Roma, Bonaventura ha detto sì. Per il calciatore è pronto un triennale

Roma, Bonaventura ha detto sì. Per il calciatore è pronto un triennale

Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport  la Roma avrebbe ottenuto il sì di Jack Bonaventura. Il giocatore, in scadenza di contratto con il Milan, si sarebbe già accordato per un triennale con i giallorossi che hanno sbaragliato la concorrenza di Torino ed Atalanta, ed arriverebbe a parametro zero. Il suo procuratore Mino Raiola ha spinto molto per il buon esito della trattativa per il suo assistito. Dopo anni travagliati in rossonero nei quali solo a sprazzi ha potuto mostrare il suo talento, costretto spesso ai box a causa di infortuni, il giocatore, che compirà 31 anni il prossimo agosto, è pronto al rilancio nella Capitale.

Il club giallorosso gli offre, come detto,un contratto triennale da 2,5 milioni di euro netti a stagione più bonus (mezzo milione in più rispetto all’attuale ingaggio in rossonero).

Con i rossoneri il centrocampista ha disputato 171 partite segnando 41 gol. è arrivato nell’estate 2014 dall’Atalanta per 7 milioni di €, scegliendo il Milan dopo esser stato corteggiato anche dall’Inter.

Bonaventura ha vestito anche la maglia azzurra in 14 occasioni, senza mai essere andato a segno.


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Milan, André Silva: “Non so cosa mi riserverà il futuro”

Milan, André Silva: “Non so cosa mi riserverà il futuro”

André Silva, l’ex attaccante del Porto, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport ed ha rivelato che ad oggi ancora non sa cosa gli riserverà il futuro. L’attaccante portoghese compierà 25 anni a novembre e si appresta ad entrare nell’età della maturità calcistica non avendo ancora rispettato le aspettative circa il suo immenso talento; il suo cartellino è di proprietà del Milan che tre stagioni fa investì molti soldi (circa 38 milioni)per strapparlo al Porto, ma dopo una sola stagione in rossonero si è trasferito in Spagna, al Siviglia, con la formula del prestito con diritto di riscatto. Tornato di nuovo a Milanello è stato nuovamente girato in prestito stavolta  in Bundesliga all’ Eintracht Francoforte, dove André ha ritrovato spazio e minuti, e proprio la scorsa domenica è tornato a segnare nella pesante sconfitta interna con il Borussia Mönchengladbach. Ecco un estratto della sua intervista che ci fa capire quanto non ci sia niente di certo nel suo futuro prossimo:

 “A Francoforte ho avuto l’occasione di mettermi in mostra, ho avuto fiducia. Sono contento di essere qui. Non posso sapere cosa accadrà. Indipendentemente da club, competizione o paese io però voglio essere protagonista. Chi è ambizioso vuole sempre vincere”.

 

 

 

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Eroi estemporanei: che fine ha fatto Antonio Nocerino?

Che fine ha fatto Antonio Nocerino?

Il mondo del calcio è costellato da campioni, leggende ed eroi. A volte un calciatore rappresenta un esempio, uno stile di vita e, non nascondiamocelo, tutti noi da bambini abbiamo ammirato le gesta di quel calciatore che, per forza di cose, ti entra nella testa e ti resta nel cuore. Che sia un bomber, un centrocampista dai piedi fatati, un difensore invalicabile o quel portiere così forte da regalarti la sicurezza che, anche questa volta, la palla non entrerà.
Dai primi anni del duemila, per esempio, sembra quasi impossibile non ricordare le gesta ed i goal di attaccanti del calibro di Totti, Del Piero e Ronaldo, le geometrie da fantascienza di Pirlo e Ronaldinho o le parate di Gianluigi Buffon; ma non sempre sono i grandi campioni a scrivere la storia. Avete presente lo storico Mondiale 2006? Focalizzate la rete del 2-0, contro la Repubblica Ceca, che ci ha permesso di approdare agli ottavi di finale. Bene. Siamo sicuri che la maggior parte di voi in questo momento non penserà solo a super Pippo Inzaghi, ma piuttosto a quella maledetta corsa, a quella voglia di ricevere il pallone ed entrare nella storia, di Simone Barone. Quella palla non gli arriverà mai, ma ecco che nella storia, e soprattutto nel cuore degli appassionati, ci sei entrato ugualmente.

