Non solo Giampaolo: la Top 5 degli esoneri più veloci
L’esonero di Giampaolo è stato il più rapido dell’intera storia rossonera. Il Milan negli ultimi anni ha dimostrato spesso poca chiarezza nel progetto tecnico, Pioli è il nono allenatore in 9 anni. Una netta inversione di rotta rispetto alla storia recente del Milan di Berlusconi che ha sempre avuto una particolare cura nei confronti della continuità del progetto tecnico. Giampaolo non è ovviamente l’unico allenatore vittima di alcune fasi societarie un pò confuse: come dimenticare Cellino e Zamparini? I maestri degli esoneri specialmente quelli precoci, o anche Moratti che prima di incontrare Roberto Mancini si era sempre fidato dei ribaltoni tecnici per risollevare la squadra. Detto ciò, noi di RadioGoal24 abbiamo deciso di stilare una Top 5 degli esoneri più veloci.
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TOP 5 degli esoneri precoci
5 – Attilio Tesser (Prima giornata 2005-2006, Cagliari)

Dopo due stagioni di alti e bassi in Serie B con la Triestina a Tesser si aprirono le porte della Serie A: l’offerta arriva dal Cagliari di Cellino. Durante tutto il precampionato il patron del Cagliari inizia con una sfilza di uscite infelici, l’ultima prima dell’esordio in Serie A di Tesser contro il Siena: “Vediamo se lei è un uomo fortunato”. Il Cagliari perderà e poche ore dopo arriverà l’esonero. Il tecnico veneto riassaporerà il massimo campionato solo un’altra volta nel 2011-2012, retrocedendo con il Novara.
4- Stefano Colantuono (Prima giornata 2008-2009, Palermo)

Altro esonero tanto prematuro quanto inspiegabile. Il rapporto tra Colantuono e Zamparini dura già da un anno, che definire tormentato è poco. Dopo un buon inizio di campionato 2007-2008 nel quale spicca una vittoria casalinga con il Milan campione d’Europa, i rosanero iniziano a rallentare la loro marcia e per il tecnico romano sarà fatale la sconfitta per 5-0 sul campo della Juventus: esonero. Zamparini chiama Guidolin in panchina, ma quattro mesi dopo il 24 marzo 2008 attua uno dei suoi classici dietro-front: ritorna Colantuono. Il Palermo chiuderà undicesimo in campionato. Nel nome della continuità viene riconfermato il tecnico romano, al quale però non vengono perdonate le prime due sconfitte stagionali: in coppa Italia con il Ravenna e alla prima di campionato con l’Udinese. Di nuovo esonero. I rosanero sotto la guida di Ballardini arriveranno ottavi nell’edizione della Serie A 2008-2009.
3- Gigi Simoni (Undicesima giornata 1998-1999, Inter)

Uno dei più particolari e probabilmente ingiusti esoneri del nostro calcio. Sulla griglia di partenza della stagione 1998-1999 l’Inter di Gigi Simoni, al secondo anno sulla panchina nerazzura, è una delle contendenti allo scudetto. Vincitrice della coppa Uefa contro la Lazio grazie anche a Ronaldo il Fenomeno, fresco vincitore del Pallone d’Oro, nella sua forma più devastante. Gigi Simoni è un allenatore umile, uno di quelli che ha dovuto fare tanta gavetta prima di allenare una squadra così competitiva, eppure alla prima stagione con l’Inter (1997-1998) senza nessun tipo di timore reverenziale ha portato nella Milano nerazzurra una Coppa Uefa e un secondo posto in campionato. L’inizio della stagione 1998-1999 non è sicuramente esaltante, ma neanche così tragico: in 11 partite l’Inter conta 5 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte. Settima in campionato, ma a sole 5 lunghezze dalla capolista Fiorentina. In Champions League è prima nel girone con una lunghezza di vantaggio sul Real Madrid, ed è proprio qualche giorno dopo aver sconfitto i blancos nella gara di ritorno per 3-1 che Gigi Simoni viene esonerato: il 30 Novembre 1998, giornata nella quale viene anche premiato con la Panchina d’Oro, premio che incorona l’allenatore migliore della passata stagione, dall’Associazione Italiana Allenatori di Calcio. Moratti sceglie Lucescu per sostituire il tecnico emiliano.
2- Luigi Del Neri (Estate 2004, Porto)

