Roma: non c’è pace con i terzini, possibile ennesima rivoluzione in estate.

Roma: non c’è pace con i terzini, possibile ennesima rivoluzione in estate.

Il mondo del calcio è alle prese con problemi più grandi e pericolosi del calciomercato, eppure tutte le società quando si calmerà questa tempesta saranno chiamate a fare delle valutazioni. La Roma non è esclusa ed inevitabilmente uno snodo del prossimo calciomercato giallorosso sarà la questione terzini; alle porte c’è l’ennesima rivoluzione estiva, considerando che al momento in rosa ci sono: Santon, Zappacosta, Kolarov, Spinazzola, Bruno Peres (da gennaio) e Florenzi ( che tornerà in estate da Valencia). Kolarov inizia ad essere in là con gli anni e gli attriti con la tifoseria ne hanno messo a rischio la permanenza; Santon e Spinazzola saranno esaminati nel ritiro precampionato, ma restano i più accreditati a rimanere in giallorosso; Florenzi dovrà pensare a come gestire la prossima stagione, sapendo che a Roma difficilmente partirà dall’inizio, e con gli Europei fissati a giugno 2021 potrebbe optare per andare a giocare da titolare con un’altra maglia; Zappacosta dovrebbe tornare al Chelsea, ma la volontà di Petrachi è quella di tenere l’esterno ex blues, considerando anche che in questa stagione per lungo tempo è stato indisponibile. Ed infine c’è Bruno Peres, l’esterno ex Torino è tornato a Roma a gennaio ed inaspettatamente si è rivelato una pedina importante per Fonseca, non è da escludere una sua permanenza nella capitale.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Come cambia la Roma quando c’è Zaniolo in campo

Come cambia la Roma quando c’è Zaniolo in campo

La Roma, a causa di questo stop forzato, potrebbe recuperare Zaniolo per le ultime giornate di campionato (qualora dovesse veramente ripartire). Notizia importante per Fonseca e tutto il popolo romanista ma attenzione a bruciare le tappe; a tal proposito è intervenuto, ai microfoni de Il Corriere dello Sport, il procuratore del talento italiano. Queste le parole di Vigorelli: “E’ carico e determinato sin dal primo giorno, da quando è entrato in questo tunnel. Con questa pausa può gestire meglio sul tempo, pensare all’Europeo, ma non c’è bisogno di accelerazioni. E’ presto per dire se potrà giocare qualche partita di questo finale di stagione. Siamo soddisfatti, tutto procede per il meglio”. Precisazioni doverose considerando la gravità dell’infortunio subita dal numero 22 nella gara contro la Juventus e il rischio di una ricaduta qualora si dovessero accelerare i tempi. La Roma, ovviamente, spera di poterlo rivedere in campo il prima possibile visto l’importanza all’interno degli schemi di mister Fonseca. Il classe 1999, infatti, è unico all’interno della rosa giallorossa: forza fisica, abilità tecniche e capacità di accelerazione palla al piede. Elemento indispensabile, difficile da sostituire (Carles Pérez ha altre caratteristiche) e che garantiva alla Roma un apporto importante sia a livello di goal che di assist. Spalla ideale da affiancare a Dzeko per la sua abilità di liberare l’attaccante bosniaco e lasciargli più libertà di movimento all’interno dell’area di rigore avversaria. Altro elemento da non sottovalutare è il modulo; con Zaniolo, infatti, il 4-2-3-1 di partenza cambia a seconda dell’avversario e del momento di gara. Il gioiello italiano non è un esterno puro, come può essere un Kluivert, ma ama accentrarsi per andare a dialogare con la punta di riferimento o concludere direttamente in porta. L’importanza del numero ventidue si può capire grazie ad alcuni numeri: Zaniolo, prima dell’infortunio, aveva realizzato 4 goal e un assist in diciotto partite di Serie A mentre in sei match di Europa League due goal e un assist. Con lui in campo la Roma ha segnato, in tutte le competizioni, quarantacinque goal subendone ventisette in venticinque match; in sua assenza , invece, ventidue reti segnate e diciotto subiti in undici gare. Da quando Zaniolo si è infortunato la Roma produce il 9% in meno di occasioni da goal in campionato e il 21% in meno per quanto riguarda l’Europa League. Dati che fanno capire l’importanza del talento italiano: con lui la Roma è più pericolosa in avanti e difende meglio, senza fatica enormemente in entrambe le fasi di gioco. Quanto sia fondamentale Zaniolo lo si capisce anche nel rendimento di Dzeko: sette sui dodici goal in campionato li ha realizzati con il numero ventidue mentre è più impietoso il dato a livello europeo dove due goal su tre sono stati siglati quando l’attaccante bosniaco aveva vicino il talento italiano. Giocatore unico nel suo genere che la Roma deve recuperare il più in fretta possibile.

