Lazio, la conferenza stampa di Simone Inzaghi

Conferenza stampa Inzaghi – Il tecnico della Lazio, Simone Inzaghi, interverrà nella giornata di oggi in conferenza stampa in vista del prossimo impegno di campionato.

L’allenatore biancoceleste parlerà del match di domani, ore 15.00 contro il Parma di mister D’Aversa (qui le probabili formazioni di Lazio-Parma). Seguite LIVE le sue parole. Per aggiornare la diretta basta premere F5! Vi ricordiamo che potrete seguire la radiocronaca della partita grazie a Radiogoal24 andando sulla sezione radio o sulla nostra pagina Spreaker.

“Sarà una partita importante, è normale che c’è un po’ di delusione e rabbia per i due punti persi domenica a Firenze. Serviranno da lezione e da stimoli per non abbassare più il livello di guardia. Al Franchi abbiamo fatto un grandissimo primo tempo, siamo usciti fra gli applausi dello sportivo pubblico di Firenze. Poi nella ripresa abbiamo calato i ritmi ed abbiamo perso due punti. Oltre all’apprezzamento per il bel gioco, dobbiamo portare a casa le vittorie. Dobbiamo cercare di essere più spietati in area di rigore. Altre squadre riescono a vincere gare più sporche, a noi capita raramente: dobbiamo essere bravi a vincere quelle. Sono soddisfatto del bel gioco, ma abbiamo lasciato due punti importanti per la nostra classifica”.

Sulla difesa e sull’attacco:

“Tutte le annate sono diverse, gli episodi non girano a nostro favore ma dobbiamo migliorare proprio ad indirizzare gli episodi. Con il Parma dobbiamo concedere poco, i ducali fanno delle ripartenze la loro arma migliore”.

Sui diffidati fra i titolari:

“Non facciamo calcoli, sceglierò la formazione migliore per affrontare il Parma”.

Su Luiz Felipe in Under 21:

“Sono contento, se lo merita. Due anni fa faticava a giocare in serie B, è migliorato partita dopo partita. Lavora bene quotidianamente”

Sulla mancata convocazione di Acerbi:

“Non ci ho parlato, ma conoscendolo ci sarà rimasto male. Sta facendo molto bene qui, posso solo dirgli di continuare a far parlare il campo”.

Sul futuro:

“Sono onorato di allenare la Lazio. Il nostro obiettivo è di migliorare anno dopo anno e di restare competitivi. Peccato per l’eliminazione dall’Europa League, ma siamo ancora in corsa su due obiettivi. Siamo in semifinale di Coppa Italia ed in campionato siamo ancora in corsa per i nostri obiettivi. Spero in tante soddisfazioni per i ragazzi nei prossimi 2 mesi e mezzo”.

Sulle condizioni dell’Olimpico dopo la gara di rugby:

“Spero che questo problema possa essere risolto il prossimo anno e magari spero anche in un calendario più clemente. C’è anche un’altra squadra a Roma, magari può capitare anche a loro, e non solo alla Lazio, di giocare dopo il rugby”.

Sul Parma:

“Gervinho e Inglese saranno sicuramente gli osservati speciali, sono due grandissimi giocatori. D’Aversa, che è un allenatore che io conosco molto bene, prepara al meglio le gare”.

Su Radu:

“Sta facendo un’ottima stagione come gli altri senatori. Anche Parolo, che è rimasto in panchina nelle ultime due partite, io lo considero sempre un titolare”.

