Commisso: “Giocatori top solo con lo stadio, sogno Messi e Mbappè”

Commisso: “Giocatori top solo con lo stadio, sogno Messi e Mbappè”

Rocco Commisso, vulcanico e simpatico presidente della Fiorentina, da quando è approdato in Italia ci ha abituati a voler fare le cose in grande e “fast fast fast”, come ama dire lui. Il presidente della Viola ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sportmediaset dove ha parlato della sua Fiorentina, del futuro del club, dell’utilità di costruire in fretta il nuovo Centro Sportivo ed il nuovo Stadio, del calciomercato che verrà e dell’ipotesi playoff per la Serie A.

Andiamo a vedere cos’ha detto: “Paquetà e Belotti? Senza lo stadio di proprietà non si possono avere buoni giocatori. Con meno di 100 milioni di ricavi non possiamo fare come quei club che fatturano 400 milioni di euro. Questa è l’importanza dello stadio. Serve ad aumentare i nostri ricavi. Forse in questo calciomercato ci saranno più scambi rispetto al solito”.

Ci sarà un ritardo sul Centro Sportivo?
“Lo avremo la fine del 2021 con qualche mese di ritardo sulla tabella di marcia. Andiamo avanti. Lo stadio? La Toscana e i toscani ci vogliono bene. Eravamo partiti fast, fast, fast ma adesso siamo a slow, slow, slow. Se in Toscana vogliono bene alla Fiorentina devono farci fare lo stadio ai prezzi giusti. Lo stadio resterà per sempre a Firenze”.

Chiesa?
Mi dicono che mi sono troppo esposto e sono stato troppo aperto. Potremo parlare tra un mese o un mese e mezzo”.

Dopo Ribery quale giocatore sogna? Non è detto poi che debba arrivare…
Se devo sognare qualche giocatore dico Messi e Cristiano Ronaldo. Possiamo sognare ma non siamo il Real Madrid. Siamo la Fiorentina e dobbiamo essere pratici. La tifoseria deve capire anche questo aspetto. Non è che non vogliamo fare ma non possiamo fare. Ibrahimovic? E’ un campionissimo ma non abbiamo preso nessuna decisione per il futuro”.

Pensa che il campionato potrà riprendere?
Ci sono troppi poteri e troppa burocrazia. Spero che si arrivi alla decisione di lasciarci giocare perché il calcio è una grande industria in Italia. I miei giocatori hanno una gran voglia di iniziare di nuovo”.

Che pensa della formula dei playoff?
A me piace la tradizione del nostro calcio. Negli Usa non ci sono promozioni perché ci sono campionati chiusi. Per ora quindi ok ai playoff, ma non in futuro. Il campionato deve mantenere la formula che ha”.

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Napoli-Mertens, la storia continua. Per il rinnovo manca solo la firma!

Napoli-Mertens, la storia continua. Per il rinnovo manca solo la firma!

Pochi giorni fa sembrava davvero cosa fatta il passaggio di Dries Mertens dal Napoli all’Inter. Le cose, però, sembrano essere cambiate radicalmente, al punto che mancherebbe soltanto l’ufficialità per il rinnovo dell’attaccante belga con il club di Aurelio De Laurentiis che ieri lo avrebbe contattato personalmente per rassicurarlo sul contratto. Pare che “Ciro” abbia accettato la proposta fattagli dal Presidente, avendo dato comunque sempre priorità al Napoli. In verità l’accordo con l’Inter era già pronto come scrive la Gazzetta dello Sport e mancavano davvero solo le firme per un biennale con scadenza 2022 a 4 milioni di euro più bonus, 2.5 solo alla firma. Fatto sta che il Napoli ha pareggiato l’offerta e a quel punto Mertens, che percepirà gli stessi soldi che avrebbe preso all’Inter, ha semplicemente accettato decidendo, presumibilmente, di chiudere la carriera all’ombra del Vesuvio.

Importante, o meglio, fondamentale la mediazione di mister Gattuso che ha fatto del sano “pressing” sia alla società che al calciatore affinché la storia non finisse con la naturale scadenza del contratto. Il Napoli ha in mente anche un futuro dietro la scrivania per il calciatore belga che entrerebbe a far parte della dirigenza partenopea.

Con la maglia del Napoli Mertens ha fatto realmente la storia segnando 121 gol in 309 presenze, eguagliando il record di Marek Hamsik. La stagione migliore del classe ’87 è stata senza dubbio quella 2016/17 nella quale ha segnato ben 34 reti in 46 partite considerando tutte le competizioni.

