Icardi, nuova telenovela estiva?

Icardi, nuova telenovela estiva?

La vicenda Mauro Icardi sembra non voler mai terminare. Secondo TMW il centravanti argentino, che ha all’attivo 20 gol nella sua prima stagione al Paris Saint-Germain, rischia comunque di non essere confermato. Ciò dipende in gran parte da un’altra conferma, quella del direttore sportivo Leonardo. Non va però dimenticato che Icardi dispone, nel suo contratto,  di una clausola che gli consentirà di lasciare il PSG anche nel caso in cui il club volesse farlo rimanere, e ciò gli permetterebbe di scegliere con molta libertà. In tal caso, l’Inter perderebbe ben 70 milioni di euro. In Italia, dove Mauro farebbe volentieri ritorno, solo la Juventus sarebbe disposta a garantirgli un ingaggio da 8 milioni all’anno, mentre un ritorno ai nerazzurri, dati i precedenti, sembra infattibile. All’estero, il Real Madrid rimane una soluzione possibile ma poco probabile, dato che ogni anno si parla di dover sostituire Benzema, la cui partenza però finisce sempre per non concretizzarsi. Lo scenario più quotato potrebbe essere quello di una nuova telenovela, con Icardi che, dopo essere stato (o avendo lui stesso) scaricato il PSG, proverà a fare pressione sull’Inter pur di non passare, clamorosamente, un nuovo anno da separato in casa coi nerazzurri i quali, d’altro canto, proveranno a fare il possibile pur di non essere costretti a svenderlo alla Juventus.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Callejon, prolungamento del contratto di 15 giorni?

Callejon, prolungamento del contratto?

L’emergenza da Covid-19 in Italia comporta varie difficoltà nel mondo del calcio. Tra queste, un’implicazione peculiare è rappresentata dai contratti in scadenza il 30 giugno, nonostante il campionato possa (ma è difficile fare previsioni allo stato attuale) prolungarsi oltre quella data, una difficoltà riportata anche dalla testata Il Mattino:“I contratti dei calciatori sono fino al 30 giugno e ci sono per quella data quelli in prestito e a scadenza di contratto, nel Napoli due si trovano in quest’ultima condizione: Mertens (però vicinissimo al rinnovo) e Callejon. Una soluzione che potrebbe essere studiata sarebbe quella di allungare tutti i contratti di 15 giorni (se dovesse bastare per completare la stagione il 15 luglio), tramite una deroga che coinvolga la norma delle regole Noif (Norme Organizzative Interne della Federazione) che andrebbero in via eccezionale modificate e ricodificate”. Qualora dunque si dovesse andare incontro ad un prolungamento del campionato tale da superare il 30 giugno, appare probabile che il Napoli decida di ricorrere a questo stratagemma, in modo da non perdere prima della fine della stagione uno dei suoi giocatori più prolifici degli ultimi anni. L’esterno offensivo spagnolo è alla settima stagione con la maglia del Napoli, durante la quale ha collezionato 23 presenze, 2 gol e 5 assist, prendendo in considerazione il solo campionato.
Nelle ultime ore, come riporta il Corriere dello Sport, è arrivato anche un duro sfogo di Callejon e della moglie legato all’emergenza Coronavirus.

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Roma: interessa Faraoni dell’Hellas Verona

Roma interessa Faraoni

Nonostante l’emergenza Coronavirus e tutte le incertezze da essa derivanti, il calciomercato diventa già un tema d’attualità. In casa Roma si starebbe pensando a Davide Faraoni, esterno destro titolare dell’Hellas Verona, con cui quest’anno vanta 24 presenze, 3 goal e 2 assist in Serie A. Secondo la Gazzetta dello Sport il giocatore, in scadenza di contratto nel 2022, potrebbe partire per una cifra intorno ai 7-8 milioni. Resta da vedere quanto facilmente il presidente Setti sia disposto a liberarsi di un tassello fondamentale della squadra, vista anche la grande stagione fin qui disputata dai gialloblù. Ci si chiede inoltre come Faraoni, impiegato da Juric come esterno di centrocampo, possa adattarsi allo scacchiere tattico di Fonseca, che chiede un terzino destro. Infine, non va dimenticata la grande abbondanza (quantitativa più che qualitativa) dei giallorossi in questo ruolo.

 


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Fiorentina, i possibili sostituti di Iachini

Fiorentina, i possibili sostituti di Iachini.

Fiorentina, i possibili sostituti di Iachini, anche se improbabili, poiché l’ex centrocampista fino ad oggi si è ampiamente guadagnato la riconferma: in 12 partite ufficiali ha totalizzato 5 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte, invertendo il trend negativo che aveva caratterizzato la prima parte di stagione ( con Montella in 19 partite la viola contava 6 vittorie, 5 pareggi e ben 8 sconfitte). Eppure l’edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio elenca una sfilza di possibili sostituiti di Iachini e sono tutti nomi di un certo rilievo, testimonianza dell’ambizione di Rocco Commisso e del fatto che, per rimpiazzare l’attuale allenatore, serva qualcuno con esperienza internazionale. Il primo della lista è Carlos Dunga, ex centrocampista brasiliano, che ha militato per ben quattro stagione nella Fiorentina, dal 1988 al 1992; l’esperienza da tecnico è legata principalmente al suo paese, avendo allenato per una sola stagione l’Internacional e la nazionale carioca per otto anni, riuscendo a vincere una coppa America, la Confederation Cup ed un bronzo Olimpico. Poi spuntano due toscani come Spalletti, che è ancora sotto contratto con l’Inter, e Massimiliano Allegri, che ad oggi sembra più complicato convincere. Il quotidiano sportivo continua la lista passando ai tecnici stranieri come Pochettino, ex allenatore del Tottenham, Emery, esonerato a novembre dall’Arsenal e Leonardo Jardim, tecnico spagnolo, ex Monaco; infine gli ultimi due nomi sono l’attuale allenatore del Sassuolo, De Zerbi e l’ex milanista Giampaolo.

