Coronavirus, il Liverpool con il trio delle meraviglie per farvi restare in casa
Coronavirus, il Liverpool con il trio delle meraviglie per farvi restare in casa
In Inghilterra il Liverpool primo in classifica, in attesa della ripresa (se ci sarà) sta provando a convincere i suoi tifosi a rimanere a casa in questo momento complicato legato alla diffusione del Covid-19.
La tattica usata dal club guidato da Jurgen Klopp è quello di riproporre il meglio di questa straordinaria stagione di Premier, dove i Reds hanno letteralmente dominato.
Tramite i suoi canali social, infatti, la squadra campione d’Europa ha riproposto una raccolta di gol della corrente stagione, il meglio del trio Firmino, Manè e Salah. Sono 38 reti, moltissime di pregevole fattura.
È tempo di podcast, è tempo di Premier League! Che succede nel campionato inglese di eclatante? Succede che United e Chelsea, con tutta probabilità, a fine stagione cambieranno la guardia alle proprie porte visto che i guardiani scelti non stanno facendo al meglio il proprio lavoro. David De Gea e Kepa Arrizabalaga, stessa nazione e stesso ruolo, carriere diverse ma ugualmente importanti ed un presente incerto tra incomprensioni con il tecnico, papere e panchine; in tutto questo polverone si fanno largo i sostituti per la prossima stagione!
Porte girevoli, e dieci partite a disposizione di Kepa e De Gea per dare risposte importanti a Lampard e Solskjær…
Coronavirus, Gattuso acquista un’ambulanza per Corigliano-Rossano
Coronavirus, Gattuso acquista un’ambulanza per Corigliano-Rossano
Corovirus Gattuso. Anche l’allenatore del Napoli Gennaro Gattuso si unisce alla lista di sportivi che stanno contribuendo in questo momento complicato in maniera decisiva. Notizia di oggi, infatti, è l’acquisto di un’ambulanza per la sua città natale in Calabria, il Comune di Corigliano e Rossano, dove è nato 42 anni fa nella frazione marina di Schiavonea e dove vive ancora la sua famiglia. Il comune aveva attivato qualche giorno fa un conto corrente bancario per la raccolta di fondi destinati all’emergenza sanitaria.
All’appello mancavano qualche decine di migliaia di euro che Rino Gattuso ha prontamente donato e che sono serviti per l’acquisto di un’ambulanza e di tamponi. Oltre a questo parteciperà alle donazioni anche la sua Fondazione “Forza Ragazzi”, che offre sostegno ai ragazzi del territorio.
Inoltre l’allenatore del Napoli insieme ai suoi ex compagni di Nazionale campioni del mondo capitanati da Fabio Cannavaro, hanno avviato la sottoscrizione per la Croce Rossa Italiana con l’obiettivo di raggiungere un milione di euro.
Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?
Coronavirus, cosa resterà dello Sport dopo la pandemia?
Coronavirus, cosa resterà dello Sport dopo la pandemia?
Il Coronavirus ha, molto banalmente, stravolto tutto. Quelli che stiamo vivendo sono tempi eccezionali e la stragrande maggioranza di noi sarà costretta a cambiare radicalmente abitudini, obiettivi e stili di vita (anzi, abbiamo già iniziato a farlo). La quarantena può essere un’esperienza molto dura. Alla separazione dalle persone che amiamo, l’impossibilità di muoverci liberamente e il cambiamento radicale delle nostre abitudini si aggiungono la noia e l’incertezza sul decorso della malattia. Ecco, le abitudini. Andare allo stadio, seguire un evento sportivo dal vivo. Per un tifoso questo è (era) dato per scontato.
E’ notizia di oggi lo slittamento al prossimo anno delle Olimpiadi di Tokyo 2020, che segue di pochi giorni quello dell’Europeo di Calcio, sempre al 2021. La fiamma olimpica non si accenderà il prossimo 24 Luglio. Un evento epocale se considerate che dal 1896 nessuna Olimpiade è stata mai posticipata. Iinevitabile data la situazione e che ha suscitato molte reazione anche da coloro ai quali delle Olimpiadi non ha mai importato granché. Forse perchè è stata vista come l’ennesima privazione, l’ennesima rinuncia in questo momento buio. Le Olimpiadi sono il trionfo dello Sport per eccellenza, di tutte le discipline, oltre ad essere un evento mediatico di importanza mondiale. Ecco, lo slittamento alle Olimpiadi è l’ennesimo sipario che cala sullo sport in questo anno terrificante.
