Alla scoperta di Mariano Díaz: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Mariano Díaz Mejía nasce l’1 agosto del 1993 a Premià de Mar, un piccolo comune catalano nella provincia di Barcellona. Pur essendo nato in Spagna ha scelto di giocare nella nazionale della Repubblica Dominicana, nel 2013, quando ha ottenuto la doppia nazionalità grazie alle origini dominicane della madre. Mariano Díaz è alto 182 cm e pesa 75 kg. Díaz è un centravanti ambidestro estremamente veloce e dirompente oltre ad essere dotato anche di buonissima tecnica individuale, queste enormi qualità gli sono valse le attenzioni di Maldini e Boban che vorrebbero regalarlo a Giampaolo per l’attacco del nuovo Milan. Il giocatore è valutato dal Real Madrid circa 20 milioni di euro e guadagna uno stipendio di 4 milioni netti l’anno, pertanto il Milan starebbe provando a prenderlo in prestito. Negli ultimi giorni si è parlato anche di un interessamento della Roma, che vorrebbe cautelarsi con lui in caso di mancato arrivato di Higuain per sostituire Dzeko. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Mariano Díaz ha avuto una carriera giovanile particolare, esplodendo piuttosto tardi. Inizia a giocare a calcio all’età di nove anni nei pulcini dell’Espanyol dove milita per quattro anni, dal 2002 al 2006, prima di essere tagliato ad appena tredici anni. Successivamente gioca per tre anni in squadre locali, due nel Premià e una nel Sánchez Libre, fino al 2009 quando all’età di sedici anni arriva la chiamata del Badalona che milita nella terza serie spagnola. Gioca negli allievi e nella primavera del Badalona per due anni, dal 2009 al 2011, prima di affrontare la stagione 2011-2012 tra le fila della prima squadra del Badalona dove però colleziona solamente quattro presenze ed un gol. Nonostante la stagione col Badalona non sia stata eccezionale viene notato dal Real Madrid che lo tessera per la squadra C, che milita anch’essa in Segunda B (la terza divisione spagnola), dove giocherà per due stagioni segnando 18 reti in 46 partite. All’età di ventuno anni, nel 2014, viene scelto dal neo allenatore del Real Madrid Castilla, cioè Zinédine Zidane, per far parte della squadra ottenendo così la promozione dal Real Madrid C. Zidane crede fermamente nel ragazzo e la scommessa la vince: nei due anni alla guida del Castilla gli da fiducia e Díaz lo ripaga con 32 reti in 42 partite. Mariano Díaz convince sia Zidane che l’intera dirigenza del Real Madrid e nella stagione 2016-2017, a 23 anni, viene promosso in prima squadra dove finalmente riesce ad esordire nella Primera Division della Liga. La stagione 2016-2017 risulta incredibile per Díaz: colleziona 5 reti e 2 assist in 15 presenze, vincendo campionato, Mondiale per Club e Champions League. Il mondo finalmente nota Mariano Díaz, in particolare il Lione che il 30 giugno del 2017 sborsa 8 milioni di euro per acquistarlo dal Real Madrid, con la clausola della recompra in favore del club madrileno fissata a 21,5 milioni. Mariano Díaz sotto la guida di Bruno Génésio nel Lione 2017-2018 esplode definitivamente mettendo in luce tutto il suo talento: gioca 45 partite, segna 21 gol e 6 assist. Dopo solo una stagione tra le fila del Lione, nonostante il contratto quinquennale firmato con il club francese, il Real Madrid lo riacquista pagando la clausola della recompra da 21,5 milioni di euro. La stagione 2018-2019 si rivela tribolata non solo per Mariano Díaz ma per l’intero Real Madrid: Díaz gioca 22 gare quasi sempre da subentrato, segnando solamente 4 gol. In Nazionale gioca una sola gara, il 24 marzo 2013, ed è un’amichevole in cui segna anche un gol: Repubblica Dominicana-Haiti 3-1; sarà la prima ed ultima partita con la Nazionale dominicana visto che da allora Díaz dice addio alla selezione di cui è originaria la madre per rendersi eleggibile dalla nazionale spagnola. Pur essendo una riserva nel Real Madrid, il club titolare del cartellino non vuole certo svendere il proprio ragazzo e pertanto il Milan sta lavorando ad un prestito per acquistarlo a titolo temporaneo, magari inserendo un diritto o un obbligo di riscatto.

