Juventus, un solo obiettivo: Federico Chiesa

Un solo obiettivo, aggiudicarsi il miglior prospetto italiano in circolazione, Federico Chiesa, che nonostante la voglia di blindarlo di Commisso, sarà protagonista delle mosse di Paratici per la Juventus del futuro.

Una trattativa intavolata da tempo, con la Juventus che studia strade alternative ai 70 Milioni richiesti dalla Fiorentina, tra cui l’utilizzo di contropartite come Orsolini e Mandragora.

La Juventus è alla ricerca di esterni alti di talento e sulla lista di Paratici, oltre i nomi di Sancho, per il quale c’è troppa concorrenza e Ferran Torres, che avrebbe però bisogno del tempo di ambientazione, c’è in cima l’attaccante viola, il quale potrebbe seguire le orme di Federico Bernardeschi.

Di certo è sicuro che Paratici vuole aggiudicarsi Chiesa per confermare l’egemonia juventina sul calcio italiano, portando in bianconero uno dei talenti miglior del nostro paese.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




La stagione 1998-1999, il sogno infranto della Viola

La stagione 1998-1999, il sogno infranto della Viola

La Fiorentina 1998-1999 è una squadra fortissima, una delle Sette sorelle,  e può contare su grandi campioni come Batistuta, Edmundo e Rui Costa, ma è ancora a secco di titoli. Nell’estate 1998 il presidente Vittorio Cecchi Gori riporta in patria dal Bayern Monaco Giovanni Trapattoni, l’allenatore italiano più vincente di sempre, per puntare al bersaglio grosso: lo Scudetto; inoltre il patron viola fa i salti mortali per convincere Batistuta a rimanere a Firenze, respingendo il pressing insistente di Moratti, intenzionato ad affiancare l’attaccante argentino a Ronaldo. Inizia la stagione e sembra una di quelle annate uniche, costellate da momenti magici: alla terza giornata 1-3 al Milan con tripletta di Batistuta, alla decima, con lo stesso risultato, ma al Franchi, i viola affondano l’Inter grazie alle reti di Batistuta, Padalino ed Heinrich, mentre alla tredicesima basta un goal del solito Bati per superare di misura la Juventus. Nonostante le quattro sconfitte con Roma, Parma, Piacenza e Lazio, la Fiorentina si laurea campione d’inverno, vincendo con il Cagliari per 4-2 alla diciassettesima giornata. La squadra di Trapattoni gioca un calcio veloce, potendo contare su una qualità pazzesca e davanti Edmundo, Batistuta ed Oliveira sono l’incubo delle difese della Serie A. L’ attaccante argentino vive la sua miglior stagione in assoluto, nelle prime diciannove giornate segna ben diciotto reti. Tutto sembra andare a gonfie vele e la viola si prepara allo scontro diretto con il Milan al Franchi il 7 febbraio 1999, quando la classifica recita: Fiorentina 41, Lazio 38, Milan 36, Parma 34. Il Trap schiera un 5-3-2 con Toldo in porta, Torricelli ed Heinrich sugli esterni, Repka, Padalino e Falcone al centro della difesa, Cois e Ficini in mediana, Rui Costa tra le linee a supportare la coppia  d’attacco Batistuta-Edmundo; parte dalla panchina Oliveira. Zaccheroni risponde con un 3-4-1-2 con Abbiati tra i pali, Maldini, Costacurta e Sala in difesa, Guly e Ziege sugli esterni, Albertini ed Ambrosini in mezzo al campo, Morfeo sulla trequarti alle spalle di Weah e Bierhoff. Il Franchi freme, l’aria è tesa e 42000 cuori cantano per spingere la Fiorentina ad una vittoria che sarebbe fondamentale; il primo tempo è a tinte viola con i ragazzi di Trapattoni che sfiorano il goal in più occasioni, l’opportunità più ghiotta ce l’ha Edmundo che con un siluro da fuori l’area centra la traversa. Nel secondo tempo i rossoneri salgono in cattedra: Weah colpisce il legno e due miracoli di Toldo, uno su Weah e l’altro su Bierhoff tengono il risultato inchiodato sullo  0-0. Poi arriva quel maledetto minuto 88, un minuto che cambia il corso del campionato e della stagione della Fiorentina: Edmundo lancia Batistuta in campo aperto verso la porta milanista, ma dopo poco il Re Leone si accascia, alzando il braccio, la speranza di poter sbloccare il risultato si tramuta rapidamente nella paura di perder il proprio capitano e sul Franchi cala un silenzio gelido. Ma dopo pochi minuti, mentre Batistuta esce in barella, la sua gente continua a cantare  “Bati-Bati-Bati-Batigooool”; non bisogna mollare ora, i tifosi lo sanno. Purtroppo non basta, i tifosi spesso non bastano. La gara termina 0-0; l ‘attaccante argentino si ferma per un mese a causa di uno stiramento al legamento collaterale del ginocchio sinistro e con lui si ferma anche la cavalcata della viola che non riuscirà più a stare al passo di Milan e Lazio, che si contenderanno il titolo fino all’ultima giornata. Anche in Coppa Italia la Fiorentina si fermerà alla fine, in finale, contro il Parma dell’ex Malesani, che si aggiudicherà il trofeo grazie alle reti in trasferta. La viola terminerà la stagione in terza posizione, ritrovando un piazzamento Champions, ma non tornerà più così vicina a raggiungere l’obbiettivo Scudetto. La storia d’amore tra Batistuta e la Fiorentina si concluderà, solo formalmente, l’estate 2000 quando l’attaccante argentino  si accasa alla Roma, con la quale riuscirà a vincere il tanto bramato Scudetto dopo averci provato per nove anni a Firenze.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Radja Nainggolan e un futuro possibile alla Fiorentina