Ora, le domande che un cronista ha il dovere di porsi alla luce di queste decisioni (ma in generale del momento), sono molteplici, alle quali non si possono dare risposte certe ma solo ipotesi. Va da sé che la nostra visione del mondo cambierà dopo la fine dell’epidemia e tutto questo discorso può essere traslato anche per lo sport. Rimanendo nel calcio, stiamo assistendo a movimenti di grande solidarietà, specialmente tra tifoserie che fino a ieri si dichiaravano guerra senza esclusione di colpi. Questo è lodevole, senza dubbio, ed è a mio avviso una visione molto rugbystica del calcio. La domanda però è: quanto durera? Quanto questa vicinanza umana potrà resistere una volta tornati alla normalità? Il pensiero di chi vi scrive è pessimista, pessimista perché siamo quel che siamo, tifosi che si infervorano per la propria squadra e che torneranno a “odiarsi”, dimenticandosi di tutto quello che di buono è stato fatto ORA. No, il buonismo e la solidarietà non dureranno dopo l’epidemia.
Lo stadio? Non si possono fare pronostici al momento perché fino a quando non uscirà un vaccino che debellerà il Covid-19 in maniera definitiva chi andrebbe in mezzo alla folla, dove la distanza massima possibile è molto vicina al centimetro? La psicosi rimarrà, per lo meno per alcuni mesi e ci sarà qualcuno abituato ad andare allo stadio a tifare la propria squadra che rinuncerà per paura, preferendo vederla comodamente seduto in poltrona. Si, ci sarà, è inevitabile.
Le trattative? Il mercato che gravita intorno a giocatori (ce ne sono molti) che sono risultati positivi al Covid-19 cambierà? Assisteremo ancora sugli spalti ad atti discriminatori legati a stermini o malattie?
Logicamente fare discorsi buonisti al momento è semplice, il bello sarà vedere la reazione di tutti una volta terminata l’epidemia. Ci si augura davvero che tra 12 mesi tutti i pericoli siano già rientrati e che possiamo gustarci Europeo e Olimpiadi. Il movimento calcistico, così come altri sport, ne risentirà parecchio, sia a livello organizzativo sia a livello economico.
Nessuno può dire se tornerà tutto come prima o ci saranno dei cambiamenti. Nessuno. Lo sport manca, il tifo manca, lo stadio manca ma bisogna fare i conti con la realtà.
Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?
Il “Piano Marshall” per salvare il calcio italiano
Il “Piano Marshall” per salvare il calcio italiano
Il Coronavirus ha messo in ginocchio il Paese e, di conseguenza, il calcio italiano. In questi giorni i club di Serie A si sono riuniti coi vertici delle Lega A e della FIGC per trovare soluzioni ai tanti problemi che si sono presentati dopo lo stop del calcio per l’esplosione del virus.
Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, club e vertici del calcio italiano hanno concordato quattro punti di un vero e proprio “Piano Marshall” da presentare al Governo per rilanciare il calcio e non condurlo al collasso:
1) Esenzione fiscale per tutto il periodo di inattività. In più verrà chiesto di accelerare il processo per varare delle nuove leggi per stadi e diritti TV.
2) Ritorno degli sponsor legati alle scommesse con una percentuale sul volume delle giocate che finisca direttamente nelle casse dei club. Verrà quindi chiesta l’abolizione del “decreto dignità”.
3) Taglio degli stipendi dei giocatori proporzionato al periodo di stop dei campionati.
4) Un nuovo gioco tipo “Totocalcio” i cui proventi siano destinati solo al calcio e ai club.
Come riportato da Tuttosport, durante l’ultima assemblea virtuale della Lega di Serie A alcuni presidenti si sono scontrati verbalmente: Lotito ha battibeccato dapprima con Cellino qualche giorno fa, ieri poi con Agnelli ed infine con Preziosi; non sono comunque mancate le repliche del patron bianconero e le dichiarazioni del presidente Ferrero e del DG friulano Marino. Il presidente biancoceleste è tra tutti il più ottimista circa un ritorno in campo: «Avete visto i dati? Oh, se sta a ritirà! Ma poi lo so: io parlo coi medici luminari, quelli che stanno in prima linea, no co’ quelli delle squadre…», al che Agnelli ha replicato con una battuta: “Eh certo, ora sei diventato anche virologo”, più cauti di Lotito sono sicuramente Ferrero che ha dichiarato: “C’è gente che muore, combattiamo una guerra che non si vede e parliamo di calcio? Scudetto? So che Lotito mi odierà ma così è la vita, la prima adesso è la Juve e per me finisce così” e Marino, che alla ripresa di questa stagione non pensa proprio: “Sono preoccupato per la sopravvivenza del prossimo campionato, non per questo”, ai quali si allinea anche il patron rossoblù Prezioni: “Per me il campionato finisce qui”.
