Rifondazione Italia: Conte, Ancelotti o Mancini?

Manca 10 giorni al malinconico ritorno in campo dell’Italia: dopo la clamorosa mancata qualificazione al mondiale in Russia, gli Azzurri dovranno dare vita a una nuova era, con nuove idee, nuove facce e anche un nuovo allenatore. Per i match contro Argentina (23/3) e Inghilterra (27/3) sarà Luigi Di Biagio a diramare le convocazioni e a guidare in campo la Nazionale: l’ex allenatore dell’Under 21 sarà però, a meno di clamorose conferme, solo un traghettatore, fino a quando non sarà stato scelto il vero allenatore della rinfondazione. Nei giorni scorsi, sui giornali sportivi sono girati tanti nomi, ma quelli di Antonio Conte, Roberto Mancini e Carlo Ancelotti con più insistenza e fondatezza. Quale di loro è il più adatto per cominciare un nuovo ciclo azzurro?

Antonio Conte

L’attuale allenatore del Chelsea dovrebbe concludere a fine stagione la sua avventura in Inghilterra. Dopo la Premier vinta lo scorso anno, i rapporti con la dirigenza sono precipitati giorno dopo giorno, a partire dal deludente mercato estivo. Il 5° posto in campionato, a 4 punti dalla zona Champions League, non basterà ad Abramovic per convincersi a riallacciare i rapporti con Conte. Il 48enne leccese è probabilmente la prima scelta della Lega, ma anche la più complicata: difficilmente il tecnico deciderà di riprendere in mano la squadra azzurra dopo solo due anni dall’Europeo del 2016. Inoltre, c’è anche la corte del Paris Saint-Germain a complicare le trattative.

Roberto Mancini

L’allenatore dello Zenit San Pietroburgo ha già espresso la sua voglia di azzurro: “Ho un sogno: vincere da c.t. ciò che non ho vinto da calciatore: un Mondiale. È da 40 anni che lavoro in campo tutti i giorni, da calciatore e da allenatore. E poi sono giovane, posso ritornare in un club dopo la Nazionale…In grandi club ho lavorato e vinto. Allenare la Nazionale è bello. Sarebbe un onore, un orgoglio. E vincere un Europeo o un Mondiale ancora di più. I giovani bravi ci sono. Mi piacciono Belotti, Pellegrini, Romagnoli che può crescere ancora tanto. E ogni stagione ne vengono fuori altri.” Bastano queste parole per trasmettere ai tifosi dell’Italia la voglia dell’ex Inter di cominciare un nuovo ciclo. La sua freschezza e la sua determinazione potrebbero essere un ottimo stimolo per i giocatori.

Carlo Ancelotti

Esonerato a inizio stagione del Bayern Monaco, Ancelotti è in cerca di una nuova avventura e ha già strizzato l’occhio alla Nazionale: “Io ct della Nazionale? No, non è un’ipotesi lontana, Costacurta mi conosce bene e io conosco bene lui. È necessario per la Nazionale aspettare. Io ufficialmente sono ancora sotto contratto (con il Bayern Monaco, ndr), altri stanno lavorando ed è giusto aspettare per valutare il lavoro di Di Biagio nella Nazionale maggiore.” Tradotto, se ci fosse la possibilità non ci vorrebbe molto a trovare un accordo con la Lega. L’esperienza e la caratura dell’ex Milan potrebbero essere un’ottima ricetta per trasmettere la vittoria nel dna della nuova squadra.

 




Goal&Cash – I diritti TV in Liga

Nuovo appuntamento con Goal&Cash, la nuova rubrica di RadioGoal24 che tratterà il punto di vista finanziario rispetto ai maggiori campionati di calcio europei. Questo nuovo appuntamento cercherà di raccontare, e spiegare nel dettaglio, il funzionamento economico nel grande calcio del Vecchio Continente, soffermandosi sugli incassi che derivano dalle televisioni. Settimana scorsa vi avevamo parlato del funzionamento e della ripartizione dei diritti TV in Premier League.

Oggi ci focalizzeremo sui diritti TV in Liga con la relativa ripartizione dei soldi assegnati alle squadre Prima e di Segunda División, analizzando come sono cambiati nel corso degli ultimi anni.