 


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Napoli-Lazio, duello per Faraoni

Napoli-Lazio, duello per Faraoni

Stagione degna di nota quella del Verona prima che arrivasse l’interruzione causa Covid-19: una difesa rocciosa, ma anche il lavoro degli esterni.

Su tutti c’è Davide Faraoni: 3 gol, 3 assist e tante prestazioni degne di nota. Così ecco fiondarsi su di lui NapoliRoma e ora anche la Lazio. Il Verona è pronto ad accettare una cifra che si aggira sui 6-7 milioni di euro e sono già partiti i primi contatti con il club biancoceleste per l’esterno ex-Primavera dell’Inter. La Roma invece, che sembrava interessata un paio di mesi fa, pare ora essersi defilata.

Dalla sua il Napoli potrebbe essere avvantaggiato per i rapporti con l’agente del giocatore, ovvero Mario Giuffredi. Lo stesso, infatti, tra gli altri ha sotto la sua procura Mario Rui, Di Lorenzo e Hysaj. Potrebbe prendere il posto proprio dell’albanese, che sembra essere ad un passo dall’addio al Napoli.

Faraoni è impiegato stabilmente come esterno destro a tutto campo da Juric nel Verona. Tra le tre squadre interessate solo la Lazio potrebbe garantirgli una prosecuzione della carriera in questo ruolo, mentre nel Napoli, come detto in precedenza, andrebbe a ricoprire il ruolo di terzino destro. In entrambi i casi tuttavia avrebbe davanti compagni di reparto ingombranti come Lazzari e Di Lorenzo, che difficilmente verrebbero scalvalcati nelle gerarchie dei titolari. Solo alla Roma la concorrenza sarebbe meno agguerrita (Bruno Peres e Santon). Va detto comunque che Faraoni non ha mai ricoperto tale ruolo stabilmente e al più lo ha fatto durante le sue esperienze nelle giovanili e in Serie B: affacciarsi sul calcio che conta, per di più in un ruolo diverso è una difficoltà da non sottovalutare.

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Denzel Dumfries, il terzino giusto per il Milan

Denzel Dumfries, il terzino giusto per il Milan

Il Milan quest’estate, Rangnick o meno, si rifarà la pelle. I rossoneri vareranno l’ennesima rivoluzione tecnica e con tutta probabilità anche dirigenziale, resta da capire se la dirigeranno Massara-Maldini o Ralf Rangnick. Qualche certezza il Milan l’ha trovata ultimamente: Gigio Donnarumma fra i pali, Alessio Romagnoli al centro della difesa, Theo Hernandez sulla fascia sinistra, Ismael Bennacer in mediana, Rebic e Castillejo come ali; troppo poco, non basta, serve ben altro per tornare in Champions League, servono rinforzi di livello da affiancare a questi ottimi calciatori che stanno facendo bene al Milan.

Come riportato da Calciomercato.com, uno dei problemi più evidenti del Milan è la fascia destra: Conti non dà garanzie fisiche e pesa a bilancio, Calabria non ha mai convinto tecnicamente fino in fondo. Andrea Conti pesa a bilancio per 12,5 milioni di euro, motivo per cui occorrerebbe venderlo a una cifra cospicua per non registrare una minusvalenza. Scenario improbabile, dettato dal singolare calciomercato che ci apprestiamo a vivere, quindi ipotizzare che qualcuno metta sul piatto almeno 15 milioni di euro per Conti sembra piuttosto impensabile. Chi potrebbe salutare tra i due terzini destri è sicuramente Davide Calabria: sole 5 presenze con Pioli, il passato nel vivaio permetterebbe al Milan di registrare una plusvalenza totale ed il ragazzo piace al Bologna di Sinisa Mihajlovic.

Dunque uno tra Conti e Calabria saluterà, più probabilmente il secondo, ma come si legge su Calciomercato.com servirà un titolare da piazzare sulla fascia destra rossonera. Con Mino Raiola il milan dovrà cercare un accordo per Donnarumma e Ibrahimovic, ma nel mentre Raiola ha arricchito la sua preziosa bottega con il richiestissimo Denzel Dumfries, terzino destro olandese originario di Aruba, capitano del PSV e nel giro della nazionale dell’Olanda. Il Milan è molto interessato al ragazzo e la richiesta è di soli 20 milioni di euro, prezzo che potrebbe diventare anche più basso a causa degli effetti che il Coronavirus avrà nel mondo del calcio deprezzando tutti i cartellini dei calciatori. Il terzino classe 1996 piace anche diverse società delle Premier League ma da Raiola è arrivata un’importante apertura al Diavolo: l’idea di poter essere allenato da Rangnick è considerata interessante per la crescita di Dumfries e la possibilità di giocare con una maglia storica come quella del Milan piace e non poco al ragazzo.