 


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Juventus-Brescia: formazioni ufficiali e dove vederla in TV e streaming

Alle ore 15:00 all’Allianz Stadium di Torino la Juventus ospita il Brescia. I bianconeri sono in uno dei periodi più complicati del decennio, nelle ultime tre sfide hanno ottenuto solamente tre punti grazie alla vittoria casalinga contro la Fiorentina. Nelle altre due partite sono arrivate due sconfitte in trasferta contro il Napoli e contro la sorpresa della stagione Hellas Verona. Inoltre in settimana nell’andata di semifinale di coppa italia contro il Milan i ragazzi di Sarri hanno acciuffato il pareggio in extremis grazie al rigore realizzato da Cristiano Ronaldo, dopo aver sofferto tantissimo durante i novanta minuti. Il Brescia occupa la penultima posizione della classifica ed è in crisi da più di un mese e per adesso il terzo cambio in panchina non ha portato risultati. Le rondinelle non vincono in campionato dal 14 dicembre, quando superarono per 3-0 il Lecce. Tra i ragazzi di Lopez ci sono due diffidati: Balotelli e Mateju; tra le fila dei bianconeri i diffidati sono ben quattro: De ligt, Dybala, Bonucci e Cuadrado. La gara sarà arbitrata da Daniele Chiffi della sezione di Padova. Andiamo ora a vedere le formazioni ufficiali di Juventus-Brescia: 

Juventus-Brescia formazioni ufficiali:

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Danilo, Bonucci, Rugani, Alex Sandro; Rabiot, Bentancur, Ramsey; Cuadrado, Higuain, Dybala. All. Sarri

BRESCIA (4-3-1-2): Alfonso; Sabelli, Mateju, Chancellor, Martella; Bisoli, Dessena, Bjarnason; Zmrhal; Balotelli, Ayé. All. Lopez

Dove vedere in TV ed in streaming Juventus-Brescia

La partita tra Juventus e Brescia verrà trasmessa su SkySport Serie A e SkySport 252.

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Top 10 acquisti più costosi del mercato di Gennaio

Il calciomercato di Gennaio, detto anche mercato di riparazione, dà la possibilità ai club di riparare a qualche acquisto fatto in estate rivelatosi non all’altezza o di cogliere qualche occasione per puntellare la squadra. Raramente vengono fatti grandi investimenti, tuttavia negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a più di un grande esborso economico, con delle cifre davvero molto importanti. Il mercato di riparazione non è molto apprezzato dai direttori sportivi e sempre più spesso anche dagli stessi allenatori, restii a farsi stravolgere la squadra nel bel mezzo della stagione. Nel corso di questa finestra di mercato non abbiamo assistito a grandissimi colpi, eccezion fatta per il giovane fenomeno Erling Haaland passato dal Salisburgo al Borussia Dortmund, del danese Christian Eriksen dal Tottenham all’Inter, entrambi però non pagati in maniera spropositata, oltre al grande ritorno, romantico, di Zlatan Ibrahimovic al Milan. Un giocatore importante che incontrerete nell’articolo entra di diritto nella Top 10 dei calciatori più costosi del mercato di gennaio. Scopriamo chi sono, ci saranno delle belle sorprese!

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Philippe Coutinho

Al primo posto troviamo una vecchia conoscenza del calcio italiano: Philippe Coutinho. Il brasiliano classe 92 ha vestito la maglia dell’Inter dal 2010 al 2013 giocando 47 partite e segnando 5 gol (con una parentesi nel 2012 all’Espanyol) prima di passare al Liverpool. In Premier League ha sicuramente vissuto le sue stagioni migliori con la 10 dei Reds sulle spalle, giocando più di 200 partite e segnando 54 gol dal Gennaio 2013 al Gennaio 2018. Proprio nella finestra di mercato invernale del 2018 Coutinho è passato dal Liverpool al Barcellona per la cifra record di 145 milioni di euro, che lo pone di diritto in vetta alla nostra classifica. Con i blaugrana il brasiliano ha disputato una stagione e mezza al di sotto delle aspettative, senza dubbio se paragonate al costo del suo cartellino e per questo nell’estate 2019 è stato ceduto in prestito al Bayern Monaco, dove sta giocando con buona continuità e costanza.

Virgil Van Dijk

Grazie ai tantissimi soldi incassati dalla cessione di Coutinho al Barcellona, i Reds di Jurgen Klopp hanno avuto modo di fare un gran mercato già a partire dalla stessa sessione del 2018. Un grande colpo è stato il difensore olandese Virgil Van Dijk, acquistato per la cifra non indifferente di 84,6 milioni di euro dal Southampton. L’ acquisto inizialmente criticato dai media e dagli addetti ai lavori per il grande esborso economico, si è rivelato invece fondamentale per le stagioni successive del Liverpool. Senza dubbio uno dei difensori centrali più forti in circolazione se non il più forte al momento è una pedina necessaria per la squadra di Klopp. Anche e soprattutto grazie alle formidabili prestazioni del numero 4 sono arrivate una finale di Champions persa contro il Real Madrid nel 2018, una vinta lo scorso anno contro il Tottenham e una Premier League che sembra essere una semplice formalità. Il bottino del difensore da quando veste la maglia dei Reds dice 106 presenze e 11 gol.

Diego Costa

Un ritorno fortemente voluto quello di Diego Costa all’Atletico Madrid nel 2017. Dopo 3 stagioni con il Chelsea, con 2 Premier vinte da protagonista e un Carabao Cup, sono arrivate le conseguenti incomprensioni con mister Antonio Conte che hanno fatto sì che l’attaccante brasiliano naturalizzato spagnolo spingesse fortemente per tornare da Simeone, costringendo i Colchoneros a fare un grande sforzo economico per strapparlo ai Blues. 66 milioni di euro, più di quanto era stato pagato dal Chelsea per prelevarlo proprio dall’Atletico (40 milioni di euro nell’estate 2014). Con i Blues 2 annate di altissimo livello con 40 reti segnate e una, quella di mezzo coincisa con l’esonero di Josè Mourinho, sottotono con 12 reti. Con l’Atletico Madrid, però, sembra essersi un po’ smarrito il feeling con il gol di un tempo, quella vena realizzata della prima esperienza madrilena, con solo14 reti segnate nelle ultime 2 stagioni e mezzo.