Diritti TV Liga

In Spagna la ripartizione dei diritti televisivi è caratterizzata dalla vendita centralizzata di quest’ultimi, grazie al decreto emesso dal governo iberico chiamato Real Decreto-Ley n.5/2015, che non ha più permesso alle società di trattare con le televisioni solo ed esclusivamente la cessioni dei propri diritti TV, cosa che favoriva le due big Real Madrid e Barcellona.

A partire quindi dalla stagione 2016-2017 il regolamento per la suddivisione delle entrate prevede che la cifra totale degli incassi sia riservata per il 90% alla Liga, mentre il restante 10% alla Segunda Division spagnola. Successivamente ci sono quattro criteri fondamentali da tenere in considerazione:

La nuova divisione dei diritti TV in Spagna a partire dalla stagione 2016/2017.

  1. una quota in parti uguali (50% per la Liga, almeno 70% per la Serie B);
  2. una quota basata legata alle prestazioni sportive (per le squadre della Liga si terrà conto degli ultimi 5 campionati, per la Serie B solo dell’ultimo);
  3. una quota (un terzo del residuo) legata alla vendita di biglietti e abbonamenti nelle ultime cinque stagioni;
  4. una quota (due terzi del residuo) basata sul contributo della squadra alla visibilità del campionato.

Per evitare che Real Madrid e Barcellona, nessuna squadra potrà percepire più del 20% della somma totale relativa agli al punto 3 e 4, inoltre il rapporto tra la prima e l’ultima società non può essere superiore al 4,5. Se il ricavo totale legato alla vendita dei diritti superasse il miliardo di euro all’anno, la soglia del 4,5 verrebbe ridotto fino al 3,5 nel caso in cui il montepremi arrivasse a 1,5 miliardi di euro annui.

Come nella maggior parte delle competizioni, una parte dell’importo raccolto attraverso le gare per l’assegnazione dei diritti televisivi venga utilizzata anche per finalità di sistema. Inoltre, per evitare di penalizzare troppo le due big sono state stilate due clausole “salvaguardia” per Barcellona e Real Madrid: verrà fatto un confronto con i ricavi della stagione 2014-2015: nel caso in cui la cifra complessiva dei diritti TV fosse inferiore rispetto a quella incassata in tale stagione, allora i ricavi verranno suddivisi in proporzione rispetto in quanto ottenuto nello stesso anno. Se, invece, la cifra complessiva fosse maggiore, ma le due incassassero di meno a causa dei nuovi criteri, allora gli incassi totali verrebbero riproporzionati fino al pareggio degli introiti del 2014-2015.

Incassi diritti TV Liga 2016/2017

La Liga spagnola ha chiuso il 2016/17 con un rapporto tra la prima e ultima stimato a 3.7:1, un significativo miglioramento rispetto al 2014/15, ultima stagione in cui i diritti tv venivano distribuiti individualmente. L’aumento del valore dei diritti tv ha sostanzialmente spinto verso un sistema di distribuzione più equo, permettendo comunque a Real Madrid e Barcellona di mantenere cifre simili a quelle che ricevevano quando i diritti tv venivano venduti individualmente.

Da questo prospetto, esposto da AS, possiamo vedere come la nuova ripartizione abbia appiattito (leggermente) il gap, specie nella parte centrale e in quella finale della classifica. Barcellona e Real Madrid hanno perso rispettivamente 27 e 32 milioni di euro, rimanendo comunque sopra i 100 milioni. In aumento di  5 milioni sia l’Atletico Madrid che il Valencia, che restano comunque molto distanti. Il resto degli altri club ha avuto un aumento di 3 milioni in media, facendo salire a 30 il minimo del ricavato di ogni club.

Incassi diritti TV Liga 2015-2016

Alcuni ricavi dei diritti TV vanno alla Federazione, come “autofinanziamento”, per esempio per sostenere le squadre retrocesse.

Durante la stagione precedente al decreto Real Decreto-Ley n.5/2015, la Liga incrementò di 386 milioni gli incassi rispetto all’annata precedente, guadagnando 614 milioni di quota nazionale e ben 622 milioni da quella internazionale. Dal totale va tolta la commissione di 93 milioni destinata a Mediapro.

Ci sono anche ulteriori contributi, a carico delle squadre, che servono alla Federazione per autofinanziarsi e per poter reinvestire, come per esempio una quota del 3,5% che serve come paracadute per le squadre retrocesse, o l’1% destinato alla fondo promozione della Lega Calcio spagnola.

Gli incassi dei diritti TV della Liga 2015/2016.

