Analizziamo le quote dei quarti di finale di Europa League

Giovedì 13 aprile si sono giocate le prime quattro partite di Europa League valide per un posto in semifinale. Quattro sfide che hanno mostrato un equilibrio abbastanza omogeneo tra le otto squadre coinvolte e che, giovedì 20 aprile con la gara di ritorno, ci mostreranno quali saranno davvero in grado di arrivare fino alla fine.

Due le italiane in ancora in corsa: Roma e Juventus. La prima ha ripetuto la finale di Conference League dello scorso anno, venendo però beffata dal Feyenoord 1-0 nonostante una partita affrontata ad armi pari. La squadra di Mourinho ha colpito due legni, fallendo anche un rigore nel primo tempo che avrebbe potuto cambiare le sorti del match, e non è mai riuscita ad essere davvero pericolosa. La Juventus, invece, ha trovato la vittoria di misura allo Stadium grazie al gol di Federico Gatti, che trova così la prima marcatura in maglia bianconera, nonostante la netta superiorità dello Sporting.

Dall’altra parte, Manchester United-Siviglia è terminata con il pareggio per 2-2, così come è terminata in pareggio anche Bayern Leverkusen-Union SG (1-1). Nulla è deciso, e solo le partite di ritorno potranno rompere il sostanziale equilibrio visto l’altra sera.

Manchester United e Juventus le favorite per la vittoria della Coppa secondo i bookmakers stranieri, che bancano i Red Devils a 3.00 contro i 4.50 della Vecchia Signora. Seguono Roma, Feyenoord e Leverkusen a 8.00. Ma andiamo a vedere le singole partite e i possibili pronostici secondo i siti scommesse.

Roma-Feyenoord sembra favorire i giallorossi, forti anche del fattore campo, che nel mercato Esito Finale 1×2 sono bancati a 1.90 contro i 4.00 della squadra ospite. L’1-0 sembra il risultato più probabile (6.25), seguito dall’1-1 (7.25), dallo 0-0 (8.75) e dal 2-1 (8.75). Alla Roma serve però almeno un 2-0, che viene bancato a 9.00 secondo Snai.

Un risultato che appare leggermente favorito anche nel mercato Gol/NoGol, che banca la rete inviolata a 1.83 contro l’1.87 del gol da parte di entrambe. Anche il mercato Under/Over2.5 suggerisce la somma reti sotto le due unità (1.70). Nonostante queste premesse, il bookmaker italiano quota, nel mercato Testa a Testa, il passaggio degli olandesi come favorito (1.65 contro 2.25).

Sporting-Juventus invece, a discapito dei pronostici sulla vincente della competizione, potrebbe non essere una passeggiata per gli uomini di Allegri. Se già la Juventus ha faticato allo Stadium, il ritorno all’Estadio José Alvalade si preannuncia davvero ostico. Secondo i bookmakers saranno i portoghesi ad avere la meglio, bancati a 2.35 contro i 3.15 della Juve.

Il Risultato Esatto più probabile sembra essere però l’1-1, bancato a 6.25, seguito dall’1-0 (7.75), dallo 0-0 (8.75) e dallo 0-1 (9.25). Alla Juventus basterà un pareggio per passare il turno, e prevediamo quindi una partita fatta di chiusure e ripartenze. Nel mercato Gol/NoGol prevale l’esito Gol (1.77), mentre l’Under/Over2.5 propende per il risultato Under2.5 (1.67).

Siviglia-Manchester United sarà una partita da vedere con attenzione. Nella gara di andata ha fatto tutto il Manchester: doppio vantaggio già al 21’ minuto grazie alla doppietta di Sabitzer, poi doppio autogol quando mancavano sei minuti alla fine del match. Il ritorno allo Stadio Ramon Sanchez Pizjuan si preannuncia impegnativo, anche se il Siviglia non sta brillando in campionato.

Secondo i bookmakers sono ancora gli inglesi i favoriti, bancati a 2.00 contro i 3.60 nel mercato Esito Finale 1×2. L’1-1 appare il risultato più probabile (7.25), seguito dallo 0-1 (8.25) e dall’1-2 (8.75). Il mercato Gol/NoGol suggerisce una realizzazione per parte (1.63) e una goleada con l’Over2.5 bancato a 1.75.

Chiudiamo con Union SG-Leverkuse. La squadra belga è andata contro ogni pronostico, è si è presentata a questi quarti di finale senza la paura referenziale nei confronti della Werkself. I rossoneri di Leverkusen, però, rimangono i favoriti per questo match, e il sito scommesse Snai quota la vittoria in trasferta a 2.10 contro i 3.40 della squadra di casa.