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Questa dovrebbe essere la settimana decisiva per Lautaro e Pjanic

Questa dovrebbe essere la settimana decisiva per Lautaro e Pjanic

Il Mundo Deportivo è sicuro: questa sarà la settimana decisiva per stabilire il futuro di Lautaro Martinez e Pjanic. Entrambi i giocatori, se ne parla da settimane, sono due obiettivi del Barcellona. Quali sono le posizioni dell’Inter e della Juventus? I nerazzurri, giustamente, sono restii ad accettare un qualsivoglia scambio o l’inserimento di contropartite al fine di abbassare il prezzo del cartellino dell’attaccante argentino. Marotta ha ragione, Lautaro non è in scadenza, è giovane e viene dalla sua miglior stagione in Europa, perché venderlo se non per un’offerta irrinunciabile? Per la Juventus invece la situazione è diversa: Pjanic può partire, ma i bianconeri vogliono Arthur e nessun altro, Sarri ha bisogno di nuova linfa a centrocampo e rinunciare al bosniaco per arrivare a Semedo o ad Umtiti non è nell’interesse del club. I blaugrana stanno provando anche a mettere sul piatto Rakitic e Vidal, che sono due profili più funzionali al centrocampo della Juventus, ma entrambi i giocatori sono in scadenza nel 2021, il che rende il loro valore di mercato decisamente inferiore a quello di Pjanic, che ha un contratto con i bianconeri fino al 2023. A queste condizioni sembra abbastanza fisiologico che le due squadre italiane stiano cercando di resistere alla pressioni del Barcellona, hanno il coltello dalla parte del manico e non c’è motivo di andare incontro ad una rivale in campo europeo. Tanti soldi per Lautaro, Arthur per Pjanic, le italiane al momento non si muovo di un centimetro.

 

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Inter, il “metodo Zhang” tra polemiche con la Lega e misure di sicurezza

Inter, il “metodo Zhang” tra polemiche con la Lega e misure di sicurezza

Una settimana di lavoro individuale ad Appiano Gentile e poi tutta la nuova fase di tamponi e test sierologici ai quali giocatori, dirigenti e staff tecnico sono stati sottoposti. Responso: non c’è un positivo. È quello che più comunemente si chiama “metodo Zhang”. Ovvero: sotto le dipendenze dell’Inter non sgarra proprio nessuno. Già abituato con Suning a far fronte al Covid-19 sul territorio cinese, già abituato a cambiare abitudini e approccio al prossimo, già abituato alla salita vertiginosa della curva epidemica da coronavirus, il giovane presidente dell’Inter fin dal principio ha alzato il tono verso la Lega e poi messo l’intero ecosistema nerazzurro in isolamento.

Zero margine, smartworking e ogni tipo di contatto neutralizzato. Solo così è stato possibile mantenere il numero di positivi a zero. Nessuno ha rischiato nulla in casa Inter e oggi i risultati si vedono anche alla Pinetina. Le dichiarazioni aspre dell’ad Marotta danno continuità alla linea dura portata avanti dalla proprietà. Se non esistono garanzie e davanti a linee guida improponibili, la società non ne vuole sapere di esporre i propri dipendenti e tesserati. Perciò il protocollo la Lega ha dovuto rivederlo con la Federazione che, ieri sera, ha dato l’ok per l’ennesimo invio al Governo, pronto a sua volta a girarlo in mattinata al Cts. Tra poco sapremo se la macchina avrà modo di attivarsi per davvero, fino alla sperata (per molti) ripartenza della stagione.