Tolte queste cifre, la quota netta di 1.075 milioni di euro viene suddivisa tra Liga e Segunda Division (90% e 10%). La quota spettante al massimo campionato spagnolo è di 968 milioni di euro che vengono suddivisi su 3 campi: il 50% a tutti i club (circa 24,2 milioni cada uno), un 25% sulla base del seguito del club (abbonamenti, biglietti, visibilità) ed il restante 25% a seconda dei risultati sportivi ottenuti negli ultimi 5 anni. Questa metodologia, diversa rispetto a quella attuale, consentiva a Real Madrid e Barcellona di incassare ben 140 milioni di euro a testa.

 




Dybala, raggiunte le 100 reti in carriera: ecco la top 5 dei goal dell’argentino! (Video)

Paulo Dybala è tornato. Il fantasista argentino, con la doppietta contro l’Udinese, ha permesso alla Juventus di vincere e andare in testa alla classifica, raggiungendo anche un prestigioso traguardo personale. A soli 24 anni ha infatti raggiunto 100 goal in carriera, dimostrando di essere un giocatore verso cui i tifosi bianconeri ripongono le proprie speranze per arrivare alla tanto sognata Champions League. Per celebrare il talento ex Palermo, RadioGoal24 ha stilato una classifica, totalmente soggettiva, dei 5 goal più belli di Dybala da quando è in Italia. Qual è il vostro preferito? Scrivetelo nei commenti!

5) vs Atalanta, Ottavi di finale della Coppa Italia 2016/2017

Il primo goal che vogliamo prendere in considerazione è quello segnato dall’argentino in Coppa Italia, negli ottavi di finali giocati nell’edizione dello scorso anno contro l’Atalanta (edizione che la Juventus vincerà in finale contro la Lazio). La squadra di Gasperini ha rappresentato sempre un grande ostacolo per i bianconeri, grazie al grande pressing esercitato dai nerazzurri. Anche in quell’occasione i ragazzi di Allegri faticarono molto,  ma furono guidati però dalla fantasia del proprio gioiello: a confezionare la prima rete e l’assist per il raddoppio di Mandzukic fu proprio Paulo Dybala, migliore in campo per distacco. In particolare il goal della Joya è un bellissimo tiro al volo da fuori area di sinistro dopo la bella sfonda di testa da parte di Mandzukic al centro dell’area. Un colpo da biliardo che si è infilato alla sinistra di Berisha, il quale non si è nemmeno mosso per la velocità e la precisione del tiro.

4) vs Barcellona, Quarti di finale della Champions League 2016/2017

Restiamo nella stagione 2016/2017, l’annata della consacrazione, vedendo un goal anche questa volta arrivato in Coppa: qui però il livello (con tutto il rispetto per la Coppa Italia) è decisamente più alto, visto che stiamo parlando dei quarti di finale della Champions League, la competizione calcistica per club più importante al mondo. La Juventus, che verrà sconfitta solamente in finale dal Real Madrid, affrontò il Barcellona di Leo Messi, altro argentino di cui Dybala spera di seguire le orme. Il confronto fra i due finì con una grande vittoria del fenomeno juventino, capace di siglare due splendidi goal  in un 3 a 0 che mise un grande sigillo sulla qualificazione verso le semifinali. In quell’occasione l’ex Palermo dimostrò tutta la sua classe come attaccante rapace, raccogliendo l’assist di Cuadrado dalla destra e riuscendo a girarsi in un fazzoletto per metterle la palla sull’angolino destro basso della porta.

https://www.youtube.com/watch?v=bGUA900086o

3) vs Lazio, 15° giornata della Serie A 2015/2016

Vi ricordate il primo anno di Dybala con la Juventus? Il fantasista argentino non partì benissimo in maglia bianconera, faticando moltissimo in un ambiente così diverso dalla sua Palermo. Ne risentì molto anche la squadra bianconera che, dopo la finale di Champions League persa l’anno precedente contro il Barcellona, sembrava essere ormai spenta, finita. Il lavoro di Massimiliano Allegri a quei tempi fu però provvidenziale, riuscendo a costruire una squadra ancora più solida rispetto al passato. La “nuova” Juventus, dopo un inizio di campionato disastroso cominciò a fare un filotto di vittorie consecutive, scoprendo anche il talento di Dybala. Una delle vittoria più belle è sicuramente quella all’Olimpico contro la Lazio, uno 0 a 2 micidiale che si aprì con l’autorete di Gentiletti e si chiuse proprio con il goal della Joya. Passaggio di Mandzukic, l’ragentino si alza la palla con il destro, fa un palleggio con la caviglia spostandosela sulla sinistra e al volo colpisce di mancino: tiro potentissimo che finisce alla sinistra di Marchetti.


