Fiorentina ed Hellas su Bielsa, che senza promozione lascerà il Leeds

Fiorentina ed Hellas su Bielsa, che senza promozione lascerà il Leeds

La notizia rimbalza dall’Argentina ed avvicina nuovamente il Loco Bielsa alla Serie A, dopo che l’aveva solamente  sfiorata nell’estate 2016, quando era stato ad un passo dalla Lazio. In caso di mancata promozione in Premier League con il Leeds United l’allenatore argentino lascerà l’Inghilterra ed in Italia ci sono due squadre che sembrerebbero interessate: l’Hellas Verona e la Fiorentina. Nel caso in cui dovesse sedersi sulla panchina degli Scaligeri, Juric potrebbe spostarsi a Firenze per sostituire Iachini, innescando un bel giro di tecnici. A riportare la notizia in Italia è il giornale l’Arena di Verona, che spiega anche che Juric sia al momento in cima alla lista dei desideri della dirigenza della Fiorentina, che vedrebbe in Bielsa una seconda scelta; l’allenatore dell’Hellas interessa molto anche al West Ham che ha già contatto l’entourage dell’ex giocatore del Genoa. Tra gli addetti ai lavori c’è la speranza che un personaggio come Bielsa possa, prima o poi, arrivare in Serie A, e sia l’Hellas che la Fiorentina potrebbero essere due destinazioni perfette, dato il calore e la passione delle rispettive tifoserie.

 

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Calciomercato Lazio, Tare segue 2 giocatori dell’Hellas Verona

Calciomercato Lazio, Tare segue 2 giocatori dell’Hellas Verona

Calciomercato – La Lazio sta valutando diversi profili in vista della prossima stagione nella quale si disputerà anche la Champions League e Igli Tare sembra aver messo sotto i riflettori 2 giocatori dell’Hellas Verona.

Secondo il Corriere dello Sport sono Kumbulla e Faraoni i giocatori seguiti dal Ds biancoceleste. Il primo è un difensore albanese con cittadinanza italiana classe 2000 che è cresciuto nelle giovanili dell’Hellas ed ha già esordito con la nazionale maggiore. In questa stagione mister Juric gli ha dato spazio e il difensore ha sempre disputato ottime partite. Per portarlo in biancoceleste la Lazio potrebbe puntare sul rapporto che il calciatore ha con il connazionale Strakosha. Il suo cartellino, secondo Transfermarkt, è pari a 22,5 milioni di €.

Il secondo giocatore monitorato è un giocatore del 1991, Davide Faraoni, di ruolo terzino destro cresciuto nelle giovanili biancocelesti ma che non ha mai esordito con la Lazio e che ha lasciato definitivamente nel 2010 per trasferirsi all’Inter. Il suo cartellino si aggira attorno ai 3.2 milioni di euro. Se dovesse concretizzarsi il suo arrivo è facile pensare che a lasciargli spazio sarebbe Marusic: il giocatore piace in Premier League, più precisamente all’Arsenal.


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Kumbulla, alla fine dovrebbe spuntarla l’Inter

Kumbulla, alla fine dovrebbe spuntarla l’Inter

Intorno al centrale difensivo albanese classe 2000 si è scatenata una vera e propria asta di mercato. L’Hellas si gode la situazione ed attende un’offerta che si aggiri intorno ai 25 milioni; negli ultimi mesi le squadre di Serie A che hanno seguito il giocatore sono Lazio, Napoli ed Inter. I partenopei sono l’unica squadra ad aver presentato un’offerta ufficiale, ma Napoli sembrerebbe la destinazione meno gradita al ragazzo. Lazio  ed Inter potrebbero assicurare al talento dell’Hellas la possibilità di giocare con la difesa 3, stesso modulo con il quale si è espresso in questa stagione con la maglia del Verona; i biancocelesti hanno insistito qualche mese fa tramite il Direttore Sportivo Tare, connazionale di Kumbulla, ma ad oggi sembrano aver mollato la presa,  mentre sembrerebbe che l’Inter sia già nella fase avanzata della trattativa con il Verona. Le ultime indiscrezioni lasciano presagire un cauto ottimismo in casa Inter, con il ragazzo che sarebbe entusiasta di essere allenato da Conte. Vedremo come evolverà la situazione, ma ad oggi i nerazzurri sembrerebbero davanti alla concorrenza.

