La UEFA è al lavoro per la ripresa delle coppe europee

La UEFA è al lavoro per la ripresa delle coppe europee

Il calcio vuole ripartire e, in questi giorni, si sta lavorando per far ricominciare il sistema calcistico. La Bundesliga torna in campo questo weekend, la Premier nel pomeriggio odierno deciderà il proprio futuro mentre per Serie A e Liga si dovrà attendere, probabilmente, metà giugno. Non solo i campionati nazionali come problema da risolvere dal momento che si deve trovare una soluzione anche per le coppe europee; a tal proposito la UEFA, direttamente dalle stanze di Nyon, sta cercando delle soluzioni per permettere a Champions ed Europa League di tornare in campo. La prima idea è quella di ricominciare il tre agosto una volta terminati i campionati nazionali anche se stabilire una data certa per la fine delle varie leghe è veramente complicato. Ecco allora che si studiano delle soluzioni alternative come spostamenti di date, il cambio del format o addirittura una mini rivoluzione dei calendari tenendo presente che già è stato rinviato l’Europeo. In attesa di trovare la soluzione definitiva, la UEFA è sicura di una sola cosa: non ci saranno le cinque sostituzioni. Gli allenatori avranno a disposizione tre cambi che potranno diventare quattro in caso di tempi supplementari.

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Carpi, Bonacini: “Il merito sportivo ci premia, aspetto il Consiglio Federale”

Carpi, Bonacini: “Il merito sportivo ci premia, aspetto il Consiglio Federale”

Il presidente del Carpi, Stefano Bonacini, è intervenuto a Question Time con Gianluca Di Marzio dove ha chiarito il suo punto di vista circa numerosi argomenti come la promozione del suo Carpi in B per merito sportivo, il rapporto con i presidenti di altri club e un’ipotetica riforma futura del calcio italiano, infine anche una chiosa sul Coronavirus contratto. Andiamo a vedere le parole del presidente Bonacini:

“Mi sono stupito delle dichiarazioni di qualche presidente. Credo che Ghirelli abbia lavorato bene. Ha presentato tre soluzioni, sono state fatte le domande e date delle risposte. In assemblea il presidente del Catanzaro ha detto che noi avevamo la migliore media punti, tutti sapevano che votare per il merito sportivo significava che il Carpi aveva la miglior media punti. Galliani mi ha chiamato lunedì per ringraziarmi delle parole. Con questa votazione, oggi si è premiato il Carpi. Ma domani si premierà un’altra realtà. La decisione è stata presa per maggioranza relativa essendo un’assemblea ordinaria, la maggioranza assoluta si necessità in caso di assemblea straordinaria. l merito sportivo è stato decretato in riferimento alla media punti. La Lega ha fatto la sua proposta e l’ha chiarita. Se qualcuno pensava di non essere rispettato doveva dirlo. Alle assemblee bisogna andarci preparati. Per noi questo è il primo passo. Dobbiamo rimetterci al Consiglio Federale, che è l’unico organo che può confermare quanto deliberato. Sono fiducioso perché è composto da membri competenti in materia. Lotito? Penso sia un uomo intelligente. A volte cede in rimostranze troppo forti. Credo sia uno dei pochi che conosce bene il mondo del calcio. Lui ha parlato per anni di riforma del calcio, soprattutto in Lega Pro e in Serie B. E’ un uomo di calcio. Non ho mai chiesto favori, sicuramente non lo chiamerò per interagire sul discorso Carpi. Con Federico Melchiorri mi sono trovato bene (ex Carpi e ora al Perugia), mi dispiace non sia qui con noi, ma in futuro mai dire mai. Il Consiglio Federale dovrà pensare a una riforma complessa. Il prossimo anno la Serie C giocherà a porte chiuse e senza sponsor, con risorse scandalose. La preoccupazione è che se si rimane in  C non so quanti club possano resistere senza sponsor e botteghini. Devono fare qualcosa per forza. La proposta delle 40 squadre in B è passare la terza serie come dilettantistica può essere un’idea. Il Carpi avrebbe vinto il campionato se non ci fosse stato il Covid-19. Qualora fossimo promossi l’obiettivo è proseguire il lavoro fatto quest’anno. Ci sono alcuni ragazzi che sarebbero pronti per la B. Non vogliamo ripetere gli errori della retrocessioni. La retrocessione della scorsa stagione? Sono rimasto deluso, alcune persone mi hanno tradito. Qualche errore l’abbiamo fatto. Ho tanti difetti, ma sono un sognatore. Mi piace pensare che un uomo non ti possa tradire dal punto di vista umano. Sono state fatte cose a livello personale non corrette. Ho contratto il virus, è stato un momento difficile ma i risultati sono positivi adesso. Tutto sembra volgere al meglio. Speriamo bene, è stato un periodo complicato. Sono contento di esserne uscito.”

