Bonacini: “Abbiamo solo perso tempo, se la C non conta nulla ce lo dicano”

Bonacini: “Abbiamo solo perso tempo, se la C non conta nulla ce lo dicano”

Stefano Bonacini, presidente del Carpi, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com per commentare quanto emerso dal Consiglio Federale. Il presidente Bonacini quest’oggi ha ricevuto una bella doccia fredda, dopo che settimana scorsa il Carpi che era uscito vincitore dall’Assemblea di Lega Pro come quarta promossa in Serie B per meritI sportivi. Il commento a caldo di Bonacini è stato piuttosto piccato: “Abbiamo perso 15 giorni tra interviste, votazioni, discussioni. Ed è rimasto tutto come prima. Io non so neanche cosa facciamo a farle le assemblee“.

Andiamo a vedere cos’ha detto il presidente del Carpi:

Anche i medici di C hanno affermato che è impossibile giocare.
La mia idea me la tengo per me. Nell’assemblea del 7 aprile sono stato l’unico che ho detto ad alta voce che avrei preferito giocare. Tutti gli altri invece erano contrari. Poi a maggio 16 presidenti volevano fare i playoff. L’hanno buttata sull’etica, non giocare non è etico… Adesso è stato annullato tutto e giochiamo. Non so cosa dire veramente“.

Cosa ci si può aspettare dall’incontro del 28 maggio?
Rispondo con una domanda: voi ve lo immaginate cosa succederà? Noi spediamo soldi e tempo e facciamo tutto quello che si doveva fare. Io penso di non partecipare più alle assemblee, tanto è inutile. Non si è preso in considerazione nulla di quello che hanno deciso 60 presidenti. A questo punto ce lo dicano: inutile fare assemblee, aspettate le nostre decisioni. Inutile esprimere delle votazioni“.

Spera che Ghirelli intervenga?
Non lo so. Dichiarino dalla Federcalcio che la Serie C non conta niente, che deve aspettare le decisioni dall’alto. Così uno si adegua. Abbiamo creato tutto questo teatrino, che poi viene cancellato. Io non giudico neanche il risultato finale. Non vado a sindacare su questo, ma se non contiamo niente è giusto che non diciamo niente. Si fa perdere tempo a imprenditori che discutono per 20 giorni e con un colpo di mano non vale niente“.

 

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Lobotka: “Amo Napoli, il debutto al San Paolo è stato incredibile”

Lobotka: “Amo Napoli, il debutto al San Paolo è stato incredibile”

Il neo acquisto di gennaio partenopeo, il centrocampista slovacco Stanislav Lobotka, ha parlato ai profili social della società Napoli rispondendo alle domande dei tifosi. Nel corso della chiacchierata coi tifosi azzurri Lobotka ha parlato dei suoi compagni di squadra, dell’amore per la città di Napoli, del rapporto con Gattuso e del suo emozionante esordio al San Paolo. Andiamo a vedere cos’ha detto:

DIFFERENZE TRA LIGA E SERIE A – “Cosa cambia tra Liga e Serie A? In Italia le squadre difendono di più, si coprono per poi sfruttare i contropiedi. In Spagna c’è più libertà”.

QUALI COMPAGNI TI HANNO IMPRESSIONATO MAGGIORMENTE? – “E’ difficile da dire perchè sono tutti ottimi giocatori, ma se devo fare qualche nome forse dico Mertens, Insigne, Zielinski e Fabian Ruiz”.

IL DEBUTTO AL SAN PAOLO – “Il debutto al San Paolo è stato incredibile, i tifosi mi hanno accolto bene e mi sono sentito alla grande. Mi hanno fatto sentire orgoglioso di far parte di questa squadra”.

CHE RAPPORTO HAI CON HAMSIK? – “Andiamo d’accordo sia in campo che fuori, siamo buoni amici ma dovete chiedere a lui se è davvero così… (ride, nda)”.

TI PIACE NAPOLI? – “Amo Napoli, specialmente il centro storico, cheprofumo di cibo! E’ fantastico, tutta la mia famiglia ama stare qui”.

CHE NE PENSI DI MISTER GATTUSO? – “Con mister Gattuso ho un ottimo rapporto, mi ha colpito ed è un ottimo allenatore. Lui pratica un tipo di calcio che io amo tantissimo, oltre ad essere una persona simpatica, ma quando c’è da lavorare duramente, non si tira mai indietro”.