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Roma: Francesco Totti torna a giocare?

Roma: Francesco Totti torna a giocare?

Sogno o son desto? No, è tutto vero, l’ha detto: “tocca torna’ a giocare l’anno prossimo”.

Parole di Francesco Totti, dette in una diretta instagram in cui parla con l’amico ed ex compagno di squadra Alberto Aquilani, ma purtroppo la verità è che quelle parole sapevano di battuta. Ovviamente la frase non è sfuggita ai moltissimi fan giallorossi che stavano seguendo la diretta e allora sono partite le richieste allo storico Capitano giallorosso, come quel tifoso che ha scritto “Capitano saresti ancora utile alla Roma! Torna che con quei piedi puoi ancora fare la differenza!”.

Come si legge sul Corriere dello Sport, Francesco Totti non si è ritirato del tutto dal mondo del calcio: in autunno ha iscritto la sua squadra al campionato di Calcio a 8 dove in rosa figurano tanti ex campioni (tra i quali Aquilani) e pochi mesi fa ha invece lanciato le sue due nuove società di scouting e procura dei calciatori.

I tifosi della Roma sognano, anche solo grazie ad una battuta!

 

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Roma, i lavori per la costruzione dello Stadio di Tor di Valle vanno avanti

Roma, i lavori per costruzione dello Stadio di Tor di Valle vanno avanti

Secondo il quotidiano Il Tempo i lavori tecnici per la costruzione dello Stadio della Roma sono ad un punto di svolta. I testi delle delibere sono al momento in fase i scrittura e dovranno poi essere portati al volo del Consiglio comunale. Negli accordi sono state riviste le cifre delle opere; nella fattispecie il Comune dovrebbe intervenire con una cifra superiore ai 20 milioni inizialmente preventivati.

L’unico nodo al momento sembra essere quello legato alle trattative ferme a causa dell’emergenza Coronavirus, in quanto attività non reputate essenziali, per la cessione da Luca Parnasi e Radovan Vitek, il re del mattone ceco, del pacchetto che include Tor di Valle e il progetto Stadio.

Al momento i tempi per la redazione delle delibere è stimato in ameno un mese e mezzo. Fatto ciò la palla passerebbe al Comune, dove i testi dovranno essere votati. Il condizionale è d’obbligo poiché c’è da valutare lo sviluppo della situazione legata al Coronavirus.

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Calciomercato: possibile asse Juve-Roma in estate

Calciomercato: possibile asse Juve-Roma in estate?

Plusvalenze, profili giovani e operazioni low cost. Questa è la linea di mercato seguita principalmente dalla Roma negli ultimi anni, a volte con risultati al di sotto delle aspettative. Lo scambio Luca Pellegrini (girato di nuovo in prestito al Cagliari)- Spinazzola  con la Juventus dell’estate scorsa  è ancora difficile da giudicare: l’ex-esterno bianconero è stato condizionato da problemi fisici che ne hanno condizionato la continuità, il rendimento e il mancato trasferimento all’Inter in cambio di Politano lo scorso gennaio,  mentre il terzino proveniente dal vivaio giallorosso, che con la Juve scenderà in campo solo a partire dalla prossima stagione, è promettente ma decisamente ancora acerbo (l”‘assist” a Kalinic proprio in Cagliari-Roma per il momentaneo 1-1 giallorosso lo dimostra). Tuttavia,  secondo OneFootball, nella prossima sessione di mercato si ridelinea un possibile asse Juve-Roma. In ballo Cristante, che è alla sua seconda stagione in giallorosso senza aver mai convinto veramente la piazza, e Mandragora, attualmente all’Udinese, sul quale la Juve ha il diritto di recompra. I due cartellini verrebbero ipervalutati almeno una trentina di milioni. Attenzione anche a Orsolini, su cui la Juve possiede il diritto di recompra allo stesso modo che col regista dell’Udinese.

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Serie A, come cambierebbe l’albo d’oro con i play-off!

Serie A, come cambierebbe l’albo d’oro con i play-off!

L’emergenza Coronavirus ha oramai convinto molti amanti del calcio che una delle strade più semplici per concludere la stagione possa essere la formula dei play-off, nonostante la Lega e le società non la apprezzino molto. Il Corriere dello Sport nell’edizione odierna lancia una simpatica ricostruzione dell’albo d’oro della nostra Serie A se si fossero giocati i play-off nelle passate edizioni, ed i risultati sono decisamente inaspettati.

