Italia, la conferenza stampa di Giampiero Ventura e Gianluigi Buffon

Questa sera alle 20.00, dopo la conferenza stampa del ct della Svezia Andersson, ci sarà anche quella di Giampiero Ventura, che parlerà in vista del match di domani sera valido per la qualificazione ai Mondiali di Russia 2018. Vi ricordiamo che potrete seguire la telecronaca live del match con RadioGoal24 sul sito www.radiogoal24.it e sulla pagina Facebook di RadioGoal24 a partire dalle 20.30.

 

Sulle parole pre-gara:

Gli dirò andate e vincete (ride, ndr). Non c’è bisogno di parole, solo serenità e convinzione. Sono componenti che fanno già nel bagaglio di ogni giocatore. Le parole non fanno risultato”.

Sulle sensazioni:

Ho pensato che ero soddisfatto per ciò che è stato fatto dal giorno del mio arrivo, lavoriamo per andare a giocarci la partita in Spagna. A Madrid abbiamo perso, contro una squadra più forte di noi. Si poteva perdere meglio o peggio, ma sempre perdere era. Dopo quella gara c’è stato un cambiamento di tante situazioni. In realtà non riflettevo durante il volo, l’ho fatto prima di andare a Coverciano. Prima della Spagna avevamo convinto tutti quanti che potessimo giocarcela anche con loro. Poi abbiamo scoperto che in quel preciso momento non era così facile. Lì dovevamo arrivare secondi e possibilmente nelle prime quattro, cosa successa. Dopo gli spareggi faremo i commenti”.

Sulla gara più eccitante della carriera:

Lo stato d’animo è grande tranquillità. D’altronde è vero, è la più eccitante e importante, c’è mezzo Mondiale in ballo, visto che è andata e ritorno”.

Sulla partita:

Noi dobbiamo fare gol, è una gara che si gioca in 180 minuti, serve segnare almeno una rete. Non sento il rischio di non centrare la prestazione perché è stata preparata non dico in maniera ottimale, ma quasi. La Svezia è organizzato, con giocatori di qualità, ma dall’altra parte c’è l’Italia che vuole e andrà ai Mondiali”.

Sulla settimana di lavoro:

Dopo le prime ore di Coverciano ho già detto come ci fosse voglia di fare, di andare ai mondiali. Abbiamo lavorato per questo, c’è grande convinzione da parte di tutti e siamo convinti che ci andremo. Noi abbiamo grandissimo rispetto della Svezia, si sono guadagnati i playoff”.

Sulla formazione post Zaza e su Belotti:

Ha avuto un piccolo problema, non disperiamo e ci proviamo. Se sta bene gioca, sennò cerchiamo di recuperarlo per lunedì. Belotti sta decisamente meglio, era reduce da due partite con poco allenamento, quindi non era al massimo della condizione”.

La parola passa al capitano azzurro:

Sulla Svezia senza Ibra:

Mi sembra più responsabilizzata negli undici giocatori che entrano in campo, Ibrahimovic è un accentratore, tutto sarebbe passato da lui. In molti sono più liberi di tentare qualcosa di diverso. È ugualmente da temere, quando parli di Ibra parli di uno dei pochi che poteva vincere da solo”.

Sul biscotto del 2004:

Per noi non è più un problema, sono passati tantissimi anni. Alla fine la vita va avanti e, come ho detto a un giornalista italiano qualche giorno fa in un’intervista, se noi siamo andati fuori da quell’Europeo è perché avremmo dovuto e potuto fare meglio prima. Se una nazionale non ha il proprio destino in mano vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato”.

Sulle differenti pressioni:

Non farei cambio, al di là di tutto è normale che loro si avvicinino a questo evento con questo tipo di entusiasmo, di leggerezza, perché c’è una storia diversa tra le nazionali. Però qualche nostro giocatore trova giovamento nella pressione, entrambe le squadre daranno fuori il meglio di loro, noi sotto pressione e loro alleggeriti”.

Sull’assenza del Var:

“Diciamo che è molto strana questo processo di introduzione, in certi paesi è già stato introdotto, in altri no. Ora in Italia se ne sta facendo un buon uso, che in partite internazionali di questo tenore non ci si possa avvalere di una tecnologia determinante… la posta in palio è alta”.

Sulla sfida nella sfida:

È particolare perché era da molto tempo che non facevamo i playoff, è normale incontrare la Svezia in questa doppia partita renda tutto più eccitante. Sono due gare che ci potrebbero permettere di staccare il pass per una competizione grandiosa, alla quale teniamo moltissimo. L’Italia è abbonata, ci teniamo tantissimo, dobbiamo fare il massimo perché questo abbonamento continui e duri”.

Sulla Svezia:

La partita più importante che ho giocato contro di loro era quello dell’Europeo 2004, pur avendo pareggiato non ho un bel ricordo. Ogni tanto abbiamo anche perso, la prima volta che ho affrontato la Svezia, qui, ci abbiamo perso 1-0. Sono sempre squadre che vanno rispettate, non regalano nulla, sono solide. Hanno la giusta qualità, fanno sempre la loro partita. Questo significa che per batterle devi giocare un’ottima gara”.

Sulle motivazioni:

I giocatori trovano motivazioni con i traguardi, che sono i sogni fin da bambino. Finché riusciranno a darmi quell’entusiasmo, quella motivazione, per continuare a giocare… lo farò. Se dovesse andare bene mi darà una grande gioia, nell’altro caso non ne voglio parlare…”.