Borussia Dortmund, abbonati rimborsati…e in Italia?

Il Borussia Dortumnd rimborsa i suoi abbonati!

Il Borussia Dortmund ha reso noto che gli abbonati e coloro che hanno acquistato biglietti singole per le partite al Signal Iduna Park verranno rimborsati al 100%. Nel caso degli abbonati il rimborso vale per le partite a cui non potranno assistere. Il club fa sapere che molti sostenitori hanno ad ogni modo deciso di rinunciare ad essere rimborsati: “Siamo felici. E ad essere sinceri aiuta!” si legge sul sito ufficiale. La Bundesliga è ferma da metà marzo a causa della pandemia da coronavirus. I club puntano a tornare a giocare a maggio, a porte chiuse. Quando mancano nove giornate alla fine del torneo, il Dortmund si trova in seconda posizione a quattro punti di distanza dal Bayern Monaco.

Il Dortmund (e il calcio tedesco in generale) non è nuovo a iniziative di questo tipo a favore dei tifosi, che mostrano la presenza di una cultura sportiva finalizzata a farli sentire ripagati per il sostegno dato in casa e in trasferta. E in Italia? Al momento nessuna società ha neanche preso in considerazione l’idea di un rimborso per gli abbonati, al più per le singole partite. Il fatto che da noi ci sia più incertezza riguardo le date di ripartenza del campionato (se ripartirà) non è un’attenuante, dato che è ormai appurato che questa stagione, qualora dovesse concludersi, dovrà disputarsi a porte chiuse.

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Inter, bivio su Icardi: guadagnare o recuperarlo?

Nel futuro di Mauro Icardi dovrebbe esserci ancora il Paris Saint-Germain. Secondo Sky Sport l’attaccante argentino, che ha lasciato l’Inter nella sessione estiva di calciomercato del 2019 per trasferirsi al Psg in prestito oneroso (5 milioni di euro) con diritto di riscatto a 65 milioni, sembra aver convinto il club parigino ad acquistarlo definitivamente. Il club nerazzurro, in base anche alle informazioni dell’entourage del giocatore, si aspetta il riscatto del cartellino di Icardi da parte del suo attuale club. Il Psg, anche per via della situazione attuale legata al Coronavirus, potrebbe chiedere uno sconto sul cartellino e, visto il momento, difficilmente l’Inter resterebbe insensibile davanti a tale richiesta. Non vi è inoltre nessuna clausola del contratto che permetterebbe a Icardi di rifiutare tale opzione.

Ma è davvero così conveniente per l’Inter monetizzare sul giocatore piuttosto che provare a recuperarlo? Icardi e sua moglie hanno un rapporto pessimo con l’ambiente ed è difficile immaginare con che faccia possano tornare a Milano. Qualora si decidesse di non puntare nuovamente sull’argentino, come è probabile, la cessione a titolo definitivo al Psg eviterebbe l’incubo di vederlo giocare con la Juventus e magari di svenderlo a causa della difficile situazione economica di tutti i club, nessuno dei quali quest’estate potrà presumibilmente permettersi investimenti monstre: a questo punto, meglio uno sconticino al Psg che un regalo alla Juve (l’interesse di alcuni club inglesi non è niente di concreto, anche per il motivo già spiegato). Oltre al pessimo rapporto con l’ambiente, Icardi non rientrerebbe neanche nel progetto tecnico di Conte, che proprio l’estate scorsa spinse per una sua cessione: il ruolo di prima punta è già occupato da Lukaku ed è impossibile che uno dei due possa sedersi in panchina per alternarsi con l’altro, trattandosi di due attaccanti di grande caratura; non converrebbe del resto neanche all’Inter accollarsi due stipendi così pesanti per un solo slot.

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La Bundesliga riparte

La Bundesliga riparte: cosa succede nel resto d’Europa?