Questo discorso lo possiamo proiettare su una vecchia conoscenza del nostro campionato, Antonio Nocerino. Oltre ad aver vestito tante casacche in Italia e nel mondo, Nocerino verrà ricordato negli anni per il periodo in cui ha indossato quella del Milan. All’epoca, nonostante le tante stelle presenti in rosa come Zlatan Ibrahimovic, l’eroe dell’annata 2011/2012 rossonera fu proprio il buon Antonio, acquistato durante l’ultimo giorno di mercato estivo per 500.000 euro. Nonostante le bassissime aspettative, Nocerino chiuse la sua prima stagione con 35 partite in campionato, 3 in Coppa Italia e 10 in Champions League e con 11 reti all’attivo, rimanendo poi per sempre nel cuore dei tifosi.
Ma la domanda che ci poniamo oggi è: che fine ha fatto Antonio Nocerino? Scopriamolo insieme.
Come racconta L’insider, Nocerino vive in Florida e sembra essere molto felice riguardo alle sue scelte del passato. Come possiamo leggere non sembra molto forte la nostalgia dell’Italia: “Qui si sta benissimo, io e la mia famiglia abbiamo fatto la scelta giusta e non tornerei indietro”.
La lunga intervista che ci offre il blog ci da anche un’idea su quanto possa essere diverso il calcio italiano da quello statunitense. A tal proposito l’ex Palermo ci racconta: “Qui, in America, il calcio è giovane, giovanissimo rispetto all’Italia: quest’anno la MLS spegne 25 candeline. Poche, no? Altro dettaglio, importante tanto quanto il primo: non è lo sport nazionale. Non è quello che tutti sognano di praticare. Ti faccio un esempio, se cammini per strada troverai molti più bambini giocare a baseball oppure a basket che a calcio. In Italia direi che è esattamente il contrario. Anzi, gli altri sport sono praticamente a zero […]  “Immagina questa scena: io in piazza Duomo. Qualcuno mi potrebbe anche fermare, per una foto o un autografo. Non so in quanti ma sicuramente qualcuno si avvicinerebbe. Ecco. Da queste parti mi considerano a mala pena! Poche domande, incrocio solo qualche sudamericano tifoso del Milan che mi ferma di tanto in tanto. Sei visto come una persona ‘normale’, tutt’altro che famosa, proprio perché il calcio è seguito molto meno rispetto all’Italia. Per dire, quello femminile ha leggermente più appeal del maschile”.
Nocerino si racconta a tuttotondo, spaziando dai ricordi di campo, al suo stile di vita, sino ad arrivare a parlare del suo campionato prediletto, la Premier League, e addirittura dell’importanza che ha la religione all’interno della sua vita.
Certi eroi non si scordano mai, è vero, ma ogni tanto una bella rinfrescata alla memoria non fa mai male e questa intervista ci fa rivivere emozioni che ormai sembrano lontane.
Ciao Antonio, ti aspettiamo in Italia.




Denzel Dumfries, il terzino giusto per il Milan

Denzel Dumfries, il terzino giusto per il Milan

Il Milan quest’estate, Rangnick o meno, si rifarà la pelle. I rossoneri vareranno l’ennesima rivoluzione tecnica e con tutta probabilità anche dirigenziale, resta da capire se la dirigeranno Massara-Maldini o Ralf Rangnick. Qualche certezza il Milan l’ha trovata ultimamente: Gigio Donnarumma fra i pali, Alessio Romagnoli al centro della difesa, Theo Hernandez sulla fascia sinistra, Ismael Bennacer in mediana, Rebic e Castillejo come ali; troppo poco, non basta, serve ben altro per tornare in Champions League, servono rinforzi di livello da affiancare a questi ottimi calciatori che stanno facendo bene al Milan.

