Milan, André Silva: “Non so cosa mi riserverà il futuro”

Milan, André Silva: “Non so cosa mi riserverà il futuro”

André Silva, l’ex attaccante del Porto, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport ed ha rivelato che ad oggi ancora non sa cosa gli riserverà il futuro. L’attaccante portoghese compierà 25 anni a novembre e si appresta ad entrare nell’età della maturità calcistica non avendo ancora rispettato le aspettative circa il suo immenso talento; il suo cartellino è di proprietà del Milan che tre stagioni fa investì molti soldi (circa 38 milioni)per strapparlo al Porto, ma dopo una sola stagione in rossonero si è trasferito in Spagna, al Siviglia, con la formula del prestito con diritto di riscatto. Tornato di nuovo a Milanello è stato nuovamente girato in prestito stavolta  in Bundesliga all’ Eintracht Francoforte, dove André ha ritrovato spazio e minuti, e proprio la scorsa domenica è tornato a segnare nella pesante sconfitta interna con il Borussia Mönchengladbach. Ecco un estratto della sua intervista che ci fa capire quanto non ci sia niente di certo nel suo futuro prossimo:

 “A Francoforte ho avuto l’occasione di mettermi in mostra, ho avuto fiducia. Sono contento di essere qui. Non posso sapere cosa accadrà. Indipendentemente da club, competizione o paese io però voglio essere protagonista. Chi è ambizioso vuole sempre vincere”.

 

 

 

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Verdone: “La Roma è molto indebitata. Perdere Zaniolo? Una tragedia”

Verdone: “La Roma è molto indebitata. Perdere Zaniolo? Una tragedia”

Il noto attore, regista e tifosissimo giallorosso Carlo Verdone ha rilasciato una bella intervista a Non è la Radio. Nel corso dell’intervista Verdone ha parlato del delicato momento che vive l’Italia, della precaria situazione economica della sua Roma, dei ricordi che ha della sua squadra del cuore e dei suoi progetti cinematografici. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Ciao Carlo e benvenuto. La prima domanda, doverosa, è sull’attualità. Pochi giorni fa, insieme a tanti artisti italiani (circa 300) hai firmato un appello al Governo e al Ministro Franceschini per chiedere l’applicazione della Direttiva Europea sul Copyright, un tema importante per la tua categoria.

È una cosa importante perché tutti se ne approfittano. Ci sono delle piattaforme su cui caricano qualsiasi cosa e non va bene, c’è un diritto d’autore da rispettare. Ogni giorno vengono caricati pezzi dei miei film, io non ho mai detto nulla, ma spesso su Youtube vengono caricati i film interi. Quel film ha avuto dei costi, e anche se noi autori non ci guadagniamo niente, quando ti ritrovi pezzi di film su piattaforme che non pagano o pagano pochissimo, non è neanche un mio problema neanche, perché io vengo pagato alla consegna del film, non prendo percentuali, ma francamente bisogna mettere le cose a posto. Qualche secondo si può concedere, un film intero no. Non è vero che tutto appartiene a tutti, non si può andare avanti così, nell’anarchia generale. È una questione etica, più che economica: ci devono essere delle regole. Ogni tanto qualche amico mi dice i film interi su Youtube, io segnalo ma non serve a niente. Ci vogliono delle regola, ma poi ti scontri con dei colossi che queste regole non le vogliono. Perlomeno abbiamo posto il problema, poi vediamo che succede. In questo Paese le cose vanno male anche perché c’è troppa burocrazia che rallenta tutto e che crea anche molta corruzione”.

L’epidemia ha bloccato l’uscita del tuo film “Si vive una volta sola”. Cosa puoi dirci a proposito?