Nel mercato Risultato Esatto è l’1-1 a prevalere (7.00), seguito dallo 0-1 (8.50) e dall’1-2 (9.00). Nonostante le statistiche della partita di andata sembrano tutte a favore del Leverkusen (64% possesso palla, 15 tiri contro 8, 578 passaggi contro 333 e 8 corner contro 4), potrebbero diventare una delle partite più interessanti di questi quarti di finale. Appuntamento, dunque, a giovedì 20 aprile per conoscere le semifinaliste dell’Europa League 2022-23.




Dentro la rinascita di Milan e Juventus

È stato un gennaio da incubo per i tifosi del Milan e della Juventus. I rossoneri, dopo la vittoria in casa della Salernitana, hanno visto il pareggio in casa contro la Roma (2-2); l’eliminazione negli ottavi di Coppa Italia da parte del Torino (0-1); il pareggio con il Lecce fuori casa (2-2); l’umiliazione nel derby contro l’Inter in finale di Supercoppa Italiana (0-3); poi il 4-0 in casa della Lazio; la sconfitta contro il Sassuolo al Meazza (2-5) e ancora la sconfitta contro l’Inter in campionato (1-0).

Un periodo nel quale la panchina di Pioli stava seriamente traballando e dal quale non si vedeva via di uscita. Le critiche verso giocatori, allenatore e la stessa società piovevano da tutte le parti da esperti del settore e non solo. Il Milan non riusciva più a vincere, perdendo terreno nell’inseguimento del Napoli e nella lotta alla Champions League.

La Juventus dal canto suo, dopo la pesante sconfitta in campionato da parte del Napoli (5-1 al San Paolo il 13 gennaio), si era vista togliere 15 punti dal giudice sportivo in merito all’inchiesta “Prisma” e al caso plusvalenze. Un colpo che ha proiettato i bianconeri da un giorno all’altro in decima posizione, fuori dall’Europa e dalla lotta Champions. Il colpo si è visto anche in campo: prima il pareggio in casa contro l’Atalanta (3-3); poi la sconfitta contro il Monza, di nuovo allo Stadium (0-2).

Per entrambe febbraio è stato il mese della rinascita, con risultati convincenti frutto di lavoro, scelte tattiche e giocatori ritrovati. Ora la Juventus può puntare addirittura ad un posto in Champions, come riportano i bookmakers con scommesse sportive da 1 euro. Vediamo dunque da cosa è dipesa la rinascita delle due squadre e dove possono arrivare in questa ultima parte di stagione.

Partiamo dal Milan, che dopo l’ultima disfatta contro l’Inter è riuscita a incasellare 4 vittorie consecutive: 1-0 contro il Torino; 1-0 contro il Tottenham negli ottavi di Champions League; 0-1 contro il Monza e 2-0 contro l’Atalanta. Poi la sconfitta di misura contro la Fiorentina al Franchi e infine il pareggio decisivo nel ritorno di Champions contro il Tottenham. Il passaggio ai quarti era un traguardo che in pochi avrebbero sperato, soprattutto vista la spirale negativa nella quale si erano infilati i rossoneri.

Pioli ha avuto la capacità di trovare il bandolo della matassa e sbrogliare una situazione che stava degenerando. Passando alla difesa a tre ha trovato in Malick Thiaw una garanzia al centro della difesa. Non è un caso se, a partire dalla vittoria di Torino, sono state solo 2 le reti subite in sei gare (0,33 a partita) con cinque clean sheet. E, a proposito di porta inviolata, fondamentale anche il recente rientro di Maignan tra i pali. Una rinascita rossonera che parte quindi da dietro, da una solidità difensiva che trasmette sicurezza a tutta la squadra.

La solidità difensiva è stata l’arma in più anche della Juventus, che dopo la disfatta con il Monza ha superato la Lazio nei quarti di Coppa Italia per 1-0; ha battuto la Salernitana in campionato con il risultato di 0-3; ha superato la Fiorentina per 1-0 ed ha battuto lo Spezia con il risultato di 0-2. Anche in Europa League sono arrivati i risultati sperati: 1-1 l’andata contro il Nantes e 0-3 il ritorno. Infine, vinto 4-2 anche il derby della Mole.