Chi sta giocando un ruolo fondamentale per il futuro del calcio è Andrea Agnelli, che non è solo presidente di un top club come la Juventus ma è a capo anche dell’ECA ed ha dunque un continuo dialogo coi vertici UEFA e FIFA, tra i quali spicca un’amicizia importante con Ceferin. Il numero uno bianconero – scrive il Corsport – ha portato avanti le esigenze delle società che vogliono vedere assegnati i titoli domestici e definite le classifiche sul campo. La volontà è quella di creare un calendario omogeneo nel quale la ripresa dei principali 12 campionati europei sia più o meno contemporanea, ma il fatto che Champions ed Europa League verranno disputate a luglio inoltrato metterà tutti sullo stesso piano e non ci sarà concorrenza sleale. Secondo La Gazzetta dello Sportla Lega e FIGC vogliono terminare la stagione ma non sarà possibile se il campionato italiano non riprenderà entro maggio. Chi non sarà occupato nelle coppe europee andrà in vacanza a luglio inoltrato e quando la Serie A riprenderà sarà inizialmente a porte chiuse e qualcuno giocherà lontano da casa per motivi logistici. Le coppe europee potrebbero essere completate con la formula delle Final Four per semifinale e finale mentre la prossima stagione potrebbe partire dopo settembre con la fase a gironi che terminerebbe tra dicembre e gennaio e gli ottavi già a febbraio. Entro il primo giugno ci sarà da terminare la stagione in vista di Euro 2021.
Al momento, dunque, vince la linea voluta da Andrea Agnelli.
Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?
Coronavirus, solo applausi per la Roma in prima linea
Coronavirus, è encomiabile la presenza in prima linea della Roma nella lotta al Covid-19, frutto di una serie di iniziative messe in atto fin da subito.
Lo stesso capo della Protezione Civile Borrelli, dopo la conferenza stampa giornaliera di ieri pomeriggio ha tenuto a ringraziare l’impegno della società giallorossa ai giornalisti de Il Romanista: “Mi fa piacere sottolineare, grazie alla sua domanda, il grande contributo che la Roma in particolare ci sta dando. Ne approfitto per ringraziare anche l’Inter e tutti quelli che in questo periodo stanno donando, giocatori, allenatori e e club. Però di sicuro la Roma sta facendo molto, grazie al tramite del nostro comune amico Francesco Pastorella, già a capo dei comitati per aiutare i terremotati. La Roma non solo dona, ma acquista i materiali e provvede alla consegna. E li ringrazio di cuore”.
Parole di encomio, quelle di Borrelli, sostenute dalle reali iniziative, tra cui l’ultima, ma non la meno importante, quella delle consegne a domicilio di beni di prima necessità a tutti gli abbonati over 70 della società giallorossa, la categoria più a rischio in questa epidemia.
Ma sono veramente tante le iniziative a sfondo Roma in questa situazione, prima fra tutte, l’acquisto di 13mila mascherine donate e consegnate successivamente allo Spallanzani, l’ospedale che per prima ha iniziato la lotta al Covid-19. Altra iniziativa importante è quella dell’apertura del fondo aperto per le donazioni dirette da parte di tifosi (QUI il link per donare), atleti e tesserati, o da chiunque voglia aderire, dirette sempre allo Spallanzani di Roma. Tante altre consegne, come quella di giovedì scorso, la società giallorossa ha consegnato alla parrocchia di San Giovanni Maria Vianney, a quella di San Paolo della Croce, a quella di Santa Maria Madre del Redentore e allo Studio poli-medico Solidale ODM Onlus 500 flaconi da 80 ml di gel igienizzante per mani e 2.000 guanti in lattice ciascuno.
Ovviamente in prima linea anche giocatori ed allenatore, che nei giorni scorsi hanno donato un intero giorno di stipendio per poter arrivare alla cifra di circa 200mila Euro, per l’acquisto di tre ventilatori respiratori. Da non dimenticare anche le iniziative social, con dei post celebrativi di infermieri e medici in prima linea o con i tutorial su come prevenire il contagio o le vendite all’asta di cimeli come una maglia dell’ex capitano, Francesco Totti, o gli scarpini autografati. Inoltre sono stati tanti anche gli ex calciatori giallorossi che hanno aderito alle donazioni: Mexes, Borriello, Samuel, Cafu, Nainggolan e Candela.
