Roma, Pellegrini: “Sconcertato dalle fughe dei giocatori stranieri”

Roma, Pellegrini: “sconcertato dalle fughe dei giocatori stranieri”

Lorenzo Pellegrini, centrocampista classe 96 della Roma, come tutti i comuni cittadini in queste giornate drammatiche per il nostro paese rimane a casa, anche perché non vi sono altre possibilità di difesa. Il calciatore nel corso di un’intervista al Tempo si è definito stupito delle numerose fughe verso casa di numerosi giocatori stranieri della Serie A, come i casi di Juventus ed Inter:

 “Sono rimasto piuttosto stupito di quello che è successo in altre squadre. Per quanto riguarda noi, ne abbiamo parlato con i compagni tramite una video-chiamata di gruppo e tutti si sono messi a disposizione per fare quello che la società ci ha chiesto, cioè di rimanere a casa senza fare grossi spostamenti. Sono contento perché lo trovo rispettoso non solo nei confronti del club, ma pure di tutti gli italiani rinchiusi dentro le loro abitazioni”.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?




Totti: “Fonseca è un grande. Sono fiero dei romani”

Totti: “Fonseca è un grande. Sono fiero dei romani”

Francesco Totti ha rilasciato una lunga intervista a Sky, toccando numerosi argomenti:

Come impegni il tempo a casa?
Diciamo che la giornata è lunga, ma per fortuna ho una famiglia che mi sostiene e i bambini da seguire sempre. Tra compiti, giochi e palestra il tempo passa così.

C’è qualche film che rivedresti? Vedi tanta tv in questo momento?
In questi venti giorni abbiamo quasi scaricato Netflix. La sera è l’unica cosa che facciamo. Da questa settimana inizia La Casa di Carta e siamo in prima linea.

Sull’iniziativa con il Campioni del Mondo del 2006
Nessuno si sarebbe aspettato di essere in questa condizione. Con Dash abbiamo fatto un’iniziativa per lo Spallanzani acquistando 15 macchinari e raccogliendo quasi 350 mila euro che cercheremo di dividere nel migliore dei modi comprando macchinari che possano salvare dai piccoli ai grandi. Con la squadra Campione del Mondo 2006, invece, abbiamo lanciato questa iniziativa con la Croce Rossa italiana con la quale abbiamo ottenuto una bella somma e cercheremo di acquistare ambulanze.

Messaggio di Marcello Lippi: Francesco ti ricordi di me? Dopo il tuo infortunio abbiamo iniziato a costruire la nostra grande impresa. Volevo salutarti e il calcio ti aspetta
Il 19 febbraio ci fu un infortunio abbastanza serio e la sera stessa Mariani mi operò perché si era rotto il perone insieme ai legamenti. E’ stato un intervento duro e in testa mi è passata qualunque cosa. Ero sicuro di non poter andare ai Mondiali. La sera stessa, invece, Mariani mi disse di aver fatto tutto e che ora sarebbe spettata a me. Era sicuro che potessi far parte della spedizione. Poi fortunatamente il giorno dopo ci fu questa sorpresa dove ho visto la volontà e l’amore che mi ha trasmesso Lippi parlandomi. Mi si è capovolto tutto. Mi ha dato la forza di poter uscire da quel brutto tunnel. Fortunatamente con la voglia di partecipare a quel Mondiale perché sapevo che sarebbe stato l’ultimo. Mister e compagni mi hanno dato la forza di partecipare e di vincere la cosa più importante che si può portare a casa.

Perché hai lasciato così presto la Nazionale visto che hai giocato fino a 40 anni?
E’ stata una decisione presa prima dell’infortunio. Ogni anno facevo 40-50 partite e avevo un problema alla schiena. Dovevo mettere qualcosa da parte e non poteva essere la Roma. La scelta più brutta era lasciare la Nazionale. La Roma è stata tutto e fortuntamente sono riuscito a chiudere l’Italia vincendo la Coppa del Mondo”.

