Speciale Russia 2018: Islanda, debutto mondiale

Speciale Russia 2018 è la nuova rubrica targata RadioGoal24 che andrà ad esplorare tutte e 32 le squadre che parteciperanno alla più famosa ed importante competizione calcistica mondiale. Percorreremo, giorno per giorno, la storia, le statistiche e le curiosità di ogni singola formazione del torneo. Vi ricordiamo che potrete seguire la diretta streaming con radiocronaca di tutte le partite sulla nostra sezione Radio, con approfondimenti radiofonici dedicati e molto altro ancora nel nostro flusso dedicato. Questa volta è il turno dell”Islanda, al debutto mondiale.

Il cammino verso il mondiale

La storica qualificazione al prossimo mondiale in Russia, è iniziata il 5 settembre 2016, con la prima gara del girone europeo per la qualificazione. Inserita con Turchia, Croazia, Ucraina, Finlandia e Kosovo, l’Islanda ha iniziato il suo cammino con un pareggio maturato nel primo tempo, contro l’Ucraina. Un mese dopo arrivò la prima vittoria contro la Finlandia: una partita al cardiopalma, che sembrava già finita al 90′. Infatti tra il 91′ ed il 94′, l’Islanda riuscì a ribaltare l’iniziale 1-2, vincendo la partita per 3-2. Nella successiva partita arrivò di nuovo una pesante vittoria, per 2-0 contro la Turchia. La prima sconfitta avvenne nella quarta giornata del girone contro la Croazia, grazie alla doppietta del nerazzurro Brozovic. Nell’ultima giornata di andata sconfisse anche il Kosovo e, nel girone di ritorno, proseguì con altrettanti successi, in quanto ottenne tutte  vittorie, tranne con la Finlandia. Grazie alle splendide performance e agli ottimi risultati, l’Islanda si è classificata come prima del girone con 22 punti guadagnati, davanti ai 20 della Croazia. In questo modo l’Islanda è riuscita per la prima volta nella sua storia, a qualificarsi alla fase finale di un mondiale.

1) La squadra

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La lista dei 23 convocati che andranno al mondiale in Russia è stata già stilata. Questi saranno i protagonisti di un sogno divenuto realtà: 1 Halldórsson, 2 Sævarsson, 3 Hauksson, 4 Hermannsson, 5 Ingason, 6 R. Sigurðsson, 7 Guðmundsson, 8 B. Bjarnason, 9 Sigþórsson, 10 G. Sigurðsson, 11 Finnbogason, 12 Kristinsson, 13 Jónsson, 14 Árnason, 15 Böðvarsson, 16 Sigurjónsson, 17 Gunnarsson, 18 T. Bjarnason, 19 Magnússon, 20 Hallfreðsson, 21 Traustason, 22 Guðjohnsen, 23 Skúlason. I Signori del ghiaccio, probabilmente, scenderanno in campo con un equilibrato 4-2-3-1, che darà spazio ai trequartisti di svariare a centrocampo e proporre molte azioni offensive. Tra i pali ci sarà il portiere del Randers, una squadra danese, Halldórsson, mentre la difesa a quattro dovrebbe essere formata da Sævarsson (Valur), R. Sigurðsson (Rostov), Árnason (Aberdeen) e Magnússon (Bristol City). I cinque di centrocampo saranno composti dai due mediani Hallfreðsson (Udinese) e il capitano Gunnarsson (Cardiff City). La linea dei trequartisti dietro l’unica punta Finnbogason (Asburgo), sarà composta da Guðmundsson (Burnley) a destra, G. Sigurðsson (Everton) in posizione centrale e B. Bjarnason (Aston Villa) a destra.

1.1) L’allenatore: Heimir Hallgrímsson

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Heimir Hallgrímsson, nato nel giugno del 1967, è il commissario tecnico dell’Islanda ed ex calciatore islandese. La sua carriera da giocatore è stata esclusivamente in patria, vestendo per dieci anni, dal 1986 al 1996, la maglia del Íþróttabandalag Vestmannaeyja, squadra della sua città natale. Nelle oltre 110 presenze con il club, non ha realizzato nemmeno una rete. Dal 1996 al 2007, ha giocato in altre due squadre della sua città, realizzando però 20 reti totali, 10 per parte. Durante la sua carriera da giocatore, nel 1993, ha allenato la squadra femminile dell’Hottur, mentre poi dal 1999 al 2011, ha allenato la squadra con la quale debuttò alternando la panchina tra squadra maschile e femminile, dello stesso club. La sua carriera di allenatore ebbe il grande balzo, quando fu chiamato a condurre la nazionale islandese nel 2012 all’Europeo, da vice, e poi da vero e proprio CT dal 2013. Essendo l’Islanda, un paese con il quale non si vive solo di calcio, durante la sua carriera Hallgrímsson ha lavorato come dentista nella sua città natale, fino al 2016, quando ottenne il completo incarico sulla panchina della sua nazionale. E’ riuscito con la forza e la capacità del suo staff, a portare l’Islanda prima agli Europei ed ora al Mondiale. Chissà se anche questa volta l’Islanda saprà sorprenderci.

