Dele Alli aggredito e ferito in casa da due rapinatori

Dele Alli aggredito e ferito in casa da due rapinatori

Ennesima rapina ai danni dei calciatori, questa volta è toccato a Dele Alli. Il centrocampista del Tottenham, come si legge su Tuttosport, era nella sua casa di Londra (quartiere Barnet) con la fidanzata, il fratello ed altri amici quando due uomini, mascherati e muniti di coltello, si sono introdotti nell’abitazione intimando di consegnare loro i gioielli. I due malviventi hanno portato via preziosi per un valore complessivo di circa due milioni di sterline rubando anche diversi orologi di lusso, ma prima di andarsene hanno colpito al volto Dele Alli ferendolo.

Queste le parole di uno dei portavoce della polizia locale: “La polizia è stata chiamata intorno alle 00.35 per una rapina in una residenza a Barnet – ha riferito un portavoce delle forze dell’ordine -. Una delle persone presenti nella casa, un ragazzo di circa 20 anni, ha riportato una lieve ferita al volto dopo essere stato aggredito, ma non è stato necessaria alcuna medicazione in ospedale. Per la rapina non sono stati ancora effettuati arresti, ma ci sono indagini in corso”.

Dele Alli ha tenuto a tranquillizzare tutti con un messaggio apparso sui suoi social: “Grazie a tutti per i messaggi ricevuti, è stata un’esperienza orribile ma adesso stiamo tutti bene. Apprezziamo il sostegno”.

Dele
✔@dele_official

Come riportato da AS e Tuttosport il 10 maggio, anche il portiere del Tottenham e capitano della nazionale francese Hugo Lloris si è stancato delle rapine in casa e pertanto ha acquistato un pastore tedesco al fine di proteggere la propria casa e la propria famiglia quando sarà fuori con la squadra. Lloris avrebbe comprato il cane da guardia dalla Elite Protection Dogs per la bellezza di 17mila euro. Negli ultimi tempi i casi di rapine nelle case dei calciatori sono diventati sempre più frequenti così l’estremo difensore degli Spurs avrebbe optato per un animale addestrato nella protezione domestica: una tipologia particolare di cane, utilizzato anche da militari e polizia di tutto il mondo.

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La Lazio non rispetta le regole. Tare: “stop al calcio un disastro sociale”

La Lazio non rispetta le regole. Tare: “stop al calcio un disastro sociale”

Dal diciotto maggio riprenderanno gli allenamenti collettivi delle squadre; la Lazio, però, vuole anticipare i tempi per far trovare nel migliore dei modi alla ripresa della Serie A. La squadra di Inzaghi, al termine di ogni seduta di allenamento, si concede una partita tre contro tre violando le norme comportamentali imposte per salvaguardare la salute dei giocatori. In attesa che venga presa una decisione definitiva in merito alla ripresa o meno del campionato italiano, è intervenuto Tare. Ecco le parole del direttore sportivo biancoceleste: “Non è vero che vogliamo continuare per interesse personale. Chi lo dice non ha capito niente. Ci sono ancora 36 punti in ballo e la Lazio non è così egoista o sciocca. Ma sappiamo che il calcio dà da vivere a 370 mila persone, se si ferma sarà fallimento per tanti e l’Italia perderà pezzi di storia non solo sportiva. Sarà un disastro sociale. Fermarsi adesso vuol dire, quasi certamente, non ripartire neanche a settembre: molti mesi di inattività sarebbero allucinanti”. Tanti rischi, molta confusione e un ministro dello sport come rema contro. Perché? “Non posso pensare che il signor Spadafora sia così irresponsabile da farlo apposta, ma di certo esistono governi in Europa che vogliono aiutare il calcio: la Germania, la Spagna, l’Inghilterra. In Italia non è così, e neppure in Francia dove hanno bloccato tutto in maniera definitiva: e io penso che il governo francese perderà molte cause civili con i club. Evitiamo un’estate in tribunale anche noi. Ci stanno prendendo in giro, queste continue complicazioni sono ridicole. Siano più chiari oppure le conseguenze si riveleranno enormi: economiche, sociali, sportive e psichiche”. Perché psichiche? “La gente è in sofferenza nervosa e il calcio è terapeutico. Ne abbiamo bisogno in tanti. Il pallone può essere il segno della vita che ricomincia davvero”.