Per noi è stato un duro colpo, poi però ho cercato di prenderla con filosofia anche pensando a chi ha sofferto di più. Noi abbiamo lavorato bene, eravamo molto coesi. Il film è venuto bene, sono riuscito fortunatamente a presentarlo proprio in concomitanza con l’inizio dell’epidemia, peraltro al Nord, nelle zone più colpite, ma fortunatamente non abbiamo avuto problemi. Ci abbiamo lavorato molto, soprattutto dal punto di vista della produzione, è davvero un buon film. Adesso speriamo di recuperarlo ma il film esce, forse nel tardo autunno o a Natale, speriamo recuperando la sala, perché vorrebbe dire che abbiamo superato l’emergenza. La gente deve ritrovare la fiducia di andare in sala. Io tengo molto a questo film: ha un impianto corale, c’è una recitazione notevole da parte di tutti: Anna Foglietta, Max Tortora, Rocco Papaleo. Ci siamo trovati molto bene anche tra di noi, cosa abbastanza difficile nel nostro mondo. Combatteremo per un po’ di promozione quando decideranno la data d’uscita”.

Veniamo alla Roma, con una domanda che è un po’ a metà con il cinema. La Roma è sempre stata molto citata nella storia del cinema, ma tu, che sei l’ultimo e forse unico erede della commedia italiana, non l’hai fatto quasi mai. È una forma di rispetto per la tua fede giallorossa?

Ci fu un episodio, forse ne I mostri, con Gassman che interpretava il supertifoso della Roma, facendo urla incredibili per un gol: una prova da grandissima attore soltanto con questa esultanza. Io penso che il calcio non è la Roma. La Roma l’ho citata solo in Gallo cedrone, quando sono in come dopo essere stato picchiato dagli integralisti islamici, e i miei amici per farmi risvegliare recitano la formazione della Roma dello Scudetto. Quello è l’unico omaggio che ho fatto alla Roma. Io non tocco l’ argomento calcio perché non ci trovo niente di poetico. Sono un tifoso appassionato e fedele, ma io devo trovare poesia e oggi nel calcio non c’è poesia. Lo vediamo anche in questi giorni, con tutti questi problemi, queste complicazioni politiche e burocratiche. Tutto è molto confuso e legato a interessi economi. Potrei fare un film su qualcosa che mi da uno spessore umano forte, su un maratoneta o anche un procuratore che cerca talenti, perché lì c’è un fattore umano, c’è un’anima, ma per la Roma non me la sento. Abbiamo avuto Alberto Sordi e Lino Banfi, a me francamente non viene molta voglia. Potrei fare un film su un uomo che lotta contro sé stesso, ma su una squadra di oggi, con i giocatori milionari, i diritti tv, tutto quello che c’è sotto, che c’è di poetico? Una volta il calcio era poesia, oggi è business. Dove c’è business non c’è poesia”.

Che sensazioni hai sul futuro della Roma? Sei preoccupato?

Sono preoccupato: tra l’epidemia e la delicata situazione del calcio italiano, Friedkin sembra aver fatto un passo indietro. La Roma è molto indebitata, il pericolo maggiore è dover cedere un gioiello come Zaniolo. Sarebbe una tragedia, l’ennesimo giocatore di talento ceduto. Dopo le cessione di Salah e poi anche degli altri, tutti dicevano che era Salah a voler andare via, ma non è vero. Salah voleva restare, invece ci hanno fatto credere che lui volesse andare via. Abbiamo ceduto giocatori con cui potevamo davvero vincere qualcosa, e che oggi vincono altrove. Avevamo l’oro in mano e non c’è rimasto niente. Abbiamo avuto squadre tenute insieme con lo scotch, che hanno fatto il loro meglio e non posso biasimarli, ma i giocatori non erano all’altezza di quelli ceduti. Le mie critiche sono rivolete soprattutto al presidente e alla sua voglia di fare qualcosa di importante in una grande città come Roma. Non mi sembra che sia così, che ci sia entusiasmo, che venga spesso a Roma. Chi comanda alla Roma? Tutti e nessuno. Sicuramente il presidente, ma per interposta persona. La Roma è una squadra mortificata, che sa quello che può fare, anche con un bravo allenatore come Fonseca, ma veri gioielli li abbiamo dati via. Se fai una squadra con i giocatori ceduti sei la squadra più forte del mondo, ma non abbiamo potuto tenerli. Io poi non sopporto le bugie: i giocatori volevano restare, sono stati ceduti per problemi economici. I ragazzi di talento come Zaniolo vanno tenuti a tutti i costi”.

Tu hai vissuto un’epoca molto diversa rispetto a noi. Cos’è per te il romanismo?