La Federazione tedesca, venerdì 17 aprile, si riunirà in assemblea per decidere se e quando far ripartire la Bundesliga. Al momento la voce più nota che gira è quella che i vertici della Bundesliga siano d’accordo su una data: il campionato tedesco potrebbe riprendere nel weekend del 9 maggio, più che del 2 come prospettato, per poi concludersi il 21 giugno. Naturalmente sempre con partite a porte chiuse e minimo di presenze negli stadi: 239 persone, tutto compreso. L’interruzione anticipata della stagione costerebbe, ai club di prima e seconda divisione tedesca, circa 770 milioni di euro (secondo quanto riportato da il Kicker): 13 società delle 36 sarebbero a rischio fallimento.

Caos in Spagna: il presidente de LaLiga, Javier Tebas, ha proposto più date per tornare a giocare ma al momento non c’è accordo tra i vertici della Federazione spagnola ed i club (come riportato da La Gazzetta dello Sport). Le date proposte dal presidente Tebas (30 maggio, 6 giugno o 28 giugno) non hanno avuto riscontri positivi, almeno per il momento. C’è inoltre stato un momento di tensione con la Real Sociedad che inizialmente aveva deciso di tornare ad allenarsi in barba ad ogni suggerimento dei medici e dei virologi, allarme poi rientrato col dietrofront annunciato dal club.

Per quanto riguarda la Premier League, l’ANSA riporta che i club della massima divisione inglese sono d’accordo sul tornare ad allenarsi a metà maggio e riprendere il campionato (a porte chiuse) intorno alle metà di giugno. La Premier League punta a concludere la stagione per la metà di luglio, ma per il momento non si tratta di un programma ufficiale.

Nell’intervista esclusiva rilasciata a RadioGoal24, Alessandro Canovi ha parlato tra le altre cose anche delle situazioni della Ligue1 e della Serie A: “In Francia hanno dato una data che è il 17 giugno, giorno in cui dovrebbe riprendere il campionato, chiaramente sempre che ci siano i presupposti per svolgere in piena sicurezza l’attività e giocare. Siccome non siamo un popolo di imbecilli anche noi italiani, non ci vedo niente di male a dare delle date, poi siamo abbastanza maturi da capire che non si può riprendere se non ci sono le condizioni sanitarie. Questo fatto di non dare date non lo capisco, non significa che si debba riprendere per forza poi, ma così sembra che brancoliamo nel buio”.

 

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Scozia, calcio fermo fino al 10 giugno

In Scozia non si potrà giocare al calcio almeno fino al 10 giugno.

Lo stabilisce un provvedimento della Federcalcio che stasera ha deciso “di prolungare la sospensione delle attività a causa dell’emergenza Coronavirus“. In un primo momento, il 19 marzo scorso, la sospensione era stata decisa fino al 30 aprile, ora è stata prorogata. Il Cda della FA scozzese fa riferimento a una lettera ricevuta dal ministro per la Salute pubblica, lo sport e il benessere, Joe FitzPatrick, che parla di precauzioni per la salute pubblica e di restrizioni, vietando concentrazioni di persone.

Rod Petrie, presidente della FA scozzese, ha detto: “Il messaggio è molto chiaro. Le restrizioni del Governo per salvare vite umane devono essere rispettate e non vi è alcuna prospettiva di una rapida ripresa degli allenamenti né  delle partite in Scozia per diverse settimane. La decisione di sospendere tutto il calcio almeno fino al 10 giugno ci permette di aiutare i club a garantire la sicurezza e il benessere di giocatori, dipendenti e tifosi, ma anche di adottare misure per mitigare i loro costi”.
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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Coronavirus, come cambiano i valori di mercato dei club di Liga

Coronavirus, come cambiano i valori di mercato dei club di Liga

A causa della diffusione del Coronavirus, secondo le stime del CIES, agenzia che studia il valore di mercato dei giocatori sotto contratto nei cinque maggiori campionati europei, potrebbe esserci un cambiamento radicale nel valore degli stessi e passare da 32.7 miliardi di euro a 23.4 miliardi di euro totali. Un cambiamento del 28%.