 


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Coronavirus, la situazione dei calciatori di Serie A

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Molti i giocatori risultati positivi al Covid-19 anche se la maggiorate di loro al momento ha terminato la quarantena ed è ufficialmente guarita.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Eysseric: “folle pensare al calcio adesso!”

Eysseric: “folle pensare al calcio adesso!”

Valentin Eysseric non ci sta, rompe il silenzio e sbotta contro chi chiede che si riprenda a giocare. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il trequartista francese ha rilasciato iato un’intervista a Le Parisien dove ha espresso tutto il suo disappunto verso chi vuole la ripresa del calcio in tempi brevi. Andiamo a vedere cosa ha detto Eysseric nell’intervista:

Riguardo all’ultima gara disputata, quella contro la Samp: “Ci dicevamo che era solo una piccola influenza. E abbiamo pure giocato contro la Sampdoria. Mai avremmo dovuto disputare quella partita. Solo dopo abbiamo saputo che molti di loro erano positivi”.

Sul tenersi in forma allenandosi in casa: Ci alleniamo in casa ma non sarà mai come un allenamento vero. Poi ho la fortuna di avere un piccolo giardino e un appartamento grande, ma penso a chi non ha queste possibilità”.

Infine ha tuonato contro chi desidera la ripresa delle ostilità: E’ scandaloso pensare al calcio quando ci sono vite in gioco. Io non so come qualcuno possa pensare di riprendere gli allenamenti: sono pazzi. Ci sono degli interessi economici in ballo, c’era la Lazio in corsa per lo Scudetto e il Napoli che stava rialzandosi, ma a un certo punto deve prevalere l’umanità. Ci sono vite umane in gioco”.

 

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Il calendario dei compleanni: Sébastien Frey

Buon compleanno Sébastien Frey!

C’è da sempre una rivalità storica tra italiani e francesi, rivalità che non si ferma solamente al calcio giocato ma si allarga un po’ a tutti i campi della vita nonostante ci continuiamo a chiamare cugini a vicenda. Nato a Tonone in Francia il 18 marzo 1980, Sébastien Frey è tra i francesi più legati storicamente al nostro paese: con ben 446 presenze nella nostra Serie A è il quarto straniero con più partite giocate nel nostro campionato dopo Javier Zanetti (615), Samir Handanovic (462) e José Altafini (459), questo l’ha reso di diritto un vero e proprio italiano d’adozione.

Sébastien Frey approdò in Italia nel lontano 1998 quando, appena maggiorenne e sotto segnalazione di Walter Zenga, l’Inter dei quattro allenatori (Simoni, Lucescu, Castellini e Hodgson) lo mise sotto contratto. Dopo una stagione vissuta da riserva all’Inter andò in prestito al Verona dove disputò un’ottima annata da titolare, per tornare poi l’anno successivo all’Inter dove divenne il titolare dei nerazzurri anche solo per una stagione. Nell’estate del 2001, a ventuno anni, passò al Parma per 10 miliardi di lire dove sostituì il partente Gigi Buffon: in Emilia-Romagna visse quattro stagioni importanti dove si mise in mostra attirando su di sé le attenzioni di tanti club italiani e stranieri. Nel giugno del 2005 Frey passò alla Fiorentina dopo un’operazione da 5 milioni e mezzo di euro: col club viola, sotto la guida di Cesare Prandelli che lo volle fortemente alla Fiorentina, si consacrò definitivamente come uno dei portieri più forti del nostro campionato e divenne una bandiera ed un idolo della curva Fiesole. Nell’estate del 2011, dopo una stagione vissuta quasi interamente ai box per un brutto infortunio al ginocchio, la Fiorentina decise di cederlo e fu così che approdò al Genoa: coi rossoblù visse due ottime stagioni condite da due salvezze, il rendimento di Séba Frey fu notevole e anche lì divenne rapidamente un idolo della tifoseria. Lasciò l’Italia nell’estate del 2013 per andare a chiudere la carriera in Turchia, al Bursaspor, dove disputò una buona stagione prima di appendere i guanti al chiodo il 5 dicembre del 2015.

Sébastien Frey ha vissuto una carriera importante che l’ha portato a giocare anche in Coppa UEFA (poi Europa League) ed in Champions League, arrivando a giocare le semifinali della prima e gli ottavi della seconda, ma Séba ha sempre avuto un grande rimpianto in carriera: la Nazionale, come si legge su Tuttomercatoweb, visto che con la casacca dei Bleus ha giocato solamente un’amichevole con l’Ecuador ed un incontro delle Qualificazioni ad Euro 2008 contro l’Ucraina.

