Inter, il punto sull’attacco

Inter, il punto sull’attacco

Dopo il rinnovo di Mertens con il Napoli, Gianluca di Marzio ci spiega le prossime mosse dei nerazzurri in attacco: “l’Inter può intensificare i contatti con Edison Cavani. L’uruguaiano del PSG ha un ingaggio alto ma arriverebbe a Milano a parametro zero. Cavani era già stato contattato dall’Inter nei giorni scorsi.

In uscita, Lautaro Martinez. La trattativa col Barcellona resta sempre molto viva e procede tra alti e bassi: contatti in ogni caso costanti ma c’è ancora della distanza sulla cifra cash che il club spagnolo offre ai nerazzurri. Il Barcellona, infatti, non pagherà l’intera clausola di 111 milioni di euro per arrivare all’attaccante argentino e vuole inserire almeno una contropartita (ad ora Junior Firpo più di Semedo). Nulla di imminente, la forbice sulle rispettive valutazioni resta tutta da limare. Va comunque detto che Junior Firpo sarebbe una contropartita molto utile nello scacchiere di Conte, data la sua capacità di giocare anche come esterno di centrocampo (ruolo che ricopriva al Betis) e per il fatto che la fascia sinistra nerazzurra per la prossima stagione costituisce un rebus (Biraghi tornerà alla Fiorentina e Dalbert all’Inter, ma difficilmente rimarrà)

Attenzione anche ad Alexis Sanchez. Il cileno vuole giocarsi le sue carte nel finale di stagione per provare a convincere i dirigenti nerazzurri a confermarlo nella prossima stagione.

 

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Acerbi: “Inevitabile marcare stretto l’avversario. Buon colloquio con Lotito”

Acerbi: “Inevitabile marcare stretto l’avversario. Buon colloquio con Lotito”

Francesco Acerbi, intervistato ai microfoni di “Lazio style Radio“, radio ufficiale del club, ha evidenziato il suo punto di vista sulla ripartenza della Serie A e sulle nuove regole in vista della ripresa del campionato:

“Non sarà calcio balilla, quindi è impensabile non poter marcare stretto l’avversario. Giusto che si disputino partite vere come in Germania, sempre però attenendosi alle regole. Senza spettatori il calcio è un po’ triste ma nelle partite di Bundesliga ho visto un buon ritmo. Era solo la prima giornata, nelle gare successive aumenterà l’intensità”

Il calcio è la nostra passione ed il mio lavoro, lo stop è stata una bella mazzata considerando il nostro percorso ma era inevitabile vista la pandemia che si era scatenata: ora fortunatamente i dati stanno migliorando. Mi sono mancati i compagni, l’adrenalina ed il campo”.

Il colloquio con Lotito:

 “Nei giorni scorsi è andato in scena un semplice colloquio con il Presidente dopo due mesi e mezzo che non ci vedevamo, Lotito ha salutato la squadra, è stata una chiacchierata in famiglia. Sono stati toccati tutti gli argomenti a 360°, dagli obiettivi stagionali agli stipendi, è stata una conversazione tra persone mature. Ho letto alcune notizie false, questo mi ha dato molto fastidio: le cose dello spogliatoio devono rimanere nello spogliatoio”.

Poi la conclusione: “Con questo virus, la sicurezza non ce la dà nessuno. Il calcio è un’industria, è la prima passione al mondo: è giusto ripartire”.

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Ceferin: “Il calcio non cambierà dopo il virus. I tifosi torneranno presto”

Ceferin: “Il calcio non cambierà dopo il virus. I tifosi torneranno presto”

“Il calcio non è cambiato dopo la prima o la seconda guerra mondiale, e non cambierà nemmeno a causa di un virus. La gente ha detto molte volte che il mondo non sarà più lo stesso dopo … questo potrebbe essere vero, ma il mio punto di vista è perché non pensare che il mondo sarà migliore dopo questo virus?”. Così in un’intervista al The Guardian il presidente dell’Uefa Aleksander Ceferin.

