Platini: “Infantino si dimetta. Sono stato vittima di un complotto”

Platini: “Infantino si dimetta. Sono stato vittima di un complotto”

Torna carico più che mai Michel Platini, reduce da una squalifica di 4 anni, e si scaglia contro Gianni Infantino e Michael Lauber. Come riportato da Il Corriere dello Sport, Michel Platini è tornato libero da qualsivoglia inibizione ad ottobre scorso dopo aver scontato una squalifica di 4 anni per un pagamento da due milioni di franchi svizzeri (circa 1,8 milioni di euro) ricevuti nel 2011 dall’allora presidente della FIFA, Joseph Blatter, ma per consulenze relative al periodo 1998-2002. Andiamo a vedere cos’ha detto Michel “Le Roi” Platini:

Infantino è arrivato alla presidenza della FIFA per una sapiente combinazione di circostanze, io credo che dovrebbe rassegnare le dimissioniForse Infantino e Lauber si credono intoccabili, credo che certi rapporti siano cominciati a inizio estate 2015 per tenermi fuori dalla corsa per la presidenza della FIFALauber è consapevole di aver attraversato la linea rossa, mentre Infantino dovrebbe dimettersi, ma dal momento che è alla presidenza della FIFA per un’abile combinazione di circostanze, senza averne legittimamente diritto, farà di tutto per restare aggrappato alla poltrona. Il fatto di essere stato vittima di un complotto è ovvio per me. Nel 2016 la presidenza della FIFA avrebbe dovuto essere mia a larga maggioranza, lo sanno tutti. Infantino, che era il mio segretario generale alla UEFA, lo sapeva meglio di chiunque altro. Tuttavia, come hanno rivelato numerosi articoli di stampa, sembra che Gianni Infantino abbia sapientemente combinato, all’inizio dell’estate 2015, per assicurarsi che fossi escluso dalla gara per la presidenza della FIFA, da accordi ad hoc dietro le quinte”.

Il comitato giudiziario dell’assemblea federale svizzera quest’oggi deve decidere sulla possibile apertura di una procedura di licenziamento per il procuratore Michael Lauber.

 

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Tommasi: “Ok allungare le stagioni, ma è complicato rivedere i contratti”

Tommasi: “Ok allungare le stagioni, ma è complicato rivedere i contratti”

Damiano Tommasi, presidente dell’AIC (Associazione Italiana Calciatori), ha parlato ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli della situazione delicata in cui versa il calcio italiano. Durante l’intervista Tommasi ha toccato numerosi argomenti: il futuro del calcio giocato italiano, i contratti dei calciatori, il punto di vista della FIFA e le difficoltà che ci saranno nelle serie minori.

Con l’inizio della Fase 2 si prova a vedere un po’ di luce. I nostri comportamenti avranno conseguenze tra 15 giorni, per cui attenendoci alle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico la speranza è che la luce sia ancora più chiara in futuro. La soluzione ora non c’è. La nostra attenzione è rivolta alle fasce di reddito più basse e alla salute degli atleti. Al di là dell’aspetto della sostenibilità e tutti i conti che si stanno facendo, sicuramente ci sono da tener presente le categoria non professioniste che hanno atleti che però svolgono come professione il calcio. Siamo in contatto con gli altri sindacati europei e di tutto il mondo per la salute, uno dei temi che più ci sta a cuore. La FIFA ha sciolto i dubbi. Se le Federazioni allungano la stagione i calciatori potranno andare anche oltre la scadenza dei contratti. Ma da un punto di vista contrattuale, è complicato intervenire. E’ uno dei temi che non è stato ancora ben chiarito. Ci sono anche calciatori di Serie B e Lega Pro che hanno contratti in scadenza, per cui è bene che venga data una soluzione uguale per tutti, senza disparità di trattamento. La FIFA ha dato quest’apertura per allungare le stagioni, quindi dal punto di vista sportivo questo tema è superato. Ma c’è da capire dal punto di vista contrattuale“.

 

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Rizzoli: “Ecco come cambierà il calcio giocato”

Nicola Rizzoli, ormai ex-direttore di gara e oggi designatore arbitrale di Serie A, ha parlato a Casa Sky Sport riguardo i cambiamenti che il Covid-19 introdurrà durante le partite dopo la ripresa dei campionati.

