Buon compleanno Inter! Le 5 migliori partite della storia dei nerazzurri

Nella giornata di oggi l’Inter festeggia i suoi 110 anni di storia, nei quali la squadra nerazzurra ha collezionato tante vittorie e trofei, vincendo 18 Scudetti, 7 Coppe Italia, 5 Supercoppe italiane, 3 Champions League, 3 Coppe Uefa, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa del mondo per club.
Noi vogliamo renderle omaggio riportando di seguito le cinque partite più belle della storia del club.

1) 27 maggio 1964: Inter 3 – Real Madrid 1

Prater Stadion, Vienna. L’Inter di Helenio Herrera arriva in finale di Champions League contro una potenza del calcio europeo: il Real Madrid di Alfredo Di Stéfano, vincitore delle prime cinque edizioni della manifestazione. L’Inter arriva a questo importante appuntamento con una squadra solida, composta da giocatori del calibro di Armando Picchi, Giacinto Facchetti, Luis Suárez e Sandro Mazzola. E’ proprio Mazzola ad aprire le marcature al 43′, con il raddoppio di Milani al 61′.
Il Real Madrid reagisce come un leone ferito e trova il goal con Felo al  70′, ma non ha nemmeno il tempo di esultare che Mazzola sigla la propria doppietta personale al 76′ minuto, valevole per il 3-1 finale. Con questa vittoria, i nerazzurri diventano la seconda squadra italiana a portare la coppa dalle “grandi orecchie” in Italia: l’anno prima ci era riuscito il Milan, battendo in finale il Benfica per 2-1.

2) 27 maggio 1965: Inter 1 – Benfica 0

La squadra nerazzurra sembra ormai averci preso gusto e l’anno successivo si qualifica nuovamente alla finale della vecchia Coppa dei Campioni: questa volta bisogna affrontare il Benfica di un certo Eusébio, che si gioca la sua quarta finale in cinque anni.
La partita si gioca a San Siro e l’Inter ha la grande occasione di vincere la seconda finale consecutiva sul terreno casalingo. La squadra portoghese si trova in difficoltà dall’inizio della gara e il goal del brasiliano Jair prima dell’intervallo permette all’Inter, che nei turni precedenti aveva affrontato Glasgow Rangers e Liverpool, di difendere con successo il trofeo. La squadra nerazzurra rimane nell’Olimpo del calcio, mentre per il Benfica continua la famosa maledizione di Guttman.

3) 6 maggio 1998: Lazio 0 – Inter 3

Il 6 maggio 1998 si gioca a Parigi la 27° finale della vecchia Coppa Uefa e ad affrontarsi sono due squadre italiane: la Lazio di Eriksson e l’Inter di Simoni. In campionato gli scontri diretti avevano visto una prevalenza da parte dei biancocelesti, che avevano pareggiato 1-1 a Milano e vinto 3-0 a Roma nella gara di ritorno. Al Parco dei Principi, però, le cose prendono fin da subito tutta un’altra piega: al 4′ minuto l’Inter passa in vantaggio con il goal di Zamorano, che viene lanciato dal Cholo Simeone verso la porta avversaria. Nel secondo tempo il copione resta lo stesso, con la squadra di Simoni che attacca e che concede poco spazio ai capitolini. Il raddoppio dell’Inter arriva al 60′ dagli sviluppi di un calcio d’angolo, nel quale Zamorano fa da sponda a capitan Zanetti, che dal limite dell’area tira una sassata che termina alle spalle del portiere Marchegiani. La ciliegina sulla torta arriva dieci minuti dopo, con Il Fenomeno Ronaldo che supera di slancio Marchegiani e sigla il definitivo 3-0, che consente alla sua squadra di vincere la terza Coppa Uefa nella storia del club.