IL TUO IDOLO? – “Il mio idolo? Ronaldinho, un mito”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Il Consiglio Federale ha deciso: Serie A, B e C avanti fino al 20 agosto

Il Consiglio Federale ha deciso: Serie A, B e C avanti fino al 20 agosto

Il Consiglio federale della FIGC ha deciso per lo stop dei Dilettanti e per il prolungamento della Lega di A, B e C. La stagione 2019/2020 si allunga ancora, quindi, fino al 31 agosto stavolta, dopo che il presidente della UEFA Ceferin nella giornata di ieri ha fatto dietrofront sulla data ultima del 2 agosto (inizialmente prevista per la chiusura della stagione). I campionati di Serie A, Serie B e Serie C riprenderanno non appena sarà possibile; il 28 maggio il Governo, nelle figure di Spadafora e Conte, incontreranno Gravina e Dal Pino per valutare l’andamento dei contagi e dare una risposta definitiva alla ripresa, o meno, dei campionati nazionali. Ieri il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, aveva annunciato l’ok definitivo agli allenamenti collettivi.

La data per terminare la stagione 2019/2020 è quella del 31 agosto, data simbolica per allinearsi alla UEFA e per ragioni contrattuali, mentre la data per terminare i campionati nazionali è quella del 20 agosto. Entro il 20 agosto andranno terminate Serie A, Serie B e Serie C, con la prima che non avrà in alcun modo la formula dei Playoff Scudetto (ipotesi bocciata). Andiamo a vedere il comunicato ufficiale apparso sul sito della FIGC:

Il Consiglio ha assunto una delibera in cui si indica la regolare prosecuzione delle competizioni professionistiche. In subordine, qualora la ripresa non dovesse essere possibile, si procederà a modifiche di format e, in caso di definitiva interruzione, di definizione delle graduatorie con promozioni e retrocessioni con criteri da individuarsi che premino il merito sportivo.

Roma, 20 maggio 2020 — Il presidente Gabriele Gravina ha aperto i lavori alle ore 12.00 con i consiglieri: Dal Pino, Marotta e Lotito per la Lega di A; Balata per la Lega B; Ghirelli, Baumgartner e Lo Monaco per la Lega Pro; Sibilia, Acciardi, Baretti, Frascà, Franchi e Montemurro per la Lega Nazionale Dilettanti; Tommasi. Calcagno, Gama e Zambrotta per gli atleti; Beretta e Giatras per i tecnici; il presidente dell’AIA Nicchi; il presidente del Settore Giovanile e Scolastico Tisci; il presidente del Settore Tecnico Albertini; il segretario generale Brunelli; la presidente della Divisione Calcio Femminile Mantovani; vice presidente UEFA Uva: il membro UEFA nel Consiglio della FIFA Christillin; presidente ECA e membro Comitato Esecutivo della UEFA Agnelli. Invitato, in qualità di uditore, il presidente dell’AIAC Ulivieri. Tutti i consiglieri si sono collegati in conference cali, fatta eccezione per Gravina, Lotito, Ghirelli, Sibilia e Montemurro presenti in sede.

Il presidente federale ha aperto la riunione chiedendo al Consiglio un momento di raccoglimento per tutte le vittime da Covid-19 sottolineando come “le nostre esistenze siano indelebilmente segnate da un’epidemia imprevista e subdola”. Gravina ha ricordato anche diverse personalità legate al mondo del calcio scomparse nelle ultime settimane, compresi i giornalisti Mura, Lauro e Bernard i. Gravina, inoltre, ha informato il Consiglio dell’avvenuta pubblicazione del cosiddetto ‘Decreto Rilancio’ al cui interno sono contenuti provvedimenti molto importanti per il mondo del calcio. In particolare: 1) l’ulteriore rinvio dei pagamenti contributivi e fiscali al mese di settembre; 2) la sospensione dei canoni di locazione e dei diritti di superficie per gli impianti sportivi (anche di Serie A); 3) il riconoscimento della Cassa Integrazione per i contratti dei lavoratori sportivi fino ad un massimo di 50 mila euro lordi; 4) l’istituzione del Fondo Salva Sport con una quota percentuale sul totale della raccolta per le scommesse sportive; 5) l’abbreviazione dei gradi e dei tempi della giustizia sportiva (direttamente il Collegio di Garanzia dello Sport e successivamente il Tar e il Consiglio di Stato) in caso di contenziosi generati dalle decisioni che sono possibili adottare in deroga alle vigenti disposizioni dell’ordinamento federale sulla determinazione delle classifiche in caso di interruzione dei campionati della stagione 19/20 e quindi sulla determinazione degli organici per la stagione 20/21. “Un risultato molto positivo — ha commentato il presidente federale — che segna un momento significativo per l’intero sistema, abbiamo lavorato in silenzio per l’approvazione di provvedimenti di cui si sentiva un grande bisogno”.

Nomine di competenza
Su proposta della Lega Serie A, il Consiglio ha nominato il dott. Gianni Nanni quale componente della Commissione Medico Scientifica della FIGC, in seguito ha nominato Cristiano Fava componente dell’Organismo di Vigilanza.

