Probabili formazioni Serie A: 38° giornata

Il 38° turno di Serie A inizierà sabato 19 maggio alle h. 15.00 con l’anticipo Juventus-Hellas Verona e si concluderà con i due posticipi Lazio-Inter e Sassuolo-Roma, in programma alle h. 20.45 di domenica 20 maggio. Andiamo a vedere nel dettaglio le probabili formazioni della 38° giornata di Serie A.

 Probabili formazioni Serie A

Juventus-Hellas Verona, sabato 19 maggio h. 15.00

Probabile formazione Juventus (4-2-3-1): Buffon; Lichtsteiner, Benatia, Barzagli, Alex Sandro; Marchisio, Matuidi; Douglas Costa, Dybala, Mandzukic; Higuain. Allenatore: Allegri

Probabile formazione Hellas Verona (4-3-3): Nicolas; A. Ferrari, Caracciolo, Vukovic, Souprayen; Romulo, Zuculini, Fossati; Verde, Cerci, Fares. Allenatore: Pecchia

Genoa-Torino, sabato 19 maggio h. 20.45

Probabile formazione Genoa (3-5-2): Perin; Izzo, Rossettini, El Yamiq; Biraschi, Bertolacci, Veloso, Hiljemark, Omeonga; Medeiros, Lapadula. Allenatore: Ballardini

Probabile formazione Torino (3-4-1-2): Sirigu; Burdisso, N’Koulou, Moretti; De Silvestri, Rincon, Baselli, Ansaldi; Ljajic; Iago Falque, Belotti. Allenatore: Mazzarri

Cagliari-Atalanta, domenica 20 maggio h. 18.00

Probabile formazione Cagliari (3-5-2): Cragno; Pisacane, Andreolli, Ceppitelli; Faragò, Barella, Cigarini, Padoin, Lykogiannis; Farias, Pavoletti. Allenatore: Lopez

Probabile formazione Atalanta (3-4-2-1): Berisha; Palomino, Caldara, Mancini; Castagne, De Roon, Freuler, Gosens; Cristante, Gomez; Barrow. Allenatore: Gasperini

Chievo-Benevento, domenica 20 maggio, h. 18.00

Probabile formazione Chievo (4-3-2-1): Sorrentino; Tomovic, Bani, Dainelli, Gobbi; Castro, Radovanovic, Hetemaj; Giaccherini, Birsa; Inglese. Allenatore: D’Anna

Probabile formazione Benevento (4-3-3): Puggioni; Sagna, Djimsiti, Tosca, Letizia; Cataldi, Sandro, Viola; Brignola, Diabate, Parigini. Allenatore: De Zerbi

Milan-Fiorentina, domenica 20 maggio h. 18.00

Probabile formazione Milan (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Bonucci, Romagnoli, Rodriguez; Kessiè, Locatelli, Bonaventura; Suso, Kalinic, Calhanoglu. Allenatore: Gattuso

Probabile formazione Fiorentina (4-3-2-1): Sportiello; Laurini, Milenkovic, Pezzella, Biraghi; Benassi, Badelj, Dabo; Chiesa, Saponara; Simeone. Allenatore: Pioli

Napoli-Crotone, domenica 20 maggio h. 18.00

Probabile formazione Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Koulibaly, Albiol, Mario Rui; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Milik, Insigne. Allenatore: Sarri

Probabile formazione Crotone (4-3-3): Cordaz; Faraoni, Ceccherini, Capuano, Martella; Rohden, Mandragora, Barberis; Trotta, Simy, Nalini. Allenatore: Zenga

Spal-Sampdoria, domenica 20 maggio h. 18.00

Probabile formazione Spal (3-5-2): Gomis; Vicari, Simic, Felipe; Schiavon, Kurtic, Viviani, Grassi, F. Costa; Paloschi, Antenucci. Allenatore: Semplici

Probabile formazione Sampdoria (4-3-1-2): Belec; Bereszynski, Silvestre, Andersen, Strinic; Linetty, Torreira, Praet; Ramirez; Caprari, Quagliarella. Allenatore: Giampaolo