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Sky Sport, polemica Bergomi-Capello: “Sei demagogico”

Sky Sport, polemica Bergomi-Capello: “Sei demagogico”

Momenti di dibattito acceso ieri sera negli studi di Sky Sport in occasione di Sky Calcio Club. Fabio Capello spinge per la ripresa del campionato di Serie A ad ogni costo:”Non nascondiamoci, finanziariamente il calcio ha bisogno di ripartire. Darebbe sospiro a tutti gli italiani, non dimenticando la gente che ci lavora e tutto l’indotto”. La risposta di  Bergomi: “Non si può pensare di tenere questi ragazzi per quattro settimane di ritiro adesso e poi fargli iniziare il campionato. E’ troppo, sottovalutiamo l’aspetto psicologico. Sono ragazzi giovani, ognuno ha una sensibilità diversa. Non tiriamo in ballo il fatto che guadagnano tanto”. A quel punto Capello ha obiettato:”Cosa vuoi che sia un ritiro? C’è gente che perde il lavoro, oppure in cassa integrazione… cosa sarà mai un ritiro da 40 giorni per i calciatori?”. La replica dello Zio è stata con tono irritato: “Sei demagogico. Bravo, con questa frase ora prenditi l’applauso…”, le sue parole.

Proprio oggi il Governo ha annunciato l’imminente approvazione di un nuovo protocollo per gli allenamenti da sottoporre alla conferma del Comitato tecnico-scientifico: annullata l’ipotesi del ritiro “bolla”, stante l’impossibilità per le società di contare su strutture adeguate. Un dettaglio sicuramente non tenuto in considerazione dall’ex allenatore, con Bergomi che, pur essendo dalla parte della ragione, si sarà fatto trascinare dal clima di polemica che imperversa in questi tempi difficili per tutti.

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P. Cannavaro: “Il calcio è un motore che manda avanti l’Italia, si riparta”

P. Cannavaro: “Il calcio è un motore che manda avanti l’Italia, si riparta”

Paolo Cannavaro, ex difensore di Sassuolo e Napoli, ha rilasciato un’intervista a TuttoMercatoWeb nella quale si è esposto circa la ripresa del calcio. Durante l’intervista Cannavaro ha parlato del Ministro Spadafora, della vita in Cina (dato che vive lì essendo collaboratore tecnico del Guangzhou), del Coronavirus e del famoso maxi ritiro. Andiamo a vedere le parole di Paolo Cannavaro a TMW:

Cannavaro, lei e il Covid-19 vi siete inseguiti…
Eravamo in Cina quando ci sono stati i primi avvisi di Coronavirus, poi ci siamo trasferiti a Dubai con la squadra e al ritorno siamo rimasti segregati nel nostro centro sportivo. Dopo aver fatto tutti i controlli del caso siamo tornati in Italia. Poi siamo andati di nuovo a Dubai e mentre stava per finire il ritiro iniziavano i primi casi in Italia tant’è che non siamo potuti tornare a casa. Così da Dubai ci siamo trasferiti in Cina dove il virus stava per finire e stava iniziando proprio negli Emirati”.

Distanziamento sociale, attività chiuse, rinuncia alle proprie abitudini. Abbiamo vissuto due mesi surreali.
Credo che il distanziamento sociale sia stata la cosa più brutta del Covid-19. In famiglia si sta sempre meno, le distrazioni sono tante. Poter stare con i propri cari non è poi così male. E invece il Covid ha creato questa triste situazione del distanziamento, un momento davvero brutto”.

In Cina come è stata gestita la situazione?
Alla grande. Ci sono state tante iniziative da parte del Governo e delle aziende private. Oggi è tornata la normalità, ci sono tanti controlli e a breve verrà eliminato l’obbligo della mascherina”.

Come si va al ristorante?
Sei una persona libera, puoi fare la tua vita. Ovunque vai però devi compilare un foglio o scaricare l’applicazione dove dichiari che sei stato in quel determinato posto. Tramite i controlli risalgono alle frequentazioni”.

In palestra invece?
Bisogna indossare le mascherine all’ingresso, poi in qualsiasi locale vai trovi l’igienizzante e ti misurano la temperatura corporea. In palestra dopo l’utilizzo degli attrezzi sei obbligato a disinfettarli e l’accesso è limitato ad un determinato numero di persone. Le piscine sono ancora chiuse, così come i cinema. Si può invece praticare lo sport all’aperto. Noi stiamo svolgendo allenamenti con regolarità da sei settimane, i nostri calciatori vengono controllati all’ingresso, c’è stato qualcuno con la febbre che è stato mandato a casa per qualche giorno fino all’esito del tampone. Ora aspettiamo la riapertura del campionato”.

E dal barbiere?
Non posso rispondere direttamente (sorride, ndr) ma vedo gli altri che vanno: si va per appuntamento con degli indumenti monouso dei quali poi bisogna spogliarsi. E ci si può sedere dopo che il posto viene sterilizzato. Però, vorrei fare un appello”.