4) 29 agosto 2009: Milan 0 – Inter 4

Seconda giornata di campionato ed è subito derby della Madonnina. L’Inter di José Mourinho affronta il Milan dell’ex Lenoardo, al suo primo derby da allenatore. Il tecnico portoghese, a sorpresa, butta subito nella mischia il nuovo acquisto Wesley Sneijder, arrivato appena 24 ore prima da Madrid: l’olandese risulterà essere uno dei migliori in campo.
La partita inizia con un forte pressing del Milan, ma dal 29′ la partita cambia: Milito serve Thiago Motta in area di rigore ed è 1-0 Inter. Sette minuti dopo arriva il raddoppio, con Eto’o abbattuto in area da Gattuso (che se la cava con un giallo) e con Milito che dal dischetto non fallisce. Al 39′ minuto arriva il secondo giallo per Gattuso, che quindi viene espulso, lasciando i suoi in dieci: la squadra di Mourinho ne approfitta e al 46′ del primo tempo segna il 0-3 con Maicon.
Nel secondo tempo Leonardo prova a fare qualche cambio, ma la storia non cambia, perché il Milan continua a non avere idee e l’Inter sembra inarrestabile: al 67′ minuto ecco che arriva anche il quarto goal, con una fucilata di Stankovic da 35 metri che non lascia scampo a Storari.

5) 22 maggio 2010: Bayern Monaco 0- Inter 2

22 maggio 2010, stadio Santiago Bernabéu di Madrid. In quella stagione l’Inter effettua una cavalcata europea pazzesca, arrivando in finale dopo aver eliminato squadre come Chelsea e Barcellona. In finale si trova di fronte un’altra potenza del calcio europeo: il Bayern Monaco allenato da Louis van Gaal. Dopo un inizio di sostanziale equilibrio, la squadra nerazzurra passa in vantaggio al 30′ minuto grazie alla rete de El Principe Diego Milito, che su passaggio filtrante di Sneijder porta l’Inter sul risultato di 1-0. Nella ripresa la situazione resta invariata, con la squadra tedesca che attacca e gli uomini di Mourinho che cercano di colpire alla prima occasione utile. Al 70′ minuto arriva il raddoppio dell’Inter con la doppietta di Milito, molto bravo a dribblare con una finta il portiere tedesco Butt e ad insaccare in rete per il definitivo 2-0.
Dopo aver vinto la finale di Coppa Italia e il campionato di Serie A, l’Inter conquista anche la terza Champions League nella storia del club: il Triplete è servito.

 




Inter, Candreva: “Io uomo derby? Questa volta voglio vincerlo”

Antonio Candreva, esterno dell’Inter, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Premium Sport parlando del derby di domenica sera contro il Milan: “Io uomo derby? L’anno scorso ho fatto due gol nelle due sfide contro il Milan ma non sono bastati per vincere i due derby. Mi auguro di farne un altro domenica. Zero gol in campionato? La casella dello zero un po’ mi sta turbando ma cerco di non pensarci. Siamo una squadra positiva, vogliamo raggiungere il nostro obiettivo anche perché, come giustamente ha detto il mister, dipende tutto da noi. Le polemiche social sulle presunte liti nello spogliatoio? Noi ci facciamo delle grandissime risate, si sono dette delle cattiverie che fanno ridere. Ma non ci disturbano, dobbiamo pensare solo a lavorare e al campo” .




Torino, N’Koulou verrà riscattato, ma occhio alle offerte…

Nicolas N’Koulou è sicuramente una delle migliori sorprese di questa stagione del Torino, capace di prendersi la difesa granata al suo primo anno in Serie A. Le buone prestazioni del calciatore con passaporto francese non sono però state accompagnate da grandi risultati in campionato, con la squadra piemontese che rischia seriamente di restare fuori dalla zona Europa. In caso di mancato accesso alla Europa League, il difensore verrà comunque riscattato dal Lione, ma potrebbe essere poi ceduto ad una cifra maggiore per far cassa al fine di finanziare il mercato in entrata. Per lui le offerte non mancano: Napoli, Inter e Lazio stanno effettuando diversi sondaggi, mentre all’estero incombe pesantemente il PSG.




