Podcast Serie A – Verso la giornata 28

Luminose più che mai le stelle di Atalanta, Roma e Napoli in questo primo turno totale di Serie A post lockdown, bene anche la Juventus, male Lazio e Inter. Inzaghi si fa rimontare un doppio vantaggio iniziale mentre Conte assiste ad una rocambolesca rimonta sul gong finale. In coda tornano a vincere il Torino ed il Cagliari che si defilano dalla lotta per la salvezza, mentre cadono di misura Samp e Udinese; vengono infine demolite Genoa e Lecce, entrambe per 1-4, e finiscono entrambe tra mille critiche ed appaiate al terzultimo posto. Menzione speciale per Edin Dzeko: il bomber di Fonseca mette a segno due gol da cineteca.

Oltre al Podcast sulla Serie A, seguite anche quelli relativi ai campionati esteri in compagnia di RadioGoal24 per rimanere informato su tutto il calcio Europeo. Ci trovate anche anche su Spreaker:
Premier League
Liga 
Bundesliga




Podcast Bundesliga – Verso la giornata 34

Sabato 27 giugno si concluderà la Bundes 2019/2020, forse la più bella e combattuta degli ultimi. Nonostante i dieci punti di disavanzo tra Bayern e Dortmund, ma i come quest’anno si sono avute numerose giornate con una capolista diversa dai bavaresi (anche Gladbach e Lipsia hanno brillato).
Infine la spuntano sempre loro: il Bayern Monaco di Flick, subentrato in piena tempesta a Kovac, ha disputato un grande campionato pur avendo rinnovato la rosa ringiovanendola; ora sono ad 8 Meisterschale consecutivi, semplicemente leggendari.
Restano comunque da decidere le ultime posizioni in quest’ultima giornata: la quarta piazza che vale un posto Champions, l’accesso diretto o tramite spareggi per l’Europa League ed il posto play-out che concederà ancora una chance a Fortuna Düsseldorf o Werder Brema di restare in Bundes.

Seguite tutti gli altri podcast in compagnia di RadioGoal24 per rimanere informato su tutti i maggiori campionati europei, anche su Spreaker:
Serie A
Premier League
Liga

    Il tuo nome (richiesto)

    La tua email (richiesto)

    Numero di telefono

    Il tuo messaggio




    Podcast Liga – Verso la giornata 32

    Inarrestabili, belle da vedere e con filosofie diverse, ma sempre di loro si parla: ancora una volta Barcellona e Real Madrid duelleranno fino alla fine per vincere il campionato. Da una parte il calcio totale, il palleggio di qualità e la ricerca sempre del controllo del match, dall’altra il cinismo, la solidità difensiva e le giocate del singolo per risolverla in grande stile. Mentre in alta classifica combattono due soli club per la vittoria finale, le zone coppe e la lotta per non retrocedere sono imbottite di squadre pronte a combattere con le unghie e con i denti per raggiungere i loro obiettivi.

    Seguite tutti gli altri podcast in compagnia di RadioGoal24 per rimanere informato su tutti i maggiori campionati europei, anche su Sprekaer:

    Serie A
    Premier League
    Bundesliga




    Podcast Premier League – Verso la giornata 32

    Aspettando il verdetto di Chelsea-Manchester City, che ci dirà se il Liverpool sarà campione d’Inghilterra già da stasera o meno, la Premier League va avanti più bella che mai!
    Nella trentunesima giornata di Premier League rinasce il Tottenham di Mourinho, brilla forte la stella di Solskjær e del suo Manchester United, continua a stupire il Wolverhampton di Espirito Santo e sprofonda sempre di più il Norwich di Farke, che ora dovrà iniziare a fare i conti con l’accettazione del definitivo smarrimento delle chance salvezza.
    La trentaduesima giornata si estenderà su sei giorni e vedrà, tra le altre, il derby londinese tra West Ham e Chelsea e la super sfida (scudetto?) tra Manchester City e Liverpool.