C’è stato solo un calo, contro la Roma all’Olimpico (1-0 per i giallorossi), poi ancora una vittoria per 1-0 contro il Friburgo negli ottavi di Europa League e la vittoria in campionato contro la Sampdoria (4-2). L’epilogo di questa rinascita bianconera potrebbe avere il suo culmine con il ricorso alla Corte d’Appello tramite il Collegio di Garanzia del Coni, che potrebbe invalidare la sentenza e restituire alla Vecchia Signora i 15 punti di penalizzazione. Significherebbe arrivare a 53 punti, tre in più dell’Inter e seconda posizione in campionato. Ecco, dunque, che la corsa Champions non è solamente un’illusione, ma una possibilità concreta.




Quali sono i giocatori di Serie B con più presenze di sempre?

Prosegue la serie A, con il Napoli che non accenna a mollare e le altre che provano a inseguire per dare un po’ di vitalità a un campionato che sembra già scritto. I bookmakers e gli scommettitori hanno spostato l’interesse sulla lotta all’Europa e alla sfida salvezza, ma non sembra ci sia più quella passione che accendeva gli animi come una volta. Se invece vuoi puntare sulla Serie B, consulta il sito https://www2.italianonlinecasino.net/ per le quote aggiornate.

Il campionato cadetto, come disse Mauro Balata, presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie B, «…è il vero campionato degli italiani, è nel nostro DNA. Non solo perché il 71% dei giocatori tesserati sono italiani ma anche perché abbiamo un legame particolare con il territorio, con il sociale, con la gente. E l’impegno della Lega e delle società è quello di dialogare e interagire costantemente con essi».

Dichiarazioni sincere e sentite, che evidenziano come ci sia un seguito molto appassionato in Serie B, fatto di tifosi che vivono ardentemente il territorio e le sorti della propria squadra, a volte ancor di più che nella serie maggiore. E l’alta percentuale di giocatori nazionali, come evidenziato dallo stesso Balata, sembra andare contro a un sistema calcistico che, nella serie A come nei principali campionati europei, è spesso orientato verso calciatori stranieri.

Recentemente anche Roberto Baggio ha sottolineato questa tendenza tramite una dichiarazione a Sportweek, settimanale della Gazzetta dello Sport: «A volte vedo calciatori in Serie C o D che hanno un talento incredibile. Gente che dà del tu al pallone. Mi soffermo a guardare i loro movimenti, le loro giocate, e dentro di me mi domando: come può uno del genere giocare in serie minori? Possibile che non lo noti nessuno? Poi vedo approdare calciatori in Serie A che fanno solo da comparsa. Calciatori presi in campionati sconosciuti, ma che per qualche ragione entrano nel giro giusto e approdano magicamente nella massima serie».

E aggiunge: «Sarà merito dei procuratori, degli sponsor? Non è dato saperlo…Per rilanciare il calcio Italiano servono calciatori Italiani. Nelle serie minori ce ne sono tanti. Quando giocavo io arrivavano in Serie A solo stranieri che valevano veramente. Poi ci sono state anche molte eccezioni, ma ci può stare. Mi piacerebbe che vengano valorizzati i settori giovanili, come sta accadendo da svariati anni in Germania, e Spagna. Solo così riusciremo a tornare a grandi livelli. Le società devono svegliarsi, comprese le grandi squadre. Devono dare più potere al calciatore e non ai procuratori.»

Se andiamo a vedere l’attuale classifica dei marcatori di serie A abbiamo solo 2 giocatori italiani (Immobile e Zaccagni) nei primi 14 cannonieri, mentre nella serie cadetta il rapporto è quasi opposto: solo 3 stranieri nei primi 13 marcatori. Che sia realmente una questione di capacità o di procuratori non è dato saperlo, quello che sappiamo con certezza è che, se andiamo a ritroso nel tempo, troviamo calciatori che hanno scritto davvero la storia della serie B che avrebbero meritato di certo una vetrina importante anche in serie A.

Come Luigi Cagni, nato a Brescia il 14 giugno 1950, ex difensore e allenatore. In serie B occupa il primo posto tra i giocatori con il maggior numero di presenze: 485 gare giocate in 16 stagioni dal 1970 al 1987. 256 presenze con il Brescia e 229 con la Sambenedettese. In carriera ha vinto 1 campionato Primavera e 1 campionato De Martino nel 1968-69; da allenatore un campionato di Serie C (1990-91) e 1 campionato di Serie B (1994-95), entrambi con il Piacenza. Chiude la carriera compiendo l’impresa di salvare il suo Brescia dalla retrocessione in serie C nella stagione 2016-17.

