Il 23 marzo ci si allena? Rimanda anche il Cagliari

Il 23 marzo ci si allena? Rimanda anche il Cagliari

Si è discusso tanto in settimana, e ci siamo chiesti: il 23 marzo ci si allena? In Lega negli ultimi giorni c’è stato uno scontro tra Marotta e Lotito (spalleggiato da Cellino e De Laurentis), con il secondo intento a far ripartire gli allenamenti della Lazio  con tutte le tutele del caso. E’ chiaro che vi siano delle zone d’Italia, nelle quali ad oggi è impossibile mettere in atto qualsiasi tipo di tutela, e dove quindi è impossibile tornare ad allenarsi, come a Milano, Brescia, Parma o a Bergamo. Facile dedurne che sarebbe scorretto se mezza Serie A si allenasse mentre l’altra no. In più si fa sempre più assordante la (normale, è il suo lavoro) pretesa  di Tommasi di mettere in sicurezza i calciatori. Infatti oggi Sassuolo, Lecce e Cagliari hanno ufficialmente posticipato il rientro sui campi; i neroverdi ed i giallorossi a “data da destinarsi”, mentre il Cagliari ha imposto ai giocatori di allenarsi in solitaria almeno fino al 31 marzo, inviando ad ogni calciatore una scheda personalizzata. Poi c’è la Lazio che, secondo quanto riporta Tuttomercatoweb, starebbe per posticipare il rientro al 26 marzo, con la certezza di rimandare ancora (anche perché la Lega ha espressamente vietato di ricominciare prima del 4 aprile).  Quindi si agli allenamenti, però a distanza; l’emergenza sta vivendo il suo momento più tragico e le società non vogliono mandare un messaggio di irresponsabilità.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Juventus, l’esodo continua: anche Douglas Costa lascia l’Italia

La Juventus registra un nuovo tesserato che lascia l’Italia: si tratta di Douglas Costa. L’esterno d’attacco brasiliano ha seguito l’esempio dei propri compagni Higuain, Khedira e Pjanic ed ha fatto ritorno nel suo Paese d’origine nonostante l’emergenza Coronavirus. Anche riguardo la situazione dell’ex attaccante di Shakhtar Donetsk e Bayern Monaco permangono dubbi circa la gestione della situazione, vista la situazione di isolamento fiduciario in cui si trovano tutti i tesserati della Juventus dopo la positività certificata di Rugani e Matuidi. Douglas Costa, per partire, ha seguito la stessa identica procedura dei suoi compagni di squadra: l’esito negativo del tampone gli ha permesso di ottenere il permesso del club e volare in Brasile. le motivazioni sarebbero di natura personale, con il giocatore ansioso di ricongiungersi a sua figlia, dalla quale sarebbe rimasto separato per diversi mesi. E’ ovviamente bene ricordare che, al rientro dai rispettivi viaggi, tutti i giocatori della Vecchia Signora, così come quelli di altri club europei, dovranno sottoporsi in misura cautelare a una quarantena di due settimane, al fine di scongiurare qualunque nuovo rischio legato a possibili contagi: misure, questa volta, tassativamente obbligatorie.

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Roma, la strana stagione di Fonseca

Strana stagione di Fonseca al suo primo anno a Roma

Un inizio di stenti, che fece pensare ai tifosi giallorossi di trovarsi davanti il nuovo Zeman, soprattutto dopo il pirotecnico 3-3 casalingo contro il Genoa alla prima di campionato. Poi la ripresa, con pochi gol subiti (anche grazie all’inserimento di Smalling tra i titolari), molta sfortuna (Roma-Cagliari docet) e un 2019 concluso al quarto posto, che faceva ben sperare per il futuro. All’inizio del nuovo anno di nuovo il baratro, i tonfi in casa con Torino e Bologna, la batosta contro il Sassuolo e i gravi infortuni di due pilastri della squadra fino a quel momento: Zaniolo e Diawara, senza dimenticare il calo di un giocatore decisivo come Lorenzo Pellegrini. Di recente si sono visti accenni di risveglio, con il passaggio del turno contro il Gent in Europa League e le vittorie contro Lecce e Cagliari. Infine, lo stop a causa dell’emergenza Coronavirus, che sta costringendo il tecnico portoghese (come tutti d’altronde) a fare a meno del contatto con squadra e società. Si può riassumere in questo modo la strana stagione di Fonseca al suo primo anno alla guida della squadra giallorossa. E fortunatamente, al contrario di molti suoi predecessori in stagioni simili (dal punto di vista dei risultati s’intende), può ancora contare sul pieno sostegno della tifoseria, anche grazie alla mancanza di uscite fuori luogo e al suo non voler considerare la pressione della piazza come un elemento di disturbo. In attesa di tempi migliori per tutti.

