Diritti TV, gigante internazionale pronto a investire in Serie A

Calcio italiano nel radar dei private equity. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, un gigante internazionale degli investimenti che sta discutendo con la Lega Serie A per il lancio di una iniziativa nel settore dei diritti TV, in grado di fornire per i prossimi dieci anni un flusso di liquidità alle società di calcio. Si tratta del gruppo Cvc, già noto per gli investimenti nella Formula 1 e nel Sei Nazioni di rugby, che avrebbe avviato discussioni preliminari per presentare una proposta, al momento ancora in fase iniziale. L’obiettivo sarebbe costituire una newco dove confluirebbero i diritti tv a partire dal 2021, quando scadrà il contratto con Sky e Dazn. L’accordo potrebbe valere dieci anni e resta da capire quanto potrebbe essere valutata la newco e quali saranno le regole di governance. La Lega calcio (e quindi le società) avrebbero comunque subito un importante incasso cash. Poi la newco andrebbe a trattare con i broadcaster per la rivendita dei diritti. No comment da Cvc.

Quella del fondo internazionale sarebbe un’iniziativa di lungo termine e differente rispetto ad altre operazioni allo studio da parte dei private equity in queste settimane: tra le operazioni presentate c’è anche quella del fondo americano Blackstone, anticipata sabato scorso dal Sole 24 Ore, che prevede un finanziamento di circa 100 milioni per sopperire alle esigenze finanziarie di breve termine della Serie A in seguito alla pandemia. Cvc gestisce asset per 80,5 miliardi di dollari. La società vanta più di 300 investitori provenienti da tutto il mondo: è la decima società al mondo per investimenti in questo campo. Cvc ha una forte esperienza nel settore della gestione degli avvenimenti sportivi: CVC Partners ha detenuto circa il 70% di Formula One Group. Tra i suoi investimenti italiani più recenti c’è invece il gruppo farmaceutico Recordati. La proposta di Cvc andrà comunque misurata con i dettami della Legge Melandri che obbliga al bando per i diritti per il prossimo triennio il cui timing risulta ritardato rispetto alle intenzioni iniziali dei vertici della Lega. Del resto con lo scoppio dell’emergenza coronavirus il principale nodo da sciogliere è diventato quello della ripresa o meno del campionato. Al momento fra Lega Serie A e broadcaster resta l’interlocuzione sul tema dei diritti TV. L’Assemblea del club ha ribadito l’1 maggio, nel corso della sua ultima riunione, di non voler concedere sconti ai titolario dei diritti TV. A ballare, al momento, è l’ultima rata da 233 milioni di euro e dal canto loro sia Sky, sia Dazn, sia Img – i detentori dei diritti per l’Italia (i primi due) e per l’estero (Img) – si erano espressi per chiedere uno sconto o una dilazione per il prossimo campionato.

È chiaro che una variabile importantissima, cui stanno guardando sia i club sia i detentori dei diritti, sta nella ripresa del campionato. Si guarda alla Germania dove la cancelliera Angela Merkel dovrebbe decidere oggi sulla ripresa o meno del campionato. Sarà sicuramente un precedente importante anche se non anticipato al momento da buoni presupposti: DFL, la Lega calcio tedesca, ha rivelato che 10 calciatori sono stati trovati positivi al coronavirus.

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Conte: “Presto un vertice per il calcio”. Ma il problema è sempre lo stesso

In un’intervista al Fatto Quotidiano, il premier Giuseppe Conte ha parlato anche della possibile ripresa dello sport italiano e del campionato di calcio: “Convocheremo anche il mondo dello sport e del calcio, insieme al ministro Spadafora, per fare il punto: raccoglieremo le istanze della Federcalcio e delle altre federazioni per avere un quadro condiviso della ripresa delle attività sportive”.

Così invece sulla possibilità di concludere il campionato: “Non ho ancora messo mano al dossier calcio, ma sentiremo e concorderemo. C’è il ministro, che ha fatto un ottimo lavoro, ma è giusto che tutti gli stakeholders del calcio e dello sport abbiano un confronto col governo ai massimi livelli. Ovviamente tenendo presenti le raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico“. Domani è in programma l’incontro tra il Cts e la Federcalcio sul tema protocollo sicurezza.