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Modificato il protocollo FIGC, Spadafora: “Allenamenti di gruppo dal 18 maggio”

Modificato il protocollo FIGC, Spadafora: “Allenamenti di gruppo dal 18 maggio”

Annuntio vobis gaudium magnum, habemus ripresa degli allenamenti! Il 18 maggio, come previsto dal Governo dall’inizio della Fase 2 e come sperato dai vari club di Serie A che avrebbero addirittura anticipato quella data, se fossero stati loro a decidere. Protocollo FIGC modificato e accettato secondo le osservazioni fatte dal CTS, pertanto si può andare avanti verso la ripresa del calcio cominciando dalla ripresa degli allenamenti collettivi di squadra. Come riportate da Goal.com, andiamo a vedere le parole del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora dopo la consegna del protocollo FIGC riveduto:

“Pochi minuti fa ho ricevuto una lettera del presidente della FIGC Gravina, in cui ha reso noto che la Figc ha accolto tutte osservazioni del Comitato Tecnico Scientifico, riadattando il protocollo consentendo senza altre difficoltà di riprendere gli allenamenti dal 18 maggio“.

Ma in cosa è stato modificato il protocollo FIGC? Come riportati da Onefootball, andiamo a vedere i quattro punti rivisti che hanno permesso la ripresa degli allenamenti di squadra al 18 maggio:

– Qualora durante il periodo di quarantena volontaria ci sia un positivo si dovrà provvedere all’immediato isolamento del soggetto interessato in una stanza ben aerata che dovrà rimanere chiusa, senza che nessuno possa accedervi ad eccezione delle squadre di emergenza.

– Nel caso sopraindicato, tutti gli altri componenti del gruppo dovranno non avere contatti con qualsiasi altro soggetto esterno per 14 giorni.

– In caso di accertata positività del soggetto, nei confronti dei suoi contatti stretti (verosimilmente tutto il gruppo squadra nel caso si tratti di uno dei suoi componenti, si procederà a: 1) isolamento fiduciario di tutto il gruppo per 14 giorni con sorveglianza attiva. 2) ripristino delle misure più rigide di distanziamento e sospensione temporanea degli allenamenti collettivi fino alla ripetizione dei test molecolari e sierologici. 3) pulizia e sanificazione di tutti i locali.

– L’intera delegazione sportiva (calciatori, personale dirigente, assistenti, maestranze e tutti gli altri lavoratori a qualsiasi titolo coinvolti) rimarrà posta, come è ovvio, sotto il controllo sanitario e la responsabilità dell’Autorità Sanitaria Locale su cui ricade la competenza della struttura ricettiva che ospita la delegazione medesima.

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Cessione Roma: Pallotta cerca nuovi soci e guarda in Arabia Saudita

Cessione Roma: Pallotta cerca nuovi soci e guarda in Arabia Saudita

Il coronavirus, con il conseguente stop della Serie A, ha portato numerosi problemi nel mondo del calcio; uno di questi riguarda la Roma e la questione riguardante la cessione societaria. Prima della pausa forzata, infatti, Pallotta era in trattativa con Friedkin e sembrava essere veramente vicino il cambio di proprietà per la squadra capitolina. Con la pandemia, ovviamente, è cambiato tutto e ora l’attuale presidente giallorosso si sta guardando intorno alla ricerca di nuovi soci. Uno potrebbe arrivare direttamente dall’Arabia Saudita dove, il proprietario di un fondo saudita Muhammad bin Salman, sembrerebbe interessato alla Roma. In realtà nel mirino del principe ci sta da tempo il Newcastle ma l’affare, da circa 400 milioni di euro, non di facile soluzione; ecco allora che uno degli uomini più ricchi del mondo sta guardando in Italia e, in particolar modo, a Roma dove la squadra capitolina ha voglia di voltare pagina e diventare uno dei club più importanti a livello nazionale e internazionale. Il percorso, ovviamente, non è semplice e i soli soldi non basterebbero ma avere al timone uno come il principe saudita è sicuramente una buona base di partenza.