Al secondo posto della classifica troviamo Juri Tamburini, con 418 presenze. Nelle 14 stagioni che lo hanno visto militare in serie B dal 1998 al 2012 ha vestito le maglie di Cesena (20), Vicenza (93),

Salernitana (63), Modena (233) e Ascoli (9). Da calciatore, a differenza di Gigi Cagni, non ha mai esordito in serie A, pur avendone avuto la possibilità con il Vicenza. Dopo aver contribuito alla promozione dei biancorossi in massima serie, infatti, viene ceduto alla Salernitana. Dal 2019 ha intrapreso la carriera di allenatore, ed attualmente è il tecnico dell’under 16 del Cesena.

Con 413 presenze in 13 stagioni, al terzo posto della classifica di tutti i tempi, troviamo Daniele Di Donato, ex centrocampista di Torino (8), Palermo (101), Arezzo (77), Ascoli (207) e Cittadella (20). Ha debuttato tra i professionisti nella stagione 1996-97, giocando 8 partite e realizzando anche 1 gol alla seconda presenza in carriera. Chiuderà con il Cittadella in serie B collezionando anche 23 presenza in serie A con il Siena nel 2004-05. Attualmente è tecnico del Latina in serie C.

Segue Simone Rizzato, 411 presenza in 12 stagioni vestendo le maglie di Torino (30), Catanzaro (21), Ancona (41), Reggina (153), Trapani (153) e Avellino (13). Un assaggio di serie A con il Chievo, da gennaio a giugno 2005, senza però registrare mai una presenza. Nasce a Terracina il 21 settembre 1981, esordisce in C2 nel 1998-99 con il Fano, e chiude la carriera in Eccellenza, con l’Atletico Gallo Colbordolo, nel luglio 2022.

Davide Nicola, volto noto ai più per le numerose presenze sulle panchine di serie A alla guida di Crotone, Udinese, Genoa, Torino e Salernitana, occupa il quinto posto in classifica. Le 402 presenze in 14 stagioni dal 1993 al 2008 sono state giocate sotto le bandiere di Fidelis Andria (26), Ancona (27), Genoa (167), Pescara (7), Ternana (94), Torino (35), Spezia (28), Ravenna (18). Per lui una lunga carriera in serie B, iniziata nella stagione 1993-94 e proseguita ininterrottamente per 10 stagioni. Poi un anno in serie A, con il Siena, per poi tornare in B e chiudere la carriera con il Lumezzane nella lega pro prima divisione.

Seguono Giacomo Zunico (402 presenze) e Francesco Renzetti (397) presenze, unico giocatore in top10 ancora in attività. Poi Luigi Tonani (395), Federico Giampaolo (391), Massimo Rastelli (388), Giovanni Udovicich (383), Gennaro Ruotolo (381), Claudio Ottoni (380), Stefan Schwoch (380) e molti altri.




Quanto guadagna Sarri alla Lazio? Il suo stipendio

Maurizio Sarri, dopo la vittoria dello scudetto con la Juventus e un successivo anno di sosta, è diventato l’allenatore della Lazio nella stagione sportiva 2021/2022. Arrivato ufficialmente in biancoceleste l’8 giugno 2021 ha firmato un contratto biennale con opzione per un terzo anno a 3 milioni di euro a stagione. Dopo un grande campionato, chiuso al 5° posto in Serie A, il presidente Claudio Lotito stringe un nuovo accordo con il tecnico toscano, blindando così Sarri fino al 30 giugno 2025 e portando il suo ingaggio annuale a 3,5 milioni di euro.

La crescita della Lazio con Sarri

La sinergia che si è creata fra l’ambiente e il tecnico spingono naturalmente la società e l’allenatore a continuare a voler far crescere il progetto e arrivare a raggiungere nuovi obiettivi insieme. Durante la seconda stagione, ancora in corso, la Lazio riesce a esprimere un ottimo gioco – marchio di fabbrica dell’allenatore toscano – e a sorprendere con diverse statistiche: i biancocelesti sono attualmente la seconda miglior difesa della Serie A, solo 11 gol subiti, meglio di loro ha fatto solo la Juventus con 7. La difesa sta registrando ottimi numeri anche per quanto riguarda le azioni da goal che concede, tutti segnali di come i giocatori siano ben organizzati in campo e coesi nel pensiero del tecnico. Da segnalare anche i numeri di Provedel, portiere arrivato nella capitale per fare il secondo e diventato un punto fermo della squadra, attualmente nel campionato è il terzo per reti subite per 90′ e per percentuale di parate (79,2%) e il portiere di Serie A che gioca più azioni offensive fuori dall’area.