2) vs Genoa, 12° giornata della Serie A 2014/2015

Facciamo ancora un passo indietro, quando Dybala giocava ancora con la maglia del Palermo. A quel tempo, insieme a Vazquez, l’argentino formava già una delle coppie migliori del campionato, facendo della squadra di Iachini una delle più apprezzate del campionato. In quella giornata i rosanero incontrarono un’altra squadra molto buona, vale a dire il Genoa di Gasperini e Perotti. La partita finì 1 a 1, con Dybala autore di un grandissimo goal nel primo tempo. La Joya prese la palla dalla destra, puntò il suo diretto avversario, doppio passo, palla portata sul sinistro e tiro al giro ad infilarsi nell’angolino sul lato opposto. Un goal meraviglioso, che veramente pochi giocatori al mondo penserebbero solamente. Chapeu.

1) vs Lazio, 27° giornata della Serie A 2017/2018

Vogliamo lasciare la prima posizione ad un goal che, oltre ad essere tecnicamente bellissimo e spettacolare, rappresenta molto per il ragazzo e per la stagione (la più difficile negli ultimi anni della Juventus) della squadra. La partita all’Olimpico contro la Lazio non è stata una buona prestazione da parte degli uomini di Allegri, forse deconcentrati dal match in Champions League contro il Tottenham. A sbloccare il match, all’ultimo minuto, permettendo ai bianconeri di agganciare momentaneamente il Napoli, ci ha pensato proprio lui: rientrato dopo un brutto infortunio, in un annata che era comincata fra alti e bassi, Dybala ha trovato una giocata favolosa, regalando alla Juventus 3 punti che potrebbero essere fondamentali nella lotta scudetto. Sfruttando la sua piccola statura, l’argentino ha preso palla al limite dell’area, si è inserito in mezzo a tre giocatori, ha resistito alla carica avversaria e infine, da terra, ha spinto il pallone sul lato opposto, battendo Strakosha. Un goal fantastico, in grado di ribadire ancora una volta su chi Allegri dovrà puntare per il proseguo della stagione.

https://www.youtube.com/watch?v=iQ550ps3uz8




Milan, dove può arrivare la squadra di Gattuso?

Con la sconfitta contro l’Arsenal, dopo aver visto un Milan diverso da quello di qualche mese fa, si può ora come ora fantasticare sulla una sua ipotetica e potenziale posizione in classifica a fine campionato. La squadra rossonera, grazie soprattutto all’aiuto del mister Gattuso, ha trovato una vera e propria identità da “squadra”. Oltre alla mentalità, il tecnico è riuscito anche con molta umiltà a cucirgli addosso un gioco tattico che gli dona a pennello oggettivamente. Non a caso, adesso il Milan si trova a dover gareggiare su tre fronti: Coppa Italia, Europa League e campionato. Si deve però sottolineare che per la squadra di Gattuso ogni competizione si presenta molto ostica: la finale in Coppa Italia vede come sua avversaria la Juventus di Allegri,  mentre la qualificazione ai quarti di Europa League, dopo uno 0-2 in casa contro l’Arsenal, sembrerebbe sempre di più sfumarsi. Per quanto riguarda il campionato, la corsa Champions è ancora molto lunga e dovrà vedersela con altre due grandi come Lazio e Inter. La sconfitta contro la squadra di Wenger è la prima nel 2018 per i rossoneri, e dire che arriva proprio nel momento più bello non è del tutto sbagliato visti i 19 punti nelle ultime sette giornate di Serie A. Le squadre che vogliono fare il decisivo salto di qualità non possono fare questi passi falsi: qui non si parla della sconfitta in sé per sé contro l’Arsenal, dato che sulla carta non si presentava una sfida facilissima per i rossoneri, ma più che altro per la prestazione che hanno avuto in campo gli uomini di Gattuso. Un Milan spento, stanco e scarico quello di ieri in Europa League, dove passati i primi minuti di vari corner e azioni d’attacco non è riuscito più ad entrare in gara. Inoltre, si sono viste tutte le debolezze offensive poiché anche Cutrone non è riuscito a dare il suo meglio e non è riuscito ad essere decisivo durante la gara. Anche le azioni dei fantasisti Suso e Calhanoglu sembrerebbero essere sterili quando il giovane centravanti rossonero è “assente”in aria di rigore. Tutti questi sono aspetti che il mister rivaluterà e correggerà da qui in avanti,  visto che spesso le sconfitte per quanto brutte servono proprio a questo: capire i propri difetti e riuscire a eliminarli tutti. Si può dire, infatti, che da oggi in poi si apre un altra fase per il Milan, dove dovrà ripartire più forte di prima in tutti gli aspetti se vuole tornare a sognare in grande in ottica quarto posto.