Nato e cresciuto per essere un vero numero uno, Séba Frey si è sempre distinto per una forte leadership che ha assunto in ogni spogliatoio in cui ha giocato. Portiere abilissimo tra i pali e nell’uno contro uno, peccava talvolta nelle uscite.

Compie oggi quarant’anni il più italiano tra i francesi: auguri Sébastien Frey!

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sulle squadre di Serie A – LIVE

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sui campionati FIFA/UEFA – LIVE


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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




ESCLUSIVA – Avellino, anche l’Hellas Verona su Migliorini

Avellino e Migliorini: storia al capolinea?

Questa mattina è intervenuto ai nostri microfoni Giovanni De Vito, ex procuratore di Marco Migliorini, attuale difensore dell’Avellino. De Vito ci ha riferito che non è più l’agente del giocatore da quasi quattro mesi ormai, ma che nel mercato di gennaio aveva avviato i contatti con Genoa e Spal, intenzionate a trattare il calciatore nel corso dell’estate.  Nell’ultimo periodo, però, c’è stato un forte interessamento anche da parte dell’Hellas Verona, che dovrà ben guardarsi le spalle dai cugini del Chievo, anch’esso sul giovane classe ’92.

 

Vi ricordiamo che, per tutte le notizie relative alla Serie B, potete trovare il nostro articolo riassuntivo. Segui RadioGoal24 anche in Radio! Visita la nostra pagina Spreaker per tutte le nostre trasmissioni e radiocronache!




Hellas Verona e Benevento, 5 giocatori che potrebbero far comodo in Serie A

Hellas Verona e Benevento diranno ufficialmente addio alla Serie A solo un anno dopo la promozione: entrambe le formazioni sono ormai matematicamente retrocesse in Serie B, dopo un campionato turbolento e fatto di alti e bassi. La rivoluzione in attacco della squadra di Pecchia non ha portato ai risultati sperati, con lo stesso tecnico che è stato spesso criticato anche dai propri tifosi. Situazione diversa quella delle Streghe: dopo un mercato di gennaio intensissimo e fatto di grandi colpi, la squadra di De Zerbi ha raggiunto un livello di preparazione tecnica e tattica apprezzabile; peccato per le prestazioni disastrose del girone d’andata. Nell’approfondimento di oggi andremo a scoprire quali giocatori delle due squadre hanno dimostrato di meritarsi un futuro in Serie A già dalla prossima stagione, senza quindi dover retrocedere con la propria società.

Sandro

L’ex centrocampista del Tottenham, con le sue 12 presenze stagionali, ha convinto tutti sotto ogni punto di vista: tecnico, tattico e soprattutto mentale. L’arrivo a gennaio del brasiliano ha incrementato la qualità della zona nevralgica del Benevento, tanto da renderlo da subito fondamentale per il gioco di De Zerbi. L’esperienza internazionale del 29enne può beneficiare a molte squadre di media classifica, se non anche di qualche big: infatti, tra le altre, anche Inter e Milan hanno già chiesto informazioni alla società sannita. Attenzione anche a Valencia e Atletico Madrid.

Brignola

Il 18enne di Caserta si è subito dimostrato all’altezza della Serie A: i tre goal in campionato, e soprattutto la costanza nelle prestazioni, hanno permesso all’esterno del Benevento di far sempre parte della prima squadra e di acquisire la fiducia di De Zerbi nel corso della stagione. La velocità e l’imprevidibilità che può dare alla manovra offensiva, hanno convinto Napoli, Fiorentina e Milan a monitorare il giocatore con molta attenzione e a provare ad avviare una trattativa con le Streghe in vista della prossima stagione.

Diabaté

Il gigante maliano, arrivato a gennaio dall’Osmanlispor, ha esordito in Serie A segnando un goal decisivo contro il Crotone, per poi sorprendere tutti con tre doppiette consecutive contro Juventus, Hellas Verona e Sassuolo. Difficile pensare che il trentenne possa scendere in Serie B, anche perchè sull’attaccante si è già fatta avanti la Sampdoria, in vantaggio su Sassuolo e Cagliari. Il suo senso del goal e la sua altezza sui calci piazzati possono risultare decisivi per molte squadre.