Come riportato da Calciomercato.com, uno dei problemi più evidenti del Milan è la fascia destra: Conti non dà garanzie fisiche e pesa a bilancio, Calabria non ha mai convinto tecnicamente fino in fondo. Andrea Conti pesa a bilancio per 12,5 milioni di euro, motivo per cui occorrerebbe venderlo a una cifra cospicua per non registrare una minusvalenza. Scenario improbabile, dettato dal singolare calciomercato che ci apprestiamo a vivere, quindi ipotizzare che qualcuno metta sul piatto almeno 15 milioni di euro per Conti sembra piuttosto impensabile. Chi potrebbe salutare tra i due terzini destri è sicuramente Davide Calabria: sole 5 presenze con Pioli, il passato nel vivaio permetterebbe al Milan di registrare una plusvalenza totale ed il ragazzo piace al Bologna di Sinisa Mihajlovic.

Dunque uno tra Conti e Calabria saluterà, più probabilmente il secondo, ma come si legge su Calciomercato.com servirà un titolare da piazzare sulla fascia destra rossonera. Con Mino Raiola il milan dovrà cercare un accordo per Donnarumma e Ibrahimovic, ma nel mentre Raiola ha arricchito la sua preziosa bottega con il richiestissimo Denzel Dumfries, terzino destro olandese originario di Aruba, capitano del PSV e nel giro della nazionale dell’Olanda. Il Milan è molto interessato al ragazzo e la richiesta è di soli 20 milioni di euro, prezzo che potrebbe diventare anche più basso a causa degli effetti che il Coronavirus avrà nel mondo del calcio deprezzando tutti i cartellini dei calciatori. Il terzino classe 1996 piace anche diverse società delle Premier League ma da Raiola è arrivata un’importante apertura al Diavolo: l’idea di poter essere allenato da Rangnick è considerata interessante per la crescita di Dumfries e la possibilità di giocare con una maglia storica come quella del Milan piace e non poco al ragazzo.

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Calciomercato, l’agente di Szoboszlai: “Probabile un futuro in Serie A”

Calciomercato, l’agente di Szoboszlai: “Probabile un futuro in Serie A”

Calciomercato – Dominik Szoboszlai è un nome che nelle ultime settimane si legge spesso insieme a quello del Milan. Il centrocampista in forza al Salisburgo sembra avere molto mercato anche tra altre squadre di Serie A che si sono informate per prendere l’ungherese e sono Roma, Lazio ed Atalanta, oltre al già citato Milan. Il suo agente, Matyas Esterhazy, è stato intervistato dal sito tmw.com, e ha rilasciato parecchie dichiarazioni interessanti:

Haaland però è andato al Borussia Dortmund per evitare di non giocare al Real Madrid o alla Juventus… Può essere un percorso simile?

Non stiamo pensando a nomi, se fare un passo più lungo o più breve. Pensiamo solamente alle possibilità, al giusto progetto. Certo, per noi giocare tanto è una necessità. Sceglieremo quello migliorare il più possibile, secondo me Dominik ha la possibilità di essere uno dei migliori giocatori d’Europa nel suo ruolo.

Quindi l’Italia…

Alla fine della storia la scelta viene fatta dal giocatore. Nella mia idea sia il calcio italiano può essere una buona destinazione.

Però si parla di Milan, di Roma, di Lazio e Atalanta…

Se il tempo è quello giusto, la Serie A è una delle scelte più probabili, ovviamente.

Qual è il suo prezzo?

È molto difficile parlare di valore, è definito dal mercato. Ma mai come oggi è instabile, il Coronavirus avrà delle ripercussioni, probabilmente nei prezzi. Sarà complicato definirlo.

Il campionato austriaco intanto è pronto a ripartire…

Dovrebbero farlo con la finale di coppa il 29 maggio, poi playoff e playout. Dovrebbero finire il 5 luglio. Il protocollo è simile a quello della Bundesliga. Alla fine credo sia una buona scelta quella di isolare i positivi: se lo è uno non vuol dire che lo sia tutta la squadra.