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Chiellini: “Perdono Conte per essere all’Inter. La Juventus resta più forte”

Chiellini: “Perdono Conte per essere all’Inter. La Juventus resta più forte”

Emergono nuovi passaggi dall’autobiografia di Giorgio Chiellini: questa volta il difensore bianconero parla del rapporto con Antonio Conte, della sua scelta di “tradire” i colori della Vecchia Signora per sposare quelli della Beneamata e del paragone tecnico tra l’Inter e la Juventus. Andiamo a leggere uno stralcio delle dichiarazioni dall’autobiografia del capitano bianconero:

“Conte riesce a creare realtà parallele. Gli perdono di essere all’Inter solo perché lo conosco, gli voglio bene e so che l’ha fatto da serio professionista. Sono sicuro però che qualche dubbio la sera gli verrà, e che quando guarda lo stemma dell’Inter sulla giacca ci resta un po’ così. Dopo di che, resto dell’idea che la Juve sia più forte dell’Inter, anche se non sempre la squadra più forte vince. Vince quella più costante. Conte ti coinvolge come nessuno, ti manda contro tutto e contro tutti. Rende la sua squadra pronta a qualunque cosa, o sei con lui o sei contro di lui, e se sei contro te ne vai. Anche da noi andarono via in tanti, idem quest’anno all’Inter: Antonio arriva e fa piazza pulita. La società nerazzurra aveva già deciso di non puntare su Icardi e Nainggolan, ma Perisic era a disposizione, si vede che Conte l’ha soppesato in ritiro e poi ha deciso che non serviva. Alla Juve, il primo anno, Ziegler non ha neppure finito il ritiro, Melo e Amauri sono durati due giorni. Tutto con Antonio è sempre spinto al massimo: se non vivi di passione, con lui non puoi andare d’accordo. La forza che sa trasmettere alla squadra è qualcosa di automatico: guardate cosa è successo all’Inter da quando è arrivato lui. Gli sono bastate poche settimane di lavoro in estate, ed ecco che la sua squadra ha iniziato a vincere a ripetizione”.

 

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La Lega Serie A vota per la ripresa al 13 giugno

La Lega Serie A vota per la ripresa al 13 giugno

Si riparte il 13 giugno! Governo permettendo, s’intende. Questa è la decisione presa dai club di Serie A riunitisi in videoconferenza quest’oggi in assemblea, che hanno indicato il 13 giugno come prima data utile per riprendere a disputare il campionato. Come si legge su Il Corriere dello Sport, la decisione è stata presa oggi con 16 voti a favore sulle 20 squadre partecipanti alla video conferenza, mentre le altre 4 squadre rimanenti hanno votato a favore della ripartenza al 20 giugno. Nei prossimi giorni si attende inoltre l’ok da parte del governo per la ripresa degli allenamenti collettivi, per tutte le squadre, a partire da lunedì prossimo (18 maggio). Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, nei giorni scorsi, aveva vincolato il nullaosta alle modifiche del protocollo della Federcalcio, che devono seguire le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico. Se dovesse passare ufficialmente la ripartenza del campionato il 13 giugno, l’attuale bozza di calendario prevede partite ogni 3-4 giorni fino alla conclusione del 2 agosto, con pause soltanto per disputare le semifinali di ritorno e la finale di Coppa Italia, in calendario rispettivamente il 1° e il 22 luglio.

Questo il comunicato apparso sul sito della Serie A al termine dell’odierna assemblea: “L’Assemblea della Lega Serie A si è riunita oggi con tutte le Società presenti e collegate in video conferenza. La Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo. Per quanto riguarda la ripresa dell’attività sportiva è stata indicata, in ossequio alle decisioni del Governo e in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori, la data del 13 giugno per la ripresa del campionato. L’Assemblea ha inoltre indicato il Dott. Nanni della Società Bologna per rappresentare nella Commissione medico scientifica della FIGC le istanze delle Società, che saranno previamente informate in sede assembleare”.

La Lega Calcio, dunque, ha respinto la richiesta di sconto presentata da Sky in merito all’ultima rata dei diritti televisi per la stagione 2019/2020. Secondo Calcio e Finanza l’ultima rata vale circa 162 milioni, di cui 130 da Sky e 32 da DAZN.

