Lazio, le parole di Inzaghi nel post partita

Simone Inzaghi, allenatore della Lazio, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport al termine del match contro il Crotone: “Abbiamo perso un occasione, senza dubbio. Era il primo di due match point, sapevamo che non sarebbe stato semplice. Abbiamo preso due gol che potevamo evitare. Ci sarà ancora da soffrire, ci giocheremo tutto nel nostro stadio Noi giocheremo per vincere, poi è normale che avendo due risultati su tre si è più tranquilli. Ma potrebbe essere uno svantaggio. Era destino, ora ce la giocheremo all’ultima”.

“Parolo e Immobile? Adesso vedremo, lo stesso Lukaku e Luis hanno qualche problema. Cercheremo di portarli tutti al meglio, poi deciderò in base alle loro condizioni”.

 

“Manca equilibrio? Noi andremo in campo per fare la gara. Oggi abbiamo fatto così, abbiamo avuto tante occasioni con Caicedo e Milinkovic. Prepareremo bene questa partita, sarà fondamentale. Abbiamo fatto tantissimi punti, in altre stagioni sarebbero bastati. Dobbiamo cercarne di farne un altro per meritare la Champions”.

 

“Cosa sta vivendo de Vrij? Una settimana normale, ho la responsabilità tecnica di questa squadra. Sceglierò la formazione e domenica scioglierò il dubbio. De Vrij è un grandissimo professionista. Sono molto contento di averlo allenato, domenica farò delle valutazioni. Oggi ha dato il massimo, ha onorato al meglio la maglia”.




Hellas Verona e Benevento, 5 giocatori che potrebbero far comodo in Serie A

Hellas Verona e Benevento diranno ufficialmente addio alla Serie A solo un anno dopo la promozione: entrambe le formazioni sono ormai matematicamente retrocesse in Serie B, dopo un campionato turbolento e fatto di alti e bassi. La rivoluzione in attacco della squadra di Pecchia non ha portato ai risultati sperati, con lo stesso tecnico che è stato spesso criticato anche dai propri tifosi. Situazione diversa quella delle Streghe: dopo un mercato di gennaio intensissimo e fatto di grandi colpi, la squadra di De Zerbi ha raggiunto un livello di preparazione tecnica e tattica apprezzabile; peccato per le prestazioni disastrose del girone d’andata. Nell’approfondimento di oggi andremo a scoprire quali giocatori delle due squadre hanno dimostrato di meritarsi un futuro in Serie A già dalla prossima stagione, senza quindi dover retrocedere con la propria società.

Sandro

L’ex centrocampista del Tottenham, con le sue 12 presenze stagionali, ha convinto tutti sotto ogni punto di vista: tecnico, tattico e soprattutto mentale. L’arrivo a gennaio del brasiliano ha incrementato la qualità della zona nevralgica del Benevento, tanto da renderlo da subito fondamentale per il gioco di De Zerbi. L’esperienza internazionale del 29enne può beneficiare a molte squadre di media classifica, se non anche di qualche big: infatti, tra le altre, anche Inter e Milan hanno già chiesto informazioni alla società sannita. Attenzione anche a Valencia e Atletico Madrid.

Brignola

Il 18enne di Caserta si è subito dimostrato all’altezza della Serie A: i tre goal in campionato, e soprattutto la costanza nelle prestazioni, hanno permesso all’esterno del Benevento di far sempre parte della prima squadra e di acquisire la fiducia di De Zerbi nel corso della stagione. La velocità e l’imprevidibilità che può dare alla manovra offensiva, hanno convinto Napoli, Fiorentina e Milan a monitorare il giocatore con molta attenzione e a provare ad avviare una trattativa con le Streghe in vista della prossima stagione.

Diabaté

Il gigante maliano, arrivato a gennaio dall’Osmanlispor, ha esordito in Serie A segnando un goal decisivo contro il Crotone, per poi sorprendere tutti con tre doppiette consecutive contro Juventus, Hellas Verona e Sassuolo. Difficile pensare che il trentenne possa scendere in Serie B, anche perchè sull’attaccante si è già fatta avanti la Sampdoria, in vantaggio su Sassuolo e Cagliari. Il suo senso del goal e la sua altezza sui calci piazzati possono risultare decisivi per molte squadre.