Come sono fatte queste stime? Sono state realizzate tenendo in considerazione l’età dei giocatori, la durata del contratto, le precedenti esperienze e il livello delle prestazioni.

Partendo da questo presupposto, l’Osservatorio ha effettuato una previsione dei valori di mercato di ogni singolo giocatore ipotizzando che i contratti in scadenza al 30 giugno non vengano estesi/rinnovati e che non si giochi più una partita ufficiale.

Sulla base di questi calcoli, ecco le dieci squadre della Liga Spagnola che potrebbero registrare la maggior perdita. Attualmente il valore totale della Liga è pari a 5,08 miliardi di € secondo Transfermarkt


10 – ATHLETIC CLUB (-24,8%)

Coronavirus

Coronavirus

Valore attuale: 238 milioni, valore al 30 giugno: : 179 milioni, Perdita: -59 milioni.

9 – ESPANYOL (-30,9%)

Valore attuale: 143 milioni, valore al 30 giugno: 207 milioni, Perdita: -64 milioni.


8 – REAL SOCIEDAD (-30,9%)

Valore attuale: 357 milioni, valore al 30 giugno: 282 milioni, Perdita: -75 milioni.


7 – VILLAREAL (-26,6%)

Valore attuale: 331 milioni, valore al 30 giugno: 243 milioni, Perdita: -88 milioni.


6 – SEVILLA (-28,8%)

Valore attuale: 399 milioni, valore al 30 giugno: 284 milioni, Perdita: -115 milioni.


5 – REAL BETIS (-33%)

Valore attuale: 367 milioni, valore al 30 giugno: 246 milioni, Perdita: -121 milioni.


4 – VALENCIA (-31,3%)

Valore attuale: 527 milioni, valore al 30 giugno: 326 milioni, Perdita: -165milioni.


3 – ATLETICO MADRID (-24,9%)

Valore attuale: 836 milioni, valore al 30 giugno: 628 milioni, Perdita: -208 milioni.


2 – REAL MADRID (-31,8%)

Valore attuale: 1100 milioni, valore al 30 giugno: 750 milioni, Perdita: -350 milioni.


1 – BARCELLONA (-31,3%)

Valore attuale: 1170 milioni, valore al 30 giugno: 804 milioni, Perdita: -366 milioni.

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Calciomercato Inter, Suarez dice la sua su Lautaro Martinez

Calciomercato – L’attaccante del Barcellona Luis Suarez ha rilasciato delle dichiarazioni interessanti al quotidiano spagnolo Mundo Deportivo. L’uruguaiano ha parlato ovviamente della situazione attuale legata alla diffusione del Covid-19, della sua ripresa dall’infortunio che lo tiene lontano dai campi dal Gennaio scorso e ha anche detto la sua sul sempre più possibile arrivo di Lautaro Martinez, da molti visto come suo degno erede. Il numero 9 blaugrana ha le idee chiare sull’argentino: Lautaro è un giocatore che sta crescendo moltissimo in Italia. È un ‘nove’ che ha dei movimenti spettacolari e questo rispecchia il gran giocatore che è. Non è questione di essere compatibili ma di esser contento che il club voglia acquistare giocatori che vogliano aiutare a raggiungere lo stesso obiettivo. Al di là di quella che può essere una sana concorrenza in squadra l’importante è remare tutti dalla stessa parte. Per cui giocatori che vengono a lottare per un posto o aiutare la squadra saranno sempre i benvenuti”.

Le parole quindi sono senza dubbio di stima e di incoraggiamento. Se dovesse arrivare Lautaro e Suarez dovesse rimanere ci sarebbe un’abbondanza non indifferente nell’attacco del Barcellona, considerando la presenza di Griezmann e Leo Messi, non 2 semplicissimi da rimpiazzare. Il sacrificabile sembra essere proprio l’uruguaiano, che con il Barça ha disputato 270 partite segnando la bellezza di 191 reti in tutte le competizioni e vincendo tutto quello che si potesse vincere in maglia blaugrana.