Per simulare l’esito dei play-off il quotidiano sportivo si è basato sulla doppia sfida di andata e ritorno della stagione di riferimento, costruendo un tabellone ad 8 squadre con la prima che sfida l’ottava, la seconda la settima, la terza la sesta e la quarta la quinta. I risultati di questo esperimento premiano la Roma, che conterebbe addirittura 9 scudetti, 6 in più degli attuali, tra i quali spicca il caso del 1939/1940, stagione in cui da settima in classifica sarebbe riuscita a vincere il tricolore, battendo : Bologna, Juve e Genoa. La Vecchia Signora conterebbe ben 7 titoli in meno, il Milan due in più arrivando a quota 20, mentre l’Inter scenderebbe a 14; il Genoa sarebbe stata la prima squadra a raggiungere quota 10 scudetti nel 1930; la Lazio avrebbe un titolo in meno, lo stesso vale per Cagliari e Sampdoria, che piangerebbero poiché fuori dall’albo; ci entrerebbe invece il Parma, la Fiorentina salirebbe a 3 titoli, mentre il Napoli a 4, +2 titoli anche per il Torino, che ne conterebbe 9.

E’ solo una suggestione e probabilmente anche un modo per intrattenersi in questo periodo di emergenza, giocando su come sarebbe cambiato l’albo d’oro con i play-off!

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Il calendario dei compleanni: Carlo Mazzone

Il calendario dei compleanni: Carlo Mazzone

Una leggenda vivente: non a caso inserito ante mortem nella Hall of Fame del calcio italiano, dedicatario di una tribuna allo stadio Cino e Lillo Del Luca di Ascoli, detentore del record di panchine in Serie A (797).

Carlo Mazzone compie oggi 83 anni. Romano doc, dopo aver iniziato la carriera nelle giovanili giallorosse, da calciatore veste le maglie di Latina tra i dilettanti,  Roma, Spal, Siena e Ascoli in Serie C . Diventa capitano e bandiera del club marchigiano a tal punto che, una volta terminata la carriera a 32 anni per un infortunio alla tibia, gli viene subito assegnata la panchina nella stagione 1968-1969. In sette anni porta la squadra dalla C alla sua prima promozione in Serie A nel 1973. Il calcio di provincia sarà sempre la sua dimensione ideale.

Dopo tre stagioni alla Fiorentina, durante le quali conquista un quinto posto e un torneo anglo-italiano, trascorre il biennio 1979-1980 al neopromosso Catanzaro, che conduce a due salvezze consecutive. Tra il 1980 e il 1985 torna ad Ascoli, dove consegue quattro salvezze ed un sesto posto. Nel 1986 riesce a centrare una storica salvezza con il Lecce subentrando in panchina a  dieci giornate dalla fine (più tre gare di spareggio). Nelle due stagioni successive mantiene altrettante volte la categoria, dopodiché approda al Cagliari nel ’91, riportandolo alla qualificazione in coppa UEFA dopo 21 anni.  Arriva dunque la chiamata della sua squadra del cuore, la Roma, con la quale conquista sempre la qualificazione europea tranne che nel primo anno.

Nel ’96 il cammino dei giallorossi in coppa UEFA viene fermato solo da un gol nei supplementari di Vavra all’Olimpico, che costa l’eliminazione dai quarti di finale (una delle storiche delusioni europee della squadra capitolina). Nel ’98 compie l’impresa di portare il Bologna di Signori in semifinale di coppa Italia e coppa UEFA (oltre a vincere l’Intertoto).Dal 2000 al 2003 allena il Brescia, conquistando svariate salvezze e sfiorando la qualificazione alla solita competizione europea. Convince Baggio a seguirlo in quell’avventura e dona a Pirlo, all’epoca seconda punta, il ruolo di regista.

Memorabile la sua esultanza sotto la curva dell’Atalanta, a causa degli insulti rivolti alla sua romanità, dopo il gol del 3-3 di Baggio il 30 settembre 2001, una delle scene più iconiche del calcio italiano. Nel 2006, durante la sua ultima esperienza da allenatore alla guida del Livorno, supera il record di panchine in Serie A detenuto da Nereo Rocco. Nel 2009 Pep Guardiola gli dedica la vittoria della Champions League nella finale Barcellona-Manchester United di Roma, alla quale lo invita mostrando la sua gratitudine come allievo di Sor Carletto (o Sor Magara): un episodio che dimostra quanto la funzione pedagogica di quest’uomo per generazioni di calciatori, allenatori e tifosi, sia il suo lascito morale più grande e imperituro, al di là di ogni successo grande o piccolo. Ancora buon compleanno, Carlo Mazzone!

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A volte ritornano: la rinascita di Bruno Peres

A volte ritornano: Bruno Peres è rinato.