Messaggio di Del Piero: Come vedeva la figura mia e della Juventus negli in cui giocavamo?
Parlare di Alessandro è riduttivo. Ci hanno sempre messo di fronte a un dualismo. Ci hanno provato sempre a metterci contro, ma avendo due caratteri quasi simili siamo riusciti ad unirci di più. Quando uno dei due non giocava, l’altro cercava di dargli sostegno perché poi le decisioni del mister andavano rispettate. Nel mio libro delle barzellette avevo pensato di girarlo con tutti i compagni della Nazionale e non solo con Alessandro siamo stati da dopo cena fino a notte a girare 4-5 barzellette perché ridevamo di continuo. Nessuno può cambiare il nostro rapporto.

Tu avresti chiuso con un’altra maglia se ci fosse stata l’opportunità come De Rossi?
Rispetto quello che ha fatto Daniele. Ognuno fa le sue scelte di vita. Io delle opportunità a fine carriera le ho avute: all’estero e anche in Italia. Ero dubbioso. Sinceramente io volevo continuare perché sentivo di poter dare qualcosa. Alla fine un anno o due non mi cambiava niente e siccome la mia scelta di vita è stata indossare un’unica maglia, giocare un anno o due da un’altra parte avrebbe cambiato tutto.

Chi ti ha chiamato?
La Sampdoria mi voleva a tutti i costi. Ferrero ha un debole per me, avrebbe fatto di tutto per portarmi lì.

La Samp ti voleva anche all’inizio della carriera
Se non ci fosse stato il torneo Città di Roma con Ajax e ‘Gladbach io la settimana dopo sarei andato alla Samp. Il mister non mi vedeva bene ma quella serata cambiò tutto. Fortunatamente sono riuscito a rimanere in questa splendida città. Chi lo sa dove sarei andato.

Se non avessi fatto il calciatore che altro sport avresti fatto?
Qualsiasi sport, sono portato in quasi tutto. Ora con il padel mi trovo bene, ma visto che prima non c’era avrei giocato a tennis. Sennò avrei fatto il benzinaio, mi è sempre piaciuto l’odore della benzina. Anche oggi quando vado, ci metto sempre qualche minuto in più (ride, ndr).

Cosa ti lega con Roger Federer?
Stiamo parlando del Tennis. E’ un mio amico e spesso ci sentiamo per messaggi. Lui non parla italiano e io inglese, quindi con translate è tutto più semplice. E’ un rapporto basato sulla lontananza. Lui è sempre in giro per il mondo e io prima giocavo quindi era difficile vedersi. Alla fine c’è stima reciproca. E’ un personaggio nel quale mi identifico. Ogni volta che fa punto è come se fosse la normalità, come quando io facevo un passaggio di prima. Lo reputo il Tennis in tutto e per tutto. E’ un personaggio esemplare, positivo e bello da vedere. Racchiude tutto nel suo nome, poi un giorno lo sfiderò a padel.

Avevi il poster in camera di un numero dieci?
Sì, nella mia cameretta avevo quello di Giannini. Poi quando sono cresciuto l’ho staccato.

Messaggio di Giannini: saluto Francesco con il quale mi lega non solo un numero, ma quel pezzo di stoffa che avevamo legato al braccio. Quando vuoi possiamo sfidarci a tennis che a padel sei imbattibile
Accetto volentieri la sfida e lo ringrazio perché quando avevo 16 lui e il padre mi hanno dato tanti consigli e insegnato tanto. Mi hanno fatto capire cosa fosse il calcio professionista. Sono stato fortunato ad avere queste due belle persone vicino. Quel pezzetto di stoffa è totalmente diverso da tutto il resto. Per noi romani significa tanto perché vuol dire portare in alto i colori ella Roma. Esserne capitano è un vanto e un sogno che tutti i bambini vorrebbero realizzare e noi due ci siamo riusciti.

