Euro 2021: ecco i giocatori che potranno prendervi parte

Euro 2021: ecco i giocatori che potranno prendervi parte

Con lo slittamento ufficiale dell’Europeo 2020 a causa del COVID-19 molti giocatori che sicuramente non avrebbero potuto giocare quest’anno poiché infortunati possono ambire a partecipare ad Euro 21.

Guardando in casa nostra sicuramente il romanista Nicolò Zaniolo avrebbe saltato Euro 2020 a seguito del brutto infortunio patito contro la Juventus il 12 Gennaio. Un infortunio non da poco, la rottura del legamento crociato, dal quale sta ancora recuperando e che lo avrebbe rimesso in campo entro fine maggio, troppo tardi per entrare in condizione in vista dell’Europeo. Sicuramente se il 21enne tornerà ai livelli espressi nella prima parte di stagione potrà essere una risorsa importante per l’Italia di Roberto Mancini.

Operato a metà Gennaio ai tendini della coscia sinistra, l’attaccante inglese del Tottenham Harry Kane sarebbe arrivato fuori condizione all’appuntamento Europeo, motivo per il quale lo slittamento potrà permettergli di tornare al massimo della forma. “Hurricane” è il capitano ed un pilastro della Nazionale Inglese di Gareth Southgate oltre ad essere il miglior marcatore inglese tra le fila dell’Inghilterra con ben 32 reti in appena 45 presenze. 

Sta rientrando sul terreno di gioco proprio in questa settimana dopo la rottura del legamento crociato ma non vede il campo da Agosto 2019 perciò difficilmente sarebbe stato convocato dalla sua nazionale, la Germania. Parliamo di Leroy Sanè, attaccante del Manchester City ex Schalke 04 che prima dell’infortunio era in procinto di ritornare in patria per vestire la maglia del Bayern Monaco.

Le Furie Rosse, vittoriose ad Euro 08 ed Euro 12, avrebbero fatto carte false per avere in squadra il talento di Marco Asensio per Euro 20 ed evidentemente sono stati accontentati. Lo slittamento della competizione europea al prossimo anno permetterà al giocatore del Real Madrid di rientrare a pieno regime, a seguito della rottura del legamento crociato dalla quale sta ancora recuperando, in modo da poter vestire la maglia della Nazionale Spagnola.

Una stagione sfortunata è dir poco, la prima in maglia merengue per Eden Hazard che ha visto il campo in sole 15 occasione, condite da un solo gol. Non il massimo per il calciatore ex Chelsea ora al Real Madrid che sta recuperando da una microfrattura del perone e che avrebbe quasi certamente saltato Euro 2020 con la maglia del Belgio.

Genio e sregolatezza per Ousmane Dembelè. Il giocatore francese ex del Borussia Dortmund non ha mai trovato continuità con il suo club, il Barcellona ma con la nazionale ha sempre offerto buone prestazioni, tanto che il suo sicuro forfait ad Euro 2020 per la rottura del tendine prossimale del bicipite della coscia destra aveva dato parecchie preoccupazioni al CT Didier Deschamps.

Sarebbe stata una grande assenza anche quella di Memphis Depay. Il giocatore olandese è rinato in Francia nel Lione dopo la parentesi con il Manchester United e proprio nel suo momento migliore ha subito un brutto infortunio dal quale sta ancora recuperando.

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 

 

 




Coronavirus, Batistuta: “Un abbraccio agli italiani”

Coronavirus, Batistuta: “Un abbraccio agli italiani”

Coronavirus, Batistuta In questo momento complicato per il mondo intero ma per noi italiani in particolare modo, Gabriel Omar Batistuta, attaccante argentino che mai è stato dimenticato dai tifosi della Roma e soprattutto della Fiorentina, ha voluto mandare un messaggio tramite la sua pagina Instagram di sostegno ed incoraggiamento a tutto il popolo italiano:””Voglio trasmettere il mio amore e la mia solidarietà alle persone colpite dal Coronavirus in tutto il mondo, augurando loro una pronta guarigione. Un abbraccio speciale a tutti gli italiani, tre dei miei quattro figli sono nati lì, insieme alla mia famiglia abbiamo vissuto in Italia per dodici anni, abbiamo coltivato amicizie e affetti che oggi soffrono di questa pandemia. Il mio sostegno ai colleghi Germán Pezzella, capitano della Fiorentina, Patrick Cutrone e al fisioterapista, Stefano Dainelli, i quali spero rivedrò presto personalmente”.

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Ligue 1, la stagione calcistica può terminare a settembre

Ligue 1, la stagione calcistica può terminare a settembre

Il coronavirus non sta colpendo solo l’Italia; l’emergenza sanitaria riguarda tutto il mondo e il calcio ne sta risentendo. In queste ore si sta cercando di capire come terminare la stagione sia a livello nazionale ma soprattutto a livello internazionale con l’Europeo del 2020 (il primo itinerante della storia del calcio) che si dovrebbe giocare il prossimo anno. La Serie A ha avuto il “merito” di fermarsi prima di tutti ed essere una sorta di capotreno. Durante il weekend scorso sono stati sospesi, uno dopo l’altro i principali campionati europei con la Bundesliga ultimo della lista. In attesa di capire quando si potrà tornare a giocare a calcio, si pensa a delle possibili soluzioni e in Francia l’idea è decisamente forte; la Ligue 1, infatti, potrebbe riprendere a settembre quando, si spera, l’emergenza sia finita del tutto e si possa tornare alla normalità.


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Giovanni Trapattoni, 81 anni di un vincente

Giovanni Trapattoni, 81 anni di un vincente

Festeggia oggi i suoi 81anni Giovanni Trapattoni, il Trap. Nella storia del calcio italiano risulta attualmente l’allenatore più vincente a livello di club e uno tra i più titolati al mondo. Nella sua esperienza in panchina il Trap a livello nazionale ha vinto 7 campionati in Italia e uno in Germania, Portogallo e Austria. A livello internazionale altri sette titoli, vittorie che lo rendono il sesto allenatore al mondo per trofei conquistati.

Da calciatore ha vestito solo le maglie di Milan e Varese, dopo esser cresciuto tra le fila del Cusano Milanino. Va detto che anche da giocatore ha sempre avuto un feeling speciale con le vittorie, portandosi a casa i rossonero tutto quello che poteva vincere: 2 Campionati, una Coppa Italia, 2 Coppe dei Campioni, una Coppa delle Coppe e una Coppa Intercontinentale.

Da allenatore, però, ha dato il suo meglio, in particolare modo nella sua parentesi alla guida della Juventus con cui ha vinto tutto tra Campionati (6), Coppe Italia (2), Coppe Uefa (2), una Coppa delle Coppe, una Coppa dei Campioni, una Supercoppa UEFA e una Coppa Intercontinentale.