Prego.
Attenzione: il Coronavirus non è passato e non possiamo fare tutto ciò che ci piace. Nessuno dovrà reagire così. Questi sono i primi step. Dobbiamo abituarci a convivere con la mascherina e i controlli costanti. In questo momento qualche regola deve cadere, anche sulla privacy. Se vado in un bar e mi viene chiesto di fornire il numero di cellulare e qualche dato so che devo darlo per il bene mio e degli altri. Facciamo finta che sia una partita di calcio: in questo momento siamo tornati in vantaggio, cerchiamo di conservarlo per arrivare al periodo estivo e divertirci. Spero che la gente torni ad avere degli introiti per pagare le spese che sono comunque tante. Torniamo alla normalità, ma con il massimo rispetto delle precauzioni”.

Il Governo a breve consentirà di scaricare l’applicazione Immuni sui cellulari per prevenire il contagio. Qualcuno fa appello alla privacy.
Quando viene presa una decisione non sta mai bene a nessuno. Ci saranno sempre ricorsi e controricorsi. Nelle scelte non si può accontentare tutti. Bisogna fare la cosa più intelligente. È un momento speciale, qualche regola deve crollare. La privacy è importante, ma se dovessi andare in un ristorante preferirei dare i miei dati e tutelare la mia salute così da sapere se qualcuno positivo e magari asintomatico ha frequentato il mio stesso locale. E poi, quando compriamo un cellulare siamo già schedati: non ci vuole nulla ad intercettare i movimenti… la privacy non verrà mai violata, l’applicazione sarà una forma di tutela. Qui in Cina c’è un’app che si chiama We Chat, funziona come whatsapp ma è molto più evoluta e quando sali su un mezzo pubblico basta scansionare il codice per registrare la tua presenza. Sarà meglio saperlo prima se si è a rischio piuttosto che dopo aver contagiato qualcuno”.

In Germania è tornato il calcio, in Italia il Governo ancora non decide. Lei, come la vede?
Sono a favore della ripresa, a patto che il nostro Paese possa prendere una boccata d’ossigeno. Se fossi ancora un calciatore di Serie A sarei favorevole alla ripresa, consapevole anche che ci possa essere qualche modifica come ad esempio giocare i playoff e i playout. Questo rimarrà per sempre nella storia come un campionato diverso, non si può pensare di finirlo normalmente. Meglio finire in modo diverso e poi riprendere il nuovo. L’azienda calcio funziona alla grande, il mondo del pallone fa star bene tante persone dal punto di vista lavorativo. Bisogna ripartire”.

Si è discusso tanto del maxi ritiro, che alla fine non si farà.
Isolare i calciatori e gli allenatori non basta, dietro il sistema non ci sono soltanto loro. Ci sono la stampa, i tecnici, i commissari federali, gli arbitri, gli autisti. Mandare i calciatori e gli allenatori in ritiro non risolve il problema. L’Italia sta avendo sempre meno casi e sta andando verso la normalità. Andando in ritiro non si risolve il problema, in hotel ci sarebbero i camerieri e altre persone. E poi il giorno della partita si frequenterebbero comunque altre persone. E quindi bisognerebbe mettere in quarantena tutti coloro che prenderebbero parte alle partite. No, così non sarebbe facile. Non vorrei essere nei panni di Gravina, verso il quale provo grande affetto, è stato il presidente dell’Under 21 quando ero in Nazionale”.

Lei, come tutti i calciatori e gli allenatori, probabilmente è più uomo di sport rispetto al Ministro Spadafora che sembra non amare il mondo del calcio. Che consiglio gli darebbe?
Il Ministro dello Sport avrà una pressione psicologica molto forte. Però non deve dimenticare che il calcio in Italia è lo sport più seguito. Tante volte il calcio viene visto come un mondo di viziati, gente che guadagna tanto. Questa storiella l’ho sentita troppe volte. La verità è che il calcio in Italia è una religione, una fede, una passione che non toglierà mai nessuno. Se la maggior parte del paese ama parlare di calcio non è colpa di nessuno. Se in altri sport non ci sono altri privilegi è un’altra storia. Magari oggi c’è la pressione di altri settori. Il calcio è un motore che manda avanti l’Italia e deve avere il giusto peso. Capisco la pressione, ma il calcio è lo sport più seguito in Italia ed è giusto che sia in cima alle cose di cui occuparsi. Se quello più seguito fosse stato un altro sport, si sarebbe parlato dell’eventuale altra disciplina”.

