Barcellona, la conferenza stampa di Valverde e Rakitic

In vista del match con la Juventus di domani sera (qui le probabili formazioni di Juventus-Barcellona), è tempo di conferenza stampa anche in casa Barcellona. A parlare sono stati il tecnico Valverde ed il centrocampista Rakitic Ecco le loro parole:

Comincia il centrocampista

“Ogni partita vista il club che siamo è importate. Ci teniamo alla competizione e vogliamo fare una gara completa sapendo che il ritmo che abbiamo è intenso giocando ogni 2 giorni. Domani dobbiamo fare il meglio e avere fiducia in noi stessi”.

Volete vincere domani?

“Le cose vanno spesso velocemente e dobbiamo essere realisti. Pochi mesi fa dovevamo vincere, ma ogni volta è un’opportunità diversa. Giocheremo in uno stadio spettacolare e giocheremo in una competizione che ci piace molto”.

Col gruppo che avete potete vincere tutto?

“Non andiamo male per il momento. Possiamo confidare al 100% in questo gruppo. Abbiamo giocato molto ad un ritmo e livello complicato. Poi vedremo cosa succederà, la voglia è di ambire a tutti i titoli”. 

Juve alla ricerca del riscatto post Samp

“Abbiamo tante cose a nostro favore. L’anno scorso si è meritata di arrivare in finale. Hanno perso alcune partite in campionato ma non vuol dire che non sono forti. Faremo quindi il massimo come sempre”.

Cosa avete imparato dall’anno scorso?

“L’anno scorso non è stato un caso che abbiamo fatto una gara cosi a Parigi e una a Torino cosi. Le cose cambiano velocemente, la presenza del pubblico nello stadio rende tutto più difficile. Dobbiamo avere pazienza e rimanere con i piedi per terra. Loro sanno gestire queste gare e noi vogliamo continuare la striscia positiva avuta fino ad oggi”.

Preoccupati per Messi?

“Lo vedo come sempre, non ne abbiamo neanche parlato. Siamo tutti fiduciosi, il suo affetto verso tutti credo sia una cosa certa. Ognuno ha i suoi segreti e le proprie idee e dobbiamo veder la cosa come parte del gioco. Sono sicuro rimarrà qui”.

Italia fuori dai Mondiali

“Io non posso spiegare niente di calcio a Buffon. Avrei voglia di dirgli di andare al mio posto, quello che lui ha dato al calcio è unico. Ha il rispetto massimo di tutti e vederlo piangere è stato brutto, non ci sono parole. Impensabile pensare che un giocatore come lui non possa giocare ancora una volta il Mondiale. E’ difficile rimanere fuori da una competizione del genere, hanno fatto un passo indietro ma ne faranno altri due avanti”.

E’ la competizione  che volete vincere di più?

“Il campionato segna il tuo quotidiano, ma per tutti la Champions è qualcosa di diverso. Averla sollevata una volta ti fa venire voglia di farlo ancora e ancora, è come una droga. Non c’è niente come quella sensazione. 

E’ vero che non state giocando bene?

“Possiamo migliorare sotto molti punti di vista. Tutte le squadre che giocano contro di noi osano di più, alzano le linee e ci complicano le cose. Abbiamo meno spazi ma è anche colpa nostra. Non è facile cambiare allenatore, vedere andare via alcuni giocatori, ma non sono preoccupato come può sembrare”.

Cosa credi che sia cambiato da un anno a questa parte?

“Lo vedremo domani, siamo cambiati ma più uniti. A nessuna squadra piace affrontarci quindi questo vorrà dire qualcosa. Ogni gara è a se e dobbiamo pensare solo a questa gara, ad una delle più belle squadre in Europa”.

Tifosi preoccupati per Messi

“Com’è successo a Neymar può succedere a tutti, ma io voglio continuare a giocare con lui anche nei prossimi anni. Lo appoggiamo in tutti i casi, ci siamo divertiti tanto e stiamo bene insieme. Lui penso abbia il nostro stesso pensiero. Per noi lui è unico, ma non dobbiamo farlo impazzire. Lasciamolo tranquillo”.

Parola ora al tecnico Valverde

Che Juve aspettate domani?

“Ci aspettiamo la migliore Juve. E’ un rivale importante con uno stadio e una presenza di pubblico molto forte, creano molte occasioni da gol e sappiamo che domani ha davvero bisogno di vincere domani. Sarà complicato ma la affronteremo con grande volontà. Cercheremo di gestire il gioco, sarà uno scontro interessante perché entrambe le squadre cercheranno di gestire il possesso palla. Siamo la squadra che siamo, ci sono partite più semplici e più difficili, domani è una delle piuù difficili”.