Se scommetterebbe sul fatto gli Europei si giocheranno nel 2021:

Sì, vorrei…Non capisco perché non dovrebbe essere così. Non penso che questo virus durerà per sempre. Penso che cambierà prima di quanto molti pensano”. È una situazione grave, ma ora sta andando giù e siamo più cauti. Sappiamo di più sul virus e in generale sono una persona ottimista. Non mi piace questa visione apocalittica secondo cui dobbiamo aspettare la seconda e la terza ondata o anche la quinta ondata. Le persone che conosci probabilmente moriranno un giorno, ma dobbiamo preoccuparci oggi? Io non la penso così. Siamo pronti e seguiremo le raccomandazioni delle autorità, ma sono assolutamente sicuro, personalmente, che il buon vecchio calcio con i tifosi tornerà molto presto“.

Tassa sul lusso e nuovo fair play finanziario

Si tratta dei prossimi obiettivi dell’Uefa, quando la situazione di emergenza dettata dalla pandemia consentirà di affrontare le cose con calma. Sul fair play finanziario il numero uno del calcio europeo ha ribadito che “se i club non seguono le regole, saranno sempre sanzionati, ma ovviamente pensiamo sempre a come migliorare le nostre normative e, se necessario, adattarci ai nuovi tempi. Questo non accadrà molto presto ma stiamo pensando di migliorare modernizzando e facendo qualcosa in più sull’equilibrio competitivo. Stiamo anche prendendo in considerazione una sorta di tassa sul lusso, se possibile. Quindi, ci sono molte idee ma credetemi, durante questi tempi difficili abbiamo smesso di pensare più o meno ai cambiamenti che accadranno in futuro. Ora dobbiamo guidare la nostra nave sulla rotta giusta e siamo vicini a farlo. Quindi, quando le cose si calmeranno, torneremo ai vecchi compiti”.

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Serie A, il 28 maggio si decide la data della ripartenza

Serie A, il 28 maggio si decide la data della ripartenza

Il ministro dello Sport Spadafora si è nuovamente pronunciato A Tg Sport su Rai 2 sulla ripartenza del campionato di Serie A:

“Ho appena convocato una riunione per il 28 maggio con il presidente della Figc, Gravina e con quello della Lega, Del Pino: per quel giorno saremo in grado di decidere se e quando far ripartire il campionato di calcio. Il Comitato tecnico scientifico ha approvato il protocollo della Figc per la ripresa degli allenamenti di squadra dei club di calcio”. Tra le variazioni c’e’ quella dei ritiri, ora non piu’ necessari.

“L’Italia riparte, e’ giusto che riparta anche il calcio. Sarebbe stato piu’ facile fare come la Francia, e dire che il campionato era finito. Sono stato dipinto come il nemico del calcio, all’inizio mi ha dato fastidio, ora mi fa sorridere”.

Altre attività

“Da stasera sul sito del ministero ci saranno le linee guida per la ripresa in sicurezza delle attività nelle palestre e nei centri sportivi, lo sport di base”.  Il Cts ha infatti licenziato il testo con le indicazioni, in larga parte anticipate dall’ANSA il 10 maggio scorso, che dovranno essere seguite al fine di tutelare la salute di quanti praticano l’attività sportiva e degli operatori.

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Juventus, Mino Raiola su Haaland: “Me lo avrebbero fatto giocare in Under 23”

Juve, Mino Raiola su Haaland: “Me lo avrebbero fatto giocare in Under 23”

Nel corso del mercato di Gennaio se ne è discusso molto ed in verità c’è stato più di un contatto fra le parti. Stiamo parlando della trattativa fra la giovane stella allora al Salisburgo Herling Haaland e la Juventus. Sappiamo poi bene tutti com’è andata la storia con l’attaccante classe 2000 che è passato al Borussia Dortmund dove sta tuttora facendo faville (è andato a segno anche alla prima partita dopo 2 mesi di stop). Oggi ci appare più chiara la scelta fatta dal bomber norvegese grazie alle parole del suo procuratore Mino Raiola che in un’intervista a Repubblica ha rilasciato questa dichiarazione:

“Haaland? Se fosse andato alla Juventus me lo avrebbero fatto giocare nella squadra Under 23. Gli italiani non sanno valorizzare i propri talenti, figurati quelli degli altri”.

L’idea del club bianconero non era quella di puntare sul norvegese, probabilmente a causa della sua giovanissima età. La realtà dei fatti ha poi dato ragione all’attaccante che non ha mai smesso di stupire. I suoi numeri, infatti, sono davvero straordinari: 10 reti in Bundesliga in 9 partite, una rete in una presenza di Coppa di Germania. In media Haaland segna una volta ogni 60 minuti, quasi come in Champions dove pure è arrivato in doppia cifra con 10 gol (2 con il Borussia, 8 con il Salisburgo) in 8 gare, uno ogni 55 minuti.