TERMINA LA CONFERENZA STAMPA




PSG: l’ennesima dimostrazione che con i soldi non si vincono le partite

Già in partenza era difficile ribaltare lo 0-2 incassato all’andata, in più i Red Devils, tra infortunati e squalificati, sono arrivati a Parigi senza undici calciatori, tra i più importanti a disposizione del tecnico scandinavo: formazione quindi rimaneggiata con un PSG un po’ difensivo e orfano di Neymar con Cavani in panchina.
Sull’1-2 attimi di suspance. L’arbitro va a vedere di persona l’episodio: le panchine lo disturbano mentre lui chiede tempo; secondi infiniti al Parco dei Principi fino a che Skomina non si volta e correndo verso l’area di rigore dei francesi indica il dischetto. È calcio di rigore. Proteste, piccole scaramucce tra i calciatori, ma poi arriva il momento: Rashford contro Buffon, mai stato una grande para rigori; se lo United segnasse, volerebbe ai quarti. Parte la rincorsa, l’ex portiere della Juve intuisce ma non basta. 1-3! Epilogo della gara straordinario per gli inglesi, tragico per i parigini: senza una parte molto importante della rosa – su tutti Mata, Pogba e Martial – e con lo svantaggio dello 0-2 dell’andata, ma con grande cinismo, Solskjær e la sua squadra si sono portati a casa una vittoria eroica che verrà sicuramente ricordata da chi l’ha vissuta e chi ha avuto la possibilità di raccontarla. Non ha vinto la forza dei singoli, ma ha vinto la squadra: PSG a casa, come ogni anno; ManchesterUnited ai quarti di finale!

Il calcio che vediamo in questi ultimi anni è fatto principalmente di mercato, plusvalenze, diritti TV, procuratori e social. Per fortuna, però, rimane sempre uno sport in cui si vince con la forza e con la voglia della squadra; con la caparbietà e con il cinismo del gruppo di calciatori che scendono in campo, a prescindere dal loro valore economico. Proprio per questo, forse, rimane lo sport più bello di tutti.




Kai Havertz: la nuova stella tedesca che Kroos vuole al Real Madrid

Il Bayer Leverkusen rappresenta a pieno la storia e la tradizione della Bundesliga. Il club è famoso in Europa per la grande qualità di talenti che sforna ogni anno, ma ultimamente uno su tutti ha rubato le luci della ribalta.
Stiamo parlando di Kai Havertz, il più giovane calciatore ad aver esordito con le aspirine, centrocampista a tutto tondo classe 1999 dal buon passo e dalla valida tecnica di base, il tutto abbinato ad un discreto senso del gol. All’epoca della sua prima apparizione era il giocatore più giovane dell’intero campionato, ha fatto parte della nazionale tedesca U17 diventando poi capitano di quella U19. Vincitore della medaglia d’oro Fritz Walter, premio che ogni anno viene assegnato al miglior Under 19 della Bundesliga, sta incantando i tifosi con giocate sensazionali in mezzo al campo e trascinando la sua squadra verso il piazzamento europeo con i suoi goal.
Fondamentale la sua duttilità sul prato verde, Havertz sin dai tempi delle giovanili, si è sempre dimostrato ottimo nel ruolo di centrocampista centrale, prediligendo una vocazione per l’attacco, giocando spesso anche come esterno destro e come seconda punta o trequartista. La sua ispirazione in campo arriva direttamente dal connazionale Mesut Ozil, mancino come lui, con un grande passato alle spalle soprattutto con i trascorsi nel Real Madrid.
Gli elogi per il ragazzo si moltiplicano con il passare dei mesi: Tony Kroos, a proposito di Real Madrid, lo vorrebbe in squadra, il portiere del Bayer Hradecky si dice onorato dal poter giocare con lui ed ultimo, ma non per importanza, anche Rudy Voeller ha speso parole al miele per Kai. «Non c’è nulla di più da dire su Kai», afferma l’ex bomber della Roma, sottintendendo che la sua carriera parla già per lui. Ha 19 anni e già 92 partite, 20 gol e 21 assist tra i professionisti: è il più giovane ad aver raggiunto le 50 presenze nel massimo campionato tedesco, e anche il più giovane marcatore nella storia del Bayer Leverkusen.
Di fronte a tutto questo ci potremmo aspettare di trovare un giocatore dal talento inequivocabile, di quelli che è impossibile non notare. E invece bisogna guardarlo giocare a lungo per apprezzarlo davvero, perché ha dei punti di forza e dei margini di miglioramento meno evidenti di quanto il suo curriculum non dica.
Una fortuna per il suo club e per la propria nazionale, ma anche per tutti quei tifosi che vogliono vedere in campo giocatori che danno spettacolo.