Quanto guadagna Sarri? Confronto con gli altri allenatori

Maurizio Sarri nella classifica degli stipendi degli allenatori in Serie A per la stagione 2022/2023 è attualmente quinto a parimerito con Gian Piero Gasperini, tecnico dell’Atalanta, anche lui fresco di rinnovo e di ritocco dell’ingaggio. Davanti a Sarri troviamo Pioli (Milan) con quattro milioni annui e Inzaghi (Inter) con cinque. Più staccati, nelle primissime posizioni, ci sono gli allenatori di Roma e Juventus, Mourinho e Allegri, infatti, guidano la classifica degli allenatori più pagati in Serie A con sette milioni di stipendio annuali.




Classifica dei portieri in Serie A per parate

Italia patria di portieri! Quanti grandissimi numeri 1 abbiamo avuto dal dopoguerra in poi, dalla A alla Z ne possiamo nominare finché volete, da Albertosi a Zoff, passando per Buffon, Peruzzi, Bordon, Tancredi, Garella, Zenga. E la nuova generazione non tradisce la bontà della scuola italiana: in primis, il predestinato Donnarumma, lanciato in serie A a 16 anni da Sinisa Mihajlovic, e ora titolare fisso in Nazionale e nel Paris St. Germain di Mbappè, Messi, Neymar e Verratti.

Eppure, c’è questa insana voglia da parte dei club di serie A a ingaggiare portieri stranieri, tant’è che tanti bravissimi talenti nostrani finiscono per giocare in serie B e addirittura in serie C, pur di aver un posto da titolare.

Infatti, siamo andati a curiosare nella classifica dei portieri in Serie A per parate, che qui trascriviamo aggiornata dopo la settima di campionato, indicando tutti quelli che finora hanno giocato.

 

1 A. Radu Por CRE 40
2 B. Dragowski Por SPE 33
3 L. Montipo Por VER 29
4 L. Skorupski Por BOL 24
5 E. Audero Por SAM 24
6 W. Falcone Por LEC 24
7 L. Sepe Por SAL 24
8 S. Handanovic Por INT 23
9 M. Di Gregorio Por MON 21
10 I. Provedel Por LAZ 21
11 V. Milinkovic-Savic Por TOR 20
12 M. Silvestri Por UDI 19
13 M. Perin Por JUV 18
14 G. Vicario Por EMP 18
15 A. Meret Por NAP 17
16 J. Musso Por ATA 16
17 M. Maignan Por MIL 15
18 Rui Patricio Por ROM 11
19 A. Consigli Por SAS 8
20 P. Gollini Por FIO 6
21 M. Sportiello Por ATA 5
22 P. Terracciano Por FIO 5
23 W. Szczesny Por JUV 3

Sui 23 portieri finora scesi in campo, ci sono 14 giocatori italiani e 9 stranieri, il che è una discreta percentuale (ovvero il 61%), ma ci si aspetterebbe di più vista la bontà della nostra scuola.

Non sorprende che tra i primi posti ci siano portieri che giocano nelle squadre che lottano per salvarsi, è evidente che si devono difendere di più e che dunque i portieri siano più impegnati. Sorprende invece la presenza di Handanovic dell’Inter, un indicatore chiaro della difficoltà dei nerazzurri in questa prima parte di campionato, in cui hanno collezionato già 3 sconfitte. Poche parate per entrambi i portieri della Fiorentina, non a caso la squadra con più 0-0 ottenuti.

Gli appassionati di scommesse sportive trovano nelle quote calcio anche la possibilità di puntare su quante parate faranno i portieri durante una gara: ad esempio, si deve pronosticare se, nell’incontro di riferimento, il numero di parate effettuate dal portiere indicato saranno uguali o maggiori al valore X (ESITO SI) o meno (ESITO NO). Inoltre, ai fini della scommessa valgono solo i tempi regolamentari, inclusi eventuali minuti di recupero; in caso di mancata partecipazione all’incontro del giocatore indicato, le scommesse vengono rimborsate.

Questa classifica può dare dunque qualche indicazione su come effettuare le giocate!