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Pradè: “Ho contratto il virus e contagiato la mia famiglia, è stato brutto”

Pradè: “Ho contratto il virus e contagiato la mia famiglia, è stato brutto”

In Italia alcuni hanno sottovalutato il virus, auto convinti dallo sciocco mantra “tanto a me non capita”, ma quando anche le persone famose raccontano di aver contratto il coronavirus allora tutta la popolazione automaticamente si spaventa. Daniele Pradè, DS della Fiorentina, si è raccontato in una bella e toccante intervista a Sky Sport con Luca Marchetti e Gianluca Di Marzio dove ha raccontato la sua brutta esperienza di convivenza col Coronavirus che si è esteso a tutta la sua famiglia. Andiamo a vedere uno stralcio dell’intervista:

Ho portato il virus in casa, l’ho trasmesso a mia moglie, a mia figlia, ai miei cognati e ai miei nipoti e soprattutto ai miei suoceri, che sono stati ricoverati per 30 giorni. Nella sfortuna sono stati ricoverati allo Spallanzani che è un posto di importanza primaria nel mondo per questo tipo di malattie. Il momento più brutto è quando vedi tutta la tua famiglia ammalarsi pian piano, è un virus subdolo e bastardo. Il messaggio che mi sento di dare è proprio quello sul cambiamento delle nostre vite, su come dobbiamo essere accorti con le precauzioni e le distanze, evitando gli assembramenti. Io sarò un portavoce assoluto di questo, quando si hanno tutte le precauzioni e si prendono tutti gli accorgimenti, il calcio e in generale lo sport possono essere un veicolo giusto per far capire questa nuova vita, perché ci dovremmo convivere finché non si troverà un vaccino“.

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Premier League, giornata decisiva per la ripartenza

Premier League, giornata decisiva per la ripartenza

Il calcio vuole provare a ricominciare per dare un segnale, seppur debole, di normalità; in un periodo in cui il mondo è colpito dal coronavirus, il sistema calcistico vuole lanciare un messaggio ripresa. In questo weekend, infatti, tornerà in campo la Bundesliga con il Bayern Monaco pronto a difendere il primo posto dagli attacchi di Dortmund, Lipsia e Monchengladbach. E gli altri campionati? Francia ed Eredivisie hanno preferito chiudere mentre Serie A e Liga vogliono terminare la stagione; per entrambe si parla di metà giugno come periodo in cui le squadre potranno tornare in campo. La Premier League? La giornata di oggi sarà decisiva; secondo Sky Uk, infatti, il Governo nel pomeriggio sarà impegnato in una call con le componenti del calcio inglese e la volontà e quella di ufficializzare la ripartenza del campionato a patto che si trovino delle misure che possano tenere i calciatori e gli addetti ai lavori il più possibile al sicuro. La Premier, dunque, è pronta a ricominciare con il Liverpool ad un passo dalla conquista del titolo, una lotta europea che coinvolge sei squadre e una corsa verso la salvezza per nulla scontata.

