Tottenham-Juventus, probabili formazioni, radiocronaca e dove vederla in TV e streaming

E’ arrivato il momento che la Juventus dimostri il proprio valore: i bianconeri, dopo il successo in campionato contro la Lazio, devono provare a continuare la corsa in Champions League nel ritorno degli ottavi di finale con il Tottenham. Il 2 a 2 dell’andata non lascia tranquillo Allegri, obbligato a vincere per accedere ai quarti di finale. Appuntamento a Wembley mercoledì 7 marzo alle 20.45.

Le probabili formazioni di Tottenham-Juventus

Massimiliano Allegri dovrà per forza di cose continuare con la formazione proposta nelle ultime settimane, visti i tanti infortuni specialmente nel reparto offensivo; nella difesa a 4 agiranno Alex Sandro e Lichtsteiner sulle fasce mentre in attacco spazio a Douglas Costa, Higuain e Dybala (decisivo nell’ultimo match di campionato). In casa Tottenham, Pochettino dovrà rinunciare ad Aurier (squalificato) e Anderweireld (infortunato) con Trippier a ricoprire il ruolo di terzino destro e Sanchez a prendere il posto del belga. Nel ruolo di punta ci sarà Kane, supporto da Son reduce da una doppietta nell’ultimo turno di Premier.

Probabili formazione Tottenham (4-2-3-1): Lloris; Trippier, Sanchez, Vertonghen, Davies; Dier, Dembele; Eriksen, Alli, Son; Kane.

Probabili formazione Juventus (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain, Dybala.

Radiocronaca Tottenham-Juventus

La radiocronaca di Tottenham-Juventus verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 20.30.

Dove vedere in TV e streaming Tottenham-Juventus

La gara sarà visibile in chiaro su Canale 5 e in Pay-Tv su Mediaset Premium; sarà possibile vedere la gara anche in streaming grazie all’App ufficiale Mediaset.




Lazio, giusto temere la Dinamo Kiev?

Giovedì 8 marzo andranno in scena gli ottavi di finale di Europa League e la Lazio si troverà di fronte la Dinamo Kiev. Il sorteggio, almeno sulla carta, è stato benevolo per la formazione di Inzaghi, sicuramente più agevole della sfida che aspetta il Milan contro l’Arsenal. Andiamo a scoprire insieme i segreti della Dinamo Kiev.

La Dinamo è arrivata agli ottavi dopo aver battuto l’AEK Atene nei sedicesimi di finale: la squadra Aljaksandr Chackevič ha conquistato il passaggio del turno grazie all’1-1 in casa dei greci e al conseguente 0-0 tra le mura amiche. Nella fase a gironi, la squadra di Kiev si è qualificata per prima davanti a Partizan, Young Boys e Skenderbeu Corizia, dimostrando un gioco e dei risultati molto superiori alle altre tre rivali.
Per quanto riguarda il campionato, in Ucraina si è appena conclusa la prima fase della Prem’er-Liha, che anticipa la fase finale dove si scontreranno le prime sei squadre della classifica. La rosa di Chackevič ha terminato la prima parte in seconda posizione, alle spalle dello Shakhtar Donetsk. Nell’ultima partita, giocata domenica, la Dinamo ha sconfitto per 3-2 lo Zorya, grazie ai goal di Verbic, Tsygankov e Kedziora.

Chackevič è solito giocare con il 4-2-3-1 o in alternativa con il 4-4-2. Il giocatore con più qualità è probabilmente Tsygankov: il 20enne ucraino è un esterno destro (all’occorrenza sinistro) che ha fatto vedere cose molto interessanti in questa stagione. Nelle 27 presenze, ha raccolto ben 11 goal e 9 assist. Attenzione anche all’esperta punta brasiliana Moraes, 30enne con un ottimo fiuto per il goal. Infine, un occhio di riguardato va dato anche a Gonzalez, jolly d’attacco paraguaiano: ne sa qualcosa il Brasile, a cui ha segnato il gol del pareggio ed il successivo rigore vincente in Coppa America. La Dinamo lo ha prelevato dal Basilea sborsando 9,4 milioni.




La Serie A cambia volto: cosa porteranno le novità annunciate da Malagò?