Resta infatti da dirimere la questione principale: posto che ormai la totalità (o quasi) delle squadre è favorevole alla ripartenza, chi si assumerà la responsabilità qualora un tesserato dovesse risultare contagiato nel periodo compreso tra la ripresa degli allenamenti e quella del campionato (o, ancora peggio, dopo l’inizio del campionato stesso)? Un problema che si trascina da tempo e non menzionato dal premier Conte, ma di fondamentale importanza in quanto costituisce la trave sulla quale si poggia l’eventuale ripresa del calcio italiano.

 

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Premier League, il “Project Restart” potrebbe definitivamente saltare

Premier League, il “Project Restart” potrebbe definitivamente saltare

Stando a quanto riporta il Daily Mail sono sorti dei problemi che riguardano il “Project Restart” della Premier League. Sembrando esserci alcuni club che volontariamente non riprenderanno gli allenamenti fissati per Lunedì 11 Maggio a causa delle crescenti preoccupazioni per lo stato di salute dei calciatori. Gli allenamenti sono stai tutti posticipati di una settimana, in attesa di Domenica per le decisioni ultime del Governo britannico. Lo slittamento degli allenamenti potrebbe così compromettere o quantomeno posticipare anche l’eventuale ripresa della Premier League, fissata per il 12 Giugno nella quale è inserita anche la FA Cup.

Oltre a questo problema ne è sorto un altro relativo alle retrocessioni. Se da un parte i top club sono tutti compatti a portare a terminare la stagione, 6 club che sono nelle zone calde della Premier si sono opposti a giocarsi la permanenza nella massima serie in campo neutro. Stiamo parlando di Brighton, Watford, West Ham, Norwich, Bournemouth e Aston Villa. Va anche detto che se la Premier League dovesse essere annullata i club in questione sarebbero “salvi” senza doversi giocare la retrocessione sul campo. Se dovesse aggiungersi un altro club a questa lista il Project Restart potrebbe definitivamente saltare.

La volontà governativa è quella di ricominciare e concludere il torneo, tanto è vero che il kit dei test per il COVID-19 è già stato inviato ai club di Premier League, circa 40mila per un costo complessivo di 4 milioni di sterline.

 

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Juventus, 21 regole da rispettare per la ripresa degli allenamenti

Juventus, 21 regole da rispettare per la ripresa degli allenamenti

Secondo quanto riporta l’edizione online di Tuttosport la Juventus ha stilato un vademecum in 21 punti per la ripresa degli allenamenti. Primo fra tutti c’è la distanza sociale al centro sportivo, ma attenzione massiccia è, ovviamente, sull’igiene personale, la cura delle aree comuni, le limitazioni nei contatti con parti terze. Divieto assoluto a bere dalla stessa bottiglia, a mangiare nello spogliatoio e anche a lasciare indumenti , bende o cerotti nelle zone comuni. Obbligatorio è lavarsi spesso le mani prima facendo attenzione a toccare i rubinetti solo con salviette monouso.

Ricordiamo che nella squadra bianconera sia Matuidi che Rugani sono risultati negativi al tampone di controllo. L’ unico ancora positivo al Covid-19 è il numero 10 Dybala.

Ecco la lista dei 21 punti da rispettare imposti dalla Juventus

Il Responsabile del Settore Medico, Dott. Stefanini, in ottemperanza a quanto disposto dal Gruppo Scientifico dei medici sportivi di Serie A, ha comunicato, esplicato e disposto per le Prime Squadre Maschile e Femminile le seguenti 21 regole che valgono anche per dirigenti, personale tecnico e addetti ai lavori.

NON BERE DALLA STESSA BOTTIGLIA
Non bere dalla stessa bottiglia, borraccia o bicchiere né in gara né in allenamento, utilizzando sempre bicchieri monouso o bottiglia personale. Non scambiare asciugamani e accappatoi con i compagni.

NON MANGIARE NELLO SPOGLIATOIO
Evitare di consumare cibo nello spogliatoio.

GLI INDUMENTI
Riporre oggetti e indumenti personali nelle proprie borse, evitando di lasciarli esposti negli spogliatoi o in cesti comuni.

I FAZZOLETTI DI CARTA
Buttare subito negli appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati come cerotti, bende, ecc.

LAVARSI LE MANI
Lavarsi accuratamente le mani il più spesso possibile. Lavarle con acqua e sapone per almeno 20 secondi e poi, dopo averle sciacquate accuratamente, asciugarle con una salvietta monouso. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol al 60%.

SERVIZI IGIENICI
Evitare di toccare il rubinetto prima e dopo essersi lavati le mani, ma utilizzare salviette monouso per l’apertura e la chiusura dello stesso.

