Il calendario dei compleanni: Sébastien Frey

Buon compleanno Sébastien Frey!

C’è da sempre una rivalità storica tra italiani e francesi, rivalità che non si ferma solamente al calcio giocato ma si allarga un po’ a tutti i campi della vita nonostante ci continuiamo a chiamare cugini a vicenda. Nato a Tonone in Francia il 18 marzo 1980, Sébastien Frey è tra i francesi più legati storicamente al nostro paese: con ben 446 presenze nella nostra Serie A è il quarto straniero con più partite giocate nel nostro campionato dopo Javier Zanetti (615), Samir Handanovic (462) e José Altafini (459), questo l’ha reso di diritto un vero e proprio italiano d’adozione.

Sébastien Frey approdò in Italia nel lontano 1998 quando, appena maggiorenne e sotto segnalazione di Walter Zenga, l’Inter dei quattro allenatori (Simoni, Lucescu, Castellini e Hodgson) lo mise sotto contratto. Dopo una stagione vissuta da riserva all’Inter andò in prestito al Verona dove disputò un’ottima annata da titolare, per tornare poi l’anno successivo all’Inter dove divenne il titolare dei nerazzurri anche solo per una stagione. Nell’estate del 2001, a ventuno anni, passò al Parma per 10 miliardi di lire dove sostituì il partente Gigi Buffon: in Emilia-Romagna visse quattro stagioni importanti dove si mise in mostra attirando su di sé le attenzioni di tanti club italiani e stranieri. Nel giugno del 2005 Frey passò alla Fiorentina dopo un’operazione da 5 milioni e mezzo di euro: col club viola, sotto la guida di Cesare Prandelli che lo volle fortemente alla Fiorentina, si consacrò definitivamente come uno dei portieri più forti del nostro campionato e divenne una bandiera ed un idolo della curva Fiesole. Nell’estate del 2011, dopo una stagione vissuta quasi interamente ai box per un brutto infortunio al ginocchio, la Fiorentina decise di cederlo e fu così che approdò al Genoa: coi rossoblù visse due ottime stagioni condite da due salvezze, il rendimento di Séba Frey fu notevole e anche lì divenne rapidamente un idolo della tifoseria. Lasciò l’Italia nell’estate del 2013 per andare a chiudere la carriera in Turchia, al Bursaspor, dove disputò una buona stagione prima di appendere i guanti al chiodo il 5 dicembre del 2015.

Sébastien Frey ha vissuto una carriera importante che l’ha portato a giocare anche in Coppa UEFA (poi Europa League) ed in Champions League, arrivando a giocare le semifinali della prima e gli ottavi della seconda, ma Séba ha sempre avuto un grande rimpianto in carriera: la Nazionale, come si legge su Tuttomercatoweb, visto che con la casacca dei Bleus ha giocato solamente un’amichevole con l’Ecuador ed un incontro delle Qualificazioni ad Euro 2008 contro l’Ucraina.

Nato e cresciuto per essere un vero numero uno, Séba Frey si è sempre distinto per una forte leadership che ha assunto in ogni spogliatoio in cui ha giocato. Portiere abilissimo tra i pali e nell’uno contro uno, peccava talvolta nelle uscite.

Compie oggi quarant’anni il più italiano tra i francesi: auguri Sébastien Frey!

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sulle squadre di Serie A – LIVE

Coronavirus: gli aggiornamenti in tempo reale sui campionati FIFA/UEFA – LIVE


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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?

 




Parma, la conferenza stampa di Roberto D’Aversa

Conferenza stampa D’Aversa– Il tecnico del Parma, Roberto D’Aversa, è intervenuto nella giornata di oggi in conferenza stampa in vista del prossimo impegno di campionato.

Domani alle 15.00 , infatti, la squadra emiliana incontrerà la Lazio di mister Inzaghi, per il match valido per la 28° giornata (qui le probabili formazioni di Lazio-Parma) di Serie A.

“Dovremo dare continuità andando a Roma per cercare di fare risultato. Consapevoli di avere di fronte una squadra forte in ogni reparto con diverse individualità. Con compattezza dovremo fare una grande prestazione, come abbiamo già fatto con altre big”.

Situazione infortunati e indisponibili?

“Non ci saranno Sierralta, Barillà, Stulac e Scozzarella, squalificato. Le decisioni finali le prenderò domani, siamo in una situazione di emergenza a centrocampo. Ma questi ragazzi hanno dimostrato di saper tirare fuori il meglio nelle difficoltà”

Domani la centesima panchina con il Parma: sensazioni?