Competizioni ufficiali professionistiche e dilettantistiche stagione sportiva 20191/2020
In ossequio al principio del merito sportivo quale caposaldo di ogni competizione agonistica, come previsto dal CIO e dal CONI, e in conformità alle disposizioni emanate dalla FIFA e dalla UEFA nelle scorse settimane, nonché a seguito della pubblicazione dell’art. 218 bis del cosiddetto ‘Decreto Rilancio’, la FIGC ha espresso la volontà di riavviare e completare le competizioni nazionali professionistiche fissando al 20 agosto la data ultima di chiusura delle competizioni di Serie A, B e C. Precedentemente al riavvio dell’attività agonistica sarà competenza del Consiglio Federale determinare i criteri di definizione delle competizioni laddove, in ragione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, le stesse dovessero essere nuovamente sospese, secondo i principi di seguito indicati: individuazione di un nuovo format (brevi fasi di playoff e playout al fine di individuare l’esito delle competizioni ivi incluse promozioni e retrocessioni; in caso di definitiva interruzione, definizione della classifica anche applicando oggettivi coefficienti correttivi che tangano conto della organizzazione in gironi elo del diverso numero di gare disputate dai Club e che prevedano in ogni caso promozioni e retrocessioni. Infine, per effetto di quanto deliberato, la stagione sportiva 2020/2021 avrà inizio il prossimo 1 settembre. Per quanto concerne, invece, l’attività dilettantistica, ivi compresa quella femminile fino alla Serie B, valutate le condizioni generali e l’eccezionale situazione determinatasi a causa dell’emergenza Covid-19, il Consiglio ha deliberato di interrompere definitivamente tutte le competizioni, rinviando ad altra delibera i provvedimenti sugli esiti delle stesse competizioni. Resta fissato al 30 giugno il termine per la conclusione dell’attuale stagione sportiva. Per quanto riguarda la Serie A femminile, è stato deciso di verificare nei prossimi giorni le condizioni di ripresa, in base all’applicabilità dei protocolli sanitari da parte dei Club e alla disponibilità di contributi da parte della FIGC.

Licenze Nazionali stagione sportiva 2020/21
Il Consiglio ha aggiornato l’impianto delle licenze Nazionali per l’iscrizione ai campionati professionistici per la stagione 2020/21. Tra le modifiche, ai ammissivi le Società dovranno assolvere al pagamento degli emolumenti (netti) e degli altri compensi scaduti il 31 maggio 2020, intendendosi come tali quelli che, anche sulla scorta dei vari accordi modificativi e novativi eventualmente ratificati dalla Lega, sono effettivamente scaduti a detta data. Si terrà conto in ogni caso degli eventuali contenziosi che dovessero insorgere per il periodo di sospensione delle attività (marzo/aprile). Il termine perentorio per le iscrizioni verrà fissato nella seconda metà di agosto e comunque dopo la fine dei campionati. Per quanto riguarda l’impianto delle garanzie fideiussorie, per la Lega B è stato confermato l’importo di 800 mila euro e per la Serie C l’importo di 350 mila euro. Per i soli Club di Lega Pro, in alternativa o a integrazione, potrà essere prodotta una certificazione della Lega, approvata dall’Assemblea, di aver costituito una garanzia collettiva di efficacia equipollente alle garanzie singole, di pari importo, e nel rispetto degli stessi requisiti richiesti ai soggetti fideiussori. Termini tesseramento in ambito professionistico per la stagione 2020/2021 Nelle more della definizione dei nuovi termini di tesseramento per la stagione sportiva 2020/2021, che saranno stabiliti prossimamente, ha deliberato i termini di deposito dei contratti preliminari: dal 1 giugno al 31 agosto“.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Ag. Jorginho: “La Juventus è un top club, chiunque vorrebbe giocarci”

Ag. Jorginho: “La Juventus è un top club, chiunque vorrebbe giocarci”

Joao Santos, l’agente di Jorginho, ha parlato a Radio Kiss Kiss Napoli dei rumors che vogliono il suo assistito alla Juventus. L’agente del regista italo-brasiliano ha detto che al suo assistito, come a qualunque altro giocatore del pianeta, farebbe piacere giocare nella Juventus ma anche che il ragazzo sta bene al Chelsea dove ha ancora 3 anni di contratto. Andiamo a vedere le parole di Joao Santos:

La Juventus? È una delle principali squadre europee: a tutti i calciatori farebbe piacere un’esperienza in bianconero. Non ho sentito Paratici, ad oggi non mi ha chiamato. Jorginho ha 3 anni di contratto col Chelsea, sta bene a Londra. Ho letto dell’accostamento alla Juve attraverso i giornali e gli organi di informazione. Ritrovare Sarri? Ripeto: la Juventus è uno dei top club del panorama calcistico”.