Udinese-Bologna, domenica 20 maggio h. 18.00

Probabile formazione Udinese (4-4-1-1): Bizzarri; Larsen, Danilo, Nuytinck Samir; Barak, Fofana, Hallfredsson, Jankto; De Paul; Lasagna. Allenatore: Tudor

Probabile formazione Bologna (4-3-3): Mirante; Torosidis, S. Romagnoli, De Maio, Masina; Poli, Nagy, Dzemaili; Verdi, Avenatti, Krejci. Allenatore: Donadoni

Lazio-Inter, domenica 20 maggio h. 20.45

Probabile formazione Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Wallace, Luiz Felipe, Radu; Marusic, Murgia, Lucas Leiva, Milinkovic-Savic, Lulic; Felipe Anderson; Immobile. Allenatore: Inzaghi

Probabile formazione Inter (4-2-3-1): Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Vecino, Brozovic; Candreva, Rafinha, Perisic; Icardi. Allenatore: Spalletti

Sassuolo-Roma, domenica 20 maggio alle h. 20.45

Probabile formazione Sassuolo (3-5-2): Pegolo; Dell’Orco, Acerbi, Peluso; Ragusa, Missiroli, Magnanelli, Duncan, Rogerio; Berardi, Politano. Allenatore: Iachini

Probabile formazione Roma (4-3-3): Alisson; Florenzi, Fazio, Manolas, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Strootman; Schick, Dzeko, El Shaarawy. Allenatore: Di Francesco

Radiocronaca Serie A

A partire dalla gara di sabato 19 maggio h. 15.00, trasmetteremo le radiocronache della Serie A. Le dirette inizieranno 15 minuti prima di ogni fischio di inizio. Potete seguire le gare del campionato direttamente sul nostro sito www.radiogoal24.it o sulla pagina ufficiale Facebook.




Designazioni arbitrali Serie A: 38° giornata

Sono uscite le designazioni arbitrali per la 38° giornata di Serie A. La giornata avrà inizio sabato 19 maggio con l’anticipo Juventus-Hellas Verona (fischio d’inizio ore 15.00) e terminerà domenica 13 maggio con i due posticipi in programma alle ore 20.45: Lazio-Inter e Sassuolo-Roma.

Il big match di giornata, quello i biancocelesti e i nerazzurri, verrà diretto da Rocchi, spalleggiato dagli assistenti Di Liberatore e Di Fiore. Al VAR ci sarà Irrati, mentre Vuoto sarà all’AVAR. Il 4° uomo sarà Guida.

Prima di vedere l’elenco di tutti i direttori di gara per questo turno di campionato, vi ricordiamo che sul nostro sito potete trovare tutte le probabili formazioni per la 38° giornata di Serie A.