La prima parte della stagione l’aveva cominciata con il Salisburgo, sempre con una media pazzesca: 28 reti in 22 presenze considerando tutte le competizioni.

La Juventus però può sperare di riprovarci a partire dal luglio 2021, quando scatterà la clausola del contratto che lo lega al Borussia fino al 2024 e a quel punto può essere liberato per 75 milioni di euro.


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Dan Meis: “Stadio della Roma? Pallotta è stato costantemente ostacolato”

Dan Meis: “Stadio della Roma? Pallotta è stato costantemente ostacolato”

L’architetto Dan Meis ha rilasciato un’intervista ai microfoni di ForzaRoma.info durante la quale ha parlato dello Stadio della Roma. Dan Meis ha parlato dei mille rallentamenti che ha subito il progetto, dello scoraggiamento del presidente James Pallotta, della possibilità che venga costruito o meno lo stadio e di chi sono le colpe per i fin troppi rallentamenti. Andiamo a vedere le parole di Dan Meis circa lo Stadio della Roma:

Cominciamo dalla cosa più importante. Pensa che il progetto diventerà realtà o ha perso le speranze?
“Avevo sperato che fosse quasi completo a questo punto, ma c’è un motivo per l’espressione “Roma non è stata costruita in un giorno”. Credo ancora che verrà costruito. Questo progetto non era come molte altre “proposte di carta” con rendering vistosi e poca sostanza. È stato uno sforzo di sviluppo molto dettagliato e completo con un investimento di decine di milioni di euro”.

Nel febbraio 2019 lei aveva esultato su Twitter per il via libera dopo lo studio del Politecnico di Torino. Sono passati quasi 16 mesi e ancora non è stata poggiata la prima pietra. Come si sente?
“Ovviamente sono deluso. Ci sono stati molti tira e molla inusuali. Neanche lo stadio Olimpico è stato migliorato tuttavia. Per la Roma è fondamentale avere un nuovo stadio per competere ai livelli mondiali”.

Sono passati sei anni dalla presentazione del progetto. Sei anni sono molto tempo, pensa che il progetto necessiti di alcuni ammodernamenti?
“A volte i ritardi hanno un effetto positivo nel darci il tempo di riflettere sulle decisioni prese. Ci sono sicuramente cose che vorrei rivisitare e nuove tecnologie da includere”.

All’inizio di questa avventura lei ha definito lo stadio della Roma il “progetto di una vita”. Come lo definirebbe ora?
“Costruire uno stadio a Roma sarebbe il sogno di ogni architetto. È stato straziante aspettare così tanto ovviamente, ma credo ancora che sia ciò che è giusto per la città e per il club. Inoltre è stato il progetto che ha lanciato il mio lavoro indipendente e per questo sarò sempre grato”.

Che percentuale di colpa dà alle istituzioni italiane per i ritardi?
“Beh… questa è stata sicuramente una parte del problema. I problemi politici rendono estremamente difficile per qualcuno come Jim Pallotta sentirsi sicuro riguardo agli investimenti ed è semplice sentirsi frustrati quando apparentemente dei piccoli problemi spesso diventano ostacoli insormontabili”.

Pensa che Pallotta abbia mollato per quanto riguarda lo stadio?
“Non penso che abbia mollato, ma sono sicuro che ormai sia disilluso. Ha investito una grossa parte del suo patrimonio personale per cercare di costruire qualcosa che potrebbe essere una grossa eredità sia per la Roma che per la città. Deve essere incredibilmente scoraggiante essere costantemente ostacolato”.

Le dispiacerebbe se Pallotta non fosse il presidente che costruirà lo stadio della Roma?
“Sarebbe molto triste per me se non fosse più il proprietario, è stato estremamente coinvolto nella progettazione e nella visione del progetto sin dal primo giorno. È una persona appassionata e mi mancherebbe. Come ho già detto, credo che lo stadio sia cruciale per il valore a lungo termine del club e un progetto estremamente importante per dimostrare la capacità di Roma di muoversi verso il futuro. L’investimento nel progetto è sicuramente prezioso per qualsiasi potenziale nuovo proprietario e data la devastazione del virus sull’Italia, potrebbe essere un’opportunità per la città di dimostrare il suo ottimismo per il futuro della città e della regione”.