Nella giornata di ieri il presidente del CONI e attuale commissario della Lega Serie A Giovanni Malagò ha anticipato la rivoluzione che colpirà il massimo campionato italiano a partire dalla prossima stagione. Tutto ruoterà intorno al calciomercato; i venti club potranno cedere e acquistare entro e non oltre il 18 agosto (per la sessione estiva) e il 19 gennaio per quella invernale. La seconda novità riguarda l’inizio della Serie A, fissata per il 19 di agosto; infine è stata confermata la formula del boxing day con le squadre che scenderanno in campo il 22, 26 e 29 dicembre. Una formula completamente nuova per il calcio italiano; una formula con dei pro e dei contro. Andiamo ad analizzare tutti gli aspetti di quella che si può definire una nuova Serie A

Chiusura mercato anticipata: i pro della novità

Far chiudere il mercato un giorno prima dell’inizio del campionato è un bene sia per le squadre ma soprattutto per i calciatori. I club, con questa novità, non rischiano di perdere i proprio tesserati a stagione iniziata. Per un giocatore, invece, sapere di iniziare la stagione con una maglia, senza il rischio di dover cambiare a Serie A in corso, rappresenta un vantaggio non da poco. Vi ricordate Dzeko nel periodo gennaio-febbraio? Le voci di un suo trasferimento al Chelsea hanno condizionato pesantemente le prestazioni dell’attaccante della Roma, incapace di dare il solito contributo alla sua squadra. Finito il mercato è tornato il giocatore che tutti conosciamo con tre goal in cinque partite. Chiudere in anticipo la sessione di mercato è un aiuto, soprattutto psicologico, per chi scende in campo. Le società, però, potrebbero non essere completamente d’accordo con questa novità.

Chiusura mercato anticipato: i contro della novità

Come anticipato le società potrebbero essere in disaccordo con la chiusura anticipata del mercato; i club, abituati ad operare fino all’ultimo secondo dell’ultimo giorno disponibile, dovranno cambiare il loro modus operandi. Servirà un tipo di organizzazione diversa per non rischiare di iniziare la stagione con la rosa incompleta.

Boxing day: vantaggi e svantaggi

In questa stagione, in Italia, è sbarcata la formula del boxing day; il calcio durante le feste natalizie è una tradizione della Premier League che però ha avuto successo in Serie A a tal punto da essere riconfermata per l’anno 2018-2019. I vantaggi di giocare a fine dicembre sono essenzialmente due: la possibilità di vedere partite anche “sotto l’albero di Natale” ed il mettersi in linea con la Premier, considerato da molti come il campionato più bello del Mondo. Il rischio, però, è che si arrivi a fine stagione con le batterie scariche e questo può rappresentare un problema per la nazionale; molto spesso si dice che l’Inghilterra non vince perché i giocatori arrivano stanchi ad impegni come Europei o Mondiali.

Chiusura mercato anticipata e boxing day confermato: la nuova Serie A è ponta a prendere forma.




Lazio-Dinamo Kiev: probabili formazioni, radiocronaca e dove vederla in TV e streaming

Il sorteggio degli ottavi di Europa League ha regalato alla Lazio una sfida decisamente alla portata; i biancocelesti vorranno chiudere la pratica già nel match di andata per affrontare la trasferta in ucraina con tranquillità. Appuntamento giovedì 8 marzo alle 21.05, allo stadio Olimpico.

Le probabili formazioni di Lazio-Dinamo Kiev

Inzaghi, rispetto alla gara contro la Juventus, opererà qualche cambio: spazio a Bastos, Marusic e Felipe Anderson al posto di Luiz Felipe, Lulic e Luis Alberto. Il centravanti sarà, ovviamente, Immobile. La Dinamo Kiev, invece, si schiererà con un 4-3-3 in cui il tridente offensivo sarà composto da Gonzalez, Moraes e Tzygankov.

Probabile formazione Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Bastos, de Vrij, Radu; Marusic, Parolo, Lucas Leiva, Milinkovic-Savic, Lukaku; Felipe Anderson; Immobile. Allenatore: Inzaghi

Probabile formazione Dinamo Kiev (4-3-3): Boyko; Moroziuk, Khacheridi, Kadar, Kedziora; Garmash, Shepelev, Buyalsky; Gonzalez, Moraes, Tzygankov. Allenatore: Khatskevich

Radiocronaca Lazio-Dinamo Kiev

La radiocronaca di Lazio-Dinamo Kiev verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 20.50

Dove vedere in TV e streaming Lazio-Dinamo Kiev

La gara sarà visibile su Sky sul canale Sky Sport Uno; sarà possibile vedere la gara anche in streaming grazie alla piattaforma SkyGo

 




Milan-Arsenal: probabili formazioni, radiocronaca e dove vederla in TV e streaming

Il sorteggio per gli ottavi di finale di Europa League ha stabilito che il Milan dovrà vedersela con l’Arsenal di Wenger ( squadra tra le più temute durante gli accoppiamenti). Una sfida importante per i rossoneri che hanno l’occasione di confermare il loro momento positivo contro una big del calcio inglese. Il primo round andrà in scena giovedi 8 marzo, a San Siro, alle 19.00.

