Ag. Torreira: “A Lucas piacerebbe tornare in Italia, parlerò con l’Arsenal”

Ag. Torreira: “A Lucas piacerebbe tornare in Italia, parlerò con l’Arsenal”

Pablo Bentancur, procuratore di Torreira, Ramirez e Nandez tra gli altri, ha rilasciato una lunga intervista a TuttoMercatoWeb dove ha parlato dei suoi assistiti, chiarito situazioni legate al suo lavoro con i club e parlato del mercato che verrà. Andiamo a vedere cos’ha detto a TMW:

Prego…
Mi ha cercato il direttore del Chiasso, Bignotti, per trovare qualcuno che si interessasse ad acquistare la società perché dopo tre anni di gestione negativa sul piano sportivo e con spese che si aggiravano a due milioni di franchi all’anno voleva qualcuno che lo aiutasse sul fronte sportivo. Io, Pablo Bentancur, non ho mai manifestato interesse per acquistare il Chiasso. Hanno usato il mio nome per cercare altri investitori. Mi dispiace per la gente, i tifosi che soffrono da tre anni molto per una gestione fallimentare dal punto di vista dei risultati e poi ho visto i bilanci: ci sono costi davvero alti per la categoria. Mi era stato chiesto un aiuto, invece il direttore del Chiasso ha strumentalizzato il mio nome. Mi dispiace anche per la proprietà che è seria e ha speso cifre molto importanti non ottenendo risultati positivi, avrebbe meritato di meglio. Forse qualcuno non ha capito che la realtà svizzera non è uguale a quella italiana”.

Con il Lugano ha ottenuto grandi risultati. Pensa ad un altro club svizzero in futuro?
Per ora ho tanto lavoro con i miei calciatori, non penso a prendere altre società. E dopo questa brutta esperienza non mi lascerei più strumentalizzare da certi personaggi che puntano a guadagnare uno stipendio che considero eccessivo alla luce dei risultati sul campo”.

Ok, parliamo dei suoi calciatori. Radu Dragusin, classe 2002, brilla alla Juve, quale futuro?
È un ragazzo con il dna da campione. Il papà è stato un giocatore olimpico di pallavolo e la mamma di basket. Mi hanno già chiamato dall’estero. Ma non faremo nessuna mossa prima di parlare con la Juve. Ha un anno di contratto, l’etica porta a parlare prima con i bianconeri”.

Porterà Brian Rodriguez in Italia?
Sto lavorando. È un calciatore veloce, tecnico, importante. Penso che per crescere debba giocare in Europa. Magari proprio in Italia. Ho iniziato a fare mercato attorno a lui, è un ragazzo giovane che gioca già in Nazionale, dove i suoi compagni hanno detto che è un talento”.

Torreira?
Lucas aveva avuto un po’ di malumore per alcune divergenze tecniche, poi si è ripreso. Ed è arrivato l’infortunio, fortunatamente meno grave del previsto. Oggi è completamente recuperato, credo che sarà un uomo mercato”.

Lascerà l’Arsenal?
Dovrò parlare con l’Arsenal. Al giocatore piacerebbe molto tornare in Italia, ma bisogna riconoscere che l’Arsenal lo ha trattato benissimo e si è comportato alla grande”.

È stata la telenovela degli ultimi mesi. Nandez ha sistemato il contratto con il Cagliari? Tutto risolto?
Prima del lockdown abbiamo raggiunto l’accordo con il Cagliari. Manca la firma. Tutto risolto, il nuovo accordo prevede una clausola da 38 milioni. Ma con la nuova economia al ribasso causata dal Covid-19 le clausole che lasciano il tempo che trovano”.

Ramirez rinoverà con la Samp?
Ha un anno di contratto. Con Ranieri che lo conosceva già dall’Inghilterra, ha fatto molto bene. Non abbiamo ancora parlato del rinnovo, penso che prima si debba tornare a giocare. Poi parleremo”.

Crede che si tornerà a giocare?
Il calcio deve riprendere. È vero che c’è un rischio, ma già da altre parti si è ricominciato. Sarebbe positivo per tutti che in Italia si tornasse a giocare”.