Io ho vissuto un’ epoca in cui andavi allo stadio e non avevi paura. Soprattutto negli anni ‘60, tra Roma e Lazio si risolveva tutto a sfottò, qualche ortaggio tirato e un po’ di scenografia, ma non c’era violenza. Poi l’episodio di Paparelli cambia tutto e il calcio prende un’altra direzione. Le curve cominciano a essere frequentate da altre persone, diventa tutto più aggressivo e si perde la poesia che c’era in passato, quando non succedeva niente. Poi siamo entrati in un’altra era, meno poetica. Per me il romanismo sono due colori: il giallo e il rosso. Sono quartieri come Testaccio, quartieri di una Roma vera di un tempo, dove veramente batteva il cuore giallorosso. Quando ti innamori di una squadra sei quasi te a scendere in campo. È questo il bello di questo sport: ti senti quasi un calciatore, perché sai che il tuo tifo spinge quelli in campo a correre. Per me la Roma è una gran parte di Roma. Poi c’è anche la Lazio, ma io la identifico con la mia città”.

Ultima domanda arriva dal nostro Emanuele Giubilei: Totti definì il tempo con il termine “maledetto”. Il passare degli anni colpisce tutti, ma spesso, dal tempo, rubiamo momenti della nostra vita che rendiamo indelebili e indimenticabili. Ti chiediamo quindi tre immagini che non lascerai mai andare via

La prima volta che andai allo stadio con il mio compagno di banco, Franco, che mi fece diventare romanista anche con dei disegni molto belli che poi mi regalava. Io ancora non avevo una fede calcistica e diventai della Roma proprio per questi regali che mi faceva lui. La prima volta all’Olimpico fu per un Roma-Napoli in cui segnò Manfredini. Ricordo molto bene il campo, un Olimpico completamente diverso da oggi, la grande esultanza per quel gol. Poi dico il secondo Scudetto: quella era veramente un grande Roma, con il grande presidente Viola, la Roma di Falcao, Conti, Pruzzo. Quella fu una giornata meravigliosa. Infine quando sono entrato nello spogliatoio dopo Roma-Parma del 2001. Ero insieme a mio figlio, siamo entrati e abbiamo visto i giocatori che urlavano, festeggiavano, si spruzzavano lo spumante addosso, e Fabio Capello chiuso nel suo stanzino, sudato come non mai e ancora arrabbiato perché dopo l’invasione di campo avevamo rischiato l’annullamento della partita. Lui diceva “Questa città è folle, stavamo perdendo la partita!”. Io l’ho fermato, l’ho abbracciato, bagnandomi tutto perché lui era completamente zuppo, e gli ho detto: “Fabio, Roma voleva Cesare, tu oggi sei Cesare per Roma”. Lui sorrise e appoggiò testa sul tavolo, stremato, perché quell’invasione gli fece veramente temere di perdere la grande vittoria dello Scudetto. Quelli sono stati momenti meravigliosi, ma noi ora dobbiamo guardare avanti: è passato troppo tempo dall’ultimo scudetto, e per questo io sto male quando vedo i campioni della Roma andare via. Speriamo che i problemi ora si risolvano. Noi la Roma la ameremo sempre, anche se dovesse prendere delle bastonate, ma ovviamente speriamo che non debba prenderne più”.

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Inter, il punto sull’attacco

Inter, il punto sull’attacco

Dopo il rinnovo di Mertens con il Napoli, Gianluca di Marzio ci spiega le prossime mosse dei nerazzurri in attacco: “l’Inter può intensificare i contatti con Edison Cavani. L’uruguaiano del PSG ha un ingaggio alto ma arriverebbe a Milano a parametro zero. Cavani era già stato contattato dall’Inter nei giorni scorsi.