Romulo

Sarebbe quasi superfluo elencare le qualità del capitano dell’Hellas: le 110 presenze in Serie A (di cui 5 alla Juventus) e gli 11 goal segnati nel nostro campionato parlano per lui. In questo caso resta da capire la volontà del giocatore, che pare molto legato alla società veronese, con cui ha raccolto 112 presenze dalla sua prima esperienza nella stagione 13/14. Le pretendenti non macano di certo: già a gennaio, l’esterno ha rifiutato offerte dal Messico, dalla Cina e soprattutto da una big italiana, di cui però non è filtrato il nome.

Caracciolo

L’ex difensore di Genoa e Brescia, nonostante la sua squadra abbia la seconda difesa peggiore del campionato con 75 goal subiti, ha dimostrato di poter dare ancora tanto in una formazione dove la difesa sia ben costruita ed efficente. Nel corso della stagione è sato molto prezioso sui calci piazzati, anche per quanto riguarda quelli offensivi: i goal decisivi nelle vittorie contro Milan e Chievo Verona, due squadre che hanno difensori esperti e navigati, ne sono una dimostazione.




Benevento e Verona in B dopo un anno: le motivazioni di una promozione mal gestita

A due giornate dal termine della stagione 2017/18, anche l’Hellas Verona è costretto a salutare la Serie A insieme al Benevento. Per rimanere nella massima serie, ci sarà una lotta a cinque squadre dove solo una retrocederà, insieme alle due precedentemente citate.  Benevento ed Hellas Verona hanno giocato due stagioni completamente diverse, che hanno segnato però il mancato raggiungimento della salvezza per entrambe, essendo così costrette a tornare nella serie cadetta, dopo soltanto un anno di permanenza in Serie A. Analizziamo ora il perché delle stagioni negative di queste due nuove squadre nonostante le promesse e le premesse ad inizio stagione.

Benevento: un problema di rosa

Il Benevento, ultimo in classifica con 28 sconfitte in 36 partite giocate, tornerà quindi in Serie B dopo appena una stagione di Serie A, che è stata anche la prima nella sua storia. La lunga serie di sconfitte subite nella prima parte di stagione (14 di fila, un record per la Serie A) hanno compromesso irrimediabilmente il campionato della squadra campana. Nemmeno lo stravolgimento della squadra avvenuto nel mercato invernale è servito a recuperare punti a sufficienza per salvarsi. La stagione del Benevento è sicuramente da dividere in due parti: la prima che ha segnato la quasi certa retrocessione, mentre la seconda che ha acceso qualche speranza per la permanenza nel massimo campionato italiano. Nel girone di andata il primo punto in Serie A, è stato guadagnato con il Milan, nel 2-2 finale ottenuto grazie al gol del portiere Brignoli, che ha pareggiato i conti durante gli ultimi minuti di gioco. Proprio questo pareggio sembrò aver dato l’inizio ad una svolta per il club campano, che però venne sconfitto di nuovo nelle tre giornate successive. La prima vittoria arriva all’ultima giornata del girone di andata con il Chievo, che è stata una festa per tutto il popolo giallorosso. Vittoria che si è ripetuta nella prima giornata del girone di ritorno contro la Sampdoria, per 3-2. Nonostante la classifica deficitaria, la società si è messa comunque al lavoro per cercare di tentare l’impossibile, portando in Italia calciatori del calibro di Sagna, Diabaté, Sandro, Guilherme e facendo “resuscitare” un talento come Djuricic. Numerose e sonore sconfitte hanno caratterizzato il campionato del Benevento, che ha ottenuto però vittorie importanti, come il 3-2 sul Crotone, il 3-0 sull’Hellas Verona e la pesantissima vittoria a San Siro, contro il Milan. Vittoria storica per i campani, che sono riusciti ad espugnare il campo di Milano per 0-1. Sembra quasi inaccettabile che la truppa di De Zerbi sia “quasi” costretta a terminare il campionato all’ultimo posto. Dalla rivoluzione nella rosa dopo il mercato invernale, la squadra ha dimostrato la voglia di terminare il campionato nel miglior modo possibile. Per poter sperare in un campionato più tranquillo, il Benevento avrebbe dovuto da subito puntare ad un mercato di livello, per evitare che la squadra si trovasse in difficoltà sin dalle prime partite in stagione. Invece così purtroppo non è stato, ed i giocatori che hanno partecipato alla causa fino alla rivoluzione nel mercato, non erano all’altezza del nostro campionato maggiore. Una gestione migliore del mercato estivo, avrebbe fatto si che una squadra neo promossa, ma anche alla prima apparizione in Serie A, si trovasse a suo agio, per una lotta salvezza alla pari delle altre contendenti. Ma il campionato dei giallorossi, rimarrà comunque nelle menti di tutti noi per la dignità, l’orgoglio, la passione e l’amore per il gioco del calcio, elementi che non fanno purtroppo classifica, ma che permettono di tornare nella serie cadetta a testa alta e con un enorme bagaglio di esperienza sulle spalle. A pesare è stato inoltre l’aver puntato su Baroni ad inizio anno, che si è dimostrato fin troppo acerbo per un allenatore di Serie A.: il voler far giocare bene la propria squadra con limitati mezzi a disposizione è quasi sempre una scelta sbagliata (vero Oddo?): contro le grandi rischi di prendere imbarcate, perché giocando apertamente soffri il divario tecnico, mentre con le piccole (con cui dovresti giocarti la salvezza)  se non hai giocatori di qualità che riescono a farti la giocata vincente, difficilmente poi trovi facilmente la via del goal e anzi, esponendoti più facilmente ai contropiedi avversari. De Zerbi ha sicuramente trovato più equilibrio (se si fosse giocato solo il girone di ritorno il Benevento sarebbe salvo) ma ha comunque trovato parecchi ostacoli: un morale a pezzi, con la condanna retrocessione incombente già a dicembre, e una rosa sicuramente non di livello (almeno all’inizio). E’ difficile che una stagione si riduca all’unica variabile “valore della rosa”, ma mai come in questo caso potrebbe rivelarsi la spiegazione più naturale per un campionato così altalenante fra girone di andata e ritorno.