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Fiorentina, le big di Serie A su Castrovilli: Commisso corre ai ripari

Che Castrovilli sia stato la vera sorpresa in casa Fiorentina è un fatto certamente incontestabile. Il giovane centrocampista, protagonista di un inizio stagione che lo ha portato anche alla convocazione in Nazionale, ha letteralmente stregato le big della Serie A (soprattutto Roma, Inter e Juventus), pronte ad aggiudicarsi il giocatore a colpi di rilanci nel prossimo mercato. Le idee del presidente del club viola Rocco Commisso sembrano però portare ad un’unica conclusione: Castrovilli resta, a tutti i costi. Il patron americano sa che deve fare in fretta prima che il ragazzo possa farsi ingolosire da qualche proposta mostre ed è pronto a correre ai ripari. Come descritto anche dal Corriere dello Sport, una volta rientrato in Italia Commisso parlerà con il giocatore per capire nel dettaglio il suo livello di coinvolgimento nel progetto tecnico: l’obiettivo è fare di Castrovilli un faro della Fiorentina che verrà, costruendo attorno a lui una squadra competitiva. Gli oltre 80 milioni di euro spesi durante la sessione di mercato invernale non fanno pensare ad altro che a un vero e proprio rilancio per i toscani. Con Castrovilli in mediana e Commisso a portare la Viola sempre più in alto.

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Milan, la rivoluzione partirà dall’attacco: da Ibra a Leao, il punto

Le mosse del Milan per la prossima stagione si concentreranno principalmente nel reparto avanzato: per l’attacco rossonero si prevede una vera e propria rivoluzione. Lifting al reparto avanzato che viene affrontato nel dettaglio dalla Gazzetta dello Sport: dopo l’addio a Piatek durante l’ultima sessione invernale di calciomercato, la società ha messo in discussione anche tutto il resto del reparto. A cominciare da Raphael Leao, arrivato la scorsa estate dal Lille e considerato uno dei pezzi pregiati della rosa prima delle difficoltà di adattamento riscontrate: il portoghese non è ancora riuscito a ritagliarsi un’identità tattica precisa e i guai con lo Sporting Lisbona di certo non semplificano la sua posizione. Discorso diverso per Rebic, che tuttavia potrebbe anche scegliere di risolvere anzitempo il suo prestito biennale, magari spingendo per tornare in Bundesliga. C’è poi tutto il capitolo a parte riguardante Zlatan Ibrahimovic: i rapporti non idilliaci con Gazidis e l’alto ingaggio, fuori dai parametri stabiliti dal club meneghino, sono elementi rilevanti che fanno pensare alla mancanza di presupposti per il rinnovo contrattuale di un’altra stagione. Discorsi che andranno ovviamente affrontati alla ripresa delle ostilità, cercando di costruire finalmente un Milan che rispecchi la sua tradizione vincente.

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Juventus, Cristiano Ronaldo valuta il rientro: le ultime

Cristiano Ronaldo riflette sul prossimo futuro, desideroso di riabbracciare il mondo Juventus. CR7, come noto a tutti, si trova in Portogallo da prima che fossero prese le ultime drastiche misure di contenimento in tema di emergenza sanitaria. Motivo principale della sua partenza era stato l’ictus che aveva colpito la madre Dolores, la quale sembra già sulla via di guarigione; un miglioramento delle condizioni di salute che, come raccontano fonti a lui vicine, ha tranquillizzato molto il fenomeno portoghese, che sta ora valutando senza fretta la data del suo rientro in Italia. Una volta rientrato da Madeira, anche Ronaldo dovrà ovviamente osservare un periodo di quarantena di almeno 14 giorni, per evitare qualunque tipo di rischio dopo i casi di positività acclarata di Rugani e Matuidi. Lo stesso modus operandi di CR7 dovrebbe essere seguito anche da Gonzalo Higuain, Miralem Pjanic e Sami Khedira, anche loro via dall’Italia in questi giorni. La partenza di questi ultimi, arrivata in piena emergenza COVID-19, ha scatenato non poche polemiche tra tifosi e utenti ai lavori: una tempistica che ha creato diversi malumori, nonostante l’assenso alla partenza da parte della stessa Juventus.

