Alla scoperta di Josip Brekalo: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Josip Brekalo nasce a Zagabria il 23 giugno 1998. È alto 175 cm e pesa 70 kg. Brekalo è un’ala sinistra, destro di piede, anche se nella sua carriera ha giocato talvolta anche come ala destra. Giocando a piede invertito è l’identikit perfetto per il tipo di ala che piace a Di Francesco ed infatti la Sampdoria lo sta sondando per poi eventualmente consegnarlo al proprio tecnico. Attualmente Brekalo gioca nel Wolfsburg che ne valuta il cartellino non meno di 10 milioni di euro.

Storia:

Josip Brekalo muove i suoi primi passi nel mondo del calcio sin da piccolissimo quando nel 2008, a otto anni, inizia a giocare nei pulcini della Dinamo Zagabria. Nella squadra della capitale della Croazia comincia a specializzarsi prima come attaccante centrale per poi spostarsi sulle fasce dove inizia a giocare con regolarità come ala sia a destra che a sinistra. Dopo ben nove anni passati nelle giovanili della Dinamo Zagabria, nel dicembre del 2015 (a diciassette anni) esordisce con la prima squadra e finisce la stagione 2015/16 giocando otto partite. A fine stagione si fa sotto il Wolfsburg per accaparrarselo prima che esploda definitivamente e diventi “famoso”, perciò brucia tutta la concorrenza andando a staccare per Brekalo un assegno alla Dinamo Zagabria di ben 7 milioni di euro. Nei primi sei mesi al Wolfsburg totalizza solamente 4 presenze e perciò la dirigenza decide di prestarlo allo Stoccarda per dodici mesi, con rientro alla casa madre previsto per inizio gennaio 2018. Brekalo si trasferisce quindi in prestito annuale allo Stoccarda, a fine gennaio 2017, dove gioca una buona seconda parte di stagione scendendo in campo in 11 partite siglando anche 1 gol ed 1 assist. La prima metà del campionato 2017-2018 è ancora in prestito allo Stoccarda e anche quei sei mesi si rivelano positivi per Brekalo che gioca ben 17 partite segnando anche 2 gol e siglando 1 assist. Torna al Wolfsburg ad inizio gennaio del 2018 con un anno di esperienza in più sulle spalle e si vede: prima Schmidt e poi Labbadia lo schierano sempre tanto che Brekalo chiude quei sei mesi con 15 presenze, 4 gol ed 1 assist. Nella stagione appena conclusasi Josip Brekalo viene utilizzato spesso da Bruno Labbadia come ala sinistra, mettendosi in mostra con giocate di buon livello, chiudendo l’annata con 25 presenze, 3 gol e 3 assist. Nei tre anni in Germania gioca sempre come ala sinistra sia nel 4-3-3 che nel 4-2-3-1. Josip Brekalo ha fatto dei numeri importanti soprattutto con la maglia della propria Nazionale: tra il 2012 ed il 2018 fa tutta la trafila nelle selezioni giovanili dove gioca e segna tantissimo, in particolare con l’Under 19 (17 presenze e 6 gol) e con l’Under 21 (16 partite e 9 gol), fino ad arrivare ad esordire nel novembre del 2018 con la Nazionale maggiore.

Caratteristiche tecniche:

Essendo abile con entrambi i piedi, pur prediligendo il destro, può giocare tranquillamente su entrambe le fasce. È un’ala estremamente tecnica, è dotato di grandissima rapidità e abilità nel dribbling, ciò lo porta a sfidare spessissimo gli avversari nell’uno contro uno. Brekalo gioca sempre molto largo ed ama correre con la palla tra i piedi piuttosto che rincorrerla da lanci in profondità. Il ragazzo non è portato per il gioco aereo e non è molto prolifico, perciò i punti deboli di Brekalo sono sicuramente il colpo di testa e la scarsa vena realizzativa. Josip Brekalo segna la maggior parte dei suoi gol su azione personale: parte palla al piede, sfida il difensore, lo supera con un dribbling e calcia fulmineamente. È considerato un talento eccezionale dall’enorme potenziale ancora inesploso. Josip Brekalo ricorda molto Taison Barcellos Freda dello Shakhtar Donetsk per come gioca.