16 gennaio 2020, Parma-Roma, ottavi di Coppa Italia. Al minuto 79 i circa mille tifosi giallorossi al Tardini esplodono in un boato. Dopo quasi due anni Bruno Peres torna in campo con la maglia della Roma, sostituendo Alessandro Florenzi. Un passaggio di consegne, data l’imminente cessione (almeno a titolo temporaneo) del ragazzo di Vitinia. Bisogna mettere una toppa sul ruolo di terzino destro quanto meno fino a fine stagione e, visto lo stato di cose attuale (nonché l’inerzia della Roma nel mercato invernale), le previsioni sono tutt’altro che rosee. Zappacosta infortunato, Santon discontinuo. Il peso ricade interamente su Bruno Peres, che in quel momento tutto sembrava tranne che un giocatore.

Dopo due stagioni di prestazioni non all’altezza e macchine distrutte, durante le quali l’unico ricordo positivo è  il miracoloso salvataggio sulla linea di porta in Shakhtar-Roma di Champions League, viene ceduto in prestito al San Paolo nell’estate 2018. Colleziona 19 presenze e un gol, e continua la sua discesa verso l’oblio passando, sempre in prestito, allo Sport Recife nella B brasiliana. Si vocifera di un atleta fuori forma e alcolizzato.  Eppure Bruno Peres torna nella Capitale e, anche grazie ad un famoso personal trainer brasiliano, si rimette in sesto quanto meno per essere ancora qualificato come calciatore.

Fonseca, allenatore dello Shakhtar proprio nella partita del piede miracoloso , vuole fare di lui quel terzino offensivo alla Ismaily, che oltretutto aveva cercato di portare con sé dall’Ucraina. Petrachi, che da direttore sportivo del Torino lo portò in Italia nel 2014, in conferenza stampa lo ammonisce come un padre:”Lo conosco bene, sa giocare a calcio, ma deve ritrovarsi come uomo. Lui ne è consapevole: se sbaglia va via (con riferimento agli eccessi della vita privata ndr.)“.

Ora ritorniamo a quel boato di Parma, prodotto di una tifoseria che, nella situazione presente, non ha voglia di accanirsi contro un giocatore dal quale non si aspetta niente e nel quale forse si riconosce, soprattutto per la condizione di eterno incompiuto e per la debolezza verso i vizi. Del resto Bruno Peres, pur non essendosi mai dimostrato un professionista esemplare, non ha mai mostrato quell’arroganza (alla Kolarov per intenderci) tanto sgradita ai romanisti, quanto piuttosto l’attitudine sommessa di chi annega nell’errore e non ha la forza per rialzarsi, pagandone consapevolmente le conseguenze.

Rispetto a due anni fa le pretese si sono abbassate, tanto che un giocatore che prima era il brutto anatroccolo di una squadra semifinalista di Champions , viene oggi accolto come il figlio che, diseredato dal padre, torna a sostenerlo quando ormai non si regge in piedi, nonostante i rapporti reciproci non proprio floridi. E quindi pronti, via: rigore guadagnato contro il Sassuolo, che scuote temporaneamente la squadra, assist contro il Bologna e una serie di prestazioni complessivamente positive.

Ribadiamo, la Roma non è più ai vertici del calcio italiano e (quasi) europeo, ma questo è forse il contesto adatto alla rinascita di un calciatore non certo fenomenale, ma neanche così privo di valore e di professionismo come lo si è dipinto. Forse, un giocatore da Roma.

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Roma: in dubbio la permanenza di Mkhitaryan

Henrikh Mkhitaryan si è dimostrato l’arma in più della Roma di Paulo Fonseca. L’armeno, nonostante i lunghi periodi di stop a causa degli infortuni, ha messo a segno  6 gol e 4 assist in 17 presenze. Eppure, secondo OneFootball, Mkhitaryan potrebbe non rimanere alla Roma l’anno prossimo. Il motivo risiederebbe nelle richiesta dell’Arsenal di 20 milioni per acquistarlo a titolo definitivo (il trequartista è ora in prestito secco), ritenuta dai giallorossi troppo alta per un giocatore di 31 anni. Del resto, l’allenatore dei Gunners Mikel Arteta ha di recente fatto apprezzamenti sul giocatore, che in futuro potrebbe rientrare nei suoi piani.

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Fiorentina: nel mirino Spinazzola

Fiorentina ecco Spinazzola
Nuove indiscrezioni di mercato saltano fuori, nonstante il periodo particolare della Serie A, rendendo protagonisti la Fiorentina e Leonardo Spinazzola. La viola starebbe infatti pensando al duttile esterno della Roma, per affidargli la fascia sinistra nella prossima stagione. Incerta la permanenza di Dalbert, in prestito dall’Inter e autore di una fetta di campionato, mentre Biraghi dovrebbe far ritorno alla base, dato che gli stessi nerazzurri non sembrano convinti circa il suo riscatto. Spinazzola, che sa ricoprire il ruolo d’esterno sia offensivo che difensivo (nonché sia a destra che a sinistra, nonostante sia destro), potrebbe essere una soluzione affidabile per il 3-5-2 di Beppe Iachini.

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