    Oltre al Podcast sulla Premier League, seguite anche quelli relativi ai campionati esteri in compagnia di RadioGoal24 per rimanere informato su tutto il calcio Europeo. Ci trovate anche anche su Spreaker:
    Serie A
    Liga
    Bundesliga




    Questa dovrebbe essere la settimana decisiva per Lautaro e Pjanic

    Questa dovrebbe essere la settimana decisiva per Lautaro e Pjanic

    Il Mundo Deportivo è sicuro: questa sarà la settimana decisiva per stabilire il futuro di Lautaro Martinez e Pjanic. Entrambi i giocatori, se ne parla da settimane, sono due obiettivi del Barcellona. Quali sono le posizioni dell’Inter e della Juventus? I nerazzurri, giustamente, sono restii ad accettare un qualsivoglia scambio o l’inserimento di contropartite al fine di abbassare il prezzo del cartellino dell’attaccante argentino. Marotta ha ragione, Lautaro non è in scadenza, è giovane e viene dalla sua miglior stagione in Europa, perché venderlo se non per un’offerta irrinunciabile? Per la Juventus invece la situazione è diversa: Pjanic può partire, ma i bianconeri vogliono Arthur e nessun altro, Sarri ha bisogno di nuova linfa a centrocampo e rinunciare al bosniaco per arrivare a Semedo o ad Umtiti non è nell’interesse del club. I blaugrana stanno provando anche a mettere sul piatto Rakitic e Vidal, che sono due profili più funzionali al centrocampo della Juventus, ma entrambi i giocatori sono in scadenza nel 2021, il che rende il loro valore di mercato decisamente inferiore a quello di Pjanic, che ha un contratto con i bianconeri fino al 2023. A queste condizioni sembra abbastanza fisiologico che le due squadre italiane stiano cercando di resistere alla pressioni del Barcellona, hanno il coltello dalla parte del manico e non c’è motivo di andare incontro ad una rivale in campo europeo. Tanti soldi per Lautaro, Arthur per Pjanic, le italiane al momento non si muovo di un centimetro.

     

    Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


    Ascolta il nostro podcast!

    Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

     




    Lazio, Marcolin, Pancaro e Ravanelli ricordano lo Scudetto del 2000

    Lazio, Marcolin, Pancaro e Ravanelli ricordano lo Scudetto del 2000

    “Sono le 18 e 4 minuti del 14 maggio del 2000 e la Lazio è Campione d’Italia”. Queste le iconiche parole pronunciate da Riccardo Cucchi ai microfoni di RadioRai al termine della sfida al Renato Curi tra Perugia e Juventus che oggi sono impresse nella memoria di ogni tifoso della Lazio, e probabilmente anche di qualche Juventino. Oggi sono passati esattamente 20 anni da quello Scudetto, uno dei più paradossali ed emozionanti della storia del calcio italiano, con la partita della Juventus posticipata di un’ora a causa di un nubifragio che si era abbattuto su Perugia. I giocatori della Lazio, che avevano appena strapazzato la Reggina per 3-0, e  tutti i tifosi di un Olimpico gremito hanno dovuto aspettare un’ora prima di conoscere l’esito di quel campionato, c’era chi seguiva la sfida di Perugia dalla radio, chi invece negli spogliatoi guardava affannosamente il match in televisione. Proprio per ricordare quell’attesa straziante ed emozionante oggi sono intervenuti a Tuttomercatowebradio tre ex protagonisti di quel racconto: Dario Marcolin, Fabrizio Ravanelli e Giuseppe Pancaro.

    Marcolin:

    “Bene che potesse andarci, avremmo fatto lo spareggio con la Juventus. L’anno prima eravamo a -2 punti dal Milan, che all’ultima ha vinto a Perugia 2-1. Memori di ciò, non pensavamo che la Juventus potesse perdere. Invece abbiamo vissuto una giornata storica indimenticabile”. 