Hellas Verona: un problema di…Pecchia

Il Verona è la seconda retrocessa in serie B. Accompagnano il Benevento nel torneo cadetto, ma in un modo totalmente differente. La truppa di Pecchia ha da tempo staccato la spina: l’ultimo lampo, infatti, c’è stato lo scorso 8 aprile contro il Cagliari, poi solo sonore sconfitte contro Bologna, Sassuolo, Genoa, Spal e l’ultima contro il Milan. Un club con un passato importante, che a gennaio non ha fatto nulla per mantenere la categoria, ma  che ha invece venduto i suoi elementi migliori come i vari Caceres, Bessa, Zuculini e Pazzini.
La stagione dell’Hellas Verona cominciò male con solo 3 punti, da tre pareggi, in sette gare. La prima vittoria arrivò in casa contro il Benevento per 1-0, ma la felicità durò ben poco, poiché arrivarono altre 5 sconfitte consecutive. Trovò la seconda vittoria in casa del Sassuolo con un secco 0-2, mentre trionfò successivamente nel derby di Coppa Italia contro il Chievo. Arrivarono poi una sconfitta, un pareggio e poi la netta vittoria per 3-0 contro il Milan. Ma la luce si spense subito dopo, poiché collezionarono altre 4 sconfitte consecutive, prima della bella vittoria per 1-4 in casa della Fiorentina. Ma purtroppo l’Hellas Verona quest’anno ci ha abituati a picchi di rendimento molto rari, durante tutta stagione: infatti nelle successive 14 gare, ha collezionato soltanto tre vittorie, che però non sono valse a nulla per il raggiungimento della salvezza. Questa stagione per il Verona, non si è rivelata assolutamente all’altezza delle aspettative. Un mercato troppo scialbo che ha caratterizzato proprio la perdita dei suoi migliori giocatori, senza mostrare almeno un pizzico di voglia, da parte della società e della dirigenza, di rimanere  in Serie A. L’Hellas Verona, scenderà quindi in serie cadetta, a testa bassissima, dopo una stagione alquanto deludente. Il prossimo anno se vorrà tornare nel massimo campionato italiano, bisognerà lavorare a fondo e con costanza, ma bisognerà impegnarsi al massimo, perché la Serie B è ricca di squadre che scalpitano per la promozione, e nulla verrà regalato ai gialloblu. Buona parte della colpa la vogliamo dare però proprio all’allenatore: già lo scorso anno il tecnico non aveva dimostrato di essere un genio della panchina, ma quest’anno ha fatto veramente poco per meritarsi la conferma e la salvezza. Ad inizio stagione la gestione Pazzini è stata a dir poco pessima: affidarsi subito a Kean (che comunque ha fatto bene verso metà campionato) è stato un suicidio a livello tattico perché basare il tuo attacco su  un calciatore proveniente dalla Primavera difficilmente porta grandi frutti. Avere una punta esperta e navigata come Pazzini avrebbe sicuramente aiutato nella prima, orribile, parte di stagione della squadra. Anche la  parte tattica non è stato di certo eccelsa: la squadra non ha mai avuto un’identità precisa, non ha mai espresso un calcio “concreto” (che è quello che si chiede ad una neo-promossa) non riuscendo a dimostrato una fase difensiva stabile e precisa. Se poi si considera la non certo alta qualità degli interpreti ecco che allora di cose buone non se ne vede neanche l’ombra. Se vogliamo dare un aggettivo alla stagione di Pecchia il più azzeccato ci sembra sicuramente “testardo”: il tecnico, nonostante le parole rilasciate qualche giorno fa, non ha mai saputo fare un passo indietro, non ha mai voluto sentir ragioni diverse da quelle che aveva in testa, non cercando mai diverse soluzioni e non trovando mai alternative in un 4-3-3 che ha fatto buchi da tutte le parti.