Oltre al bianconero in Italia ha allenato anche il “suo” Milan, l’Inter (con cui ha vinto un Campionato, una Supercoppa Italiana e una Coppa Uefa), il Cagliari e la Fiorentina. All’estero, dove ovviamente ha vinto, ha allenato il Bayern Monaco (una Bundesliga, una Coppa di Lega Tedesca, una Coppa di Germania) il Benfica (un Campionato Portoghese) e il Salisburgo (un Campionato Austriaco).

A livello di Nazionale il Trap ha allenato l’Italia nel Mondiale di Corea-Giappone del 2002 (vi ricordate di un certo Byron Moreno?) e nell’Europeo di Portogallo 2004 (il famoso biscotto tra Svezia-Danimarca). Ha allenato anche la Nazionale Irlandese dal 2008 al 2013, sua ultima avventura in panchina prima di annunciare il ritiro.

Famose le sue sfuriate, tra le quali le più celebri senza dubbio quando allenava il Bayern Monaco.

Un signore dentro e fuori dal campo.

Tanti auguri grande Trap, da tutta la redazione di RadioGoal 24!

 


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Coronavirus, il goal umanitario dei calciatori

Coronavirus e calciatori, come stanno reagendo i nostri idoli milionari?

Strapagati, viziati, poco acculturati, non conoscenti della vita dura e reale, bambinoni, spendaccioni, ultraricchi e quant’altro, tutti aggettivi tranquillamente riferibili ai calciatori, questa categoria tanto offesa quanto amata, un unicum forse nel mondo dello show-business. Ma mai come in questa situazione certe differenze si assottigliano, quasi si annullano: siamo tutti sulla stessa barca, stesse reazioni, stesse paure, stessi comportamenti. La differenza non assottigliabile purtroppo è quella economica.

La quarantena da Coronavirus lascerà un segno sull’economia italiana e sui lavoratori, in particolare coloro che non percepiranno stipendio, stipendio probabilmente già magro di per se; partiamo da questo assunto per chiarire che siamo tutti a conoscenza che un calciatore è fortunato. Fortunato economicamente ma è un uomo come tutti noi.

Abbiamo parlato di reazioni e ci chiediamo, come hanno reagito i calciatori a tutto questo? Sicuramente nell’ambiente i calciatori sono stati i migliori. A dispetto di presidenti, direttori e anche funzionari di Leghe e federazioni, i calciatori sono stati encomiabili. Hanno voluto fermarsi quando ci si doveva fermare, hanno lavorato finché gli è stato imposto. Hanno provato a far divertire gli italiani in quelle poche partite giocate, cercando di far risollevare l’umore degli italiani, quando il proprio probabilmente non era dei migliori. I calciatori risultati positivi si sono affrettati a dare la loro testimonianza diretta per tranquillizzare tutti, nonostante credo che dentro di loro un paio di accidenti a chi li ha costretti a giocare lo abbiano detto.

E poi ci sono le iniziative: perché prendere un’iniziativa è qualcosa di istintivo e d’istinto tantissimi calciatori hanno donato parte dei propri stipendi alla ricerca ed agli ospedali che sono in prima linea: Totti, Insigne, Florenzi, Ilicic, Cafù, Donnarumma, Immobile, Romagnoli, Bonucci, Bernardeschi, Ibrahimovic, Milik, Callejon, Zielinski e tantissimi altri, quasi verrebbe da nominarli tutti, hanno intrapreso iniziative di donazione per l’emergenza Coronavirus.

Da encomio anche il comportamento dell’AIC, capitanata da uno che da giocatore veniva chiamato “Anima candida” non a caso, Damiano Tommasi, che ha sfidato le forze di potere per far interrompere il bruttissimo teatrino che si era creato attorno alla situazione, che oltre a ledere l’immagine del nostro calcio, era un pericolo per la salute di giocatori e staff.

Oltre questo ci sono i tanti messaggi di incoraggiamento e le simpatiche “challenge” social da parte dei giocatori, che inutile nascondersi, ci intrattengono in questo momento di quarantena che non è facile per nessuno.

Tutto questo per dire che i nostri calciatori sono ancora la parte buona di questo sport, ed osannarli o criticarli non è la vera chiave morale, la chiave morale sta nelle decisioni di fronte alle situazioni avverse e fatti alla mano vediamo solo goal da parte loro e pochissimi errori e paragoni con medici ed infermieri, sicuramente eroi veri, è poco gratificante per gli uni e per gli altri. I calciatori devono fare i calciatori, i medici devono fare i medici ed entrambi lo stanno facendo bene.

 




Dzeko: “Pronto per fare il capitano, ma voglio anche vincere”

Dzeko: “Pronto per fare il capitano, ma voglio anche vincere”

L’attaccante bosniaco della Roma Edin Dzeko ha rilasciato una lunga intervista per “The Athletic”, nella quale racconta i suoi trascorsi in maglia giallorossa, alla vigilia del suo 34esimo compleanno. Dai gol meraviglia contro il Chelsea, il Milan e il Torino fino alla situazione attuale, analizzando anno per anno fino ad arrivare ai giorni nostri. Grandi gioie, tra cui ovviamente il ritorno in casa contro il Barcellona, dove i capitolini hanno ribaltato il 4 a 1 dell’andata con uno storico 3 a 0. Grandi rimpianti, come la semifinale d’andata persa malamente contro il Liverpool nello storico cammino in Champions League del 2018 giocata, a suo dire, non pensando al ritorno e il grande rapporto con Salah e Nainggolan, 2 con cui era davvero facile giocare a calcio. La difficoltà nel creare continuità, dato i molteplici cambiamenti di anno in anno, sono la causa, secondo il bosniaco, dell’assenza di trofei fino ad oggi. Tuttavia, dopo gli addi di Totti prima, di De Rossi e di Florenzi recentemente, Edin Dzeko non teme la fascia di capitano ed è pronto al ruolo di leader, sia per anzianità sia per curriculum, essendo nella rosa uno dei giocatori più vincenti. Pronto ad esser capitano e pronta a vincere un trofeo, ovviamente in giallorosso.


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Top 10 film sul calcio

Tradurre il calcio su pellicola non è mai stata cosa semplice, eppure ci sono dei film che sono riusciti nell’arduo compito in maniera più o meno fedele alla realtà. Molti di questi hanno posto l’accento più sul mondo che gravita intorno al pallone. Storie di calciatori, storie di chi ha inseguito il sogno e l’ha raggiunto, di chi non ha retto l’urto della popolarità, della celebrità, delle grandi ricchezze economiche che ne sopraggiungono. Storie di chi ha davvero sprecato il proprio talento o semplicemente storie di tifosi, di chi, con anima e corpo, seguirebbe la propria squadra fino in capo al mondo. Storie di gente comune con una passione viscerale, ai limiti del fanatismo. Parodie, si, anche parodie del mondo del calcio che sono diventate famose, le cui citazioni sono ancora utilizzate oggi dopo tantissimi anni dall’uscita in sala. Molti di questi film sono diventati delle vere e proprie pietre miliari e, per gli appassionati di calcio e non solo, rappresentano un aggancio con quella realtà spesso immaginata, sognata, per alcuni anche vissuta che ci accomuna un po’ tutti. Difficile riuscire ad elencarne solamente 10, anche perché negli ultimi anni la lista si è allargata e ne sono entrati alcuni a pieno titolo.