Romulo

Sarebbe quasi superfluo elencare le qualità del capitano dell’Hellas: le 110 presenze in Serie A (di cui 5 alla Juventus) e gli 11 goal segnati nel nostro campionato parlano per lui. In questo caso resta da capire la volontà del giocatore, che pare molto legato alla società veronese, con cui ha raccolto 112 presenze dalla sua prima esperienza nella stagione 13/14. Le pretendenti non macano di certo: già a gennaio, l’esterno ha rifiutato offerte dal Messico, dalla Cina e soprattutto da una big italiana, di cui però non è filtrato il nome.

Caracciolo

L’ex difensore di Genoa e Brescia, nonostante la sua squadra abbia la seconda difesa peggiore del campionato con 75 goal subiti, ha dimostrato di poter dare ancora tanto in una formazione dove la difesa sia ben costruita ed efficente. Nel corso della stagione è sato molto prezioso sui calci piazzati, anche per quanto riguarda quelli offensivi: i goal decisivi nelle vittorie contro Milan e Chievo Verona, due squadre che hanno difensori esperti e navigati, ne sono una dimostazione.




Atalanta, l’importanza di avere il Gasp

Un progetto saldo e basato su principi forti come la maturazione dei giovani e la voglia di dimostrare non può non avere un capo degno di questo nome, un capo di vedute aperte, calcolatore, curatore anche del più piccolo dettaglio, padre padrone e uomo di cuore ed intelligenza. Sommiamo tutte queste caratteristiche e facciamo un solo ed unico nome, Gian Piero Gasperini. E il progetto saldo è facile da individuare, l’Atalanta Bergamasca Calcio, la squadra rivelazione ormai da due stagioni di Serie A.

Andiamo per gradi ad individuare i grandi meriti del Gasp nel successo neroazzurro, che negli ultimi anni non solo ha raggiunto i migliori risultati orobici della storia, ma ha anche creato una nuova generazione di campioni da cui attingono le big e le nazionali maggiori per il proprio futuro.

I RISULTATI, ANCORA UNA VOLTA

Due stagioni esaltanti, iniziate nel giugno del 2016, dopo una stagione anonima con alla guida Edy Reja, un quarto posto, una semifinale di Coppa Italia eliminando il Napoli e i sedicesimi di Europa League contro il Borussia Dortmund, dopo aver passato un girone di ferro con squadre decisamente più blasonate.

Ma la cosa più complicata era ripetere risultati simili in questa stagione, con un’annata fisicamente probante ed estenuante sia dal punto di vista fisico che mentale: bisognava fare una scelta, rinunciare al possibilità di ripetere un campionato stellare come quello appena passato oppure affrontare l’Europa League come una semplice passerella. Ma i grandi allenatori sono quelli che riescono ad onorare tutte le competizioni (non ce ne voglia Sarri) e Gasperini ci sta riuscendo, lottando con il Milan dei 200 milioni per il mercato per un posto in Europa League, forse anche più meritato rispetto ai rossoneri.

Non che l’Atalanta non abbia avuto periodi no, soprattutto nel post-Borussia, ma è riuscita al momento giusto a trovare le giuste energie per tornare in alto e lottare fino all’ultimo per la prossima Europa League anche grazie all’utilizzo dei super-giovani di Zingonia. E proprio questo è il prossimo punto.

L’ORO DI ZINGONIA

LAZIO-ATALANTA 06-05-2016 ESULTANZA DI MUSA BARROW. SILPRESS

 

Barrow, Mancini, Bastoni, Vido e  Melegoni, cinque nomi per il futuro atalantino che in questa stagione sono stati lanciati da Gasperini.  In particolare i primi due citati, Barrow e Mancini, sono entrati in pianta stabile nello scacchiere atalantino, con l’attaccante gambiano in particolare che ha superato nelle gerarchie offensive giocatori come Petagna e Cornelius e che soprattutto ha iniziato a segnare: Mancini, invece, ha avuto numerose chance, condite anche dal primo goal in Serie A, regalando la vittoria nella gara contro il Chievo. Per Gasperini non è una novità, dopo aver lanciato giocatori come Spinazzola, Caldara, Kessiè, Grassi, Conti, Gagliardini e Petagna. Per gli altri citati c’è stato meno spazio ma si sono intraviste già le possibilità per continuare con il ciclo di enfant-prodige di zingoniana fattura.

UN NUOVO CALCIO TOTALE?

