Roma, il rinnovo di Manolas è a un passo: pronto il contratto fino al 2022

Continua la storia d’amore tra Konstantinos Manolas e la Roma. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Tempo, il procuratore del centrale greco ha già avviato le pratiche con la società giallorossa per rinnovare il contratto in scadenza nel 2019: il nuovo accordo prevederà uno stipendio da 2.8 milioni di euro più bonus a stagione per il 26enne e un rinnovo di tre anni, quindi fino al 2022. Manca ancora da decidere, insieme al ds Monchi, la cifra della clausola rescissoria.




Lega Serie A: assemblea rinviata al 7 dicembre. Tavecchio: “Ci sono stati passi in avanti”

Non è stato ancora trovato un accordo su chi sarà il nuovo presidente di Lega dopo l’addio di Carlo Tavecchio. Quest’oggi si sono riuniti i dirigenti delle squadre di Serie A ma non c’è stata nessuna fumata bianca. L‘assemblea si è riunita intorno alle 11.30. La candidatura di Giuseppe Vegas, presidente uscente della Consob, era il nome più caldo fino ad oggi, ma dopo questa assemblea la sua candidatura ha perso consistenza. L’11 dicembre è il termine ultimo per la nomina del prossimo capo di Lega. Per evitare un commissariamento da parte della FIGC, è probabile che si cerchi di trovare un presidente pro tempore, come ad esempio Ezio Maria Simonelli, ex reggente della Lega B, o Paolo Nicoletti, vice commissario della Lega. La Lega si riunirà di nuovo il 7 dicembre. Ricordiamo che per l’elezione del presidente serviva una maggioranza di almeno 14 membri su 20; da venerdì invece ne basteranno 11.

Queste le dichiarazioni di Tavecchio al termine della riunione odierna: “Il clima è molto più disteso, i club hanno voglia di chiudere e mi sembra che, da quel che ho visto, si possa arrivare al 7 dicembre con una conclusione. Credo che oggi sia una situazione diversa rispetto al passato. Non ci sono altre cose da dire. L’assemblea non ha fatto nessun’altra considerazione se non quella della convergenza su certi discorsi che si chiuderanno il 7 dicembre. Credo ci siano stati passi in avanti dal punto di vista del consenso“.




Coppa Italia: il nuovo Sassuolo di Iachini supera il Bari nel finale

Prima partita e subito prima vittoria per Iachini sulla panchina del Sassuolo. Gli emiliani battono per 2-1 il Bari e accedono così agli ottavi di Coppa Italia, dove troveranno l’Atalanta. Il match è stato deciso nel finale da un gol di Politano. Ma vediamo più nel dettaglio l’andamento della partita.

Parte bene il Bari, che nella prima parte dell’incontro gioca molto bene e crea occasioni da gol con Brienza e Iocolano. Col passare dei minuti il Sassuolo riesce a prendere campo, ma i pugliesi si chiudono bene in difesa. Al 35′ arriva il vantaggio emiliano: Diakhité manca l’intervento e lascia andar via Ragusa sulla sinistra: assist per Falcinelli che non sbaglia e fa 1-0.

Ad inizio ripresa il Bari prova a reagire e trova il pareggio con Nené, ma il gol viene annullato per fuorigioco. Al 64′, nel miglior momento del Sassuolo, pareggia il Bari: fallo di mano di Sensi in area di rigore. L’arbitro indica il dischetto, Nené dagli 11 metri non sbaglia.

Nel finale il portiere ospite De Lucia compie un autentico miracolo su Berardi, ma non può nulla sul sinistro da fuori di Politano, che al 94′ fa esplodere di gioia il pubblico del Mapei Stadium e regala ai suoi la vittoria.




Roma-Spal, formazioni ufficiali e radiocronaca

Manca pochissimo all’inizio del match valido per la 15° giornata di Serie A (fischio d’inizio ore 18.30). Vediamo nel dettaglio le formazioni ufficiali di Roma-Spal.