Numeri:

Minuti Giocati: 1412’     Gol: 3     Assist: 3     Titolare: 15 volte     Subentrato: 10 volte

Dribbling per partita: 5     Riusciti: 63%     Tiri per partita: 1     Nello specchio: 33%

Totale Carriera nei club: 101 presenze, 14 gol, 8 Assist




Alla scoperta di…Róbert Bozenik: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Il Genoa sembra averci preso gusto: dopo l’affare Piatek, il club ligure sembra essere disposto a riprovare una operazione simile, attraverso l’acquisto di Róbert Bozenik, attaccante sloveno dello Zilina, considerato da molti uno degli astri nascenti del calcio slovacco. Il Genoa sembra essersi convinto a prendere lui oltre a Pinamonti, per costruire l’attacco del futuro. La trattativa è già ben avviata e le parti potrebbero arrivare presto ad un accordo. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Bozenik è un classe 1999 ed è nato e cresciuto nello Zilina: ha mosso i suoi primi passi da professionista già dalla stagione 2015/2016, subentrando in due partita con la suddetta squadra per un totale di 36 minuti giocati. L’anno successivo comincia a scalare le gerarchie, conquistandosi ben 11 presenze di cui 3 da titolare nella seconda divisione slovacca sempre con lo Zilina, segnando anche un goal. Nello stesso anno gioca anche la sua prima ed unica partita con la maglia della Slovacchia under 18. Nella stagione successiva viene convocato per la prima volta dalla prima squadra dello Zilina, venendo chiamato anche per una partita di qualificazione alla Champions League, in cui tuttavia non si siede nemmeno in panchina. L’ attaccante comincia ad essere messo in pianta stabile nella formazione maggiore, non scendendo tuttavia mai in campo in campionando e giocando solo in due partite di Coppa dove però segna il suo primo goal. Nello stessso anno si alterna anche con la seconda squadra, dove riesce a segnare 4 goal in 8 presenze complessive. Viene convocato in estate anche per l’Europeo Under 2019, giocando 5 partite ma non andando mai in rete. La stagione 2018/2019 è quella della sua consacrazione, con con 32 presenze in Super Liga con lo Zilina condite con 13 goal, segnando anche il suo primo goal con la nazionale Under 21 della Slovacchia. Partecipa anche alla UEFA Youth League con le giovanili, entrando una volta in campo senza segnare.

Caratteristiche tecniche:

Bozenik rappresenta il prototipo dell’attaccante moderno: difficilmente, infatti, è stazionario nell’aria di rigore, tendendo invece ad avvicinarsi per farsi dare palla dai compagni: è ancora abbastanza acerbo per quanto riguarda la finalizzazione ed in generale non ha ancora l’esperienza che gli permette di fare la giocata sempre perfetta: molto spessi si è visto infatti sfruttare la sua potenza fisica (una delle sue indubbie qualità è infatti la capacità di difendere la palla anche in corsa) per andare via ad un avversario in contropiede, sbagliando però magari l’apertura per favorire l’inserimento di un compagno dall’altra parte del campo: in generale, essendo lui destro, tende a favorire il suo piede preferito. Nonostante questo non rifiuta mai di provare a giocare di fino, come dimostrato nel goal di tacco al volo con la Slovacchia under 21 contro la Grecia. Non è molto veloce, ma come detto ha molta potenza nelle gambe, che gli permette anche di colpire dalla distanza con abbinando potenza e precisione. Deve ancora migliorare il dialogo con i compagni e in alcune fasi anche l’uno contro uno ed il dribbling, evitando di buttarsi a terra al minimo contatto.

Numeri:

Bozenik

Bozenik

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*grafici e dati sono offerti da WyScout.