Juve che vorrà riscattarsi domani

“Vogliono togliersi il peso della Champions e ci aspettiamo la migliore Juventus “.

Messi e la firma che non arriva

“Ora lui è qui e non pensiamo oltre. Vediamo cosa succede senza parlarne più di tanto”.

Dybala?

“Sono tanti quelli che mi preoccupano. Anche Pjanic, Higuain e Cuadrado. La nostra strategia sarà difendere al massimo, è il blocco intero che è molto forte”.

Mercato a gennaio?

“Non sto pensando ad altro se non alla qualificazione, poi penseremo ad altre partite ancora. Ci saranno dei miglioramenti che sono obbligatori per tutti, ma vedremo”.

A che livello è il calcio italiano?

“Si parla molto adesso della Nazionale, non credo le due finali possano essere legate, è arrivata in finale ed è già un successo. Il non essersi classificati al Mondiali è stata una cosa di grande importanza, quando capita tutti pensano si debba rivoltare tutto e a volte forse serve davvero. Ma la Juve non ha questi problemi, è una delle più forti in Europa come anche la Roma e il Napoli”.

Preoccupato dalla questione centrali?

“Cerco di non farlo prima del tempo dovuto. Pique è già stato ammonito ma i giocatori li ho per domani e se ci sarà da preoccuparci lo faremo, mai più avanti”.

Vi considerate i favoriti domani?

“Non credo sia facile dire che uno è più favorito dell’altro. Sono importanti dettagli”.

Hai rivisto la gara dell’anno scorso?

“Si, anche quando eravamo a New York l’ho vista fino alla nausea. Le circostanze sono diverse, la Juve entra decisa e forte ma dobbiamo essere pronti ad affrontarla. Ogni sconfitta aiuta a migliorare, così come le vittorie. L’anno scorso erano in gran forma ma non vuol dire che succederà la stessa cosa. Vorranno vendicare la sconfitta dell’andata”.

Anche se non gioca bene il Barca è solido

“Siamo una squadra che cerca di arrivare ai risultati giocando bene. Sappiamo che i rivali sanno dove chiudere gli spazi per poi contrattaccare. Quando abbiamo la palla però cerchiamo di spingere e difendere. Abbiamo fatto gare più o meno belle, ma anche tanti gol. Non è una cosa che capita solo a noi. Ci sono giorni in cui non sei al massimo ma capita. Abbiamo buoni giocatori che ci aiutano nei momenti no”.

Teme qualcosa in particolare della Juve? Un giocatore che le piace in particolare?

“Ho rispetto più che paura per tutte le sue . qualità. Non è un giocatore che fa la squadra totale, sono tutti a farmi paura, ne toglierei 5-6 potendo”.

TERMINA QUI LA CONFERENZA STAMPA

 




Barcellona, ufficiale: Iniesta rinnova a vita con il club!

Nonostante alcune voci recenti di mercato, Andres Iniesta rimarrà a vita al Barcellona. Il centrocampista ha rinnovato il suo contratto con la squadra catalana e rimarrà nell’organigramma anche dopo il suo ritiro. Ecco il comunicato della società: “L’FC Barcelona e Andres Iniesta hanno raggiunto un accordo per il rinnovo permanente del contratto. La firma avrà luogo oggi alle 12.30, a seguire il presidente Bartomeu e il giocatore effettueranno una conferenza nella sala stampa. Iniesta, con 639 partite giocate, è il secondo giocatore nella storia del club. Ha segnato 55 gol dal suo debutto con la prima squadra il 29 ottobre 2002, quasi 15 anni fa. Capitano dall’estate del 2015, Iniesta è un simbolo del Barça. Entra nel club nel settembre 1996, a 12 anni, e insieme a Leo Messi è il giocatore nella storia del Club con più titoli nella prima squadra, con un totale di 30″.




Barcellona, crack Dembelé: 4 mesi di stop per il francese

Bruttissime notizie in casa Barcellona. Il club Blaugrana infatti perde il suo acquisto più costoso per almeno 4 mesi. Ousmane Dembelé ha subito, come comunicato dal club, “la rottura del tendine del bicipite femorale della coscia sinistra”, durante il match di ieri contro il Getafe, e verrà operato dal dottor Sakari Orava questa settimana, in Finlandia.