Formazioni ufficiali Roma-Spal

ROMA (4-3-3): Alisson; Florenzi, Manolas, Juan Jesus, Kolarov; Pellegrini, Gonalons, Strootman; Cengiz, Dzeko, El Shaarawy.

SPAL (3-5-2): Gomis; Cremonesi, Vicari, Felipe; Lazzari, Rizzo, Viviani, Grassi, Mattiello; Paloschi, Bonazzoli.

Radiocronaca Roma-Spal

La radiocronaca di Roma-Spal verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 18.15.




Napoli, offerti 20 milioni al Benfica per Grimaldo

Il Napoli, dopo l’infortunio di Ghoulam, sta cercando un terzino per la prossima stagione (visto anche l’interessamento della Juventus per il difensore algerino); la società partenopea ha individuato in Alejandro Grimaldo il sostituto ideale. Per il giocatore del Benfica sono stati offerti 20 milioni di euro ma il classe 1995 ha una clausola di 40 milioni di euro.




Fiorentina, tutti vogliono Chiesa

Federico Chiesa, in questa stagione, sta confermando quanto dimostrato l’anno scorso. Il giovane talento viola sta facendo vedere tutte le sue potenzialità in una squadra che fatica a decollare. Il ragazzo ha da poco rinnovato il contratto fino al giugno del 2022 ma ha molti estimatori pronti a strapparlo alla Fiorentina sin dalla prossima stagione. Napoli, Inter, Chelsea e Wolfsburg sono i quattro club interessati al classe 1997.




Inter, vicino il rinnovo per Handanovic

Uno dei protagonisti principali della stagione dell’Inter è, senza dubbio, Samir Handanovic. Il portiere nerazzurro, secondo quanto riferisce il Corriere dello Sport, è ad un passo dal rinnovo di contratto. L’estremo difensore firmerà fino al 2021 quando avrà 38 anni.




Roma, per giugno si punta Darmian

La Roma, con l’infortunio di Karsdorp, è alla ricerca di un terzino destro per la prossima stagione; i giallorossi, secondo quanto riportato da Premium Sport, hanno messo nel mirino Matteo Darmian. Sul terzino del Manchester United, però è forte anche l’interesse del Siviglia.




Milan, Gattuso si presenta: “Non sono un traghettatore”

