Coronavirus, Arsenal: Ozil e le sue braccia corte. No a riduzione stipendio

Coronavirus, Arsenal: Ozil e le sue braccia corte. No a riduzione stipendio

Il taglio degli stipendi dei giocatori è uno dei temi più affrontati dall’inizio della sospensione dei vari campionati a causa dell’emergenza Coronavirus. Molti giocatori hanno accettato le decurtazioni o le sospensioni dei propri stipendi per non andare a gravare ulteriormente sui club proprietari dei loro cartellini in questo momento di crisi. In Serie A quasi tutti i tesserati si sono resi disponibili, anche per dar modo alle società di pagare gli stipendi nella loro interezza a tutti i dipendenti che non siano i giocatori. Nessun giocatore della massima serie si è rivoltato a questa proposta. Caso differente, invece, in Premier League. Con una nota sul proprio sito ufficiale l’Arsenal ha annunciato nella giornata di lunedì l’accordo volontario con i giocatori della prima squadra, il capo allenatore e il personale di base, che per aiutare il club a sostenere questo momento critico derivante dalla crisi per il coronavirus hanno accettato una riduzione dello stipendio del 12,5% per un anno (fino a marzo 2021), un importo da rimborsare nel caso in cui i “Gunners” si qualificassero per la Champions sia in questa stagione che nella prossima.

C’è però chi non ha accettato le direttive del club. Parliamo del tedesco Mesut Ozil. L’ex numero 10 del Real Madrid, che è il giocatore dallo stipendio più alto di tutto il club, 350mila sterline alla settimana, circa 20 milioni di euro l’anno, insieme ad altri 2 giocatori di cui non si conoscono ancora le generalità, ha rifiutato la proposta del club, motivandola così: “Non raccomanderei di accettare un taglio oggi perché non so se domani il campionato riprenderà e se i club avranno i soldi dalle televisioni. Il reale impatto finanziario sui club si vedrà tra tre o sei mesi, non oggi. Differire i pagamenti è un’opzione ma non concordare un taglio oggi quando i club potrebbero ancora ottenere lo stesso profitto dell’anno scorso. Quando i politici dicono ai giocatori di fare la loro parte è solo un modo per distrarre le persone perché non sanno nemmeno proteggere il personale del Sistema Sanitario Nazionale. Facile puntare a questi ‘avidi’ calciatori di Premier League, senza sapere che molti di essi fanno beneficienza”.

Questo invece quanto detto dal suo procuratore“Ho raccomandato io a Mezut di non aderire all’accordo – le parole del procuratore – perché non siamo a conoscenza di cosa accadrà in futuro. Se la Premier League ripartirà e se il club incasserà i diritti televisivi”.

Sicuramente un gesto che verrà ricordato, in negativo, soprattutto da tutti i tifosi dei Gunners.

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