La citazione è pesante, parlare di calcio totale per una squadra di provincia è probabilmente azzardato, però sembra talmente veritiero: stiamo parlando di una squadra che gioca con una difesa a tre con due esterni molto alti e tre attaccanti, con un centrocampo senza giocatori solo di distruzione ma soprattutto dall’alto tasso tecnico e tattico. Tutti attaccano e tutti difendono: 10 goal segnati dai difensori in rosa, 4 gli assist di Toloi, centrale puro, con soli 34 goal subiti, quinta miglior difesa del campionato. Una squadra che non ha un vero e proprio bomber, i goal sono equamente distribuiti tra Ilicic, Gomez e Cristante. Su quest’ultimo andrebbe scritto un articolo a parte, tatticamente l’arma in più di Gasperini, inserimento, tecnica, capacità di salto, senso del goal e tanti assist. Il gioco è veloce, fluido, sviluppato sulla capacità di portare palla dei tre dietro e la capacità di trasformare e veicolare le azioni del Papu Gomez, quest’anno in veste quasi di vecchio 10 all’italiana, tra le linee ad aprire il campo per gli spunti di Ilicic e Cristante o per attivare le frecce Hateboer, Goosens, Spinazzola e Castagne. Aldilà poi del dominio territoriale il gioco di Gasperini mette in difficoltà anche la squadra più preparata difensivamente.

MI CHIAMO GIAN PIERO E CREO CAMPIONI

Genoa forward Diego Milito, of Argentina, left, is hugged by coach Gian Piero Gasperini at the end of a Serie A soccer match between Genoa and Lecce, in Genoa’s Luigi Ferraris stadium, Sunday, May 31, 2009. Milito will be going to Inter Milan at the end of the season. (AP Photo/Italo Banchero)

Dulcis in fundo la capacità maggiore del Gasp è quella di trasformare buoni giocatori in grandi giocatori. Non si parla dei giovani, ma di quei giocatori che dopo una carriera di alti e bassi riescono finalmente ad esprimere tutto il loro potenziale sotto la sua guida. Questa stagione è capitato ad Ilicic, mai stato così decisivo, la scorsa al Papu Gomez, devastante in zona goal, prestazioni da 10 in pagella con tanto di convocazione in nazionale argentina a fine stagione. Non solo a Bergamo, anche a Genova il Gasp ha creato giocatori che in carriera hanno vinto trofei su trofei: Criscito, Borriello, Papastathoupolos, Thiago Motta, Diego Milito, Palacio, Boateng, Miguel Veloso, Sturaro, Bertolacci, Kucka, Perotti, Iago Falquè, Rincon. Nulla da aggiungere, i nomi parlano da soli.

In una carriera così ampia l’unica macchia rimarrà aver allenato forse la peggior Inter degli ultimi anni, in futuro magari sarà bello vederlo con una squadra da Champions; oppure no, lasciatecelo lì a Bergamo, a regalarci la favola Atalanta.




Lazio, come reinvestire i soldi se parte Milinkovic-Savic

E’ di qualche giorno fa la notizia, arrivata direttamente dall’Inghilterra, della trattativa iniziata tra la Lazio e il Manchester United per portare Milinkovic-Savic alla corte di Mourinho. Come si può leggere nelle pagine del Sun, i Red Devils sarebbero pronti a investire fino a 90 milioni di euro (80 milioni di sterline) per arrivare al centrocampista serbo, di cui è rimasto stregato l’ex tecnico dell’Inter. Lotito e Tare hanno sempre dichiarato incedibile l’ex giocatore del Genk, a meno che non arrivino offerte folli, e questa sembra proprio una di quelle. Nell’approfondimento di oggi, andremo a capire come e dove i biancocelesti potrebbero reinvestire la cifra incassata dalla vendita di Milinkovic-Savic

Il sostituto

Secondo le testate giornalistiche italiane, il principale obiettivo per sostituire il serbo sarebbe Bryan Cristante, centrocampista dell’Atalanta. Il 23enne sta disputando la sua miglior stagione in Serie A, condita da 12 goal in 45 presenze, considerando anche Europa League e Coppa Italia. Sull’ex giocatore del Milan c’è anche il forte interesse della Juventus, destinazione su cui però il giocatore pare scettico, in quanto poco convinto di trovare spazio a sufficenza durante la prossima stagione. Ecco perchè Roma sarebbe una destinazione gradita, così come la corte di Inzaghi, che è riuscito a valorizzare Luis Alberto e proprio Milinkovic-Savic, due giocatori che Cristante potrebbe andare a sostituire sullo scacchiere biancoceleste. Per acquistare il cartellino dell’ex Benfica, servono circa 25-30 milioni di euro.