Dopo l’esonero di Montella, inizia ufficialmente l’era Gattuso sulla panchina del Milan. Ecco le prime parole del nuovo allenatore rossonero: “Un giorno importante e una grandissima responsabilità, questi giocatori è un piacere allenarli. Ci sono 16 nazionali e l’età media di 23 anni. Possono fare di più e devono fare di più, ma le preoccupazioni più grandi erano andare all’Ofi Creta  o al Pisa, dove non c’erano società. Qui c’è tutto da questo punto di vista. A me i giornali a volte fanno ridere, sembra che ho sempre allenato gli esordienti. Adesso sta a me dimostrare. Io ho la mia metodologia, giocheremo con la difesa a tre. Abbiamo dei concetti chiari, di tempo e spazio. Dobbiamo lavorare su questi concetti. Dopo quello che ho visto o non ho visto, non sono miei problemi. Ho avuto un grande rapporto con Montella, abbiamo idee diverse ma da lui ho avuto grande disponibilità. A lui piace partire dal basso, io vorrei verticalizzare di più. Per me non sono solo i giocatori, ma tutti quelli che sono a contatto con loro. Mi dispiace per i miei ragazzi della Primavera, volevo completare il discorso perché ho visto dei grandi miglioramenti in loro. Gli ero entrato nella testa, lo vedevo giorno dopo giorno e li ringrazio per quello che mi hanno dato, vi assicuro che è stato tanto. Provo le stesse emozioni di quando giocavo, io quando supero il cancello di Milanello è un paradiso. Qua devi solo pensare a giocare a calcio, vedi i campi e ti viene il mal di testa, hai solo l’imbarazzo della scelta. Qui il 6 del mese arrivano gli stipendi puntualmente, c’è solo bisogno di passione e io la ho. Mi dà una grande adrenalina, per me è un sogno allenare questa squadra. Questa squadra può fare di più, noi oggi dobbiamo diventare squadra. Dobbiamo scendere in campo e saper soffrire, coprire bene il campo e non prendere le ripartenze. Dare l’impressione di essere squadra, serve uno spirito battagliero. La qualità c’è, dobbiamo dare l’idea di saper soffrire. Io non guardo la classifica, dobbiamo guardare alla sfida di Benevento come a una finale di coppa del Mondo. Ci sono 72 punti a disposizione, ho giocato tanti anni a San Siro e se non stai bene fisicamente e mentalmente, è uno stadio dove la palla pesa. Dobbiamo dare qualcosa in più a livello mentale ai ragazzi”. Manca personalità alla squadra? “E’ vero, ma mi sembra anche riduttivo ogni volta parlare solo di questo in 17 anni di carriera. E’ sempre stata la mia dote, sicuramente lo spirito di non voler perdere nemmeno contro mio figlio a calcetto, però mi sembra riduttivo. Io sono passato a Coverciano, ho studiato, non me lo hanno regalato il tesserino. Ci sono dei colleghi molto più bravi che portano novità, le partite non si preparano solo con cuore e grinta. La chiave sono nelle foto che ci sono in giro per Milanello, la storia si è un leggermente persa, non si può dimenticare il DNA di questo gruppo. Si deve ripartire dal senso di appartenenza, nel calcio si deve saper rispondere alla fatica”. Sulla tattica? “Dipende da come stanno i ragazzi, sicuro i tre dietro e i quattro centrocampisti”. Il mio rapporto con Berlusconi? “Abbiamo parlato dei due attaccanti, di tutte quelle cose che dice anche a voi. L’ho ascoltato con attenzione e non per finta, c’è grande rispetto per quello che mi ha dato e ha fatto per il Milan”. Il presidente? “Il Presidente non parla inglese, ho deciso con il dottor Fassone di scambiare due parole nei prossimi giorni qualche parola. In calabrese non parla (ride ndr). Kessie è quello che mi assomiglia di più, con più esplosività e gol nelle gambe. Ho preso tante legnate, mi sono sempre fidato e ho messo in difficoltà le persone che vengono ad allenare con me. Prendo l’esempio dell’Ofi Creta, fu una scelta sbagliata ma era dettata dalla passione. Se non hai una stabilità economica e non ti pagano fai fatica. A Pisa uguale ma abbiamo trovato grandi risultati, la voglia e la passione mi hanno portato ad andare avanti. E’ un lavoro tanto complesso e difficile che se non sei sul campo, sui fogli di carta sembra tutto facile. Penso di avere le caratteristiche giuste per fare questo lavoro, Rino è questo. E’ andato in giro per l’Europa per 4 anni. Non mi dà fastidio la prevenzione, da calciatore mi davano dello scarpone. Io la fortuna me la sono cercata, sapevo quello che erano i miei limiti e ci ho giocato, mi sono allenato più degli altri. E’ durata 18 anni questa cosa, non mi scandalizza più. Adesso faccio fatica a leggere i giornali, lo facevo da giocatore. Io non sono un calcolatore, ho 39 anni. Voglio vivere la mia vita da protagonista, sono in un grande club e spero di sfruttare l’occasione. Io vado all’ospedale quando mi spacco la testa, prima i punti non li mettono. La mia storia dice che le mie squadre fanno pochi gol e ne subiscono pochi ma ci voglio lavorare, stiamo lavorando su 3 tipi di giocata e vogliamo insistere su quelle. La squadra con il Torino mi è piaciuta, ha provato anche soluzioni diverse. Silva? E’ un giocatore con grandissime qualità, per l’età che ha. Penso che ha grande mercato, è un giocatore forte che se lo proponi in Europa lo prendono. A volte fa grandissimi tagli e non gli viene data palla. Lui fa cose molto belle a livello personale, deve lavorare più per la squadra”. I ritorni delle bandiere? “E’ tornato anche l’8, speriamo non faccia la fine del 9 e del 10 (ride ndr). Sulla carta abbiamo partite facili sento dire, ma in serie A non ci sono partite facili”. Bonucci? “Non aspettatevi nulla, il capitano è Bonucci e resta lui. Ho parlato con una delegazione della squadra quando sono arrivato ieri e vi assicuro che ho trovato una grande voglia. Io gli ho chiesto senso di appartenenza e disciplina e loro mi hanno dato grande disponibilità, a me non interessa se tizio esce la sera o se non gli è simpatico un compagno. A me è capitato in carriera di mettere la gamba per un compagno che non mi era così simpatico.Un allenatore deve avere tante qualità, non devi sbagliare gli uomini e dare intensità negli allenamenti. Qui mi sento a mio agio, con il mio staff sento di avere la padronanza del gruppo. La chiamata di Terim, i messaggi di Ancelotti, Sacchi e tanti altri. Poi è uscita quella foto di Genny di Gomorra e ho chiuso il telefono”. Cutrone? £Quello che si fa in allenamento è importante. Parte come tutti gli altri, come Nikola e Andrè. Ha il veleno addosso, è un tarantolato, abbiamo bisogno di questo spirito qui. Mi incuriosisce se può sviluppare un qualcosa di nuovo e se può cambiare il suo stile di giocare. Mi incuriosisce anche il fatto che Kessie non va più dentro l’area”. Io traghettatore? “Potevo pensarlo se mancavano 4 partite, mi suona strano con 72 punti a disposizione. Non lo dico io, lo dicono le partite che mancano. So di non piacere a tutti, so quali doti ho, so cosa posso dare alle mie squadre” Una formazione di base? “Lo vedrò negli allenamenti, dalle risposte che mi daranno i ragazzi. E’ chiaro che ci sono giocatori fondamentali, ma in allenamento devono pedalare tutti. Abbiamo dei parametri che seguiamo per gestire gli allenamenti. Domani fare un lavoro muscolare, poi inizieremo a preparare la partita che ci attende. Alla squadra ho detto di non scandalizzarsi se dico qualche parola in più e di non essere permalosi”. I consigli che ho ricevuto? “Di pedalare e di picchiare duro”.