Aymeric Laporte

Il Manchester City ci ha abituato ad investimenti milionari nel corso degli ultimi anni, in particolare modo da quando è seduto in panchina Pep Guardiola. Secondo il sito Transermarket attualmente ha un valore di 75 milioni di euro ed è stato pagato 10 milioni di meno. Stiamo parlando del difensore francese classe ’94 Aymeric Laporte, acquistato nel mercato di Gennaio del 2018 per 65 milioni di euro dall’Athletic Bilbao. Il francese, attualmente ai box per un’operazione a seguito di infortunio al ginocchio del Settembre scorso, è divenuto un giocatore chiave per la retroguardia del City, tanto è che da quando è infortunato (si prevede ancora un lungo stop) la squadra ha avuto parecchia difficoltà a trovare continuità in Premier League. Per il numero 14 francese 69 presenze e 5 gol con la maglia dei Citiziens.

Christian Pulisic

Restiamo sempre in Premier League ma ci spostiamo più a sud, a Londra. Nel gennaio dello scorso anno il Chelsea ha acquistato dal Borussia Dortmund il nazionale statunitense Christian Pulisic per la modica cifra di 64 milioni di euro. Nonostante si sia effettivamente aggregato ai Blues nel luglio del 2019 l’acquisto è stato registrato nel mercato di gennaio 2019, perciò entra a pieno diritto nella nostra classifica. Preso nell’arduo compito di far dimenticare Eden Hazard passato al Real Madrid, Pulisic è un giocatore di grande prospetto (è un classe ’98)spesso utilizzato come esterno offensivo ma anche come trequartista. Dopo un’inizio difficoltoso lo statunitense si è pian piano inserito nei meccanismi della squadra di Frank Lampard risultando tra i più decisivi in questa sua prima stagione di Premier League. Attualmente è fermo per infortunio ma sembra essere prossimo al rientro in campo. Per lui 23 partite, 6 gol e 6 assist con il Chelsea.

Pierre-Emerick Aubameyang

Pierre-Emerick Aubameyang, senza alcun dubbio uno degli acquisti più azzeccati degli ultimi anni. Passato nel mercato di gennaio del 2018 dal Borussia Dortmund all’Arsenal per 63, 7 milioni di euro, Aubameyang risulta essere uno dei migliori acquisti nell’intera storia dell’Arsenal, per rendimento e numero di gol. L’attaccante del Gabon ha ereditato un numero pesante da quelle parti, la 14 della leggenda Thierry Henry ma sembra non averne sentito minimamente il peso sulle spalle. I numeri infatti parlano chiaro: 87 presenze e 54 gol con la maglia dei Gunners e un peso importante nello spogliatoio londinese tanto da diventarne capitano dal novembre scorso. D’altronde ci aveva abituato così anche con il Borussia Dortmund e non ha assolutamente risentito del cambio di campionato e di nazione, nonostante per l’Arsenal non stia attraversando una delle sue migliori stagioni. 

Oscar

Quando nel Gennaio del 2017 il Chelsea ha accettato l’offerta faraonica dello Shanghai SIPG per Oscar (52 milioni di sterline ovvero 60 milioni di euro) molti tifosi dei Blues non la presero affatto bene. Non si può dire certo lo stesso per il brasiliano che ha firmato un contratto da 476.758 euro a settimana, ovvero 25 milioni di euro all’anno, 68.108 euro al giorno, 2.837 euro all’ora, 46 euro al minuto e 77 centesimi al secondo. Non proprio spiccioli. Il brasiliano però è stato molto sincero a tal proposito: a chi lo accusava di aver in un certo modo anticipato la chiusura della sua carriera andando a giocare in un campionato poco competitivo come quello cinese ha risposto che ovviamente lo faceva per soldi, senza troppi giri di parole. Con il Chelsea il centrocampista ha giocato dal 2012 al gennaio 2017, disputando in totale 203 partite e segnando 38 gol.

Fernando Torres

Che giocatore che era con la maglia del Liverpool El Niño Fernando Torres! Nel Gennaio 2011 il passaggio dell’attaccante spagnolo proprio dai Reds al Chelsea per 58,5 milioni di euro, cifra che lo ha reso all’epoca l’acquisto più costoso nella storia della Premier League, è stato come il taglio dei capelli di Sansone: abbiamo assistito all’evidente calo di rendimento del Niño rispetto a quello visto in precedenza. Un passaggio quello dello spagnolo ai Blues che ha suscitato numerose polemiche tra i tifosi del Liverpool, poi ricredutisi vedendo il rendimento con la maglia del Chelsea. C’è chi sostiene che dopo l’infortunio del 2010 non si sia più ripreso. I numeri non mentono, purtroppo. Con la squadra di Londra 172 presenze e 45 gol. Dal Chelsea poi il passaggio veloce al Milan (10 presenze e un gol) per tornare romanticamente al primo amore, l’Atletico Madrid fino all’ultimo club, in Giappone, il Sagan Tosu con cui ha chiuso la propria carriera (ad ogni modo ricchissima di trofei con club e Nazionale) nell’Agosto del 2019.