CAGLIARI – ATALANTA Domenica 20/05 h. 18.00
MASSA
PASSERI – ALASSIO
IV: TAGLIAVENTO
VAR: DAMATO
AVAR: VIVENZI

CHIEVO – BENEVENTO Domenica 20/05 h. 18.00
PASQUA
ZAPPATORE – LO CICERO
IV: GHERSINI
VAR: VALERI
AVAR: DEL GIOVANE

GENOA – TORINO  Domenica 20/05 h. 15.00
ILLUZZI
SCARPA – LUCIANO
IV: DI MARTINO
VAR: PEZZUTO
AVAR: DI IORIO

JUVENTUS – H. VERONA Sabato 19/05 h.15.00
PINZANI
CITRO – COLELLA
IV: DI PAOLO
VAR: NASCA
AVAR: LIBERTI

LAZIO – INTER Domenica 20/05 h. 20.45
ROCCHI
DI LIBERATORE – DI FIORE
IV: GUIDA
VAR: IRRATI
AVAR: VUOTO

MILAN – FIORENTINA Domenica 20/05 h. 18.00
FABBRI
DOBOSZ – GIALLATINI
IV: GIACOMELLI
VAR: MAZZOLENI
AVAR: PRETI

NAPOLI – CROTONE Domenica 20/05 h. 18.00
BANTI
MELI – BOTTEGONI
IV: ABISSO
VAR: CALVARESE
AVAR: VALERIANI

SASSUOLO – ROMA Domenica 20/05 h. 20.45
ABBATTISTA
IMPERIALE – VECCHI
IV: PISCOPO
VAR: AURELIANO
AVAR: MONDIN

SPAL – SAMPDORIA Domenica 20/05 h. 18.00
DI BELLO
TONOLINI – LA ROCCA
IV: ROS
VAR: MANGANIELLO
AVAR: LONGO

UDINESE – BOLOGNA Domenica 20/05 h. 18.00
GAVILLUCCI
DE MEO – CRISPO
IV: MARINELLI
VAR: DOVERI
AVAR: TOLFO

 

 




Lazio, de Vrij deve giocare contro l’Inter ?

Il “de Vrij o non de Vrij” è diventato, ormai, un vero e proprio dubbio amletico per il tecnico della Lazio Simone Inzaghi, che si vede costretto a pensare di giocare senza il suo più prezioso perno in difesa contro l’Inter, nella decisiva sfida in chiave Champions. Infatti, a pochi giorni dal grande match, è praticamente arrivata l’ufficialità dell’ accordo raggiunto tra l’entourage del difensore olandese e la dirigenza nerazzurrra su una base di un contratto quinquennale da 4,2 milioni di euro più bonus a stagione per il calciatore. Il tempismo con cui è stata resa pubblica la deposizione del contratto di de Vrij è stato a lungo criticato e contestato dalla società e dai tifosi biancocelesti, vista come una mera e pura mossa mediatica. Lo stesso dirigente sportivo Igli Tare ha ammesso che è stato un colpo basso per la Lazio, vista la delicata situazione in classifica. Dopo lo stop con il Crotone nel match point che poteva far diventare la partita contro l’Inter di domenica una vera e propria amichevole, la Lazio ora sarà chiamata a sudare fino all’ultimo per conquistare il passaggio in Champions League; De Vrij è sicuramente il miglior difensore della squadra capitolina, da sempre pronto a manovrare con eccellenza la difesa biancoceleste. Una sua eventuale assenza in campo peserebbe e si farebbe sicuramente sentire.
In molti, data la situazione, si staranno chiedendo se convenga o no schierarlo nel match contro i nerazzurri. Vediamo perché non dovrebbe giocare contro la sua futura squadra:

Il tecnico  avrà a disposizione ancora cinque giorni per ponderare bene qualsiasi decisione in merito ad una eventuale esclusione o meno del giocatore nella lista dei convocati. L’idea che spinge Inzaghi a prendere la scelta di non chiamare de Vrij in campo ha radici psicologiche: è assolutamente innegabile che il ragazzo giocherebbe con un fardello molto pesante sulle spalle difficile da sostenere. Si sa che a muovere le gambe ci pensa prima la testa, e il fattore mentale un allenatore non deve mai accantonarlo per fare spazio solo a quello tecnico. Domenica de Vrij , in caso Inzaghi lo dovesse schierare in campo, sarà chiamato a marcare il suo futuro capitano, Icardi, provocando un vero e proprio disagio che può solo che danneggiare la partita e il risultato per i biancocelesti. Anche la “questione morale” dovrebbe far riflettere l’allenatore: se il comportamento dell’Inter non è stato dei migliori, anche l’atteggiamento dell’olandese poteva sicuramente prendere una piaga migliore, magari cercando di negare l’ufficialità dell’accordo o prendersi la responsabilità di presentarsi davanti alle telecamere per ribadire il suo status di professionista nei confronti della società Lazio. Il silenzio del giocatore nei confronti di tutta questa storia e la sua evidente sottomissione nei confronti delle strategie comunicative nerazzurre, potrebbero essere un altro fattore da considerare per azzardare ad una sua esclusione.