Oltre alle varie società, anche gli arbitri sono in attesa di capire se il campionato di Serie A riaprirà. E il Coronavirus potrebbe andare a incidere anche sul regolamento e sul rapporto tra i direttori di gara e i calciatori: “Bisognerà avere comportamenti differenti, non voleranno cartellini ma ci vorrà una diversa distanza.Ci sarà bisogno di uno step culturale, potrà farci bene e questo vale anche per gli arbitri nei confronti dei calciatori. Stiamo facendo un grande lavoro con l’Uefa e i designatori dei grandi campionati europei e questo è un elemento molto importante. Bisogna sfruttare le situazioni difficili per tirarne fuori qualcosa di migliore, sotto tutti i punti di vista”.

VAR e sicurezza

Organizzazione dell’organico e protocollo: così la squadra arbitrale si sta organizzando per la ripresa del campionato. “Se in questa fase cresceranno nuovi arbitri giovani ben venga per tutto il movimento, è chiaro che i più esperti avranno tante partite da fare tra le varie competizioni. In più stiamo lavorando per ridurre al minimo i rischi: ci saranno il VAR, l’assistente VAR e l’operatore, tre persone anziché quattro come accade in genere. Ovviamente tutti con guanti e mascherine, dobbiamo rispettare anche noi il protocollo. Gli arbitri si sono allenati in casa come i calciatori, ora hanno ripreso a lavorare in maniera individuale in attesa che si possano organizzare dei veri e propri allenamenti. Ci sono tanti aspetti che stiamo valutando, per organizzare un protocollo che ci permetta di garantire la nostra presenza in tutte le partite”.

Cinque sostituzioni

Un’altra novità in vista, è quella che riguarda le cinque sostituzioni: qualche allenatore l’ha richiesta per affrontare i tanti impegni ravvicinati, la Fifa ha accolto positivamente questa proposta e l’Ifab potrebbe presto approvarla. “È una proposta importante, ne abbiamo parlato. In una fase in cui bisognerà affrontare tante partite una dietro o l’altra è giusto andare incontro alle società, si sta discutendo di questa proposta e tra pochi giorni potrebbe essere validata dall’Ifab“, le parole di Rizzoli.

Nuova regola sui falli di mano

L’Ifab ha già pensato a delle novità che verranno introdotte nella stagione successiva. “Ci sono state delle modifiche, definite chiarimenti, per limitare il tocco di mano dell’attaccante, un qualcosa che esula dalla volontarietà e dalla dinamica. Nel regolamento, in caso di gol, si parla solo di tocco di mano, per evitare che una rete possa essere segnata con un braccio seppur in maniera involontaria. C’era una parte non molto chiara, hanno voluto giustamente accorciare i tempi aggiungendo il principio dell’immediatezza del tocco di mano rispetto al gol. Il gol di Ibra contro la Fiorentina, per esempio, sarebbe valido, perché dopo il tocco di mano ci sono due dribbling prima del tiro in porta, quindi in questo caso l’immediatezza non c’è. Qualora invece il fallo di mano precedente al gol sia comunque punibile con gli altri principi della volontarietà e della dinamica, il gol sarebbe comunque da annullare anche in caso di non immediatezza”.

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Vicepres. FIFA: “Campionato nell’anno solare è un’idea che valutiamo”

Vicepres. FIFA: “Campionato nell’anno solare è un’idea che valutiamo”