Un difensore centrale

La partenza a parametro zero di de Vrij, impone alla Lazio di cercare un difensore centrale di alto livello che vada a colmare il buco che lascerà l’olandese. Tare ci sta lavorando ormai da molti mesi e la lista dei nomi continua ad allungarsi: Terziev del Ludogorets o Douglas del Dnipro, ma anche Felipe del Corinthians o Doria del Marsiglia. Ci sono pure altri candidati o idee come Heurtaux dell’Udinese o Rugani che non trova spazio nella Juve. Proprio quest’ultimo, nonostante sia l’obiettivo più difficile da raggiungere, potrebbe essere il degno sostituto di de Vrij. Difficile che i bianconeri lo cedano per una cifra inferiore ai 30 milioni di euro, ma con 90 milioni incassati e la partenza di un difensore di alto livello, sarebbe quasi un obbligo provare ad avviare una trattativa con la Juventus.

 




Lotta Europa League: tutti gli scenari possibili

Sei punti a disposizione, due posti in palio e quattro squadre in gara. E’ questo il quadro generale per la corsa in Europa League che vede protagoniste Milan, Atalanta, Fiorentina e Sampdoria. In prima linea c’è la formazione allenata da Gattuso a quota 60 punti, subito dopo l’Atalanta a meno uno dai rossoneri e sesti in classifica, poi Fiorentina e Sampdoria. La squadra di Giampaolo è sicuramente quella messa peggio: a due giornate dalla fine del campionato si trova a meno sei dal Milan e a meno cinque dai bergamaschi. Per la stagione di Champion’s 2018-2019 l’accesso diretto sarà a disposizione solo delle prime quattro squadre classificate, mentre per l’Europa League la situazione resta la stessa dello scorso anno:  solo dal sesto posto in poi si partecipa alla competizione europea. Per quanto concerne la Coppa Italia che si giocherà domani sera a Roma, la vincitrice accede direttamente ai gironi, insieme alla quinta in classifica. Scenario diverso, invece, per la squadra che si qualifica sesta in campionato, la quale parteciperà ai preliminari. Se, ipoteticamente, la Coppa Italia verrà vinta da una squadra che il prossimo anno giocherà in Champions League, in questo caso si tratterebbe della Juventus, un posto in Europa League si potrebbe liberare facendo spazio alla settima classificata: in questo momento sarebbe l’Atalanta a quota 59 punti. Domani con la finale di Coppa Italia da giocare si potrebbero, quindi, aprire diversi scenari:

Il primo è che se il Milan dovesse arrivare quinto o sesto in campionato, l’esito della finale non avrebbe ripercussioni per i rossoneri sulla qualifica diretta in Europa League, i quali andrebbero subito a disputare la fase a gironi.

In una seconda ipotesi, se il Milan arrivasse a fine campionato settimo in classifica, allora in quel caso l’esito della finale di Coppa Italia di domani sarebbe rilevante sulla qualifica in Europa League, infatti, se i rossoneri dovessero vincere andrebbero direttamente a giocare il girone e i preliminari toccherebbero alla sesta qualificata. Se la squadra di Gattuso, invece, dovrebbe piazzarsi ottava in campionato, il risultato della gara di domani sarà fondamentale per accedere alla competizione europea. Se i rossoneri dovessero battere la Juventus domani in finale, allora, la quinta e il Milan sarebbero qualificate ai gironi mentre i preliminari andrebbero alla sesta.

In campionato la Sampdoria affronterà negli ultimi turni di campionato il Napoli in casa e la Spal in lotta per non retrocedere, la Fiorentina invece sarà impegnata con il Cagliari e con il Milan, match importante in chiave Europa League. Per quanto concerne l’Atalanta dopo il fondamentale pareggio con la Lazio, si scontrerà con il Milan e l’ultima con il Cagliari, mentre i rossoneri, dopo la Coppa Italia, affronteranno due scontri diretti che potrebbero dire molto sulla fine di questa corsa verso l’Europa.
A due giornate dalla fine del campionato questo è il contorno delle squadre ancora in corsa per un piazzamento in Europa League, da quanto riportato, la situazione migliore la potrebbe vivere il Milan, in quanto ha due occasioni importanti per accedere alla competizione.