Tuttavia De Vrij è sempre de Vrij. L’olandese è, nel panorama calcistico europeo, uno dei più forti difensori in circolazione. Una Lazio senza de Vrij non è un habituè ed è, spesso, difficile da vedere e da digerire per i tifosi biancocelesti. Il giocatore ha quasi sempre giocato da titolare in questa stagione, sopratutto coniderando le poche alternative di livello, e spedirlo in tribuna sarà sicuramente una novità non gradita all’economia del gioco. La Lazio ha sicuramente fatto una grandissima stagione, secondo alcuni ancor di più rispetto alle due reali possibilità tecnico/tattiche, lottando contro due squadre che, ai nastri di partenza, erano considerati come candidate possibili per lo scudetto. In termini di gioco, e anche risultati, la squadra di Inzaghi è stata invece quella anche più continua ed anche in Europa ha saputo dire la sua. Ci chiediamo però, ad oggi,  se la Lazio avesse raggiunto la stessa situazione senza l’olandese. Sicuramente il responso a questo quesito è difficile da dare, ma di certo sarebbe stata una Lazio diversa…e indebolita. Per provare a capire la risposta dovremmo spulciare ed analizzare a livello tecnico la squadra biancocelste nella partita scorsa contro il Crotone: domenica la Lazio ha giocato senza Immobile, Luis Alberto e Parolo e, casualità a parte, non è riuscita a battere i calabresi nel match point valido per l’accesso matematico in Champions League. E’ un caso che la Lazio si sia trovata a portare a casa un solo punto senza i suoi più preziosi gioielli ? O meglio, è la stessa squadra che ha raggiunto questa situazione e posizione in campionato ad oggi? Domande simili che il campo si è preso la briga di darne delle risposte, evidenziando che la Lazio non è da Champions senza la rosa titolare.  Vedere perciò una squadra senza de Vrij nell’ultima fondamentale sfida contro l’Inter sarebbe uno svantaggio per i biancocelesti.

La decisione è quindi complessa da sciogliere: sicuramente il possibile recupero di alcuni pezzi importanti della rosa quali Immobile e Parolo potrebbe rendere meno scottante una eventuale rinuncia a De Vrij, ma è innegabile ce la Lazio in difesa non a molti giocatori ce possano essere allo stesso livello: Wallace, Bastos, Caceres e Filipe Luis non valgono insieme probabilmente la metà dell’olandese e, considerando ce di fronte si troveranno un attacco pericoloso come quello dell’Inter, tale mossa potrebbe rivelarsi un suicidio. Dall’altra parte c’è però la sensazione che comunque, domenica sera, il “vero” De Vrij non scenderà comunque in campo: anche se fisicamente potrebbe essere negli 11 titolari, chi garantisce che possa garantire una prestazione ai suoi livelli? Con questo non vogliamo dire che ci sia la possibilità che, ad un certo punto, il giocatore si faccia volontariamente auto-goal, ma che magari in certi frangenti non dimostri quella cattiveria, quel fervore agonismo e sopratutto quella lucidità che sono necessarie per un difensore al fine di proteggere la propria porta in quella che è una vera e propria finale. Insomma, se vogliamo fare paragoni anche simpatici, possiamo dire che in Italia l’unica persona che vorrebbe essere al posto di Inzaghi in questo momento è Sergio Mattarella.




Serie A: pregi e difetti della riforma “Squadre B”