Sundas tuona: “Difficile trattare con Cassano. Wanda Nara? Non mi è simpatica”

Il procuratore sportivo Alessio Sundas dell’agenzia SportMan è intervenuto ai nostri microfoni per fare il punto sulla sessione invernale del calciomercato. Tra i molteplici temi trattati dal procuratore spiccano vecchie realtà della trattativa che poteva portare Antonio Cassano al Genoa e del retroscena che ha portato il procuratore alla discussione con il patron del Palermo Calcio, Maurizio Zamparini. Nella lista dei cattivi di Sundas c’è finita inoltre, anche Wanda Nara, moglie nonché agente all’attaccante e capitano argentino dell’Inter Mauro Icardi. Qui il podcast completo dell’intervento.




Perché Ibrahimovic ha attaccato Cristiano Ronaldo?

Ibrahimovic-Ronaldo, che guerra! Zlatan Ibrahimovic punge Cristiano Ronaldo riguardo alla sua avventura in bianconero.
L’attaccante svedese ha rilasciato delle dichiarazioni tramite la testata olandese Voetbal Nieuws e, come è solito fare, non ha usato mezzi termini per parlare della nuova avventura del fenomeno portoghese approdato questa estate alla Juventus. “Andare alla Juve? Sono una squadra già attrezzata per vincere la Serie A, non è affatto una vera sfida giocare per loro”. Dunque secondo #Ibrahimovic quella di andare in una squadra già pronta e forte in tutti i reparti non sarebbe una vera e propria sfida, anzi dimostrerebbe che #CR7si sia accontentato di aggregarsi ad un collettivo già formato da campioni.

Lo svedese prosegue: “Se #Ronaldo cercava una vera sfida, sarebbe dovuto andare in una squadra di seconda divisione e riportarla in prima, per poi farla tornare campione”. Questo sembra una vera e propria allusione al 2006, anno in cui la #Juventus fu costretta a giocare la Serie B. Ma la cosa che fa sorridere è che in quella calda estate Ibra non ci pensò due volte a cambiare aria e a restare nella massima serie italiana.

D’altronde però conosciamo tutti i modi di “Re Zlatan” e l’attacco ai suoi rivali non può essere una novità. Ora lo svedese si gode il suo rinnovo da 6 milioni di euro (record negli U.S.A) con i L.A. Galaxy, dopo aver chiuso la sua prima esperienza in MLS con 22 goal in 27 partite.

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Incassi record per la Supercoppa in Arabia

La Supercoppa italiana doppia il record d’incassi fatti finora.
La Juventus ha battuto il Milan per 1-0 nella gara valevole per la Supercoppa italiana, partita che si è giocata al King Abdullah Sports City in #Arabia Saudita.
L’evento è andato soldout in poco tempo con 62.241 biglietti venduti e anche con la presenza di 15.000 donne, obbligate però ad essere accompagnate e collocate esclusivamente nel settore famiglie, cosa che non è andata giù all’opinione pubblica.
Per l’ennesima volta, dunque, la #Supercoppa italiana è stata giocata all’estero. È andata in scena negli U.S.A, passando per la Cina sino ad arrivare al Qatar e questo è dovuto a motivi riguardanti il business. A giugno è stato raggiunto un accordo con l’Arabia Saudita e tre delle prossime edizioni della coppa saranno giocate proprio lì. Per ciascuna di queste partite verranno incassati 7.5 milioni di euro: 3.375 milioni a testa, quindi, per #Milan e #Juventus indipendentemente dal vincitore e 750 mila euro alla #FIGC. Un record consideranto che l’incasso più alto sin qui arrivò dalla cina con 3.3 milioni di euro.

In tutto questo sembrano essere favorevoli anche i club che parteciperanno alla competizione perchè amplierebbero il proprio brand e anche gli incassi relativi al merchandising in un paese come l’Arabia Saudita.
Resta comunque l’amaro in bocca per quei tifosi che vorrebbero vedere la partita giocata in Italia, o comunque in un posto raggiungibile dalla parte più calda della tifoseria. Finchè però ci sarà questa catena di incassi da parte di club e federazione, difficilmente rivedremo la Supercoppa italiana giocata in territorio nostrano.

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Alessio Sundas al lavoro sul calcio femminile: pronta la prima iniziativa

Alessio Sundas comunica di essere entrato ufficialmente nel giro della Serie A di Calcio femminile, avendo preso sotto le sue ali alcune delle giocatrici più forti del massimo campionato italiano. Il procuratore ha subito chiarito l’intenzione di contribuire alla crescita di un movimento ancora troppo in ombra rispetto alla sua controparte maschile. L’obiettivo è di formare, crescere e dar risalto ad alcune giocatrici più meritevoli, e la strategia di Sundas appare subito ben chiara.

