Uefa preoccupata, “troppa sicurezza” nel protocollo italiano

Uefa preoccupata, “troppa sicurezza” nel protocollo italiano

La Uefa è preoccupata per le sorti del calcio italiano, a sostenerlo è il giornalista di Sky Sport Alessandro Alciato. A Nyon, nelle ultime ore, hanno avvertito chiaro un rischio: con le recenti richieste del Comitato Tecnico Scientifico alla Federcalcio, fra cui la quarantena per tutto il gruppo squadra in caso di positività di un calciatore – regola per adesso valida per gli allenamenti, ma è facile intuire che verrà estesa all’eventuale ripresa delle competizioni – le italiane rischiano di non portare a termine neanche la stagione di coppa, che la Uefa sta facendo di tutto per preservare. Atalanta, Juventus e Napoli sono ancora in corsa in Champions League, Inter e Roma in Europa League. Senza contare il percorso ad ostacoli facilmente prevedibile anche per l’Italia di Mancini attesa a settembre dai primi impegni in Nations League, e questo è un altro punto caldo. Se tutte le grandi federazioni europee – spinte dai rispettivi governi – andranno in una direzione, e la Federcalcio sarà costretta dagli scienziati del Governo a frenare in quella opposta, fino a quando non ci sarà una sorta di rischio zero per i giocatori, il calcio italiano rischia l’isolamento dal resto d’Europa. Nazionale compresa, almeno con la situazione di oggi.

 

Ecco perché assume un’importanza sempre maggiore l’imminente riunione fra Conte e i numeri 1 di Federcalcio e Lega, Gravina e Dal Pino. Insomma, molto ruota intorno alle scelte del Premier, mentre quelle della Premier League  e della Bundesliga porteranno all’isolamento dei calciatori contagiati e non di tutta la squadra.

 

Restando al protocollo italiano, ne ha parlato il Consiglio di Lega, senza trarre alcuna conclusione. Il concetto è: “Aspettiamo quello definitivo”. Se ne sta per riparlare anche in Assemblea. E proprio in queste ore la Federcalcio sta consegnando al Comitato Tecnico Scientifico il protocollo aggiornato, dopo le recenti richieste. A proposito del Comitato Tecnico Scientifico: a molti non è piaciuto quanto scritto nero su bianco nell’ultimo verbale dove, al punto 1, si parlava di “documentazione inizialmente fornita dalla Figc largamente lacunosa e imperfetta”.

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Le difficoltà economiche della Serie A

Le difficoltà economiche della Serie A

L’ emergenza Coronavirus ha causato la perdita di quasi un miliardo euro, i club chiedono aiuto alle istituzioni, mentre la Lega prepara le contromosse per combattere le difficoltà economiche. Se la Serie A non dovesse ripartire andrebbero in fumo 720 milioni, ai quali vanno sommati i ricavi “indiretti”, che farebbero sforare la cifra ampiamente sopra il miliardo. Gravina e Dal Pino sono incaricati di far da tramite con il governo, portando sul  tavolo le idee dei club:

  • la cancellazione del bando pubblicitario imposto alle società di scommesse, con conseguente revisione del Decreto Dignità nella parte in cui vieta le sponsorizzazioni;
  • revisione della legge Melandri sui diritti televisivi;
  • una modifica della normativa sugli stadi, con un conseguente alleggerimento burocratico, che possa facilitare i progetti di costruzione.

Queste sono le proposte delle società, che  hanno la necessità che il governo si renda disponibile a rilanciare l’economia, compresa quella calcistica.  Nel frattempo si lavora anche ad una nuova contrattazione degli stipendi con i calciatori, allenatori e dirigenti, con la speranza che tutti possano rinunciare a qualcosa per il bene del paese.

 

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Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?