Jorginho resta il nome preferito da Sarri per rinforzare il centrocampo dei bianconeri per la prossima stagione, anche a costo di sacrificare Miralem Pjanic. Il bosniaco ha un accordo con il Barcellona ma la Juventus vorrebbe contropartite tecniche di livello o maggiore denaro cash da reinvestire poi sul mercato. Gli altri nomi buoni per la mediana bianconera sono Sandro Tonali e Leandro Paredes, che al momento restano però un piano B. Oltre al Barcellona e al Chelsea, come si legge sul nostro sito, quest’oggi si registra anche un forte interesse del Paris Saint-Germain su Miralem Pjanic che offrirebbe ai bianconeri 50 milioni di euro cash, non avendo contropartite tecniche che interessano alla Juventus (cosa che hanno Chelsea e Barcellona che per questo motivo tengono l’offerta per il cartellino di Pjanic ben più bassa).

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Scaloni, CT Argentina: “Lautaro e Messi insieme al Barça? Meglio per noi”

Scaloni, CT Argentina: “Lautaro e Messi insieme al Barça? Meglio per noi”

Lionel Scaloni ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di El Larguero. Il CT dell’Argentina ha parlato del possibile arrivo di Lautaro Martinez al Barcellona a fianco di Messi. Andiamo a vedere uno stralcio di ciò che ha detto il CT dell’Argentina:

Scaloni commenta il possibile trasferimento di Lautaro Martinez al Barcellona: “L’Inter è un grande club e non sarà facile portarlo via. Ha giocato bene insieme a Messi in Nazionale e per noi è un bene che giochino più tempo insieme. Poi c’è Suarez e bisogna capire se Setien ha intenzione di giocare con il tridente. Lautaro è giovane, di grande prospettiva e ha una straordinaria forza di volontà. È un attaccante moderno, come Haaland. Somiglia molto a Suarez, non si danno mai per vinti, si muovono continuamente, è il giocatore che tutti vorrebbero avere”.

Il CT dell’Argentina non ha potuto non commentare il suo miglior calciatore della Nazionale, Leo Messi: “È il miglior giocatore della storia; quando non ci sarà più, ci pentiremo di non poterlo più vedere. In Argentina è amatissimo; io lo vedo in allenamento, vedo le cose che fa, ha ancora tanto da dare”.

Scaloni ha poi detto la sua circa la questione del se Lautaro si sposerebbe bene con i compagni di reparto e se avrebbe sufficiente minutaggio: “Giocare con Messi, Griezmann e Suarez? Si può sempre fare se c’è sacrificio da parte dei giocatori”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Verdone: “La Roma è molto indebitata. Perdere Zaniolo? Una tragedia”

Verdone: “La Roma è molto indebitata. Perdere Zaniolo? Una tragedia”

Il noto attore, regista e tifosissimo giallorosso Carlo Verdone ha rilasciato una bella intervista a Non è la Radio. Nel corso dell’intervista Verdone ha parlato del delicato momento che vive l’Italia, della precaria situazione economica della sua Roma, dei ricordi che ha della sua squadra del cuore e dei suoi progetti cinematografici. Andiamo a vedere cos’ha detto:

Ciao Carlo e benvenuto. La prima domanda, doverosa, è sull’attualità. Pochi giorni fa, insieme a tanti artisti italiani (circa 300) hai firmato un appello al Governo e al Ministro Franceschini per chiedere l’applicazione della Direttiva Europea sul Copyright, un tema importante per la tua categoria.

È una cosa importante perché tutti se ne approfittano. Ci sono delle piattaforme su cui caricano qualsiasi cosa e non va bene, c’è un diritto d’autore da rispettare. Ogni giorno vengono caricati pezzi dei miei film, io non ho mai detto nulla, ma spesso su Youtube vengono caricati i film interi. Quel film ha avuto dei costi, e anche se noi autori non ci guadagniamo niente, quando ti ritrovi pezzi di film su piattaforme che non pagano o pagano pochissimo, non è neanche un mio problema neanche, perché io vengo pagato alla consegna del film, non prendo percentuali, ma francamente bisogna mettere le cose a posto. Qualche secondo si può concedere, un film intero no. Non è vero che tutto appartiene a tutti, non si può andare avanti così, nell’anarchia generale. È una questione etica, più che economica: ci devono essere delle regole. Ogni tanto qualche amico mi dice i film interi su Youtube, io segnalo ma non serve a niente. Ci vogliono delle regola, ma poi ti scontri con dei colossi che queste regole non le vogliono. Perlomeno abbiamo posto il problema, poi vediamo che succede. In questo Paese le cose vanno male anche perché c’è troppa burocrazia che rallenta tutto e che crea anche molta corruzione”.

L’epidemia ha bloccato l’uscita del tuo film “Si vive una volta sola”. Cosa puoi dirci a proposito?