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Rakitic: “Non rientro nella trattativa di Lautaro ma se arrivasse sarei felice”

Rakitic: “Non rientro nella trattativa di Lautaro ma se arrivasse sarei felice”

Il centrocampista del Barcellona Ivan Rakitic in un’intervista a RadioCope ha parlato della ripresa in Germania, di mercato e della situazione in Spagna:

“È triste che non ci sia pubblico e che ci siano metri di distanza tra i giocatori in panchina. Ma penso che tutto sia andato bene. Ho parlato con diversi colleghi, anche con Neuer. Ora hanno un bel vantaggio su di noi, ma è bello che siano tornati in campo, è la cosa più emozionante. Anche per noi è stato speciale tornare ad allenarci, finalmente ci sentiamo di nuovo dei calciatori e possiamo divertirci tutti insieme. Abbiamo fatto un lavoro sul campo, ma ci sono alcune regole da seguire. Paura? No, al massimo rispetto delle regole, ci vuole tempo per capire come si evolve la situazione. Non ci fermiamo per chiacchierare e ci facciamo la doccia a casa.
Mi sono allenato molto in questi 2 mesi, mi sento bene. Quello che conta è riprendere senza che ci siano timori, non fa differenza una settimana in più o in meno”

Il giocatore croato ha parlato inevitabilmente anche di mercato: “La situazione è la stessa da 2-3 anni, io penso solo a lavorare bene con i miei compagni e giocare ad alti livelli. Il resto vedremo, di certo ho voglia di giocare. Sono tranquillo, sto bene qui e anche la mia famiglia. Le voci? Ci sono abituato, non è una novità. Naturalmente mi sarebbe piaciuto che il presidente o Abidal avessero smentito. Con Bartomeu non ho ancora parlato. Una chiamata non cambia la situazione, ma sarebbe bello avere qualche chiarimento. Non ho pensieri negativi ora, penso solo ad allenarmi. Io la chiave per Lautaro? Non ho avuto nessuna notizia dalla dirigenza. Se dovesse venire sarei contento ma non ho un ruolo nella vicenda”.


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Serie A, nessun accordo Lega-TV. Si andrà per vie legali

Serie A, nessun accordo Lega-TV. Si andrà per vie legali

Nella giornata di ieri è andato in scena l’incontro fra l’ad della Serie A De Siervo e i broadcaster, SKY, Dazn e IMG sulla questione legata ai diritti TV. All’appello manca ancora il versamento dell’ultima rata da 233 milioni di euro, sulla quale le emittenti vorrebbero uno sconto. Il confronto fra le parti non ha portato ad un nulla di fatto se non alla conferma che da parte della Serie A non verrà applicato nessuno sconto sulla stagione in corso, considerando prioritario il pagamento di quanto dovuto per poi, nell’eventualità, parlare della prossima. Se gli accordi non verrano rispettati De Siervo, che aspetterà al massimo pochi giorni, agirà per vie legali, avendo dalla sua la totalità dei club di Serie A (che hanno già fatto sapere che la Lega Serie A ribadisce, nel rapporto con i licenziatari dei diritti audiovisivi 2018-2021, la necessità del rispetto delle scadenze di pagamento previste dai contratti per mantenere con gli stessi un rapporto costruttivo”) e di un contratto firmato da tutte le parti chiamate in causa.

Andando nello specifico, Sky aveva chiesto uno sconto tra i 120 e i 255 milioni sulla prossima stagione, in base all’esito del campionato 2019/20 mentre DAZN ha avanzato una proposta di dilazione e Img ha chiesto di posticipare i pagamenti a luglio 2020: tutte queste proposte sono state rigettate senza appello dalle società.

In questa vera è propria bagarre ne potrebbe approfittate il colosso Amazon. Prendendo in esame la Premier League, possiamo vedere come Amazon, l’azienda di commercio elettronico statunitense, ha acquistato i diritti di ritrasmissione sulla sua piattaforma video Amazon Prime di 30 partite del campionato, con l’esclusiva di tutto il Boxing Day. Jeff Bezos, fondatore dell’impero di Amazon, sembra proprio voler includere anche la nostra Serie A.