E la sua esperienza in Cina?
Sto facendo una buona scuola al fianco di mio fratello e insieme ai ragazzi dello staff sto imparando. Spero di dare un contributo anche io. Abbiamo creato un nuovo Guangzhou con tanti giovani che giocavano anche in categorie inferiori. Questo nuovo progetto ci ha portato a vincere uno Scudetto a perdere la semifinale di Champions contro una squadra molto forte. Sono contento sia professionalmente che personalmente, sono in un Paese che va a tremila. Ho tanto da imparare da questa esperienza”.

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Maldini: “Per la vittoria dello Scudetto dico Lazio”

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Paolo Maldini non ha passato delle settimane semplici, lo spavento per la positività al Coronavirus e le continue frecciatine di Rangnick hanno sicuramente condizionato gli ultimi mesi di lavoro dell’ex capitano del Milan. Ieri Maldini è intervenuto ai microfoni di Rai Due ed ha risposto ad alcune domande, la maggior parte riguardanti la ripresa degli allenamenti e del campionato di Serie A. Poi gli è stato anche posta una domanda sulla lotta Scudetto che sta caratterizzando questa stagione, che vede di fronte la “sorpresa” Lazio e la padrona della Serie A dell’ultimo decennio, la Juventus. Ecco le parole di Maldini:

“Chi vince il campionato? Per la legge dei grandi numeri direi Lazio perché la Juve ha vinto tanto. Io ho detto che il calcio deve provare a ripartire, poi è chiaro che tutto va fatto in sicurezza. Poi se non si potrà finire non si finirà, ma credo che si debba provare”.

L’ex difensore del Milan e della Nazionale scommette sui biancocelesti, ma prima bisogna riprendere e lo scenario sembra ancora drammaticamente confuso.


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Serie A, nuovo protocollo dal Governo: no al ritiro “bolla”

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Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha confermato di aver ricevuto la nuova proposta relativa al protocollo medico da seguire per la ripartenza del calcio. Un nuovo documento che dovrebbe risolvere i punti critici riscontrati nella versione precedente.

Come spiega La Gazzetta dello Sport, tra le novità principali è che non ci sarà più la tanto discussa “bolla”, niente più gruppo chiuso, si dormirà a casa. A ogni sessione, ci sarà il termo scanner che misurerà la temperatura e chi avrà più di 37,5 non potrà partecipare agli allenamenti. Per arrivare a consentire di dormire a casa serviranno però controlli più frequenti. E quindi, si adottano in toto quelle indicazioni della Federazione Medico-Sportiva che erano state messe da parte vista la «specificità» del calcio. Anche i tamponi saranno effettuati ogni quattro giorni. Si tratta di una decisione che fa in conti con l’impossibilità attuale per i club di Serie A (ad eccezione della Juventus con il J Hotel) di disporre di una struttura per mettere in atto l’isolamento del gruppo squadra.

Secondo punto è la questione su cosa fare in caso di positività. Dopo aver disposto l’immediato isolamento della persona, tutta la squadra si isolerà per due settimane, ma all’interno del centro sportivo e proseguendo gli allenamenti.

Se la decisione risolve il problema per gli allenamenti, il problema rimane per la ripresa del campionato. Per questo si è deciso di valutare la questione della «quarantena automatica» per la squadra più avanti. Si dovrà aspettare lo sviluppo della curva epidemiologica nei prossimi 10-12 giorni.

La nuova proposta ha fatto passare in secondo piano la vicenda del passaggio agli allenamenti collettivi. Il Dpcm firmato da Giuseppe Conte non basta, ci vorranno delle linee guida che il Cts deve validare per portare poi alla pubblicazione sul sito del ministero dello Sport.

Gli scienziati si riuniscono soltanto oggi, quindi anche per questa giornata i calciatori dovranno allenarsi soltanto in forma individuale. Con le nuove linee guida, sarà possibile farlo invece in piccoli gruppi, anche con il pallone, però sempre osservando il distanziamento di due metri.

Un documento che in sostanza non aggiunge molto ai protocolli precedenti, eccezion fatta per il provvedimento sui ritiri, e rimanda le decisioni più importanti in base ai successivi sviluppi della curva epidemiologica. Restiamo in attesa di uleriori novità.

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