Per noi è stato un duro colpo, poi però ho cercato di prenderla con filosofia anche pensando a chi ha sofferto di più. Noi abbiamo lavorato bene, eravamo molto coesi. Il film è venuto bene, sono riuscito fortunatamente a presentarlo proprio in concomitanza con l’inizio dell’epidemia, peraltro al Nord, nelle zone più colpite, ma fortunatamente non abbiamo avuto problemi. Ci abbiamo lavorato molto, soprattutto dal punto di vista della produzione, è davvero un buon film. Adesso speriamo di recuperarlo ma il film esce, forse nel tardo autunno o a Natale, speriamo recuperando la sala, perché vorrebbe dire che abbiamo superato l’emergenza. La gente deve ritrovare la fiducia di andare in sala. Io tengo molto a questo film: ha un impianto corale, c’è una recitazione notevole da parte di tutti: Anna Foglietta, Max Tortora, Rocco Papaleo. Ci siamo trovati molto bene anche tra di noi, cosa abbastanza difficile nel nostro mondo. Combatteremo per un po’ di promozione quando decideranno la data d’uscita”.

Veniamo alla Roma, con una domanda che è un po’ a metà con il cinema. La Roma è sempre stata molto citata nella storia del cinema, ma tu, che sei l’ultimo e forse unico erede della commedia italiana, non l’hai fatto quasi mai. È una forma di rispetto per la tua fede giallorossa?

Ci fu un episodio, forse ne I mostri, con Gassman che interpretava il supertifoso della Roma, facendo urla incredibili per un gol: una prova da grandissima attore soltanto con questa esultanza. Io penso che il calcio non è la Roma. La Roma l’ho citata solo in Gallo cedrone, quando sono in come dopo essere stato picchiato dagli integralisti islamici, e i miei amici per farmi risvegliare recitano la formazione della Roma dello Scudetto. Quello è l’unico omaggio che ho fatto alla Roma. Io non tocco l’ argomento calcio perché non ci trovo niente di poetico. Sono un tifoso appassionato e fedele, ma io devo trovare poesia e oggi nel calcio non c’è poesia. Lo vediamo anche in questi giorni, con tutti questi problemi, queste complicazioni politiche e burocratiche. Tutto è molto confuso e legato a interessi economi. Potrei fare un film su qualcosa che mi da uno spessore umano forte, su un maratoneta o anche un procuratore che cerca talenti, perché lì c’è un fattore umano, c’è un’anima, ma per la Roma non me la sento. Abbiamo avuto Alberto Sordi e Lino Banfi, a me francamente non viene molta voglia. Potrei fare un film su un uomo che lotta contro sé stesso, ma su una squadra di oggi, con i giocatori milionari, i diritti tv, tutto quello che c’è sotto, che c’è di poetico? Una volta il calcio era poesia, oggi è business. Dove c’è business non c’è poesia”.

Che sensazioni hai sul futuro della Roma? Sei preoccupato?

Sono preoccupato: tra l’epidemia e la delicata situazione del calcio italiano, Friedkin sembra aver fatto un passo indietro. La Roma è molto indebitata, il pericolo maggiore è dover cedere un gioiello come Zaniolo. Sarebbe una tragedia, l’ennesimo giocatore di talento ceduto. Dopo le cessione di Salah e poi anche degli altri, tutti dicevano che era Salah a voler andare via, ma non è vero. Salah voleva restare, invece ci hanno fatto credere che lui volesse andare via. Abbiamo ceduto giocatori con cui potevamo davvero vincere qualcosa, e che oggi vincono altrove. Avevamo l’oro in mano e non c’è rimasto niente. Abbiamo avuto squadre tenute insieme con lo scotch, che hanno fatto il loro meglio e non posso biasimarli, ma i giocatori non erano all’altezza di quelli ceduti. Le mie critiche sono rivolete soprattutto al presidente e alla sua voglia di fare qualcosa di importante in una grande città come Roma. Non mi sembra che sia così, che ci sia entusiasmo, che venga spesso a Roma. Chi comanda alla Roma? Tutti e nessuno. Sicuramente il presidente, ma per interposta persona. La Roma è una squadra mortificata, che sa quello che può fare, anche con un bravo allenatore come Fonseca, ma veri gioielli li abbiamo dati via. Se fai una squadra con i giocatori ceduti sei la squadra più forte del mondo, ma non abbiamo potuto tenerli. Io poi non sopporto le bugie: i giocatori volevano restare, sono stati ceduti per problemi economici. I ragazzi di talento come Zaniolo vanno tenuti a tutti i costi”.

Tu hai vissuto un’epoca molto diversa rispetto a noi. Cos’è per te il romanismo?