Il vicepresidente della FIFA e presidente della CONCACAF, Victor Montagliani, ha rilasciato una bella intervista a Radio SportivaNel corso della chiacchierata Montagliani ha parlato di numerosi temi: la ripresa della stagione, il prossimo calciomercato e la possibilità di studiare nuovi calendari per riformare il calcio. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Ripresa dei campionati
Stiamo seguendo il dibattito che c’è in Italia sulla ripresa della Serie A. Siamo coscienti che queste sono decisioni che devono essere prese a livello domestico: per la prima volta nella vita del calcio moderno forse non è il calcio che decide, ma sono i governi o i responsabili della sanità a decidere di giocare. Noi seguiamo e aiutiamo dove possibile. A livello decisionale ci sono tre livelli: quello domestico sui campionati, di confederazione sulle coppe, e internazionale sulle competizioni delle Nazionali. La situazione è complicata perché in questo le decisioni si prendono di giorno in giorno, di settimana in settimana“.
Nuovi calendari
Avevamo già cominciato a ragionare su come impostare un nuovo calendario dal 2024, ora con questa crisi servono risposte immediate. C’è la possibilità di pensare a come riformare il calcio, non solo in Europa ma in tutto il mondo, di migliorare le cose a livello di date. È una discussione da fare, specialmente con confederazioni e federazioni. Ne abbiamo l’opportunità perché il Mondiale in Qatar del 2022 si giocherà a novembre/dicembre e allora può essere un’idea. Qui nelle Americhe già si gioca seguendo il calendario dell’anno solare, forse è una soluzione che ci potrebbe stare anche in Europa ed in Africa, è una possibilità da discutere a livello nazionale e continentale. Non è un’idea da scartare, può essere una soluzione proprio in vista dei prossimi due anni e di questo Mondiale invernale“.
Il Calciomercato
Abbiamo già fatto un documento con delle linee guida per i club, non solo sulle scadenze di contratto che si possono allungare. Il primo aspetto come giurisprudenza sono le leggi nazionali del lavoro, o se c’è un accordo tra club, leghe e giocatori come c’è qua in America. È una buona guida, queste cose si possono fare con l’accordo tra calciatore e sua società. Sulla durata della finestra si parlava di allungarla fino a fine anno, ma abbiamo visto che era troppo rischioso lasciare aperto così tanto, allora abbiamo pensato di prolungare per massimo 16 settimane, poi se le cose non cambiano dovremo cambiare ancora ma per il momento mi sembra una soluzione prudente“.
Le parole di Rakitic
È quello che vuoi sentir dire da un calciatore. Lui è un atleta, vuol giocare, ma queste decisioni non sono mie o sue, e nemmeno della squadra o della Liga, sono del Governo e della Sanità spagnola, sono loro a dover parlare prima che noi possiamo dire la nostra sulla ripartenza e come ripartire“.
Ammonizione per chi sputa
Il potere decisionale sulla modifica delle regole del gioco è dell’Ifab di cui faccio parte: quella del cartellino giallo per chi sputa in campo visto il momento è una raccomandazione che stiamo valutando, una decisione da prendere a breve, a me pare un suggerimento positivo“.
Zvone Boban
Non lo so se tornerà in FIFA, queste sono decisioni di Zvone che è un grande amico. È stato stato un grande giocatore ed è una gran persona, con un cuore gigantesco: gli auguro il meglio. So che sta bene, ha una mentalità fortissima, gli mando un grande abbraccio“.
Nuove regole per i procuratori
Abbiamo già approvato delle regolamentazioni per il prossimo anno sugli agenti. È stata una cosa su cui tutti, club, Eca, Leghe e Federazioni, si sono trovati d’accordo sul fatto che queste sono regole che sono necessarie per dare una governance e una trasparenza al mercato che ormai non c’era più”.
Il Mondiale per Club
La FIFA lo ha rimandato per aiutare Uefa, Conmebol e Concacaf a riposizionare Europeo, Copa America e Gold Cup rimandati per la pandemia. È un calendario complicato, si riprenderà la decisione che prenderemo nei prossimi mesi per vedere se farlo nel 2022, 23 o 24, ancora non lo so. È una decisione già presa dal Consiglio della Fifa con la Cina paese ospitante, il Mondiale per club ci sarà“.

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Maxi Lopez: “Lotito è il presidente della Federcalcio”. Accanimento eccessivo?

Maxi Lopez: “Lotito è il presidente della Federcalcio”

Un attacco  sfrontato a Lotito arrivato da Maxi Lopez. Come scrive Il Messaggero, l’ex  (tra le altre) di Milan e Samp ha parlato ad una tv Argentina:”Se in Italia fanno quel che hanno fatto in Francia succede una guerra mondiale. Qui è completamente differente, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è il presidente della Federcalcio. Per lui già un mese fa si poteva giocare. Qui un’entità più importante come la Uefa o la Fifa dovrà prendere una decisione”. Queste le parole di Maxi Lopez,in seguito alle quali la società ha rilasciato un comunicato per dissociarsi: “Il Football Club Crotone intende prendere le distanze dalle dichiarazioni del suo tesserato Maxi Lopez, rilasciate ieri sera ad una televisione argentina e riprese da diverse fonti anche nazionali. Il club evidenzia come il calciatore abbia parlato con leggerezza, certamente eccessiva, così una battuta – comunque infelice – grazie alla cassa di risonanza dei social network si è diffusa in tempi brevissimi. La società, con in testa il Presidente Gianni Vrenna ed il Direttore Generale Raffaele Vrenna, da sempre in ottimi rapporti con i vertici istituzionali e profondamente rispettosa del loro lavoro e delle loro decisioni, pur riconoscendo la buona fede dell’attaccante, si dissocia e comunica”. Nella nota della società calabrese si parla anche di possibili provvedimenti disciplinari nei confronti dell’attaccante.