DISPENSER E DISINFETTANTE
Favorire l’uso di dispenser automatici con adeguate soluzioni detergenti disinfettanti, sia negli spogliatoi, sia nei servizi igienici.

NON TOCCARSI OCCHI, NASO E BOCCA
Non toccarsi gli occhi, il naso o la bocca con le mani non lavate.

TOSSIRE NEL BRACCIO
Coprirsi bocca e naso con un fazzoletto – preferibilmente monouso – o con il braccio, ma non con la mano, qualora si tossisca o starnutisca.

CAMBIO D’ARIA
Arieggiare tutti i locali il più spesso possibile.

PULIRE TAVOLI, SEDIE, RUBINETTI
Disinfettare periodicamente tavoli, panche, sedie, attaccapanni, pavimenti, rubinetti, maniglie, docce e servizi igienici con soluzioni disinfettanti a base di candeggina o cloro, solventi, etanolo al 75%, acido paracetico e cloroformio.

COSA FARE IN PISCINA
In caso di attività sportiva o allenamento in vasca, richiedere un costante monitoraggio dei parametri chimici (cloro o altre soluzioni disinfettanti) e dei parametri fisici (fra cui pH o temperatura, che influisce sul livello di clorazione).

COSA FARE AI PRIMI SINTOMI
Gli atleti che manifestino sintomi evidenti di infezione respiratoria e/o febbre devono immediatamente abbandonare il resto della squadra, possibilmente, isolarsi, e avvisare il medico sociale nelle squadre professionistiche o il responsabile medico della federazione nei raduni federali, che provvederà a rivolgersi, se ne sussistesse l’indicazione, al Numero 112 o al Numero 1500 del Ministero della Salute operativo 24 ore su 24, senza recarsi al Pronto Soccorso.

VACCINARSI CONTRO L’INFLUENZA
Per chi non fosse ancora vaccinato contro l’influenza, ricorrere il più rapidamente possibile il vaccino antinfluenzale, in modo da rendere più semplice la diagnosi e la gestione dei casi sospetti

I CONTATTI A RISCHIO
Informarsi degli atleti e dal personale societario se ci sono stati eventuali contatti in prima persona o all’interno del proprio ambito familiare con persone rientrate da zone a rischio o in quarantena.

LO SCREENING MEDICO SPORTIVO
Utilizzare la visita medico-sportiva quale fondamentale strumento di screening, attraverso un’attenta anamnesi ed esame obiettivo per l’individuazione di soggetti potenzialmente a rischio immunitario o con sintomatologia.

I RADUNI DELLE NAZIONALI
In caso di raduni nazionali o di atleti o di manifestazioni di circuito internazionale autorizzate anche all’estero, prevedere sempre la presenza di un Medico di Federazione che possa valutare clinicamente, a livello preventivo, tutti i partecipanti, identificando eventuali soggetti a rischio e adottando le più idonee misure di isolamento, seguendo adeguate procedure gestionali secondo gli indirizzi del Ministero della Salute.

I MEDICI SOCIALI
Lo staff medico deve monitorare con attenzione i Paesi verso cui si è diretti o da cui si rientra. La FMSI ha istituito un collegamenti diretto e indirizzi di posta elettronica specifica per tutti i Medici Federali, per un più efficace coordinamento delle informazioni grazie alla linea diretta fra Ministero della Salute, Ministero dello Sport, Coni e FMSI.

NIENTE PREMIAZIONI
Evitare premiazioni o altre forme di contatto con il pubblico (es. club o manifestazioni varie).

IL RISCHIO DELLE INTERVISTE
Utilizzare un unico microfono nelle interviste da disinfettare ogni volta (quindi non vari microfoni tenuti in mano dal giornalista).

EVITARE IL CONTATTO CON I TIFOSI
Uscire dal centro di allenamento e/o stadio nel bus della squadra o sull’auto privata evitando il contatto fisico con i tifosi (es. evitare selfie, autografi e abbracci).