Cosa dopo il ritiro ti è rimasto dentro del giorno del tuo addio?
Rispondo con le lacrime ancora. Sono passati tre anni, ma è come se non fossero passati veramente. Spesso riguardo quella giornata che per me è indimenticabile. E’ un racchiudersi di tutto il mio mio amore per questa squadra, questi colori e questi tifosi. Quello che ho passato io non lo avrà passato nessun altro. Speravo quel giorno non arrivasse mai, ma c’è un inizio e una fine per tutti. Durante la passerella alcune persone neanche le avrei salutate, ma per quello che c’era intorno era giusto essere una persona seria e coerente: mettere da paa rte tutto. E’ stata una giornata bella e brutta allo stesso tempo. Brutto perché smettevo di giocare, bello perché non pensavo che la gente potesse arrivare a piangere come se non vedesse più una persona alla quale era legata. Ringrazierò questa gente per sempre perché mi hanno dato tanto e io ho cercato di contracambiare sul rettangolo verde. Davo sempre qualcosa in più per far contento questo popolo, questa gente che per la Roma farebbe qualsiasi cosa. So cosa significa essere romani e romanisti, cosa significa vedere la squadra dalla Curva e dalla tribuna. I romani sono questi e ne sono fiero.

Sky sta facendo un sondaggio: Qual è la partita che vorresti rivedere tra Roma-Parma del 2001, Inter-Roma con il tuo gran gol, Roma-Juventus 4-0 e il 5-1 nel derby?
Inter-Roma è uno dei gol più belli della mia carriera se non il più bello. Roma-Juventus è un secondo derby, perché c’è sempre stata rivalità e facemmo una partita stratosferica. Nel 5-1 contro la Lazio ci fu la dedica ad Ilary con “sei unica”. Roma-Parma è il sogno di tutti i romanisti, dovevamo vincere. Scelgo Roma-Parma.

Messaggio da Pizarro: quale gol ti piace di più tra quello con la Samp e quello con l’Inter?
Il Pec è un figlio di una buona donna. E’ un simpaticone e che fa scherzi tutti i giorni, però è anche un bel permaloso. Tra quei due gol è una bella lotta.

Messaggio da Bergomi: quanto ti piaceva giocare a San Siro?
Ringrazio Bergomi per le belle parole. San Siro è la Scala del calcio. Dopo l’Olimpico è lo stadio più importante, più significativo. Lì per fortuna tra Inter e Milan ho fatto tantissimi gol e prestazioni ad altissimo livello. Mi dava la forza di dare qualcosa in più. Anche loro erano abituati a vedere dei fenomeni perciò era uno stadio particolare. Ti veniva voglia di giocarci e di dare il massimo.

Cosa è successo poi con Spalletti?
Leggendo il libro si sa come finisce (ride, ndr). Sono stati due personaggi diversi. Il primo Spalletti era top perché era come un secondo padre, una persona con cui stavo quasi sempre. Il secondo Spalletti avrà avuto le sue ragioni o qualche idea da qualche altra persone. Non dico che mi ha voluto mettere il bastone tra le ruote, ma qualcosa non è andato. Ho cercato di tenere sempre la testa alta e ho cercato di fare del mio meglio nonostante fossi in difficoltà.

Dopo aver segnato in rovesciata al derby cosa hai pensato?
Era un derby ormai perso. Il primo tempo eravamo sotto 2-0 e nel secondo tempo siamo entrati con un’altra cattiveria. Diciamo che mi sono trovato al posto giusto e nel momento giusto in entrambi i gol. Il secondo è stato molto difficile perché a quell’età fare un balzo del genere non era facile, ma non ci ho pensato in quel momento.

Qual è stato il giocatore della Lazio con il quale hai avuto più rivalità?
Con Simone Inzaghi ho un grande rapporto. C’è rispetto reciproco e abbiamo fatto il percorso insieme in Nazionale. In questo momento è tra gli allenatori più forti in A e sta facendo grandi cose. La rivalità, invece, è sempre stata con Nesta nonostante un rapporto ottimo fuori dal campo.