Bruno Fernandes

Un acquisto fresco fresco entra di dovere nella classifica degli acquisti più costosi del mercato di Gennaio. Da pochi giorni il portoghese Bruno Fernandes è passato dallo Sporting Lisbona al Manchester United per 55 milioni di euro (cifra destinata a salire fino a 80 milioni di euro inclusi alcuni premi). Nella sua carriera ha giocato molti anni in Italia come mezzala e trequartista, prima al Novara, acquistato per 40 mila euro nel 2012, poi 3 anni con la maglia dell’Udinese, infine un anno a Genova, alla Sampdoria prima del fortunato ritorno in patria allo Sporting dove è diventato il capitano e un uomo chiave. Le prestazioni di altissimo spessore ne hanno consacrato il talento a livello nazionale ed internazionale attirando su di lui non solo l’interesse, poi concretizzatosi, dello United ma anche di top club come Real Madrid e Barcellona. Con la squadra Lisbona Bruno Fernandes ha giocato 137 partite e segnato 64 reti. Ora la grande sfida di infiammare l’Old Trafford come fatto da un suo connazionale qualche anno fa…

Alex Teixeira

Chiude la classifica il passaggio del brasiliano Alex Teixeira dallo Shakhtar Donetsk al Jiangsu Suning per 50 milioni di euro nel gennaio 2016. Nel periodo allo Shakhtar Teixeiera era uno dei giocatori più rappresentativi della formazione ucraina, con cui ha giocato 223 partite in 6 anni e vinto tantissimo a livello nazionale. Corteggiato a lungo dal Liverpool e per un periodo anche dal Bayern Monaco e accostato anche all’Inter nello scorso mercato estivo, il trequartista ha preferito accettare il contratto faraonico da 10 milioni di euro del club cinese, dove sta giocando attualmente con un ottimo rendimento: 126 presenze e 60 gol per lui con il Jiangsu Suning.




Roma-Torino: formazioni ufficiali e dove vederla in TV e streaming

Alle 20:45 allo Stadio Olimpico di Roma i giallorossi ospitano il Torino di Walter Mazzarri, la sfida è valevole per la diciottesima giornata di Serie A. I precedenti tra le due squadre nel recente passato sono a favore dei padroni di casa, la Roma nelle ultime 32 sfide con i granata ha ottenuto ben 21 successi, solo 2 sconfitte e 9 pareggi e vince consecutivamente con il Torino all’Olimpico in Serie A da 9 confronti. I ragazzi di Fonseca sono alla ricerca delle quinta vittoria consecutiva in campionato, successo che permetterebbe ai giallorossi di mantenere il passo della Lazio e di mettere pressione all’Atalanta che domani sfiderà il Parma in casa.  I granata hanno fin qui collezionato 21 punti in 17 partite partite, il Toro non partiva così male dalla stagione 2014/2015, quando sulla panchina sedeva mister Ventura, che di punti ne collezionò appena 18. La Roma continua ad avere l’infermeria affollata, oggi non saranno del match per infortunio: Santon, Fazio, Zappacosta, Pastore, Kluivert e Cristante. Pellegrini è l’unico diffidato.  Anche Mazzarri deve fare i conti con le assenze, sono infatti indisponibili per infortunio Lyanco, Baselli e Iago Falque, mentre Bremer ed Ansaldi sono squalificati. Aina e Rincon i diffidati. La sfida sarà arbitrata da Marco Di Bello della sezione di Brindisi. Andiamo ora a vedere le formazioni ufficiali di Roma-Torino:

Roma-Torino formazioni ufficiali:

Formazione ufficiale Roma (4-2-3-1) : Pau Lopez; Florenzi, Mancini, Smalling, Kolarov; Diawara, Veretout; Zaniolo, Pellegrini, Perotti; Dzeko. All. Fonseca

Formazione ufficiale Torino (3-4-2-1) : Sirigu; Izzo, Nkoulou, Djidji; De Silvestri, Lukic, Rincon, Aina; Verdi; Berenguer, Belotti. All. Mazzarri

Dove vedere in TV ed in streaming Roma-Torino

La partita tra Roma e Torino verrà trasmessa su DAZN e DAZN1.

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La Top 10 dei goal di Ibrahimovic con la maglia del Milan

Il Re è tornato. Zlatan Ibrahimovic ha ufficialmente firmato il suo ritorno al Milan e per la prima volta in carriera torna a vestire la maglia di un club dove aveva già giocato. Si, perché Zlatan con i rossoneri ha giocato, segnato e vinto dal 2010 e il 2012, prima di passare al Paris Saint Germain. Il club di via Turati si era affidato proprio allo svedese per ricucire lo Scudetto sul petto, prelevandolo dal Barcellona per 24 milioni di Euro e ovviamente le attese non sono state disattese. Al primo anno con il Milan 41 presenze, 21 goal e campionato vinto. Al secondo anno Ibra farà ancora meglio, anche se non riuscirà a bissare la vittoria della Serie A ma dovrà accontentarsi della Supercoppa Italiana vinta contro la sua ex squadra, l’Inter. Il suo score personale nella stagione 2011/12 dice 44 partite giocate e 35 reti segnate, di cui 28 in campionato dove vincerà il titolo di Capocannoniere, diventando così il primo giocatore a riuscirci con 2 squadre diverse (nel 2009 aveva vinto con la maglia dell’Inter). Nel Luglio 2012 Ibra firma con il PSG, abbracciando un progetto ambizioso e diventando un perno fondamentale della formazione parigina. Continuerà a segnare valanghe di goal (180 presenze, 156 goal), continuerà a vincere molti trofei, continuerà a regalare giocate e gol fuori dal comune. Dopo 4 anni lascia il PSG riabbracciando Josè Mourinho al Manchester United dove vince l’Europa League e la Coppa di Lega, salutando poi per i Los Angeles Galaxy nel marzo 2018. In MLS Zlatan non si smentirà mettendo a referto 53 goal in 58 partite. Oggi, a 38 anni torna in rossonero, per 6 mesi più opzione per il rinnovo di un ulteriore anno. Per carisma, esperienza e qualità può sicuramente aiutare il Milan, anche se la squadra attuale non è paragonabile a quella da lui lasciata nel 2012. Gustiamoci nel frattempo i 10 migliori goal di Re Zlatan in rossonero, nell’attesa di nuovi colpi dello svedese nella Scala del Calcio e non solo.Vi ricordiamo che potete seguire RadioGoal24 anche tramite la nostra pagina radio ed il nostro canale spreaker. Ecco a voi la Top 10 dei goal di Zlatan Ibrahimovic con la maglia del Milan! 