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Shevchenko: “Un giorno tornerò come allenatore, ho il Milan nel cuore”

Shevchenko: “Un giorno tornerò come allenatore, ho il Milan nel cuore”

Il Milan e Andriy Shevchenko, una lunga storia d’amore mai terminata e si sa che certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano. In una diretta Instagram con l’amico giornalista Carlo Pellegatti, l’ex centravanti rossonero ed attuale CT dell’Ucraina ha parlato del presente e del futuro del Milan, del suo amore per il club rossonero e della sua voglia di tornarci in futuro come allenatore, del grande Milan di Ancelotti e del rapporto con i suoi ex compagni di squadra. Andiamo a vedere uno stralcio delle dichiarazioni di Shevchenko:

RIGORE DI MANCHESTER – “Ho pensato di tutto in quei 30 metri, ho visto un video qualche giorno fa del rigore visto da dietro, si notano tutti i miei compagni in attesa che calci. Prima di prendere la palla mi dicevo di non cambiare decisione, volevo aspettare la mossa di Buffon e così ho fatto. Aspettavo il fischio dell’arbitro, non l’avevo sentito perché c’era tanto rumore allo stadio, ma dentro alla mia testa ero pronto“.

DERBY 6-0 – “Avevo grande rispetto per Cesare Maldini, in quel momento non stavamo andando bene ma ci sentivamo bene in quella partita. Era un derby importante per tutti, ma soprattutto per lui: ho creato un grande rapporto con Cesare“.

COMPAGNI – “Il Milan aveva tanti grandi giocatori, siamo cresciuti insieme, abbiamo regalato tante emozioni ai tifosi: ho tanti bei ricordi, c’erano uomini d’onore“.

GALLIANI – “Ho un grande rapporto con lui, mi manda spesso messaggi con vecchi video“.

LOBANOVSKYI E ANCELOTTI – “Sono i due allenatori che mi hanno dato di più nel calcio. Con Lobanovskyi ho imparato la cultura del lavoro, mi ha insegnato tanto: la nostra generazione ha imparato tanto da lui. Quando ho vinto la Champions con il Milan ho portato la coppa sotto il suo monumento, aveva sempre sognato di vincere quel trofeo. Ancelotti è l’allenatore con cui ho vinto di più, è un tecnico che sa costruire ottimi rapporti con i giocatori: ha creato un’atmosfera incredibile nella squadra, anche grazie a Galliani che con Berlusconi ha costruito un grande Milan“.

GOL ALLA JUVE – “Il pallonetto? Volevo tirare, discorso chiuso“.

PARATA DI DUDEK A ISTANBUL – “Mi fa ancora impazzire. Sul rigore ho sbagliato io, ma non capisco ancora come abbia fatto a non entrare quella palla. Non voglio nemmeno più vederla quella parata“.

GOL PIU’ BELLO – “Ne ho fatti tanti, ma quelli che contano sono quelli che ti fanno entrare nella storia: per esempio quello all’Inter in semifinale di Champions nel 2003 o quello di testa in Supercoppa contro il Porto a Monaco. Il gol all’Inter nel 2005 è tra i più belli, poi l’ho fatto in un derby che è una partita molto sentita: quell’Inter poi aveva grandi giocatori“.

EX COMPAGNI – “Costacurta, Albertini e Ambrosini quelli che mi sono stati più vicini all’inizio, anche con Paolo Maldini ho costruito un bel rapporto“.

MILAN ATTUALE – “Ora la cosa più importante è provare a finire al meglio la stagione, devono dare il massimo. Poi si vedrà cosa succederà dopo e che futuro avrà il Milan“.

ALLENATORE DEL MILAN – “Un giorno voglio tornare come allenatore: il Milan è sempre nel mio cuore, ho grande affetto per i tifosi. Vediamo quando e se succederà, ma è uno dei miei obiettivi tornare in rossonero come allenatore. Ora però penso solo all’Ucraina“.

CONSIGLIO AL MILAN – “Dico ai giocatori di dare sempre il massimo in allenamento e in partita, così avranno il rispetto dei tifosi“.

 

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Serie A, dal diciotto maggio riprendono gli allenamenti collettivi

Serie A, dal diciotto maggio riprendono gli allenamenti collettivi

La Serie A si avvia, forse, verso la ripresa della stagione calcistica; il massimo campionato italiano, infatti, non ha ancora stabilito una data precisa per la ripresa (come, invece, è stato fatto per la Bundesliga) ma un primo passo è stato fatto. Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora, infatti, ha stabilito che le squadre potranno tornarsi ad allenare in modo collettivo a partire dal prossimo diciotto maggio. Una decisione che lascia aperto uno spiraglio verso un lento ritorno alla normalità; la decisione è stata presa dopo che la FIGC ha accettato le richieste arrivate dal Comitato tecnico scientifico. Queste richieste prevedono:

-I club devono restare quindici giorni in ritiro nei propri centri di allenamento.