Sulla possiibilità che la Lazio di Inzaghi vinca lo Scudetto
Sarei stato contento se allenasse un’altra squadra. Da tifoso romanista spero si fermino il prima possibile. Sono quelle annate dove ti dice tutto bene. In questo momento non gli si può dire nulla. Spero ci possa essere un black out il prima possibile.

Messaggio di Marcheggiani: il dieci è un numero particolare e in questo momento in Italia ci sono tanti centrocampisti di livello, ma nessuno con le carattestiche tue o di Del Piero
Luca per me è una persona eccezionale. Mi è sempre piaciuto da quando era il portiere della Lazio. Poi l’ho conosciuto meglio e lo frequento di più. Del Piero ha lasciato il segno e va rivisto nelle scuole calcio. Trovare un altro numero dieci come noi non sarà facile perché ognuno ha le sue caratteristiche e il suo modo di giocare e la sua istintività. Bisogna puntare alle vecchie origini e puntare molto sui settori giovanili e non cercare all’estero i nomi stranieri. Bisogna tornare a puntare sui giovani, così avremo più possibilità di trovarei i vari Totti e Del Piero.

Hai già individuato qualche giovane interessante nella tua nuova attività?
Stavo partendo con questa società di scouting, ma poi con il Coronavirus ci siamo fermati. La mia volontà è di trovare un altro Totti o giocatori di questo spessore. Cercherò in tutto il mondo e spero di trovarne. Cercherò di farli crescere nel migliore dei modi. Qualche giovane l’ho preso e lo farò crescere come sono stato cresciuto io: con un percorso diverso da tutti gli altri. Riuscirò a trovarlo. Se mi pongo un obiettivo cerco di arrivarci.

Che idea ti sei fatto di Fonseca? Ti sarebbe piaciuto lavorare con lui?
La Roma in questo momento ha alti e bassi. Siamo abituati a questi problemi. Fonseca per me è un grandissimo allenatore che sta capendo il calcio italiano e la città di Roma. Sta capendo molte cose. E’ una persona di cui mi parlano tutti bene, in primis i giocatori. Con alcuni innesti possiamo fare un grande campionato il prossimo anno. Noi? Io rimarrò sempre della Roma, il mio cuore sarà sempre dentro Trigoria.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Roma, il piano per Mkhitaryan. Si allontana Smalling

Roma, il piano per Mkhitaryan. Si allontana Smalling

Più passa il tempo e più sembra complicato terminare la stagione; le società, in ogni caso, sono al lavoro soprattutto in ottica futura. Da questo punto di vista è molto attiva la Roma che ha due questioni abbastanza spinose da risolvere: Mkhitaryan e Smalling, L’attaccante armeno ha espresso il desiderio di restare nella capitale; l’ipotesi principale per accontentare il giocatore è quella di un prestito con obbligo di riscatto per far contento anche l’Arsenal. Più complicata, invece, la trattativa di Smalling. Il difensore è stato protagonista di una stagione giocata ad alti livelli e lo United, proprio per questo, è intenzionato a farlo tornare. La società giallorossa avrebbe individuato in Lovren il sostituto ideale.

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La Lazio contatta Raiola per Romagnoli