El Loco Bielsa esonerato dal Leeds United in Premier League

L’eccentrico allenatore argentino Marcelo Bielsa, più noto come El Loco (in italiano, letteralmente, il pazzo), fino a pochi  giorni fa allenava in Premier League il Leeds United, squadra di grande tradizione nel campionato inglese, vincitore di 3 titoli nazionali, 1 Coppa d’Inghilterra, 1 Coppa di Lega, 2 Community Shield e 2 Coppa delle Fiere tra gli anni 60’ e 70’. Erano gli anni d’oro del tecnico Don Revie, ricchi di successi e ottimi piazzamenti in Inghilterra e nelle Coppe Europee. I tifosi di lunga memoria ricorderanno anche la vittoria in Coppa delle Fiere contro la Juventus, nel 1971.

Bielsa è stato ingaggiato dal Leeds a giugno del 2018, quando la squadra militava in Championship (l’equivalente della nostra serie B). Conclude la sua prima stagione al terzo posto, ed è eliminato dal Derby County di Frank Lampard nello spareggio promozione. Ma si rifà l’anno dopo conquistando il primo posto e la promozione con due turni di anticipo, e riportando così il Leeds in Premier League dopo ben 16 anni di assenza.

Nella prima stagione di Premier League, il Leeds naviga tutto sommato in acque tranquille per tutta la stagione, classificandosi al nono posto con 59 punti, grazie anche ai 17 gol di Patrick Bamford e al talento del brasiliano naturalizzato spagnolo Rodrigo, acquistato dal Valencia.

Quest’anno però le cose si sono complicate, e la squadra lotta per non retrocedere. Dopo 26 giornate, con sole 5 vittorie all’attivo e 23 punti in classifica, a soli 2 punti dalla zona salvezza, e dopo 4 sconfitte consecutive e una difesa colabrodo che ha subito 20 reti in 5 gare, la società di Andrea Raddrizzani (che aveva acquistato il Leeds dalla famiglia Cellino nel 2017) decide per l’esonero del Loco, affidando la guida tecnica dei Whites a Jesse March, americano, ex allenatore del Salisburgo.

Vediamo ora le quote vincente Premier League. Favoritissimo oramai è il Manchester City di Pep Guardiola, dato a 1.30. Più staccati i campioni d’Europa in carica del Liverpool, quotati a 3.50 e a 6 punti dalla capolista con una gara da recuperare. Il Chelsea di Tuchel (ex tecnico del Paris Saint Germain), campione d’Inghilterra in carica, è molto staccato dalla testa della classifica a 16 punti dal City ma con 2 gare da recuperare: la vittoria dei blues è quotata a 11.

A 11 giornate dalla fine, tutto può ancora succedere in vetta alla classifica.

E il Leeds? Deve sperare che il nuovo tecnico Jesse March riesca a invertire la rotta e a sfruttare quel piccolo vantaggio in classifica, anche se Everton e Burnley devono recuperare qualche gara, per portare i whites in salvo anche quest’anno.




La Roma di Mou è la favorita secondo i bookmakers

Le coppe europee sono entrate nel vivo da qualche giorno con la fase ad eliminazione diretta, la più affascinante da sempre, a dir il vero. E mentre tutte le italiane qualificate sono alle prese con le loro gare in Champions o Europa League, l’unica che riposa è la Roma di Mourinho, già qualificata per gli ottavi di Conference League ed in attesa di scoprire quale sarà la sua prossima avversaria.

Infatti, nonostante il tribolato cammino nel girone di qualificazione in cui i giallorossi hanno subito l’onta della pesantissima sconfitta per 6-1 contro il Bodo/Glimt, girone che sono riusciti comunque a terminare al primo posto proprio davanti ai norvegesi, sono già qualificati per gli ottavi di finale, mentre le seconde classificate dovranno affrontare gli spareggi contro le retrocesse dall’Europa League (ovvero le squadre arrivare terze nei gironi eliminatori di questa competizione).

In attesa di conoscere il tabellone definitivo degli ottavi, i possibili avversari della squadra capitanata da Lorenzo Pellegrini sono gli altri sette vincitori dei gironi Lask, Gent, Alkmaar, Feyenoord, FC Copenhagen, Rennes e Basilea e gli otto vincitori degli spareggi in corso.

Dopo l’incredibile vicenda del favoritissimo, almeno inizialmente, Tottenham di Antonio Conte che non ha potuto disputare a causa del Covid la sua ultima gara decisiva contro il Rennes, perdendo a tavolino 0-3 – l’Uefa non ha consentito il recupero della gara, tra le perplessità degli addetti ai lavori – le squadre più blasonate considerate le favorite per la vittoria finale sono proprio la Roma, il Leicester (sconfitto dal Napoli 3-2 nella partita decisiva del girone), il Marsiglia (avversario della Lazio), e a seguire il Rennes, il PSV, il Feyenoord ed il Basilea.

