una svegliata: che la mancata cessione in estate l’abbia poco motivato in questo inizio di stagione? Può essere. Così come è probabile che le troppe e insistenti voci di mercato l’abbiano distratto. Altra considerazione che va fatta è: non è che #Milinkovic si sia montato la testa? Parliamo di un ragazzo di appena 23 anni che per parecchi mesi ha sentito attorno a lui valutazioni mostruose: 100, poi 120, poi 150 milioni di euro. Di certo non una situazione facile da gestire. E in campo – forse – questo ha influito: uno dei punti di forza del centrocampista serbo era la semplicità delle giocate, l’attenzione per il gioco di squadra, ed il gesto tecnico da fuoriclasse quando ce ne era bisogno. Sapeva controllare il suo talento, trascinando la squadra quando sentiva di poterlo fare. Ora sembra addirittura che si creda “troppo forte”: spesso cerca giocate inadatte o forzate, preferendo quasi sempre la cosa complicata e di difficile realizzazione a quella più efficace. Più utile alla squadra. Ora per Sergej può iniziare una nuova stagione: deve volerlo lui. E alla #Lazio di Simone #Inzaghi, di certo, non dispiacerebbe riaverlo.

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