Ecco a voi la Top 10 dei film sul calcio meglio riusciti. Buona lettura e buona visione!

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Il campione

Il Campione è un film uscito nelle sale nel 2019, opera prima di Leonardo D’Agostini, vincitore del Nastro D’argento 2019 come Miglior regista esordiente. La trama del film è incentrata sull’ascesa di Christian Ferro, una giovane promessa della Roma, interpretato dal bravissimo Andrea Carpenzano che non riesce a dare continuità al proprio talento per via di un comportamento spesso sregolato. Viene quindi deciso dalla dirigenza della squadra giallorossa di affiancargli Valerio Fioretti, un professore di italiano e storia, che ha il volto di una garanzia del cinema italiano come Stefano Accorsi, cui viene affidato il compito di seguirlo, con non poche difficoltà, e aiutarlo nello studio per conseguire il diploma. Attorno alla figura di Christian Ferro gravitano parecchie persone, molte delle quali vicini solo per la sua fama, dei veri avvoltoi. Fortunatamente per lui alcuni incontri, in particolare modo quello con il prof e con Alessia (Ludovica Martino), una studentessa di medicina, saranno fondamentali per fargli capire quelli che sono i punti chiave su cui puntare, con umiltà e abnegazione. Il film è molto ben riuscito, ben recitato, scorrevole e divertente al tempo stesso, leggero ma con un profonda morale di fondo. Senza dubbio uno degli ultimi film sul calcio meglio girati degli ultimi anni.

Fuga per la vittoria.

Un cast stellare, davvero stellare per un film che mischia storia e sport e che tra i protagonisti ha tra gli altri un calciatore, uno che la storia di questo sport l’ha fatta veramente: Edson Arantes do Nascimento, meglio noto come Pelè. Uscito nelle sale ormai quasi 40 anni fa, nel 1981, racconta la storia di una partita tra prigionieri di varie nazionalità, nella Francia degli anni ’40 e i nazisti dove la sfida sarà un’occasione unica di fuga per i prigionieri. Celebre nel film la sequenza della rovesciata di Pelè, non il solo giocatore nella pellicola considerando anche la presenza di Bobby Moore, Osvaldo Ardiles, Paul van Himst e Kazimierz Deyna oltre a mostri sacri come Michael Caine, Max Von Sydow e Sylvester Stallone. Tutto filmato sotto la regia di John Huston, uno dei maestri del cinema hollywoodiano. Semplicemente un filone, da vedere obbligatoriamente.

Shaolin Soccer

Un film tra i più divertenti mai girati sul calcio, che mixa con genialità realtà e colpi alla Holly e Benji, con un pizzico di Bruce Lee, uscito nelle sale nel 2001. Una storia simpaticissima ambientata ad Hong Kong, dove una strampalata squadra dovrà affrontarne una molto forte. Fu distribuito in Italia con il doppiaggio di calciatori che all’epoca dell’uscita del film giocavano in Serie A, nella Roma e nella Lazio. Basti pensare che il protagonista ha la voce di Damiano Tommasi e altri personaggi quella di Angelo Peruzzi, Marco Delvecchio, Sinisa Mihjlovic e Vincent Candela. La resa dei gesti atletici é ben riuscita e vale la pena ripescarlo per chi non lo avesse mai visto. La leggenda narra che la versione originale sia ancora più divertente di quella doppiata in italiano.

Febbre a 90°

Un vero e proprio cult per gli appassionati di calcio. Tratto dal libro omonimo dello scrittore Nick Hornby, con un giovane Colin Firth protagonista della pellicola. Il film, uscito nel 1997, si ambienta a Londra alla fine degli anni ’80 e ci racconta la storia di Paul Ashworth, insegnante di lettere alle superiori e soprattutto grandissimo tifoso dell’Arsenal, una passione nata da piccolo. Il film ci fa ripercorrere tutte le fasi di un vero tifoso, dalle delusioni fino alle gioie delle vittorie, obbligatoriamente sofferte fino e oltre il 90°. Tutto è principalmente incentrato sulla stagione ’88/89 della First Division, poi diventata Premier League, quando i Gunners ancora giocavano nel leggendario Highbury e sognavano con i gol di Alan Smith.

Il maledetto United

Film che ripercorre la vita di un allenatore forse oggi poco ricordato ma conosciutissimo nella storia del calcio inglese: Brian Clough. Anche in questo caso è l’adattamento di un libro, un racconto di successo di David Peace uscito nel 2006 diretto da Tom Hooper. La pellicola, uscita tre anni più tardi, è incentrata sui 44 giorni nel lontano 1974 in cui l’allenatore Clough, che aveva già dimostrato le proprie abilità con il Derby County e soprattutto le mostrerà dopo in Europa con il Nottingham Forest che allenò per 18 anni, guidò il glorioso Leeds United. 44 giorni in cui cercò di imporre un codice comportamentale ottenendo però risposta negative dalla sua squadra, tra litigi, incomprensioni e la definitiva resa. Mister Brian Clough ha il volto del bravo attore gallese Michael Sheen.

Goal!

Santiago Muñez, conoscete questo giocatore? No, non è vero giocatore ma le sue avventure hanno appassionato gli amanti del calcio (e del cinema) come fosse realmente esistito. Santi, è un bambino messicano che scappa illegalmente con la sua famiglia dal Messico agli Stati Uniti, precisamente a Los Angeles. Ha un grande talento e gioca, illuminando, nella squadra locale. Fortuna vuole che sia notato e selezionato da un osservatore del Newcastle. Da qui il viaggio in Inghilterra e il confronto con la dura realtà: la difficoltà ad adattarsi al calcio inglese. Alla fine, come spesso accade nei film, riesce a far esplodere tutto il suo grande talento. Questo è il primo film di una trilogia che comprende anche Goal 2, dove il talento messicano vestirà addirittura la maglia del Real Madrid e dove vedremo giocatori veri come Zinédine Zidane, Raul, Ronaldo e David Beckham. Goal 3, stranamente mai distribuito in Italia, è ambientato durante i Mondiali del 2006, vinti come forse ricorderete dalla nostra Nazionale!

