Premier League, scoppia il caso prestiti: presto un cambio di regolamento?
Quello inglese è un mercato strano: oltre ad avere regolamentazioni diverse per quanto riguarda l’ingaggio di calciatori non comunitari (questione che cambierà vista l’uscita del Regno Unito dall’UE) esiste anche una legge particolarmente strana, ovvero quella dei prestiti. E’ infatti noto da anni che i giocatori in prestito non possano giocare in competizioni ufficiali contro i club d’appartenenza, regola che di solito svilisce questo tipo di trasferimento all’interno della Premier League. Tuttavia sta facendo discutere in questi giorni il caso del Chelsea, che ha mandato ben 5 giocatori in altrettante squadre della massima divisione inglese, suscitando non poco clamore per l’evidente favoreggiamento che questo comporta. I giocatori in questione sono Kurt Zouma (Stoke City), Izzy Brown (Brighton), Ruben Loftus-Cheek (Crystal Palace), Tabby Abraham(Swansea) e Kasey Palmer (Huddersfield). Tutti giocatori talentuosi che potrebbero far comodo a tali squadre e di cui i Blues non dovranno minimamente preoccuparsi. Proprio per questo si vocifera riguardo alla volontà di cambiare le cose, anche perché c’è un aspetto da considerare. L’ uscita dall’Europa ha reso l’Inghilterra meno appetibile dai grandi capitali stranieri e quindi dagli sponsor, che sono la linfa vitale della ricchezza dei vari club. Meno sponsor significa meno investimenti; meno investimento comporta la necessità di prendere giocatori a 0 e quindi in prestito. E’ chiaro come quindi sia abbia la paura che il caso “Chelsea” possa essere solo un primo passo verso una situazione incontrollabile: chissà se la questione verrà risolta prima che sia troppo tardi.