La mentalità di Benevento ed Hellas Verona è stata una il contrario dell’altra, poiché i campani hanno tentato il tutto per tutto, pur di riuscire a rimanere in Serie A, mentre per quanto riguarda i veronesi, non sono nemmeno riusciti a sporcarsi le mani, per cercare almeno di finire in maniera dignitosa la stagione, in vista del prossimo anno, che sarà ancora più duro. Le rose di entrambe le squadre non sono state all’altezza dei ritmi e del livello in questo campionato, anche se però il Benevento con i suoi acquisti, è riuscito a dare più tecnica ed esperienza ad un club che fino a quel momento sembrava non avesse né un capo e né una coda. Il lavoro dei due allenatori è stato rispettivamente diverso poiché De Zerbi (Benevento), ha lottato sin da subito con varie difficoltà nel trovare un 11 titolare all’altezza; Pecchia (Hellas Verona) si è scavato subito la fossa da solo non puntando sull’unico vero attaccante in rosa, Pazzini.
Il campionato è quasi terminato e sia Benevento che Hellas Verona, cercheranno almeno di salvare la faccia nelle ultime due giornate rimanenti, per iniziare già da ora la risalita verso la Serie A, per la stagione 2019/2020.




Il punto sull’Hellas Verona: news, mercato e ultime dai campi

La situazione:

In queste restanti tre giornate di campionato l’Hellas Verona si gioca le ultime possibilità di salvezza. La squadra veneta si trova al penultimo posto in classifica, a -6 dal Chievo e a -7 dalla Spal. Nel prossimo match di Serie A i ragazzi di Pecchia saranno ospitati dal Milan a San Siro, in una gara che inciderà moltissimo sulle sorti in campionato dei gialloblu. La partita si giocherà sabato 5 maggio alle ore 18.00.

Il mercato:

In casa Hellas continua a tenere banco il nome di Gustavo Cipriano. Il difensore centrale del Santos, contattato nel mercato invernale, resterà un obiettivo anche nella prossima sessione estiva. L’offerta a gennaio consisteva in un prestito con diritto di riscatto, che però non aveva convinto né il 17enne né il club propietario del cartellino.
In uscita continua lo stretto pressing del Siviglia per Verde.

Le ultime dai campi:

In vista della sfida contro il Milan, Pecchia non abbandona il 4-3-3. Nonostante il recupero di Kean, in attacco dovrebbero giocare Verde, Cerci e Matos. A centrocampo confermati Romulo e Calvano, ma si ferma Valoti: al suo posto ci sarà Fossati, in vantaggio su Zuculini. In difesa Vukovic e Caracciolo saranno i difensori centrali, mentre Ferrari e Fares agiranno sulle fasce. Problemi anche per Nicolas, ma per andare in porta è pronto Silvestri. Tra i diffidati ci sono BuchelLee e Petkovic, che in caso di giallo salterebbero la prossima sfida contro l’Udinese.