1.2) La stella: Gylfi Sigurðsson

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Il centrocampista dell’Everton, è senza dubbio una delle stelle di questa nazionale, che già all’europeo del 2016, ci ha sorpreso con il suo talento. Molto duttile in campo, è un centrocampista che può ricoprire varie posizioni, dal trequartista all’esterno, sia destro che sinistro. Dotato di una notevole potenza di tiro, è abile anche nei calci da fermo, soprattutto sulle punizioni: di potenza, di precisione o tramite schemi, quando c’è lui sul pallone, i pericoli per il portiere avversario sono sempre tanti. Nato a Reykjavík, è cresciuto calcisticamente in patria, giocando anche con le Nazionali minori islandesi. Nel 2009 approda nel calcio scozzese al Reading, dove in una sola stagione mette a segno 18 gol, gran numero per un centrocampista. La splendida stagione, attirò le attenzioni dell’Hoffenheim, che lo strappò agli scozzesi e lo fece esordire in Bundesliga. Nelle due stagioni in terra tedesca, cominciò a maturare calcisticamente, tanto da stregare i dirigenti del Tottenham, che lo portarono in Inghilterra. Con la squadra inglese ha disputato 58 gare realizzando solo 8 gol, in quanto giocava lontano dalla porta. Ma il suo talento sbocciò non appena venne trasferito allo Swansea, che seppe farlo crescere ulteriormente, affinando la sua tecnica. Dal 2014 al 2017, prima di vestire la maglia attuale dell’Everton, ha disputato con lo Swansea più di 100 partite, siglando tra campionato e coppe varie, più di 30 gol. Nella scorsa finestra del mercato estivo, l’Everton ha versato nelle casse dello Swansea 45 milioni di sterline, per assicurarsi il calciatore islandese. In ambito nazionale, gioca in prima squadra dal 2010, ed ha certamente contribuito, alla storica impresa della qualificazione al mondiale in Russia.

2) La storia

La nazionale islandese prese vita nel 1921, ma il suo primo match, tra l’altro non ufficiale, fu disputato 10 anni più tardi contro le Isole Fær Øer. Il primo incontro ufficiale avvenne nel 1946, contro la Danimarca, dove vennero sconfitti per 3-0. Per i primi vent’anni di vita, la nazionale islandese non partecipò a nessuna qualificazione ad un mondiale ed europeo, fino al 1958, quando tentò quella per il mondiale. Il risultato fu pessimo, arrivando ultimi nel girone, senza nemmeno una vittoria e con un passivo di 26 gol. Delusi dai risultati negativi, non tentarono più le qualificazioni, tranne dal 1974 in poi, dove iniziò a partecipare a tutti i tornei di qualificazioni, sia continentali che mondiali. I risultati furono sempre sotto le aspettative, quando con l’arrivo del nuovo millennio, ed i primi risultati buoni ottenuti nelle qualificazioni all’europeo, che il governo islandese decise di puntare tutto sugli sport, in particolare il calcio. Si volle puntare sul calcio per combattere i problemi di alcolismo e tabagismo, che caratterizzavano gran parte della fascia giovane del paese. La costruzione di vari campi da calcio, soprattutto indoor per ovviare alle basse temperature, hanno fatto si che anche l’Islanda crescesse calcisticamente di livello. In tutto il primo decennio degli anni 2000, non riuscirono a qualificarsi per nessun torneo, ma si notò che il livello dei calciatori, cominciava a crescere e svilupparsi. La fase di ascensione arrivò dal 2014 in poi, poiché in quella occasione l’Islanda sfiorò l’impresa di qualificarsi al mondiale in Brasile. Nel 2015 cominciò il cammino per la qualificazione al mondiale di Russia, che abbiamo trattato all’inizio di questo editoriale, ottenendo poi la storica qualificazione classificandosi prima del proprio girone. In attesa di vederla al prossimo mondiale, l’Islanda ha stupito il mondo con la sua partecipazione all’Europeo del 2016, arrivando addirittura ai quarti di finale. Batté nel suo cammino europeo squadre come l’Olanda, l’Austria e addirittura l’Inghilterra, pareggiando con Ungheria e Portogallo, che poi vinse il torneo. A fermare l’Islanda, furono i padroni di casa della Francia, che svegliarono dal bellissimo sogno tutti gli amanti del calcio, dimostrando di essere stata una squadra di talento, di grandissima voglia ed onore, ma soprattutto di un assoluto rispetto.