 




Juventus, Buffon: “Frustrante giocare con le squadre spagnole”

Il portiere della Juventus, Gianluigi Buffon, è intervenuto ai microfoni di Mediaset Premium per parlare della sconfitta con il Barcellona rimediata in Champions League. Ecco le sue parole: “Non dico che fosse inevitabile, ma vedendo la frequenza con cui segna penso che aver fatto 4 gare senza subire gol da lui sia un piccolo record. Quando ci giochi contro e quando vedi la rabbia e la cattiveria con cui fa determinati movimenti o con la quale scaglia la palla in porta, capisci che ci sono delle categorie nei giocatori. E a volte ci dimentichiamo di questa cosa e quindi facciamo delle valutazioni errate su altri giocatori, pensando che siano chissà cosa e poi invece quando incontri quelli forti davvero ti accorgi che c’è da lavorare ancora molto per arrivare a quei livelli eccelsi. Abbiamo perso male contro una grande squadra e sul risultato c’è poco da recriminare, ma se analizziamo la gara a mente lucida possiamo dire che è un passivo pesante per quanto visto in almeno un’ora di gioco. Se noi avessimo avuto la forza mentale per restare in partita, sicuramente non avremmo preso 3 reti e avremmo avuto altre palle gol. Bisogna giocare ugualmente con la stessa fiducia e serenità, cosa che abbiamo smarrito dopo il loro vantaggio, qui dobbiamo migliorare perché noi riusciamo a stare in partita anche contro quelle poche squadra che ci sono superiori, ma solo se non perdiamo una certa compattezza. Dopo la Spagna, sconfitta anche contro il Barcellona? La mia frustrazione è che questo ciclo calcistico ha fatto sì che, ho dovuto andare sempre a salutare le solite facce e complimentarmi per una vittoria. Quindi che sia la Spagna, il Barcellona o il Real Madrid si va sempre a salutare Piquè, Sergio Ramos, Isco e dopo un pò è frustrante”.




Juventus, Pjanic nel post partita: “Ci servirà da lezione”

Dopo la pesante sconfitta contro il Barcellona, il centrocampista della Juventus Miralem Pjanic è intervenuto ai microfoni di Premium Sport. Ecco le sue parole: “Nel primo tempo non si può prendere un gol così. Avevamo fatto un bel primo tempo. Eravamo in partita, avevamo avuto occasioni. Quando loro sono in vantaggio, tengono bene la palla e giocano da grande. Potevamo far meglio: ci servirà da lezione. Siamo solo all’inizio, ma è un peccato. Potevamo fare meglio. Siamo alla prima: state esagerando con noi, ci state addosso. La squadra risponderà come ha sempre fatto. Stasera c’era da fare meglio ma abbiamo perso contro una grande squadra e avevamo tante assenze. L’importante è imparare dagli errori, con più aggressività in attacco potevamo fare gol, ci servirà per le prossime”.




Le avversarie delle italiane in Champions League

In vista della prima giornata della massima competizione europea, che partirà stasera alle ore 20.45, analizziamo nel dettaglio le avversarie delle italiane in Champions League.

Roma, Juventus e Napoli troveranno 3 avversari davvero non facili al debutto: i giallorossi di Di Francesco ospiteranno il temibile Atletico Madrid di Simeone mentre gli uomini di Allegri andranno nella tana del Barcellona. Trasferta in Ucraina, invece, per l’11 di Sarri che se la vedrà contro lo Shakhtar Donetsk.

Ma vediamo nel dettaglio, uno per uno, precedenti, uomini chiave, moduli e tattiche di gioco di queste 3 squadre:

Atletico Madrid

Prima gara del girone di Champions League per la Roma che, davanti al proprio pubblico, affronterà martedì sera l’Atletico Madrid. I giallorossi di Di Francesco troveranno davanti una squadra che non si è rinforzata ma che ha la sua forza nel collettivo pronto a seguire mister Simeone anche all’inferno. All’Olimpico è atteso un esame importantissimo visto che, secondo molti, questo può essere lo scontro che deciderà chi potrà passare il girone insieme al favoritissimo Chelsea di Antonio Conte. Importante, in tal senso, schierare la formazione migliore possibile per contrastare il gioco molto “italiano” dell’Atletico.