Buon compleanno Inter! Le 5 migliori partite della storia dei nerazzurri

Nella giornata di oggi l’Inter festeggia i suoi 110 anni di storia, nei quali la squadra nerazzurra ha collezionato tante vittorie e trofei, vincendo 18 Scudetti, 7 Coppe Italia, 5 Supercoppe italiane, 3 Champions League, 3 Coppe Uefa, 2 Coppe Intercontinentali e 1 Coppa del mondo per club.
Noi vogliamo renderle omaggio riportando di seguito le cinque partite più belle della storia del club.

1) 27 maggio 1964: Inter 3 – Real Madrid 1

Prater Stadion, Vienna. L’Inter di Helenio Herrera arriva in finale di Champions League contro una potenza del calcio europeo: il Real Madrid di Alfredo Di Stéfano, vincitore delle prime cinque edizioni della manifestazione. L’Inter arriva a questo importante appuntamento con una squadra solida, composta da giocatori del calibro di Armando Picchi, Giacinto Facchetti, Luis Suárez e Sandro Mazzola. E’ proprio Mazzola ad aprire le marcature al 43′, con il raddoppio di Milani al 61′.
Il Real Madrid reagisce come un leone ferito e trova il goal con Felo al  70′, ma non ha nemmeno il tempo di esultare che Mazzola sigla la propria doppietta personale al 76′ minuto, valevole per il 3-1 finale. Con questa vittoria, i nerazzurri diventano la seconda squadra italiana a portare la coppa dalle “grandi orecchie” in Italia: l’anno prima ci era riuscito il Milan, battendo in finale il Benfica per 2-1.

2) 27 maggio 1965: Inter 1 – Benfica 0

La squadra nerazzurra sembra ormai averci preso gusto e l’anno successivo si qualifica nuovamente alla finale della vecchia Coppa dei Campioni: questa volta bisogna affrontare il Benfica di un certo Eusébio, che si gioca la sua quarta finale in cinque anni.
La partita si gioca a San Siro e l’Inter ha la grande occasione di vincere la seconda finale consecutiva sul terreno casalingo. La squadra portoghese si trova in difficoltà dall’inizio della gara e il goal del brasiliano Jair prima dell’intervallo permette all’Inter, che nei turni precedenti aveva affrontato Glasgow Rangers e Liverpool, di difendere con successo il trofeo. La squadra nerazzurra rimane nell’Olimpo del calcio, mentre per il Benfica continua la famosa maledizione di Guttman.

3) 6 maggio 1998: Lazio 0 – Inter 3

Il 6 maggio 1998 si gioca a Parigi la 27° finale della vecchia Coppa Uefa e ad affrontarsi sono due squadre italiane: la Lazio di Eriksson e l’Inter di Simoni. In campionato gli scontri diretti avevano visto una prevalenza da parte dei biancocelesti, che avevano pareggiato 1-1 a Milano e vinto 3-0 a Roma nella gara di ritorno. Al Parco dei Principi, però, le cose prendono fin da subito tutta un’altra piega: al 4′ minuto l’Inter passa in vantaggio con il goal di Zamorano, che viene lanciato dal Cholo Simeone verso la porta avversaria. Nel secondo tempo il copione resta lo stesso, con la squadra di Simoni che attacca e che concede poco spazio ai capitolini. Il raddoppio dell’Inter arriva al 60′ dagli sviluppi di un calcio d’angolo, nel quale Zamorano fa da sponda a capitan Zanetti, che dal limite dell’area tira una sassata che termina alle spalle del portiere Marchegiani. La ciliegina sulla torta arriva dieci minuti dopo, con Il Fenomeno Ronaldo che supera di slancio Marchegiani e sigla il definitivo 3-0, che consente alla sua squadra di vincere la terza Coppa Uefa nella storia del club.