Nel mercato che verrà bisognerà puntare sui giovani…
L’Uruguay continua ad essere il territorio migliore del Sudamerica per i giovani calciatori. Il Manchester City ha presentato al Governo un progetto per lo sviluppo dei calciatori giovani in Uruguay. Il calcio in generale dovrà stare attento ai conti. Prima arrivavano i soldi dalle tv, oggi non si sa come e se si ricomincerà”.

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L’Assocalciatori boccia il nuovo protocollo

L’Assocalciatori boccia il nuovo protocollo

Così non va, il protocollo FIGC modificato dopo le osservazioni fatte dal CTS non piace a Damiano Tommasi, ad alcuni club e a tutta l’Assocalciatori (AIC). Con un comunicato apparso sul sito dell’AIC, l’Assocalciatori ha sottolineato le numerose criticità del nuovo protocollo che, a detta loro, così redatto e applicato non garantirebbe la conclusione della stagione. Di seguito il comunicato:

Nella giornata di oggi si è tenuto un incontro di approfondimento con i rappresentanti delle squadre di Serie A, al quale ha partecipato il dottor Walter Della Frera, per esaminare le modifiche apportate al protocollo FIGC a seguito delle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico del Governo. Le perplessità tra noi condivise riguardano soprattutto le tempistiche della ripresa della stagione. L’ipotesi del ritiro per la creazione del “GRUPPO Squadra” è stata valutata e condivisa fin dall’inizio, ma in assenza di date certe per la ripresa del campionato 2019/2020 appare prematura ogni valutazione sulle tempistiche di svolgimento dello stesso. Inoltre, le modalità di gestione delle eventuali positività di un membro del “GRUPPO Squadra”, così come definite dal nuovo protocollo, non sembrano idonee a garantire la conclusione del campionato; esiste il concreto rischio di doversi fermare nuovamente non appena si potrà tornare in campo, vanificando così tutti gli sforzi profusi. L’esigenza sentita da tutti noi è quella di avere chiarezza sui futuri protocolli concretamente attuabili nelle settimane successive alla prima fase di ritiro, soprattutto con riguardo alle modalità di svolgimento delle partite di campionato; la consapevolezza dei passi da compiere per tornare in campo ci aiuterebbe a condividere un percorso, senza malintesi e rischi inutili in questo momento. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni si valuteranno ulteriormente tutti gli aspetti critici, anche attraverso un confronto con i medici, i tecnici e gli arbitri che, come i calciatori, non vedono l’ora di trovare la giusta modalità di ripresa, preservando l’incolumità e garantendo l’uniformità di trattamento per tutte le persone coinvolte”.

Dopo il comunicato apparso sul sito dell’AIC, il presidente dell’Assocalciatori Damiano Tommasi ha rilasciato un’intervista a RaiNews dove chiariva il suo punto di vista e quello dell’AIC in merito alle questioni ripresa del campionato e attuabilità del protocollo. Andiamo a leggere le sue parole: “Il Protocollo di sicurezza? Ci siamo ritrovati per analizzarlo e capire quali sono le novità. Ci sono delle criticità che hanno evidenziato i club, speriamo di trovare un modo per superarle in modo da poter ripartire. Sicuramente non avere una data certa per l’inizio della stagione genera incertezza, vorremmo avere più dati ed indicazioni. Il ritiro, vista la gestione dei casi di positività che rischia di bloccare un’intera squadra, è uno dei punti in sospeso. È un grande punto interrogativo, una positività potrebbe interrompere sul piu bello il percorso. Bisogna capire cosa fare in caso di una singola positività”.

Responsabilità penale per i medici?
Siamo in contatto con i medici e con il dottor Nanni, indicato dalla Lega come riferente. Essere allineati sulla stessa posizione è importante, per noi devono esserci le condizioni uniformi per tutti. Questo è uno degli scogli da superare, ma questo non è un tema che riguarda solo il mondo del calcio“.

La serie a riparte il 13 giugno?
Speriamo di avere una data certa. Da una data certa si può costruire un percorso fatto di controlli, test e modalità di allenamento. Questo aiuterebbe tantissimo, oggi la difficoltà è avere una data certa. Quella del 13 giugno è un’ipotesi, speriamo di poter avere una data certa al più presto“.