Rosa

La squadra a disposizione del Cholo Simeone è pressoché la stessa della stagione passata. Come ben sappiamo, infatti, l’Atletico Madrid è stato bloccato dal TAS per i movimenti del mercato in entrata. Nonostante questo ha comunque concluso l’acquisto di Vitolo dal Siviglia, immediatamente girato in prestito al Las Palmas fino a gennaio, data del termine dello stop. I biancorossi hanno poi provato a ripetere questa formula anche con Diego Costa, ma il Chelsea si è sempre opposto all’ipotesi. Le cessioni di Hernandez, Oliver Torres, Kranevitter e Javi Manquillo hanno portato però circa 70 milioni nelle casse degli spagnoli. Ma andiamo nel dettaglio; in porta è sempre presente Oblak seguito da Moyà che si è dimostrato un’ottima alternativa. In difesa, il reparto più funzionale dei biancorossi, oltre a Juanfran, Savic, Godin e Filipe Luis, è importante la presenza di Vrsaljko e Gimenez, seguiti poi da Lucas Hernandez, che piano piano sta cercando di farsi posto in una delle difese più solide d’Europa. Il centrocampo si poggia su due calciatori eccellenti come Koke e Saul, seguiti dal capitano Gabi. In avanti, tra Griezmann, Carrasco e Torres, si fanno spazio anche Gameiro, Correa e Nico Gaitan. Il valore di mercato totale della rosa, secondo Transfermarkt, è di 511 milioni.

Stella della squadra

Antoine Griezmann è senza dubbio il calciatore più importante per l’Atletico. Le Petit Diable è una seconda punta dal fisico gracile ma con una raffinata tecnica, uno straordinario mancino e una grande velocità. E’ un buon incursore d’area come testimoniano le reti messe a segno in carriera, anche se, a volte, tende a estraniarsi dal gioco. Il suo talento nel portare palla dalla trequarti per attaccare la porta, hanno forzato Simeone a scegliere un sistema che cerchi il più possibile di portare il francese a concludere.

Stile di gioco

Il Cholismo è ormai un marchio conosciuto in tutta Europa e le sue parole chiave sono comunione, lavoro di gruppo e rifiuto del compromesso. Difesa solida e uomini intenti principalmente a correre, a intervenire in maniera dura sugli avversari e a ripartire in velocissimi contropiedi, questo il credo dell’argentino. La formazione si presenta con un 4-4-2. Gli elementi principali sono un costante pressing, una marcatura a zona, un contropiede veloce, il gioco laterale fornito dalla sovrapposizione dei terzini e la densità a centrocampo che porta a stringere gli interi reparti della squadra. Il reparto difensivo è quello più importante. Il centro dell’area è protetto come in nessun’altra parte al mondo: da lì l’Atletico ha subito davvero pochi tiri in tutta la stagione della  Liga. Il merito principale non può che essere attribuito a Godin, capace di gestire il reparto alla perfezione.

Andamento in campionato

Dopo le prime tre partite di campionato l’Atletico ha 5 punti frutto di un clamoroso pareggio alla prima, contro il neopromosso Girona, di una vittoria contro il Las Palmas e del pareggio a reti bianche contro il Valencia. Il debutto degli uomini di Simeone è shock: i Colchoneros vanno sotto 2-0 a causa della doppietta di Stuani mentre Griezmann si becca un doppio giallo che lascia i suoi in 10; Correa e Gimenez riescono tuttavia ad impattare sul definitivo 2-2. Contro il club canario, invece, le reti di Correa, Carrasco, Koke (doppietta) e Thomas portano all’Atleti la 1° vittoria, con un roboante 5-1 (rete di Calleri per i padroni di casa). 0-0, con pochissime emozioni, il terzo match contro il Valencia con alcuni calciatori chiave nemmeno scesi in campo in vista della Roma come Godin e Gabi. Griezmann assente invece per squalifica.

Formazione tipo

Dall’arrivo del Cholo Simeone, l’Atletico Madrid è salito di livello sposando alla perfezione il credo tattico dell’allenatore argentino. Difesa molto chiusa, centrocampo di corsa e grande pressing e contropiede, queste le armi principali dei Colchoneros che negli ultimi anni hanno fatto benissimo in Europa.

Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Juanfran, Savic, Godin, Filipe Luis; Saul, Gabi, Koke, Carrasco; Griezmann, Gameiro. Allenatore: Diego Pablo Simeone

Precedenti tra Roma e Atletico Madrid

Roma e Atletico Madrid si sono incrociate 2 volte in Europa, ma non in Champions League ma in Coppa Uefa. Parliamo dei quarti di finale nell’edizione 1998/99, quando i giallorossi di Zeman resero durissima la vita ai Colchoneros. In Spagna finì 2-1 per i padroni di casa: Di Biagio, su punizione, dimezzò il doppio vantaggio di Josè Mari e Roberto, mentre nel match di ritorno Delvecchio fece sognare l’Olimpico prima della rimonta spagnola firmata Aguilera e Roberto. Decisiva e, tra l’altro, storica, l’indecente prestazione arbitrale dell’olandese van der Ende.