4) 29 agosto 2009: Milan 0 – Inter 4

Seconda giornata di campionato ed è subito derby della Madonnina. L’Inter di José Mourinho affronta il Milan dell’ex Lenoardo, al suo primo derby da allenatore. Il tecnico portoghese, a sorpresa, butta subito nella mischia il nuovo acquisto Wesley Sneijder, arrivato appena 24 ore prima da Madrid: l’olandese risulterà essere uno dei migliori in campo.
La partita inizia con un forte pressing del Milan, ma dal 29′ la partita cambia: Milito serve Thiago Motta in area di rigore ed è 1-0 Inter. Sette minuti dopo arriva il raddoppio, con Eto’o abbattuto in area da Gattuso (che se la cava con un giallo) e con Milito che dal dischetto non fallisce. Al 39′ minuto arriva il secondo giallo per Gattuso, che quindi viene espulso, lasciando i suoi in dieci: la squadra di Mourinho ne approfitta e al 46′ del primo tempo segna il 0-3 con Maicon.
Nel secondo tempo Leonardo prova a fare qualche cambio, ma la storia non cambia, perché il Milan continua a non avere idee e l’Inter sembra inarrestabile: al 67′ minuto ecco che arriva anche il quarto goal, con una fucilata di Stankovic da 35 metri che non lascia scampo a Storari.

5) 22 maggio 2010: Bayern Monaco 0- Inter 2

22 maggio 2010, stadio Santiago Bernabéu di Madrid. In quella stagione l’Inter effettua una cavalcata europea pazzesca, arrivando in finale dopo aver eliminato squadre come Chelsea e Barcellona. In finale si trova di fronte un’altra potenza del calcio europeo: il Bayern Monaco allenato da Louis van Gaal. Dopo un inizio di sostanziale equilibrio, la squadra nerazzurra passa in vantaggio al 30′ minuto grazie alla rete de El Principe Diego Milito, che su passaggio filtrante di Sneijder porta l’Inter sul risultato di 1-0. Nella ripresa la situazione resta invariata, con la squadra tedesca che attacca e gli uomini di Mourinho che cercano di colpire alla prima occasione utile. Al 70′ minuto arriva il raddoppio dell’Inter con la doppietta di Milito, molto bravo a dribblare con una finta il portiere tedesco Butt e ad insaccare in rete per il definitivo 2-0.
Dopo aver vinto la finale di Coppa Italia e il campionato di Serie A, l’Inter conquista anche la terza Champions League nella storia del club: il Triplete è servito.

 




Immobile comanda ma dietro non mollano: chi sarà capocannoniere?

Lo scudetto se lo stanno giocando Napoli e Juventus mentre sono quattro i pretendenti per il titolo di capocannoniere. Ciro Immobile, Mauro Icardi, Fabio Quagliarella e Dries Mertens: loro si giocheranno, a colpi di goal, il titolo di giocatore più prolifico della Serie A 2017/2018. Andiamo a vedere numeri e possibilità di questi straordinari attaccanti.

Ciro Immobile, vietato frenare ora

E’ Immobile il candidato numero uno a vincere la classifica dei capocannonieri; l’attaccante della Lazio, 23 goal in 24 presenze, sta vivendo la sua stagione più prolifica dal punto di vista realizzativo. Le sue reti stanno trascinando la squadra in Champions League, obiettivo che i biancocelesti non raggiungono da qualche anno. Alla fine del campionato mancano ancora 11 partite e l’intenzione di Immobile è quella di segnare il più possibile per chiudere la stagione con una soddisfazione personale.

Mauro Icardi, la rinascita dell’Inter passa dai suoi goal

La gara contro il Napoli può rappresentare una svolta per l’Inter (fare punti è necessario per inseguire il sogno Champions) ma soprattutto per Mauro Icardi; l’attaccante argentino, complice anche un infortunio, non segna da sei partite. Un digiuno troppo lungo per uno che in area di rigore ci si trova benissimo. Ritrovare la via della rete per trascinare l’Inter in Europa e per aumentare quel bottino di goal che, al momento, lo vede fermo a quota 18.

Fabio Quagliarella, la rivincita del “vecchio”

Una delle storie più belle di questa Serie A è sicuramente quella di Fabio Quagliarella; l’attaccante della Sampdoria, nonostante i suoi 35 anni, sta vivendo una seconda giovinezza nella stagione d’oro della sua squadra. Diciassette goal segnati e un sogno, neanche troppo impossibile, di ottenere la qualificazione in Europa League. Il percorso è ancora lungo ma i blucerchiati, con un Quagliarella così, non devono temere assolutamente nulla.