La prima richiesta di Alessio Sundas alla FIGC è infatti il prolungamento della finestra di calciomercato invernale (al momento già chiuso), che occupa un brevissimo periodo di tempo. Per il procuratore questo impedisce le trattative di mercato non aiutando la crescita del sistema: ecco perché la volontà è quella di prolungare tale periodo fino almeno al 18 gennaio, per permettere la sana costruzone di una rete di trattative volte a primuovere la mobilità agonistica delle calciatrici.




De Rossi e i suoi fratelli: le migliori barbe nel mondo del calcio

Migliori barbe – La barba non fa il filosofo, così diceva il saggio. Ma la domanda è un’altra. La barba fa il calciatore? Probabilmente no, ma al giorno d’oggi molti giocatori manifestano look bizzarri con annesse barbe stravaganti.

La redazione di RadioGoal24 ha stilato una classifica delle migliori 10 barbe nel mondo del calcio.

10 – Timothy Howard

La classifica si apre con il numero uno statunitense. L’ex Everton sfoggia fiero la sua barba difendendo i pali della nazionale americana. Il suo look non è passato inosservato neanche al presidente Barack Obama che, dopo l’ottimo mondiale, si è complimentato con il portiere invitandolo però a “tagliarsi la barba”.

9 – Joe Ledley

Al nono posto troviamo Joe Ledley. Il gallese, attualmente svincolato, ha mostrato la sua folta barba negli ultimi quattro anni al Crystal Palace. Famoso anche per i suoi balletti (l’ultimo dopo lo strepitoso europeo del Galles), grazie alla sua barba è diventato un uomo simbolo della propria nazionale.

8 – Raul Meireles

Come non inserire nella nostra Top 10 il portoghese Raul Meireles. Il suo taglio di capelli, sempre stravagante, non poteva che essere accompagnato da una barba altrettanto particolare. A differenza di tanti altri calciatori all’interno della classifica, la barba del centrocampista viene curata nei minimi dettagli anche in maniera esagerata.

7 – Matthias Holst

La posizione numero sette della nostra classifica è occupata da Matthias Holst. Il centrale tedesco che attualmente milita nel Rödemisser SV, sfoggia una barba lunga e folta che sicuramente spaventerà gli attaccanti che si troverà di fronte.

6 – Michel Morganella

Tanti i motivi che hanno fatto parlare di Michel Morganella. Tra i vari post discutibili sui social e il suo stile molto particolare, spicca la barba che l’esterno del Palermo ha tenuto per diversi mesi. Questa volta il motivo è nobile: infatti la promessa fatta dallo svizzero fu quella di non radersi fino alla nascita del suo primogenito Marlon.

5 – Nat Borchers

Quinta posizione per il difensore statunitense Nat Borchers. Dopo aver fatto le fortune Portan Timblers è stato costretto a ritirarsi nel febbraio di quest’anno, dopo un grave infortunio. Il difensore era conosciuto in MLS come “il barba“.

4 – Daniele De Rossi

Al quarto posto c’è il capitano della Roma Daniele De Rossi. Le ottime prestazioni con la maglia della Roma e della nazionale italiana sono accompagnate dalla sua immancabile barba. Nel 2010, anno in cui la squadra capitolina sfiorò lo scudetto, cominciò a farsi crescere la barba sino ad un eventuale vittoria del campionato. Ancora oggi possiamo apprezzarla.

3 – Asgeir Asgeirsson

Terzo gradino del podio per il calciatore islandese Asgeirsson. Dopo diverse esperienze all’estero, il centrocampista è tornato in patria sfoggiando la sua barba bionda. In poco tempo è divenuto un idolo del web. Attualmente fa tremare le gambe agli avversari di serie b islandese.

2 – Adam Clayton

Al secondo posto troviamo Adam Clayton. Il centrocampista dell’Huddersfield Town, squadra che milita in Championship, mostra una barba molto lunga tinta di bianco e azzurro, colori sociali del suo club. Il motivo è nobile visto che il calciatore promise, su Twitter, di tingersi la barba nel caso in cui le donazioni alla Town Foundation avessero raggiunto una buona somma in pochi giorni.