 




Napoli, le parole di Sarri nel post partita

Maurizio Sarri, allenatore del Napoli, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport al termine del match contro il Torino: “Oggi partita stupenda, abbiamo commesso due errori madornali in difesa, ma abbiamo fatto bene. C’era il rischio di fare una gara senza grande determinazione perché la situazione-scudetto era praticamente conclusa, invece io ho visto un Napoli pimpante, che ha palleggiato per tutta la partita. Forse questa di oggi è stata tra le migliori degli ultimi due mesi. Replica De Laurentiis? Non ho nulla da replicare. Il presidente è la persona che mi ha fatto allenare la squadra per cui facevo il tifo da bambino, più grande soddisfazione della mia vita. Mi dispiace se non è contento, ma io mi sento la coscienza apposto. Ho fatto tutto nel bene della squadra, tutto per fare il maggior numero di punti nella manifestazione che sta più a cuore ai napoletani. Se rifletto sul futuro? Non certo per le sue parole. Se lui non è contento mi interessa fino ad un certo punto. Ci sono da fare delle valutazioni che vanno in altri campi. Tanto se resto ci saranno altre esternazioni così, fa parte dei ruoli, so che è così. Mi dispiace per Spalletti che è stato tirato in ballo per le sostituzioni fatte all’Inter (ride, ndr). La notizia sulle dimissioni? Dimettermi quando? Non riesco nemmeno a comprenderlo sinceramente. Dovrei dimettermi a due giornate dalla fine, ma di che stiamo parlando? E’ inutile continuare su questo argomento. Non c’è niente da aggiungere. Su De Laurentiis non posso dimenticare questa gioia che mi ha dato facendomi allenare il Napoli, se è contento sono più felice, ma se non lo è ad un certo punto pazienza. De Laurentiis? State parlando tutti come se avessimo litigato. Io e il presidente non abbiamo litigato. Qui la piazza è stupenda, oggi c’erano 50mila spettatori e ci hanno fatto una festa stupenda. Poteva essere una gara triste, invece è andata così e più di questo ai tifosi non possiamo chiedere. Io della gara di oggi sono contento, c’era il rischio di fare una partita estremamente scarica. Abbiamo la responsabilità di non aver vinto per due errori in difesa che si potevano evitare, ma non possiamo parlare di una brutta partita”.

 




Torino, le parole di Mazzarri nel post partita

Walter Mazzarri, allenatore del Torino, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in conferenza stampa al termine del match contro il Napoli: “Il primo tempo sono stato contento per la fase difensiva, il Napoli crea almeno 5-6 palle gol. I ragazzi hanno fatto bene, mi sono un po’ arrabbiato perché eravamo contratti. Abbiamo fatto errori tecnici in fase di impostazione, ci siamo messi in difficoltà da soli. Nella ripresa ho detto di giocare come sappiamo, abbiamo fatto bene. I singoli? Altre cose sono andate bene, altre meno. Le valutazioni devo darle alla società per il Torino del futuro quando il campionato sarà finito. Se il Napoli puo’ fare di più? Non mi permetto di parlare di questo, non voglio metter bocca. Consegnai il Napoli in un modo eccezionale, facemmo cose strepitose in quei quattro anni. Mi auguravo che il Napoli rimanesse ad alti livelli per sempre, è successo. Tutto iniziò dal grande lavoro di quei quattro anni. Facemmo davvero bene, per il club e per programmare il futuro. Per altri aspetti, non voglio metter bocca. Qualche rimpianto nella mia carriera? Sì, uno. Non guardai le scelte tecniche, dopo Napoli avrei dovuto restare fermo. era logico, ma quando mi fermai una mi chiamò e la scartai. Nell’altra non avrei dovuto andarci, non era il momento storico adatto. Il Torino è stato scelto dopo aver fatto esperienza, Napoli è stata importante. ra vedo tutto positivo, il tempo ha fatto capire che avevo fatto bene anche in quella scelta professionale. Poi sono andato all’estero, ho fatto bene anche lì, al Torino ho avuto la sensazione di poter fare bene. Sarà il tempo a stabilirlo. Belotti? Ho fatto capire che non avrebbe giocato, lui e Falque non sono da scoprire. La classifica per noi è definita, volevo fare delle verifiche. Bisogna ricordarsi che la squadra deve essere equilibrata, soprattutto quando si giocano contro grandi squadre”.