Dries Mertens, i goal per lo scudetto

Mertens, più che al titolo di capocannoniere, sta pensando allo scudetto; l’attaccante del Napoli si sta confermando ad altissimi livelli nel ruolo di prima punta (viste le sue caratteristiche sarebbe meglio chiamarlo falso nueve) e i numeri sono dalla sua parte: 28 goal l’anno scorso, 17 in questa stagione con ancora 11 partite da disputare. Il tempo non manca: sia al Napoli per detronizzare la Juventus, sia per la voglia di Mertens di diventare capocannoniere.




Milan-Arsenal: formazioni ufficiali e radiocronaca

Manca pochissimo all’inizio del match valido per l’andata degli ottavi di finale di Europa League. Vediamo nel dettaglio le formazioni ufficiali di Milan-Arsenal.

Formazioni ufficiali Milan-Arsenal

Formazione ufficiale Milan (4-3-3): G. Donnarumma; Calabria, Bonucci, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Biglia, Bonaventura; Suso, Cutrone, Calhanoglu. All. Gattuso

Formazione ufficiale Arsenal (4-3-2-1): Ospina; Chambers, Mustafi, Koscielny, Kolasinac; Ramsey, Xhaka, Wilshere; Mkhitaryan, Ozil; Welbeck. All. Wenger

Radiocronaca Milan-Arsenal

La radiocronaca di Milan-Arsenal verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 18.45.




Juventus, prestazione convincente contro il Tottenham?

Serata magica per la Juventus che supera il Totteneham e raggiunge i quarti di Champions League, dopo lo svantaggio iniziale seguito da una lunga ed estenuante sofferenza interrotta dai lampi di Higuain e Dybala. Andiamo ad analizzare nel dettaglio cosa ha funzionato e cosa invece poteva andare meglio nello scacchiere di Massimiliano Allegri.

I bianconeri sanno difendere e soffrire come poche squadre al mondo. L’ex allenatore del Milan è riuscito a perfezionare maniacalmente ogni dettaglio difensivo: qualsiasi movimento, ogni passo, sembra essere calcolato e studiato. Se questo in Serie A siamo abituati a vederlo già da qualche anno e con sorprendente costanza, in Champions League non sempre è riuscito. O almeno non bene quanto ieri sera.
Prima della zampata di Higuain, la squadra è parsa in grande difficoltà, soprattutto sulla fascia destra dove Barzagli le ha provate tutte per fermare l’ispirato Son. L’entrata in campo di Lichtsteiner e Asamoah, e il conseguente accentramento di Barzagli e avanzamento di Alex Sandro, è stata la chiave tattica del match: lo svizzero ha subito firmato l’azione del goal del Pipita e si è proposto più volte con lunghe e preziosi cavalcate nei minuti finali. Dopo i cambi di Allegri, la Juve ha continuato a difendersi, ma la squadra di Pochettino non riusciva più ad arrivare al tiro con la facilità del primo tempo.
Se poi in squadra hai due giocatori come Dybala e Higuain, puoi pensare con tutta calma a difenderti, sapendo che ‘quei due lassù’ prima o poi faranno il loro dovere.

La tattica all’italiana del catenaccio e del contropiede è la forza e la debolezza di questa Juventus. Se prima abbiamo elencato i meriti, non mancano certo cose che si potrebbero migliorare. La Juventus per blasone, obiettivi e giocatori non può farsi dominare per una partita intera da una squadra come il Tottenham, o almeno non può permettersi di farlo se vuole puntare a vincere la coppa dalle grandi orecchie. Gli Spurs sono un’ottima squadra e per il calcio che hanno fatto vedere meritavano il passaggio del turno, considerando anche il 2-2 strappato allo Stadium. Trovare un pò più di intraprendenza e carisma nella costruzione del gioco sarà fondamentale per i prossimi incontri in Champions, dove ci saranno squadre molto più forti e vere contendenti al titolo di campione d’Europa.




Tottenham-Juventus: formazioni ufficiali e radiocronaca

Manca pochissimo all’inizio del match valido per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Vediamo nel dettaglio le formazioni ufficiali di Tottenham-Juventus.