Caratteristiche tecniche:

Mariano Díaz è il prototipo dell’attaccante moderno: è estremamente veloce, abile nel dribbling, adora puntare l’uomo e andarsene palla al piede, è molto abile nel gioco aereo pur non essendo altissimo, è molto forte fisicamente ed è bravo anche nel battere i calci piazzati. È un calciatore che si sacrifica molto in campo, giocando tanto con e per i compagni, sacrificandosi nei rientri e pressando in maniera asfissiante gli avversari. Ha pochi punti deboli: uno è la propensione agli infortuni e l’altro è la lucidità che spesso col passare del tempo nei novanta minuti perde proprio per via del suo continuo sacrificio in soccorso della difesa. È un attaccante completo che ricorda molto Samuel Eto’o sia nelle movenze che nelle giocate. Nel nuovo Milan di Marco Giampaolo non avrebbe alcuna difficoltà a giocare in coppia sia con Piatek che con Cutrone.

Numeri:

L’abilità nel dribbling e la tecnica di Mariano Díaz sonno testimoniate dai numeri del ragazzo: completa il 77% dei passaggi che tenta, completa il 54% dei lanci lunghi che prova, centra lo specchio nel 45% delle volte che tira, vince il 43% dei duelli offensivi contro i difensori avversari e gli riescono il 64% dei dribbling tentati.




Milan, sentenza amara: Torino in Europa. Ora che succede?

Decimo podcast di Calcio (al) mercato che oggi si occupa della sentenza che lascia il Milan fuori dall’Europa: Roma ai gironi e Torino ai preliminari. Una decisione che potrebbe cambiare il destino del Milan sopratutto sul mercato, dove si rischia di dover cedere giocatori importanti; cerchiamo di capire dunque cosa debba fare il club rossonero per rialzare subito la testa e girare la situazione a proprio favore. Roma e Torino, invece, hanno conseguenze certamente positive e che danno nuova linfa alla stagione: i giallorossi non inizieranno con settimane di anticipo il calendario dei preliminari e avranno da subito più budget, mentre il Toro ha l’occasione di fare un grande salto di qualità.