 

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Bundesliga, quarantena di 14 giorni prima del rientro in campo

Bundesliga, quarantena di 14 giorni prima del rientro in campo

Avevamo lasciato la Bundesliga con il Bayern Monaco al comando e tre squadre, Lipsia, Dortmund e Monchengladbach, intenzionate a far terminare il dominio bavarese. La lotta per il Meisterschale, come quella per altri obiettivi come la lotta all’Europa e quella delicatissima per la permanenza nella massima serie, potrebbe riprendere a breve. Nella giornata di oggi, infatti, è prevista la decisione in merito al ritorno in campo della Bundesliga con le partite da giocare, ovviamente, a porte chiuse. Inizialmente si pensava, come data per far ricominciare il campionato, al sedici maggio; l’agenzia tedesca DPA, invece, ha fatto sapere come il giorno ideale per rivedere rotolare il pallone sui campi tedeschi sia il ventidue maggio. Questo perché la volontà del Governo è quella di imporre ai giocatori di tutte le società una quarantena di quattordici giorni da passare in centri sportivi specializzati. Questo possibile slittamento è dovuto al fatto che sono stati trovati dieci casi positivi (tra cui tre membri dell’Aue) dai test effettuati su staff e giocatori di Bundesliga e Zweite. La Germania vuole far terminare la stagione calcistica ma, prima di prendere una decisione così importante, vuole la certezza di poter agire in moda da garantire la massima sicurezza per giocatori e staff delle varie squadre di calcio. Qualora si dovesse tornare in campo sarebbe il primo segnale di un ritorno ad una normalità per cui tutti stiamo lottando.

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Mistero Dybala, è ancora positivo? Il comunicato della Juventus

Mistero Dybala, è ancora positivo? Il comunicato della Juventus.

Nel giorno in cui i primi giocatori della Juventus sono tornati alla Continassa per effettuare i test medici, il club bianconero ha diramato un comunicato in cui ha spiegato le misure prese dalla società per l’emergenza Coronavirus. In particolare, spicca un paragrafo in cui si parla dei tesserati guariti, Rugani e Matuidi. Non si parla invece di Paulo Dybala, che in questo momento non è ancora guarito. La Juventus infatti ha sempre specificato quando i giocatori sono risultati negativi al tampone, mentre non ha mai comunicato l’esito dei test positivi, a parte i primi.

Il comunicato della Juventus

Tre i giocatori risultati positivi al COVID-19: Daniele Rugani, Blaise Matuidi e Paulo Dybala. Per tutti e tre è scattato l’isolamento domiciliare volontario. Daniele Rugani e Blaise Matuidi hanno effettuato, come da protocollo, il doppio controllo con test diagnostici (tamponi) per il coronavirus-Covid 19. Gli esami hanno dato esito negativo. I giocatori pertanto sono stati dichiarati guariti in data 15 aprile e non sono più sottoposti al regime di isolamento domiciliare. La partita di Champions League fra Juventus e Olympique Lione è rinviata a da destinarsi.

La lunga convalescenza di Dybala come di altri giocatori della Serie A (vedasi Sportiello dell’Atalanta) getta ulteriori dubbi su una ripresa della Serie A in tempi brevi. Va anche detto tuttavia che l’assenza prolungata di un giocatore può essere gestita dalla società come un normale infortunio e che la presenza di un numero ormai molto ristretto di contagiati in isolamento domiciliare non può essere considerato un ostacolo per un campionato che già stenta  a ripartire per motivi giuridici e burocratici. Aspettare che si azzerino i contagi o ricominciare?

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L’Inter non torna ad allenarsi: prima l’esito dei tamponi

L’Inter non torna ad allenarsi: prima l’esito dei tamponi

E’ una settimana decisiva per il ritorno in campo di due dei massimi campionati europei, Bundesliga (oggi si capirà se in Germania si potrà tornare a giocare dal prossimo weekend) e la Serie A; per quanto concerne il principale torneo calcistico italiano non è ancora chiaro quando le squadre potranno terminare la stagione visto le difficoltà da affrontare per arginare, il più possibile, il coronavirus. In attesa che i vertici diano un verdetto definitivo, le squadre si stanno organizzando per riprendere gli allenamenti; uno dei club che sarebbe dovuto ricominciare a breve, l’Inter, ha deciso di rimandare il ritorno al Suning Center. La società, tramite i giocatori, ha fatto sapere di aspettare prima l’esito di tutti i tamponi. “Senza sicurezze non ripartiamo”; questo quando detto dai giocatori la cui volontà è quella di tornare a vivere le emozioni del match ma in total sicurezza. Probabilmente per qualche tempo nessuno sarà completamente al sicuro ma già sapere di non avere casi positivi, all’interno della società, può aiutare dal punto di vista psicologico. Come riprenderebbe la stagione dell’Inter? L’obiettivo principale, dopo la sconfitta nell’ultimo match giocato contro la Juventus, diventa l’Europa League dove i nerazzurri dovrebbero affrontare il Getafe, bellissima realtà della Liga.