“C’è emozione per l’obiettivo personale, ma a me interessa l’obiettivo di squadra, lo sapete. Queste cento panchine sono volate per i risultati che abbiamo ottenuto. Leggere il mio nome accostato ad altre squadre fa piacere, ma il mio unico pensiero è restare e continuare il progetto Parma. Anche perché Parma è una grande piazza con una grande storia”.

Ci sarà una grande pubblico all’Olimpico:

“Deve essere motivo di orgoglio giocare in uno stadio così importante con così tanto pubblico. Senza soggezione dovremo fare la nostra partita”.

Il tuo stile di gioco può ricordare un po’ quello di Gattuso, con squadre molto organizzate:

“Per quanto riguarda Gattuso, l’organizzazione si vedeva anche prima dei risultati e della posizione di classifica. E’ un allenatore bravo ed organizzato, la sua squadra rispecchia la sua personalità. Io devo ancora capire cos’è il bello per qualcuno. Sento spesso “catenacciaro”, ma se guardiamo la partita con il Genoa abbiamo giocato più nella metà campo avversaria. Rimango stupito quando leggo le interviste post-partita. Qualcuno ha una visione distorta della realtà”.

La Lazio ha tanta qualità, ma quanto influisce la mancanza di Immobile?

“Con caratteristiche diverse giocherà Caicedo, che su 10 partite giocate ha vinto 9 volte. Ci sono tanti giocatori di qualità a centrocampo e in difesa, hanno possibilità di sfruttare sia il dialogo che la prestanza fisica. E’ una squadra forte, l’anno scorso ha perso la Champions all’ultima giornata e ha mantenuto la stessa ossatura. Dobbiamo fare una grane partita, pensando di poter portare a casa il risultato e voglia di dimostrare di non esser inferiori, seppur sulla carta la Lazio sia più forte”.

Stasera a Roma c’è l’Italrugby: sei preoccupato per le condizioni del campo?

“Sinceramente non ho visto le condizioni del campo. Per me non ci devono essere alibi, se il campo sarà in brutte condizioni ci sarà sia per noi che per loro”.

Che squadra è la Lazio?

“La Lazio è una squadra ordinata e con qualità, sono molto bravi a sfruttare le ripartenze giocando con un 3-5-2. All’andata abbiamo perso da una palla inattiva nostra, di fronte avremo una squadra ordinata, compatta che lavora insieme da tanto tempo. A questo si aggiunge struttura fisica e qualità. Sono una squadra forte. Inzaghi è stato molto bravo, dimostrando di essere un grande allenatore”.

Il Parma può affrontare questo match in maniera serena, senza nulla da perdere:

“Tranquilli perché non abbiamo nulla da perdere è un termine che non mi piace. Abbiamo tanto da perdere, se pensiamo di affrontare la partita in maniera più serena, abbiamo sbagliato tutto. Dobbiamo affrontare le partite in maniera “ignorante” come abbiamo fatto dall’inizio dell’anno, per cercare di portare a casa punti indipendentemente dall’avversario”.




Buffon, i 5 momenti chiave della sua carriera

Gigi Buffon, dopo 22 anni di carriera, ha deciso di dire addio al calcio italiano: quella di domani contro l’Hellas Verona, sarà l’ultima partita in Serie A per il portiere bianconero, che dirà addio al nostro campionato dopo 640 presenze (di cui 294! senza subire goal) con le maglie di Parma e Juventus. Prima di ripercorrere la sua carriera tramite cinque momenti chiave del 40enne di Carrara, è giusto e meritevole ricordare il suo palmarés: 9 Scudetti, 5 Coppe Italia, 6 Supercoppe italiane, 1 Campionato di Serie B, 1 Coppa Uefa e 1 Coppa del Mondo. Leggendario.

19 NOVEMBRE 1995: ESORDIO IN A

Si gioca Parma-Milan e Luca Bucci, portiere titolare del Parma, è fuori per infortunio. Il tecnico Nevio Scala decide di sorprendere un po’ tutti rinunciando a schierare in campo Alessandro Nista, il secondo portiere dei ducali. Infatti, tra i pali ci andrà un giovane 17enne, che alla fine della partita, terminata sullo 0-0, risulterà il migliore in campo e la sua prestazione sarà premiata con un 8 in pagella sulle pagine de La Gazzetta dello Sport.