La Lazio contatta Raiola per Romagnoli

La Lazio lavora al calciomercato per rinforzare la squadra in vista della prossima Champions League, secondo Lalaziosiamonoi, la dirigenza biancoceleste avrebbe avviato i contatti con Mino Raiola per arrivare ad Alessio Romagnoli. L’ex difensore centrale della Roma ha il contratto in scadenza nel 2022 con il Milan e percepisce circa 3,5 milioni a stagione; i rossoneri si avviano a vivere l’ennesima rivoluzione estiva ed il centrale romano potrebbe rappresentare una pedina sacrificabile per finanziare i nuovi acquisti. Romagnoli non ha mai nascosto la sua fede laziale, tanto che in occasione della semifinale di Coppa Italia nel 2018 non esultò dopo aver trasformato il calcio di rigore decisivo, sarebbe, quindi, un innesto gradito anche alla tifoseria. Potrebbe esserci qualche dubbio riguardo ad un suo possibile adattamento alla difesa a 3, nella quale Romagnoli andrebbe a ricoprire il ruolo di centro-sinistra, alternandosi con Radu; offrirebbe poi a mister Inzaghi anche la possibilità di cambiare modulo se fosse necessario: si potrebbe infatti pensare ad una linea di difesa a 4 con Radu sulla sinistra, Acerbi ed uno tra Romagnoli e Luiz Felipe al centro con Lazzari terzino destro.

 

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Roma, bisogna sistemare i conti!

Roma, bisogna sistemare i conti!

Il Coronavirus ha complicato tutto, anche nel mondo del calcio, mettendo nei guai numerose società calcistiche. Come si legge su Il Messaggero, uno dei club più in difficoltà al momento è la Roma di James Pallotta, quella che se non ci fosse stata l’esplosione del Coronavirus sarebbe diventata in primavera la Roma di Dan Friedkin.

L’attuale presidente della Roma, aspettando che la situazione migliori per ricominciare a trattare con Friedkin la cessione del pacchetto di maggioranza delle quote del club, dovrà intervenire in inverno con un aumento di capitale per dare nuova linfa vitale alle casse societarie, casse che al momento registrano una serie di brutti colpi sofferti per via di questa situazione pandemica: i cartellini dei calciatori si sono svalutati al momento del 28%, non è detto che si torni a giocare e pertanto potrebbero non esserci più gli introiti previsti sin da inizio stagione, in più prima dell’esplosione del Coronavirus la Roma aveva già fatto registrare un -87 milioni in bilancio che diventeranno circa 110 milioni al 30 giugno.

Le speranze per il popolo romanista sono due: che Friedkin e Pallotta ricomincino presto a trattare, ritoccando le cifre della cessione al ribasso visti gli handicap economici sofferti dalla Roma (non sarà certo più una cessione a 704 milioni), e che la UEFA vari un allentamento della morsa del Fair Play Finanziario che permetta a tutti i club (non solo la Roma è in difficoltà) di riorganizzarsi senza subire troppo il contraccolpo economico che rischierebbe di far implodere fin troppe società.

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Roma, nome nuovo per la fascia, Junior Firpo

Roma, nome nuovo per la fascia, Junior Firpo.

Alla Roma serve un terzino, in particolare a sinistra, vista l’età di Kolarov e le difficoltà fisiche di Spinazzola, che oltretutto è spesso utilizzato a destra, visto anche il futuro poco chiaro di Florenzi e Zappacosta.

L’ultima idea in casa Roma è quella di un profilo usuale ai propri bisogni, un terzino giovane e di prospettiva che si sia fatto già un po’ di esperienza, ed il nome ideale potrebbe essere il giovane terzino del Barcellona, Junior Firpo, classe ’96, dominicano di nascita, di nazionalità spagnola. 11 presenze in stagione, condite da un goal ed un assist, un bottino non ricchissimo ma considerando i mostri sacri a disposizione del Barca, numeri che bastano per candidarsi a prospetto per il futuro giallorosso, che permetterebbe al giocatore di crescere sotto l’ombra degli ultimi anni di carriera di Kolarov e poi prendersi la maglia da titolare.

Preso in questa stagione per una cifra di 18 Milioni dal Betis Siviglia, ex squadra anche del romanista Pau Lopez, e la società balugrana potrebbe intavolare la trattativa iniziando da un prestito con diritto di riscatto, opzione che permetterebbe alla Roma di valutare il giocatore per il futuro.

Un nome nuovo che potrebbe stuzzicare Petrachi ma anche i tifosi giallorossi.

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Sassuolo, Locatelli è richiestissimo!