Io ho vissuto un’ epoca in cui andavi allo stadio e non avevi paura. Soprattutto negli anni ‘60, tra Roma e Lazio si risolveva tutto a sfottò, qualche ortaggio tirato e un po’ di scenografia, ma non c’era violenza. Poi l’episodio di Paparelli cambia tutto e il calcio prende un’altra direzione. Le curve cominciano a essere frequentate da altre persone, diventa tutto più aggressivo e si perde la poesia che c’era in passato, quando non succedeva niente. Poi siamo entrati in un’altra era, meno poetica. Per me il romanismo sono due colori: il giallo e il rosso. Sono quartieri come Testaccio, quartieri di una Roma vera di un tempo, dove veramente batteva il cuore giallorosso. Quando ti innamori di una squadra sei quasi te a scendere in campo. È questo il bello di questo sport: ti senti quasi un calciatore, perché sai che il tuo tifo spinge quelli in campo a correre. Per me la Roma è una gran parte di Roma. Poi c’è anche la Lazio, ma io la identifico con la mia città”.

Ultima domanda arriva dal nostro Emanuele Giubilei: Totti definì il tempo con il termine “maledetto”. Il passare degli anni colpisce tutti, ma spesso, dal tempo, rubiamo momenti della nostra vita che rendiamo indelebili e indimenticabili. Ti chiediamo quindi tre immagini che non lascerai mai andare via

La prima volta che andai allo stadio con il mio compagno di banco, Franco, che mi fece diventare romanista anche con dei disegni molto belli che poi mi regalava. Io ancora non avevo una fede calcistica e diventai della Roma proprio per questi regali che mi faceva lui. La prima volta all’Olimpico fu per un Roma-Napoli in cui segnò Manfredini. Ricordo molto bene il campo, un Olimpico completamente diverso da oggi, la grande esultanza per quel gol. Poi dico il secondo Scudetto: quella era veramente un grande Roma, con il grande presidente Viola, la Roma di Falcao, Conti, Pruzzo. Quella fu una giornata meravigliosa. Infine quando sono entrato nello spogliatoio dopo Roma-Parma del 2001. Ero insieme a mio figlio, siamo entrati e abbiamo visto i giocatori che urlavano, festeggiavano, si spruzzavano lo spumante addosso, e Fabio Capello chiuso nel suo stanzino, sudato come non mai e ancora arrabbiato perché dopo l’invasione di campo avevamo rischiato l’annullamento della partita. Lui diceva “Questa città è folle, stavamo perdendo la partita!”. Io l’ho fermato, l’ho abbracciato, bagnandomi tutto perché lui era completamente zuppo, e gli ho detto: “Fabio, Roma voleva Cesare, tu oggi sei Cesare per Roma”. Lui sorrise e appoggiò testa sul tavolo, stremato, perché quell’invasione gli fece veramente temere di perdere la grande vittoria dello Scudetto. Quelli sono stati momenti meravigliosi, ma noi ora dobbiamo guardare avanti: è passato troppo tempo dall’ultimo scudetto, e per questo io sto male quando vedo i campioni della Roma andare via. Speriamo che i problemi ora si risolvano. Noi la Roma la ameremo sempre, anche se dovesse prendere delle bastonate, ma ovviamente speriamo che non debba prenderne più”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Acerbi: “Inevitabile marcare stretto l’avversario. Buon colloquio con Lotito”

Acerbi: “Inevitabile marcare stretto l’avversario. Buon colloquio con Lotito”

Francesco Acerbi, intervistato ai microfoni di “Lazio style Radio“, radio ufficiale del club, ha evidenziato il suo punto di vista sulla ripartenza della Serie A e sulle nuove regole in vista della ripresa del campionato:

“Non sarà calcio balilla, quindi è impensabile non poter marcare stretto l’avversario. Giusto che si disputino partite vere come in Germania, sempre però attenendosi alle regole. Senza spettatori il calcio è un po’ triste ma nelle partite di Bundesliga ho visto un buon ritmo. Era solo la prima giornata, nelle gare successive aumenterà l’intensità”

Il calcio è la nostra passione ed il mio lavoro, lo stop è stata una bella mazzata considerando il nostro percorso ma era inevitabile vista la pandemia che si era scatenata: ora fortunatamente i dati stanno migliorando. Mi sono mancati i compagni, l’adrenalina ed il campo”.

Il colloquio con Lotito:

 “Nei giorni scorsi è andato in scena un semplice colloquio con il Presidente dopo due mesi e mezzo che non ci vedevamo, Lotito ha salutato la squadra, è stata una chiacchierata in famiglia. Sono stati toccati tutti gli argomenti a 360°, dagli obiettivi stagionali agli stipendi, è stata una conversazione tra persone mature. Ho letto alcune notizie false, questo mi ha dato molto fastidio: le cose dello spogliatoio devono rimanere nello spogliatoio”.