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Coronavirus, Pau Lopez: “Situazione difficile, noi impreparati”

Pau Lopez dice la sua sull’emergenza Coronavirus; il portiere spagnolo in forza alla Roma, in un’intervista all’emittente iberica Canal Sur, ha commentato le ultime decisioni del governo italiano e, in generale, la situazione causata dall’emergenza sanitaria: “È una situazione complicata che ci prende tutti impreparati. La stiamo vivendo con tristezza. Roma non è una zona caotica come il nord Italia, ma la situazione è difficile in tutto il paese. Viviamo giorno dopo giorno seguendo le notizie. Il club ha preso delle misure affinché la gente passi più tempo possibile a casa. Ovviamente ne perde il calcio e ne perdono i tifosi, ma sono misure che sono state prese per il bene di tutti”. Intanto il club giallorosso, tramite la fondazione Roma Cares, ha raccolto circa 465.000 da destinare all’ospedale Spallanzani per la lotta al Coronavirus. La raccolta è stata organizzata sul portale GoFundMe ed è vicina a raggiungere il target specificato di 500.000 euro. Scopo dell’iniziativa è anche quello di dare una mano a tutti i membri del personale sanitario impegnati in questa difficilissima situazione. L’ospedale Spallanzani ricevette diverse settimane fa, quando ancora non era prevedibile che l’emergenza raggiungesse una tale portata, i primi due malati di COVID-19 registrati a Roma: si trattava di due turi cinesi. L’ospedale è tra le strutture predisposte dalla Regione Lazio per la lotta al Coronavirus.

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Milan: se esce Donnarumma, pronti Musso e Meret

Milan: se esce Donnarumma, pronti Musso e Meret

Questa estate con tutta probabilità si consumerà il divorzio tra Donnarumma ed il Milan, viste le difficoltà incontrate tra le parti nel rinnovare un contratto già piuttosto importante economicamente parlando e la questione bilancio da risanare visto l’ennesimo mancato ingresso in Champions League (salvo clamorosissime sorprese). Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la cessione di Donnarumma sarebbe sicuramente sanguinosa sul piano tecnico e dannosa da un punto di vista d’immagine, ma sarebbe indispensabile per quanto riguarda le casse del club rossonero; c’è comunque da sottolineare che i tifosi non si opporrebbero più di tanto ad una cessione di Donnarumma, visto il rapporto non idilliaco che il portierone ha da sempre avuto coi supporters del Milan.

Mentre sul tavolo delle trattative tra Gazidis e Rangnick si decide il futuro dirigenziale del Milan, Maldini e Massara (ancora incerti sul loro futuro nel club) si occupano del mercato: in caso di uscita di Donnarumma servirà un titolare giovane e all’altezza ma economicamente più sostenibile. Al momento sono due i profili sondati in casa Milan per il futuro della porta rossonera: Alex Meret, ventiduenne portiere del Napoli, ed il venticinquenne Juan Musso dell’Udinese. Secondo i dati Transfermarkt le valutazioni dei sostituti di Donnarumma non sarebbero comunque basse: Alex Meret al momento è valutato 35 milioni, Juan Musso invece 15 milioni ma sull’argentino in estate si scatenerà un’asta tra più società visto che il portiere interessa a molte società, tra le quali l’Inter.

 

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Roma: non c’è pace con i terzini, possibile ennesima rivoluzione in estate.

Roma: non c’è pace con i terzini, possibile ennesima rivoluzione in estate.