Il mio amico Eric

Il mio amico Eric è un bellissimo film uscito nel 2009 e diretto dal grande regista Ken Loach e tratto da un’idea di Eric Cantona, ex stella del Manchester United e sempre più spesso negli ultimi anni, attore. Come tutti i film di Ken Loach, il protagonista è un un uomo della classe operaia, Eric, un postino di 50 anni tifosissimo dello United che vive a Manchester. In gioventù, avventatamente ha lasciato la moglie e la figlia appena nata ma dopo tanti anni la figlia torna e gli chiede di badare a sua nipote perché lei deve laurearsi. A questo punto il protagonista, in preda al panico fuma un pò d’erba e vedrà apparire davanti a lui Eric Cantona, che comincerà ad aiutarlo con la sua filosofia di vita. Per chi ha Prime Video lo può trovare lì in streaming.

Il presidente del Borgorosso Football Club

L’immenso Alberto Sordi, del quale quest’anno ricorrono i cento anni dalla nascita, è il protagonista di questa pellicola, “Il presidente del Borgorosso Football Club” dove interpreta Benito Fornaciari, rampollo di una benestante famiglia di industriali. A seguito della morte del padre erediterà oltre ad una notevole somma in denaro anche la presidenza della squadra di famiglia, il Borgorosso. Il giovane Fornaciari non ha alcuna dimestichezza con il mondo del calcio, dimostrandolo con decisioni avventate. Dopo l’esonero dell’allenatore del quale prende il ruolo, oltre a quello di presidente che già riveste nonostante l’inadeguatezza, e i conseguenti risultati negativi fa uscire il coniglio dal cilindro comprando la stella Omar Sivori, il grande oriundo di Juventus e Napoli, che partecipò di persona al film.

Best

Best è il film autobiografico sulla figura iconica di George Best, il miglior calciatore europeo degli anni Sessanta e Settanta e Pallone d’oro 1968. Best, interpretato dall’attore britannico John Lynch, è stato il classico esempio di genio e sregolatezza, regalando perle di assoluta qualità in campo e vivendo fuori dal rettangolo di gioco in maniera completamente poco inquadrata. Il film è uscito nelle sale nel 1999, per la regia di Mary McGuckian e ci regala in maniera fedele un ritratto del talento del Manchester United, icona pop del suo tempo, non a caso definito il quinto Beatle. Come non ricordare questa frase che meglio di tutte descrive Best: “Ho speso molti soldi per alcool, donne e belle macchine. Il resto l’ho sperperato.

Sognando Beckham

Il film, leggero e divertente uscito nel 2002 e diretto dalla regista Gurinder Chadha. La pellicola racconta la passione calcistica di Jess, una giovane ragazza inglese che, vedendosi ostacolata dalla sua di famiglia indiana, è costretta a coltivare la sua passione segretamente. Varie peripezie la porteranno a legare con una giovane Keira Knightley, tra le attrici protagoniste, con la quale inizialmente competerà sia in campo che in amore per la contesa dell’allenatore della loro squadra, interpretato da Jonathan Rhys Meyers. Il film è stato un vero è proprio successo incassando 76 milioni di sterline a fronte di 6 di produzione.




Top 10 acquisti più costosi del mercato di Gennaio

Il calciomercato di Gennaio, detto anche mercato di riparazione, dà la possibilità ai club di riparare a qualche acquisto fatto in estate rivelatosi non all’altezza o di cogliere qualche occasione per puntellare la squadra. Raramente vengono fatti grandi investimenti, tuttavia negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a più di un grande esborso economico, con delle cifre davvero molto importanti. Il mercato di riparazione non è molto apprezzato dai direttori sportivi e sempre più spesso anche dagli stessi allenatori, restii a farsi stravolgere la squadra nel bel mezzo della stagione. Nel corso di questa finestra di mercato non abbiamo assistito a grandissimi colpi, eccezion fatta per il giovane fenomeno Erling Haaland passato dal Salisburgo al Borussia Dortmund, del danese Christian Eriksen dal Tottenham all’Inter, entrambi però non pagati in maniera spropositata, oltre al grande ritorno, romantico, di Zlatan Ibrahimovic al Milan. Un giocatore importante che incontrerete nell’articolo entra di diritto nella Top 10 dei calciatori più costosi del mercato di gennaio. Scopriamo chi sono, ci saranno delle belle sorprese!

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Philippe Coutinho

Al primo posto troviamo una vecchia conoscenza del calcio italiano: Philippe Coutinho. Il brasiliano classe 92 ha vestito la maglia dell’Inter dal 2010 al 2013 giocando 47 partite e segnando 5 gol (con una parentesi nel 2012 all’Espanyol) prima di passare al Liverpool. In Premier League ha sicuramente vissuto le sue stagioni migliori con la 10 dei Reds sulle spalle, giocando più di 200 partite e segnando 54 gol dal Gennaio 2013 al Gennaio 2018. Proprio nella finestra di mercato invernale del 2018 Coutinho è passato dal Liverpool al Barcellona per la cifra record di 145 milioni di euro, che lo pone di diritto in vetta alla nostra classifica. Con i blaugrana il brasiliano ha disputato una stagione e mezza al di sotto delle aspettative, senza dubbio se paragonate al costo del suo cartellino e per questo nell’estate 2019 è stato ceduto in prestito al Bayern Monaco, dove sta giocando con buona continuità e costanza.

Virgil Van Dijk

Grazie ai tantissimi soldi incassati dalla cessione di Coutinho al Barcellona, i Reds di Jurgen Klopp hanno avuto modo di fare un gran mercato già a partire dalla stessa sessione del 2018. Un grande colpo è stato il difensore olandese Virgil Van Dijk, acquistato per la cifra non indifferente di 84,6 milioni di euro dal Southampton. L’ acquisto inizialmente criticato dai media e dagli addetti ai lavori per il grande esborso economico, si è rivelato invece fondamentale per le stagioni successive del Liverpool. Senza dubbio uno dei difensori centrali più forti in circolazione se non il più forte al momento è una pedina necessaria per la squadra di Klopp. Anche e soprattutto grazie alle formidabili prestazioni del numero 4 sono arrivate una finale di Champions persa contro il Real Madrid nel 2018, una vinta lo scorso anno contro il Tottenham e una Premier League che sembra essere una semplice formalità. Il bottino del difensore da quando veste la maglia dei Reds dice 106 presenze e 11 gol.