Gli stipendi dei calciatori?
La ripresa riguarderebbe solo la serie A, le altre categorie non hanno le possibilità di attuare il protocollo. Il problema dei tanti atleti che vivono di calcio è un problema che dobbiamo affrontare al più presto. Il nuovo decreto dovrebbe prevedere anche la cassa integrazione per i professionisti sotto un determinato reddito e questo dovrebbe essere importante soprattutto per la Lega Pro“.

Risposte dal Governo?
Se si vuole tenere viva la speranza di tornare a giocare dobbiamo navigare a vista, seguire la curva dei contagi e la situazione del paese. Purtroppo in alcune regioni del paese l’emergenza è ancora forte. Abbiamo imparato a convivere con questo virus, dobbiamo imparare a conviverci anche dal punto di vista sportivo.La nostra estate dovrà vederci uniti per arrivare pronti alla prossima stagione“.

Un messaggio a tifosi?
Servirà tanta pazienza, io sono abituato a vedere il bicchiere mezzo pieno. Questa pausa forzata darà l’entusiasmo per tornare a vedere le partite dal vivo, ma servirà ancora tanta pazienza, È una cosa triste, in qualsiasi emergenza bisogna fare un passo alla volta per non mandare in fumo quello che è stato fatto in precedenza“.

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Carpi, Bonacini: “Il merito sportivo ci premia, aspetto il Consiglio Federale”

Carpi, Bonacini: “Il merito sportivo ci premia, aspetto il Consiglio Federale”

Il presidente del Carpi, Stefano Bonacini, è intervenuto a Question Time con Gianluca Di Marzio dove ha chiarito il suo punto di vista circa numerosi argomenti come la promozione del suo Carpi in B per merito sportivo, il rapporto con i presidenti di altri club e un’ipotetica riforma futura del calcio italiano, infine anche una chiosa sul Coronavirus contratto. Andiamo a vedere le parole del presidente Bonacini:

“Mi sono stupito delle dichiarazioni di qualche presidente. Credo che Ghirelli abbia lavorato bene. Ha presentato tre soluzioni, sono state fatte le domande e date delle risposte. In assemblea il presidente del Catanzaro ha detto che noi avevamo la migliore media punti, tutti sapevano che votare per il merito sportivo significava che il Carpi aveva la miglior media punti. Galliani mi ha chiamato lunedì per ringraziarmi delle parole. Con questa votazione, oggi si è premiato il Carpi. Ma domani si premierà un’altra realtà. La decisione è stata presa per maggioranza relativa essendo un’assemblea ordinaria, la maggioranza assoluta si necessità in caso di assemblea straordinaria. l merito sportivo è stato decretato in riferimento alla media punti. La Lega ha fatto la sua proposta e l’ha chiarita. Se qualcuno pensava di non essere rispettato doveva dirlo. Alle assemblee bisogna andarci preparati. Per noi questo è il primo passo. Dobbiamo rimetterci al Consiglio Federale, che è l’unico organo che può confermare quanto deliberato. Sono fiducioso perché è composto da membri competenti in materia. Lotito? Penso sia un uomo intelligente. A volte cede in rimostranze troppo forti. Credo sia uno dei pochi che conosce bene il mondo del calcio. Lui ha parlato per anni di riforma del calcio, soprattutto in Lega Pro e in Serie B. E’ un uomo di calcio. Non ho mai chiesto favori, sicuramente non lo chiamerò per interagire sul discorso Carpi. Con Federico Melchiorri mi sono trovato bene (ex Carpi e ora al Perugia), mi dispiace non sia qui con noi, ma in futuro mai dire mai. Il Consiglio Federale dovrà pensare a una riforma complessa. Il prossimo anno la Serie C giocherà a porte chiuse e senza sponsor, con risorse scandalose. La preoccupazione è che se si rimane in  C non so quanti club possano resistere senza sponsor e botteghini. Devono fare qualcosa per forza. La proposta delle 40 squadre in B è passare la terza serie come dilettantistica può essere un’idea. Il Carpi avrebbe vinto il campionato se non ci fosse stato il Covid-19. Qualora fossimo promossi l’obiettivo è proseguire il lavoro fatto quest’anno. Ci sono alcuni ragazzi che sarebbero pronti per la B. Non vogliamo ripetere gli errori della retrocessioni. La retrocessione della scorsa stagione? Sono rimasto deluso, alcune persone mi hanno tradito. Qualche errore l’abbiamo fatto. Ho tanti difetti, ma sono un sognatore. Mi piace pensare che un uomo non ti possa tradire dal punto di vista umano. Sono state fatte cose a livello personale non corrette. Ho contratto il virus, è stato un momento difficile ma i risultati sono positivi adesso. Tutto sembra volgere al meglio. Speriamo bene, è stato un periodo complicato. Sono contento di esserne uscito.”