Sassuolo, Locatelli è richiestissimo!

Manuel Locatelli, classe 98, esordisce in Serie A con la maglia del Milan, per lui una seconda pelle, nel 2016 appena raggiunta la maggiore età. Nella stagione successiva si mette in mostra, giocando 25 partite sotto la guida tecnica di Vincenzo Montella, segna due reti in campionato, una delle due nel grande classico contro la Juventus a San Siro; le buone prestazioni e la giovane età gli valgono ben presto l’etichetta di predestinato in un ambiente sempre meno abituato a vincere e disperatamente bisognoso di punti di riferimento. Locatelli è evidentemente troppo giovane per rispondere a questo tipo di pressione e nell’annata successiva ne paga il prezzo: con Gattuso trova poco spazio e spesso riceve dei fischi ingenerosi da una tifoseria sempre più ferita dalla schizofrenia societaria. Manuel capisce che è arrivata l’ora di cambiare aria e si accasa così al Sassuolo nell’estate 2018 con la formula del prestito con obbligo di riscatto,  fissato a 12 milioni. Nello scacchiere di De Zerbi Locatelli ci mette un pochino ad inserirsi, ma da un anno e mezzo a questa parte ne è diventato un perno a tutti gli effetti ed a suon di ottime prestazioni ha attirato su di sé l’interesse di grandi società, che notano la maturazione di un ragazzo equilibrato sia in campo che fuori. Locatelli segna poco anche con la maglia neroverde, ma è sempre più bravo a dare i tempi di gioco e ad aprire spazi per i compagni quando si muove senza palla, è ancora grezzo per certi punti di vista, ma la mano di grandi tecnici e la possibilità di allenarsi con dei campionissimi potrebbe far definitivamente esplodere l’ex centrocampista del Milan. Intanto il Sassuolo gongola, sapendo di poter guadagnare dall’investimento di due stagioni fa con la speranza che si scateni una vera e propria asta, cosa che, secondo la redazione di Tuttomercatoweb, è sempre più probabile. Sul ragazzo ci sono simultaneamente Juventus, Inter, Roma e Napoli, più qualche squadra della Premier League rimasta per il momento segreta.

 

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Roma, le mosse di mercato di Petrachi per rinforzare la rosa

Roma, le mosse di mercato di Petrachi per rinforzare la rosa

In questi giorni complicati per il mondo del calcio, e non solo, le società stanno cercando di organizzare la prossima stagione provando ad anticipare la concorrenza sul mercato. La Roma, da questo punto di vista, ha varie trattative sul tavolo. Per quanto riguarda il reparto offensivo uno degli obiettivi è Pepé del Gremio; il giocatore è seguito da Bayern Monaco, Valladolid, Ajax e PSV. Petrachi, per portarlo nella capitale, dovrà sborsare venti milioni. Non solo il giocatore offensivo nel mirino del DS giallorosso. Per la difesa, qualora non dovesse essere riscattato Smalling, si proverà a chiudere per uno tra Rojo (Manchester United) e Lyanco (Torino). A centrocampo, invece, i nomi sul taccuino sono quelli di Kovalenko e Marcos Antonio graditi al tecnico Fonseca. La società giallorossa è al lavoro per regalare al tecnico portoghese una rosa che possa essere competitiva nella prossima stagione e lottare per obiettivi importanti sia in Italia sia in Europa; i nomi sono tanti ma anche il tempo, per decidere quale siano i profili migliori, non manca.