-Qualora, e non è completamente da scartare come ipotesi, un calciatore dovesse risultare positivo i suoi compagni di squadra dovranno sottoporsi a ben due tamponi.

-Se i due tamponi risulteranno negativi la squadra continuerà la preparazione mentre, in caso contrario, sarà costretta a due settimane di isolamento.

Misure di sicurezza prese nel tentativo di limitare il più possibile il rischio di nuovi contagi e di tenere in sicurezza giocatori e staff. Dopo la Bundesliga, la Premier e (probabilmente) la Liga anche la Serie A si avvia verso una lenta ripresa. La volontà sembra essere quella di far terminare la stagione nonostante i rischi a cui si andrà incontro.

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Roma, il futuro di Lorenzo Pellegrini è ancora tutto da decidere

Roma, il futuro di Lorenzo Pellegrini è ancora tutto da decidere

Uno dei giocatori più rappresentativi della Roma, oltre ad Edin Dzeko, è senza ombra di dubbio Lorenzo Pellegrini; il centrocampista, nonostante negli ultimi mesi in cui si è potuto giocare non è riuscito ad esprimersi nel migliore dei modi, è stato fondamentale nella Roma di Fonseca per la sua capacità di muoversi tra le linee e l’abilità nel liberare i suoi compagni al tiro. Elemento indispensabile anche fuori dal campo come ha dimostrato in un periodo complicato per il calcio causa coronavirus che ha messo a rischio il termine della stagione; in questa fase, infatti, il numero sette giallorosso si è comportato da vero leader restando vicino ai compagni più fragili psicologicamente e svolgendo un ruolo determinante per quanto riguarda il taglio degli stipendi. Azioni che testimoniano le qualità extra-calcistiche di un giocatore il cui futuro a Roma non è per nulla sicuro. Qualora la Serie A dovesse ripartire non dovrebbero esserci problemi sulla permanenza di Pellegrini nella capitale; diverso il discorso in caso di definitivo stop del campionato considerando le esigenze di budget della Roma. La volontà del numero sette è chiara: restare a vita nella capitale. Il problema è che non dipende solo da lui.

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Platini: “Infantino si dimetta. Sono stato vittima di un complotto”

Platini: “Infantino si dimetta. Sono stato vittima di un complotto”

Torna carico più che mai Michel Platini, reduce da una squalifica di 4 anni, e si scaglia contro Gianni Infantino e Michael Lauber. Come riportato da Il Corriere dello Sport, Michel Platini è tornato libero da qualsivoglia inibizione ad ottobre scorso dopo aver scontato una squalifica di 4 anni per un pagamento da due milioni di franchi svizzeri (circa 1,8 milioni di euro) ricevuti nel 2011 dall’allora presidente della FIFA, Joseph Blatter, ma per consulenze relative al periodo 1998-2002. Andiamo a vedere cos’ha detto Michel “Le Roi” Platini:

“Infantino è arrivato alla presidenza della FIFA per una sapiente combinazione di circostanze, io credo che dovrebbe rassegnare le dimissioni. Forse Infantino e Lauber si credono intoccabili, credo che certi rapporti siano cominciati a inizio estate 2015 per tenermi fuori dalla corsa per la presidenza della FIFA. Lauber è consapevole di aver attraversato la linea rossa, mentre Infantino dovrebbe dimettersi, ma dal momento che è alla presidenza della FIFA per un’abile combinazione di circostanze, senza averne legittimamente diritto, farà di tutto per restare aggrappato alla poltrona. Il fatto di essere stato vittima di un complotto è ovvio per me. Nel 2016 la presidenza della FIFA avrebbe dovuto essere mia a larga maggioranza, lo sanno tutti. Infantino, che era il mio segretario generale alla UEFA, lo sapeva meglio di chiunque altro. Tuttavia, come hanno rivelato numerosi articoli di stampa, sembra che Gianni Infantino abbia sapientemente combinato, all’inizio dell’estate 2015, per assicurarsi che fossi escluso dalla gara per la presidenza della FIFA, da accordi ad hoc dietro le quinte”.

Il comitato giudiziario dell’assemblea federale svizzera quest’oggi deve decidere sulla possibile apertura di una procedura di licenziamento per il procuratore Michael Lauber.

 

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