Infine anche i tifosi giallorossi hanno dato un grandissimo contributo: oltre le donazioni dirette come abbiamo detto prima, gli Ultras della Roma hanno devoluto i rimborsi della trasferta cancellata di Siviglia interamente allo Spallanzani, raccogliendo una cifra intorno agli 8mila Euro, un gesto importante, considerando che ci si trovava nei primi giorni di emergenza.
Dunque tantissime iniziative targate giallorosso, che ci fanno dire ancora una volta “GRAZIE ROMA”
Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?
Fiorentina, Commisso blinda tutti: il piano per il futuro
Fiorentina, Commisso blinda tutti e studia il futuro della viola, individuando i punti saldi da cui partire, considerando che la squadra toscana è ricca di talenti appetibili.
Primo su tutti, forse il miglior talento italiano in circolazione, Federico Chiesa, il quale da tempo sembra destinato ad un futuro bianconero. L’idea di Commisso è quella di blindare il figlio di Enrico, alzando la valutazione intorno ai 70 Milioni, comprensibile se si pensa ai prezzi dei talenti degli altri campionati. Una cifra che potrebbe scoraggiare la Juventus, pronta però ad inserire contropartite importanti, come riporta Tuttosport, Mandragora ed Orsolini, riscattandoli e poi rigirandoli alla Fiorentina. L’idea del patron americano è quella di mettere Federico Chiesa al centro del progetto, facendo diventare il talento classe ’97, la Star “Hollywoodiana” del suo modello di società all’americana.
Altro talento sotto i riflettori è sicuramente Castrovilli, bramato da tante società, PSG all’estero e Roma ed Inter in primis in Italia. Il centrocampista, esploso questa stagione, rimarrà sicuramente a Firenze per la prossima stagione, considerando che una possibile partecipazione ad Euro 2021 potrebbe far schizzare ancora di più il prezzo del cartellino dell’ex Cremonese. Ma al momento la rosa verrebbe costruita intorno alla sua presenza stabile e fissa nel centrocampo viola.
Ultimo tassello è Patrick Cutrone, attualmente di proprietà del Watford, giocatore che Commisso vuole riscattare e mantenere in rosa, per delineare l’ossatura di giocatori giovani, italiani e di talento. Un’idea che andrebbe oltre le poche prestazioni viste fin qui dell’ex milanista, nata per stabilire un potere anche di commercio sulla Serie A, tenendo in scacco le squadre che vogliono accaparrarsi questi nomi, per poter rifondare la squadra e riportarla ai fasti di una volta.
Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?
Stop Serie A, l’Atalanta è l’unica che meriterebbe un premio
Stop Serie A, l’Atalanta è l’unica che meriterebbe un premio.
Lo diciamo senza problemi e senza voler provocare nessuno, anzi, l’intento è solo quello di fare un po’ di ordine tra le chiacchiere, fuori luogo, in questo periodo così unico nella storia del nostro paese.
Priorità, di questo si tratta, la priorità della salute del paese e di seguire le indicazioni del governo. Chiaramente in tutti gli ambiti si sta discutendo su chi stia realmente dando priorità e su chi stia cercando ancora di fare i propri interesse, tutti comportamenti opinabili e soggettivi ma che qualcuno però deve pur mettere in ordine. E l’unico strumento che può mettere ordine è la realtà dei fatti.
Il calcio si è fermato, a fatica, fatica dovuta dalla bramosia di ottenere un premio, un obiettivo, un agognato risultato del sudore e della fatica, dei soldi spesi e delle scelte effettuate. Un pensiero umano, un pensiero di tutti coloro che si chiedono che fine farà il proprio lavoro dopo questa emergenza. Pensiero non lecito di fronte però a quello che sta accadendo: tornando alla realtà infatti, non serviamo noi per dire cosa sta succedendo.
Delle squadre di Serie A si stanno valutando i singoli comportamenti, la Lazio chiede di proseguire, una delle squadre più in forma e più lanciate al momento dello stop, altre hanno optato per il silenzio, altre ancora stanno lottando direttamente con il Coronavirus; poi c’è l’Atalanta. L’ultima squadra italiana a mettere piede su un campo di pallone, l’ultima emozione calcistica prima di tutto questo ce l’hanno regalata gli uomini di Gasperini, battendo il Valencia in casa loro, dove per un attimo ci è sembrato tutto normale.
