Continua a fare scalpore l’autobiografia di Chiellini

Continua a fare scalpore l’autobiografia di Chiellini

Negli ultimi giorni l’autobiografia di Giorgio Chiellini ha fatto scalpore ed in molte circostanze ha monopolizzato la discussione calcistica, sopratutto in questa fase nella quale manca il calcio giocato. Sono state tanto chiacchierate le parole verso Mario Balotelli, che ha risposto prontamente al centrale juventino, accusandolo di non aver il coraggio di dire le cose in faccia. La polemica è andata scemando da quando i due si sono confrontati grazie all’intervento delle Iene. La bomba di oggi invece la mostra il sito interista Fcinter1908 che riporta un passaggio dell’autobiografia riguardante Calciopoli e lo Scudetto assegnato all’Inter:

«Della stagione di Calciopoli, ora che è passato tanto tempo, posso solo ribadire che quei due scudetti sono stati vinti sul campo, semplicemente perché eravamo i più forti, anche se rivendicarli ora è ormai una battaglia persa. Sono convinto che nemmeno l’Inter, che peraltro arrivò terza, senta suo quel titolo: assegnarlo a tavolino fu un errore, meglio sarebbe stato non darlo a nessuno. Quello scudetto è solo un numero. Ma le emozioni rimangono dentro, e quelle non ce le possono strappare».

 

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Capello su Chiellini: “Il calcio si gioca, non si racconta”

Capello su Chiellini: “Il calcio si gioca, non si racconta”

Fabio Capello, in una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport, ha espresso  il suo parere sulle parole di Giorgio Chiellini nei confronti di Mario Balotelli e Felipe Melo: “A me hanno chiesto tante volte di scrivere un libro, quando ero in Inghilterra. Mi hanno anche offerto cifre notevoli, ma ho sempre detto di no. Non mi piace leggere certe cose. Per me il calcio si gioca, non si racconta”.

Al giorno d’oggi non è più una novità che i giocatori utilizzino i libri per levarsi qualche sassolino dalla scarpa, basti pensare a quando pochi anni fa Mauro Icardi lanciò una “minaccia” ai suoi stessi tifosi, dicendo in poche parole che non avrebbero retto il confronto con la gente del suo barrio di Buenos Aires. Tuttavia da Giorgio Chiellini certe frasi non ce le saremmo aspettate. Lo si può amare o odiare, ma la sua leadership negli spogliatoi bianconero e azzurro è indiscussa e da un leader ci si aspetta che le cose vengano dette in faccia. Va detto che Balotelli e Felipe Melo, oltre ad essere (in particolar modo il primo) due teste calde  sono figure facenti parte di due periodi non proprio felici rispettivamente della Nazionale e della Juventus, nei quali probabilmente l’affiatamento dello spogliatoio era basso e con esso la propensione al confronto. Chiellini non aveva ancora l’età e l’esperienza di adesso e verosimilmente altri leader del gruppo non saranno stati d’aiuto nel gestire certe situazioni per il motivo detto in precedenza. Tutttavia per un calciatore della sua caratura queste dichiarazioni tra le pagine di un libro appaiono ragionevomente come una caduta di stile.

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