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Suso:”Se il Siviglia va in Champions resto qui”

Suso:”Se il Siviglia va in Champions resto qui”

L’ex giocatore del Milan Suso è intervenuto questa mattina a Radio Marca Sevilla ed ha parlato del suo futuro.

Queste le sue parole: “Se andiamo in Champions c’è l’opzione di continuare sicuramente qui, ma ci sono anche molte altre opzioni affinché ciò avvenga. Sono venuto a vivere a Montequinto, molto vicino alla mia famiglia che sta a 100 chilometri. Siviglia piace molto a me e alla mia famiglia”.

In questa stagione Suso ha vestito la maglia del Milan fino a Gennaio, collezionando 16 presenze, 1 gol e 2 assist. Nel mercato di riparazione è tornato in patria e con il Siviglia, fino alla sospensione del campionato a causa dell’emergenza Coronavirus, ha disputato 6 presenze con 1 gol e 1 assist all’attivo, ritrovando convinzione e prestazioni di ottimo livello.

Ricordiamo i termini della trattativa: la formula è stata quella di un prestito per 18 mesi (fino al giugno 2021) con obbligo di riscatto automatico a 23 milioni di € pronto a scattare al raggiungimento di determinati traguardi (approdo in Champions League).

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Milan, sempre viva la pista Torreira ma serve vendere

Milan, sempre viva la pista Torreira ma serve vendere

Come riporta il sito Tuttomercatoweb, il Milan sembra non aver mollato la presa su Lucas Torreira dell’Arsenal. Il centrocampista uruguayano piace da tempo alla società rossonera, fino dai tempi della sua permanenza alla Sampdoria. Con l’approdo in Premier League il suo rendimento è cresciuto, così come il prezzo del suo cartellino che adesso si aggira sui 45 milioni di €, secondo le stime di Transfermarkt. L’ Arsenal non vorrebbe privarsene ma se dovesse arrivare un’offerta soddisfacente potrebbe sedersi al banco delle trattative. Per affondare il colpo su Torreira il Milan è pronto a cedere 2 giocatori, reinvestendone il ricavato: il brasiliano Paquetà e l’ivoriano Kessie sono i papabili partenti. Il primo perché sembra non essersi mai ambientato, il secondo per una calo di rendimento evidente e continuo che lo rende sacrificabile.

Al momento soprattutto su Kessie c’è l’interesse del Napoli, dal quale potrebbe arrivare l’attaccante Milik. Gazidis ha fissato il prezzo: non meno di 20 milioni di €. Una cifra importante, che potrebbe scoraggiare gli acquirenti.

Su Paquetà sembra invece forte l’interesse del Benfica. La società portoghese vorrebbe provare a rilanciare quella che viene, ad oggi, considerato il futuro del calcio brasiliano.

 

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Calciomercato Inter, tanti nomi sul taccuino di Marotta

Calciomercato Inter, tanti nomi sul taccuino di Marotta

Giornata ricca di notizie per i colori nerazzurri. I temi principali, in assenza di calcio giocato, sono le trattative di mercato. Adesso che il campionato è fermo è l’occasione giusta per fare qualche bilancio della stagione giocata fino ad ora e su quella che verrà, sui giocatori del presente e su quelli del futuro. Un nome in uscita, secondo Tuttomercatoweb, è quello dello spagnolo Borja Valero, già in odore di cessione dallo scorso calciomercato. Il centrocampista è vicino alle 100 presenze (ne mancano 10) in maglia nerazzurra ma sembra non ce ne saranno altre. Su di lui, infatti, c’è il forte interesse del Maiorca e la volontà di far ritorno in patria dopo tanti anni in Italia potrebbe essere determinante per il buon esito della trattativa. A questo va aggiunta poi la grande concorrenza nello stesso ruolo, dove mister Conte sembra preferire i più giovani Barella e Sensi, per dinamismo e per duttilità.