Atalanta, squadra di una città in ginocchio, squadra della città dei carri armati, una delle immagine forse più iconiche del nostro millennio, che finiranno nei libri di storia. Una squadra che stava vivendo fin qui la migliore stagione della sua storia, con dei quarti di finali di Champions che chissà se giocheranno mai, con un quarto posto da difendere, con un calcio emozionante da voler ancora esprimere. Lo ha detto anche Gasperini, sarebbe piaciuto divertire ancora la gente, dichiarazione che in parte sono sembrate fuori luogo, ma una verità la lasciano: l’Atalanta ha fatto divertire tutti.
Quindi se veramente c’è tutta questa brama di assegnare un trofeo, un premio, una qualsiasi cosa, datelo all’Atalanta, o datelo direttamente a Bergamo, come volete: ma il centro d’Italia ora è lì ed il centro del nostro calcio se deve ancora esistere, si spostasse lì, sui piedi di Ilicic, sulla voglia del gruppo, sulla mente geniale di Gasperini. Se proprio vogliamo che il calcio conti qualcosa in questa situazione, facciamolo con l’Atalanta.
Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?
Coronavirus, la FA pensa alla cancellazione di FA Cup e Coppa di Lega
Coronavirus, la FA pensa alla cancellazione di FA Cup e Coppa di Lega
Secondo il quotidiano britannico Daily Starla Football Association starebbe seriamente valutando di cancellarela FA Cup e la Coppa di Lega non di questa ma della prossima stagione in modo tale da dare maggior risalto al solo campionato.
Il motivo è legato al fatto che la priorità verrà data alla conclusione della Premier League e questo potrebbe comportare anche la possibilità di giocare in estate con l’obbligatorio slittamento di inizio campionato in autunno. Se così fosse l’unico modo di portare avanti il campionato senza intoppi sarebbe proprio quello di non avere altre competizioni come appunto la Coppa di Lega e la FA Cup. Quest’ultima venne soppressa solo una volta a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1945. “Ci sono diversi scenari che stiamo valutando e sì, c’è anche questa possibilità” questo sé il pensiero della Football Association secondo il Daily Star
Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?
Coronavirus, Rami: “Vorrei rivedere i figli ma resto bloccato in Russia”
Coronavirus, Rami: “Vorrei rivedere i figli ma resto bloccato in Russia”
Adil Rami, ex difensore del Milan dal gennaio 2014 al Luglio 205, è attualmente in Russia dopo esser passato al Sochi nel mercato di Gennaio. Non ha però modo di tornare in Francia, o meglio, è lui stesso che preferisce non far ritorno in patria dando queste motivazioni ai microfoni di RMC Sport: “Tornare in Francia è complicato. Io ho un contratto con il Sochi: a 34 anni non si sa mai cosa può succedere viaggiando. In Francia ci sono persone in quarantena ovunque e ho paura di mettere a rischio la mia carriera“. Il campionato russo è stato sospeso sicuramente fino al 10 Aprile.
Rami prima di andare a giocare nella Prem’er-Liga, la massima divisione del campionato Russo di calcio, ha vestito le maglie di molte squadre tra cui, oltre al già citato Milan, anche quelle del Valencia e del Siviglia in Spagna, del Marsiglia e del Lille in Francia e, prima del Sochi, del Fenerbahçe in Turchia.
Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?
I 10 ricordi calcistici che ci possono rendere felici durante la quarantena
Ricordi calcistici. Questa Quarantena sta mettendo tutti a dura prova, inutile negarlo. Che ne dite se provassimo tramite il calcio a strapparci qualche dolce ricordo, un po’ di brividi lungo la schiena, una lacrimuccia e un po’ di pelle d’oca?
L’intento è quello di evocare momenti epici, piccoli frammenti di calcio, che diciamolo in questo momento di chiacchiere perenne mentre il paese è in difficoltà può essere utile solo a distrarci un pochino e regalarci qualche dolce attimo.
Abbiamo selezionato 10 momenti che accomunano quasi tutti, anche quelli legati ad un singolo club ma che possono aver emozionato tutti i tifosi di calcio indistintamente. Sicuramente sono più di dieci, ma intanto iniziamo il nostro viaggio nei ricordi:
10- King Claudio e lo scudetto del Leicester
Chi non si è emozionato vedendo una squadra di provincia, con più storia nella serie cadetta e nei bassifondi della Premier che altro, con una rosa di giocatori di medio valore, con un attaccante amante dei pub e della birra e guidata da un allenatore italiano di oltre 60 anni che in Italia ha sempre sfiorato ma mai ottenuto un trofeo. Chi dice di non essersi emozionato mente. Stagione 2015-2016, Claudio Ranieri dopo aver fallito con la nazionale greca, torna in Premier League alla guida del piccolo Leicester, che da solo una stagione era salito nella massima serie, riuscendo la stagione precedente a salvarsi per il rotto della cuffia. It’s a kind of magic, direbbero i Queen, una specie di magia, ed il mago ni questione ha i capelli bianchi, gli occhiali, il sorriso beffardo del nonnino di quartiere e viene da Testaccio. E ne ha viste tante, ma mai come quelle che ne vedrà nella stagione 2015-2016. Un connubio perfetto tra squadra ed allenatore, valori tecnici ed individuali espressi alla massima potenza, calciatori con una carriera avanzata ma mai decollata che improvvisamente diventano campioni. Una serie di vittorie esaltanti, difficilmente fortunate, quasi sempre meritate, sudate ma meritate.