Diego Costa

Un ritorno fortemente voluto quello di Diego Costa all’Atletico Madrid nel 2017. Dopo 3 stagioni con il Chelsea, con 2 Premier vinte da protagonista e un Carabao Cup, sono arrivate le conseguenti incomprensioni con mister Antonio Conte che hanno fatto sì che l’attaccante brasiliano naturalizzato spagnolo spingesse fortemente per tornare da Simeone, costringendo i Colchoneros a fare un grande sforzo economico per strapparlo ai Blues. 66 milioni di euro, più di quanto era stato pagato dal Chelsea per prelevarlo proprio dall’Atletico (40 milioni di euro nell’estate 2014). Con i Blues 2 annate di altissimo livello con 40 reti segnate e una, quella di mezzo coincisa con l’esonero di Josè Mourinho, sottotono con 12 reti. Con l’Atletico Madrid, però, sembra essersi un po’ smarrito il feeling con il gol di un tempo, quella vena realizzata della prima esperienza madrilena, con solo14 reti segnate nelle ultime 2 stagioni e mezzo.

Aymeric Laporte

Il Manchester City ci ha abituato ad investimenti milionari nel corso degli ultimi anni, in particolare modo da quando è seduto in panchina Pep Guardiola. Secondo il sito Transermarket attualmente ha un valore di 75 milioni di euro ed è stato pagato 10 milioni di meno. Stiamo parlando del difensore francese classe ’94 Aymeric Laporte, acquistato nel mercato di Gennaio del 2018 per 65 milioni di euro dall’Athletic Bilbao. Il francese, attualmente ai box per un’operazione a seguito di infortunio al ginocchio del Settembre scorso, è divenuto un giocatore chiave per la retroguardia del City, tanto è che da quando è infortunato (si prevede ancora un lungo stop) la squadra ha avuto parecchia difficoltà a trovare continuità in Premier League. Per il numero 14 francese 69 presenze e 5 gol con la maglia dei Citiziens.

Christian Pulisic

Restiamo sempre in Premier League ma ci spostiamo più a sud, a Londra. Nel gennaio dello scorso anno il Chelsea ha acquistato dal Borussia Dortmund il nazionale statunitense Christian Pulisic per la modica cifra di 64 milioni di euro. Nonostante si sia effettivamente aggregato ai Blues nel luglio del 2019 l’acquisto è stato registrato nel mercato di gennaio 2019, perciò entra a pieno diritto nella nostra classifica. Preso nell’arduo compito di far dimenticare Eden Hazard passato al Real Madrid, Pulisic è un giocatore di grande prospetto (è un classe ’98)spesso utilizzato come esterno offensivo ma anche come trequartista. Dopo un’inizio difficoltoso lo statunitense si è pian piano inserito nei meccanismi della squadra di Frank Lampard risultando tra i più decisivi in questa sua prima stagione di Premier League. Attualmente è fermo per infortunio ma sembra essere prossimo al rientro in campo. Per lui 23 partite, 6 gol e 6 assist con il Chelsea.

Pierre-Emerick Aubameyang

Pierre-Emerick Aubameyang, senza alcun dubbio uno degli acquisti più azzeccati degli ultimi anni. Passato nel mercato di gennaio del 2018 dal Borussia Dortmund all’Arsenal per 63, 7 milioni di euro, Aubameyang risulta essere uno dei migliori acquisti nell’intera storia dell’Arsenal, per rendimento e numero di gol. L’attaccante del Gabon ha ereditato un numero pesante da quelle parti, la 14 della leggenda Thierry Henry ma sembra non averne sentito minimamente il peso sulle spalle. I numeri infatti parlano chiaro: 87 presenze e 54 gol con la maglia dei Gunners e un peso importante nello spogliatoio londinese tanto da diventarne capitano dal novembre scorso. D’altronde ci aveva abituato così anche con il Borussia Dortmund e non ha assolutamente risentito del cambio di campionato e di nazione, nonostante per l’Arsenal non stia attraversando una delle sue migliori stagioni. 

Oscar

Quando nel Gennaio del 2017 il Chelsea ha accettato l’offerta faraonica dello Shanghai SIPG per Oscar (52 milioni di sterline ovvero 60 milioni di euro) molti tifosi dei Blues non la presero affatto bene. Non si può dire certo lo stesso per il brasiliano che ha firmato un contratto da 476.758 euro a settimana, ovvero 25 milioni di euro all’anno, 68.108 euro al giorno, 2.837 euro all’ora, 46 euro al minuto e 77 centesimi al secondo. Non proprio spiccioli. Il brasiliano però è stato molto sincero a tal proposito: a chi lo accusava di aver in un certo modo anticipato la chiusura della sua carriera andando a giocare in un campionato poco competitivo come quello cinese ha risposto che ovviamente lo faceva per soldi, senza troppi giri di parole. Con il Chelsea il centrocampista ha giocato dal 2012 al gennaio 2017, disputando in totale 203 partite e segnando 38 gol.

Fernando Torres

Che giocatore che era con la maglia del Liverpool El Niño Fernando Torres! Nel Gennaio 2011 il passaggio dell’attaccante spagnolo proprio dai Reds al Chelsea per 58,5 milioni di euro, cifra che lo ha reso all’epoca l’acquisto più costoso nella storia della Premier League, è stato come il taglio dei capelli di Sansone: abbiamo assistito all’evidente calo di rendimento del Niño rispetto a quello visto in precedenza. Un passaggio quello dello spagnolo ai Blues che ha suscitato numerose polemiche tra i tifosi del Liverpool, poi ricredutisi vedendo il rendimento con la maglia del Chelsea. C’è chi sostiene che dopo l’infortunio del 2010 non si sia più ripreso. I numeri non mentono, purtroppo. Con la squadra di Londra 172 presenze e 45 gol. Dal Chelsea poi il passaggio veloce al Milan (10 presenze e un gol) per tornare romanticamente al primo amore, l’Atletico Madrid fino all’ultimo club, in Giappone, il Sagan Tosu con cui ha chiuso la propria carriera (ad ogni modo ricchissima di trofei con club e Nazionale) nell’Agosto del 2019.

Bruno Fernandes

Un acquisto fresco fresco entra di dovere nella classifica degli acquisti più costosi del mercato di Gennaio. Da pochi giorni il portoghese Bruno Fernandes è passato dallo Sporting Lisbona al Manchester United per 55 milioni di euro (cifra destinata a salire fino a 80 milioni di euro inclusi alcuni premi). Nella sua carriera ha giocato molti anni in Italia come mezzala e trequartista, prima al Novara, acquistato per 40 mila euro nel 2012, poi 3 anni con la maglia dell’Udinese, infine un anno a Genova, alla Sampdoria prima del fortunato ritorno in patria allo Sporting dove è diventato il capitano e un uomo chiave. Le prestazioni di altissimo spessore ne hanno consacrato il talento a livello nazionale ed internazionale attirando su di lui non solo l’interesse, poi concretizzatosi, dello United ma anche di top club come Real Madrid e Barcellona. Con la squadra Lisbona Bruno Fernandes ha giocato 137 partite e segnato 64 reti. Ora la grande sfida di infiammare l’Old Trafford come fatto da un suo connazionale qualche anno fa…

Alex Teixeira

Chiude la classifica il passaggio del brasiliano Alex Teixeira dallo Shakhtar Donetsk al Jiangsu Suning per 50 milioni di euro nel gennaio 2016. Nel periodo allo Shakhtar Teixeiera era uno dei giocatori più rappresentativi della formazione ucraina, con cui ha giocato 223 partite in 6 anni e vinto tantissimo a livello nazionale. Corteggiato a lungo dal Liverpool e per un periodo anche dal Bayern Monaco e accostato anche all’Inter nello scorso mercato estivo, il trequartista ha preferito accettare il contratto faraonico da 10 milioni di euro del club cinese, dove sta giocando attualmente con un ottimo rendimento: 126 presenze e 60 gol per lui con il Jiangsu Suning.