Radja Nainggolan e un futuro possibile alla Fiorentina

In un periodo in cui il calcio è fermo, il mercato continua a muoversi nonostante i ritmi siano per forza di cosa rallentati. Uno dei giocatori con il futuro più incerto è Radja Nainggolan, autore di una stagione decisamente positiva. Il centrocampista belga non sarà riscattato dal Cagliari che non può permettersi i venti milioni di euro richiesti dall’Inter; l’ex Roma, però, non tornerà neanche a Milano dove non troverebbe spazio con Conte. E allora dove vedremo giocare Nainggolan il prossimo anno? Una possibilità si chiama Fiorentina; il club viola, infatti, sta pensando ad un prestito oneroso con riscatto obbligatorio. Commisso vuole sognare in grande e, proprio per questo, sta pensando di regalare ai suoi tifosi un giocatore in grado di far fare il salto di qualità alla squadra per tornare a competere per obiettivi importanti

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Coronavirus, la situazione dei calciatori di Serie A

Coronavirus, la situazione dei calciatori di Serie A

Molti i giocatori risultati positivi al Covid-19 anche se la maggiorate di loro al momento ha terminato la quarantena ed è ufficialmente guarita.

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Commisso: “I nostri giocatori vogliono restare. Chiesa all’Inter? Non lo so”

Commisso: “I nostri giocatori vogliono restare. Chiesa all’Inter? Non lo so”

Il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Tutti Convocati su Radio24 toccando vari argomenti, dalla situazione coronavirus, al futuro di Chiesa. Ecco le sue parole: “In pochi mesi abbiamo messo 300 milioni, soldi privati. Io posso andare avanti, dietro ho un’azienza come Mediacom, ma non tutti possono fare così. Abbiamo bisogno di un aiuto per le infrastrutture, il calcio italiano deve avere stadi moderni fruibili tutta la settimana. Serve meno burocrazia. Forse altri club non potranno andare avanti senza aiuti dal sistema calcio e dal governo e anche con l’aiuto dei giocatori. Ho sempre parlato di infrastrutture, il calcio è un nostro patrimonio, il governo deve capirlo e deve lasciarci fare”. Sulla stagione:Abbiamo iniziato non tanto bene, abbiamo cambiato con Iachini, fatto un buon mercato a gennaio e ci preparavamo per la seconda parte. Vorrei vincere qualcosa, non sono venuto qui per fare la principessa che va in Serie B, ma una principessa del calcio italiano”. Sul futuro: “Per il bene del calcio, la stagione sarebbe da finire. Ma prima viene la salute, lo dico dal primo giorno. Se non succede non possiamo rovinare la stagione 2020/21, bisogna guardare avanti e pensare al nostro business, ai giocatori…”. Infine due parole su Chiesa: “Renzi dice che Chiesa va all’Inter? Se non lo so io, come può saperlo lui? E’ un grande tifoso, amico, ma al calcio ci penso io, lui deve pensare alla politica. Ho mantenuto la promessa di tenerlo. In questo mese non l’ho incontrato, non si può trattare al telefono. Sono convinto che i nostri giocatori siano più convinti di voler rimanere rispetto ad andare via”.