Le probabili formazioni di Milan-Arsenal

Il Milan dovrebbe confermarsi con il solito 4-3-3 con Cutrone affiancato da Suso e Calhanoglu nel classico tridente d’attacco. In regia Biglia dovrebbe essere favorito rispetto a Montolivo; spazio anche a Kessie e Bonaventura ai lati. Wenger dovrebbe schierare i suoi con il 4-2-3-1: sarà Welbeck la prima punta e alle sue spalle agiranno Mkhitaryan, Ozil e Iwobi.

Probabile formazione Milan (4-3-3): G. Donnarumma; Calabria, Bonucci, Romagnoli, Rodriguez; Kessié, Biglia, Bonaventura; Suso, Cutrone, Calhanoglu. Allenatore: Gattuso
Probabile formazione Arsenal (4-2-3-1): Ospina; Bellerin, Mustafi, Koscielny, Kolasinac; Ramsey, Xhaka; Mkhitaryan, Ozil, Iwobi; Welbeck. Allenatore: Wenger

Radiocronaca Milan-Arsenal

La radiocronaca di Milan-Arsenal verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 18:50.

Dove vedere in TV e streaming Milan-Arsenal

La gara sarà visibile su Sky sul canale Sky Sport Uno; sarà possibile vedere la gara anche in streaming grazie alla piattaforma SkyGo

 




Milan, giusto temere l’Arsenal?

Il Milan sta ancora cercando la via di casa e per farlo si è affidato a un segugio dal naso sopraffino, che sulle tracce dei gloriosi trascorsi, sta costantemente inseguendo la via che riporta alla vittoria. La sfida di giovedì è una tappa importante per continuare sulla giusta via e il retrogusto di Champions League, provocato dalla caratura dell’avversario, sarà forse la prova più importante da quando Gennaro Gattuso si è seduto sulla panchina rossonera.
Il match contro l’Arsenal arriva nel momento migliore della stagione, proprio quando Bonucci e compagni stanno sfruttando al massimo la propulsione della rincorsa che hanno preso da quando il 40enne di Corigliano Calabro ha afferrato la squadra in mano. Il Milan non perde da 13 partite consecutive, ne ha vinte ben 10 e ha subito solo 4 goal (0 nelle ultime 6). La tragedia che si è compiuta con la morte di Davide Astori, e il conseguente rinvio del derby di domenica sera contro l’Inter, permetterà inoltre ai rossoneri di presentarsi freschi e riposati all’appuntamento di giovedì ore 19.00 presso lo stadio San Siro.
Dall’altra parte, l’Arsenal non può certamente vantare gli stessi numeri. I Gunners di Wenger (sempre più contestato dai tifosi inglesi) non vincono da 4 partite e ne hanno perse ben 6 delle ultime 8. La partenza di Sanchez (passato al Manchester United nel mercato di gennaio) sembra aver rotto qualcosa nell’ingranaggio, già leggermente difettoso, della squadra guidata dall’allenatore francese. Il 6° posto in campionato, a 13 punti dalla zona Champions League, è forse lo specchio che riflette più realisticamente il pessimo momento di Mertesacker e compagni.
Se il Milan partirà nettamente avvantaggiato nella forma fisica e nell’umore, non dimentichiamo che l’Arsenal ha una squadra nettamente superiore a quella rossonera, con stelle mondiali come Aubameyang, Ozil, Ramsey e Mkhitaryan (senza contare l’infortunato Lacazette) e un allenatore che è resuscitato tutte le volte che era stato dato per spacciato. L’esperienza dei Gunners è sicuramente un dato da non sottovalutare.




Juventus vs Napoli, un duello all’ultimo sospiro: chi vincerà il titolo di campione?