Serie A femminile: il punto sul Campionato

Il calcio femminile sta diventando pian piano una realtà consolidata nel panorama sportivo. Sicuramente la cassa di risonanza dei Mondiali di Francia 2019 e la conseguente visibilità ha giovato a tutto il movimento calcistico femminile, soprattutto in Italia, con le azzurre di Milena Bertolini che ci hanno appassionato fino ai quarti di finale persi contro l’Olanda. Si è ben lontani, però, da un riconoscimento salariale al livello del calcio maschile così come una piena parità, anche se la strada sembra essere stata tracciata. Basti pensare che la UEFA ha riconosciuto ufficialmente il calcio femminile solo nel 1971, mentre il primo campionato mondiale promosso dalla FIFA si è svolto nel 1991 in Cina. Nel 2017 la UEFA ha lanciato la campagna #WePlayStrong per incentivare le ragazze a giocare a pallone e si basa sui risultati di una ricerca dell’Università di Birmingham, che ha indagato sui benefici psicologici, fisici ed emotivi del calcio per le ragazze. La campagna recita letteralmente “Il calcio è molto più che divertente. È ciò che ci rende più forti e più sicuri. E questo deriva dall’essere l’uno con l’altro, dentro e fuori dal campo. La UEFA vuole che ogni ragazza si senta benvenuta per giocare, perché insieme #WePlayStrong.” A seguito di questa campagna, molti investimenti sono stati fatti nel calcio femminile a livello mondiale e anche da noi dalla stagione passata si ha la possibilità di vedere le partite della Seria A, della Coppa Italia e della Supercoppa Italiana. Il massimo Campionato femminile è organizzato in un girone all’italiana con andata e ritorno, comincia ad Ottobre e termina a Maggio ed è composto da 12 squadre. La prima classificata vince lo Scudetto ed accede automaticamente alla UEFA Women’s Champions League insieme alla seconda. Le ultime 2 retrocedono in Serie B. Quali sono le squadre della nostra Seria A Femminile? Conoscete tutte le squadre partecipanti? Vi ricordiamo che potete seguire RadioGoal24 anche tramite la nostra pagina radio ed il nostro canale spreaker.

Juventus Women

C’è una squadra che domina il Campionato e che, ad oggi, risulta ancora imbattuta dopo 13 giornate. 12 vittorie ed un pareggio, 39 gol segnati e solo 9 subiti, un ruolino di marcia senza intoppi per la Juventus Women, la squadra campione in carica. Nata nel 2017, le bianconere allenate da Rita Guarino vantano già nel proprio palmares 2 Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. La Juventus Women gioca le partite casalinghe nel «Campo Ale & Ricky» dello Juventus Training Center di Vinovo mentre per le partite di UEFA Women’s Champions League ha avuto la possibilità di giocare nello stadio Giuseppe Moccagatta di Alessandria. Il cammino europeo è risultato più difficoltoso, essendo già uscite ai Sedicesimi dopo aver perso il doppio confronto con il Barcellona in Settembre. Tra le proprie stelle ha senza dubbio il Capitano, anche della Nazionale, Sara Gama e l’attaccante capocannoniere con 13 gol, il numero 10 Cristiana Girelli.

Fiorentina Women’s

Al secondo posto in classifica troviamo la Fiorentina Women’s, società fondata nel 2015 e vincitrice di un Campionato nel 2016-17 con una sola sconfitta, di 2 Coppe Italia sempre nel 2016-17 e nel 2017-18 e di una Supercoppa Italiana nel 2018. La Viola sembra essere attualmente l’unica squadra capace di impensierire la Juventus, anche se il distacco in classifica è di 8 punti. La squadra allenata da mister Antonio Cincotta ha attualmente vinto 9 partite, pareggiate 2 e perse 2. Le partite casalinghe vengono giocate nello Stadio Comunale Gino Bozzi di Firenze. Le stelle della squadra sono il difensore Goleador Alia Guagni, capace di segnare ben 10 gol nello scorso campionato e l’attaccante Tatiana Bonetti, attualmente a quota 12 reti.

Milan Women

Terza posizione per le Rossonere del Milan Women. La squadra di Milano è nata nel 2018, acquisendo il titolo sportivo dal Brescia Calcio Femminile ed è stata allenata per la stagione d’esordio, chiusa con un terzo posto, da una delle più famose ex calciatrici Carolina Morace alla quale è subentrato poi l’attuale mister Maurizio Ganz. La squadra gioca le proprie partite casalinghe non a Milano ma a Monza, più precisamente presso lo Stadio Brianteo. 26 punti, frutto di 8 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte sono il bottino di questa stagione. Va considerata anche una partita in meno, quella da recuperare contro la Pink Bari e quindi, in caso di vittoria, l’aggancio al secondo posto occupato dalla Fiorentina. Da tenere d’occhio il neo acquisto, la numero 10 Berglind Björg Þorvaldsdóttir, attaccante islandese molto prolifica e senza dubbio il Capitano e anch’essa attaccante Valentina Giacinti.

Roma Women

Dietro le Rossonere del Milan Women con 1 punto di ritardo a 25 punti troviamo la Roma Women, sezione femminile della Roma che disputa il campionato di Serie A dalla stagione 2018-19. Fondata il 1° Luglio 2018 dopo l’acquisizione del titolo sportivo della Res Roma, la squadra attualmente allenata da Elisabetta Bavagnoli ha chiuso la sua prima stagione al 4° posto ed è arrivata alle semifinali di Coppa Italia, venendo poi eliminata dalla Fiorentina. Le Capitoline giocano le partite interne nello Stadio Tre Fontane di Roma e si allenano presso il centro sportivo Giulio Onesti. Nel corso di questo campionato le giallorosse hanno vinto 8 partite e ne hanno perse 4, pareggiando per la prima volta proprio nell’ultimo turno contro la Fiorentina Women’s. La stella è il capitano, il difensore numero 13 Elisa Bartoli e la miglior marcatrice è attualmente Lindsey Thomas con 7 reti.