Andando a vedere le quote per le scommesse Conference League, scopriamo dunque che proprio i giallorossi sono tra i favoriti con una quota di 6, la stessa del Leicester, mentre il Marsiglia è quotato a 7.5. Rennes e PSV sono quotati a 10, Feyenoord a 15 e Basilea e Bodo Glimt a 20.

Ma per vincere la prima edizione di questa Conference League, la squadra dello Special One dovrà ritrovare quella brillantezza di gioco che ha mostrato in questa stagione soltanto a sprazzi, alternando prestazioni davvero convincenti a incredibili battute di arresto e sconfitte preoccupanti. Avrà bisogno di ritrovare il miglior Tammy Abraham, attuale capocannoniere in Conference League con 6 reti, e una tenuta difensiva che nelle ultime gare è stata a dir poco disastrosa con 8 reti subite in 5 gare – con la porta inviolata solo nel pareggio interno per 0-0 contro il Genoa in lotta per la salvezza.

Stando dunque ai bookmakers, la vittoria sarebbe alla portata di mano: saprà il tecnico portoghese compattare la squadra e portare alla Roma il primo trofeo internazionale dopo la Coppa delle Fiere del 1961?




Walter Mazzarri e il nuovo Cagliari 2021-22

Un ricongiungimento che ha fatto sorridere e sognare, lo scorso settembre, quello tra Walter Mazzarri e il Cagliari, sua squadra di esordio in Serie A quasi quarant’anni fa. Un’accoppiata in cui tifosi e addetti ai lavori avevano riposto molte speranze e che i più romantici avevano visto di buon auspicio per la nuova stagione dei rossoblù. All’alba dell’ottava giornata di campionato, tuttavia, i sogni sembrano lasciar spazio a dissenso e delusione e le quote calcio lo confermano. Cosa sta succedendo?

Il Cagliari di Walter Mazzarri: uno sguardo alla classifica

Nella prima intervista da allenatore del Cagliari Walter Mazzarri aveva promesso fatti e non parole, ma dopo sette giornate i risultati auspicati tardano ad arrivare. Dopo un pareggio nella gara d’esordio contro lo Spezia (2-2), infatti, due sconfitte contro Milan (4-1) e Genoa (2-3), un pareggio con la Lazio all’Olimpico (2-2), due sconfitte con Empoli (0-2) e Napoli (2-0) e nuovamente un pareggio in casa contro il Venezia (1-1) fanno vacillare le speranze. Nessuna vittoria, dunque, al momento per un Cagliari che così facendo si trova a stazionare in ultima posizione.

Vero che il distacco dalla zona salvezza è di due punti e che siamo “solo” all’ottava giornata, ma la retrocessione fa paura: e ne fa ancor di più a Walter Mazzarri che ora dovrà trovare il modo, nonostante il poco tempo e i numerosi giocatori assenti, di recuperare un equilibrio e iniziare a vincere prima che arrivino decisioni irreversibili sul suo futuro. Se la settimana di pausa per le qualificazioni ai mondiali 2022 lasciava infatti spazio e tempo all’allenatore toscano per rivedere le sue tecniche e ritrovare empatia con la squadra, Mazzarri dovrà ora fare i conti con il fatto che ben dieci rossoblù sono convocati nelle rispettive nazionali e pertanto saranno impossibilitati a prendere parte agli allenamenti con la squadra.

Ricordiamo infatti che Godin, Nandez, Pereiro, Caceres (Uruguay), Marin (Romania) e Keita Balde (Senegal) sono stati convocati per le gare valide alle qualificazioni ai Mondiali 2022; gli U21 Carboni, Bellanova (Italia) e Iovu (Moldova) parteciperanno alle sfide di qualificazione agli Europei di categoria, e lo stesso farà Cavuoti (Italia) con l’U19.

Rischio esonero?