Inter, Sabatini: “Spalletti il migliore. Sbagliato prendersela con Suning”

L’Inter non sta attraversando un ottimo momento e contro il Benevento è obbligata a vincere per non perdere terreno dal quarto posto; della situazione dei nerazzurri è intervenuto Sabatini. Ecco le sue parole, rilasciate all’Ansa: “Prendersela con Suning è sbagliato o quantomeno ingeneroso, paletti del fair play finanziario a parte, non ha mai condizionato le nostre scelte: la responsabilità esclusiva dei risultati della squadra è dei professionisti che hanno operato. Spalletti? Rimane il migliore in ogni caso. Obiettivo Champions? Accantonare prosa ridondante e divagazioni varie: è giunto il tempo della sintesi,nessuno si può sottrarre”.




Inter-Benevento: formazioni ufficiali e radiocronaca

Manca pochissimo all’inizio del match valido per la 26° giornata di Serie A (fischio d’inizio ore 20.45). Vediamo nel dettaglio le formazioni ufficiali di Inter-Benevento.

Formazioni ufficiali Inter-Benevento

Formazione ufficiale Inter (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Ranocchia, Skriniar, D’Ambrosio; Vecino, Gagliardini; Candreva, Rafinha, Perisic; Eder.

Formazione ufficiale Benevento (4-3-3): Puggioni; Sagna, Tosca, Djimsiti, Letizia; Viola, Sandro, Djuricic; Brignola, Coda, Guilherme.

Radiocronaca Inter-Benevento

La radiocronaca di Inter-Benevento verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 20.30




Inter, è Asamoah l’obiettivo per la fascia

L’Inter, in corsa per la qualificazione alla Champions League, già pensa a come rinforzare la rosa in vista della prossima stagione. Uno degli obiettivi dei nerazzurri è Kwadwo Asamoah. Il laterale della Juventus, come riporta Tuttosport, è in scadenza di contratto e Sabatini potrebbe avanzare un’offerta per portarlo a Milano.




Inter, una squadra disunita: quali sono le cause?

Siamo troppo fragili” queste sono le prime parole a caldo di mister Spalletti dopo il terzo k.o. consecutivo in campionato. L‘Inter è caduta a Marassi per 2 a 0 contro la squadra di Ballardini, che invece sta vivendo un bel periodo per la lotta salvezza, essendo questa la terza vittoria consecutiva: con la sconfitta di sabato e la vittoria della Lazio di lunedì, l’Inter retrocede al quinto posto, piazzandosi fuori dalla zona Champions. Nella trasferta di Bologna, l’Inter era stata in grado di sbloccare quella serie di pareggi portandosi a casa un importante vittoria, ma dopo il k.o. di sabato è tutto da rifare: uno dei due goal del Genoa è arrivato da un pessimo passaggio di Skriniar verso Ranocchia che, goffamente, ha spiazzato Handanovic mettendola dentro di ginocchio. Forse il primo goal preso a Genova rispecchia un po’ il momento “no” dei nerazzurri, che sembrano non essere una squadra unita: ognuno cerca di risolvere la partita con giocate di alto livello, ma che ai fini del risultato non sembrano servire a molto; la fragilità di cui parla il tecnico nerazzurro risiede infatti nella mentalità della squadra, che appare poco cinica e disgiunta. Una squadra, se così possiamo chiamarla, riesce a funzionare solo quando tutti collaborano giocando uniti. Tuttavia questo discorso, dopo le ultime sfide, non si allinea assolutamente con l’Inter di Spalletti.
Se poi ci si mette anche l’assenza di Icardi ad arricchire e aggiungere ingredienti per le pessime prestazioni dei nerazzurri, dato che in fase di finalizzazione l’Inter ha quasi sempre sfruttato cross per i bei piazzamenti in area del centravanti argentino, per Spalletti non rimane che rivalutare la sua squadra a partire dalla mentalità fino ad arrivare al gioco tattico.  In questa seconda fase di campionato, l’Inter ha totalizzato 9 punti in 10 partite, medie da squadre che lottano per non retrocedere e la colpa principalmente sta  nella mentalità: non si evince grande coesione in campo e grande spirito di sacrificio tra i giocatori di Spalletti. Il mister dovrà quindi riprendere in mano la sua squadra e rivoluzionare l’aspetto mentale, portando positività e senso di appartenenza.
Tuttavia, l’Inter rimane comunque una squadra ampiamente forte tecnicamente e il discorso Champions si può dire che sia ancora aperto.