1 – Davide Moscardelli

D’obbligo la prima posizione per Davide Moscardelli in questa classifica così singolare. L’attaccante nato a Mons è colui che ha fatto diventare la barba lunga una vera e propria tendenza. Tutto nacque da una scommessa fatta dal bomber italiano nel periodo del mercato invernale nel 2013. Promise che se il suo passaggio al Bologna si fosse concretizzato avrebbe tagliato completamente la barba. L’impegno, che fu mantenuto, scatenò il dissenso dei tifosi spingendo l’ex Chievo Verona a farsi crescere la barba più lunga che mai.

 




I 10 calciatori più grassi della storia del calcio

Calciatori più grassi – Il calcio è uno sport molto faticoso sotto certi aspetti e infatti, oltre alla parte tattica e tecnica, un buon calciatore deve curare anche ciò che riguarda il lato atletico. Corsa di fondo, scatti, accelerazioni, palestra, fanno sì che ogni professionista di un certo livello abbia un fisico ottimo, snello e asciutto. Ma nel corso della storia è capitato che la classe e la tecnica prevalessero sulla tenuta fisica e ci hanno regalato veri e propri campioni con diversi chili in eccesso.

La redazione di RadioGoal24 ha deciso così di stilare la classifica dei 10 calciatori più grassi della storia del calcio.

10. Ronaldo

Al decimo posto troviamo uno dei calciatori più forti di tutti tempi, il fenomeno Ronaldo.  L’ex Inter e Real Madrid, tra le altre, ha fatto sognare milioni di tifosi con le sue prestazioni, ma il problema con il peso lo ha accompagnato per quasi tutta la sua carriera. Nel 2002, anno del mondiale in Corea e Giappone, pesava già 90 chili. Con il ritorno in Brasile ha raggiunto la soglia dei 120 chili, dovuti anche al poco allenamento a seguito dei numerosi infortuni.

9. Felipe Sodinha

Nona posizione per il brasiliano Sodinha, il fantasista ex Trapani, fu costretto a fermarsi ad appena 28 anni per problemi legati al peso. Trequartista duttile, dotato di grande tecnica e ottimo tiro, nel 2014 fu addirittura messo fuori rosa dal Brescia per comportamenti ritenuti sbagliati dalla dirigenza, oltre che per le sue condizioni atletiche. Attualmente milita nel Mestre dove ha collezionato 5 presenze dall’inizio della stagione.

8. Ferenc Puskás

All’ottavo posto troviamo uno dei calciatori più forti della storia del calcio, Ferenc Puskas. L’attaccante nel 1958, durante la rivoluzione in Ungheria, fu costretto a star lontano dai campi di calcio per ben due anni ingrassando molto.

In ogni caso poi si accasò al Real Madrid facendo prevalere la classe e la bravura sul peso eccessivo e scrivendo pagine della storia calcistica.

 

7. Michael Quinn

Al settimo posto troviamo Micky Quinn, ex attaccante di Portsmouth e Newcastle, che arrivò a pesare ben 94 chili, nonostante l’altezza discreta di 178 centimetri.

Non essendo un talento brillante come altri calciatori presenti in questa Top10, Quinn è ricordato più per il suo peso che per le giocate in campo.

6. Adriano

L’Imperatore Adriano si posiziona al sesto posto della nostra classifica. Talento puro ed esplosivo, l’attaccante brasiliano è arrivato a pesare più di 100 chili, dovuti soprattutto allo stile di vita poco ortodosso adottato fuori dal campo.

Party, fumo, alcool e tanto divertimento hanno deviato la carriera di un potenziale fuoriclasse che rimarrà uno dei tanti talenti inespressi della storia.

5. Walter Henrique

Al quinto posto troviamo Walter, attaccante brasiliano, che a 26 anni si è trovato già senza squadra.

Il motivo è semplice, pesa 102 chili essendo alto solo 179 centimetri, nessuna squadra brasiliana ed estera vuole investire sul ragazzo che è fermo dal 2016.

4. Adebayo Akinfenwa

Al quarto posto un idolo del web e del mondo del calcio, Adebayo Akinfenwa. L’ex attaccante dell’AFC Wimbledon è famoso per la sua stazza che in mezzo al campo spicca tra gli altri giocatori.