Atalanta, le parole di Gasperini nel post partita

Gian Piero Gasperini, allenatore dell’Atalanta, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport al termine del match contro la Lazio: “Oggi abbiamo disputato una grande partita contro la Lazio, potevamo chiudere il discorso Europa. Abbiamo giocato una gara straordinaria per numero di prestazioni e per occasioni. Abbiamo sofferto solo qualche minuto dopo il pareggio, ma nel complesso abbiamo creato tante opportunità. Ora quella col Milan sarà una gara importantissima. Finale di stagione? Ci arriviamo bene. Volevamo arrivare a questo match in modo che potesse essere importante e lo sarà. Peccato per oggi, Strakosha s’è reso protagonista di grandi interventi. Un po’ di rammarico c’è, ma da domani ci prepariamo. Barrow? E’ un ragazzi di 20 anni e ha tanti margini di miglioramento. Ma il suo primo controllo è sempre orientato a calciare in porta e questo lo porta a fare dei gol. E’ un ragazzo che vede la porta, ci sta dando una spinta in più. Ilicic il mio Douglas Costa? In questo momento si, è stato fuori parecchio per un infortunio ma ha grandissima qualità. Oggi per lui non era la gara da 90 minuti, ma ogni volta che è in partita crea pericoli. In questo momento è efficace così, ma è fortissimo anche quando gioca dall’inizio. Gomez? Il Papu oggi è stato sfortunato, è in grandissima condizione. Oggi non dobbiamo essere delusi perché abbiamo giocato davvero bene e come risultato è girata davvero male. Mancano due partite e le giocheremo al meglio.”




SPAL, le parole di Semplici nel post partita

Leonardo Semplici, allenatore della SPAL, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Rai Sport al termine del match contro il Benevento: “C’era un po’ di tensione. Abbiamo impostato la partita per non subire grosse occasioni da gol. Siamo partiti coperti, per sfruttare le nostre caratteristiche. La partita si è messa nel canale giusto, tre punti che ci avvicinano al nostro traguardo. I risultati utili consecutivi hanno fatto capire ai ragazzi le loro capacità. Ci siamo cementati nelle difficoltà, siamo in corsa per questo traguardo che sembrava molto difficile. Noi ci crediamo, ce lo vogliamo andare a prendere. Il calendario? Temo i prossimi impegni in maniera particolare, loro giocano liberi. Noi non possiamo farlo. Hanno squadre molto differenti dalla nostra, cercheremo di prepararci al meglio. Noi guardiamo a casa nostra per fare più punti salvezza. È stato un percorso difficile, tanti esordienti. I ragazzi sono maturati. Ci stiamo riuscendo e si stanno vedendo i frutti. Rimaniamo con i piedi per terra, pensiamo alla partita contro il Torino”.





Genoa, le parole di Ballardini nel post partita

Davide Ballardini, allenatore del Genoa, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in conferenza stampa al termine del match contro la Fiorentina: “Espulsione di Pandev? Non l’ho rivisto. Certo è che in parità numerica eravamo andati in vantaggio. In inferiorità numerica, avendo speso molto contro una squadra che si giocava molto, c’è stata poca logica. Bravi ai giocatori del Genoa. Rossi? Siamo tutti contenti per lui. Per il ragazzo che è, per la sfortuna e speriamo che da qui in avanti possa fare bene. Prove per il prossimo anno? Abbiamo fatto delle grandi partite con il 3-5-2, poi ci sta durante la partita che si facciano dei cambiamenti perchè la partita te lo dice. Pensiamo a finire bene questa stagione e a fare delle buone partite. Oggi il Genoa ha fatto una partita di grande generosità e, fino all’espulsione di Pandev, di grande qualità di gioco. Si può ripartire e si può già pensare che si intravveda qualcosa per la stagione prossima. Questa squadra però non va stressata perchè ha dei giocatori con delle caratteristiche e se non sei compatto fai fatica. Il presidente? E’ insuperabile. E’ un attore, un cantante, è bravissimo a fare il suo mestiere. I devo solo far bene il mio e, torno a dire, non è importante la conferma di un allenatore ma quello che c’è dietro. Con questi ragazzi che hanno fatto benissimo, bisogna completare la rosa e cercare di fare meglio. Questa passione che c’è intorno ad un club importante come il Genoa merita grandi giocatori”.