In uscita, Lautaro Martinez. La trattativa col Barcellona resta sempre molto viva e procede tra alti e bassi: contatti in ogni caso costanti ma c’è ancora della distanza sulla cifra cash che il club spagnolo offre ai nerazzurri. Il Barcellona, infatti, non pagherà l’intera clausola di 111 milioni di euro per arrivare all’attaccante argentino e vuole inserire almeno una contropartita (ad ora Junior Firpo più di Semedo). Nulla di imminente, la forbice sulle rispettive valutazioni resta tutta da limare. Va comunque detto che Junior Firpo sarebbe una contropartita molto utile nello scacchiere di Conte, data la sua capacità di giocare anche come esterno di centrocampo (ruolo che ricopriva al Betis) e per il fatto che la fascia sinistra nerazzurra per la prossima stagione costituisce un rebus (Biraghi tornerà alla Fiorentina e Dalbert all’Inter, ma difficilmente rimarrà)

Attenzione anche ad Alexis Sanchez. Il cileno vuole giocarsi le sue carte nel finale di stagione per provare a convincere i dirigenti nerazzurri a confermarlo nella prossima stagione.

 

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Schick: l’attaccante, con un piccolo sconto, può essere riscattato dal Lipsia

Schick: l’attaccante, con un piccolo sconto, può essere riscattato dal Lipsia

E’ un momento piuttosto complicato per il calcio che, nonostante tutto, sta provando a ripartire. Entro fine giugno i principali campionati europei dovrebbero essere tutti ripresi (esclusi Ligue One ed Eredivisie in cui la stagione è terminata in anticipo); in attesa di tornare a vedere rotolare il pallone su tutti i campi, il calciomercato non si ferma. Una delle trattative più interessanti di questo periodo riguarda il riscatto di Schick da parte del Lipsia; il club tedesco, secondo gli accordi presi la scorsa estate, ha tempo fino al quindici giugno per l’acquisto a titolo definitivo dell’attaccante per un cifra totale di ventinove milioni (ventotto di base più uno di bonus legato alla qualificazione di Werner e compagni alla prossima Champions League). La situazione coronavirus ha ovviamente cambiato le carte in tavola; il Lipsia, però, sembra comunque intenzionato a riscattare Schick considerando anche il rendimento del giocatore e il possibile addio di Werner (conteso da Liverpool, Bayern Monaco ed Inter) che porterebbe il giocatore ceco ad essere la colonna portante dell’attacco del Lipsia. La trattativa si dovrebbe chiudere sulla base di venticinque milioni da versare nelle casse della Roma in un’unica soluzione invece dei diciotto mesi stabiliti precedentemente. L’avventura dell’ex Sampdoria nella capitale sembra essere finita con il centravanti pronto a continuare il suo percorso in Germania; una trattativa che accontenterebbe sia il club tedesco sia la Roma. Le casse del club giallorosso, infatti, avrebbero della liquidità importante da reinvestire sul mercato per rinforzare la rosa. Nei prossimi giorni ci potrebbe essere la fumata bianca

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Acerbi: “Inevitabile marcare stretto l’avversario. Buon colloquio con Lotito”

Acerbi: “Inevitabile marcare stretto l’avversario. Buon colloquio con Lotito”

Francesco Acerbi, intervistato ai microfoni di “Lazio style Radio“, radio ufficiale del club, ha evidenziato il suo punto di vista sulla ripartenza della Serie A e sulle nuove regole in vista della ripresa del campionato:

“Non sarà calcio balilla, quindi è impensabile non poter marcare stretto l’avversario. Giusto che si disputino partite vere come in Germania, sempre però attenendosi alle regole. Senza spettatori il calcio è un po’ triste ma nelle partite di Bundesliga ho visto un buon ritmo. Era solo la prima giornata, nelle gare successive aumenterà l’intensità”

Il calcio è la nostra passione ed il mio lavoro, lo stop è stata una bella mazzata considerando il nostro percorso ma era inevitabile vista la pandemia che si era scatenata: ora fortunatamente i dati stanno migliorando. Mi sono mancati i compagni, l’adrenalina ed il campo”.

Il colloquio con Lotito:

 “Nei giorni scorsi è andato in scena un semplice colloquio con il Presidente dopo due mesi e mezzo che non ci vedevamo, Lotito ha salutato la squadra, è stata una chiacchierata in famiglia. Sono stati toccati tutti gli argomenti a 360°, dagli obiettivi stagionali agli stipendi, è stata una conversazione tra persone mature. Ho letto alcune notizie false, questo mi ha dato molto fastidio: le cose dello spogliatoio devono rimanere nello spogliatoio”.

