Italia, 3 motivi per cui DI Biagio avrebbe dovuto convocare Mario Balotelli

La Nazionale è tornata ma, come di solito accade dopo una crisi, i dubbi sono molti di più rispetto alle certezze. Ormai è inutile girarci attorno: l’Italia calcistica è nel periodo più buio della sua storia e non parliamo solamente rispetto alla mancata qualificazione ai Mondiali in Russia. Squadre ancora poco competitive, campionato poco esaltante per gli appassionati stranieri, ben pochi giocatori di fantasia, infrastrutture arretrate: sembra proprio che il nostro paese, in totale parallelismo con la situazione socio-politica-economica, non riesca a stare dietro agli standard europei. Ecco allora che lo scetticismo generale comincia a degenerare, sopratutto se dopo mesi e mesi dall’allontanamento di Ventura ancora non si è riusciti a trovare un commissario tecnico degno come sostituto (anche se il caos intorno alla Federazione non ha aiutato). In vista delle prossime amichevoli contro Argentina e Inghilterra, a sedere sulla prestigiosa panchina italica ci sarà Di Biagio, ex selezionatore dell’under 21 nostrana con il sogno di poter essere confermato alla guida della squadra maggiore. Intorno alla convocazioni stilate dal tecnico sono stati creati 3 discorsi: il primo è il “ritorno” di alcuni senatori che invece avevano annunciato il ritiro (Buffon su tutti, ma anche De Rossi, che si è reso disponibile nonostante la mancata convocazione per scelta tecnica); il secondo è la mancanza, ancora una volta, di qualche nome di assoluto rilievo, sopratutto in confronto ad alcuni grandi top player delle nostre prossime avversarie; il terzo rimanda invece alla specifiche scelte di Di Biagio, con alcune chiamate discutibili (ne parliamo qua) che hanno fatto storcere il naso a chi sperava una vera e propria rivoluzione tecnica. Quest’ultima, a detti di molti noi compresi,  doveva innanzitutto partire da un giocatore: Mario Balotelli. L’attaccante sta disputando una grandissima stagione con il Nizza, trascinando i suoi compagni a suon di goal verso la qualificazione in Europa League. E’ vero che gioca in un campionato e in una squadra non proprio esaltanti, ma non si può negare di come sia, per qualità strettamente tecniche, il migliore attaccante italiano che abbiamo a disposizione. In particolare abbiamo voluto elencare 3 motivi per cui la mancata convocazione di Super Mario  ci sembra una vera e propria assurdità. Buona lettura.

Questa scena i tifosi del Nizza l’hanno vista molte volte in questa stagione…

I numeri del giocatore

Su 30 partite giocate dal Nizza in questa stagione di Ligue1, Balotelli ha confezionato ben 21 presenze segnando la bellezza di 14 goal, senza tuttavia nessun assist. Fa molto pensare la percentuale di passaggi riusciti, attorno al 74%, mentre quella relativa ai tiri gira attorno al 60%: numeri molto buoni per un ragazzo che in molti credevano capace solo di segnare davanti alla porta. Balotelli è migliorato tantissimo anche nella fase di interdizione, mostrando spesso la volontà di andarsi a recuperare il pallone per far ripartire i compagni. Ha infatti totalizzato il 50% di scivolate riuscite, con il 48% di contrasti vincenti (stessa percentuale per quelli aerei) e 6 palloni intercettati. Totale duelli in totale? 218. Anche sul versante distributivo ci sono numeri per nulla male: nonostante non abbia siglato nessun assist, i 530 passaggi totalizzati nel corso del campionato sono una prova decisiva di come l’attaccante stia cominciando ad entrare in maniera più significativa nel fulcro del gioco (si parla di 38, 46 passaggi di media a partita). Non si tratta ovviamente di numeri da “falso nueve” o trequartista, ma stiamo di fronte comunque ad una concreta evoluzione rispetto ai tempi di Manchester City e Milan. Ancora non tantissimi i cross messi a segno, solo 5, ma riguardo a questo punto è probabile che c’entri la disposizione tattica della formazione francese. Parlando di statistiche offensive, Balotelli ha una media di un goal ogni 119.7 partite, quasi quindi una siglatura a match, dimostrando una continuità in fase realizzativa notevole. La maggior parte delle reti è arrivata con il suo piede naturale, il destro, con 2 goal di testa e 2 di mancino. Essendo un punta pura è chiaro che, su 14 goal, ben 12 sono arrivati da dentro l’area, con un paio di timbri arrivati quindi dalla distanza. Buono anche il numero di dribbling effettuati, 21. Sul versante della disciplina c’è ancora molto da lavorare: l’attaccante italiano ha preso ben 8 cartellini gialli (tanti anche per un difensore) commettendo in tutto 46 falli. I numeri ottenuti in campionato si ripetono anche in altre competizioni: in Europa League Balotelli ha siglato ben 6 goal in 7 partite, segnando anche nella Coppa di Lega. Nonostante la Ligue1 non sia esattamente il campionato più complesso al mondo, i numeri mostrati sono di certo uno specchio realistico di come Balotelli stia effettivamente tornando a grandi livelli: fa pensare il fatto che, al suo posto, siano stati invece portati giocatori come Belotti o Verdi, che di certo non stanno attraverso un periodo molto più felice del talento scuola Inter.