 


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Watford, Deeney: “In campo non ci torno, perché dovrei rischiare?”

Watford, Deeney: “In campo non ci torno, perché dovrei rischiare?”

Qualcuno suona la carica contro la ripresa e quel qualcuno è Troy Deeney, bomber del Watford. Troy Deeney non ne vuole sapere di ricominciare a giocare in questa stagione e in un’intervista rilasciata a Talk The Talk su YouTube ha chiarito il suo punto di vista. Andiamo a vedere le parole del centravanti degli Hornets:

NO ALLA RIPRESA – “È previsto il nostro ritorno in campo questa settimana ma ho detto che non ci sarò. Non ha nulla a che vedere con le questioni finanziarie, nessuno qui ne farebbe un problema”.

RISCHIO CONTAGIO – “Il mio problema è che durante l’incontro che abbiamo avuto ho fatto domande molto semplici, sottolineando che etnie come neri, asiatici e razze miste hanno una probabilità di contrarre la malattia quattro volte superiore e il doppio delle probabilità che siano di lunga durata. C’è qualcosa di extra? Screening aggiuntivi, controlli al cuore? No? Beh, penso che sia una questione che vada affrontata. Mio figlio ha solo cinque anni, ha avuto difficoltà respiratorie, quindi non voglio tornare a casa e metterlo in pericolo”.

PERCHÉ RISCHIARE? – “Non posso tagliarmi i capelli fino a metà luglio, ma posso andare in un rettangolo con 19 persone e nessuno può rispondere alle domande, e non perché non vogliano, ma perché non si hanno le informazioni. Perché dovrei rischiare?”.

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Commisso: “Giocatori top solo con lo stadio, sogno Messi e Mbappè”

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Rocco Commisso, vulcanico e simpatico presidente della Fiorentina, da quando è approdato in Italia ci ha abituati a voler fare le cose in grande e “fast fast fast”, come ama dire lui. Il presidente della Viola ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sportmediaset dove ha parlato della sua Fiorentina, del futuro del club, dell’utilità di costruire in fretta il nuovo Centro Sportivo ed il nuovo Stadio, del calciomercato che verrà e dell’ipotesi playoff per la Serie A.

Andiamo a vedere cos’ha detto: “Paquetà e Belotti? Senza lo stadio di proprietà non si possono avere buoni giocatori. Con meno di 100 milioni di ricavi non possiamo fare come quei club che fatturano 400 milioni di euro. Questa è l’importanza dello stadio. Serve ad aumentare i nostri ricavi. Forse in questo calciomercato ci saranno più scambi rispetto al solito”.

Ci sarà un ritardo sul Centro Sportivo?
“Lo avremo la fine del 2021 con qualche mese di ritardo sulla tabella di marcia. Andiamo avanti. Lo stadio? La Toscana e i toscani ci vogliono bene. Eravamo partiti fast, fast, fast ma adesso siamo a slow, slow, slow. Se in Toscana vogliono bene alla Fiorentina devono farci fare lo stadio ai prezzi giusti. Lo stadio resterà per sempre a Firenze”.

Chiesa?
“Mi dicono che mi sono troppo esposto e sono stato troppo aperto. Potremo parlare tra un mese o un mese e mezzo”.

Dopo Ribery quale giocatore sogna? Non è detto poi che debba arrivare…
“Se devo sognare qualche giocatore dico Messi e Cristiano Ronaldo. Possiamo sognare ma non siamo il Real Madrid. Siamo la Fiorentina e dobbiamo essere pratici. La tifoseria deve capire anche questo aspetto. Non è che non vogliamo fare ma non possiamo fare. Ibrahimovic? E’ un campionissimo ma non abbiamo preso nessuna decisione per il futuro”.

Pensa che il campionato potrà riprendere?
“Ci sono troppi poteri e troppa burocrazia. Spero che si arrivi alla decisione di lasciarci giocare perché il calcio è una grande industria in Italia. I miei giocatori hanno una gran voglia di iniziare di nuovo”.

Che pensa della formula dei playoff?
“A me piace la tradizione del nostro calcio. Negli Usa non ci sono promozioni perché ci sono campionati chiusi. Per ora quindi ok ai playoff, ma non in futuro. Il campionato deve mantenere la formula che ha”.

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