Alla scoperta di Valentino Lazaro: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Valentino Lazaro nasce a Graz il 26 marzo 1996 da madre di origini greche e padre angolano. È alto 180 cm e pesa 76 kg. Di ruolo esterno destro a tutta fascia, sia basso che alto, è stato scelto da Antonio Conte come perfetto quinto di centrocampo della sua nuova Inter e dopo una trattativa piuttosto lunga, durata circa tre settimane, è arrivato l’accordo per venticinque milioni con l’Hertha Berlino per il cartellino del ragazzo che firmerà un quinquennale da un milione e mezzo a stagione. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Il Salisburgo preleva Valentino Lazaro dal Grazer AK, squadra della terza categoria austriaca, a soli quindici anni quando ancora giocava trequartista. A sedici anni esordisce con il Salisburgo ed intanto comincia a cambiare ruolo, spostandosi sulle fasce e finendo per giocare come esterno sia a destra che a sinistra, andando anche in prestito sei mesi al Liefering (squadra di seconda divisione austriaca) dopo una buona prima parte di stagione al Salisburgo. Tornato dal prestito diventa un punto fermo della formazione titolare del Salisburgo specializzandosi sempre di più nel ruolo di esterno destro, giocando sia terzino che ala. Gioca con gli austriaci per sei stagioni vincendo ben quattro campionati nazionali e quattro coppe d’Austria, esordendo anche in Europa League, per poi passare in prestito all’Hertha Berlino nell’estate del 2017 che lo riscatta l’anno dopo per sei milioni e mezzo. La prima stagione con i tedeschi la gioca da esterno di centrocampo del 4-4-2 mentre l’anno successivo gioca l’intera stagione da terzino destro nel 4-2-3-1, giocando da esterno alto solo una manciata di partite. Nell’Inter di Conte potrà ricoprire sia il ruolo di esterno destro nel 3-5-2 che quelli di esterno o ala nel 3-4-3.

Caratteristiche tecniche:

Valentino Lazaro è destro di piede ma usa con buoni risultati anche il sinistro. Lazaro è l’identikit del terzino moderno: estremamente bravo in fase offensiva, non tanto in quella difensiva. È un esterno dotato di grandissima velocità, è abilissimo nel dribbling, è molto bravo nel crossare e nel rimontare gli attaccanti avversari anche quand’essi hanno un considerevole vantaggio. Gli unici punti deboli del ragazzo sono la finalizzazione, la marcatura ed i contrasti aerei. Assomiglia molto a Manuel Lazzari della SPAL, pur essendo Lazaro un calciatore che qualche gol lo mette a segno mentre Lazzari non arriva quasi mai al tiro. Lazaro segna la maggior parte dei suoi gol scappando alle spalle del difensore e attaccando il secondo palo, ricevendo palla con filtranti o cross, un po’ come lo schema che ha reso celebre Callejon con Sarri per capirci.

Numeri:

Partite disputate: 217     Gol: 26     Assist: 37     Tiri per partita: 2     Cross per partita: 4

Passaggi per partita: 45     Percentuale passaggi riusciti per partita: 75%

Falli commessi per partita: 1     Duelli per partita: 17     Percentuale duelli vinti: 35%




Tanti soldi ma ben spesi: quando comprare un portiere significa vincere

L’importanza del portiere nel calcio moderno cresce sempre più col passare degli anni. Tale ruolo è da sempre quello più atipico, essendo l’unico giocatore in campo che può toccare il pallone con le mani, ma nel corso delle ultime stagioni la capacità di saper giocare il pallone con i piedi, coadiuvata ad una buona visione di gioco, è diventata una prerogativa necessaria per figurare bene ad alti livelli.

Ecco perché il prezzo di mercato, relativo agli estremi difensori, è lievitato notevolmente e tutti i più grandi club europei investono sempre di più. Inizialmente tutte le trattative finivano sotto l’occhio scettico di chi non avrebbe mai speso più di 30 milioni per un giocatore non di movimento, ma quando i risultati arrivano mettono tutti d’accordo.
Ad avvalorare questa tesi, basti pensare alle squadre che hanno vinto in Europa quest’anno. Il Liverpool ed il Chelsea, che hanno investito molto nell’acquisto di un nuovo portiere la scorsa estate, hanno vinto rispettivamente Champions ed Europa League, competizioni in cui sono stati decisivi Alisson Becker e Kepa Arrizabalaga.

Il brasiliano è costato ai reds 72,5 milioni di euro, bonus compresi, ma quello che ci ha fatto vedere nel corso della stagione spiega il motivo di tale spesa: 156 tiri subiti, 122 parati (50% con parate di riflesso), con la percentuale di passaggi riusciti del 97.9%, addirittura più alta di molti suoi compagni di squadra.
Anche per quanto riguarda il portiere spagnolo, acquistato dai blues tramite il pagamento della clausola di 80 milioni di euro, i numeri parlano chiaro: 5246 minuti giocati, 51 goal subiti, 116 parate effettuate e la precisione dei passaggi del 98.5%.
Questi due ragazzi hanno portato i rispettivi club alla vittoria dei tornei europei più blasonati, ripagandoli fino all’ultimo centesimo dell’investimento fatto per loro.