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Dele Alli aggredito e ferito in casa da due rapinatori

Dele Alli aggredito e ferito in casa da due rapinatori

Ennesima rapina ai danni dei calciatori, questa volta è toccato a Dele Alli. Il centrocampista del Tottenham, come si legge su Tuttosport, era nella sua casa di Londra (quartiere Barnet) con la fidanzata, il fratello ed altri amici quando due uomini, mascherati e muniti di coltello, si sono introdotti nell’abitazione intimando di consegnare loro i gioielli. I due malviventi hanno portato via preziosi per un valore complessivo di circa due milioni di sterline rubando anche diversi orologi di lusso, ma prima di andarsene hanno colpito al volto Dele Alli ferendolo.

Queste le parole di uno dei portavoce della polizia locale: “La polizia è stata chiamata intorno alle 00.35 per una rapina in una residenza a Barnet – ha riferito un portavoce delle forze dell’ordine -. Una delle persone presenti nella casa, un ragazzo di circa 20 anni, ha riportato una lieve ferita al volto dopo essere stato aggredito, ma non è stato necessaria alcuna medicazione in ospedale. Per la rapina non sono stati ancora effettuati arresti, ma ci sono indagini in corso”.

Dele Alli ha tenuto a tranquillizzare tutti con un messaggio apparso sui suoi social: “Grazie a tutti per i messaggi ricevuti, è stata un’esperienza orribile ma adesso stiamo tutti bene. Apprezziamo il sostegno”.

Dele
@dele_official

Come riportato da ASTuttosport il 10 maggio, anche il portiere del Tottenham e capitano della nazionale francese Hugo Lloris si è stancato delle rapine in casa e pertanto ha acquistato un pastore tedesco al fine di proteggere la propria casa e la propria famiglia quando sarà fuori con la squadra. Lloris avrebbe comprato il cane da guardia dalla Elite Protection Dogs per la bellezza di 17mila euro. Negli ultimi tempi i casi di rapine nelle case dei calciatori sono diventati sempre più frequenti così l’estremo difensore degli Spurs avrebbe optato per un animale addestrato nella protezione domestica: una tipologia particolare di cane, utilizzato anche da militari e polizia di tutto il mondo.

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La Lazio non rispetta le regole. Tare: “stop al calcio un disastro sociale”

La Lazio non rispetta le regole. Tare: “stop al calcio un disastro sociale”

Dal diciotto maggio riprenderanno gli allenamenti collettivi delle squadre; la Lazio, però, vuole anticipare i tempi per far trovare nel migliore dei modi alla ripresa della Serie A. La squadra di Inzaghi, al termine di ogni seduta di allenamento, si concede una partita tre contro tre violando le norme comportamentali imposte per salvaguardare la salute dei giocatori. In attesa che venga presa una decisione definitiva in merito alla ripresa o meno del campionato italiano, è intervenuto Tare. Ecco le parole del direttore sportivo biancoceleste: “Non è vero che vogliamo continuare per interesse personale. Chi lo dice non ha capito niente. Ci sono ancora 36 punti in ballo e la Lazio non è così egoista o sciocca. Ma sappiamo che il calcio dà da vivere a 370 mila persone, se si ferma sarà fallimento per tanti e l’Italia perderà pezzi di storia non solo sportiva. Sarà un disastro sociale. Fermarsi adesso vuol dire, quasi certamente, non ripartire neanche a settembre: molti mesi di inattività sarebbero allucinanti”. Tanti rischi, molta confusione e un ministro dello sport come rema contro. Perché? “Non posso pensare che il signor Spadafora sia così irresponsabile da farlo apposta, ma di certo esistono governi in Europa che vogliono aiutare il calcio: la Germania, la Spagna, l’Inghilterra. In Italia non è così, e neppure in Francia dove hanno bloccato tutto in maniera definitiva: e io penso che il governo francese perderà molte cause civili con i club. Evitiamo un’estate in tribunale anche noi. Ci stanno prendendo in giro, queste continue complicazioni sono ridicole. Siano più chiari oppure le conseguenze si riveleranno enormi: economiche, sociali, sportive e psichiche”. Perché psichiche? “La gente è in sofferenza nervosa e il calcio è terapeutico. Ne abbiamo bisogno in tanti. Il pallone può essere il segno della vita che ricomincia davvero”.