Milan-Lecce 2-0

L’11 Marzo 2012 va in scena Milan-Lecce a San Siro. Il Milan Campione d’Italia è primo in classifica con la Juventus dietro ad inseguire e l’imperativo è vincere per tenerla a debita distanza (poi sappiamo che non ci riuscì). Al minuto 7 il Milan è già in vantaggio grazie al goal di Nocerino, autore di una stagione straordinaria con 11 goal totali in stagione. L’assist è proprio di Zlatan che si prende la scena al 56’: lancio per Emanuerlson, sponda di testa per Ibra che lascia partire un missile terra-aria di collo che si insacca alle spalle del portiere del Lecce Benassi per il definitivo 2 a 0. 

Lecce-Milan 1-1

Sempre contro i pugliesi Ibra ci regala un goal meraviglioso che però non basterà per la vittoria finale. È la prima stagione in rossonero, quella dello Scudetto, e il 16 Gennaio 2011 il Milan affronta il Lecce allo stadio Via del Mare. Al 4’ della ripresa lancio in profondità per Zlatan che vince un contrasto con un avversario, guarda velocemente la porta e decide di calciare di sinistro ad incrociare da lontanissimo che va a morire sul palo lontano. Rosati, il portiere del Lecce, non può nulla e il Milan passa in vantaggio prima del pareggio di Olivera al 37’. Assalto finale rossonero ma il risultato non cambia. 

Milan-Fiorentina 1-0

20 Novembre 2010, il Milan primo in classifica a 26 punti affronta a San Siro la Fiorentina di un futuro allenatore rossonero, Sinisa Mihajlovic. Partita complicata, molto tattica, la viola gioca bene il risultato non si schioda dallo 0 a 0. Zlatan, allora, decide di salire in cattedra poco prima della fine del primo tempo. Minuto 45’, Thiago Silva butta un pallone apparente innocuo in area viola ed è qui che lo svedese tira fuori il coniglio dal cilindro: la palla viene arpionata da Ibra, rovesciata di destro e trasformata in goal con Boruc battuto per l’1 a 0 definitivo che fa mantenere la vetta ai rossoneri, anche grazie alle grandi parate di Abbiati nel finale di secondo tempo.   

Auxerre-Milan 0-2

La Champions League è uno dei pochi trofei che non è mai riuscito a vincere ma di goal belli ne ha sicuramente fatti anche in questa competizione. Il 23 Novembre 2010, nella fase ai gironi il Milan affronta i francesi dell’Auxerre in casa loro e li batte 2 a 0, qualificandosi agli Ottavi di finale con un turno di anticipo. Il tabellino dei marcatori fa sognare tutti gli amanti del calcio: Ibrahimovic e Ronaldinho a referto, roba da antologia. Si, lo svedese ed il brasiliano hanno giocato insieme, anche se per soli 6 mesi. Il goal di Zlatan è però la copertina di questa partita. Al minuto 64 Clarence Seedorf cerca di servire Robinho che viene però anticipato da un difensore. Il pallone arriva ad Ibra che non ci pensa 2 volte e scaglia un bolide da fuori area di una potenza fuori dal comune, dritto sotto la traversa. Chapeau! 

Milan-Chievo 4-0

Una traversa di Zlatan dopo 44 secondi di gioco è un buon biglietto da visita che ci fa capire come per il Chievo non sia stata una passeggiata. E infatti, il 27 Novembre 2011 a San Siro il risultato finale sarà 4 a 0 per i rossoneri, con i clivensi travolti e con il punteggio arrotondato grazie ad una doppietta di Ibra. La squadra di Allegri domina in lungo e in largo e al minuto 16 lo svedese segna il 100’ goal in Serie A. Per l’occasione decide di non essere banale: stoppa la palla al limite dell’area e da fermo la mette sotto la traversa (complice anche una leggera deviazione). Segnerà poi anche il goal 101 al minuto 44 su rigore ma il centesimo sigillo è una vera perla, una delle tante in rossonere.

Milan-Genoa 1-0

25 Settembre 2010, a San Siro arriva il Genoa dell’attuale allenatore dell’Atalanta, Gian Piero Gasperini. Per i cuori rossoneri leggere la formazione messa in campo da Massimiliano Allegri sarà un colpo al cuore: Abbiati; Abate, Nesta, Thiago Silva, Antonini; Gattuso, Pirlo, Boateng; Robinho, Ibrahimovic, Ronaldinho. Tra questi 11 la partita verrà decisa proprio da Re Zlatan al minuto 49: lancio dalle retrovie di Andrea Pirlo, una verticalizzazione che il difensore del Genoa Dainelli non riesce ad anticipare in tempo e la palla arriva ad Ibra, che in una frazione di secondo decide di fare un pallonetto, pizzicando la palla con il piede numero 47 e superando il portiere Eduardo. Risultato di 1 a 0 che rimarrà invariato. 3 punti per il Milan e come sempre, Ibra Supremacy.

 

Palermo-Milan 0-4

Il 3 Marzo 2012 va in scena l’Ibra show allo Stadio Renzo di Palermo. Il Milan affronta i rosanero in trasferta e non c’è partita tra le due squadre con il risultato di 4 a 0 che non ammette repliche ma soprattutto con la tripletta di uno stratosferico Zlatan e goal finale di Thiago Silva, i 2 giocatori che andranno poi al PSG. Il Milan all’epoca era a più 1 dalla Juventus di Conte e doveva continuare a vincere per mantenere il distacco. Ibra era appena ritornato dopo aver scontato 3 giornate di squalifica e decide di tornare in grande stile con un destro a giro da fuori area che completa la sua personale tripletta, segnata nel giro di 35 minuti di gioco. 18 goal per lo svedese che diventeranno 28 a fine stagione, facendogli vincere il titolo di capocannoniere della Serie A.

Milan-Brescia 3-0

Ci avete fatto caso? Quando Ibrahimovic segna goal belli (ovvero la maggior parte delle volte) la sua squadra non perde mai. Anche in questo caso la sua squadra, il Milan, vince con un rotondo 3 a 0 il 4 Dicembre 2010 a San Siro contro il Brescia. Al 4’ già 1 a 0 grazie a Kevin-Prince Boateng. 2 a 0 firmato da Robinho al minuto 28 e ovviamente Zlatan non poteva restare spettatore. 2 minuti più tardi si prende la scena: servito in area da Andrea Pirlo, inizialmente non torva spazio, gira su se stesso e non decide di servire un compagno ma si inserisce di prepotenza in area, dribblando secco il difensore Martinez e portatosi in zona di tiro lascia partire una bomba di destro che fa crollare tutto lo stadio. Ovviamente il portiere non può nulla e nemmeno abbozza una respinta tanto forte era il tiro. 3 a 0 al 30’ e partita già chiusa.