Una cavalcata incredibile, a suon di conferenze ricche di risate e di frasi celebri del tecnico italiano, che con il suo “Dilly Ding Dilly Dong” non può non aver fatto sorridere tutti.
Un ricordo meraviglioso, in parte anche italiano.
9- Dopo Instanbul c’è sempre Atene
Passiamo ad un evento che farà felici soprattutto i tifosi del Milan, ma la frase di apertura diventa un monito per tutti in questo periodo: dopo la tempesta c’è sempre il sole, dopo Instanbul c’è sempre Atene.
Parte tutto dal 25 maggio 2005, ad Instanbul, dove il Milan vive una delle serate più strane ed infauste del calcio, un evento che in effetti potremmo inserire nella lista per gli inglesi, ma noi siamo patriottici. Sopra di 3-0 in finale di Champions League, il Milan si fa rimontare dal Liverpool, che nel secondo tempo compie una rimonta incredibile, fino ad arrivare ai rigori, dove il fattore psicologico gioca a sfavore dei rossoneri e regala la vittoria ai Reds.
Ma il fattore psicologico è come un boomerang, torna sempre indietro ed il 23 maggio 2007, torna nelle mani del Milan. A due anni di distanza si rigioca Milan-Liverpool, finale di Champions League. Il Milan è maestro di finali, ma se c’è un nemico che gli ha messo paura nella storia è proprio la squadra inglese. I Reds hanno cambiato molto, il Milan invece ha mantenuto l’ossatura di due anni prima e questo forse regala più fame agli uomini di Carlo Ancelotti, in particolare ad uno…
Pippo mio! Pippo mio! Pippo mio! Doppietta e vendetta completata. C’è altro da aggiungere? Ricordate e godetene tutti!
8- Goal Goal, Tardelli, Tardelli!
Torniamo un po’ indietro negli anni, in qualcosa che non tutti i nostri lettori hanno vissuto direttamente, chi scrive compreso, ma che leggendo il titolo lo ha letto con la voce di Nando Martellini comunque. Perchè prima dello “Stringiamoci forte e vogliamoci tanto bene” di Caressa c’è stato un mondiale così esaltante da segnare una generazione. Un mondiale nel quale l’Italia passa il girone con soli tre pareggi, nel quale affronta il giocatore più forte di tutti i tempi, Diego Armando Maradona, e la nazionale forse più forte di sempre, il Brasile di Falcao, Zico, Socrates e Cerezo.
Tutto nello stile Italia; critiche, polemiche iniziali, poca fiducia in alcuni giocatori, come il tanto discusso Paolo Rossi: quanto è italiano il fatto che poi ha vinto Scarpa d’Oro e Pallone d’Oro?
Madrid, 11 luglio 1982, Italia-Germania Ovest, Zoff, Gentile, Cabrini, Bergomi, Collovati, Scirea, Conti, Tardelli, Rossi, Oriali, Graziani: anche qui chi non l’ha letta con la voce di Martellini, mente. Non c’è partita, primo tempo 0-0, ma nel secondo il solito Paolo Rossi porta in vantaggio l’Italia, ma soprattutto al 68′ minuto, Tardelli scaccia tutte le paure, tutte le amarezze, tutte le sconfitte di un popolo, tutte le critiche, con un solo urlo, accompagnato da quello di Martellini. Scirea riceve in area da Bergomi, l’Italia fa superiorità in area di rigore, l’urlo di attesa della folla accresce, la palla fa su e giù in area di rigore, tanto che si ha paura che si perda. Scirea infatti rischia qualcosa torna indietro da Tardelli che è marcato, ma il numero 14 italiano sposta il pallone con un tocco sul sinistro e scarica in porta una sciabolata storica. E poi quell’urlo. Quello di tutti noi. Campioni del Mondo, Campioni del Mondo, Campioni del Mondo!