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Emergenza coronavirus, le iniziative di Sampdoria e Fiorentina

Emergenza coronavirus, le iniziative di Sampdoria e Fiorentina

Il coronovarius, l’emergenza sanitaria che sta colpendo il mondo, rischia di creare danni economici veramente importanti. Il mondo del calcio, ovviamente, non si salverà. Per provare a contrastare queste difficoltà i club si stanno attivando. Una delle società maggiormente impegnate in questo fronte è la Sampdoria; il club blucerchiato, infatti, donerà ben 610 pasti al giorno ai medici impegnati in prima linea. Altra società che sta facendo iniziative importanti è la Fiorentina; i viola stanno portando avanti una raccolta fondi per combattere l’emergenza. Fino a questo momento sono stati raggiunti ottanta mila euro. Iniziative importanti da parte di due società che stanno facendo di tutto per aiutare ad uscire, il prima possibile, dall’emergenza.

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Pietro Vierchowod, lo Zar

Pietro Vierchowod, lo Zar

È il suo compleanno oggi, e dato che è nato il 6 aprile del 1959 compie sessantuno anni, ma chissà come lo festeggerà… in fondo Pietro Vierchowod è sempre stato un duro, un tipo estremamente serio, professionale fino in fondo, quasi glaciale tanto che raramente lo si vedeva ridere. Era così Lo Zar, ma forse è stato proprio grazie a questo modo di fare serio e professionale che Pietro Vierchowod è riuscito a disputare tre Mondiali e venticinque stagioni da calciatore. Poche interviste, rare apparizioni in tv. “Non c’è bisogno di parlare o mettersi in mostra. Io fino a 41 anni ho giocato perché mi piaceva. A Piacenza arrivavo all’allenamento un’ ora prima degli altri. Cosa ci può essere di più bello di un mestiere che ti fa stare all’aria aperta e ti fa divertire?“.

Vierchowod ha giocato per molte maglie: Como, Fiorentina, Roma, Sampdoria, Milan, Juventus e Piacenza, e in ognuna di queste squadre ha giocato da leader ed è entrato nei cuori dei tifosi. Con la maglia del Como ha esordito tra i professionisti, partecipando alla rinascita dei bianco blu che scesi dalla B in C1 hanno saputo tornare in A con due promozioni consecutive. Con la maglia viola della Fiorentina indosso gioca una sola stagione in prestito ma farà parte di quella squadra che nella stagione 81-82 si classificò seconda dietro alla Juventus. Nella stagione 82-83 viene ceduto ancora in prestito dalla Samp ma questa volta alla Roma: con la maglia giallorossa vincerà uno storico scudetto, vittoria che fu possibile anche grazie al reparto difensivo sul quale poteva contare quella squadra ( Vierchowod, Nela, Maldera e Di Bartolomei) allenata dal grande Liedholm. Tornò a Genova nel 1983 e ci rimase per dodici stagioni: con la Sampdoria vinse quattro Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, uno scudetto e una Supercoppa italiana, mentre gli sfuggì la Coppa dei Campioni, persa in finale a Wembley contro gli spagnoli del Barcellona. Vierchowod diventò uno dei leader e una bandiera della compagine doriana, rifiutando più volte il trasferimento ad altre squadre. Nell’estate del 1995 Lo Zar accettò il trasferimento alla Juventus, all’età di 36 anni, dove rimase per una sola stagione ma anche grazie alle sue ottime prestazioni la Vecchia Signora vinse la Champions League in quell’annata e Vierchowod entrò subito nel cuore dei tifosi bianconeri. Il 3 settembre 1996 firma col Milan per una stagione, andando a sostituire l’infortunato Baresi. Al termine della stagione, nonostante molte voci lo dichiararono come prossimo al ritiro, Pietro Lo Zar Vierchowod non si rassegnò ed a 38 anni, nell’estate del 1997, firmò un contratto col Piacenza dove rimase per tre stagioni (contribuendo a due salvezze!). Vierchowod appese gli scarpini al chiodo nell’estate del 2000, a quarantuno anni, con la soddisfazione di aver marcato e giocato alla pari con moltissimi attaccanti fenomenali (e ben più giovani di lui) che in quegli anni giocavano in Serie A.