Ammutinamento, o quasi, la sorte che è toccata a Luigi del Neri. Estate 2004, dopo aver fatto brillare una piccola squadra di quartiere per quattro anni, l’ambizioso tecnico friulano decide di accettare la corte dei Campioni d’Europa. Eh si, il Porto aveva appena vinto la Champions League con Mourinho al timone e per sostituirlo scelsero proprio Luigi Del Neri. L’ex tecnico del Chievo si presenta in Portogallo carico di aspettative, ma anche di pretese, precisione e rigore tattico tipico del calcio italiano. Un bel buco nell’acqua. Dopo appena due mesi lo spogliatoio con non poca superbia decide di non seguire il tecnico italiano, non condividendone le modalità di allenamento così diverse dalla cultura portoghese e chiedendone apertamente l’esonero. Non si può scontentare lo spogliatoio che ha appena compiuto un miracolo sportivo, così la dirigenza deciderà di cambiare allenatore e quindi di esonerare il buon Gigi. Del Neri dopo qualche mese inizierà la sua breve e sfortunata avventura sulla panchina della Roma, mentre il Porto perderà la supercoppa Uefa contro il Valencia, arriverà secondo campionato ed abbandonerà prematuramente la Champions League, cambiando tre tecnici in una stagione: Del Neri, Víctor Fernández e José Couceiro.
1- Brian Clough (12 Settembre 1974, Leeds United)

La storia tra Brian Clough ed il Leeds United è talmente popolare da esser anche diventata un romanzo e successivamente anche una pellicola di successo: Il maledetto United. Per spiegare meglio cosa non andò tra l’allenatore e i giocatori del Leeds bisogna fare qualche passo indietro negli anni. Nel marzo del 1961 il club affronta una situazione economica disastrosa ed ingaggia Don Rivie che miracolosamente riesce ad evitare la retrocessione in terza divisione. Nel 1964 arriva la promozione che riporta il Leeds nella massima serie del calcio inglese; fino al 1974, con Don Rivie alla guida della squadra, i Withes arrivarono sempre tra le prime quattro in classifica. Vinsero poi due campionati nel 1969 e nel 1974, la FA cup nel 1972 e la League Cup nel 1968, non sfigurando neanche a livello europeo dove trionfarono in coppa delle Fiere nel 1967 e nella Coppa delle Coppe nel 1973. Le storie d’amore finiscono sempre e spesso dolorosamente e nell’estate del 1974, dopo il secondo titolo nazionale vinto con Leeds, Don Rivie decise di accettare l’offerta della Federazione Inglese. Per sostituirlo la società contatta Brian Clough, rivale nelle ultime stagioni alla guida del Derby County. Tifoseria e giocatori non condividono la scelta e non esitano a palesarlo: nelle passate stagioni infatti il neo tecnico del Leeds non aveva esitato ad accusare Don Rivie e i suoi calciatori di antisportività. La squadra è convinta che Brian voglia affossare il Leeds per l’odio accumulato negli anni di sfide con il Derby County. Dopo appena 44 giorni sarà esonerato. I Withes dopo un inizio di stagione zoppicante torneranno a marciare con il nuovo tecnico Jimmy Armfield arrivando addirittura alla finale di Coppa Campioni ( persa con il Bayern Monaco ). Clough, invece, nel gennaio del 1975 firmerà per il Nottingham Forest, dove si renderà protagonista di una delle storie più belle del calcio europeo: la cenerentola inglese che riuscirà a vincere per due volte la coppa Campioni.