Sull’ex Fiorentina c’è anche l’interesse di club di MLS, cinesi e anche da qualche club argentino.

Per un nome in uscita ce ne sono altri possibili in entrata come quello, mai dimenticato, di Olivier Giroud. Il francese era già stato corteggiato nella scorsa sessione di mercato invernale ma poi non se n’è fatto più nulla. Conte, però, non ha cancellato il suo nome dalla lista e sarebbe lieto di poter lavorare ancora con lui dopo l’esperienza al Chelsea per 6 mesi nel 2018. Sull’attaccante c’è anche la forte concorrenza della Lazio.

Un altro nome sul taccuino di Marotta, secondo la Gazzetta dello Sport, è quello del difensore del Paris Saint Germain Thomas Meunier che potrebbe arrivare a parametro zero in estate. Sul Belga c’è anche l’interesse del Borussia Dortmund e si preannuncia un’altra battaglia con i gialloneri, così come nel girone di Champions League di questo anno. Vedremo se questa volta avrà la meglio la società nerazzurra. 

C’è poi un altro belga che fa gola a Conte ed è il difensore del Tottenham Thomas Vertonghen sul quale c’è anche l’interesse di Napoli e Roma.

In mattina ha parlato ai microfoni della trasmissione Maracanà il procuratore Oscar Damiani che ha detto la sua su alcuni temi che riguardano la società nerazzurra.

Sul possibile ritorno di Icardi, il procuratore ha risposto cosi: ​​​​​​​“Non sta giocando, Cavani è tornato titolare. Non vorrei sia una mossa per far calare il prezzo all’Inter. Sarà comunque il centravanti del Psg anche il prossimo anno”.

Su Lautaro ha aggiunto: Lautaro credo debba rimanere all’Inter se vuole vincere. Può fare una bella coppia con Lukaku”.

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Quali sono i campionati ancora in corso nel mondo?

Il mondo del calcio, si sa, è fermo a causa dell’emergenza Coronavirus. Ci sono tuttavia Paesi che, per diversi motivi, non si sono ancora decisi ad alzare bandiera bianca ed è plausibile pensare che non lo facciano neanche in futuro. Andiamo dunque a scoprire i campionati ancora in corso nonostante la pandemia, i motivi e le situazioni di contagio nei relativi Stati.

Vysejsaja Liha – Bielorussia

Quello bielorusso è ad oggi il campionato (in corso) di livello più alto al mondo, nonostante siamo abituati da anni ormai a vedere la relativa nazionale e il Bate Borisov  (squadra più rappresentativa fuori dai confini) fare figuracce  nelle competizioni europee. La Vysejsaja Liha (“Prima Divisione”) è iniziata il 19 marzo, è arrivata alla terza giornata e comincia ad attirare l’attenzione degli altri Paesi in termini di diritti TV (stretti accordi tra la Federcalcio locale e Russia, India e Israele). Non mancano perplessità sulla mancata sospensione della competizione: gli ultras del Neman Hrodna FC (e non solo) hanno diramato un comunicato nel quale hanno annunciato uno sciopero del tifo per proteggere sé stessi e gli altri, invitando le altre tifoserie a fare lo stesso. Nel Paese ex-sovietico il Governo non vuole decidersi ad adottare misure restrittive (per approfondire, leggere i consigli del Presidente Lukashenko per evitare il contagio), anche se ufficialmente vi sono 562 infetti, 52 guariti e 8 deceduti. Tuttavia, si garantisce una disinfestazione degli stadi due volte a settimana e il controllo della temperatura all’ingresso degli impianti. Nonostante ciò, la situazione in alcune città come quella di Vitebsk è grave e molti cittadini hanno optato volontariamente per quarantena e chiusura di esercizi commerciali.  Per quanto concerne la mera cronaca sportiva, la capolista è l’FK Enerhetik-BDU Minsk, mentre fa scalpore la falsa partenza di squadre ben più quotate come la Dinamo Brest (campione in carica, della quale fu per un breve periodo allenatore Maradona), Dinamo Minsk e lo stesso Bate Borisov, tutte e tre a metà classifica (per la gioia degli scommettitori).