Ormai è da quasi tre mesi che il titolo di campione d’Italia è conteso da sole due squadre in campionato: il Napoli di Sarri e la Juventus di Allegri. Il Napoli è riuscito quest’anno a metter su una squadra da altissima classifica, formata da ottimi giocatori sia dal punto di vista tecnico che soprattutto mentale: fattore non da sottovalutare, dato che è proprio questo che è mancato ai giocatori di Sarri negli ultimi anni per fare il decisivo salto di qualità in campionato ed avvicinarsi così al titolo. La squadra di Allegri dal canto suo è abituata a vincere, ad avere una mentalità da “grande”,  non a caso riesce a portare a casa punti anche non giocando al meglio. Dipinta da tutti come una squadra quadrata e cinica, la Juventus nella ultima giornata di campionato di questo weekend si è imposta proprio così e la partita contro la Lazio ne è stata la prova: sfida vinta agli sgoccioli con un goal al terzo minuto di recupero di Dybala.  Si sente spesso affermare che nelle partite difficili la differenza la fanno i fuoriclasse, che riescono a mettersi in gioco per la squadra sfruttando le loro migliori qualità, e Dybala rientra, appunto, tra questi. Dopo la partita tra la Lazio e la Juventus, il Napoli era chiamato a rispondere un’ora dopo alla sua avversaria, scendendo in campo contro l’altra squadra capitolina: la Roma.  Forse, per il clamoroso goal all’ultimo secondo della Juventus che ha obiettivamente spiazzato tutti, il Napoli ne ha subito il colpo: si è fatta, forse influenzare mentalmente dal risultato della partita giocata precedentemente.
Perdendo in casa per 4 a 2, interrompe così la sua scia positiva di 10 vittorie consecutive e piazzandosi ad un solo punto sopra la Juventus, inoltre quest’ultima ha anche una partita in meno da giocare e potenzialmente potrebbe addirittura scavalcarla a +2. Tuttavia, l’aspetto fondamentale che può influenzare con l’andare delle giornate di campionato la lotta scudetto tra il Napoli e i bianconeri rimane quello di sempre: la questione riserve.
La squadra di Sarri gioca sempre con gli stessi undici e il tecnico cambia raramente la formazione, mentre la sua antagonista ha una rosa molto lunga e competitiva. Allegri può variare la sua squadra, giornata dopo giornata, gara dopo gara, sfruttando il classico turnover, così che anche se impegnata in più fronti, i bianconeri possono “giocarsela” in qualsiasi competizione, mettendo in campo giocatori sempre in forma e riposati. Lo stesso tecnico degli azzurri Sarri, nel post partita contro la Roma, ha dichiarato che la Juventus ha dimostrato di essere di un altro pianeta e che raggiungere lo scudetto diventerà per la sua squadra sempre più complicato. Quindi se si chiede ad un allenatore quali siano i fattori che un gruppo deve avere per aggiudicarsi il titolo, dirà di certo che non può fare a meno di avere un buon gioco tecnico, una rosa ” corposa” e una mentalità vincente. Ingredienti racchiusi nel menù della Juventus, che hanno sempre fatto parte in questi ultimi anni dei campioni d’Italia.




Roma, una stagione fra alti e bassi: che strada seguire per il prossimo anno?