Novara-Milan 0-3

22 Gennaio 2012. Il Milan affronta in trasferta il Novara e Ibra segna una doppietta nel definitivo 3 a 0. Il secondo goal è puro istinto ed è soprattutto un colpa al quale lo svedese ci ha abituato (vedi Svezia-Italia di Euro 2004): il colpo di tacco. Minuto 88, El Shaarawy mette un pallone in mezzo l’area di esterno destro che viene smanacciato male dal portiere Ujkani del Novara. Chi c’è in agguato? Ovviamente Ibra che non ci pensa un secondo e di spalle colpisce il pallone con il tacco ad incrociare sul lato opposto con un gesto tecnico di rara bellezza che chiude la partita e suggella una prestazione, come sempre, al Top. 

Inter-Milan 4-2

Chiudiamo questa Top 10 con l’unica volta (al Milan) in cui Zlatan ha segnato un goal degno di nota ma la sua squadra ha perso. Derby della Madonnina numero 156 del 6 Maggio 2012, partita dell’ex: ad inizio secondo tempo, dopo appena 30 secondi Boateng finta al limite dell’area e mette in movimento Ibrahimovic in area di rigore. Lo svedese supera prima Maicon e Lucio bruciandoli sullo scatto e infine Julio Cesar in uscita con un pallonetto. Un bellissimo goal, il secondo della partita, che aveva momentaneamente fissato il punteggio sul 2 a 1 per i rossoneri, poi ribaltato in un 4 a 2 senza troppe repliche per l’Inter di Stramaccioni. Sconfitta amara che consegna praticamente lo scudetto nelle mani della Juventus di Antonio Conte.




Top 5 tiratori di punizioni

Spesso nel corso di una partita un calcio di punizione può essere più importante e decisivo di un calcio di rigore e logicamente avere in squadra un giocatore specializzato in calci piazzati può essere un valore aggiunto. Ci sono giocatori che su calcio da fermo sono una vera sentenza: dopo anni di allenamenti nella battuta dei calci piazzati, li hanno resi assolutamente letali per i portieri avversari. Ecco a voi una classifica complicatissima da fare perché di calciatori meritevoli ce ne sono davvero in gran numero. In molti hanno provato ad imitare la tecnica di tiro di questi campioni ma con risultati rivedibili perché alcuni di loro hanno brevettato un vero e proprio modo di calciare, difficilmente replicabile. Vi ricordiamo che potete seguire RadioGoal24 anche tramite la nostra pagina radio ed il nostro canale spreaker. Ecco a voi la Top 5 dei migliori tiratori di punizione. Preparate i popcorn che lo spettacolo sta per cominciare!

David Beckham

Un giocatore che ha fatto dell’estetica il suo punto di forza, sia dentro che fuori dal campo, tuttavia è stato anche un ottimo calciatore e non solo un fenomeno mediatico. A detta dei molti allenatori che ha avuto, tra cui due tra i più grandi come Sir Alex Ferguson e Fabio Capello, è sempre stato un calciatore molto professionale, dedito al lavoro e scrupoloso negli allenamenti. I calci di punizione di David Beckham sono senza dubbio ciò che ci ricordiamo meglio del calciatore inglese, sia per il suo modo di pennellare il pallone ma soprattutto perché spesso e volentieri non lasciavano scampo ai portieri avversari. Lo Spice Boy ha “pennellato” con maglie prestigiose del Manchester United, con il Real Madrid, Los Angeles Galaxy, il Milan e il Paris Saint Germain oltre ovviamente alle perle messe a segno con la Nazionale inglese. In tutto i suoi gol su calcio di punizione sono 65 tra il 1992 e il 2013.

Andrea Pirlo
In questa classifica impossibile non citare “The Maestro”, Andrea Pirlo. Il calciatore di Brescia ha deliziato gli amanti del bel gioco di tutto il mondo fino al maggio 2018 e in molte occasioni i suoi calci di punizione sono stati decisivi. Lanci millimetrici, assist al bacio, passaggi perfetti per i compagni di squadra, rendono facile l’equazione: senza dubbio giocare con Andrea Pirlo ha facilitato sia la vita di molti attaccanti che hanno avuto la fortuna di giocarci insieme sia degli allenatori che lo hanno avuto a servizio. Il regista bresciano è stato un punto fermo della Nazionale, di Milan e Juventus, maglie con cui ha vinto tutto, e spesso la sua tecnica sopraffina è stata riproposta e incanalata nella battuta dei calci piazzati. La sua rara capacità di impattare il pallone, colpendolo sulla valvola in modo tale da farlo salire per poi fargli prendere una traiettoria imprevedibile, quasi fosse telecomandato, è stato ribattezzato “la maledetta” dagli addetti ai lavori. Nel suo libro autobiografico “Penso, quindi gioco” Pirlo spiega come ha imparato a calciare coì, ispirandosi ad un giocatore brasiliano che ritroverete più avanti in classifica: “La palla andava calciata da sotto, usando le prime tre dita del piede. E il piede andava tenuto il più dritto possibile e poi rilasciato con un colpo secco. In quel modo la palla in aria restava ferma e, a un certo punto, scendeva velocemente verso la porta, girando con l’effetto. Senza saperlo, eccola, la “maledetta”, come qualcuno avrebbe poi ribattezzato quel tipo di tiro“. Nel corso della sua carriera “The Maestro” ha messo a segno 46 reti su calcio di punizione.

