Coronavirus, ecco perché la Serie A rischia di non riprendere
Coronavirus, ecco perché la Serie A rischia di non riprendere
Sono giorni decisivi per il calcio che sta provando a ripartire per tornare, in un certo senso, alla normalità; tante le idee per terminare la stagione calcistica. Il primo campionato che dovrebbe riprendere è la Bundesliga il prossimo nove maggio? E la Serie A? Nei giorni scorsi si vociferava di far tornare in campo le squadre del massimo torneo calcistico italiano nell’ultimo weekend di maggio. Una speranza per tutti i tifosi che, nonostante non si possa andare allo stadio, vogliono rivedere la loro squadra del cuore e tornare a lottare con i proprio beniamini. Questa ipotesi, però, sembra difficilmente realizzabile; il Governo, infatti, ha deciso che gli allenamenti potranno essere svolti solo a livello individuale (massimo in due rispettando la distanza di sicurezza) e non di squadra. Il problema principale sta nel divieto di utilizzare il pallone, probabilmente fino al termine di maggio, perché considerato un possibile mezzo di contagio quando, ad esempio, si va a colpire la sfera di testa. Un problema non da poco: come si può pensare di tornare in campo se non ci si può allenare con lo strumento principale del calcio, il pallone? Un’altra domanda che l’emergenza coronavirus pone alle società calcistiche e soprattutto a chi è chiamato a prendere una decisione in merito. Se la Bundesliga sembra pronta a tornare in campo, la Serie A compie un sensibile passo indietro verso il ritorno alla normalità. Ma in Germania non si gioca ugualmente con il pallone? Non ci sono gli stessi rischi di contagio? La risposta ad entrambe le domande è abbastanza semplice: sì. Ma allora, quello che si fatica a capire, è perché loro avrebbero deciso di tornare in campo mentre in Italia ci sono più dubbi che certezze.
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