02/03/1999 Coppa Uefa: Atletico Madrid-Roma 2-1

16/03/1999 Coppa Uefa: Roma-Atletico Madrid 1-2

Barcellona

Prima gara del girone di Champions League della Juventus che, in trasferta, affronterà martedì sera il Barcellona. Rispetto agli ottavi di finale della scorsa stagione, nella formazione Blaugrana sono presenti molte novità. Innanzitutto sulla panchina non c’è più Luis Enrique ma Ernesto Valverde, ex tecnico dell’Athletic Bilbao. Quella più grande, però, è senza dubbio l’assenza di Neymar, accasatosi al PSG dietro pagamento della clausola rescissoria da 222 milioni di euro. Per sostituire O’Ney, dal Borussia Dortmund è arrivato, per la cifra di 105 milioni di euro (più 42 di bonus), Ousmane Dembele.

Rosa

Paragonata alla squadra che ha affrontato la Juventus qualche mese fa, il Barcellona attuale ha completamente un’altra faccia. Ha perso una delle sue pedine più forti, Neymar, e, dopo aver visto sfumare in extremis il passaggio in Blaugrana di Coutinho, ha acquisito i cartellini di Paulinho dall’Evergrande, Dembelé dal Borussia Dortmund, Semedo dal Benfica, Deulofeu dall’Everton e Marlon dal Fluminense. In porta ter Stegen è una certezza, mentre come suo sostituto c’è l’olandese Cillessen. In difesa, pronti a subentrare ai titolari Semedo, Piqué, Umtiti e Jordi Alba, ci sono Mascherano, Digne e Aleix Vidal. A centrocampo si impongono Rakitic, Busquets e Iniesta, ma in panchina ci sono nomi altrettanto forti come Rafinha, André Gomes, Denis Suarez, il neo acquisto Paulinho e Sergi Roberto che, considerate le buone prestazioni della stagione passata, ha di fronte un anno importantissimo per diventare uno dei migliori in quel ruolo. In attacco la partenza di Neymar lascia il posto da titolare al nuovo arrivato Dembelé, che completerà il tridente assieme a Messi e L. Suarez. Deulofeu e Alcacer saranno pronti per subentrargli. Il valore complessivo della rosa secondo Transfertmarkt è di 706 milioni.

Stella della squadra

La stella della squadra è, senza ombra di dubbio, Lionel Messi. Il 5 volte Pallone d’Oro è un giocatore tecnico, veloce e molto agile, ed ha ottime qualità nel controllo palla e nell’accelerazione. Mancino, con l’esterno sinistro si porta avanti il pallone, cambia direzione ed esegue dribbling, mentre con l’interno del piede fornisce per lo più assist per i compagni e finalizza le sue azioni. A volte arretra fino a centrocampo e va a prendersi da solo il pallone, per poi avanzare e cercare l’assist o il goal.

Stile di gioco

In fase difensiva Valverde porta avanti da tempo l’idea di un calcio che ha la pressione come parola chiave; per questo nelle sue squadre si è visto un pressing molto alto per ostacolare sul nascere la manovra avversaria, con l’obiettivo di chiudere le corsie laterali. Dal punto di vista prettamente tattico il tecnico ha trovato già incorporati nella sua nuova squadra alcune delle sue idee. Una tra tutte è l’abbassarsi di Busquets per giocare come terzo centrale in fase di impostazione o, ancora, l’alzarsi degli esterni bassi per guadagnare campo in avanti. L’inserimento di Dembelé è fonte di curiosità un po’ per tutti: una delle possibilità nel presumibile 4-3-3 sarà quella di occupare una delle due fasce, oppure di variare nella stessa partita su entrambe le corsie cosi da disorientare le difese avversarie.