Poi la conclusione: “Con questo virus, la sicurezza non ce la dà nessuno. Il calcio è un’industria, è la prima passione al mondo: è giusto ripartire”.

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UEFA: quattro ipotesi per far ripartire la Champions League

UEFA: quattro ipotesi per far ripartire la Champions League

La Bundesliga è ripartita nello scorso weekend mentre Liga, Premier League e Serie A stanno cercando una soluzione per evitare di fare la fine di Ligue One ed Eredivisie; l’ipotesi, che sta prendendo sempre più corpo, è quella di tornare in campo a metà giugno. Non ci sono solo i campionati nazionali da far ripartire; in questi giorni, infatti, la UEFA sta lavorando per far tornare in campo le competizioni europee. L’obiettivo primario è far concludere la Champions League e, sotto questo punto di vista, si stanno vagliando quattro ipotesi. La prima, ed è anche quella che tutti noi ci auguriamo, è quella di far giocare le partite restanti compresa Juventus-Lione fino ad arrivare alla finale prevista al momento per il prossimo diciannove agosto. La seconda, invece, vuole la disputa dei quarti e delle semifinali a gara secca su un campo da decidere o in base al ranking o in base alle condizioni sanitarie del paese scelto per lo svolgimento del match. Le ultime due ipotesi, invece, vorrebbero una final four o una finale eight in sede unica; possibilità che la UEFA prenderà in esame solo qualora si allungassero i tempi ma questo dipende molto da quando termineranno i campionati nazionali. Quattro ipotesi, quattro possibilità messe sul tavolo con il chiaro obiettivo di far ripartire anche il calcio internazionale; la Champions è ad un bivio importante per il proprio futuro. La decisione definitiva non arriverà nel breve tempo ma il fatto che si stiano facendo discorsi del genere lascia aperta alla possibilità di rivedere, nel prossimo futuro, anche la più importante competizione europea.

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Ceferin: “Il calcio non cambierà dopo il virus. I tifosi torneranno presto”

Ceferin: “Il calcio non cambierà dopo il virus. I tifosi torneranno presto”

Il calcio non è cambiato dopo la prima o la seconda guerra mondiale, e non cambierà nemmeno a causa di un virus. La gente ha detto molte volte che il mondo non sarà più lo stesso dopo … questo potrebbe essere vero, ma il mio punto di vista è perché non pensare che il mondo sarà migliore dopo questo virus?”. Così in un’intervista al The Guardian il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin.

Se scommetterebbe sul fatto gli Europei si giocheranno nel 2021:

Sì, vorrei…Non capisco perché non dovrebbe essere così. Non penso che questo virus durerà per sempre. Penso che cambierà prima di quanto molti pensano”. È una situazione grave, ma ora sta andando giù e siamo più cauti. Sappiamo di più sul virus e in generale sono una persona ottimista. Non mi piace questa visione apocalittica secondo cui dobbiamo aspettare la seconda e la terza ondata o anche la quinta ondata. Le persone che conosci probabilmente moriranno un giorno, ma dobbiamo preoccuparci oggi? Io non la penso così. Siamo pronti e seguiremo le raccomandazioni delle autorità, ma sono assolutamente sicuro, personalmente, che il buon vecchio calcio con i tifosi tornerà molto presto“.

Tassa sul lusso e nuovo fair play finanziario

Si tratta dei prossimi obiettivi dell’Uefa, quando la situazione di emergenza dettata dalla pandemia consentirà di affrontare le cose con calma. Sul fair play finanziario il numero uno del calcio europeo ha ribadito che “se i club non seguono le regole, saranno sempre sanzionati, ma ovviamente pensiamo sempre a come migliorare le nostre normative e, se necessario, adattarci ai nuovi tempi. Questo non accadrà molto presto ma stiamo pensando di migliorare modernizzando e facendo qualcosa in più sull’equilibrio competitivo. Stiamo anche prendendo in considerazione una sorta di tassa sul lusso, se possibile. Quindi, ci sono molte idee ma credetemi, durante questi tempi difficili abbiamo smesso di pensare più o meno ai cambiamenti che accadranno in futuro. Ora dobbiamo guidare la nostra nave sulla rotta giusta e siamo vicini a farlo. Quindi, quando le cose si calmeranno, torneremo ai vecchi compiti”.