Liga Primera – Nicaragua

Nel piccolo Stato centroamericano si gioca a porte chiuse, ma di contro i tifosi continuano a ritrovarsi fuori dagli stadi per sostenere i loro beniamini. Il motivo della mancata sospensione della competizione potrebbe risiedere nel fatto che le 10 squadre partecipanti al campionato, ad eccezione del Diriangén, la più antica e titolata del Paese con 26 trionfi, sono sotto il controllo statale. Non è dunque un caso che sia stato l’unico club a protestare per la situazione attuale, essendo i giocatori scesi in campo con guanti e mascherine nella partita disputata contro il Deportivo Ocota. In Nicaragua risultano tuttavia solo 5 contagiati e un decesso. Solo un giocatore, il russo Nikita Solodchenko, ha chiesto e ottenuto il permesso di andare in Spagna dove risiede la famiglia. A guidare la classifica del campionato dopo 13 giornate è momentaneamente il Managua FC a 29 punti, seguito nella lotta al titolo dal Real Estelì e dallo stesso Diriangén a 27. In posizione più defilata (dai 21 punti in giù) tutte le altre squadre. Per saperne di più, TMW riporta in esclusiva le parole di un giornalista locale informato sulla situazione.

Amstel League – Burundi

Si continua a giocare nel piccolo Paese dell’Africa Orientale, in cui mancano tre giornate alla fine del campionato a 16  squadre. In Burundi sono stati fino ad ora registrati solamente 3 casi e per capire il livello delle misure di sicurezza messe in atto dal Governo, che sta fondamentalmente negando l’esistenza del problema , è sufficiente sapere che il Presidente Nkurunziza ha dichiarato che il suo Paese verrà risparmiato dall’epidemia in quanto “ha messo Dio al primo posto”. Nonostante ciò molte persone si sono messe in quarantena volontaria. Tornando a parlare di calcio, dopo 27 giornate (su un totale di 30) la lotta al titolo è serrata e coinvolge il Le Messager Ngozi e il Musongati, rispettivamente a 55 e 51 punti, ma i secondi hanno una partita da recuperare essendo la giornata in corso. Segue l’Aigle Noir a 41 punti e più giù tutte le altre.

Vyssaja Liga – Tagikistan

Nell’ex-repubblica sovietica confinante con la Cina, a quanto pare, non vi sono ancora casi registrati di Covid-19 (sarà vero?) e la vita prosegue normalmente, escluse la chiusura degli aeroporti e le indicazioni per i cittadini provenienti da altri Paesi di seguire la quarantena. Eppure il calcio si gioca a porte chiuse, in una situazione a dir poco paradossale. Ieri è andata infatti in scena la Supercoppa nazionale tra l’Istiklol di Dushanbe (squadra più blasonata del Paese e reduce da 6 titoli consecutivi, con sede nella capitale) e il Khujand, finita 2-1, mentre oggi prende ufficialmente il via la Vyssaja Liga con 16 club partecipanti. Come per gli altri Stati trattati fino ad ora, il presidente del Tagikistan non sembra essersi reso conto della particolare emergenza sanitaria. E dunque, come si suol dire, buon campionato a tutti e che vinca il migliore…

Lungi da qualsiasi considerazione inerente la politica, tema dal quale ci distanziamo come testata calcistica, è bene sottolineare che non è difficile immaginare il motivo comune per il quale in questi Paesi i campionati di calcio tengano ancora banco: la spasmodica voglia delle federazioni di sfruttare l’occasione per ottenere guadagni facili con i diritti TV e mettere in mostra il prodotto-calcio locale.

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