Alla scoperta di Petar Stojanovic…storia, numeri e caratteristiche tecniche

La SPAL è alla ricerca di un esterno (vista l’imminente cessione di Lazzari) e, nelle ultime ore, il nome di Petar Stojanovic è sempre più vivo. La società di Ferrara sembrava essersi mossa anche per Paganini del Frosinone, tuttavia lo sloveno sta pian piano scalando le gerarchie di preferenza diventando ormai il candidato numero 1 ad essere acquistato. Stojanovic è un classe ’95 e gioca con la Dinamo Zagabria: è uno dei migliori giocatori squadra e ha ormai totalizzato un numero di partite tali da poterlo ritenere un giocatore di esperienza. La trattativa potrebbe quindi sbloccarsi nei prossimi giorni, considerando che sia la società che il giocatore sono disposti a trattare. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Petar Stojanovic nasce a Ljubljana, in Slovenia. Muove i suoi primi passi da giocatore al Maribor, dove nella stagione 2011/2012 debutta in campionato con 2 presenze in campo condite (purtroppo) da un’espulsione. In quella stessa stagione gioca per la prima volta anche con la nazionale Slovena Under-17, segnando anche un goal. La stagione 2012/2013 purtroppo non va molto meglio dal punto di vista della continuità (nonostante fosse ancora molto giovane) con 2 sole presenze e 8 panchine. Viene anche convocato per 2 partite di Coppa, ma resta solamente in panchina. Ottiene tuttavia una presenza alle qualificazioni per l’Europeo Under 21 nel 2015 in Repubblica Ceca, dove segna anche una rete. La stagione 2013-2014 è quella della svolta: comincia ad avere diverse presenze nella prima parte di stagione con il Maribor, con 7 partite giocate ed un goal. Per provare a farlo esplodere definitivamente, il club lo manda quindi in prestito al Verzej nella seconda divisione slovena, dove finalmente riesce ad esprimersi da titolare, con 11 presenze e 3 goal. Questo basta per essere richiamato alla base l’estate successiva, stagione 2014-2015, che sarà l’anno della consacrazione: 23 presenze in campionato ed 11 in Champions League con il Maribor lo rendono uno dei prospetti più interessanti in Europa. La qualità viene notata dalla Dinamo Zagabria che, durante la sessione invernale dell’anno dopo, lo acquista a titolo definitivo, collezionando già una decina di presenze con la sua nuova squadra. I due campionati successivi diventa una pedina fondamentale per la squadra, diventando anche titolare della nazionale slovena. Non è andata così bene nell’ultima stagione, in cui ha totalizzato solo 18 presenze a causa di molti infortuni, in cui ha però comunque realizzato 3 assist.

Caratteristiche tecniche:

Stojanovic è un terzino destro moderno, capace di attaccare e difendere allo stesso momento. Sarebbe il sostituto ideale di Lazzari, poiché fa della grinta e dell’aggressività il suo punto di forza. E’ infatti uno “stakanovista” che molto spesso gli permette di fare ripetutamente avanti e indietro sulla fascia. Fra i suoi difetti ci sono soprattutto il fatto che, essendo molto rabbioso ed istintivo, tende ad essere molte volte fin troppo irruento, causandogli falli anche stupidi quando entra fuori tempo. Non ha un piede brillantissimo da vicino, visto che i cross non solo proprio il suo forte. Se di precisione non è il massimo, dal punto di vista della potenza non gli si può dire nulla: molto spesso tende infatti a fare lanci lunghi dalla difesa per spazzare o far ripartire l’azione in maniera molto veloce. Tende ad adattarsi molto, aiutando in difesa nelle situazioni di sofferenza, o stare insieme all’ala in attacco quando bisogna recuperare. A volte tende anche ad avanzare palla al piede e testa bassa, con risultati non sempre ottimali ma che denota comunque una personalità degna di nota. Dal punto di vista difensivo tende a preferire sempre il tackle od il contrasto comunque pesante, non essendo particolarmente adatto sulla marcatura senza palla.

Numeri:

(numeri relativi alla media dell’ultima stagione):

Azioni totali/riuscite: 61, 2%       Goal: 0.01       Assist: 0.15       Tiri/in Porta:  18.6%       xG: 0.02       Passaggi/accurati: 78.6%

Lanci lunghi/accurati: 51.4%  Cross/accurati: 31.6%  Dribbling/riuscita: 63.8%  Duelli/vinti: 38.3%  Duelli arei/vinti: 42.7%

Intercettazioni palla: 4.31       Palle perse/propria metà campo: 32.1%       Palle recuperate/campo avversario: 28.4 %

 




In Serie A è l’ora delle difese: chi ha la più forte? – Calcio (al) mercato #15

Nel podcast di oggi di Calcio (al) mercato si parla di difese: in questo periodo di calciomercato, infatti, molti affari riguardano il reparto arretrato. La Juventus in pressing su De Ligt, la Roma con Pau Lopez e Mancini, la Lazio con Vavro, la Sampdoria che deve sostituire il partente Andersen: come si stanno muovendo queste squadre? Nella trasmissione c’è anche spazio ai confronti: Inter, Napoli o Juventus? Chi ha la difesa da Scudetto?