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Pradè: “Ho contratto il virus e contagiato la mia famiglia, è stato brutto”

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In Italia alcuni hanno sottovalutato il virus, auto convinti dallo sciocco mantra “tanto a me non capita”, ma quando anche le persone famose raccontano di aver contratto il coronavirus allora tutta la popolazione automaticamente si spaventa. Daniele Pradè, DS della Fiorentina, si è raccontato in una bella e toccante intervista a Sky Sport con Luca Marchetti e Gianluca Di Marzio dove ha raccontato la sua brutta esperienza di convivenza col Coronavirus che si è esteso a tutta la sua famiglia. Andiamo a vedere uno stralcio dell’intervista:

Ho portato il virus in casa, l’ho trasmesso a mia moglie, a mia figlia, ai miei cognati e ai miei nipoti e soprattutto ai miei suoceri, che sono stati ricoverati per 30 giorni. Nella sfortuna sono stati ricoverati allo Spallanzani che è un posto di importanza primaria nel mondo per questo tipo di malattie. Il momento più brutto è quando vedi tutta la tua famiglia ammalarsi pian piano, è un virus subdolo e bastardo. Il messaggio che mi sento di dare è proprio quello sul cambiamento delle nostre vite, su come dobbiamo essere accorti con le precauzioni e le distanze, evitando gli assembramenti. Io sarò un portavoce assoluto di questo, quando si hanno tutte le precauzioni e si prendono tutti gli accorgimenti, il calcio e in generale lo sport possono essere un veicolo giusto per far capire questa nuova vita, perché ci dovremmo convivere finché non si troverà un vaccino“.

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Chiellini: “Perdono Conte per essere all’Inter. La Juventus resta più forte”

Chiellini: “Perdono Conte per essere all’Inter. La Juventus resta più forte”

Emergono nuovi passaggi dall’autobiografia di Giorgio Chiellini: questa volta il difensore bianconero parla del rapporto con Antonio Conte, della sua scelta di “tradire” i colori della Vecchia Signora per sposare quelli della Beneamata e del paragone tecnico tra l’Inter e la Juventus. Andiamo a leggere uno stralcio delle dichiarazioni dall’autobiografia del capitano bianconero:

“Conte riesce a creare realtà parallele. Gli perdono di essere all’Inter solo perché lo conosco, gli voglio bene e so che l’ha fatto da serio professionista. Sono sicuro però che qualche dubbio la sera gli verrà, e che quando guarda lo stemma dell’Inter sulla giacca ci resta un po’ così. Dopo di che, resto dell’idea che la Juve sia più forte dell’Inter, anche se non sempre la squadra più forte vince. Vince quella più costante. Conte ti coinvolge come nessuno, ti manda contro tutto e contro tutti. Rende la sua squadra pronta a qualunque cosa, o sei con lui o sei contro di lui, e se sei contro te ne vai. Anche da noi andarono via in tanti, idem quest’anno all’Inter: Antonio arriva e fa piazza pulita. La società nerazzurra aveva già deciso di non puntare su Icardi e Nainggolan, ma Perisic era a disposizione, si vede che Conte l’ha soppesato in ritiro e poi ha deciso che non serviva. Alla Juve, il primo anno, Ziegler non ha neppure finito il ritiro, Melo e Amauri sono durati due giorni. Tutto con Antonio è sempre spinto al massimo: se non vivi di passione, con lui non puoi andare d’accordo. La forza che sa trasmettere alla squadra è qualcosa di automatico: guardate cosa è successo all’Inter da quando è arrivato lui. Gli sono bastate poche settimane di lavoro in estate, ed ecco che la sua squadra ha iniziato a vincere a ripetizione”.