Ma è giusto accanirsi così tanto per queste dichiarazioni? Maxi Lopez, si sa, non è nuovo a dichiarazioni e gesti schietti (la mancata stretta di mano a Icardi docet) e il fatto che, nonostante sia uno straniero, abbia voluto “denunciare” una situazione di fatto nel nostro calcio, che ormai conosce da 10 anni, gli procurerà forse la gogna mediatica. Il comunicato del Crotone, sicuramente una formalità dovuta (anche perché è giusto non associare il pensiero di un tesserato a quello di un’intera società), assume dei toni che sembrano eccessivamente deferenti, quasi a temere una reazione per aver un proprio dipendente smascherato una situazione veritiera. Piaccia o no, l’opinione di Maxi sull’elevata influenza di Lotito sulle istituzioni del calcio (e non solo) italiano potrebbe risultare condivisa da una buona parte degli appassionati.

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Calciomercato e non solo: tutti le incognite della Serie A dopo il 30 giugno

Calciomercato, questione stipendi…quante incognite nella Serie A che cerca una soluzione per ricominciare. Il calcio italiano ha l’obbligo di trovare soluzioni efficaci ed intelligenti per evitare di cadere in un burrone giuridico che rischia di inghiottire le relative certezze di questi tempi pieni di affanni. Dal 1° luglio, infatti, con chi giocheranno i calciatori col contratto in scadenza? E quelli in prestito da chi verranno pagati? La maggior parte delle squadre di Serie A ha in casa problemi di questo tipo, secondo La Gazzetta dello Sport.

Il calciomercato si prospetta ingarbugliato. Che dire di Mertens? Il belga non ha ancora rinnovato con il Napoli e dal 30 giugno in poi è in teoria libero di giocare con chi meglio ritiene. Ovvio, è un caso limite, ma non inverosimile. Alla stessa stregua il Milan che sta pensando di rinnovare il contratto a Ibrahimovic, rischia di restare in mezzo al guado. Situazione diversa per i romanisti Smalling e Mkhitaryan, per i quali la Roma ha strappato un accordo, rispettivamente con Manchester United e Arsenal, per il prolungamento del prestito oltre il 30 giugno. Capitolo Kulusevski: a luglio vestirà ancora la maglia del Parma o sarà già a Torino?

Per non dimenticare, poi, la spina degli stipendi. Molte società in queste settimane hanno dialogato coi giocatori per dilazionare il pagamento degli emolumenti da febbraio in poi o per concordare eventuali tagli. Un braccio di ferro pericoloso che alla lunga ha portato a molti rinvii.

Nel calderone dei problemi ci sono anche le date del mercato. Su questo argomento la Fifa, all’inizio della tempesta, ha parlato di una finestra unica da luglio a fine gennaio. Qualcuno si è illuso che ci fossero le porte aperte ad un maxi mercato. Poi, la correzione di Infantino e dei suoi collaboratori ha chiarito che le singole federazioni dovranno delimitare i tempi delle contrattazioni, per evitare pericolose sovrapposizioni con il campionato in corso. Ma questo è il punto dolente: quando si avranno le idee più chiare sulla sfera agonistica e su quella contrattuale? Per ora regna la confusione

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Gravina: “Non ucciderò il calcio”. Lega, sollecitazioni al Governo

Non firmerò mai per il blocco dei campionati, perché sarebbe la morte del calcio italiano. Con la chiusura totale il sistema perderebbe 700-800 milioni di euro“: così il presidente della Figc, Gabriele Gravina intervenendo a un meeting online organizzato dall’Ascoli Calcio.