Formazioni ufficiali Tottenham-Juventus

Formazione ufficiale Tottenham (4-2-3-1): Lloris; Trippier, Sanchez, Vertonghen, Davies; Dier, Dembele; Eriksen, Alli, Son; Kane. Allenatore: Pochettino

Formazione ufficiale Juventus (4-4-2): Buffon; Barzagli, Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Douglas Costa, Khedira, Pjanic, Matuidi; Dybala, Higuain. Allenatore: Allegri

Radiocronaca Tottenham-Juventus

La radiocronaca di Tottenham-Juventus verrà trasmessa da RadioGoal24 sul proprio sito web www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 20.30.




Verso Milan-Arsenal: la top 5 dei precedenti tra le due squadre

Il match più interessante degli ottavi di Europa League è sicuramente Milan-Arsenal. I rossoneri arrivano a questo impegno nel loro miglior momento; lo stesso non si può dire per gli uomini di Wenger, reduci da 5 sconfitte consecutive e costretti a giocare senza Lacazette (infortunato). Domani sera si scriverà un nuovo capitolo della storia Rossoneri-Gunners. Riviviamo le sfide del passato.

Milan-Arsenal 2-0, la Supercoppa è rossonera

Nella stagione 1994-1995 Milan e Arsenal si contendono la finale della Supercoppa Europea; il trofeo, dopo lo zero a zero di Londra, si decide nella cornice di San Siro. I rossoneri scendono in campo con l’insolita maglia gialla (all’epoca la terza divisa) mentre i Gunners ripongono le speranze in Campbell. I ragazzi di Capello, con un gol per tempo (realizzati da Boban e Massaro) vincono la partita e si aggiudicano il trofeo.

Arsenal-Milan 0-0, emozioni ma nessun goal

Champions League 2007/2008, ottavi di finale gara di andata. Il Milan, atteso dall’Arsenal, ha il dubbio portiere: Dida ha il mal di schiena e Kalac un dito lussato; Ancelotti riuscirà a recuperare l’estremo difensore australiano che si rivelerà decisivo nell’arco del match. La gara è equilibrata con i rossoneri perfetti nel difendersi e ripartire grazie alla velocità di Pato. L’occasione più clamorosa, però, capita sulla testa di Adebayor che all’ultimo secondo prende una clamorosa traversa; l’errore, fortunatamente per i Gunners, non influirà sulla qualificazione.

Milan-Arsenal 0-2, la fine di un ciclo

La gara di ritorno sancisce la fine di un’era; il Milan dei successi di Tokyo, Montecarlo e Atene si arrende di fronte al giovane Arsenal di Wenger. i rossoneri, con un giovane Pato ad affiancare Inzaghi in attacco, creano ma non riescono a trovare la via della rete. I ragazzi di Ancelotti nella ripresa non riescono a tenere il buon ritmo del primo tempo ed iniziano a soffrire le avanzate dei Gunners. Quando il match sembra destinato a proseguire nei supplementari, Fabregas e Adebayor gelano San Siro e spediscono l’Arsenal ai quarti di finale.

Milan-Arsenal 4-0, la notte di Robinho

Una serata che i tifosi rossoneri difficilmente dimenticheranno; il Milan demolisce l’Arsenal nell’andata degli ottavi di finale della Champions League 2011/2012. I rossoneri, trascinati da un Robinho in serata di grazia, colpiscono per ben quattro volte il fianco dei Gunners, incapaci di reagire di fronte ad un diavolo scatenato. Gran merito del successo va ad Allegri, in grado di preparare al meglio il match. Le porte dei quarti di finale sono spalancate ma il ritorno non sarà così semplice.

Arsenal-Milan 3-0, Abbiati evita il peggio

Doveva essere una formalità ed invece si è trasformato in un vero e proprio incubo. Il Milan, nel ritorno degli ottavi di Champions, ha rischiato di vivere una seconda notte stile Deportivo. L’Arsenal, sceso in campo senza nulla da perdere e spinto dal calore del proprio pubblico, chiude la prima frazione sul tre a zero; i rossoneri sono alle corde, incapaci di reagire e con un secondo tempo da affrontare. Nella ripresa è un altro Milan (fare peggio era obbiettivamente difficile): più cattivo e più determinato ma l’occasione capita a Van Persie e solo un miracoloso Abbiati salva i suoi dal peggio. Alla fine passa il Milan, costretto ad arrendersi ai quarti contro il Barcellona