Andamento in campionato

Tre partite e tre vittorie, questo il cammino del Barcellona in Liga. Nel debutto di questa stagione contro il Betis Siviglia i catalani, con un Deulofeu in grande spolvero, si impongono per 2-0 grazie all’autorete di Tosca e al goal di Sergi Roberto. Nella seconda gara, in trasferta contro l’Alaves, i Blaugrana riescono a trovare la seconda vittoria in campionato grazie ai due goal di Messi nella ripresa dopo l’errore dal dischetto del primo tempo. L’ultima gara è terminata 5-0 contro i rivali cittadini dell’Espanyol grazie ad un super Messi (tripletta), Piqué e Suarez (appena tornato dall’infortunio); durante il match ha fatto il suo esordio anche il giovane Dembelé.

Formazione tipo

Da ormai molti anni il Barcellona ha l’abitudine di presentarsi in campo con un 4-3-3 dotato di eccellenti palleggiatori in mezzo al campo e di terzini di spinta. I fari puntati sono però sul reparto offensivo che presenta calciatori veloci e con un gran senso del goal, rendendo dura la vita ai difensori avversari.

Barcellona (4-3-3): ter Stegen; SEMEDO, Piqué, Umtiti, Jordi Alba; Rakitic, Sergio Busquets, Iniesta; Messi, L.Suarez, DEMBELE. Allenatore: Ernesto Valverde

Precedenti tra Juventus e Barcellona

Importanti quanto recenti gli incroci tra bianconeri e spagnoli: è della scorsa primavera il quarto di finale con cui la squadra di Allegri ha vendicato la finale del 2015, persa 3-1 a Berlino contro i Blaugrana. Senza dimenticare, nel 2003, la grande serata di Zalayeta, quella con la quale la Juventus superò il Barça ai supplementari, grazie a una rete dell’uruguaiano che regalò alla Juve la semifinale col Real Madrid, sulla strada che portò alla finale di Manchester.

20/10/1970 Coppa delle Fiere: Barcellona-Juventus 1-2

04/11/1970 Coppa delle Fiere: Juventus-Barcellona 2-1

05/03/1986 Coppa dei Campioni: Barcellona-Juventus 1-0

19/03/1986 Coppa dei Campioni: Juventus-Barcellona 1-1

10/04/1991 Coppa delle Coppe: Barcellona-Juventus 3-1

24/04/1991 Coppa delle Coppe: Juventus Barcellona 1-0

09/04/2003 Champions League: Juventus- Barcellona 1-1

22/04/2003 Champions League: Barcellona-Juventus 1-2 (dts)

06/06/2015 Champions League: Juventus- Barcellona 1-3

11/04/2017 Champions League: Juventus Barcellona 3-0

19/04/2017 Champions League: Barcellona-Juventus 0-0

Shakhtar Donetsk

Prima gara del girone di Champions League per il Napoli che se la vedrà al debutto contro lo Shakhtar Donetsk. La squadra di Maurizio Sarri, secondo le previsioni, è la 2° forza del girone dopo il Manchester City e visto il grande inizio di stagione parte con i favori del pronostico. L’ottimo mercato degli azzurri (tenuti tutti i big e rinforzato alcuni reparti) fa ben sperare i tifosi. Dall’altra parte gli ucraini hanno 5 partite in più nelle gambe ma hanno perso nel corso degli ultimi anni molti calciatori di spessore ed hanno fatto un mercato low cost.

Rosa

Lo Shakhtar Donetsk è un club ucraino venuto alla ribalta del calcio europeo negli ultimi anni del 2000. Nel maggio del 2014, all’inizio della crisi del paese, è stato costretto a spostarsi ed oggi gioca a Charkiv, nello stadio del Metalist, esattamente a 300 km dalla città natale. I problemi politici hanno frenato lo sviluppo della squadra, Paulo Fonseca ha ereditato la panchina di Lucescu nel 2016, a pochi mesi dall’ultimo vero exploit europeo (semifinale di Europa League). Da allora, il club ha ridimensionato il suo mercato: acquisti e cessioni a zero, rinnovamento della squadra inesistente, riciclo dei giovani e tentativo di valorizzazione dei brasiliani rimasti in organico. In difesa, il terzino destro Srna è l’unico calciatore che vanta una certa esperienza internazionale. Sul fronte opposto c’è Ismaily, brasiliano, abile in fase di spinta ma vulnerabile, invece, in quella di recupero palla. A centrocampo l’altro brasiliano, Fred, è un calciatore da tenere molto in considerazione. In attacco ci sono l’argentino Facundo Ferreyra ma soprattutto Bernard, il numero 10 e giocatore più talentuoso. Da tenere d’occhio anche Marlos e Taison, altri due calciatori dell’assoluto valore e che possono mettere in difficoltà tutte le difese avversarie. Il valore del mercato della rosa è di 103 milioni di euro secondo Transfermarkt.