Milioni di motivi per non poter fallire – Calcio (al) mercato #14

Nella puntata odierna di Calcio (al) mercato prendiamo spunto dal clamoroso acquisto dell’Atletico Madrid, che ha preso Joao Felix dal Benfica per 126 milioni: ennesimo caso di innalzamento dei prezzi, un andamento sopratutto dell’ultimo decennio di calciomercato. Ma come si fa a capire quando la spesa (apparentemente alta) rappresenta un colpo valutato nel modo giusto? Abbiamo così guardato al recente passato: come sono andati i giocatori dai prezzi esorbitanti? Ragioniamo infine sul mercato nostrano attuale, che vede un’Inter pronta a spendere 70 milioni per Lukaku e una Juventus che ne lascerà andare oltre 70 per De Ligt.




Psg, anni tra alti e bassi: per Donnarumma è il club giusto?

Nel nono appuntamento del podcast di Calcio (al) Mercato si parla di una delle squadre più ambiziose e ricche al mondo, che ha vinto ma mai a livello europeo e dove i top player non si sono sempre trovati bene.

Si tratta del Paris Saint-Germain, che nelle ultime ore sta provando ad acquistare Donnarumma dal Milan: una trattativa che cambierebbe il mercato dei rossoneri ma anche e sopratutto la carriera del portiere della Nazionale.

Il PSG è un porto di mare, dove campioni come Cavani, Verratti, Ibrahimovic e Marquinhos si sono trovati meravigliosamente, e dove allo stesso tempo ci sono stati tanti giovani bruciati e tanti top player scontenti: non ultimi, ovviamente, Neymar, Rabiot e David Luiz.




Alla scoperta di…Pau López: storia, numeri e caratteristiche tecniche

La Roma, visto il rendimento non positivo di Olsen, ha deciso di cambiare portiere; dal Betis è arrivato Pau López. L’estremo difensore è stato pagato ventisette milioni e mezzo di euro (venti di parte fissa più la rinuncia della futura rivendita di Sanabria). Una spesa importante per un giocatore chiamato a blindare la porta giallorossa. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Pau López è un classe 1994 e nasce a Girona. Calcisticamente parlando cresce nelle giovanili dell’Espanyol. La stagione dell’esordio, in Segunda División B, è la 2013-2014. L’anno successivo arriva un altro passo in avanti con il portiere che diventa il titolare (nelle partite di Copa del Rey) in prima squadra; la cessione di Kiko Casilla al Real Madrid (2015-2016) gli permette di diventare il numero uno dell’Espanyol in tutte le competizioni. Grazie alle sue prestazioni si trasferisce, in prestito, al Tottenham; con la maglia degli Spurs, complice la presenza di un certo Lloris, non gioca mai e torna alla base. Nel 2018 viene acquistato dal Betis e diventa il secondo portiere dei Verdiblancos, dopo Pepin, a vestire la maglia della nazionale spagnola. L’esordio con la Roja arriva nell’amichevole contro la Bosnia del 18 novembre 2018.

Caratteristiche tecniche:

Pau López è un portiere estremamente tecnico; la sua abilità con i piedi, infatti, gli permette di far partire l’azione della propria squadra. Abile nell’uno contro uno con l’attaccante, ha nelle uscite basse il suo punto di forza (riesce a coprire molto bene lo specchio della porta). Comanda la linea difensiva con personalità. Il suo difetto sono le uscite alte dove non è sempre impeccabile. Una cosa è certa: la Roma ha trovato un portiere con molti margini di miglioramento.

Numeri:

Le qualità di Pau López vengono confermate dai numeri; ha una percentuale di parate pari al 45.3 % e, nella distribuzione del pallone, ha una riuscita nei passaggi corti del 97.5% mentre del 65.8% per quanto riguarda i lanci lunghi.