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Ibrahimovic, parla Mihajlovic e svela il futuro dello svedese

Ibrahimovic, parla Mihajlovic e svela il futuro dello svedese

Voci che si rincorrono da tempo ma adesso arrivano delle dichiarazioni che sembrano avere proprio i connotati dell’ufficialità. L’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic intervistato dalla tv serba Vece sa Ivanom Ivanovicem ha rivelato di aver parlato con Zlatan Ibrahimovic riguardo il futuro dello svedese. L’attaccante, arrivato a gennaio a Milano da svincolato dopo l’esperienza in California con i Los Angeles Galaxy, era tornato in Svezia durante la quarantena per proseguire gli allenamenti con l’Hammarby, squadra della quale detiene alcune quote.

«Mi ha chiamato qualche giorno fa, vedremo cosa deciderà in estate. Certamente non rimarrà a giocare a Milano, ma la domanda è se verrà da noi o tornerà in Svezia. Il Bologna l’anno prossimo vorrà lottare per andare in Europa».

Parole che non lasciano nemmeno il beneficio del dubbio sulla fine della seconda avventura in maglia rossonera dello svedese che ha messo a segno 4 reti in 10 partite al Milan.

Se consideriamo la prima esperienza rossonera in totale sono 60 gol in 94 presenze.

Circa un mese fa il bosniaco si era espresso cosi:

“Ho un contratto con il Milan e vedremo come finisce lì e se finisce. Ho detto che voglio giocare a calcio il più a lungo possibile ma non sai mai cosa può succedere”.

La dirigenza del Milan, nella figura di Gazidis, valuta troppo oneroso il contratto di Ibra (6 milioni di €)  in relazione all’età dell’attaccante bosniaco e sembra non sia stato di certo fatto un discorso sulle indiscusse qualità sportive.

Ora è tutto da decifrare il futuro del numero 21 rossonero, che potrebbe decidere di accettare la corte dell’allenatore del suo ex compagno di squadra ai tempi dell’Inter Mihajlovic e andare al Bologna, valutare un ritorno in patria nel club di Stoccolma, l’Hammarby, o anche l’ipotesi del ritiro dall’attività agonistica. Ipotesi, quest’ultima, poco percorribile, per detta dello stesso giocatore e considerando la volontà ancora forte di giocare di Ibra, che atleticamente e mentalmente si sente ancora al top della forma.


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La giornata di calciomercato delle grandi della Serie A

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Il calciomercato delle grandi:

Roma:

In casa giallorossa continua a tener banco la situazione Pastore, che non ha intenzione di lasciare la Roma e vorrebbe arrivare addirittura alla scadenza del contratto tra tre anni per poi tornare al Talleres in Argentina. Inoltre oggi lo svincolato Viviano è stato offerto a Petrachi, che ha preso tempo per aspettare di vedere come e quando recupererà dall’infortunio al gomito Pau Lopez.

Lazio: 

Per quanto riguarda la Lazio, la notizia del giorno riguarda Immobile: l’agente dell’attaccante Alessandro Moggi è intervenuto a Radio Kiss Kiss e gli è stato chiesto, come spesso accade, di un possibile futuro di Immobile al Napoli. Moggi si è limitato a spiegare che Ciro è felicissimo a Roma e chiunque lo voglia deve parlare con il presidente Lotito.

Juventus:

Sempre più difficile riuscire ad imbastire uno scambio con il Barcellona per arrivare ad Arthur, quindi riprende quota la pista Jorginho, vecchio pupillo di Sarri. Occhio alla possibilità che Pjanic si aggiunga alla rosa di Lampard, anche se ad oggi non ci sono conferme riguardanti questa indiscrezione.

Milan:

I rossoneri oltre a dover gestire la spinosa trattativa con Rangnick sono comunque vigili sul mercato. Dalla Francia l’equipe riporta che il Milan è interessato a ben 4 giocatori che militano in Ligue One: Pierre Kalulu, Tanguy Kouassi, Kurzawa e Kamara.

Inter:

I nerazzuri sono vigili sulla situazione Tonali e si preparano a chiudere la trattativa con il Brescia; intanto Conte continua a spingere per portare  Mertens ai nerazzurri e per rinforzare la fascia sinistra, al riguardo spunta un nuovo nome: Luis Diaz del Porto. A consigliarlo all’Inter, secondo As, sarebbe stato l’ex Cordoba.