7- Roma-Barcellona 3-0, quando l’Olimpico diventò il Colosseo
Altro ricordi per singoli tifosi ma non solo. una delle rimonte calcistiche più belle degli ultimi anni. Una Roma forse non la più forte di sempre, un Barcellona che sembra di un altro pianeta. Un risultato ed un arbitraggio sfavorevoli all’andata, un 4-1 che non lasciava scampo a rimonte. Forse.
Perchè se c’è una cosa che contraddistingue i tifosi della Roma dagli altri è la tenacia e la spavalderia nel pensare cose impossibili, ma soprattutto nel sostenere ancora di più quando tutto è contro. 56.000 spettatori, tutti che da una settimana avranno ripetuto: “Ormai ce vado allo stadio, che c’avemo da perde, tanto nun succede. Ma se succede…“.
Succede.
Minuto 6 del primo tempo, De Rossi lancia Dzeko a memoria che si allunga e insacca l’1-0. Il tempo perfetto, sembra quasi che tutto stia andando come deve andare, ma i tifosi della Roma sanno bene che quando va così in realtà la beffa è dietro l’angolo, quindi si esulta come se fosse vinta, ma si dice “Troppo presto, ora ce segnano“. Minuto 13 del secondo tempo. Piquè atterra Dzeko in area di rigore, l’arbitro inizialmente soprassiede: “Ecco tanto nun ce lo da“. Rigore. Lo tira De Rossi: ” tanto lo sbaja, come Bruno Conti“. Goal. De Rossi reagisce da tifoso, esulta di rabbia ma allo stesso tempo predica calma perchè tutti si cominciano a chiedere: ” Che sta succedendo?”.
Succede. Al minuto 30 del secondo tempo “Nun succede ma è successo“, Manolas, uno che di goal ne fa pochissimi, in area di rigore spizza un corner di Under ed insacca alla spalle di Ter Stegen. E’ il delirio, il delirio di un popolo che per una sera si è scrollato di dosso una serie di amarezze e sconfitte, un popolo che per una sera si sente sul tetto a guardare tutti dall’alto. Il fischio finale è un sollievo gigantesco. Un emozione unica. Un emozione che solo il calcio può regalare.
6- Il Triplete nerazzurro e la notte di Diego Milito.
Storia nerazzurra questa volta. 22 maggio 2010, dopo una cavalcata incredibile l’Inter di Mourinho, dopo aver vinto campionato e Coppa Italia, si trova in finale di Champions League ad affrontare il Bayern Monaco di Ribery e Robben, guidato da Louis Van Gaal.
L’ epilogo lo conosciamo tutti, ma quello che ci deve strappare un sorriso è un frammento in particolare di quella partita. Perchè se c’è un giocatore che ha incarnato l’Inter di Mou, quello è Diego Milito, ed il frammento è semplicemente questo:
Il secondo goal della gara, perchè il secondo è sempre il più bello, perchè è quello che ti libera di tutto, che ti da la sensazione che ce la stai facendo. Tutti guardano, Butt, Demichelis, i tifosi, ma soprattutto Diego Milito. Questo è il frangente in cui Diego Milito probabilmente sta ripercorrendo tutta la sua vita ed è tornato alla prima volta che ha calciato un pallone, già lì il desiderio era di farlo in una finale di Champions League. Ed ora eccolo lì, il goal di una vita. Il goal di tante vite neroazzurre.
5- Live is life, Maradona palleggia!
C’è solo un giocatore nella storia del calcio che può aver reso epico non una partita ma un riscaldamento. Diego Armando Maradona è stato questo, capace di far emozionare con la sua sola presenza; con un pallone vicino ovviamente.
E’ forse la più spettacolare manifestazione di totale libertà e tranquillità sportiva. Prima di una partita, il capitano del Napoli sta ballando. Nessuno mai si sarebbe sognato di farlo, lui invece sì. In quel momento, sportivamente parlando, era perfetto. Stiamo parlando del 19 Aprile 1989, Olympiastadion di Monaco, Bayern Moanco-Napoli, durante il riscaldamento gli altoparlanti dello stadio diffondo la canzone “Live is Life” degli Opus, un ritmo cadenzato condito dal canto della gente; una descrizione degna di un goal di Maradona. La partita è tesa, il Napoli ha vinto 2-0 al San Paolo e ora deve difendere il risultato, e Maradona sceglie questo gesto per far capire cosa sia il calcio per lui, come a dire “Tranquilli, sereni, danzate con me” e via e 1 e 2 e 3… LA LA LA LA LA, e via ancora e 1 e 2 e 3, palleggi a ritmo di musica, un inno alla’armonia, un inno al calcio, un inno a Diego Armando Maradona.