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Modificato il protocollo FIGC, Spadafora: “Allenamenti di gruppo dal 18 maggio”

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Annuntio vobis gaudium magnum, habemus ripresa degli allenamenti! Il 18 maggio, come previsto dal Governo dall’inizio della Fase 2 e come sperato dai vari club di Serie A che avrebbero addirittura anticipato quella data, se fossero stati loro a decidere. Protocollo FIGC modificato e accettato secondo le osservazioni fatte dal CTS, pertanto si può andare avanti verso la ripresa del calcio cominciando dalla ripresa degli allenamenti collettivi di squadra. Come riportate da Goal.com, andiamo a vedere le parole del Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora dopo la consegna del protocollo FIGC riveduto:

“Pochi minuti fa ho ricevuto una lettera del presidente della FIGC Gravina, in cui ha reso noto che la Figc ha accolto tutte osservazioni del Comitato Tecnico Scientifico, riadattando il protocollo consentendo senza altre difficoltà di riprendere gli allenamenti dal 18 maggio“.

Ma in cosa è stato modificato il protocollo FIGC? Come riportati da Onefootball, andiamo a vedere i quattro punti rivisti che hanno permesso la ripresa degli allenamenti di squadra al 18 maggio:

– Qualora durante il periodo di quarantena volontaria ci sia un positivo si dovrà provvedere all’immediato isolamento del soggetto interessato in una stanza ben aerata che dovrà rimanere chiusa, senza che nessuno possa accedervi ad eccezione delle squadre di emergenza.

– Nel caso sopraindicato, tutti gli altri componenti del gruppo dovranno non avere contatti con qualsiasi altro soggetto esterno per 14 giorni.

– In caso di accertata positività del soggetto, nei confronti dei suoi contatti stretti (verosimilmente tutto il gruppo squadra nel caso si tratti di uno dei suoi componenti, si procederà a: 1) isolamento fiduciario di tutto il gruppo per 14 giorni con sorveglianza attiva. 2) ripristino delle misure più rigide di distanziamento e sospensione temporanea degli allenamenti collettivi fino alla ripetizione dei test molecolari e sierologici. 3) pulizia e sanificazione di tutti i locali.

– L’intera delegazione sportiva (calciatori, personale dirigente, assistenti, maestranze e tutti gli altri lavoratori a qualsiasi titolo coinvolti) rimarrà posta, come è ovvio, sotto il controllo sanitario e la responsabilità dell’Autorità Sanitaria Locale su cui ricade la competenza della struttura ricettiva che ospita la delegazione medesima.

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Cessione Roma: Pallotta cerca nuovi soci e guarda in Arabia Saudita

Cessione Roma: Pallotta cerca nuovi soci e guarda in Arabia Saudita

Il coronavirus, con il conseguente stop della Serie A, ha portato numerosi problemi nel mondo del calcio; uno di questi riguarda la Roma e la questione riguardante la cessione societaria. Prima della pausa forzata, infatti, Pallotta era in trattativa con Friedkin e sembrava essere veramente vicino il cambio di proprietà per la squadra capitolina. Con la pandemia, ovviamente, è cambiato tutto e ora l’attuale presidente giallorosso si sta guardando intorno alla ricerca di nuovi soci. Uno potrebbe arrivare direttamente dall’Arabia Saudita dove, il proprietario di un fondo saudita Muhammad bin Salman, sembrerebbe interessato alla Roma. In realtà nel mirino del principe ci sta da tempo il Newcastle ma l’affare, da circa 400 milioni di euro, non di facile soluzione; ecco allora che uno degli uomini più ricchi del mondo sta guardando in Italia e, in particolar modo, a Roma dove la squadra capitolina ha voglia di voltare pagina e diventare uno dei club più importanti a livello nazionale e internazionale. Il percorso, ovviamente, non è semplice e i soli soldi non basterebbero ma avere al timone uno come il principe saudita è sicuramente una buona base di partenza.