 

Lionel Messi

Lionel Andrés Messi Cuccittini, detto Leo. Nato in Argentina, a Rosario il 24 Giugno 1987, gioca nel Barcellona e ha vinto 6 Palloni d’oro. Forse qualcuno dei lettori ne ha sentito parlare, dicono sia bravino con il piede sinistro. Leo Messi non ha certo bisogno di presentazioni e naturalmente merita di diritto un posto in questa Top 5. 874 partite e 698 gol tra Barcellona e Argentina: le statistiche della “Pulce” parlano da sole e continuano a migliorare di anno in anno. Si potrebbero spendere fiumi di parole per il fenomeno argentino che è stato capace di segnare su punizione più di squadre come Real Madrid e Juventus, dato che tra le specialità di casa Messi ci sono soprattutto i calci piazzati: letali, imparabili, decisivi. Nel corso della sua, si spera ancor lunga, carriera Leo ci ha fatto stropicciare gli occhi per alcuni tiri da fermo esteticamente meravigliosi, sia con la maglia 10 blaugrana e con la 10 dell’Albiceleste. In totale Lionel Messi ha segnato 52 gol su punizione di cui 34 in Liga. Non male per chi è diventato primo battitore del Barcellona solo a partire dalla stagione 2013/14.

Roberto Carlos

Quella punizione leggendaria calciata allo Stade de Gerland con la maglia del Brasile contro la Francia il 3 Giugno 1997 è impossibile da dimenticare (e anche da replicare). Parliamo senza dubbio di Roberto Carlos, terzino sinistro brasiliano che ha fatto le fortune di Real Madrid e Nazionale Brasiliana, passando anche in Italia con la maglia dell’Inter per poi venire sciaguratamente venduto proprio ai Blancos dove ha scritto la storia. La punizione sopracitata è divenuta anche un caso di studio per i fisici dell’École Polytechnique di Palaiseau, Christophe Clanet e David Quéré, che hanno posto l’accento sul famoso“effetto Magnus”, secondo il quale una sfera che ruota su se stessa disegna una traiettoria curva. Nella punizione di Roberto Carlos i due fisici hanno analizzato come sull’effetto Magnus abbia un ruolo importante l’attrito che fa l’aria con il pallone che si muove. Se il tiro con effetto parte da molto lontano, l’aria ha più possibilità di fare attrito e modificare la traiettoria del pallone, creando parabole quasi impossibili. E proprio quel pallone scagliato a 115km/h grazie al famoso calcio con le tre dita ha reso celebre il laterale brasiliano, uno tra i più forti terzini sinistri della storia del calcio e tra i pochissimi difensori capaci di segnare più di 100 gol in carriera.

Juninho Pernambucano

Il vero re dei calci di punizione. Fonte di ispirazione di tantissimi calciatori (tra cui Andrea Pirlo che lo ha letteralmente e pubblicamente ammirato e studiato, andando a rivedere tutti i video delle sue partite) ha giocato nel Lione, di cui è stato uomo simbolo, capitano e dove attualmente riveste il ruolo di direttore sportivo. Di chi stiamo parlando? Ovviamente di Juninho Pernambucano! Il calciatore brasiliano è statisticamente il più forte battitore di calci da fermo della storia, avendone messi a segno ben 77! Praticamente quasi ogni calcio di punizione si trasformava in gol. Calciava la palla da sotto, usando le prime tre dita del piede e per i portieri non servivano nemmeno le preghiere. Nella stagione 2005/06, nella prima partita dei gironi di Champion’s League contro il Real Madrid è stato capace di segnare una punizione da 36 metri a 126 km/h. Fantascienza! 




Top 10 risse tra calciatori e tifosi

Fin da principio, fin dalla nascita del “football” abbiamo assistito a comportamenti dei calciatori sopra le righe: risse in campo, litigate con avversari, con i propri compagni di squadra e allenatori e ovviamente insulti all’arbitro. C’è anche un’altra categoria di scontri, quella dove si incontrano gli spettatori e gli attori, quella tra tifosi e giocatori. Quanti di noi assistendo ad una partita si sono lasciati scappare un parolina di troppo nei confronti di un avversario o, più frequente, verso un giocatore della propria squadra reo di aver giocato una partita non proprio eccellente? C’è chi lo ha fatto di persona e ha trovato di fronte a sé calciatori, diciamo, non proprio concilianti. Invasioni di campo, tifosi troppo esagitati, abbiamo assistito proprio a tutto. Vi ricordiamo che potete seguire RadioGoal24 anche tramite la nostra pagina radio ed il nostro canale spreaker. ecco la top 10 delle risse tra calciatori e tifosi:


Éric Cantona

Nel match di Premier League Crystal Palace-Manchester United del 25 Gennaio 1995 accade l’episodio copertina di questa classifica: il colpo di Kung-fu di Éric Cantona ad un tifoso avversario. Il numero 7 dei Red Devils si stava dirigendo negli spogliatoi dopo aver ricevuto un rosso diretto per un fallo di gioco e un tifoso del Crystal Palace, tale Matthew Simmons, a bordo campo gli disse qualcosa come “torna al tuo paese, francese bastardo”, senza sospettare che 2 secondi dopo si sarebbe ritrovato il segno dei tacchetti di Cantona sul proprio petto. Immagino che se avesse riflettuto un momento in più sicuramente avrebbe commesso lo stesso gesto, ma si sarebbe alzato il colletto della maglietta come era solito fare prima di battere una punizione. “The King” non era proprio un tipo da far innervosire! Questo episodio gli costò 20.000 sterline di multa, 8 mesi di squalifica e una condanna per aggressione, poi convertite a 120 ore di servizio civile.


Peter Schmeichel

Rimaniamo in casa Manchester United, sempre negli anni ’90. Oltre al già citato Cantona, la squadra di Sir Alex Ferguson era composta di giocatori di indubbio carattere, oltre ad un gran talento. Questa volta protagonista è Peter Schmeichel, il portierone dei Red Devils. Il fatto si svolge ad Instanbul, dove la squadra inglese aveva subito trovato un ambiente sereno e pacifico: una volta atterrati ad accoglierli c’era un bello striscione con scritto “Welcome to Hell”. Al termine di un ottavo di finale di Champions fra Manchester United e Galatasary edizione 93/94 un tifoso turco esagitato invade il campo e si dirige con veemenza verso il numero 1 danese, sottovalutando forse che Schmeichel proprio piccolo non fosse con i suoi 193 centimetri. Infatti, come se fosse un pallone, senza pensarci 2 volte, prese di peso il tifoso e lo rinvia fuori dal campo.