Poi la conclusione: “Con questo virus, la sicurezza non ce la dà nessuno. Il calcio è un’industria, è la prima passione al mondo: è giusto ripartire”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 27° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Ceferin: “Il calcio non cambierà dopo il virus. I tifosi torneranno presto”

Ceferin: “Il calcio non cambierà dopo il virus. I tifosi torneranno presto”

Il calcio non è cambiato dopo la prima o la seconda guerra mondiale, e non cambierà nemmeno a causa di un virus. La gente ha detto molte volte che il mondo non sarà più lo stesso dopo … questo potrebbe essere vero, ma il mio punto di vista è perché non pensare che il mondo sarà migliore dopo questo virus?”. Così in un’intervista al The Guardian il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin.

Se scommetterebbe sul fatto gli Europei si giocheranno nel 2021:

Sì, vorrei…Non capisco perché non dovrebbe essere così. Non penso che questo virus durerà per sempre. Penso che cambierà prima di quanto molti pensano”. È una situazione grave, ma ora sta andando giù e siamo più cauti. Sappiamo di più sul virus e in generale sono una persona ottimista. Non mi piace questa visione apocalittica secondo cui dobbiamo aspettare la seconda e la terza ondata o anche la quinta ondata. Le persone che conosci probabilmente moriranno un giorno, ma dobbiamo preoccuparci oggi? Io non la penso così. Siamo pronti e seguiremo le raccomandazioni delle autorità, ma sono assolutamente sicuro, personalmente, che il buon vecchio calcio con i tifosi tornerà molto presto“.

Tassa sul lusso e nuovo fair play finanziario

Si tratta dei prossimi obiettivi dell’Uefa, quando la situazione di emergenza dettata dalla pandemia consentirà di affrontare le cose con calma. Sul fair play finanziario il numero uno del calcio europeo ha ribadito che “se i club non seguono le regole, saranno sempre sanzionati, ma ovviamente pensiamo sempre a come migliorare le nostre normative e, se necessario, adattarci ai nuovi tempi. Questo non accadrà molto presto ma stiamo pensando di migliorare modernizzando e facendo qualcosa in più sull’equilibrio competitivo. Stiamo anche prendendo in considerazione una sorta di tassa sul lusso, se possibile. Quindi, ci sono molte idee ma credetemi, durante questi tempi difficili abbiamo smesso di pensare più o meno ai cambiamenti che accadranno in futuro. Ora dobbiamo guidare la nostra nave sulla rotta giusta e siamo vicini a farlo. Quindi, quando le cose si calmeranno, torneremo ai vecchi compiti”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 27° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Totti: “La Lazio non esiste. Monchi è un professionista”

Totti: “La Lazio non esiste. Monchi è un professionista”

Francesco Totti torna a farsi sentire e come al solito non è mai banale, stavolta concede un’intervista al quotidiano spagnolo “Libero” ed affronta moltissimi temi, dalla sua scelta per la Roma, passando per il rifiuto al Real Madrid, fino all’esperienza romanista di Monchi:

Scegliere la Roma:

“Perché la Roma o la Lazio? A me non dovete chiederlo. Per me Roma è la Roma. La Lazio non esiste. Non posso fare paragoni. Ciò non significa che sto parlando male di loro, tutt’altro. Per me la Roma è unica, così come i suoi tifosi. Sono passionali, sentimentali, danno tutto per la maglia”.

“Mia madre era della Lazio per mia nonna. Io giocavo nella Lodigiani, hanno chiamato i miei genitori e a me mi ha chiamato mio fratello Riccardo per parlare di queste due opzioni. Non ho avuto dubbi, mio padre e mio fratello erano della Roma. Ho scelto la Roma, però loro avrebbero preferito la Lazio perché avrebbe pagato. Per fortuna è stata la scelta migliore”.

Capitolo Real Madrid:

“Almeno due. Ne ricordo una, nel 2003. Mi restava un anno di contratto. Ci sono stati alcuni problemi con il presidente per altri motivi, non miei personali. E il Real Madrid mi offriva qualsiasi cifra per andare lì. Complessivamente qualcosa come venti, venticinque milioni. E alla Roma molti soldi. Io, tra alcune cose e altre, avevo una convinzione di andare dell’80%. Inoltre, con la Roma non vivevo il mio momento migliore. Mi hanno offerto molto, qualsiasi cosa, anche la “10” di Figo, che avrebbero venduto all’Inter. C’era Raúl, capitano, simbolo di Madrid, che era quello che guadagnava di più. Ogni giocatore che arrivava doveva guadagnare meno di lui. Ci ho pensato molto. Ilary (non eravamo ancora sposati) mi disse che stava lasciando il suo lavoro e che sarebbe venuta con me. Alla fine Sensi mi ha parlato, abbiamo chiarito tutto… E sono rimasto. È stata una scelta dal cuore in cui la famiglia, gli amici, i tifosi e la Roma hanno pesato molto. Ho avuto la sensazione di fare qualcosa di diverso da quello che fanno normalmente gli altri, che non respingono club di questo tipo. Mi sentivo un grande giocatore e, allo stesso tempo, diverso. Con l’amore verso una maglia. Giocare con loro (il Real Madrid, ndr), appartenere a quel gruppo, sarebbe già stato fantastico. Non giocare dall’inizio non sarebbe stato un problema. Il Real Madrid non è un club normale. A tutti sarebbe piaciuto giocare lì”.