Il mondo del calcio è alle prese con problemi più grandi e pericolosi del calciomercato, eppure tutte le società quando si calmerà questa tempesta saranno chiamate a fare delle valutazioni. La Roma non è esclusa ed inevitabilmente uno snodo del prossimo calciomercato giallorosso sarà la questione terzini; alle porte c’è l’ennesima rivoluzione estiva, considerando che al momento in rosa ci sono: Santon, Zappacosta, Kolarov, Spinazzola, Bruno Peres (da gennaio) e Florenzi ( che tornerà in estate da Valencia). Kolarov inizia ad essere in là con gli anni e gli attriti con la tifoseria ne hanno messo a rischio la permanenza; Santon e Spinazzola saranno esaminati nel ritiro precampionato, ma restano i più accreditati a rimanere in giallorosso; Florenzi dovrà pensare a come gestire la prossima stagione, sapendo che a Roma difficilmente partirà dall’inizio, e con gli Europei fissati a giugno 2021 potrebbe optare per andare a giocare da titolare con un’altra maglia; Zappacosta dovrebbe tornare al Chelsea, ma la volontà di Petrachi è quella di tenere l’esterno ex blues, considerando anche che in questa stagione per lungo tempo è stato indisponibile. Ed infine c’è Bruno Peres, l’esterno ex Torino è tornato a Roma a gennaio ed inaspettatamente si è rivelato una pedina importante per Fonseca, non è da escludere una sua permanenza nella capitale.

 

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Il Milan che Gazidis sogna con Rangnick

Il Milan che Gazidis sogna con Rangnick

Ormai Ivan Gazidis è uscito allo scoperto: vuole a tutti i costi Ralph Rangnick a capo dell’area tecnica del suo nuovo Milan. Dopo il licenziamento di Zvone Boban anche i dirigenti Maldini e Massara rischiano il siluramento e non va troppo meglio al tecnico Pioli che non sa se tra qualche mese sarà ancora l’allenatore del Milan. L’uragano Rangnick, qualora dovesse firmare coi rossoneri, si abbatterà fortissimo sul club di Via Turati pertanto una rivoluzione culturale, tecnico e tattica come non se ne vedevano da tempo.

Come si legge sulle colonne di Tuttosport, Gazidis e Rangnick avrebbero intenzione di fondare il nuovo Milan basandosi sul modello Red Bull, che ha reso celebri e competitive il Salisburgo ed il Lipsia, puntando dunque su giovani di qualità tenendo il monte ingaggi comunque tra cifre contenute. Gazidis vorrebbe Rangnick in stile allenatore-manager (alla Wenger per intenderci) ma il sessantunenne tedesco al momento sarebbe più orientato ad accettare un ruolo da capo dello scouting e dell’area tecnica, mentre per la panchina un profilo ideale sarebbe quello di Gian Piero Gasperini. L’idea del fondo Elliott sarebbe quella di creare poi una sinergia col club francese Lille, per aumentare la rete di scouting ed avere un appoggio per i calciatori da far crescere in prestito.

Il Red Bull Lipsia allenato da Nagelsmann ha un monte ingaggi di circa 70 milioni lordi ed un’età media della rosa di 23 anni e mezzo, è questo il modello che vorrebbe riproporre Ralph Rangnick al Milan; il tetto massimo d’ingaggio al RB Lipsia è di 2.5 milioni, stipendio percepito solamente dal terzino Angelino e dal trequartista Sabitzer.

Il Coronavirus ha rallentato la trattativa tra Gazidis e Rangnick, ma il Milan e il dirigente tedesco continueranno a parlare per cercare un accordo nel prossimo futuro.

 

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“Il genio ha di bello che somiglia a tutto il mondo e che nessuno gli somiglia.”
Ralf Rangnick è un po’ Wenger, un po’ Völler, un po’ Zorc e un po’ Berlusconi… è un po’ tutti, ma nessuno di questi, perché forse è la perfetta fusione tra questi uomini qui citati. Rangnick è genio calcistico a tutto tondo: giocatore, allenatore, direttore sportivo, scout e dirigente, ed è grazie a questa sua eccezionale polivalenza che si è meritato prima un posto come Head of Sport and Development Soccer del gruppo Red Bull (proprietario di numerose squadre di calcio come Salisburgo e Lipsia). I risultati ottenuti nei vari campi hanno fatto drizzare le antenne a Gazidis che ora lo vuole come manager tuttofare al Milan, dove prenderebbe il posto dei non troppo concordi Pioli, Boban, Massara e Maldini. Ne abbiamo parlato nel podcast tematico riguardante la Bundesliga.