Alla scoperta di…Szymon Zurkowski: storia, numeri e caratteristiche tecniche

La Fiorentina ha messo le mani su un giovane di grandi prospettiva: stiamo parlando di Szymon Zurkowski. Il centrocampista, acquistato lo scorso gennaio per una cifra di 4 milioni dal Górnik Zabrze, è rimasto in prestito al club polacco fino al 30 giugno. Per il giocatore un contratto di quattro anni. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Zurkowski è un classe 1997 e nasce a Tychy. Muove i primi passi da giocatore nelle giovanili del MOSiR Jastrzebie Zdroj prima e il Gwarek Zabrze poi. Questa seconda esperienza gli permette di essere acquistato, nel luglio del 2016, dal Górnik Zabrze; con il club (impegnato nella seconda serie polacca) esordisce a livello di prima squadra totalizzando nove presenze ed un goal contro lo Stomil Olsztyn. La scorsa stagione ha visto la consacrazione del ragazzo che ha conquistato il posto da titolare e contribuito alla promozione della propria squadra in Ekstraklasa. A livello di nazionale ha fatto l’esordio con la Polonia Under21 il tredici settembre del 2017 nella vittoria per tre a zero contro la Georgia; in tredici presenze con la maglia del suo Paese ha realizzato due goal tra cui quello contro il Belgio nella prima gara dell’Europeo Under21 (match terminato tre a due per la Polonia).

Caratteristiche tecniche:

Zurkowski è un centrocampista molto tecnico in grado di fare sia il regista sia la mezzala; all’occorrenza può essere impiegato anche come trequartista vista la sua qualità. Costantemente nel vivo del gioco non ha paura di fare la giocata complicata; è letale negli ultimi venticinque metri dove può decidere se calciare in porta o mettere il proprio compagno in davanti al portiere avversario. Zurkowski ha nel suo bagaglio anche tanta sostanza; in fase di non possesso va in pressione sul regista avversaria per recuperare il prima possibile il pallone e trasformare l’azione da difensiva in offensiva. Deve migliorare nell’ultimo passaggio visto che nel suo curriculum ha molti meno assist rispetto alla sua qualità.

Numeri:

Abbiamo parlato delle qualità di Zurkowski; la conferma arriva direttamente dai numeri. Il centrocampista, infatti, ha una media di 513 (71.5%) dribbling riusciti e una realizzazione nei passaggi del 2967 (77.9%). La sua aggressività lo porta a recuperare, nella metà campo avversaria, il 50.1% di palloni.