La FIGC ha approvato un’importante riforma dei campionati professionistici italiani, che prevede dalla prossima stagione la possibilità per le squadre della Serie A, di iscrivere una seconda squadra al campionato di Serie C. È una decisione che in molti si auspicavano e che si ispira ai modelli già presenti in altri campionati europei, come quello spagnolo, quello tedesco e quello portoghese, e che secondo molti è fondamentale per una rifondazione del calcio italiano. Servirà a migliorare il modo in cui crescono e fanno esperienza i giovani calciatori, delle squadre di Serie A. Questo è il più importante provvedimento preso finora, nel tentativo di rinnovamento del movimento calcistico italiano seguito all’esclusione della Nazionale dai Mondiali del 2018. Con l’introduzione delle seconde squadre, la FIGC darà la possibilità ai club della Serie A, di crescere i propri giovani calciatori in prima persona. Potranno cioè farli giocare regolarmente in campionati alla loro portata, continuando però a seguirli con il proprio staff. Non dovranno più affidarli a società più piccole e meno esperte, rischiando di compromettere la carriera dei giovani, con una gestione superficiale o dannosa per quest’ultimi. Per le seconde squadre dei club di Serie A, nella prossima stagione, potranno essere iscritti 23 giocatori, di cui almeno 19 nati dopo il primo gennaio 1996, e quindi con meno di 23 anni. Gli altri quattro saranno “fuoriquota”. I giocatori potranno passare dalla prima squadra alla seconda, ma dopo cinque presenze con la prima non potranno più giocare nella seconda. La riforma entrerà a pieno regime dalla stagione 2019/2020 ma, già dalla prossima, alcune seconde squadre saranno inserite con i ripescaggi nel caso di posti vacanti nel campionato di Serie C . I posti liberi saranno riempiti, nell’ordine seguente: con una squadra B, una retrocessa dalla serie C e una squadra della serie D. Questo potrà accadere se le squadre di Serie A faranno in tempo ad iscrivere le proprie seconde squadre entro il 27 luglio, con un costo che sarà di 1,2 milioni di euro. Le seconde squadre potranno essere promosse in Serie B, ma prima e seconda squadra non potranno assolutamente giocare nello stesso campionato.
Per questa riforma però, non mancano gli aspetti positivi e negativi del caso. Ecco perché ora analizzeremo i pro e i contro riguardo l’inserimento delle seconde squadre.

Andiamo ora a vedere, effettivamente, le conseguenze che avrà questa decisione nell’economia del calcio italiano:

Aspetti positivi: crescita migliore dei giovani

Uno degli aspetti positivi è sicuramente la crescita dei giovani. Spesso i giocatori della primavera, vengono mandati in prestito a squadre di serie minori, per farsi le ossa e tornare la stagione successiva pronti per la prima squadra. Ma questo passaggio ha portato negli ultimi anni, ad un calo drastico di giovani talenti. Le squadre ormai sono costrette a comprare i giocatori all’estero, perché in casa loro, non ci sono giocatori all’altezza delle necessità. E questa a mio avviso, è stata l’inizio della “morte” del calcio italiano. Se noi oggi ci troviamo a dover vedere il mondiale di Russia da non protagonisti, è perché la generazione vincente, dell’Italia Campione del Mondo, è stata rinnovata, ma ad un livello nettamente inferiore. Ed è qui che entrerà in gioco la nuova riforma approvata dalla FIGC e dal subcommissario Alessandro Costacurta. Così facendo i giovani talenti, potranno crescere in campionati professionistici di livello, senza dove essere mandati in prestito e quindi sotto lo sguardo ed il controllo dello stesso staff che segue la prima squadra. Sono anni che ormai in Spagna ad esempio, ci sono squadre come Barcellona, Real Madrid e via dicendo, che hanno una propria seconda squadra in leghe minori, e così facendo sfornano talenti ogni anno, rendendo la Spagna la potenza calcistica mondiale, quale è oggi. I vari Messi, Iniesta, Xavi, Casemiro, Asensio, sono nati e cresciuti nelle seconde squadre dei loro club, ed ora sappiamo tutti che giocatori sono diventati. E non è un caso, ma anche gli altri campionati maggiori utilizzano lo stesso modello: in Germania ad esempio. Il modello tedesco è uno dei migliori, con un settore giovanile veramente di gran talento, che sforna piccoli fenomeni ogni anno. Basta pensare a giocatori come Hummels, Alaba, Sané, Lewandowski, tutti i migliori nel ruolo in cui giocano. E perché noi non potremmo avere magari tra tre o quattro anni, un cambio generazionale di nuovi talenti, che faranno tornare in alto il nome dell’Italia? Utilizzando questa riforma, sicuramente troveremo riscontri positivi sia in ambito nazionale, rendendo il campionato italiano più competitivo e di livello, che internazionale con squadre italiane che torneranno a vincere i maggiori tornei europei.
Gli altri campionati europei che adottano questo metodo, sono il Portogallo e la Francia.
L’Italia quindi ha seguito le orme delle altre grandi potenze calcistiche europee e mondiali, per risanare quel gap creatosi con le altre nazionali maggiori, per evitare in futuro di assistere a disastri calcistici, come la mancata qualificazione al Mondiale.