    “Qualcuno era davanti la tv nel corridoio, altri invece avevano le radioline. Io non ce la facevo e insieme ad alcuni compagni ero nello spogliatoio senza sentire nulla. Non si parlava, eravamo tutti in silenzio a testa bassa. Così fino a quando uno è arrivato, ha dato un calcio alla porta e ha urlato “è finitaaaa!”. Da lì l’esplosione di gioia”

    Ravanelli:

    “Fu un’emozione incredibile. Fu il segno del destino, che lo scudetto fosse decretato dalla mia città Perugia, contro la mia squadra del cuore, la Juve. Abbiamo vinto meritatamente, fu una giornata straordinaria”. “Abbiamo potuto condividere subito la gioia con tanti tifosi della Curva, che sono venuti negli spogliatoi a festeggiare. E’ stato bello condividere con alcuni di loro quel momento. Sono stati momenti indelebili”.

    “Noi giocatori ci abbiamo sempre sperato. Sapevamo che il Perugia se la sarebbe giocata. C’era confusione nel capire se la partita sarebbe ripresa. Noi però ci credevamo, perché il campo di Perugia è sempre stato storicamente difficile per i bianconeri”.

    Pancaro:

    “Mentre vedevamo Perugia-Juve la tensione era talmente alta che nessuno di noi parlava. Aspettavamo soltanto che il tempo passasse. Ero con Inzaghi e Conceicao, ma ricordo che c’erano anche altri compagni come Mihajlovic. Veron dice che non abbiamo festeggiato abbastanza? Insomma (ride, ndr). Abbiamo festeggiato giustamente, eravamo giovani! C’era tanta felicità e gioia nelle cene e nelle feste che facevamo tutti insieme. Anche negli allenamenti dopo lo scudetto, quando abbiamo preparato la finale di Coppa Italia che poi abbiamo vinto contro l’Inter, c’era uno spirito incredibile”.

     

                       Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

    Probabili formazioni Bundesliga 2019/2020: 26° giornata

     

    Ascolta il nostro podcast!

    Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!

     




    Serie A, Spadafora chiarisce la situazione in Senato

    Serie A, Spadafora chiarisce la situazione in Senato

    Il Ministro dello sport Spadafora è appena intervenuto in Senato per presentare e chiarificare l’attuale situazione dello sport in Italia e quindi anche del calcio. Il ministro apre parlando di come tutto il mondo lo sport si sia indiscriminatamente fermato dai dilettanti ai professionisti, specificando come siano sempre in essere i contatti con i ministri sportivi degli altri paesi per adottare, per quanto possibile, delle linee comuni per consentire la tutela della salute e la sopravvivenza di un settore fondamentale, ed aggiunge “La linea del Governo è sempre stata quella di tutelare la primariamente la salute di tutti”. Passando al calcio il Ministro riconosce il ruolo primario del calcio per la passione che smuove il paese e per i contributi che l’industria calcio fornisce allo Stato “quasi un miliardo di euro”. Manda però  anche una frecciatina definendo eccessivo l’inasprimento del dibattito sul calcio  perché  i cittadini sono concentrati “sulla loro salute e sul loro lavoro”. Il calcio non è un lavoro? il calcio conta quasi 280 mila lavoratori ( senza contare i lavoratori indiretti come i giornalisti sportivi), queste persone non possono pensare al loro lavoro? Credete che guadagnino tutte milioni su milioni?

    Spadafora continua soffermandosi sulle criticità del protocollo FIGC sottolineate dalla valutazioni del Comitato Tecnico Scientifico: responsabilizzare maggiormente i medici sociali delle squadre, imporre l’isolamento per quelle squadre che dovessero riscontrare un positivo e che i controlli per i calciatori non vadano ad intaccare le risorse volte alla tutela della comunità (specialmente tamponi e test sierologici); inoltre il Ministro cerca di rafforzare e motivare questa linea specificando le differenze comprensibili che ci sono tra chi lavora in un supermercato ( dove si possono rispettare le distanze di sicurezza) ed i calciatori che inevitabilmente durante una partita o negli allenamenti danno luogo ad assembramenti, spiegando quindi che la linea è volta sopratutto a tutelare la salute degli sportivi che rischiano il contagio. Poi sulla riapertura del campionato: ” Se ci sarà la ripresa del campionato è perché sono state adempiute una serie di situazioni necessarie e preliminari volte alla tutela della salute. In questo periodo hanno tutti cambiato, legittimamente posizione, per i frenetici cambiamenti che la crisi ha generato, noi abbiamo mantenuto la stessa linea volta alla non sottovalutazione della situazione. I paesi che hanno deciso frettolosamente sono quelli che poi hanno chiuso il campionato come la Francia e l’Olanda, se vogliamo continuare serve tempo. Capiamo che la ripresa del Campionato è importante non solo per fini sportivi ma anche economici poiché i mancati pagamenti dei diritti televisivi andrebbero a inficiare su molte squadre indebitate e sul movimento calcio in generale”.