Eran Zahavi

Probabilmente non in molti si ricorderanno di Eran Zahavi, il fantasista israeliano che ha giocato un solo anno in Serie A con la maglia del Palermo dall’estate 2011 al Gennaio 2013 per poi tornare in Israele al Maccabi Tel Aviv. Ora sta segnando a raffica in Cina con il Guangzhou R&F ma è proprio un episodio di quando vestiva la maglia del Maccabi che ci interessa. In un derby con gli acerrimi rivali dell’Hapoel, club nel quale l’israeliano è cresciuto, ha esordito nella massima serie e da cui è stato prelevato dal Palermo, c’è stata un invasione di campo e un tifoso, che evidentemente non lo aveva perdonato per il cambio di casacca. Il tifoso ha colpito al volto Zahavi provocando la reazione dell’israeliano (poi espulso) e dando vita ad una mini rissa, placata dall’intervento di compagni polizia e arbitro che ha infine sospeso la partita.


Cristiano Ronaldo

Un episodio molto recente di scontro tifosi-giocatori è quello tra Cristiano Ronaldo e un invasore troppo esaltato. Nella sua carriera il portoghese ha assistito a centinaia di invasioni ma questa volta le modalità non sono affatto piaciute. Alla fine della partita Bayer Leverkusen-Juventus un tifoso entra in campo come una furia e va diretto dal fuoriclasse in cerca di un selfie, ma il modo irruente con cui avvinghia al collo CR7 infastidisce molto il giocatore. Non c’è stato un vero scontro tra i due per l’immediato intervento dello steward ma il campione di Madeira ha continuato a ripetere “you are crazy” per un bel pò, toccandosi il collo e la spalla e venendo infine calmato da Gigi Buffon.


Froode Olsen

Durante uno Spagna-Norvegia del 2002, arbitrato da Collina, un tifoso entra in campo scorrazzando da una parte all’altra fino a quando non interviene il portiere norvegese Froode Olsen che lo atterra con un tackle degno del miglior Roy Keane. Il tifoso perde anche il berretto che viene indossato come un trofeo dal portiere dopo averlo atterrato. L’episodio, che sembra essere uscito da una puntata di Benny Hill, suscita le risa e gli applausi di compagni ed avversari, mentre il tifoso viene accompagnato fuori dalla sicurezza.


Esteban
Alvarado

Un episodio che fa letteratura per l’argomento trattato in questo articolo. Siamo in Olanda, ad Amsterdam nel Dicembre 2011 e si gioca una partita di Coppa tra Ajax e AZ Alkmaar e. Il portiere dell’AZ il costaricano Esteban Alvarado viene letteralmente aggredito da un tifoso dei Lancieri. Il portiere però reagisce prendendo a calci con violenza il tifoso. La partita viene sospesa e il portiere viene immediatamente espulso dall’arbitro. Il cartellino rosso è stato poi annullato dalla Federcalcio olandese, secondo cui Alvarado “è stato aggredito improvvisamente e questo ha condizionato la sua reazione”. Il tifoso dell’Ajax invece si pentirà amaramente del suo gesto, costatogli ben 30 anni di DASPO. La partita si è poi rigiocata nel Gennaio 2012, davanti ad un pubblico di soli bambini ed è stata vinta 3 a 2 dall’AZ Alkmaar.


Memphis Depay

Un altro episodio recente è quello che vede protagonista il giocatore del Lione Memphis Depay. Nella partita di Champions contro il Lipsia, una volta oltre il novantesimo, un tifoso francese ha esposto uno striscione con un asino stilizzato indirizzato ad un compagno di squadra dell’olandese, il difensore centrale brasiliano Marcelo, invitandolo ad andarsene. Una volta visto lo striscione quello Depay è corso verso il tifoso per strapparglielo di mano, arrivando ad un soffio dalla rissa. Sono arrivati immediatamente gli altri compagni di squadra e il mister del Lione Rudi Garcia che hanno placato gli animi.


Mamadou Tounkara

In Serie A abbiamo visto parecchi scontri giocatori-tifosi. Uno risale al 2017 allo stadio Olimpico di Roma ma non si consuma sul terreno di gioco, bensì sugli spalti. Finale di partita Lazio-Chievo. Dalla tribuna Monte Mario arrivano da parte di un tifoso continui insulti ed inviti ad andarsene all’allora capitano laziale Lucas Biglia. Nel momento in cui l’argentino rientra negli spogliatoi incrocia il tifoso e lo invita allo scontro, venendo poi bloccato da compagni e steward. Sembra essere finita lì ma entra in gioco Tounkara, attaccante della Lazio fuori rosa che aveva assistito alla partita dalla Tribuna e che decise di fare giustizia a modo suo. Va verso il tifoso e gli sferra un pugno. Verrano entrambi daspati per un anno.


Go Ahead Eagles e De Graafschap

Restiamo in Olanda ma non nella massima serie. Nella serie B olandese assistiamo ad un vero tutti contro tutti nel match fra fra Go Ahead Eagles e De Graafschap, vinto dagli ospiti 4-0. I tifosi della squadra di casa però non se la sono presa con i giocatori della loro squadra ma con gli avversari, scendendo in campo e facendo iniziare una rissa calmata a fatica grazie all’intervento della sicurezza.


Anton Kanibolotskiy

Come avete potuto leggere, i protagonisti di questa classifica sono per lo più i portieri. Chiudiamo questa Top 10 proprio con un altro estremo difensore. Durante Oleksandriya-Shakhtar del 2015 un tifoso entra in campo e si dirige verso il portiere dello Shakhtar, Kanibolotskiy, puntandogli un bel dito medio di fronte la faccia. Il portiere non reagisce bene e lo prende per il collo, cercando di “accompagnarlo” non certo con delicatezza fuori dal terreno di gioco.