 




Inter, il primo obiettivo per giugno è Barella

L’Inter non sta attraversando un buon momento stagionale e dopo la sconfitta con il Genoa rischia di perdere anche il quarto posto; è per questo che i nerazzurri stanno già pensando a come rinforzare la rosa per la prossima stagione. Il primo obiettivo, secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, è Niccolò Barella del Cagliari.




Inter, Skriniar: “Il nostro obiettivo è la Champions. Felice di essere rimasto”

In una stagione complicata l’Inter può consolarsi con le prestazioni di Skriniar; il difensore è sempre uno dei migliori. L’ex Sampdoria ha rilasciato delle dichiarazioni sul momento attuale della squadra e sul suo futuro. Ecco le sue parole: In noi non c’è stato un gran cambiamento, ci alleniamo sempre allo stesso modo ma i risultati non stanno arrivando e anche il gioco ne risente. Nello spogliatoio ovviamente l’umore non può essere dei migliori dato che l’Inter non è un club abituato a vincere solo due partite in due mesi. Gli errori nelle ultime partite? Tra di noi ne parliamo sempre e guardiamo insieme i video ma capita ancora di sbagliare. Tutti dobbiamo dare qualcosa in più e poi sicuramente andrà tutto meglio. C’è un problema se prendiamo spesso gol e se non riusciamo a farne più di uno?  Di sicuro non va bene subire sempre gol e per questo motivo dobbiamo rimanere concentrati fino al 90’. Per quanto riguarda i gol segnati, se in una partita ci capitano cinque o sei palle gol, almeno la metà dobbiamo metterle dentro ma sfortunatamente non stiamo sfruttando bene tutte le occasioni come facevamo a inizio stagione. La distanza da Napoli e Juve? Noi abbiamo sempre detto che l’obiettivo stagionale è la Champions. Al momento la classifica dice che siamo in linea e che è tutto nelle nostre mani ma non possiamo distrarci. Il Mercato? In inverno c’è stato molto rumore ma non avrei mai pensato di andare via a gennaio e sono stato contento quando il club ha detto che non mi avrebbe lasciato partire. Ma adesso voglio continuare così per vedere cosa accadrà in estate perché molti giocatori saranno impegnati al Mondiale e a quel punto la situazione potrebbe essere molto diversa. I 65 milioni offerti per me? Sicuramente mi hanno fatto specie ma ho cercato di rimanere rilassato mettendo tutto nelle mani del mio manager. Quando mi ha detto che saremmo rimasti, gli ho detto «ottimo, non vedo l’ora di concentrarmi sull’Inter Chi mi piacerebbe di più tra City, Barcellona, Real e United? Non lo so davvero. Le spagnole attraggono di più, ma le inglesi sono migliori perché in Premier c’è il campionato più competitivo al mondo. Sarebbe complicato scegliere ma dipenderebbe anche dagli accordi tra le società e che dal ruolo che il club mi offrirebbe nella rosa. Dovessi andare via, sarà comunque per qualche squadra che mi garantirà il posto da titolare come all’Inter. Lobotka? Spalletti mi ha chiesto di contattarlo. Io sarei felice di poter giocare con lui, ci avrebbe aiutati molto ma il suo prezzo era troppo alto. Allora gli ho detto che in estate finirà al Real o al Barcellona, è lì che lo vedo”.




Atalanta, Gasperini: “Inter? La mia non era una grande squadra. Io c.t? Non avrei difficoltà”

Il tecnico dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini, ha parlato ai microfoni di TuttoSport, della possibilità di assumere il ruolo di commissario tecnico dell’Italia, posto vacante occupato per ora da Di Biagio. Ecco le parole dell’allenatore nerazzurro:  “Ho sentito anche io queste voci, è un bel riconoscimento. Ma non ho notizie dirette. Non avrei nessuna difficoltà ad assumere quel ruolo anche se ovviamente il mestiere del ct è altra cosa rispetto a quello dell’allenatore. Tornare in una big? Non mi ricordo di essere mai stato in una grande squadra. L’Inter? Ma quella mica era una grande squadra, almeno come valori tecnici”.