Pietro Vierchowod prese parte a tre spedizioni Mondiali: Spagna 1982, Messico 1986 e Italia 1990, rifiutandosi di andare ad USA 1994 perché “non mi andava di sperare negli infortuni dei compagni. E pensare che poi si fece male Baresi…», visto che Sacchi non lo vedeva come un titolare. Con la Nazionale gioca 42 partite e segna 2 gol, diventando campione del mondo nel 1982.

Considerato tra i più forti interpreti del ruolo tra gli anni ‘80 e ‘90, Vierchowod era uno stopper tenace e grintoso, duro nei contrasti e velocissimo in campo aperto, tanto che Bearzot lo definì «il difensore più rapido del mondo». Seppur non eccezionalmente alto Lo Zar era dotato di grandissima elevazione che lo portava a vincere numerosi contrasti aerei e a segnare molti gol (38 gol in A, tra i più prolifici difensori). Considerato come uno dei più bravi nella marcatura a uomo, seppe adattarsi anche all’innovazione della difesa a zona grazie alla sua professionalità e all’impegno.

La serietà Lo Zar la dimostra anche a sessantuno anni, nell’intervista odierna rilasciata a Libero: “Fa male sentire i numeri dei contagi e dei morti -ma non serve prendersela col calcio parlando di Atalanta-Valencia: il virus circolava già prima. Se per una volta i calciatori dovessero lavorare a giugno non sarebbe la fine del mondo. I club possono dare il buon esempio anche con gli sconti per i biglietti, il pubblico compenserà le perdite. E’ giusto, in giorni in cui tutti i lavoratori non sanno se avranno lo stipendio, che i calciatori facciano un sacrificio. La Juventus ha fatto una mossa giusta e i giocatori sono stati bravi ad accettare”.

Disse di sé Un leader io? No, uno che da’ una mano, umile fino al midollo come solo i grandi campioni sanno essere. Tanti auguri Zar!

 


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Juventus, la situazione sul mercato

Juventus, tutte le notizie di mercato odierne in entrata e in uscita

Centrocampo da rivoluzionare

Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, la Juventus starebbe pianificando il prossimo mercato estivo partendo dalle possibili cessioni per arrivare all’obiettivo numero uno, ovvero Paul Pogba.

Innanzitutto il cambiamento potrebbe riguardare la regia, con la possibile cessione di Miralem Pjanic e l’acquisto di un nuovo metronomo da inserire nei piani di Sarri. Il bosniaco, dopo un buon inizio di stagione, è finito dietro anche a Bentancur, che per età e abnegazione rappresenta l’uomo ideale da plasmare per il tecnico toscano. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport il centrocampista piace molto al Paris Saint-Germain e tornerebbe volentieri in Francia, ma occhio anche ai possibili scambi con Real Madrid o Barcellona, oltre che con alcuni club di Premier League. Tra gli obiettivi sensibili in caso di addio dell’attuale metronomo c’è Sergej Milinkovic-Savic, vecchio pallino di Paratici.

Anche Federico Bernardeschi è in uscita dalla Juventus. A riportarlo è Sky Sport. L’arrivo di Kulusevski potrebbe aprire nuovi scenari e cambiare completamente le gerarchie in casa bianconera. Le caratteristiche sono simili, dunque l’ex-Fiorentina potrebbe cambiare aria anche in vista degli Europei che si giocheranno nel 2021.