 

Sassuolo Calcio Femminile

Quinto posto occupato dalle neroverdi del Sassuolo Calcio Femminile, club nato nel 2016. Dopo essere partito dalla Serie B, viene promosso in Serie A nel 2016-17. 6 vittorie 2 pareggi e 5 sconfitte hanno portato 20 punti in classifica. La squadra gioca nello Stadio Enzo Ricci di Sassuolo, stadio utilizzato dalla formazione maschile fino al 2013, prima del passaggio al Mapei Stadium. L’allenatore delle neroverdi è Gianpiero Piovani, ex allenatore del Brescia femminile. Nell’ultima partita di campionato ha perso in casa della Juventus Women capolista per 2 a 1. Stella della squadre e Capocannoniere è l’ex capitano del Milan, Daniela Sabatino con 10 reti

Inter Milano Women

A metà classifica troviamo l’Inter Milano Women, società nata il 23 Ottobre 2018, partendo dalla Serie B e ottenendo la promozione in A per la stagione successiva  come prima classificata. L’allenatore è Attilio Sorbi e lo stadio nel quale giocano le neroazzurre è lo Stadio Felice Chinetti di Solbiate Arno, in provincia di Varese. La stella della squadra è Regina Baresi, capitano ed attaccante delle Neroazzurre e figlia dell’ex interista Giuseppe Baresi e nipote di Franco. Campionato senza troppa continuità, 18 punti figli di 5 vittorie 3 pareggi e 5 sconfitte. Nell’ultima partita è arrivata una convincente vittoria per 3 a 0 contro l’Empoli Ladies. Oltre alla Baresi da tenere d’occhio la numero 7, l’attaccante Gloria Marinelli, capocannoniere con 4 reti in 12 presenze.

Florentia San Gimignano

Al 7° posto con 17 punti grazie a 5 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte troviamo un’altra squadra toscana, la Florentia San Gimignano. La squadra è stata fondata nel 2015 ed ha fatto una vera e propria cavalcata vincendo tutti i campionati (Serie D, Serie C e Serie B) fino ad arrivare alla Serie A nella scorsa stagione. Stadio Comunale Santa Lucia. Nel prossimo turno le ragazze della Florentia San Gimignano sono attese dal delicato impegno in casa con la capolista Juventus Women. L’allenatore è Stefano Carobbi, ex calciatore di Fiorentina, Lecce e Milan. Nomi da annotare sul taccuino sono quelli delle attaccanti, la canadese Maegan Kelly e l’italiana Melania Martinovic, entrambe attaccanti ed entrambe a quota 7 reti in campionato.

Empoli Ladies

Le Empoli Ladies occupano l’8° posto in classifica con 15 punti arrivati con  4 vittore 3 pareggi 6 sconfitte, l’ultima in casa dell’Inter Milano Women. Le Empoli Ladies, come tante squadre della Serie A femminile sono nate nel 2016, cominciando dal campionato di Serie B, vinto nel 2017, che ha permesso la salita in Serie A, a cui è seguita una retrocessione e una nuova promozione dopo il secondo posto in B nello scorso campionato. Le Azzurre giocano nel centro sportivo Monteboro di Pianezzoli e vengono allenate da Alessandro Pistolesi. La stella della squadra è l’attaccante Arianna Acuti, la numero 17, autrice di 3 reti finora. 

Campionato Calcio femminile - Hellas Verona

Hellas Verona Women

Vicino alla zona calda della classifica in 9ª posizione troviamo a 11 punti con 3 vittorie, 2 pareggi e 8 sconfitte le gialloblù dell’Hellas Verona Women. Società nata nel 2018, rilevando il titolo sportivo del Verona Women. Le ragazze dell’Hellas, allenate dal mister Matteo Pachera giocano le partite casalinghe Stadio Aldo Olivieri di Verona. Statisticamente la squadra segna più in trasferta (9 reti) che in casa (6 reti). Nell’ultima partita ha perso per 2 a 1 in casa della Florentia San Gimignano, la prossima sarà ancora in casa contro la Pink Bari. Stella della squadra è Benedetta Glionna, attaccante classe ’99 autrice di 5 reti in questo campionato.

Campionato Calcio femminile - Pink Bari

Pink Bari

Terzultima posizione per le Pink Bari con 9 punti (1 vittoria, 6 pareggi e 5 sconfitte ) ma con una partita ancora da recuperare. Stadio Antonucci Bitetto. Squadra nata addirittura nel 2001, una vita fa rispetto alla maggior parte delle altre squadre di Serie A. La stagione 2018-19 si è chiusa con una retrocessione in Serie B, tuttavia a seguito della rinuncia del Chievo Verona Valpo e del Mozzanica la Pink Bari è stata ripescata. Le ragazze allenate da Domenico Caricola giocano le partite interne nello Stadio Antonio Antonucci di Bitetto. La stella della squadra è Cristina Carp, autrice di 3 reti nell’attuale campionato. 

Campionato Calcio femminile - Tavagnacco

Tavagnacco Femminile

Tavagnacco Femminile, penultima in classifica con 9 punti per mezzo di 2 vittorie, 3 pareggi e 8 sconfitte. La società è stata fondata nel 1989 ed ha nel suo palmares 2 Coppe Italia, vinte nel 2012-13 e nel 2013-14. Nella scorsa stagione di Serie A le gialloblù si sono piazzate all’ottavo posto in classifica e la stagione precedente addirittura in terza posizione. La squadra friulana allenata da Luca Lugnan, subentrato a Marco Rossi nel 2019, gioca le proprie partite casalinghe nel Upc Stadium di Tavagnacco. La greca Sofia Kongouli il nome da tenere d’occhio.

Campionato Calcio femminile - Orobica Bergamo

Orobica Bergamo

Fanalino di coda della Serie A femminile è l’Orobica Bergamo con 1 solo punto, un pareggio e 12 sconfitte, peggior attacco con 6 reti segnate e peggior difesa con 39 reti subite. Nella scorsa stagione la squadra è retrocessa in Serie B ma, così come successo per le Pink Bari, sono state ripescate dalla FIGC in seguito alla rinuncia del ChievoVerona Valpo e del Mozzanica. Le rossoblu giocando nel Centro Sportivo “G. Facchetti” di Cologno Al Serio e sono allenate da Marianna Marini. L’attaccante Luana Merli è la giocatrice capocannoniere della squadra con 3 reti e la stella della squadra.




Top 5 tiratori di punizioni

Spesso nel corso di una partita un calcio di punizione può essere più importante e decisivo di un calcio di rigore e logicamente avere in squadra un giocatore specializzato in calci piazzati può essere un valore aggiunto. Ci sono giocatori che su calcio da fermo sono una vera sentenza: dopo anni di allenamenti nella battuta dei calci piazzati, li hanno resi assolutamente letali per i portieri avversari. Ecco a voi una classifica complicatissima da fare perché di calciatori meritevoli ce ne sono davvero in gran numero. In molti hanno provato ad imitare la tecnica di tiro di questi campioni ma con risultati rivedibili perché alcuni di loro hanno brevettato un vero e proprio modo di calciare, difficilmente replicabile. Vi ricordiamo che potete seguire RadioGoal24 anche tramite la nostra pagina radio ed il nostro canale spreaker. Ecco a voi la Top 5 dei migliori tiratori di punizione. Preparate i popcorn che lo spettacolo sta per cominciare!