Capitolo Monchi:

“Un rapporto con alti e bassi. Non mi sono mai sentito importante nel progetto. Lui per me è una persona leale, sincera, molto professionale. Non è stato facile il suo arrivo. E’ passato da Siviglia, dove è rimasto per 30 anni, a Roma dove tutti si aspettavano il massimo. E’ arrivato in un momento singolare della gestione americana, penso sia stato mal consigliato. Non si è circondato delle persone che volevano davvero lasciargli fare il suo lavoro. Ha avuto fiducia in altri che pensavano di più a se stessi”.

 


Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




Dan Meis: “Stadio della Roma? Pallotta è stato costantemente ostacolato”

Dan Meis: “Stadio della Roma? Pallotta è stato costantemente ostacolato”

L’architetto Dan Meis ha rilasciato un’intervista ai microfoni di ForzaRoma.info durante la quale ha parlato dello Stadio della Roma. Dan Meis ha parlato dei mille rallentamenti che ha subito il progetto, dello scoraggiamento del presidente James Pallotta, della possibilità che venga costruito o meno lo stadio e di chi sono le colpe per i fin troppi rallentamenti. Andiamo a vedere le parole di Dan Meis circa lo Stadio della Roma:

Cominciamo dalla cosa più importante. Pensa che il progetto diventerà realtà o ha perso le speranze?
“Avevo sperato che fosse quasi completo a questo punto, ma c’è un motivo per l’espressione “Roma non è stata costruita in un giorno”. Credo ancora che verrà costruito. Questo progetto non era come molte altre “proposte di carta” con rendering vistosi e poca sostanza. È stato uno sforzo di sviluppo molto dettagliato e completo con un investimento di decine di milioni di euro”.

Nel febbraio 2019 lei aveva esultato su Twitter per il via libera dopo lo studio del Politecnico di Torino. Sono passati quasi 16 mesi e ancora non è stata poggiata la prima pietra. Come si sente?
“Ovviamente sono deluso. Ci sono stati molti tira e molla inusuali. Neanche lo stadio Olimpico è stato migliorato tuttavia. Per la Roma è fondamentale avere un nuovo stadio per competere ai livelli mondiali”.

Sono passati sei anni dalla presentazione del progetto. Sei anni sono molto tempo, pensa che il progetto necessiti di alcuni ammodernamenti?
“A volte i ritardi hanno un effetto positivo nel darci il tempo di riflettere sulle decisioni prese. Ci sono sicuramente cose che vorrei rivisitare e nuove tecnologie da includere”.

All’inizio di questa avventura lei ha definito lo stadio della Roma il “progetto di una vita”. Come lo definirebbe ora?
“Costruire uno stadio a Roma sarebbe il sogno di ogni architetto. È stato straziante aspettare così tanto ovviamente, ma credo ancora che sia ciò che è giusto per la città e per il club. Inoltre è stato il progetto che ha lanciato il mio lavoro indipendente e per questo sarò sempre grato”.

Che percentuale di colpa dà alle istituzioni italiane per i ritardi?
“Beh… questa è stata sicuramente una parte del problema. I problemi politici rendono estremamente difficile per qualcuno come Jim Pallotta sentirsi sicuro riguardo agli investimenti ed è semplice sentirsi frustrati quando apparentemente dei piccoli problemi spesso diventano ostacoli insormontabili”.

Pensa che Pallotta abbia mollato per quanto riguarda lo stadio?
“Non penso che abbia mollato, ma sono sicuro che ormai sia disilluso. Ha investito una grossa parte del suo patrimonio personale per cercare di costruire qualcosa che potrebbe essere una grossa eredità sia per la Roma che per la città. Deve essere incredibilmente scoraggiante essere costantemente ostacolato”.

Le dispiacerebbe se Pallotta non fosse il presidente che costruirà lo stadio della Roma?
“Sarebbe molto triste per me se non fosse più il proprietario, è stato estremamente coinvolto nella progettazione e nella visione del progetto sin dal primo giorno. È una persona appassionata e mi mancherebbe. Come ho già detto, credo che lo stadio sia cruciale per il valore a lungo termine del club e un progetto estremamente importante per dimostrare la capacità di Roma di muoversi verso il futuro. L’investimento nel progetto è sicuramente prezioso per qualsiasi potenziale nuovo proprietario e data la devastazione del virus sull’Italia, potrebbe essere un’opportunità per la città di dimostrare il suo ottimismo per il futuro della città e della regione”.

Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata


Ascolta il nostro podcast!

Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!