4 – Mo je faccio er cucchiaio!
Più che felicità forse questo ricordo evoca ansia, ma rimarrà uno degli episodio storici della nostra nazionale.
29 Giugno 2000, Europeo in Olanda, ad Amsterdam, contro l’Olanda, una partita nella quale è successo di tutto, nella quale Francesco Toldo ha deciso di erigersi al livello di Garibaldi nell’annovero dei protettori della patria. E dove c’è un Garibaldi c’è sempre un giovane incosciente che va alle armi e si getta nella mischia rischiando la morte. Francesco Totti è l’espressione massima in quel momento di questo concetto, un golden boy, eterno bambino in tutto e per tutto.
Quei personaggi che nei film di guerra vengono tarpati dai generali, ma non da Dino Zoff, che gli assegna il terzo calcio di rigore, anche se dentro di se è pronto a prendere a mazzate il ragazzino. E lui fa di tutto per sfiorarle, ma non le prende, anzi le da.
Una bella scommessa di quelle da spogliatoio, “Se c’è un rigore, je faccio er cucchiaio“, quel marchio di fabbrica che ad un Europeo a soli 24 anni in semifinale non dovrebbe neanche passare per la mente. Terzo rigore, Totti si gira verso Di Biagio, “Mo je faccio er cucchiaio“. Quasi i compagni tentano di fermarlo, ma lui va, contro un muro arancione, contro un portiere alto 1,97, Edwin Van Der Sar, il quale incita i tifosi per intimorire l’avversario. Totti neanche se ne accorge, ha in mente solo una cosa e quella farà, e ci riuscirà. “Ha tentato l’impossibile” dirà Bruno Pizzul, Zoff impassibile, compagni increduli, stadio impazzito ed intanto Totti che fa? Se la ride.
3- Arriva il pallone, lo mette fuori Cannavaro! Poi ancora insiste Podolski… Cannavaro! Cannavaro! Via al contropiede con Totti, dentro il pallone per Gilardino… Gilardino la può tenere anche vicino alla bandierina, cerca l’uno contro uno, Gilardino, dentro Del Piero, Del Piero… Gol! Aleeeex Deeel Piero! Chiudete le valigie! Andiamo a Berlino! Andiamo a Berlino! Andiamo a prenderci la coppa! Andiamo a Berlino!
Non diciamo altro, se non questo:
2- YOU’LL NEVER WALK ALONE
Una nota estera va messa, perchè chi ama il calcio non può non amare certi riti, quasi mistici, come i cori da stadio. Come la Geyser Dance dell’Islanda, o i concerti dei tifosi del Galatasaray: ma non c’è coro più bello ed emozionante di You’ll never walk alone, cantato dalla Kop, la curva del Liverpool.
Una canzone scritta dal duo americano Rodgers/Hammerstein per il musical del 1945 Carousel, ripresa da grandi cantanti della storia della musica, quali Nina Simone, Frank Sinatra ed Elvis Presley. Una canzone dal testo toccante, un aspetto spesso tralasciato che invece nasconde la vera essenza di questo inno.
Perchè soprattutto in questo momento che stiamo vivendo, un testo così rappresenta la vita di tutti ed il calcio è vita e questo inno alla speranza non poteva che non sposarsi con lo sport più bello di tutti:
Quando cammini nel bel mezzo di una tempesta tieni bene la testa in alto e non aver paura del buio alla fine della tempesta, c’è un cielo d’oro e la dolce canzone d’argento cantata dall’allodola
cammina nel vento cammina nella pioggia anche se i tuoi sogni saranno sconvolti e scrollati va avanti, va avanti con la speranza nel tuo cuore e non camminerai mai da sola non camminerai mai da sola va avanti, va avanti con la speranza nel tuo cuore e non camminerai mai da sola non camminerai mai da sola
Nel podcast tematico sulla Serie A questa settimana abbiamo parlato dei nuovi acquisti dell’Inter: Young, Moses ed Eriksen, tutti e tre provenienti da squadre di Premier League, dunque un calciomercato simile a quello fatto dal duo Marotta-Ausilio già in estate. L’Inter di Conte ora ha tre nuove frecce nella propria faretra, ma cosa possono dare i nuovi arrivati ai nerazzurri? Corsa, dinamismo, tecnica ed esperienza sicuramente, ma basteranno per arrivare alla vittoria del tricolore?