    Spadafora è stato chiaro, si riparte se vi saranno le condizioni, e si seguirà sempre il parere del CTS, che nel frattempo passa la patata bollente della responsabilità ai medici sportivi. Mi dispiace e mi sfugge il mancato riferimento a tutti quei lavoratori che sono nel calcio senza guadagnare milioni su milioni, non considerati da nessuno, se non da qualche calciatore e che più di tutti stanno soffrendo questo maledetto gioco di interessi economici e POLITICI, perché dire che i cittadini pensano al “lavoro ed alla salute” estraniando i lavoratori che hanno a che fare con il calcio è una mossuccia politica di cattivo gusto.

     


    Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


    Ascolta il nostro podcast!

    Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




    Fiorentina, sei nuovi positivi al Coronavirus

    Fiorentina, sei nuovi positivi al Coronavirus

    Brutte notizie in casa Fiorentina, sono stati appena confermati sei nuovi casi di Coronavirus. La Fiorentina ha subito identificato i sei nuovi positivi in tre membri dello staff e tre atleti, questi ultimi tre tutti asintomatici. Non è ancora finita dunque per la Viola dopo le guarigioni di Pezzella, Cutrone e Vlahovic, ma la società ha già messo in quarantena i sei interessati che, come sottolinea la Fiorentina stessa, stanno comunque bene. Non sono stati resi noti i nomi dei sei nuovi positivi al coronavirus per questioni di privacy.

    Andiamo a vedere il comunicato apparso sul sito della società gigliata:

    A seguito dei controlli di laboratorio effettuati nel pomeriggio di ieri, ACF Fiorentina comunica che sono stati identificati 3 atleti e 3 dello staff tecnico-sanitario positivi al Covid 19. La Società ha provveduto come da protocollo a proseguire l’isolamento delle persone coinvolte. Domani mattina sono previste per il resto del gruppo le viste medico sportive propedeutiche all’inizio dell’attività facoltativa sul campo”. Nota Fiorentina.

    Si tratta del secondo club ad annunciare nuovi casi di Coronavirus dopo il Torino, che ha confermato la positività di un giocatore, anche in questo caso rimasto anonimo, nella giornata di ieri. Per la giornata di domani era prevista la ripresa dell’attività da parte della Fiorentina, coi giocatori impegnati al Centro Sportivo negli allenamenti in forma individuale da eseguire secondo le norme sanitarie e cautelative previste, ma questa notizia trapelata da poco ha rimesso in discussione la ripresa dell’attività.

    Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

    Ascolta il nostro podcast!

    Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




    Castan: “Nainggolan, quante polemiche. Ma in campo era fantastico”

    Castan: “Nainggolan, quante polemiche. Ma in campo era fantastico”

    Leandro Castan, centrale brasiliano in forza al Vasco da Gama ed ex pilastro difensivo della Roma di Rudi Garcia, ha rilasciato un’intervista al canale Instagram di Goal nella quale ha parlato di due suoi ex compagni di squadra in giallorosso: Radja Nainggolan e Gerson.