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Chiellini: “Perdono Conte per essere all’Inter. La Juventus resta più forte”

Chiellini: “Perdono Conte per essere all’Inter. La Juventus resta più forte”

Emergono nuovi passaggi dall’autobiografia di Giorgio Chiellini: questa volta il difensore bianconero parla del rapporto con Antonio Conte, della sua scelta di “tradire” i colori della Vecchia Signora per sposare quelli della Beneamata e del paragone tecnico tra l’Inter e la Juventus. Andiamo a leggere uno stralcio delle dichiarazioni dall’autobiografia del capitano bianconero:

“Conte riesce a creare realtà parallele. Gli perdono di essere all’Inter solo perché lo conosco, gli voglio bene e so che l’ha fatto da serio professionista. Sono sicuro però che qualche dubbio la sera gli verrà, e che quando guarda lo stemma dell’Inter sulla giacca ci resta un po’ così. Dopo di che, resto dell’idea che la Juve sia più forte dell’Inter, anche se non sempre la squadra più forte vince. Vince quella più costante. Conte ti coinvolge come nessuno, ti manda contro tutto e contro tutti. Rende la sua squadra pronta a qualunque cosa, o sei con lui o sei contro di lui, e se sei contro te ne vai. Anche da noi andarono via in tanti, idem quest’anno all’Inter: Antonio arriva e fa piazza pulita. La società nerazzurra aveva già deciso di non puntare su Icardi e Nainggolan, ma Perisic era a disposizione, si vede che Conte l’ha soppesato in ritiro e poi ha deciso che non serviva. Alla Juve, il primo anno, Ziegler non ha neppure finito il ritiro, Melo e Amauri sono durati due giorni. Tutto con Antonio è sempre spinto al massimo: se non vivi di passione, con lui non puoi andare d’accordo. La forza che sa trasmettere alla squadra è qualcosa di automatico: guardate cosa è successo all’Inter da quando è arrivato lui. Gli sono bastate poche settimane di lavoro in estate, ed ecco che la sua squadra ha iniziato a vincere a ripetizione”.

 

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La Lega Serie A vota per la ripresa al 13 giugno

La Lega Serie A vota per la ripresa al 13 giugno

Si riparte il 13 giugno! Governo permettendo, s’intende. Questa è la decisione presa dai club di Serie A riunitisi in videoconferenza quest’oggi in assemblea, che hanno indicato il 13 giugno come prima data utile per riprendere a disputare il campionato. Come si legge su Il Corriere dello Sport, la decisione è stata presa oggi con 16 voti a favore sulle 20 squadre partecipanti alla video conferenza, mentre le altre 4 squadre rimanenti hanno votato a favore della ripartenza al 20 giugno. Nei prossimi giorni si attende inoltre l’ok da parte del governo per la ripresa degli allenamenti collettivi, per tutte le squadre, a partire da lunedì prossimo (18 maggio). Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, nei giorni scorsi, aveva vincolato il nullaosta alle modifiche del protocollo della Federcalcio, che devono seguire le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico. Se dovesse passare ufficialmente la ripartenza del campionato il 13 giugno, l’attuale bozza di calendario prevede partite ogni 3-4 giorni fino alla conclusione del 2 agosto, con pause soltanto per disputare le semifinali di ritorno e la finale di Coppa Italia, in calendario rispettivamente il 1° e il 22 luglio.

Questo il comunicato apparso sul sito della Serie A al termine dell’odierna assemblea: “L’Assemblea della Lega Serie A si è riunita oggi con tutte le Società presenti e collegate in video conferenza. La Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo. Per quanto riguarda la ripresa dell’attività sportiva è stata indicata, in ossequio alle decisioni del Governo e in conformità ai protocolli medici a tutela dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori, la data del 13 giugno per la ripresa del campionato. L’Assemblea ha inoltre indicato il Dott. Nanni della Società Bologna per rappresentare nella Commissione medico scientifica della FIGC le istanze delle Società, che saranno previamente informate in sede assembleare”.

La Lega Calcio, dunque, ha respinto la richiesta di sconto presentata da Sky in merito all’ultima rata dei diritti televisi per la stagione 2019/2020. Secondo Calcio e Finanza l’ultima rata vale circa 162 milioni, di cui 130 da Sky e 32 da DAZN.

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