Napoli:

Il Napoli sarebbe sulle tracce di Wendel, centrocampsita dello Sporting Lisbona, che per cederlo chiede almeno 20 milioni. C’è da battere la concorrenza dell’ex Carlo Ancelotti, che ha puntato il centrocampista per rinforzare l’Everton.

 

 


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Milan, ecco le richieste del “principino” Rangnick

Milan, ecco le richieste del “principino” Rangnick

Abbiamo più volte commentato nel corso di questa lunga quarantena le vicende di casa Milan. I rossoneri si avviano all’ennesima rivoluzione estiva e, nonostante tutte le polemiche con Maldini, Rangnick sembrerebbe essere ancora la scelta prediletta dell’amministratore delegato Gazidis. Sport Mediaset oggi riporta le “semplici” condizioni che convincerebbero l’ex calciatore tedesco a legarsi al Milan:

  • non vuole firmare esclusivamente per il ruolo di allenatore, bensì gradirebbe una posizione da “manager” all’inglese (con Moncada che verrebbe promosso a Direttore Sportivo).
  • pretenderebbe di portare con lui ben 20 collaboratori, non tutti inerenti al lavoro tecnico, ma anche degli scuoting, degli addetti al settore giovanile ed uno psicologo
  • ben 80 milioni da investire sul calciomercato, che di questi tempi si sa son disponibili per molte società italiane… 

L’ ultima richiesta, per essere esaudita, porterebbe alle cessioni di Kessie, Paquetà ed all’addio di Ibra per risparmiare sullo stipendio. Il principino ha parlato, ora la palla passa al Milan ed a Gazidis, mentre del futuro di Maldini si sa ancora pochissimo, ma diventa sempre più difficile immaginarlo in rossonero anche nella prossima stagione.

 


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Shevchenko: “Un giorno tornerò come allenatore, ho il Milan nel cuore”

Shevchenko: “Un giorno tornerò come allenatore, ho il Milan nel cuore”

Il Milan e Andriy Shevchenko, una lunga storia d’amore mai terminata e si sa che certi amori fanno dei giri immensi e poi ritornano. In una diretta Instagram con l’amico giornalista Carlo Pellegatti, l’ex centravanti rossonero ed attuale CT dell’Ucraina ha parlato del presente e del futuro del Milan, del suo amore per il club rossonero e della sua voglia di tornarci in futuro come allenatore, del grande Milan di Ancelotti e del rapporto con i suoi ex compagni di squadra. Andiamo a vedere uno stralcio delle dichiarazioni di Shevchenko:

RIGORE DI MANCHESTER – “Ho pensato di tutto in quei 30 metri, ho visto un video qualche giorno fa del rigore visto da dietro, si notano tutti i miei compagni in attesa che calci. Prima di prendere la palla mi dicevo di non cambiare decisione, volevo aspettare la mossa di Buffon e così ho fatto. Aspettavo il fischio dell’arbitro, non l’avevo sentito perché c’era tanto rumore allo stadio, ma dentro alla mia testa ero pronto“.

DERBY 6-0 – “Avevo grande rispetto per Cesare Maldini, in quel momento non stavamo andando bene ma ci sentivamo bene in quella partita. Era un derby importante per tutti, ma soprattutto per lui: ho creato un grande rapporto con Cesare“.

COMPAGNI – “Il Milan aveva tanti grandi giocatori, siamo cresciuti insieme, abbiamo regalato tante emozioni ai tifosi: ho tanti bei ricordi, c’erano uomini d’onore“.

GALLIANI – “Ho un grande rapporto con lui, mi manda spesso messaggi con vecchi video“.

LOBANOVSKYI E ANCELOTTI – “Sono i due allenatori che mi hanno dato di più nel calcio. Con Lobanovskyi ho imparato la cultura del lavoro, mi ha insegnato tanto: la nostra generazione ha imparato tanto da lui. Quando ho vinto la Champions con il Milan ho portato la coppa sotto il suo monumento, aveva sempre sognato di vincere quel trofeo. Ancelotti è l’allenatore con cui ho vinto di più, è un tecnico che sa costruire ottimi rapporti con i giocatori: ha creato un’atmosfera incredibile nella squadra, anche grazie a Galliani che con Berlusconi ha costruito un grande Milan“.