Tutte le squadre che vivono momenti importanti, fanno affidamento sulla tranquillità che può regalare un estremo difensore in fiducia. Il percorso dell’Ajax, che ha cullato il sogno di alzare la Coppa dalle grandi orecchie oltre che ad aver vinto il campionato, va sicuramente di pari passo con le ottime prestazioni di Onana che ha subito 45 goal in 55 partite.
Questi dati dovrebbero far riflette tutte le squadre, pronte a spendere tutto per un attaccante di nome o un centrocampista tecnicamente fortissimo, che però ancora non danno il peso giusto all’importanza del supereroe con i guantoni che porta trofei a casa.

 




Cessioni eccellenti e grandi ritorni – Calcio (al) mercato #8

Nel podcast di mercoledi 26 giugno di Calcio (al) Mercato si parla del clamoroso ritorno di Buffon alla Juventus. Un’operazione che mette automaticamente in vendita Perin, che i bianconeri vogliono offrire come contropartita nella trattativa Zaniolo.

La Roma cede il suo giovane talento solo per offerte irrinunciabili, così come la Fiorentina con Federico Chiesa: l’attaccante ha già l’accordo con la Juve, che però si sta trovando di fronte un muro da parte del club viola.

Cessioni eccellenti in tutta la Serie A, da Milano (sponda rossonera) a Napoli: quale sarà il futuro dei protagonisti di questo calciomercato? Quali club cederanno i propri gioielli?




Icardi, un giocatore che si sta rovinando per il troppo amore

Da leader indiscusso a peso insostenibile: ecco la parabola discendente di Mauro Icardi finito ai margini del progetto nerazzurro come più volte ribadito dal nuovo tecnico Antonio Conte. Il rapporto tra l’attaccante e l’Inter ha iniziato ad incrinarsi alla vigilia della sfida con il Rapid Vienna (valida per l’andata dei sedicesimi di finale di Europa League) quando, in seguito alla decisione della società di levargli la fascia di capitano, il giocatore non è partito con la squadra. Da quel momento la situazione è peggiorata con Icardi che ha deciso di autoescludersi per ben due mesi a causa di un problema fisico mai verificato. Una volta tornato in campo ha rischiato di compromettere la qualificazione Champions con prestazioni sotto tono ed un rigore sbagliato all’ultima giornata contro l’Empoli.

Ed ora? L’argentino, il cui futuro sembra essere lontano da Milano, non ha nessuna offerta. Una situazione paradossale se solo si pensa ad un anno fa quando Florentino Pérez stava seriamente pensando di pagare la clausola rescissoria da 110 milioni per portare al Bernabeu il sostituto di Cristiano Ronaldo.

Il motivo di questa parabola discendente è una moglie, nonché procuratrice, troppo ingombrante. Sembra esserci Wanda Nara dietro ad ogni decisione presa dal marito; un rapporto intenso, forse troppo visto i problemi che sta causando ad Icardi. Nessuno vuole Maurito non per motivi strettamente tecnici ma perché nessuno ha il coraggio di aprire le porte di casa ad una personalità forte come quella di Wanda Nara. Quindi tutta colpa della moglie? No, il principale responsabile è lo stesso attaccante nerazzurro incapace di scindere il piano sentimentale con quello lavorativo. Cambiare procuratrice per non rischiare di finire la carriera a soli ventisei anni e riconquistare una nazionale che, in questa Copa America, ha preferito convocare Matias Suarez, attaccante del River Plate. Non sappiamo se avrà mai il coraggio di prendere questo tipo di decisione. L’unica certezza è che la carriera di Icardi è arrivata ad un bivio; sta a lui scegliere quale via intraprendere.




Icardi, Higuain, Dzeko & Co: Il valzer dei centravanti – Calcio (al) Mercato #7

Nel settimo podcast di Calcio (al) mercato cerchiamo di spiegare la mappa dei centravanti: tante le voci, gli incroci e gli esuberi di prima classe. Dalla Serie A di Higuain e Icardi alla clamorosa trattativa Neymar, vicino al ritorno al Barcellona.