    Andiamo a vedere cos’ha detto riguardo a Nainggolan, centrocampista belga del Cagliari ma in prestito dall’Inter“Nainggolan arrivò dal Cagliari e all’epoca sapevo poco di lui. Proprio nella sua prima partita però, lo vidi superare un avversario con grande classe per poi dare il via ad un’azione offensiva e li capii che era un giocatore di calibro importante. E’ un ottimo giocatore, ma sfortunatamente ha avuto a che fare con molte polemiche. Quando era a Roma, lasciava lo spogliatoio per fumare con un assistente, faceva quello che gli piaceva e non gli importava di cosa potesse pensare la gente, ma una poi avrebbe risposto dove conta, ovvero sul campo. E’ stato fantastico giocare al suo fianco”.

    Castan ha anche parlato di Gerson, oggi giocatore del Flamengo dopo aver fallito in Italia con Roma e Fiorentina“Tornare in Brasile ha rappresentato la migliore decisione della sua carriera. Ha smesso di andare in giro in prestito di qua e di là per giocare come sognava di giocare. Ha imparato molto in Italia. E’ un mio rivale, quindi gli auguro fortuna, ma non così tanta. Per giocare in Serie A devi essere molto disciplinato tatticamente, se non fai ciò che ti viene chiesto, sbagli. Non si adattava a ciò che gli veniva chiesto, provarono ad avanzarlo ma non funzionava, si giocava una maglia da titolare con Salah e Gervinho, due elementi già maturi. Ha perso spazio ed è stato prestato alla Fiorentina”.

    Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE

    Ascolta il nostro podcast!

    Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!




    In Spagna i calciatori come i comuni lavoratori, e da noi?

    In Spagna i calciatori come i comuni lavoratori, e da noi?

    Cadena Ser riporta che oggi il Governo spagnolo ha respinto ufficialmente l’ipotesi di effettuare tamponi ai calciatori, rifiutando quindi il protocollo presentato dalla Liga per la ripresa degli allenamenti. Il Ministero della Salute ha ricordato come i calciatori siano dei comuni lavoratori e come tali saranno sottoposti al test solo ed esclusivamente in presenza degli ormai famosi sintomi del COVID-19. A questo punto l’unico spiraglio per le società calcistiche spagnole sarebbe quello di effettuare privatamente i controlli, sempre che non si intacchi eccessivamente la disponibilità di tamponi per la popolazione. In questo clima incerto la Liga ha informato tutti i club del rinvio dei controlli, in attesa che il Governo ed il Ministero della Salute decidano in merito alla ripartenza degli allenamenti. E in Italia? ancora tanta confusione e poca chiarezza, certo è che per adesso i calciatori non sembrano così vicini ai comuni lavoratori. Non ci sono notizie in merito ai tamponi, ma la linea sposata da Tommasi sembrerebbe quella dei controlli a tappeto e della certezza di rischio zero di contagio prima di accettare un ritorno alla normalità. Sorge spontanea una domanda,  quale lavoro ad oggi potrebbe assicurare con certezza agli impiegati di non contrarre il contagio? Nessuno. Allo stesso tempo è evidente che i numerosi contatti che avvengono durante una partita di pallone obbligheranno tutti a tenere il livello di attenzione altissimo. La salute è sempre la cosa più importante, ed in questa situazione ancora di più, quindi è giusto che il calcio ricominci solo quando sarà possibile tornare a lavorare, senza privilegi e scorciatoie che noi comuni mortali non possiamo permetterci. Chiariamo però, anche permettersi di non lavorare è un privilegio che hanno in pochissimi. Le autorità del calcio ed il sindacato dei calciatori saranno chiamati a prendere delle decisioni difficilissime nelle prossime settimane ed inevitabilmente accontentare tutti sarà molto complicato; la speranza è quella che si agisca nel rispetto, oltre che della salute, anche dei milioni di lavoratori che torneranno ai loro posti, obbligati a scegliere tra rischiare di contrarre il virus o non ricevere uno stipendio.

     

    Per tutte le NEWS del giorno in tempo reale clicca qui – LIVE


    Ascolta il nostro podcast!

    Ascolta l’intervista esclusiva al procuratore sportivo Alessandro Canovi!