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Eriksen: “Ho più possibilità di vincere all’Inter che al Tottenham”

Eriksen: “Ho più possibilità di vincere all’Inter che al Tottenham”

Il centrocampista danese Christian Eriksen, in forza all’Inter, ha parlato ai microfoni del quotidiano Jyllands-Posten. Durante l’intervista il trequartista nerazzurro, grande colpo di mercato di gennaio dell’Inter, ha parlato di molti argomenti: la quarantena in una città tutta nuova per lui, il suo passato al Tottenham ed il suo passaggio all’Inter. Andiamo a vedere uno stralcio dell’intervista:

Gli allenamenti in casa: “Ci sono circa 70 metri da un’estremità della cantina all’altra. Posso correre per 35 metri, poi arriva una curva e poi gli ultimi metri. Non tocco una palla da sette settimane. È la pausa più lunga senza calcio nella mia vita. Non sono quasi più irrequieto, ma mi manca totalmente toccare un pallone”.

La dura quarantena di Eriksen: “Ho pensato di parlare con Lukaku e Young, che erano anche nuovi all’Inter, di stare con loro, ma avevano anche delle famiglie da accudire, e quindi 14 giorni come ospite su un divano è molto tempo. Invece, sono finito presso la struttura di allenamento del club con uno chef e cinque allenatori che hanno scelto di mettersi in quarantena per proteggere le loro famiglie”.

Eriksen poi racconta un episodio avvenuto nel centro di Milano quando una pattuglia della polizia lo ha fermato: “Nel mio cattivo italiano ho dovuto spiegare cosa stavo andando a fare e mostrare i documenti, dove stavo andando e cosa avrei fatto“.

Cosa fa Eriksen a Milano: “Ho preso molte lezioni di italiano, ho costruito dei Lego e ho parlato al telefono con tutti quelli che ho potuto, e ho guardato Netflix.Una settimana dopo, Sabrina e Alfred mi hanno raggiunto dopo 14 giorni di quarantena. Sappiamo qualcosa solo una settimana prima e tutto è incerto. È strano che siano qui, perché è un po’ come una vacanza. Ma in vacanza, sai che finirà tra due o tre settimane, e ora sono passate sette settimane in quarantena. Non ho mai avuto così tanto tempo libero e molto lontano dal calcio. Eravamo andati a fare shopping una volta, e all’inizio avevi anche la sensazione che fosse sbagliato uscire. Non c’è modo di fare nulla, quindi devi davvero tirarti su. Nella grande prospettiva, non dovremmo lamentarci, per molti è molto più difficile rispetto a quello che passiamo noi, ma rispetto alla vita di tutti i giorni a cui ci siamo abituati, è molto diverso”.

Il club invia programmi di allenamento e, oltre alle corse nel seminterrato, ha una cyclette inviatagli dall’Inter: “È difficile e molto diverso, ma dobbiamo essere pronti per allenarci in una settimana, quindi cerchi di rimanere concentrato e in forma. Seguiamo molti degli stessi piani dietetici di prima e devi allenarti con ciò che puoi, ma c’è meno esercizio fisico e un po’ più di tempo sul divano rispetto al solito“.

Il centrocampista parla poi del suo trasferimento dal Tottenham all’Inter: “Mi è sembrata la cosa giusta. Erano molto desiderosi di prendermi, e per un giocatore come me significa molto che un club dimostri quanto mi vuole. Significava che avrebbero fatto qualsiasi cosa per prendermi. Alcuni fan del Tottenham si sono arrabbiati per il fatto che in un’intervista alla BBC ho detto che c’era una maggiore possibilità di vincere qualcosa qui, ma il numero alto di squadre inglesi forti rende solo più difficile vincere. In questo modo, la possibilità con l’Inter è maggioreAl Tottenham ci saranno sempre persone che saranno arrabbiate con me. Ma la stragrande maggioranza dei fan è stata positiva e mi è piaciuto molto giocare nel club. Ho incontrato molte brave persone e ho molti bei ricordi del mio tempo lì. Avrei voluto dire addio in un modo diverso, ma non è così che va il mondo del calcio”.

Chiusura sull’accoglienza avuta: “In Italia mi sento molto ben accolto sia dal club, sia dai giocatori che dai tifosi. Certo è tutto diverso. Mi dovevo inserire in un gruppo già formato, imparare una nuova lingua e un nuovo stile di gioco”.