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Decreto Rilancio: il fonda salva sport sarà finanziato dalle scommesse

Decreto Rilancio: il fonda salva sport sarà finanziato dalle scommesse

Il calcio sta provando a ripartire; in Germania è ricominciata la Bundesliga con tutte le precauzioni del caso mentre in Spagna, Inghilterra ed Italia si sta lavorando su come e quando far tornare le squadre in campo (l’ipotesi più probabile è metà giugno). Una soluzione che potrebbe dare una grossa mano al mondo del calcio è il fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale di cui già si era parlato qualche settimana fa; un piano leggermente modificato dal Decreto Rilancio che prevede l’arrivo di liquidità dalle scommesse online e tradizionali per un totale dello 0.5% rispetto allo 0.3% previsto inizialmente. Il prelievo sarà effettuato da quest’anno fino al 2022 e l’entità del fondo salva sport prevede un prelievo di massimo quaranta/cinquanta milioni di euro. Un punto di domanda molto importante riguarda come saranno ripartiti questi fondi considerando che la maggior parte delle quote sulle scommesse arriva dal calcio; la risposta verrà dal decreto attuativo dell’Autorità per lo sport che arriverà il prossimo ventinove maggio. Il calcio sta provando a ripartire e il fonda salva sport può rappresentare una prima ancora di salvezza in un periodo decisamente complicato per quanto riguarda lo sport.

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Serie A, il 28 maggio si decide la data della ripartenza

Serie A, il 28 maggio si decide la data della ripartenza

Il ministro dello Sport Spadafora si è nuovamente pronunciato A Tg Sport su Rai 2 sulla ripartenza del campionato di Serie A:

“Ho appena convocato una riunione per il 28 maggio con il presidente della Figc, Gravina e con quello della Lega, Del Pino: per quel giorno saremo in grado di decidere se e quando far ripartire il campionato di calcio. Il Comitato tecnico scientifico ha approvato il protocollo della Figc per la ripresa degli allenamenti di squadra dei club di calcio”. Tra le variazioni c’e’ quella dei ritiri, ora non piu’ necessari.

“L’Italia riparte, e’ giusto che riparta anche il calcio. Sarebbe stato piu’ facile fare come la Francia, e dire che il campionato era finito. Sono stato dipinto come il nemico del calcio, all’inizio mi ha dato fastidio, ora mi fa sorridere”.

Altre attività

“Da stasera sul sito del ministero ci saranno le linee guida per la ripresa in sicurezza delle attività nelle palestre e nei centri sportivi, lo sport di base”.  Il Cts ha infatti licenziato il testo con le indicazioni, in larga parte anticipate dall’ANSA il 10 maggio scorso, che dovranno essere seguite al fine di tutelare la salute di quanti praticano l’attività sportiva e degli operatori.

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Serie A, arriva l’ok dal CTS, ma resta una decisione a metà

Serie A, arriva l’ok dal CTS, ma resta una decisione a metà

Domenica sera la FIGC aveva presentato al Ministro Spadafora il nuovo protocollo per gli allenamenti e la ripresa del campionato, il Ministro lo ha subito girato al Comitato tecnico scientifico che oggi ha pubblicato la sua valutazione. Ancora incertezza, ci sono dei timidi passi avanti, ma diciamo che di certo sul futuro del campionato non c’è praticamente nulla. Da domani le squadre possono riprendere le sedute di gruppo, ma sarà ancora vietato svolgere delle partitelle o comunque allenamenti che prevedano il contatto fisico; mentre sono state approvate due delle principali richieste: l’abolizione del ritiro forzato e della quarantena per tutta la squadra in caso di positività di un calciatore. Per la ripresa del campionato e per le prove tattiche durante gli allenamenti bisognerà attendere ancora, e si valuterà il da farsi a seconda dell’andamento della curva dei contagi, se dovesse continuare la discesa la Serie A ripartirà, in caso di brusca risalita il campionato va verso la sospensione. Nel caso che tutto vada come ci si augura bisognerà comunque definire il calendario e i vari step per la sicurezza degli impiegati e degli addetti ai lavori. Siamo ancora tanto indietro.

 


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