29 OTTOBRE 1997: ESORDIO IN NAZIONALE

La storia d’amore con la Nazionale italiana comincia nell’autunno del 1997, quando Cesare Maldini, complice l’infortunio di Pagliuca al 32′ del primo tempo, decide di mandare in campo Buffon durante Russia-Italia. Dopo aver fatto tutte le trafile delle giovanili, Gigi raccoglierà ben 176 presenze con la Nazionale maggiore, portando a casa anche un storica Coppa del Mondo da protagonista.

12 MAGGIO 1999: PRIMO E UNICO TROFEO INTERNAZIONALE

Nel lontano 1999, chi avrebbe mai pensato che quella Coppa Uefa vinta con il Parma sarebbe stato l’unico trofeo internazionale per club che Buffon avrebbe conquistato nella sua carriera? A distanza di anni, quella Coppa vinta contro il Marsiglia ha un sapore agrodolce se si pensa a quante volte Gigi abbia avuto l’occasione per conquistare la Champions League e coronare il suo sogno. Per lui, sarà comunque un bellissimo ricordo.

9 LUGLIO 2006: LA COPPA DEL MONDO

Forse nel suo palmarés mancherà la Champions League, ma quella Coppa del Mondo vale almeno una Champions e mezzo. Le prestazioni di Buffon durante tutto il Mondiale, gli sono valse un testa e testa fino all’ultimo voto con Cannavaro per il Pallone d’Oro. Quella sera del 9 luglio, per Gigi, è stata anche la sera in cui è stato incoronato miglior portiere sul pianeta. Dodici anni fa era già Leggenda.

6 MAGGIO 2012: LO SCUDETTO DELLA RINASCITA

Dopo Calciopoli, la discesa in Serie B, il ritorno in Serie A e due 7° posti consecutivi, il 6 maggio del 2012 arriva lo Scudetto della rinascita targato Antonio Conte. Dopo aver toccato il fondo, sei anni dopo Buffon riporta sul tetto d’Italia la sua squadra, vincendo la corsa alla vittoria contro un Milan tecnicamente superiore. E come sappiamo tutti, quello è stato il primo dei sette Scudetti consecutivi vinti dal capitano juventino.




Non solo Bayern-Sambenedettese: i 5 gemellaggi più strani del calcio italiano

Cosa ci facevano ben cento tifosi del Bayern Monaco alla partita di Serie C tra Sudtirol-Sambenedettese? Come i più appasionati sapranno, Bayern e Sambenedettese sono gemellate dal lontano 2005, quando alcuni esponenti della “Schickeria” (gruppo tedesco appassionato delle realtà calcistiche minori italiane), arrivarono allo stadio per seguire il match Sambenedettese-Napoli, proprio negli anni in cui il club campano era sprofondato in Lega Pro a causa del fallimento. Grazie a un tifoso marchigiano che parlava il tedesco, naque un’amicizia che poi si trasformerà in un gemellaggio solido. Negli anni ci sono state tante dimostrazioni di affetto da entrambe le parti. La più emblematica risale allo scorso anno, quando i tifosi tedeschi omaggiarono la squadra italiana per la promozione in Lega Pro con la scritta “L’amicizia va oltre ogni categoria. Auguri, magica Samb”. Andiamo a scoprire quali sono i gemellaggi più strani del calcio italiano.

Juventus-ADO Den Haag

Il gemellaggio tra i bianconeri e la squadra olandese naque nel lontnao 1988, quando un gruppo di tifosi olandesi assisitì ad una partita di Coppa UEFA tra Juventus e Liegi. Da quel giorno il rapporto si è rafforzato sempre di più, fino ad arrivare a festeggiare il 25° anniversario del gemellaggio: per l’occasione, oltre lo striscione che potete ammirare nella foto qui sotto, un centinaio i tifosi bianconeri sono stati invitati per partecipare ad un match contro il Feyenoord.

Milan-Partizan Belgrado

Il gemellaggio è nato in tempi recenti, quando nel 2012, alcuni tifosi serbi del Partizan Belgrado, hanno assistito al match di Champions League tra Milan e Barcellona. In seguito, i 40+ (il nome della tifoseria) hanno invitato una delegazione di tifosi rossoneri ad assistere all’emozionante derby contro lo Stella Rossa.