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La Fiorentina vuole Paquetà, il Milan è pronto a cederlo

La Fiorentina vuole Paquetà, il Milan è pronto a cederlo

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la Fiorentina di Commisso vuole fare le cose in grande e per riuscirci sta puntando il trequartista brasiliano Lucas Paquetà, in forza al Milan. Dopo il grande mercato di gennaio che ha visto Igor, Duncan, Agudelo, Kouamé, Cutrone ed Amrabat (da giugno quest’ultimo) arrivare a vestire la casacca viola, il DS Pradé sta pensando a come rinforzare ulteriormente la rosa della Fiorentina in vista del mercato estivo, ed al momento ha messo nel mirino Lucas Paquetà: classe ‘97, Paquetà è un centrocampista molto tecnico capace di giocare sia come centrale di centrocampo che come trequartista e all’occorrenza può anche spendersi come ala d’attacco, arrivato al Milan nel mercato di gennaio del 2019 per circa 40 milioni di euro dal Flamengo. Al momento Lucas Paquetà è valutato circa 20 milioni di euro, dopo aver visto la sua valutazione del cartellino crollare per il suo scarso rendimento in rossonero e per via del coronavirus che ha deprezzato tutti i cartellini dei calciatori.

Lucas Paquetà in rossonero però non ha mai convinto davvero, soprattutto in questa stagione, e dopo un avvio incoraggiante nello scorso campionato il talentuoso brasiliano si è andato via via spegnendosi, arrivando a prima a perdere il posto da titolare e per poi sparire del tutto dai radar con Pioli. Con i rossoneri l’intesa si potrà trovare senza troppi patemi, resta da coprire la questione contrattuale sia per la durata (con Pradè e Barone che vorrebbero proporre un quadriennale) che per l’ingaggio, ma al momento Paquetà è convinto di vestire la casacca della Viola dopo averla snobbata nel mercato di riparazione a gennaio. Stefano Pioli Daniele Pradé sono convinti di poter tirar fuori dal ragazzo tutto il talento che troppo poco spesso ha fatto vedere, ma nelle ultime ore anche Paulo Fonseca ha mostrato apprezzamento verso Lucas Paquetà e non è escluso che, quindi, anche la Roma non possa fare un tentativo per portarti nella Capitale.

In estate, a prescindere dalla ripresa o meno del campionato in corso, le prospettive di un addio al Milan per il centrocampista sono decisamente concrete.

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Atalanta, calciatori a Zingonia per l’allenamento individuale

Atalanta, calciatori a Zingonia per l’allenamento individuale

Tornare alla normalità e sconfiggere il virus, prima di tutto, questo è sempre stato l’obiettivo principale della città di Bergamo. Per parlare profano, però, uno degli obiettivi importanti ma meno nobili era anche quello di riprendere con gli allenamenti: per tornare ad una parvenza di normalità, per quanto possibile, e per farsi trovare pronti qualora il campionato di calcio ripartisse in estate per portare a termine la stagione 2019/2020.

Quest’oggi al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia si è riabbracciata un po’ di quella normalità tanto sperata negli ultimi due mesi. Come riportato da Bergamo e Sport, quest’oggi i calciatori dell’Atalanta si sono ritrovati sui campi di Zingonia, dal campo principale al campo 5, dove si sono allenati per riprendere confidenza col campo e sicurezza dopo i mesi di paura passati in casa; i calciatori si sono allenati agli ordini di Gasperini e del suo staff, tutti a distanza di sicurezza e tutti rigorosamente muniti di mascherina. Al campo era presente anche l’AD Luca Percassi, figlio del presidente dell’Atalanta.

Ancora niente sessioni di squadra però, non finché una nuova delibera del Ministro dello Sport e del Governo non lo permetterà; ripresa di gruppo che comunque al momento è prevista per il 18 maggio salvo ulteriori ripensamenti e contrordini. Al momento a Zingonia restano inaccessibili palestre e spogliatoi, mentre l’unico calciatore contagiato esonerato dall’allenamento per il momento resta il portiere Marco Sportiello.

Gli allenamenti proseguiranno con le stesse modalità anche nei prossimi giorni, sempre nel rispetto delle prescrizioni previste dalle linee guida formulate dal Governo. Tra i presenti sui campi del Cento Sportivo di Zingonia quest’oggi figuravano Muriel, Zapata, Toloi, Papu Gomez, Malinovskyi e Caldara.

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