Stella della squadra

Bernard è sicuramente il calciatore più talentuoso dello Shakhtar Donetsk. Il brasiliano, classe ’92, è il classico giocatore con il baricentro basso che ha una grande facilità di dribbling, oltre ad un’ottima velocità di base. Molto abile anche su calcio piazzato, sarà sicuramente il pericolo n° 1 per la difesa del Napoli. Destro di piede, Bernard parte largo a sinistra nello schieramento di Paulo Fonseca ma tende ad accentrarsi e ad svariare su tutto il fronte offensivo con la capacità di imbeccare i propri compagni in ogni momento.

Stile di gioco

Dal punto di vista tattico, questo Shakhtar si esprime come una squadra molto offensiva e con l’idea fondamentale di attivare gli uomini di talento in attacco. Il gioco si sviluppa sugli esterni, dove agiscono il capitano Srna, il brasiliano Marlos (a destra), Ismaily e Bernard (a sinistra). L’unica punta è Facundo Fereyra, ex bambino prodigio mai esploso definitivamente. Alle sue spalle, in una sorta di 4-2-3-1, agiscono Taison, Kovalenko o Alan Patrick. La coppia difensiva è composta da Fred e Stepanenko. Fatalmente, la rosa perde di qualità scendendo verso la difesa. Gli otto brasiliani a disposizione di Paulo Fonseca sono giocatori offensivi, più i due terzini sinistri (il già citato Ismaily e l’alternativa Azevedo), mentre in difesa il tecnico portoghese si affida soprattutto a uomini di molta esperienza, gli ucraini Pyatov, Kritsov e Rakitsky. Il tentativo di Fonseca è similare a quello di tutte le squadre costruite attraverso un’idea di mix tra fantasia offensiva ed equilibrio difensivo, e nel campionato ucraino funziona a meraviglia.

Andamento in campionato

Campione d’Ucraina in carica, lo Shakhtar Donetsk occupa al momento la prima posizione in classifica, frutto di 7 vittorie ed una sconfitta nelle prime 8 giornate di campionato. Il KO è però arrivato con l’unica squadra di un certo livello incontrata fino ad ora: la Dinamo Kiev, battuta solo qualche giorno prima nella finale di Supercoppa. La squadra di Fonseca sta mettendo in luce un eccellente attacco in questa prima parte di campionato (ben 17 le reti segnate) ma una difesa spesso ballerina (6 reti subite), che concede molto nell’arco del match.

Formazione tipo

Estro al potere. Questo potrebbe essere il motto della formazione di Paulo Fonseca. Il tecnico portoghese sfrutta il talento dei brasiliani inserendoli sulla trequarti per imbucare Ferreyra, vero e proprio terminale offensivo degli ucraini. Fondamentale, in fase di spinta, il lavoro di Srna, spesso una spina nel fianco delle difese avversarie.

Shakhtar Donetsk (4-2-3-1): Pyatov; Srna, Kryvtsov, Rakitsky, Ismaily; Fred; Stepanenko; Marlos, Taison, Bernard, Ferreyra. Allenatore: Paulo Fonseca

Precedenti

Il Napoli non ha mai incontrato lo Shakhtar Donetsk in gare ufficiali. La formazione ucraina, però, negli ultimi anni ha incontrato spesso club italiani ed i precedenti non sorridono alla squadra di Fonseca. In 18 scontri con le squadre del nostro paese, infatti, sono appena 4 i successi del club ucraino, 2 i pareggi e ben 12 le sconfitte. All’epoca del primo incontro, quello datato 2 ottobre 1976 in Coppa UEFA contro la Juventus, lo Shakhtar Donetsk rappresentava ancora l’Unione Sovietica, mentre nei successivi l’Ucraina.