Aspetti negativi: poca possibilità di crescita di squadre minori e non solo

La differenza tra Serie A e Serie B, è ancora molto grande. Lo sta a sottolineare il fatto che spesso negli ultimi anni, una squadra neo promossa in Serie A, dopo aver dominato il campionato cadetto, si trovi in estrema difficoltà in quello maggiore. E ne sono un esempio tangibile, il Benevento e l’Hellas Verona quest’anno. Il rischio maggiore sarebbe quello di avere seconde squadre che militano in Serie B o C, che però non sono allo stesso livello della Serie A e quindi i giovani, crescerebbero si, ma non tanto da poter giocare ai livelli della Serie A. Se dovesse accadere ciò, sarebbe stata inutile l’introduzione di questo nuovo sistema. Soprattutto perché così facendo, le squadre che già militano in Serie C e Serie B, potrebbero avere risvolti economici negativi, proprio come afferma il Presidente della Lega di Serie B Mauro Balata. Parla infatti di “gravissimi danni economici per i club. Pertanto d’accordo con le società si è deciso di convocare al più presto un’Assemblea straordinaria al fine di adottare iniziative finalizzate a richiedere la revoca e/o modifica del provvedimento. Gli organi della Lega B sono in ogni caso mobilitati in sede permanente per adottare ogni iniziativa ritenuta utile per contrastare tale provvedimento anche relativamente ai play-off ed ai play-out della corrente stagione sportiva e al blocco del campionato della prossima”.
Un altro aspetto che potrebbe risultare negativo, è quello che si potrebbe togliere spazio a tante piccole realtà calcistiche in Italia, che puntano a diventare professioniste, ma che non possono a causa della mancanza di posti, occupati dalle seconde squadre. Così facendo, per esempio, una squadra come il Benevento che è nata dai campionati dilettantistici, potrebbe non riuscire mai a coronare il sogno di giocare in Serie A.
Un problema, seppur di grado minore, che potrebbe accadere grazie alla nuova riforma, sarebbe quello della fondazione della Serie A composta da 16 squadre. Un campionato più competitivo che andrebbe ad eliminare quelle squadre “cuscinetto” che puntualmente hanno come unico obbiettivo primario la salvezza e la permanenza in massima serie, piuttosto che prefissarsi obbiettivi più ambiziosi, ad esempio l’Europa League.

Pro e contro quindi dividono il pensiero dei maggiori esponenti e dirigenti del calcio italiano. Staremo a vedere nelle stagioni che verranno, se questa soluzione delle seconde squadre gioverà al calcio italiano, lo farà rimanere alla situazione attuale o, addirittura, peggiorare.




Il punto sul Crotone: news, mercato e ultime dai campi

La situazione:

Nel decisivo scontro diretto contro il Chievo per la salvezza, il Crotone ha incassato una pesante sconfitta che potrebbe rivalutare la situazione della squadra in classifica. Il pari di domenica con la Lazio ha reso amaro il pomeriggio per entrambe le squadre date le situazioni in classifica di ambedue. Per riscattarsi dallo stop con i clivensi e dal pareggio con i biancocelesti, nell’ultima giornata di campionato il Crotone dovrà vincere per salvarsi dalla retrocessione in serie minore. Il momento resta, alquanto, delicato per la formazione allenata da Zenga. Il match con il Napoli è previsto per domenica 20 maggio alle 18.00 in casa dei partenopei.