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Gravina: “Cessione Roma? Si, credo andrà avanti”

Gravina: “Cessione Roma? Si, credo andrà avanti”

In un’intervista rilasciata a LaRoma24, il presidente Gabriele Gravina della FIGC ha parlato della cessione della Roma da Pallotta a Friedkin che nelle ultime ore ha fatto registrare un rallentamento ma non uno stop definitivo, come era stato erroneamente riportato da alcuni nella notte. Queste le parole di Gabriele Gravina“Ci sono delle norme che regolano il passaggio dei pacchetti azionari, noi siamo stati informati per le vie brevi, siamo in attesa di ricevere tutta la documentazione prevista dalle norme, ma forse ora ci sono altre priorità, quindi saranno oggetto di valutazione da parte della nostra commissione interna per dare il via libera al passaggio sotto il profilo sportivo, poi sapete che civilisticamente noi possiamo incidere poco. L’operazione va avanti? Mi sembra di sì, credo proprio di sì“.

Anche l’attuale presidente James Pallotta ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo la trattativa per la cessione del suo club a Dan Friedkin: “Che ‘cielo’ (giocando sulla traduzione di Sky) fai?”, le parole del presidente in merito alle ultime indiscrezioni, poi alla domanda se al momento l’affare è ancora possibile ha risposto con un secco Sempre“.

 

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Calciomercato Roma, ecco chi potrebbero essere i nuovi acquisti

Calciomercato Roma, ecco chi potrebbero essere i nuovi acquisti


Calciomercato. Secondo il sito Onefootball sono molti i giocatori che sono accostati alla Roma, nonostante l’emergenza Coronavirus stia inevitabilmente stravolgendo le trattative di mercato e non solo.

La sessione di mercato estiva sarà sicuramente differente da quelle precedenti, anche perché potrebbe concretizzarsi in maniera analoga a quella di Gennaio, ovvero mentre il Campionato è in corso d’opera (nell’ipotesi in cui si tornasse a giocare).

Per quanto riguarda i colpi in entrata per i giallorossi ecco a voi i nomi che circolano al momento.

Il primo nome sulla lista è quello dell’attaccante Francisco das Chagas Soares dos Santos, meglio noto come Tiquinho. Brasiliano classe ’91 è al Porto dal 2017 e attualmente ha una media precisa di un gol ogni 2 partite giocate, considerando tutte le competizioni. Attaccante molto alto ma rapido, è un pupillo di Mister Fonseca che lo porterebbe volentieri a Roma come possibile erede di Edin Dzeko.

Un altro nome sul taccuino di Gianluca Petrachi sembra essere quello di Giacomo “Jack” Bonaventura. Il centrocampista del Milan è in scadenza con i rossoneri e sembra che non gli verrà offerto il rinnovo, probabilmente a causa dei numerosi infortuni patiti nella sua carriera e delle sole 28 partite disputate negli ultimi 2 anni. La Roma potrebbe essere una buona occasione di rilancio per la sua carriera.

Qui sarebbe un ritorno, quello di Stephan El Shaarawy che, da quanto circola da mesi, farebbe carte false per tornare a vestire il giallorosso. Il feeling con la Cina e con il suo club, lo Shangai Shenhua non è mai scattato e sembra proprio che la porta verso la Capitale possa riaprirsi, soprattutto in vista dell’Europeo che, come ben saprete, si giocherà il prossimo anno. In giallorosso El Shaarawy ha collezionato 139 presenze segnando 40 gol, molti dei quali di pregevole fattura.

Un nome che circola da tempo in orbita AS Roma è quello di Viktor Kovalenko, talentuoso centrocampista della nazionale ucraina e attualmente giocatore dell’ultima squadra allenata da Paulo Fonseca, lo Shakhtar. E’ in scadenza di contratto ed è sicuramente un nome possibile sia se dovesse rimanere Mkhitaryan, sia se il centrocampista armeno dovesse tornare in Inghilterra, all’Arsenal.

C’è anche una suggestione, ma sembra essere molto difficile considerando la grande concorrenza, che è quella legata al nome di Mario Götze. Il giocatore del Borussia Dortmund è in scadenza di contratto e sembra voglio venire a giocare in Italia. Staremo a vedere…

In un approfondimento di questa mattina si è abbondantemente parlato di quello che è il mercato legato ai rientri dai prestiti nell’articolo di Federico Isidori che potete leggere qui.

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