David Beckham

Un giocatore che ha fatto dell’estetica il suo punto di forza, sia dentro che fuori dal campo, tuttavia è stato anche un ottimo calciatore e non solo un fenomeno mediatico. A detta dei molti allenatori che ha avuto, tra cui due tra i più grandi come Sir Alex Ferguson e Fabio Capello, è sempre stato un calciatore molto professionale, dedito al lavoro e scrupoloso negli allenamenti. I calci di punizione di David Beckham sono senza dubbio ciò che ci ricordiamo meglio del calciatore inglese, sia per il suo modo di pennellare il pallone ma soprattutto perché spesso e volentieri non lasciavano scampo ai portieri avversari. Lo Spice Boy ha “pennellato” con maglie prestigiose del Manchester United, con il Real Madrid, Los Angeles Galaxy, il Milan e il Paris Saint Germain oltre ovviamente alle perle messe a segno con la Nazionale inglese. In tutto i suoi gol su calcio di punizione sono 65 tra il 1992 e il 2013.

Andrea Pirlo
In questa classifica impossibile non citare “The Maestro”, Andrea Pirlo. Il calciatore di Brescia ha deliziato gli amanti del bel gioco di tutto il mondo fino al maggio 2018 e in molte occasioni i suoi calci di punizione sono stati decisivi. Lanci millimetrici, assist al bacio, passaggi perfetti per i compagni di squadra, rendono facile l’equazione: senza dubbio giocare con Andrea Pirlo ha facilitato sia la vita di molti attaccanti che hanno avuto la fortuna di giocarci insieme sia degli allenatori che lo hanno avuto a servizio. Il regista bresciano è stato un punto fermo della Nazionale, di Milan e Juventus, maglie con cui ha vinto tutto, e spesso la sua tecnica sopraffina è stata riproposta e incanalata nella battuta dei calci piazzati. La sua rara capacità di impattare il pallone, colpendolo sulla valvola in modo tale da farlo salire per poi fargli prendere una traiettoria imprevedibile, quasi fosse telecomandato, è stato ribattezzato “la maledetta” dagli addetti ai lavori. Nel suo libro autobiografico “Penso, quindi gioco” Pirlo spiega come ha imparato a calciare coì, ispirandosi ad un giocatore brasiliano che ritroverete più avanti in classifica: “La palla andava calciata da sotto, usando le prime tre dita del piede. E il piede andava tenuto il più dritto possibile e poi rilasciato con un colpo secco. In quel modo la palla in aria restava ferma e, a un certo punto, scendeva velocemente verso la porta, girando con l’effetto. Senza saperlo, eccola, la “maledetta”, come qualcuno avrebbe poi ribattezzato quel tipo di tiro“. Nel corso della sua carriera “The Maestro” ha messo a segno 46 reti su calcio di punizione.

 

Lionel Messi

Lionel Andrés Messi Cuccittini, detto Leo. Nato in Argentina, a Rosario il 24 Giugno 1987, gioca nel Barcellona e ha vinto 6 Palloni d’oro. Forse qualcuno dei lettori ne ha sentito parlare, dicono sia bravino con il piede sinistro. Leo Messi non ha certo bisogno di presentazioni e naturalmente merita di diritto un posto in questa Top 5. 874 partite e 698 gol tra Barcellona e Argentina: le statistiche della “Pulce” parlano da sole e continuano a migliorare di anno in anno. Si potrebbero spendere fiumi di parole per il fenomeno argentino che è stato capace di segnare su punizione più di squadre come Real Madrid e Juventus, dato che tra le specialità di casa Messi ci sono soprattutto i calci piazzati: letali, imparabili, decisivi. Nel corso della sua, si spera ancor lunga, carriera Leo ci ha fatto stropicciare gli occhi per alcuni tiri da fermo esteticamente meravigliosi, sia con la maglia 10 blaugrana e con la 10 dell’Albiceleste. In totale Lionel Messi ha segnato 52 gol su punizione di cui 34 in Liga. Non male per chi è diventato primo battitore del Barcellona solo a partire dalla stagione 2013/14.

Roberto Carlos

Quella punizione leggendaria calciata allo Stade de Gerland con la maglia del Brasile contro la Francia il 3 Giugno 1997 è impossibile da dimenticare (e anche da replicare). Parliamo senza dubbio di Roberto Carlos, terzino sinistro brasiliano che ha fatto le fortune di Real Madrid e Nazionale Brasiliana, passando anche in Italia con la maglia dell’Inter per poi venire sciaguratamente venduto proprio ai Blancos dove ha scritto la storia. La punizione sopracitata è divenuta anche un caso di studio per i fisici dell’École Polytechnique di Palaiseau, Christophe Clanet e David Quéré, che hanno posto l’accento sul famoso“effetto Magnus”, secondo il quale una sfera che ruota su se stessa disegna una traiettoria curva. Nella punizione di Roberto Carlos i due fisici hanno analizzato come sull’effetto Magnus abbia un ruolo importante l’attrito che fa l’aria con il pallone che si muove. Se il tiro con effetto parte da molto lontano, l’aria ha più possibilità di fare attrito e modificare la traiettoria del pallone, creando parabole quasi impossibili. E proprio quel pallone scagliato a 115km/h grazie al famoso calcio con le tre dita ha reso celebre il laterale brasiliano, uno tra i più forti terzini sinistri della storia del calcio e tra i pochissimi difensori capaci di segnare più di 100 gol in carriera.

Juninho Pernambucano

Il vero re dei calci di punizione. Fonte di ispirazione di tantissimi calciatori (tra cui Andrea Pirlo che lo ha letteralmente e pubblicamente ammirato e studiato, andando a rivedere tutti i video delle sue partite) ha giocato nel Lione, di cui è stato uomo simbolo, capitano e dove attualmente riveste il ruolo di direttore sportivo. Di chi stiamo parlando? Ovviamente di Juninho Pernambucano! Il calciatore brasiliano è statisticamente il più forte battitore di calci da fermo della storia, avendone messi a segno ben 77! Praticamente quasi ogni calcio di punizione si trasformava in gol. Calciava la palla da sotto, usando le prime tre dita del piede e per i portieri non servivano nemmeno le preghiere. Nella stagione 2005/06, nella prima partita dei gironi di Champion’s League contro il Real Madrid è stato capace di segnare una punizione da 36 metri a 126 km/h. Fantascienza!