Il nostro editoriale potrebbe benissimo essere riassunto con questa immagine e basta.

Questione di modulo

Un’altra considerazione fa fare riguarda la specifica situazione tattica della nostra nazionale. Uno dei più grandi problemi del nostro calcio è la mancanza di ali, ovvero quello che è probabilmente il ruolo più importante per il calcio moderno, fatto di 4-3-3 e 4-2-3-1. In concomitanza con questo fattore, il nostro paese è stato inondato da una grandissima quantità di punte centrali di buona qualità (ma nessun fenomeno) che si sono contese il posto ogni volta per il 3-5-2 od il 4-4-2 proposto dai precedenti commissari tecnici. Il problema di fondo è che i vari Belotti, Immobile e Cutrone, sono tutti calciatori abituati a giocare come singole punte nelle rispettive squadre, accompagnate da 2 ali per costituite i tanti amati moduli a tre punte citati a inizio paragrafo. Chi mastica un po’ di calcio saprà bene che giocare con una punta a fianco è ben diverso rispetto all’avere due esterni alti che si inseriscono sulla fascia. Non è un caso che, agli Europei scorsi, abbia trovato continuità assoluta Eder: l’italo brasiliano  ha come ruolo naturale quello della seconda punta, permeandosi bene nel 3-5-2 di Conte. I vari esperimenti con 2 punte di peso sono invece falliti e hanno creato una manovra offensiva poco veloce e fluida. Cosa c’entra Balotelli in questo discorso? Semplice, perché Mario è un giocatore un po’ particolare. Nonostante le movenze e fattezze di un attaccante di peso (stiamo parlando di un metro e novanta di giocatore), l’ex Inter ha sempre dimostrato di giocare meglio quando affiancato da un suo simile vicino, in un attacco a 2: al City, ad esempio, fece molto bene quando veniva schierato in coppia con Edin Dzeko (chissà che non possa ritrovarlo alla Roma il prossimo anno…) mentre in Nazionale ha trascinato, con Cassano accanto, l’Italia alla finale degli Europei. E’ un tipo di calciatore a cui piace infatti dialogare con un compagno vicino, in quanto Balotelli ama stoppare, difendere il pallone e far salire la squadra: avendo un’altra punta affianco a lui, può attirare a sé i difensori avversari per far smarcare il proprio compagno e costruire pericolose azioni offensive. Inoltre ha dimostrato varie volte di essere molto forte nel dribbling stretto: con un compagno a fianco riesce spesso a sfruttare una maggiore densità amica nell’area avversaria, potendosi permettere di avere maggiore libertà e spazio per dribblare e tirare, senza la paura di essere triplicato. E’ quindi evidente di come l’Italia, potendosi permettere al momento solo moduli a 2 punte, non possa prescindere dallo schierare una vera e propria seconda punta che, stranamente viste le caratteristiche fisiche, Balotelli è.

E’ veramente questo il problema per cui Balotelli non viene convocato?

Una svolta a livello mentale

L’ultimo e breve punto riguarda invece una considerazione a livello mentale: l’Italia, con questi 23 giocatori, ha ancora parecchie scorie dei rovinosi gironi per le qualificazioni ai mondiali in Russia. Alcune gradite novità (Cutrone?) fanno sicuramente piacere e danno speranza per il futuro, ma in questa nazionale non c’è nessun giocatore che possa far parlare la Nazionale di sé, nessun calciatore che richiami l’attenzione di un tifoso estero per dire: “Ehi, gioca l’Italia, sono curioso di vederla!“. L’Italia non è attraente, non fa rumore, non desta curiosità. Ci crea perplessità anche la rinnovata convocazione di Buffon: sappiamo benissimo che il n.1 della Juventus sia ancora uno dei migliori al mondo, ma la disfatta svedese doveva essere una motivazione in più per attuare un cambio generazionale totale, sopratutto in un ruolo in cui siamo ben coperti. Perché Balotelli non è stato convocato? La “mafia” all’interno dello spogliatoio azzurro non lo ha voluto? Magari, almeno sappiamo già le identità delle prime erbacce da estirpare, il commissario tecnico in primis, piegato a queste regole interne che non fanno altro che gettare fango sulla nostra realtà. Noi crediamo che non sia così e proprio per questo è strana questa mancata chiamata: siamo di fronte a due amichevoli dopo una incredibile disfatta contro due grandi concorrenti che si giocheranno il mondiale da protagoniste. Tu, Di Biagio, probabilmente hai pochissime chance di essere confermato, ovvero vincere e convincere in queste due partite: riuscire ad ottenere questi risultati, grazie e con Balotelli, sarebbe un segnale fortissimo da dare alla Federazione: “Ehi guardate, sono riuscito a vincere contro Argentina ed Inghilterra riuscendo a rimettere Balotelli nel giro della Nazionale, cosa che non è riuscita né a Conte né a Ventura!“. Ci appare quindi inspiegabile questa scelta, proprio perché Di Biagio non ha nulla da perdere (al massimo torna all’Under 21) e per guadagnare ha bisogno dell’azzardo, del rischio. E quando si parla di rischio, chi se non Mario Balotelli è più adatto?