Il mercato:

Da valutare la situazione del prossimo anno del Crotone per quanto concerne il calciomercato. Restare in A sarà sicuramente una spinta in più per la società in chiave acquisti. Secondo alcuni rumors, il Crotone sembrerebbe interessato a Kyle Nasta, portiere statunitense classe ’93, attualmente svincolato.

Le ultime dal campo:

Nella gara di domenica contro il Napoli, Zenga si affiderà al solito 4-3-3 con Simy pronto a guidare nuovamente l’attacco del Crotone, visto l’ottimo momento di forma: verrà supportato nel tridente di attacco da Trotta e Nalini. Confermata anche la difesa, con Faraoni, Ceccherini, Capuano e Martella che comporranno il quartetto difensivo davanti a Cordaz, data l’ottima prestazione nell’ultima giornata di campionato con la Lazio.




Bologna, le parole di Donadoni nel post partita

Roberto Donadoni, allenatore del Bologna, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in conferenza stampa al termine del match contro il Chievo Verona: “Ci dispiace molto non aver chiuso con una vittoria davanti al nostro pubblico. Siamo partiti bene ma non riuscendo ad essere abbastanza cinici nel primo tempo. Anche nella ripresa, pur con poca lucidità, abbiamo avuto due/tre occasioni clamorose: questi episodi sono stati decisivi, mentre il Chievo è stato più concreto, avendo più o meno le stesse chance. Ci sta che il pubblico sia arrabbiato. Facciamo, io innanzitutto, un mea culpa per questa sconfitta.  Se Verdi fosse partito a gennaio? La società è stata brava a trattenerlo e lui intelligente a capire che qui poteva migliorare ancora. La rabbia di Simone a fine gara? Era amareggiato e dispiaciuto, ma è finita lì. Dzemaili? Un po’ sottotono ma è un giocatore d’esperienza che si sa gestire e cerca sempre di dare una mano alla squadra. Avenatti? Quando loro si sono chiusi c’erano pochi spazi, mentre noi abbiamo esagerato con queste palle messe dentro a cercare la sua testa che però non hanno portato frutti. Destro? Era in debito d’energia già a fine primo tempo. Si deve migliorare, crescere, lavorando di giorno in giorno. Pairetto? Con lui il Chievo ha delle buone statistiche, ma è solo un dato di fatto”.




Cagliari, le parole di Diego Lopez nel post partita

Diego Lopez, allenatore del Cagliari, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport al termine del match contro la Fiorentina: “È stato un risultato importante. Era una partita da dentro o fuori. Sappiamo che ci giochiamo tanto contro una grande squadra. Avevamo davanti una Fiorentina motivata e che doveva fare punti. I ragazzi hanno fatto una partita di spessore, di alto livello. Oggi bisognava essere all’altezza. Sappiamo che non è finita. Avremo una partita difficile, l’Atalanta sta lavorando bene e ha caratteristiche da grande squadra. Dovremo fare una prestazione come oggi per arrivare alla salvezza. Dopo la partita contro la Roma lo stadio ha applaudito i ragazzi, lì c’è stata unione. I tifosi ci credono e ci crediamo anche noi. Erano tanti qui oggi. La squadra ha voglia di lottare. Settimana scorsa c’è mancato poco per fare punti contro la Roma. Oggi potevamo fare qualche gol in più, ma va bene così. Il settore ospiti era pieno, fosse stato più grande ci sarebbe stata più gente. Per noi è stato molto importante. La trasferta è stata ripagata bene.”

 

 




Udinese, le parole di Tudor nel post partita

Igor Tudor, allenatore dell’Udinese, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport al termine del match contro l’Hellas Verona: “Ci si giocherà tutto nell’ultimo match, ma voglio fare i complimenti ai ragazzi perché dopo tanto tempo abbiamo vinto. Siamo ancora in piena bagarre salvezza alla luce degli altri risultati, ma ora possiamo preparare al meglio l’ultimo match casalingo contro il Bologna. Come mai l’Udinese si è trovata in questa situazione? Ci sono tanti motivi, ma ora non è il momento di fare delle analisi, quelle le faremo attorno a un tavolo al termine della stagione. Innanzitutto bisogna restare in Serie A, poi non ripetere gli stessi errori in futuro”.