Roma-Panathinaikos

Il gemellaggio tra le tifoserie è nato grazie al basket, quando alcuni tifosi romanisti assistirono al match tra la Lottomatica e appunto il Panathinaikos. Al termine della partita, i tifosi delle due squadre sono andate a bere insieme in un pub e hanno stretto un’amicizia confermata poi anche nel calcio, quando la Roma incontrò l’Olympiacos: un numeroso gruppo di Pao viene in sostegno degli ultras capitolini, accompagnandoli allo stadio e dandogli ospitalità nel dopo gara.

Sampdoria-Olympique Marsiglia

Il gemellaggio tra le due tifoserie dura da più di 30 anni, quando alcuni tifosi dell’Olympique Marsiglia vennero a Genova per vedere una partita dei blucerchiati. Lo scorso anno, in occasione del rapporto trentennale, è stata organizzata una vera e proprio festa per ricordare l’anniversario dell’amicizia.

Parma-Bordeaux

L’amicizia naque nel lontano 1998, quando un ragazzo girondino si trasferì a Parma per continuare gli studi ed entrò a bere nel bar dove si riunivano i tifosi ducali. Qualche tempo più tardi, una delegezione di tifosi italiani fu invitata ad asssistere alla finale di Coppa di Francia, al nuovo stadio Saint Denise contro il Paris Saint-Germain. Da quel momento, naque ufficialmente il gemellaggio tra le due tifoserie.




Parma, piace Pazzini dell’Hellas Verona

Giorni decisivi per il futuro di Pazzini; l’attaccante, infatti, è sempre più vicino a dire addio all’Hellas Verona. L’ex Inter, però, vuole restare in Italia ed è per questo che non è decollata la trattativa con il Levante. Il desiderio del classe 1984, secondo La Gazzetta dello Sport, potrebbe esaudirlo il Parma; il club è alla ricerca di una punta vista la probabile cessione di Calaiò al Palermo.




Parma, spunta l’idea Pazzini

Il Parma vuole mettere a segno un grande colpo di mercato; il sogno si chiama Giampaolo Pazzini. L’attaccante non sta vivendo una grande stagione con l’Hellas Verona e potrebbe anche decidere di accettare la corte del club emiliano per provare a portare in Serie A gli uomini di D’Aversa.




Parma, è fatta per Gazzola del Sassuolo

Il Parma, quinto in Serie B, è in piena lotta per conquistare un posto nei prossimi playoff. La società, per raggiungere questo obiettivo, ha bisogno di esperienza ed è per questo che ha raggiunto l’intesa per Marcello Gazzola. Il difensore, in arrivo dal Sassuolo, non rinnoverà il contratto con la società neroverde.




Il punto sul Parma: news, mercato e ultime dai campi

La situazione:

Vittoria per 0-1 contro la Fiorentina ed il pareggio a reti bianche nel derby emiliano contro il Bologna, contornati dalle sconfitte (con il medesimo risultato 2-0) contro Sampdoria e Roma. Questo è il bottino delle ultime 4 partite di Serie A TIM grazie al quale il Parma è attualmente dodicesimo, a quota 25 punti (ben 12 in più del Bologna terzultimo e solo 5 in meno della Roma sesta in classifica). Alla ripresa del campionato, dopo la trasferta ad Udine, sabato 19 gennaio, la sfida in casa contro la SPAL, prima del doppio, prestigioso confronto con Juventus (a Torino) ed Inter allo stadio “Ennio Tardini”: è questo il calendario che attende il Parma in Serie A TIM.

Il mercato:

Per quanto riguarda il mercato in entrata, Alfredo Pedullà riferisce di come sia in dirittura d’arrivo la trattativa per l’approdo alla corte di Roberto D’Aversa di Juraj Kucka. Mentre, invece, Gianluca Di Marzio, in Sky Calciomercato, parla dell’interessamento della società per Benito dello Young Boys, seguito anche dal Bologna. A Lazionews.eu, Daniele Faggiano ha dichiarato che non c’è alcuna offerta per Caceres, al momento. In uscita, su Da Cruz c’è da registrare l’interessamento del Carpi.

Le ultime dai campi:

Nella giornata di martedì, a Collecchio, riprenderanno gli allenamenti della squadra. Da valutare gli eventuali recuperi degli infortunati Scozzarella ed Inglese, con Grassi e Sierralta che proseguiranno le cure dai rispettivi acciacchi.