No allo stop

Mi auguro che il mondo del calcio, che ha un impatto altamente sociale nel nostro Paese, possa ripartire con minori individualismi. Il piano B in caso di stop definitivo del calcio? Il mio senso di responsabilità mi porta ad avere un piano B, C, D. Ma se esso deve far rima con ‘è finita’ dico che, finché sarò presidente della FIGC, non firmerò mai per il blocco dei campionati. Io sto tutelando gli interessi di tutti, mi rifiuto di mettere la firma ad un blocco totale, salvo condizioni oggettive, relative alla salute dei tesserati, allenatori, staff tecnici e addetti ai lavori, ma qualcuno me lo deve dire in modo chiaro e mi deve impedire di andare avanti”.

Danni economici

“Il tempo lavora a nostro favore, il danno economico è diviso per categorie: con la chiusura totale il sistema perderebbe 700-800 milioni di euro, se si dovesse giocare a porte chiuse la perdita sarebbe di 300 milioni, se si ripartisse a porte aperte la perdita ammonterebbe a 100-150 milioni, anche se quest’ultima ipotesi non è percorribile”.

Le conseguenze

“Noi abbiamo forti responsabilità contrattuali verso partner e istituzioni internazionali, Uefa, Fifa. In Francia – le parole di Gravina – è il Governo che ha stabilito ciò che doveva fare la Federazione. Il Paris Saint Germain, ad esempio, ha detto subito di aver perso 200 milioni dopo l’annuncio della chiusura del campionato ed al momento non sa se riuscirà a partecipare alle coppe europee. E anche i club della Ligue 2 hanno deciso di presentare proposte alternative. Vi immaginate quanti contenziosi dovremmo affrontare in caso di stop? Chi viene promosso? Chi retrocede? Quali diritti andremo a calpestare? Tutti invocano il blocco, lo faccia il Governo, ce lo imponga, io rispetterò sempre le regole“. “Sento dire che dobbiamo aspettare il contagio 0 e il vaccino. In questo modo in pratica ci stanno dicendo che non potremo disputare neanche il campionato 2020/2021 – ha aggiunto il n.1 della Figc – Quando sarà pronto il vaccino? Quando sarà disponibile? C’è differenza tra il gioco del pallone nelle piazzette e negli oratori e l’industria calcio, che è un’altra cosa. Ai calciatori con famiglie cosa diremo? Che magari per i prossimi 2-3 anni dovranno cambiare mestiere?”.

Play-off e play-out: la proposta di Gravina

Gravina ha invitato a una riflessione: “non è il caso di fare una riforma, intesa come modalità di sviluppo sostenibile e non solo per quanto riguarda il format playoff/playout? – le sue parole – E’ questo il tema su cui dobbiamo concentrarci: siamo gli unici in Europa ad avere cento squadre professionistiche e non si possono più sostenere. Questa è la mia progettualità e lo dico da imprenditore, non da politico; sono portato a fare i calcoli ed a capire le criticità delle Leghe. Il vero imprenditore deve alzare l’asticella della qualità”.

Intanto è atteso per oggi l’invio, da parte della Lega Serie A, di un comunicato dei club del massimo campionato all’indirizzo del governo per chiedere date certe sulla ripresa. Tuttosport fa il punto anzitutto sui motivi per cui non è arrivato già nella giornata di ieri: alcune società, a partire da Inter e Juventus, avrebbero infatti giudicato troppo pesanti i toni della prima versione del comunicato. Dopo la discussione informale di oggi, la Lega Calcio ne riparlerà in videoconferenza oggi, con l’obiettivo di arrivare a un documento che metta d’accordo tutti, ma la vera discussione ci sarà nell’assemblea odierna. L’obiettivo è quello di coinvolgere l’esecutivo e superare un eventuale scontro frontale. Ma non solo. Cellino e Cairo, infatti, sarebbero tornati a puntare i piedi, contrari alla ripartenza immediata del campionato di calcio. La maggioranza delle squadre resta per il sì e siamo ancora lontani dal rapporto di forze ipotizzato/auspicato dal ministro Spadafora, ma il fronte dell’unanimità è ancora lontano da raggiungere.