A differenza di altri, però, Akinfenwa non è grasso, ma vanta di una massa muscolare esagerata essendo un culturista, arrivando a pesare 102 chili.

3. Jeroen Verhoeven

Al terzo posto un portiere, olandese, che ha militato nell’Ajax pur collezionando appena 4 presenze. I tifosi olandesi, visto il suo peso eccessivo, lo hanno ribattezzato Pizzaman.

Sul web si possono ancora trovare delle petizioni per far si che venisse convocato in nazionale, cosa che fa comprendere quanto sia divenuto un idolo in poco tempo. L’estremo difensore, al netto del peso, vanta comunque un’ottima agilità.

2. Daniel Badislav

Al secondo posto troviamo il portiere rumeno Daniel Badislav. Anche lui un eroe del web, milita nella quarta divisione rumena ed arriva a pesare ben 130 chili.

A tutti gli appassionati di cartoni animati che conoscono Holly e Benji, ricorderà sicuramente il mitico Teo Sellers.

1. William Foulke

 Il primo posto è tutto per un calciatore che è entrato nella leggenda, in quanto primo capitano storico del Chelsea, William Foulke.

Il portiere dei Blues pesava ben 150 chili e veniva deriso da tutte le tifoserie avversarie che, con diversi cori da stadio, lo accusavano di mangiare le torte negli spogliatoi. Da qui prese il soprannome di fatty, che vuol dire grassottello.




Le 5 invasioni di campo più divertenti degli ultimi anni

Invasioni di campi – L’invasione di campo è da anni parte integrante di molti sport, specialmente del calcio. Diverse le motivazioni che spingono un fan ad entrare nel terreno di gioco, vuoi per qualche mania di protagonismo, per protesta o semplicemente per incontrare uno dei propri beniamini che sono lì a pochi metri dagli spalti. Nonostante sia un gesto da condannare, talvolta si vengono a creare situazioni molto particolari e tutte da ridere.

Proprio per questo la redazione di RadioGoal24 ha stilato la classifica delle 5 invasioni di campo più divertenti degli ultimi anni.

 

5. Sutton-Arsenal (La maschera da Giraffa)

Nel 2017, durante la partita valida per gli ottavi di FA Cup tra Sutton United e Arsenal, un tifoso della squadra locale ha fatto irruzione nel rettangolo di gioco con un look molto stravagante: seminudo con una maschera da giraffa in testa, il tutto accompagnato da un paio di boxer che recitano “Kiss me”.

 

 4. Tottenham-West Ham (Il calcio di punizione del tifoso)

Durante il match tra Tottenham e West Ham, nel sabato che diede il via alla Premier League del 2014, un tifoso si rese protagonista di un episodio davvero singolare: poco prima che Christian Eriksen si accingesse a battere un calcio di punizione, un ragazzo scavalcò le barriere e pensò bene di tirarlo al posto del danese. Nonostante l’ottimo tiro, fu subito portato fuori dalla sicurezza.

 

3. Barnsley- Manchester United (L’invasore fa goal)

Nell’ottobre del 2009 si giocò la partita tra Barnsley e Manchester United, valida per la Carling Cup, che vide trionfare i Red Devils per 2-0. L’unico goal segnato dai padroni di casa non venne convalidato. Perché? Semplice, fu realizzato da due tifosi della squadra locale, che scipparono la palla al portiere dello United prima che battesse una rimessa da fondo campo.

 

2. Sydney Wanderers-Al Hilal (L’uomo nudo)

Il 25 ottobre del 2014 si giocò la gara di andata della Champions League asiatica, quando all’improvviso un tifoso dei Sydney Wanderers entro in campo indossando solo un capo di abbigliamento: la sciarpa. Vani i primi tentativi di placcaggio da parte della sicurezza per il tifoso, che divenne subito l’eroe della serata.

 

1. Sunderland-Manchester City (Spiderman)

Al primo posto un supereroe. Infatti, nel corso del match tra Sunderland e Manchester City nel 2014, è entrato in campo un tifoso con addosso un costume da Spiderman. Il ragazzo cercò, invano, di intrappolare nella sua tela i giocatori della squadra ospite che però, ragni a parte, si impose per 4-1 sui padroni di casa.