 




Crotone, le parole di Zenga nel post partita

Walter Zenga, allenatore del Crotone, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport al termine del match contro la Lazio: “La classifica è complicata ma non impossibile. Dobbiamo continuare con l’intensità di oggi, abbiamo dimostrato che bisogna giocare con una predisposizione positiva. Con Rohdén potevamo chiuderla, guardando la classifica forse fa specie rispetto a dieci giornate fa, adesso iniziano a vincerle tutte stranamente (ride, ndr). Ho detto ai ragazzi che hanno fatto una grande prova, siamo andati oltre certe circostanze, non ci siamo tirati indietro. Sul rigore c’è da discutere, sono episodi che ci possono stare. A cinque minuti dalla fine eravamo in vantaggio. I ragazzi hanno interpretato la partita benissimo, avevamo di fronte una squadra che lotta per la Champions, hanno fatto tanta roba, considerando anche che nel girone di ritorno abbiamo fatto venti punti. È impensabile che settimana prossima non riusciamo a vincere e non riusciamo a restare in Serie A. Loro sono potenti a centrocampo, non volevo regalare dall’inizio Trotta e Stoian, avrebbero speso molto dall’inizio, li volevo sfruttare nel momento giusto. Ci avevo visto quasi giusto, con il salvataggio sulla linea di Rohdén”.




Fiorentina, le parole di Pioli nel post partita

Stefano Pioli, allenatore della Fiorentina, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni ai microfoni di Premium Sport al termine del match contro il Cagliari: “Siamo partiti abbastanza bene ma la nostra costruzione dal basso non è stata così fluida da renderci pericolosi. Anche su seconde palle e duelli il Cagliari arrivava prima di noi. Oggi la squadra non ha espresso il potenziale: il fatto di dover vincere per forza forse ci ha giocato un brutto scherzo. Ultimamente abbiamo girato bene e vinto, oggi non lo abbiamo fatto e purtroppo non siamo riusciti a recuperarla. Nelle ultime dieci è stata una lunga cavalcata, le prestazioni ci sono state e oggi siamo venuti meno contro una squadra che l’ha messa sul piano fisico. Se non recuperi subito la palla è dura fare una fase offensiva efficace. Contemporaneità? Potevamo giocare tutti allo stesso orario. Ma non abbiamo fatto punti e questo è il nostro rammarico. Non essere arrivati preparati alle difficoltà, alle quali abbiamo reagito con generosità. La prestazione non è stata la nostra abituale. Oggi non siamo riusciti a fare quello che volevamo sia per meriti loro che per demeriti nostri. Dovevamo avere più voglia e determinazione nel catturare palloni. La mia espulsione? A volte in passato ho avuto atteggiamenti poco rispettosi. Ma oggi ho fatto solo “no no” col dito senza dire nulla. Il provvedimento è stato esagerato. La mia contestazione era che il gioco fosse stato fermato per un infortunio lieve, non alla testa. Dispiace, siamo arrivati carichi alla partita. Forse troppo e non abbiamo gestito bene la pressione. Rissa finale? Ci sono momenti in cui le partite si fanno complicate, in cui c’è un gioco deciso. Sono situazioni che è meglio evitare, siamo stati corretti per tutto il campionato e continueremo ad esserlo. Non è successo niente di così grave, secondo me. Se potessimo tornare indietro non lo faremmo: se c’è un gruppo serio, professionale ed ha i valori portati avanti con Davide è il mio. Può succedere di sbagliare: non è stata una bella scena ma è finita lì. Certe situazioni bisogna viverle. Addio Europa? Ora penso sia molto difficile, aspettiamo però le 18″.