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Fifa, si va verso le 5 sostituzioni a partita per prevenire infortuni

Fifa, si va verso le 5 sostituzioni a partita per prevenire infortuni

Non 3 ma 5 sostituzioni a partita. L’idea in verità circola da un pò, tanto che anche il mister della Sampdoria, Claudio Ranieri, l’aveva proposta in tempi non sospetti. Si tratta di aumentare il numero di sostituzioni possibili nel corso di una partita da 3 a 5, in modo tate da poter contare su più giocatori competitivi in panchina. Questo perché i giocatori durante questi 2 mesi di quarantena si sono allenati individualmente, cosa molto differente dalle sedute di gruppo, che saranno possibili a partire dal 18 Maggio.
La decisione finale in merito alla questione spetta all’IFAB, unico organismo abilitato a modificare le regole e a tal proposito si è espresso, riportate nell’edizione odierna del Corriere dello Sport, il presidente della FIFA, Gianni Infantino: “La sicurezza dei giocatori è una delle priorità della Fifa – è scritto in una nota diffusa dalla federazione mondiale  A questo proposito, una delle preoccupazioni è che la frequenza delle partite possa aumentare il rischio di infortuni. Di fronte a ciò e di questa sfida unica da affrontare, quella della realizzazione delle competizioni d’accordo con i calendari previsti, la Fifa propone che venga permesso un maggior numero di sostituzioni”.

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La FIFA ha deciso la data per iniziare la prossima stagione

La FIFA ha deciso la data per iniziare la prossima stagione

Il mondo del calcio sta vivendo un periodo complicatissimo causa coronavirus. In questi giorni si stanno cercando soluzioni per far terminare la stagione. Tornare in campo, infatti,è fondamentale per evitare gravi conseguenze economiche all’intero sistema calcistico. La soluzione è stata proposta dalla FIFA; l’idea è quella di far partire la prossima stagione o il 30 agosto o il 13 settembre con le squadre che, in questo caso, scenderebbero in campo pochi giorni dopo la finale della Champions League (dovrebbe giocarsi il prossimo 8 agosto). Non è, ovviamente, una soluzione definitiva; al momento nessuna data può essere considerata certa dal momento che bisogna aspettare gli sviluppi del virus.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

  agosto




A sorpresa il Bayern Monaco torna ad allenarsi

A sorpresa il Bayern Monaco torna ad allenarsi

Il Coronavirus ha letteralmente messo in ginocchio l’Europa, le frontiere sono chiuse, le produzioni industriali sono limitate a quelle di prima necessità, in buona parte del continente vige l’ordine di restare a casa e di ridurre al minimo i contatti sociali. L’ emergenza sanitaria non ha chiaramente risparmiato lo sport ed il calcio, gli stadi non possono essere riempiti e non ci si può allenare per evitare di avere contatti fisici. La UEFA, la FIFA e le Federazioni nazionali da settimane lavorano ad ipotetici calendari per non cancellare e stoppare definitivamente la stagione corrente, tali piani si modificano costantemente di settimana in settimana con l’evolversi dell’emergenza, c’è ancora poco di chiaro, se non che tutti stiano cercando di fare il possibile per concludere questa annata. Il Corriere dello Sport riporta una notizia dalla Germania che è a tutti gli effetti un’ assoluta bomba per il calcio europeo: il Bayern Monaco torna ad allenarsi. I bavaresi sta mattina si sono ritrovati al campo di allenamento con delle regole ben precise da rispettare: si arriva al campo da soli e si entra nel parcheggio uno alla volta a distanza di tempo, i calciatori sono divisi in piccoli gruppi da 5 e sono sempre tenuti a rispettare la distanza di sicurezza di un metro e mezzo. Inoltre la società ha predisposto degli spogliatoi separati con al massimo due persone a stanza, sono vietate anche le strette di mano e gli allenamenti con il pallone sono previsti sempre rispettando la distanza di sicurezza, quindi niente partitelle e contrasti.  D’altronde è un momento decisivo nella battaglia contro il virus, che sta mettendo in luce la triste e concreta possibilità che dovremmo convivere con questo male per più tempo del previsto, i bavaresi hanno iniziato a testare una prima forma di “convivenza” con questa situazione qualche ora fa. Osserviamo tutti con curiosità come andrà questo test del Bayern, come fosse una fase dell’epidemia 2.0, con la speranza che vada bene e che non sia stata una decisione troppa affrettata e che quindi possa essere un modello replicabile anche dagli altri club europei.

 

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