Sassuolo, Iachini si presenta: “Ne usciremo fuori insieme, con Berardi”

Il neo-allenatore del Sassuolo, Giuseppe Iachini, si  presentato così in sala stampa alla stampa e ai tifosi: “Volevo salutare per prima cosa Cristian Bucchi, nel nostro mestiere accadono queste cose, a lui va il mio ringraziamento per quanto fatto e il mio supporto affettivo. Poi ringrazio il Dottor Squinzi e il dg Carnevali per avermi scelto. Credo che ci sia la possibilità di fare bene: non ho la bacchetta magica, ma posso solo garantire lavoro, professionalità e con questo ragazzi credo che i risultati arriveranno. Mi è capitato già altre volte di subentrare in situazioni complicate, col lavoro e trasmettendo la nostra mentalità ne siamo usciti. Qui c’è il giusto mix di giocatori esperti e giovani, sono ragazzi intelligenti, ora bisogna solo mettersi sotto e conoscersi in fretta. Berardi? C’è una chiave per tutti i giocatori, starà a me trovare quella di ciascun ragazzo, fa parte del mio lavoro, spero di far in modo che tutti possano tornare a fare al meglio quello che sanno fare. Se tirerà Berardi i rigori? Certo, ha segnato in passato, non vedo perché non possa farlo in futuro. Ha delle qualità note, deve solo ritrovare smalto, ha avuto anche dei problemi fisici e quindi va anche riportato al meglio della condizione”.