Alla scoperta di Martin Hinteregger: storia, numeri e caratteristiche tecniche

Martin Hinteregger nasce nel piccolo comune austriaco di Feldkirchen in Kärnten il 7 settembre del 1992. Ha una corporatura piuttosto imponente essendo alto 186 cm e pesando 82 kg. È un possente difensore centrale, mancino di piede, che quest’anno sembra aver raggiunto la piena maturità tecnica e per questo Inzaghi e Tare lo hanno individuato come un ottimo rinforzo per la difesa della loro Lazio. L’Augsburg, proprietaria del cartellino del ragazzo, valuta Hinteregger non meno di 15 milioni di euro e la Lazio dovrà battere la concorrenza di Crystal Palace ed Eintracht Francoforte per accaparrarselo. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Martin Hinteregger inizia a giocare a calcio all’età di sette anni dando i suoi primi calci al pallone nel piccolo club locale della sua cittadina, il Sirnitz, nel lontano 1999. Milita sette anni nel Sirnitz, fin quando nel 2006 arriva la chance della vita: lo chiama il Salisburgo quando Hinteregger ha quattordici anni ed il ragazzo ovviamente accetta. Nelle giovanili del Salisburgo si specializza come difensore centrale e all’occorrenza si spende anche come terzino sinistro. Terminate le giovanili nel 2009 entra a far parte del Salisburgo II dove gioca due ottime stagioni, tanto che nella seconda (2010-2011) viene spesso prelevato ed aggregato alla prima squadra dove esordisce sia in campionato che in Europa League. Nel 2011-2012, a diciannove anni, entra a far parte in pianta stabile della prima squadra del Salisburgo e dopo pochi match disputati si attesta subito come un titolare inamovibile, tanto da venir nominato capitano dall’allora tecnico olandese Moniz, salvo venir punito (per soli tre giorni) sul finale di stagione per un’uscita notturna senza autorizzazione. La stagione 2011-2012 comunque termina ed è un trionfo: il Salisburgo vince coppa e campionato, Hinteregger gioca ben 35 partite siglando anche un gol ed un assist. Con le dimissioni di Moniz arriva Roger Schmidt in panchina che impiega Hinteregger talvolta anche come mediano. Nel 2013 Hinteregger comincia a giocare anche con la Nazionale austriaca maggiore, dopo aver fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili senza mai giocare troppo, solo con l’Under 21 disputa un buon numero di partite. Con le giovanili del Salisburgo gioca 58 partite e segna 13 gol, col Salisburgo II gioca 14 partite segnando addirittura 6 gol, mentre con la prima squadra gioca cinque anni e mezzo, scendendo in campo 212 volte e siglando 12 gol e 10 assist. Saluta il Salisburgo dopo dieci anni, e dopo aver vinto tre campionati e tre coppe nazionali, per andare in prestito semestrale al Borussia Monchengladbach nel gennaio 2016. L’esperienza non si rivela un granché: col Gladbach gioca solo dieci partite (sette da titolare e tre da subentrato), quattro le passa interamente in panchina e tre le guarda dall’infermeria per infortunio. Torna solo di passaggio al Salisburgo dal prestito al Gladbach, perché in estate si fa vivo l’Augsburg che lo acquista per 9 milioni di euro. Con l’Augsburg gioca due stagioni e mezzo con ottimi risultati: scende in campo 83 volte e segna anche 5 gol. Il 26 gennaio 2019, al termine della sconfitta per 2-0 contro il Gladbach, Hinteregger critica pubblicamente aspramente il proprio allenatore Manuel Baum, ciò costringe l’Augsburg a multare il ragazzo ed estrometterlo dalla rosa comunicandogli l’assoluta priorità nel venderlo quanto prima. Cinque giorni dopo il fattaccio passa in prestito all’Eintracht Francoforte dove gioca ottimi sei mesi dove infila 21 presenze e 2 gol, arrivando perfino a giocarsi col Chelsea la semifinale di Europa League dove proprio un suo errore dal dischetto costerà la lotteria dagli undici metri ai tedeschi e la conseguente uscita dalla competizione. Tornato all’Augsburg a fine campionato, non essendoci un riscatto inserito nel prestito, ma l’Eintracht si dimostra fin da subito interessato ad acquistarlo definitivamente. La Lazio potrà far leva proprio sull’assoluta voglia dell’Augsburg di sbarazzarsi del ragazzo per abbassare un po’ le pretese.

Caratteristiche tecniche:

Martin Hinteregger è discretamente veloce e forte fisicamente, ciò lo porta ad essere un ottimo centrale di una difesa a quattro ed un “braccio” perfetto per una difesa a tre, infatti come erede di Radu nel 3-5-2 di Inzaghi sarebbe l’ideale. Centrale difensivo estremamente aggressivo e dotato di buona tecnica individuale che gli permettere di cominciare l’azione sfruttando spesso una delle sue armi migliori: il passaggio lungo, arma che l’ha portato ad essere utilizzato anche come regista di centrocampo talvolta. Hinteregger è molto bravo anche nell’anticipo e, a dispetto del suo ruolo, nel tiro dalla distanza. I punti deboli del ragazzo sono sicuramente la testa troppo calda (non in campo ma fuori), il gioco aereo dove non domina nonostante la fisicità ed il piazzamento, visto che un po’ troppo spesso si fa sorprendere non ben allineato al resto della difesa. È considerato un ragazzo fortemente emotivo e molti esperti di mercato pensano che fino ad ora abbia fatto una carriera al di sotto delle sue qualità che in tanti reputano enormi. Nel modo di giocare assomiglia molto al Bruno Alves di qualche anno fa, quand’era più rapido. In patria, con le dovute proporzioni, l’hanno designato come erede di Daniel Agger. Curiosità: per essere un difensore aggressivo prende pochissimi cartellini.