 

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Shevchenko: “Un giorno tornerò come allenatore, ho il Milan nel cuore”

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Il Milan e Andriy Shevchenko, una lunga storia d’amore mai terminata e si sa che certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano. In una diretta Instagram con l’amico giornalista Carlo Pellegatti, l’ex centravanti rossonero ed attuale CT dell’Ucraina ha parlato del presente e del futuro del Milan, del suo amore per il club rossonero e della sua voglia di tornarci in futuro come allenatore, del grande Milan di Ancelotti e del rapporto con i suoi ex compagni di squadra. Andiamo a vedere uno stralcio delle dichiarazioni di Shevchenko:

RIGORE DI MANCHESTER – “Ho pensato di tutto in quei 30 metri, ho visto un video qualche giorno fa del rigore visto da dietro, si notano tutti i miei compagni in attesa che calci. Prima di prendere la palla mi dicevo di non cambiare decisione, volevo aspettare la mossa di Buffon e così ho fatto. Aspettavo il fischio dell’arbitro, non l’avevo sentito perché c’era tanto rumore allo stadio, ma dentro alla mia testa ero pronto“.

DERBY 6-0 – “Avevo grande rispetto per Cesare Maldini, in quel momento non stavamo andando bene ma ci sentivamo bene in quella partita. Era un derby importante per tutti, ma soprattutto per lui: ho creato un grande rapporto con Cesare“.

COMPAGNI – “Il Milan aveva tanti grandi giocatori, siamo cresciuti insieme, abbiamo regalato tante emozioni ai tifosi: ho tanti bei ricordi, c’erano uomini d’onore“.

GALLIANI – “Ho un grande rapporto con lui, mi manda spesso messaggi con vecchi video“.

LOBANOVSKYI E ANCELOTTI – “Sono i due allenatori che mi hanno dato di più nel calcio. Con Lobanovskyi ho imparato la cultura del lavoro, mi ha insegnato tanto: la nostra generazione ha imparato tanto da lui. Quando ho vinto la Champions con il Milan ho portato la coppa sotto il suo monumento, aveva sempre sognato di vincere quel trofeo. Ancelotti è l’allenatore con cui ho vinto di più, è un tecnico che sa costruire ottimi rapporti con i giocatori: ha creato un’atmosfera incredibile nella squadra, anche grazie a Galliani che con Berlusconi ha costruito un grande Milan“.

GOL ALLA JUVE – “Il pallonetto? Volevo tirare, discorso chiuso“.

PARATA DI DUDEK A ISTANBUL – “Mi fa ancora impazzire. Sul rigore ho sbagliato io, ma non capisco ancora come abbia fatto a non entrare quella palla. Non voglio nemmeno più vederla quella parata“.

GOL PIU’ BELLO – “Ne ho fatti tanti, ma quelli che contano sono quelli che ti fanno entrare nella storia: per esempio quello all’Inter in semifinale di Champions nel 2003 o quello di testa in Supercoppa contro il Porto a Monaco. Il gol all’Inter nel 2005 è tra i più belli, poi l’ho fatto in un derby che è una partita molto sentita: quell’Inter poi aveva grandi giocatori“.

EX COMPAGNI – “Costacurta, Albertini e Ambrosini quelli che mi sono stati più vicini all’inizio, anche con Paolo Maldini ho costruito un bel rapporto“.

MILAN ATTUALE – “Ora la cosa più importante è provare a finire al meglio la stagione, devono dare il massimo. Poi si vedrà cosa succederà dopo e che futuro avrà il Milan“.

ALLENATORE DEL MILAN – “Un giorno voglio tornare come allenatore: il Milan è sempre nel mio cuore, ho grande affetto per i tifosi. Vediamo quando e se succederà, ma è uno dei miei obiettivi tornare in rossonero come allenatore. Ora però penso solo all’Ucraina“.

CONSIGLIO AL MILAN – “Dico ai giocatori di dare sempre il massimo in allenamento e in partita, così avranno il rispetto dei tifosi“.