Se nel corso delle scorse settimane l’animo dell’ambiente Roma era unanimemente  negativo, la vittoria con il Napoli ha ancora una volta diviso l’ambiente giallorosso. La grande prestazione degli uomini di Di Francesco, la doppietta di Dzeko, la solidità difensiva, hanno permesso ai capitolini di tornare (momentaneamente) in terza posizione e a ridare ossigeno al tecnico, messo sulla graticola nell’ultimo periodo. E’ chiaro che, in un ambiente del genere, è facile passare dall’estremo pessimismo alla facile esaltazione: si parla quindi di ragionamenti che potrebbero cambiare da un momento all’altro, a partire dalle prossime settimana in cui ci saranno partite fondamentali come quella con il Torino e lo Shakhtar Donetsk che decideranno il destino sia in campionato che in Champions League. Si può comunque fare, entrati ormai nell’ultima parte del campionato, alcuni discorsi su quello che è stato l’anno della Roma e su quello che verrà: ci sono ovviamente molte variabili da considerare, a partire dalla questione societaria, lo Stadio, la dirigenza, ma sopratutto l’allenatore. Riguardo a questo punto il tecnico ha dalla sua, rispetto alla precedente gestione Spalletti, una migliore gestione dei talenti in rosa: in questa stagione Alisson ha dimostrato di essere uno dei migliori portieri del campionato, Gerson sta cominciando da comprimario a rappresentare un ottimo centrocampista duttile e versatile, Under sembra ripercorrere quel percorso di crescita (molto graduale) che fece Dybala due anni fa alla Juventus. E’ chiaro che, in una società che utilizza le plusvalenze  come fonte principale di guadagno per la sistemazione del bilancio, un tecnico del genere non può che far comodo ad una strategia del genere. D’altronde, anche in questa sessione di mercato, la dirigenza giallorossa ha deciso di puntare fortemente sulla “Linea verde” investendo in giocatori come Patrik Shick per cercare di ottenere maggiori soldi per la rivendita futura. Inoltre Di Francesco sembra anche un allenatore molto aziendalista, che difficilmente si impone in maniera così netta nei confronti della società e pronto ad accettare qualsiasi decisioni pur di rimanere a Roma. Questa situazione dipende ovviamente dalla giovane età e dall’inesperienza di Di Francesco, che non ha ancora il curriculum adatto per porsi in maniera decisa nei confronti di Gandini e Baldissoni. Un rapporto che potrà cambiare (come fece anni fa Conte alla Juventus) ma non i può dire che, in questo momento, un tecnico più docile è quello che Pallotta vuole per la propria squadra, considerando l’esperienza spallettiana. Attenzione: con questo non si vuol dire che l’aziendalismo di Di Francesco sia una cosa per forza negativa: a volte, non avere la testa calda e non mettersi contro la propria società, può avere effetti positivi anche sui risultati in campo: una maggiore armonia dirigenziale a tutti i livelli non può che essere positiva per gli animi di tutto l’ambiente, con la sinergia che si è spesso rivelata un’arma fondamentale per uscire dalle situazioni complesse. Ad esempio così lo era anche Garcia, il cui allineamento con Pallotta & co gli ha permesso di agire quasi sempre in tranquillità e di guidare la propria squadra anche nel secondo, complicato, anno di gestione. L’ inesperienza può anche essere considerato il maggiore difetto del mister, che in diverse occasioni non ha dimostrato una presa solida nei confronti della propria rosa, con scelte discutibili sia per quanto riguarda il modulo (un 4-3-3 che solo nelle ultime partite si è trasformato in un 4-2-3-1, con risultati altalenanti) e la gestione comunicativa con tutto l’ambiente, in un misto di vittimismo e auto-critica che non gli hanno permesso di fare breccia completamente nell’ambiente giallorosso. Molto dipenderà dalla posizione in classifica finale, ma una mancata qualificazione in Champions League potrebbe essere determinante nel futuro di Di Francesco: sempre dal punto di vista economico, la Roma fa fatica a restare in piedi senza i soldi che vengono dall’entrata nella massima competizione europea, con un quarto posto minimo risultato utile per considerare la stagione positiva. Le concorrenti sono tante, la continuità della Roma ancora non si è ben vista, e per questo la pressione delle ultime giornate potrebbe condannare il tecnico ed il suo futuro. Pesa molto ovviamente il passato “poco vincente”, una caratteristica comune di molti allenatori nel passato della Roma e che è ancora un pallino fisso nelle menti dei tifosi e delle radio romane, che sognano un arrivo di Ancelotti.




Buon viaggio, Davide.

Nella nottata di ieri è venuto a mancare Davide Astori, difensore italiano e capitano della Fiorentina. La redazione di RadioGoal24 si stringe attorno alla famiglia e si unisce al cordoglio di tutto il mondo del calcio per questo orribile momento.




Lazio-Juventus: formazioni ufficiali e radiocronaca

Manca pochissimo all’inizio del match valido per la 27° giornata di Serie A (fischio d’inizio ore 18.00). Vediamo nel dettaglio le formazioni ufficiali di Lazio-Juventus.

Formazioni ufficiali Lazio-Juventus

Formazione ufficiale Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Luiz Felipe, de Vrij, Radu; Lulic, Parolo, Leiva, Milinkovic, Lukaku; L. Alberto; Immobile. Allenatore: S. Inzaghi

Formazione ufficiale Juventus (4-3-3): Buffon; Barzagli, Benatia, Rugani, Lichtsteiner; Khedira, Pjanic, Matuidi; Asamoah, Dybala, Mandzukic. Allenatore: Allegri

Radiocronaca Lazio-Juventus

La radiocronaca di Lazio-Juventus verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 17.45