Come spesso accade in queste situazioni le voci sul possibile esonero del tecnico toscano iniziano a circolare e si diffondono rapidamente. In realtà non c’è nessuna comunicazione ufficiale dalla dirigenza, quindi è probabile che Mazzarri abbia ancora tempo per recuperare e dimostrare che, quella che su carta appare una rosa decisamente migliore di tante altre in Serie A, possa arrivare a vincere e a raccogliere risultati a lungo termine. Ma la pazienza di Giulini e della dirigenza ha un limite che, se non superato, è sicuramente molto vicino alla linea di confine e le voci su eventuali sostituzioni sulla panchina si fanno sempre più insistenti. Liverani e Giampaolo sono i nomi che citati più spesso, ma fino a quando la notizia dell’esonero non sarà ufficiale Mazzarri avrà la possibilità di dimostrare che quel sogno può ancora diventare realtà.




Chi sarà il capocannoniere della Champions League?

Riuscirà Robert Lewandowski a confermarsi anche in questa edizione oppure dovrà cedere lo scettro di
capocannoniere della Champions League alle nuove giovani stelle Haaland e Mbappe?
Chi sicuramente non potrà tornare più concorrere a vincere questa prestigiosa statistica individuale sono
coloro che, per oltre dieci anni, la hanno dominata. Parliamo di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, poiché le
loro squadre sono state eliminate agli ottavi di finale, i rispettivi bottini si sono fermati così a 5 e 4
realizzazioni, qui puoi vedere le quote complete vincitore capocannoniere, le quote vincente Champions
League.
Ben distanti dall’attuale capocannoniere Haaland che guida la classifica con ben 10 gol all’attivo. Il giovane
centravanti del Borussia Dortmund è il favorito per la vittoria di questa personale statistica con una quota
di 1,40. Ed ora nuovo golden boy del calcio Europeo si appresta a sfidare il Manchester City cercando, a
suon di gol, di ottenere l’accesso alle semifinali ed a consolidare il suo primato nella classifica dei cannonieri
dell’edizione 2020/21 della Champions League. Chi insegue il giovane ariete finlandese del Borussia, con 6
gol messi a segno, sono i due fenomeni del forte Paris St. Germain, ovvero Mbappe e Neymar. Il brasiliano,
già vincitore in coabitazione di questa statistica nel 2014/15, era partito fortissimo realizzando 6 gol in
appena 5 partite prima di doversi fermare per infortunio. Ora però è pronto per ricominciare a macinare
gol e guidare il suo PSG. Non gode però dei favori dei pronostici poiché viene quotato con un poco
probabile ma molto stimolante 12,00.
Quota decisamente inferiore (6,00) per l’attaccante francese, che dopo un avvio in sordina, ha decisamente
cambiato marcia e realizzato tutti i suoi 6 gol nelle ultime 3 partite. Ora i due attaccanti del PSG sono pronti
a sfidare, in una riedizione della finale 2019/20, il Bayern di Lewandowski. Il fortissimo centravanti polacco
vanta finora 5 realizzazioni in questa edizione della Champions League e non ha nessuna intenzione di
cedere lo scettro di capocannoniere come il suo Bayern di vedere alzata la “coppa dalle grandi orecchie” da
un altro club. Per queste motivazioni, infatti, viene considerato dai bookmakers come il maggior indiziato a
scalzare Haaland con una quota di 5,00.
Con all’attivo 5 realizzazioni messe a segno, gli outsider di questa scommessa sono Salah del Liverpool,
quotato 20,00, e Benzema del Real Madrid quotato 25,00. Il prossimo turno di quarti di finale però li vedrà
impegnati a sfidarsi direttamente per l’accesso alle semifinali, pertanto la possibilità di continuare a
realizzare gol nell’edizione 2020/21 della Champions League spetterà soltanto ad uno di loro.




Separati in casa

L’ultima moda del calciomercato di Serie A è il giocatore scontento e separato in casa. In questa stagione e non solo, molte società hanno avuto o hanno ancora in rosa giocatori ‘scontenti’ e ‘delusi’ che avrebbro voluto cambiare maglia. Da Gomez a Milik, da Dzeko a Eriksen, i separati in casa sono numerosi e di prima qualità. Ma cosa è cambiato rispetto a casi del passato? Vedi Pandev e Ledesma con la Lazio e con Lotito? Sembrerebbe che se prima erano i giocatori a fare la voce grossa e spesso e volentieri ad avere la meglio, ora sono le società che si fanno valere forti del loro “comandare” io giocatore economicamente. Ma un ruolo fondamentale lo hanno i mister, spesso sono proprio loro il problema tra la maglia ed il giocatore, oppure hanno problemi in prima persona con la dirigenza, vedi Napoli, vedi Gattuso. Questo e altro nel podcast odierno, buon ascolto!