Dalle decisioni della Juve passa tanto del mercato degli attaccanti: Higuain e Mandzukic andranno in altri club italiani? Icardi vestirà bianconero? L’Inter intanto ha già pronto Dzeko e tratta Lukaku, lasciando senza il proprio nove Roma e United. 

Nell’altra sponda milanese, uno fra Cutrone e André Silva verrà ceduto: l’azzurro piace alla Roma, che deve rimpiazzare Dzeko e vorrebbe inserire Schick nell’operazione. Infine il caso Griezmann-Neymar: al Barça andrà solo uno dei due?




Le mosse del Milan: tra Giampaolo, mercato e Uefa – Calcio (al) Mercato #6

In questo ultimo lunedì di giugno, nel podcast di Calcio (al) Mercato abbiamo approfondito i temi riguardanti il Milan, società che ha cambiato molto del suo organigramma e che sta trattando con l’UEFA per l’accesso alla prossima Europa League.

Una situazione economicamente difficile, per via delle multe accumulate per il Fair Play Finanziario, che non concede ai rossoneri di agire con facilità sul mercato: tanti i nomi in uscita (sopratutto dei giocatori con gli ingaggi più alti) e ricerche approfondite per i colpi in entrata, che devono essere adatti al gioco di Giampaolo.

Cosa dobbiamo dunque aspettarci da questo Milan? Quali sono state finora le scelte vincenti? Quali invece servono per evitare di allargare il gap con le prime tre forze del campionato?




Di Biagio, coerente fino all’ultimo

La favoletta del biscotto non la racconteremo, Francia e Romania hanno solo giocato la loro gara secondo le possibilità, sarebbe stato folle rischiare e anzi c’è da dire che la Romania ci ha anche provato. Il processo alle intenzioni non lo faremo, il processo lo facciamo all’UEFA. Nei campionati giovanili si lavora per annientare l’ossessione del risultato, cambiando regolamenti e mettendo in secondo piano il risultato effettivo delle gare. Poi si organizza un europeo a tre gironi con miglior seconda? I conti sono facili, le classifiche avulse sono inevitabili. Come può una squadra che ha vinto due gare, battendo i campioni in carica, non passare il turno? Come può l’ultima giornata essere solo calcolo matematico e soprattutto offrire così tante combinazioni per poter scegliere il risultato migliore a cui puntare. E ora veniamo ai nostri azzurri: detto questo che colpe si possono dare a Di Biagio? La sconfitta con la Polonia? Statistiche alla mano parliamo di gara persa per delle situazioni, parte integrante del calcio. Inoltre la gestione di Zaniolo e Kean, coraggiosa, decisa e specchio del problema giovani in Italia. Troppo pompati, troppo osannati, troppo coccolati. Ce ne vorrebbe di più di uomini come Di Biagio nel nostro calcio, coerente fino in fondo, avendo dato le dimissioni. Detto questo, Mancini potrà solo che essere soddisfatto, perché questa era parte della rosa che presenteremo agli europei, e sul campo abbiamo visto che i ragazzi ci sono.




Tra Europeo e mercato: i due volti dell’Italia U21 – Calcio (al) Mercato #5

Nel podcast di venerdi 21 giugno  di Calcio (al) Mercato abbiamo analizzato la situazione degli Azzurrini di Di Biagio: l’Europeo U21, giocato nelle mura amiche, ci vede a rischio esclusione dopo la sconfitta con la Polonia.

Una situazione inaspettata in virtù di una squadra che, dopo anni complicati, ha un’ossatura ed un talento nei singoli fra le migliori di sempre: il valore della nostra rosa è il più alto, e i giocatori azzurri sono fra i più richiesti sul mercato a cifre altissime (da Chiesa e Barella fino ai riscatti multi-milionari di Bonifazi e Orsolini).

Cosa succede dunque all’Italia U21? Il valore dei singoli rispecchia il valore complessivo? E infine il calciomercato: dove andranno a giocare i pezzi grossi della Nazionale? Tonali, Kean, Pellegrini, Cutrone: quali sono le scelte migliori a questo punto della loro carriera?