Numeri:

Duelli difensivi per partita: 7     Vinti: 32%     Duelli aerei per partita: 6     Vinti: 60%

Palloni intercettati per partita: 5     Cartellini gialli/rossi 2018-2019: 3/0     Falli commessi 2018-2019: 26

Passaggi per partita: 42     Completati: 80%     Lanci per partita: 9     Completati: 52%




Alla scoperta di…Jan Hurtado: storia, numeri e caratteristiche tecniche

La Sampdoria vuole rinforzare il reparto offensivo con un profilo giovane e sembra aver individuato in Jan Hurtado il giocatore ideale. I dirigenti del Gimnasia La Plata si trovano in Italia per chiudere l’operazione intorno ai sette milioni di euro; la trattativa, però, ha subito una brusca frenata nelle ultime ore con le società che si aggiorneranno nei prossimi giorni. Filtra ottimismo. Rimanete sintonizzati nei prossimi giorni su tutte le novità tramite il nostro canale Spreaker, sul nostro sito web www.radiogoal24.it e sul canale YouTube.

Storia:

Hurtado è un classe 2000 nato ad Andrés Eloy Blanco, un comune venezuelano. Dal punto di vista calcistico fa il suo esordio nelle giovanili del Deportivo Táchira; con questo stesso club giocherà, nel professionismo, dal 2016 al 2018. Stagioni in cui realizza sei goal in venti presenze. La rete più importante è sicuramente quella con cui la sua squadra batte il Portoguesa nel Torneo Clausura. Successivamente, da svincolato, si trasferisce al Gimnasia La Plata senza però fare grandi cose. Con la maglia della Vinotinto ha avuto le maggiori soddisfazioni in Under17 e Under19 realizzando, in totale, sei reti; il primo goal è arrivato il 28 febbraio del 2017 contro i pari età del Paraguay. Una gara in cui ha realizzato anche un assist. Il 22 marzo del 2019 ha preso parte, anche se solo per un minuto, al successo della nazionale maggiore contro l’Argentina per tre a uno.

Caratteristiche tecniche:

Hurtado è la classica prima punta vecchio stampo: forte fisicamente e abile nel gioco aereo grazie al suo metro e ottantuno. Questa sua caratteristica lo rende un pericolo pubblico nell’area di rigore avversaria e lo ha dimostrato contro il Colón quando, lasciato colpevolmente solo, ha potuto colpire indisturbato realizzando il goal del due a zero. Ama venire incontro alla palla per favorire l’inserimento o del centrocampista o del compagno di reparto. Nonostante la sua mole fisica è molto agile e nell’uno contro uno riesce a mettere in difficoltà il diretto avversario. La sua giovane età lo porta ad essere troppo irruento; un altro difetto (ma ha tutto il tempo per limarlo) è il poco cinismo sotto porta. Attaccante giovane, forte fisicamente e con molti margini di miglioramento; nel suo futuro sembra esserci la Sampdoria.

Numeri:

Come abbiamo detto una delle caratteristiche migliori di Hurtado è il colpo di testa; la conferma ci arriva da una statistica che vede il giovane attaccante aver vinto 356 duelli aerei (pari al 28.9%). Non male neanche i dati sui dribbling riusciti. Sono 194, ovvero il 56.7%, le volte in cui il giovane attaccante è riuscito a superare il diretto avversario.