GOL ALLA JUVE – “Il pallonetto? Volevo tirare, discorso chiuso“.

PARATA DI DUDEK A ISTANBUL – “Mi fa ancora impazzire. Sul rigore ho sbagliato io, ma non capisco ancora come abbia fatto a non entrare quella palla. Non voglio nemmeno più vederla quella parata“.

GOL PIU’ BELLO – “Ne ho fatti tanti, ma quelli che contano sono quelli che ti fanno entrare nella storia: per esempio quello all’Inter in semifinale di Champions nel 2003 o quello di testa in Supercoppa contro il Porto a Monaco. Il gol all’Inter nel 2005 è tra i più belli, poi l’ho fatto in un derby che è una partita molto sentita: quell’Inter poi aveva grandi giocatori“.

EX COMPAGNI – “Costacurta, Albertini e Ambrosini quelli che mi sono stati più vicini all’inizio, anche con Paolo Maldini ho costruito un bel rapporto“.

MILAN ATTUALE – “Ora la cosa più importante è provare a finire al meglio la stagione, devono dare il massimo. Poi si vedrà cosa succederà dopo e che futuro avrà il Milan“.

ALLENATORE DEL MILAN – “Un giorno voglio tornare come allenatore: il Milan è sempre nel mio cuore, ho grande affetto per i tifosi. Vediamo quando e se succederà, ma è uno dei miei obiettivi tornare in rossonero come allenatore. Ora però penso solo all’Ucraina“.

CONSIGLIO AL MILAN – “Dico ai giocatori di dare sempre il massimo in allenamento e in partita, così avranno il rispetto dei tifosi“.

 

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Stirpe: “La Serie B vuole ripartire”, Berlusconi: “Ripartenza non urgente”

Stirpe: “La Serie B vuole ripartire”, Berlusconi: “Ripartenza non urgente”

Se in Italia non si è ancora giunti ad un verdetto sulla ripresa, o meno, dei campionati di calcio è perché non tutti i presidenti la pensano ancora alla stessa maniera. Quest’oggi ad esprimere opinioni decisamente diverse ci hanno pensato i presidenti di Frosinone e Monza, rispettivamente Maurizio Stirpe e Silvio Berlusconi.

Intervenuto alla trasmissione Maracanà di TMW Radio, il presidente Maurizio Stirpe ha detto la sua sulla voglia che hanno i club di riprendere le ostilità in campo:

Si va vero una ripresa del calcio?
Molto dipenderà dalla curva dei contagi. A oggi non ci sono gli elementi per fare una previsione. E’ evidente che la situazione sta migliorando in Italia, è monitorata sia dal Governo che dalla Federazione, a breve che ci saranno delle novità. Speriamo di concludere i campionati sul campo”.

C’è stata una volontà dei giocatori di riprendere?
Diversi trattamenti si possono giustificare soprattutto per una diversa evoluzione della pandemia. Questo può autorizzare a modificare la rigidezza dei protocolli iniziali. Se i giocatori c’hanno messo lo zampino o meno non lo so“.

Come si sta muovendo la Serie B?
Nella stessa direzione della A. Vuole giocare e magari accettare anche uno sfalsamento con la A. La Serie B può andare al massimo fino a fine agosto. Poi sarebbe difficile conciliare la ripartenza della prossima stagione“.

In un’intervista al quotidiano Libero il presidente del Monza, ed ex patron storico del Milan, Silvio Berlusconi ha brevemente parlato anche della ripresa del calcio giocato:

“Io amo il calcio, che è stato una parte importante della mia vita. Sono il presidente di club che ha vinto più titoli nella storia del calcio mondiale. Ma oggi, mentre tanti italiani ancora muoiono, e tanti ancora soffrono negli ospedali, mentre tante aziende rischiano di fallire e tanti posti di lavoro di andare perduti, mentre ancora sono chiuse le scuole e le università, la ripartenza del calcio non mi sembra un tema così urgente. Anche se è necessario tutelarlo e il governo non sta facendo abbastanza per tutto il mondo dello sport, che è importante sia per un sano stile di vita sia per le migliaia di posti di lavoro che garantisce”.


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