 

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Platini: “Infantino si dimetta. Sono stato vittima di un complotto”

Platini: “Infantino si dimetta. Sono stato vittima di un complotto”

Torna carico più che mai Michel Platini, reduce da una squalifica di 4 anni, e si scaglia contro Gianni Infantino e Michael Lauber. Come riportato da Il Corriere dello Sport, Michel Platini è tornato libero da qualsivoglia inibizione ad ottobre scorso dopo aver scontato una squalifica di 4 anni per un pagamento da due milioni di franchi svizzeri (circa 1,8 milioni di euro) ricevuti nel 2011 dall’allora presidente della FIFA, Joseph Blatter, ma per consulenze relative al periodo 1998-2002. Andiamo a vedere cos’ha detto Michel “Le Roi” Platini:

Infantino è arrivato alla presidenza della FIFA per una sapiente combinazione di circostanze, io credo che dovrebbe rassegnare le dimissioniForse Infantino e Lauber si credono intoccabili, credo che certi rapporti siano cominciati a inizio estate 2015 per tenermi fuori dalla corsa per la presidenza della FIFALauber è consapevole di aver attraversato la linea rossa, mentre Infantino dovrebbe dimettersi, ma dal momento che è alla presidenza della FIFA per un’abile combinazione di circostanze, senza averne legittimamente diritto, farà di tutto per restare aggrappato alla poltrona. Il fatto di essere stato vittima di un complotto è ovvio per me. Nel 2016 la presidenza della FIFA avrebbe dovuto essere mia a larga maggioranza, lo sanno tutti. Infantino, che era il mio segretario generale alla UEFA, lo sapeva meglio di chiunque altro. Tuttavia, come hanno rivelato numerosi articoli di stampa, sembra che Gianni Infantino abbia sapientemente combinato, all’inizio dell’estate 2015, per assicurarsi che fossi escluso dalla gara per la presidenza della FIFA, da accordi ad hoc dietro le quinte”.

Il comitato giudiziario dell’assemblea federale svizzera quest’oggi deve decidere sulla possibile apertura di una procedura di licenziamento per il procuratore Michael Lauber.

 

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Ag. Jesus Corona: “Ho avuto contatti con l’Inter prima della pandemia”

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L’agente di Jesus Corona, Matías Bunge, in un’intervista rilasciata a O Jogo ha parlato dei contatti avuti con l’InterJesús Corona nelle ultime stagioni si è rivelato un giocatore importantissimo per i Dragoes, un calciatore offensivo capace di coprire tutti i ruoli della trequarti: ala destra, rifinitore, ala sinistra e trequartista, anche se il ragazzo preferisce giocare esterno destro. Corona, centrocampista offensivo messicano classe ‘93, è stato protagonista di un’annata di grande spessore dove ha mostrato a tutti la sua grande abilità nel dribbling, qualità che insieme alle spiccate doti di regista offensivo miste alla velocità di esecuzione hanno fatto schizzare il prezzo del suo cartellino intorno ai 40 milioni (cifra ora ridimensionata per via della svalutazione avuta dopo l’esplosione del Coronavirus).

Andiamo a leggere le dichiarazioni di Matías Bunge“Non volevo fare nomi di club, ma data l’inesistenza posso dire che sì, l’Inter è stata tra le società che sono venute da noi. Al momento non ci sono trattative in corso, ma posso dire chiaramente che ci sono stati dei contatti. Anche altri club importanti di Spagna e Inghilterra ci hanno avvicinatiAttenzione, questi contatti risalgono a prima della pandemia. Ora le squadre devono prima riorganizzarsi e solo dopo verranno prese delle decisioni. Ci saranno anche delle società che stavano per comprare perché erano vicine a cedere, ma adesso non si sa. Diciamo che anche il mercato è stato messo in quarantena”.

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La Russa contro Spadafora: “Calcio e scommesse sono risorse per gli sport”

La Russa contro Spadafora: “Calcio e scommesse sono risorse per gli sport”

Il senatore Ignazio La Russa (FDI) attacca Vincenzo Spadafora, il Ministro dello Sport, per le sue continue promesse e dichiarazioni sul calcio. Andiamo a vedere le parole del senatore:

Ho apprezzato il suo grande interesse per gli sport extracalcistici del Ministro Spadafora, che ha voluto dividere nettamente dal calcio, quasi che ci fosse una dicotomia tra il mondo professionistico del calcio e gli altri sport. Nel farlo, ha dimenticato quanto mi hanno insegnato fin da quando ero ragazzo (e ne è passato di tempo). Allora c’era la schedina – in cui si segnavano 1, X, 2 – che serviva a finanziare tutti gli sport minori. Questo non solo non è cambiato, perché nel frattempo il calcio dà molti più soldi allo Stato, in termini di tasse, ma anche il mondo delle scommesse, che i Governi che si sono succeduti hanno voluto ampliare, porta indirettamente agli altri sport tutte quelle risorse, che lei adesso cerca di dire che elargisce. Il ministro dice di aver dato un  1 miliardo di euro, ma non abbiamo ancora dato niente: la prossima volta venga a dire «abbiamo dato», quando il decreto-legge ci sarà. Di promesse che partono ad aprile e vanno a maggio (ora siamo arrivati ad oggi pomeriggio) ne abbiamo viste troppe. Il “rilancio”, come quelli che fanno i terzini, doveva esserci già molto tempo fa. Questo “rilancio” arriverà, ne sono certo, ma non c’è ancora”.

La Russa non ci è andato leggero, ma in effetti non si capiscono ancora le reali intenzioni del Ministro Spadafora: si ripartirà? Se sì, quando? Se non si dovesse ripartire, il Governo come supporterà l’azienda calcistica? Come riportato sul nostro sito il Ministro Spadafora continua col dire che “La linea del Governo è sempre stata quella di tutelare primariamente la salute di tutti” e che I cittadini sono concentrati sul loro lavoro e sulla loro salute, come se il calcio non desse lavoro a migliaia di persone. Su Il Corriere dello Sport di oggi sono riportate per intero le parole del Ministro Spadafora al senato.

 

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Bergomi: “Positivo al Coronavirus ad inizio marzo, l’ho sottovalutato”

Bergomi: “Positivo al Coronavirus ad inizio marzo, l’ho sottovalutato”

Beppe Bergomi, Lo Zio bandiera dell’Inter e pilastro della Nazionale italiana tra gli anni ‘80 e ‘90, in una chiacchierata su Instagram con l’amico Ciccio Valenti ha raccontato la sua brutta esperienza a contatto col Coronavirus. Bergomi ha contratto il virus ad inizio marzo e dopo settimane con problemi all’olfatto e alla schiena ora sta meglio, ma Lo Zio ha ammesso che probabilmente si è ammalato perché ha sottovalutato il virus. Andiamo a vedere cos’ha detto Bergomi:

Ho fatto un test sierologico, sono risultato positivo all’ICG e negativo all’IGM. A inizio marzo sono stato male, ho avuto problemi all’olfatto e alla schiena, ma non ai polmoni. Adesso la fortuna vuole che io abbia gli anticorpi, ma mi hanno spiegato che non proteggono al 100% perché il virus muta. Ma se dovessi prenderlo di nuovo, lo prenderei in forma leggera. Non ho avuto paura. Però sentivo sempre freddo, mi sono fatto portare due stufette. Credevo fosse un’influenza, invece sono risultato positivo. I miei amici mi prendevano in giro e mi dicevano che ci stavo pensando troppo, ma io non stavo bene, avevo sempre dolori, ero fiacco. Non riuscivo a sedermi per il dolore alla schiena, stavo sempre in piedi. Poi dicevano che era meglio non prendere anti-infiammatori. Dopo un po’ il dolore è andato via, ma il tutto è durato 20-25 giorni. Ora sto alla grande, ho ripreso a correre. Ho fatto solamente il test sierologico, ho cercato di fare il tampone, ma mi hanno detto che dopo 30 giorni dovrei essere a posto. Sono stato uno stupido, l’ho sottovalutato. Il 21 febbraio ho fatto l’ultimo allenamento e uno dei ragazzi aveva la polmonite, da lì poi non abbiamo fatto più giocato. Il 26 sono stato a Napoli a commentare la sfida con il Barcellona, poi sono stato a Perugia a vedere la sfida col Benevento. Secondo me l’ho sottovalutata prima, sono stato troppo a contatto con la gente”.

Infine Bergomi e Ciccio Valenti hanno anche parlato un pochino di calcio e della loro Inter: “Io lo terrei, ma con 110 milioni è dura tenerlo. Il sostituto ideale sarebbe Timo Werner. È anche compatibile con Lukaku: il belga gioca sul centrodestra, mentre l’attaccante del Lipsia parte dall’altra parte”.

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