Fra i centrocampisti che potrebbero lasciare la Juventus ci sarebbero infine Sami Khedira e Douglas Costa, tormentato dai problemi fisici. Il centrocampista tedesco andrà in scadenza di contratto il prossimo anno e non è escluso possa essere ceduto nella prossima finestra di calciomercato. Secondo quanto riporta l’edizione odierna di Tuttosport, il giocatore vorrebbe chiudere la carriera negli Stati Uniti anche se per il momento non c’è nessuna fretta.

Higuain in uscita?

L’attaccante argentino potrebbe lasciare il club bianconero nel prossimo mercato estivo. Fra le formazione interessate ci sarebbe il River Plate con la società del presidente Agnelli che, riporta l’edizione odierna di Tuttosport, sarebbe tentata da un’operazione molto simile a quella che portò Tevez al Boca Juniors, opzionando alcuni giocatori giovani invece di incassare l’intera cifra del cartellino. Situazione però per niente avviata visto che, affinché vada in porto il tutto, servirebbe la disponibilità del Pipita a ridursi l’ingaggio.

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Fiorentina, obiettivo Kumbulla e Malinovskyi

Fiorentina, obiettivo Kumbulla e Malinovskyi

La Fiorentina è al lavoro per studiare già i colpi per la prossima stagione. Come riportato da Calciomercato.com, il presidente Rocco Commisso ha dato mandato al DS Daniele Pradè di andare forte su due nomi: Marash Kumbulla e Russian Malinovskyi. La Viola ha la ferma volontà di rinforzare la rosa e ambire alle zone europee della classifica. Il piano dei dirigenti viola è quello di trattenere i talenti in rosa, che compongono lo zoccolo duro del gruppo, al quale dovranno essere aggiunti giovani di potenziale, necessari per il salto di qualità.

Il primo nome sul taccuino di Pradè è quello di Marash Kumbulla: difensore centrale classe 2000 di proprietà del Verona, sul quale c’è l’interesse di mezza Serie A, anche se i viola dopo l’affare Amrabat possono vantare un canale privilegiato con gli scaligeri. Kumbulla è valutato al momento circa 25 milioni di euro.

L’altro nome buono per Pradè è Ruslan Malinovskyi: talentuoso trequartista classe ‘93 di proprietà dell’Atalanta, in viola sarebbe l’uomo ideale da schierare tra le linee per dare qualità alla manovra. Malinovskyi ha una valutazione di circa 15-20 milioni di euro.

 

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Coronavirus, Fiorentina: le novità su Cutrone, Pezzella e Vlahovic

Arrivano novità a tema sul fronte Coronavirus in casa Fiorentina. Come comunicato dalla società Viola sui propri canali ufficiali, è stato reso noto l’esito dei nuovi test sui tre giocatori precedentemente risultati positivi, ovvero Patrick Cutrone, German Pezzella e Dusan Vlahovic. I nuovi test hanno dato riscontro negativo, con i giocatori che sono stati, di fatto, dichiarati guariti. Di seguito il comunicato: “La Fiorentina ha il piacere di comunicare che in seguito agli esami e test clinici effettuati in questi ultimi giorni, i giocatori Patrick Cutrone, German Pezzella e Dusan Vlahovic sono risultati negativi al Covid 19. Ringraziamo ancora una volta medici, infermieri e strutture ospedaliere che continuano a prestare la propria assistenza a tutti coloro che ne hanno bisogno in un momento così critico e delicato per il Paese e il mondo intero.
La Fiorentina è al fianco della Fondazione Careggi e della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus con la raccolta fondi Forza e Cuore che ha superato quota 760.000€ e grazie alla quale è stato possibile acquistare materiali e strumenti di prima necessità per combattere questa terribile epidemia”. Certamente una splendida notizia per i toscani e per il calcio italiano, con il presidente Rocco Commisso che ha, intanto, confermato di voler supportare in tutto e per tutto le giocatrici della Fiorentina femminile  in questa difficile fase. Alla ripresa delle ostilità, si tornerà a pensare al campo e al mercato, con la situazione Chiesa sempre in primo piano.

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