24/11/1976 Coppa UEFA: Juventus-Shakhtar Donetsk 3-0

08/12/1976 Coppa UEFA: Shakhtar Donetsk-Juventus 1-0

23/10/1997 Coppa delle Coppe: Shakhtar Donetsk-Vicenza 1-3

06/11/1997 Coppa delle Coppe: Vicenza-Shakhtar Donetsk 2-1

12/09/2000 Champions League: Shakhtar Donetsk-Lazio 0-3

25/10/2000 Champions League: Lazio-Shakhtar Donetsk 5-1

14/09/2004 Champions League: Shakhtar Donetsk-Milan 0-1

24/11/2004 Champions League: Milan-Shakhtar Donetsk 4-0

10/08/2005 Champions League: Shakhtar Donetsk-Inter 0-2

24/08/2005 Champions League: Inter-Shakhtar Donetsk 1-1

12/09/2006 Champions League: Roma-Shakhtar Donetsk 4-0

22/11/2006 Champions League: Shakhtar Donetsk-Roma 1-0

24/10/2007 Champions League: Milan-Shakhtar Donetsk 4-1

06/11/2007 Champions League: Shakhtar Donetsk-Milan 0-3

16/02/2011 Champions League: Roma-Shakhtar Donetsk 2-3

08/03/2011 Champions League: Shakhtar Donetsk-Roma 3-0

02/10/2012 Champions League: Juventus-Shakhtar Donetsk 1-1

05/12/2012 Champions League: Shakhtar Donetsk-Juventus 0-1




Juventus, ancora il Barcellona sul cammino: il nuovo 11 di Valverde

Prima gara del girone di Champions League della Juventus che, in trasferta, affronterà martedì sera il Barcellona. Rispetto agli ottavi di finale della scorsa stagione, nella formazione Blaugrana sono presenti molte novità. Innanzitutto sulla panchina non c’è più Luis Enrique ma Ernesto Valverde, ex tecnico dell’Athletic Bilbao. Quella più grande, però, è senza dubbio l’assenza di Neymar, accasatosi al PSG dietro pagamento della clausola rescissoria da 222 milioni di euro. Per sostituire O’Ney, dal Borussia Dortmund è arrivato, per la cifra di 105 milioni di euro (più 42 di bonus), Ousmane Dembele.

Rosa

Paragonata alla squadra che ha affrontato la Juventus qualche mese fa, il Barcellona attuale ha completamente un’altra faccia. Ha perso una delle sue pedine più forti, Neymar, e, dopo aver visto sfumare in extremis il passaggio in Blaugrana di Coutinho, ha acquisito i cartellini di Paulinho dall’Evergrande, Dembelé dal Borussia Dortmund, Semedo dal Benfica, Deulofeu dall’Everton e Marlon dal Fluminense. In porta ter Stegen è una certezza, mentre come suo sostituto c’è l’olandese Cillessen. In difesa, pronti a subentrare ai titolari Semedo, Piqué, Umtiti e Jordi Alba, ci sono Mascherano, Digne e Aleix Vidal. A centrocampo si impongono Rakitic, Busquets e Iniesta, ma in panchina ci sono nomi altrettanto forti come Rafinha, André Gomes, Denis Suarez, il neo acquisto Paulinho e Sergi Roberto che, considerate le buone prestazioni della stagione passata, ha di fronte un anno importantissimo per diventare uno dei migliori in quel ruolo. In attacco la partenza di Neymar lascia il posto da titolare al nuovo arrivato Dembelé, che completerà il tridente assieme a Messi e L. Suarez. Deulofeu e Alcacer saranno pronti per subentrargli. Il valore complessivo della rosa secondo Transfertmarkt è di 706 milioni.

Stella della squadra

La stella della squadra è, senza ombra di dubbio, Lionel Messi. Il 5 volte Pallone d’Oro è un giocatore tecnico, veloce e molto agile, ed ha ottime qualità nel controllo palla e nell’accelerazione. Mancino, con l’esterno sinistro si porta avanti il pallone, cambia direzione ed esegue dribbling, mentre con l’interno del piede fornisce per lo più assist per i compagni e finalizza le sue azioni. A volte arretra fino a centrocampo e va a prendersi da solo il pallone, per poi avanzare e cercare l’assist o il goal.

Stile di gioco

In fase difensiva Valverde porta avanti da tempo l’idea di un calcio che ha la pressione come parola chiave; per questo nelle sue squadre si è visto un pressing molto alto per ostacolare sul nascere la manovra avversaria, con l’obiettivo di chiudere le corsie laterali. Dal punto di vista prettamente tattico il tecnico ha trovato già incorporati nella sua nuova squadra alcune delle sue idee. Una tra tutte è l’abbassarsi di Busquets per giocare come terzo centrale in fase di impostazione o, ancora, l’alzarsi degli esterni bassi per guadagnare campo in avanti. L’inserimento di Dembelé è fonte di curiosità un po’ per tutti: una delle possibilità nel presumibile 4-3-3 sarà quella di occupare una delle due fasce, oppure di variare nella stessa partita su entrambe le corsie cosi da disorientare le difese avversarie.

Andamento in campionato

Tre partite e tre vittorie, questo il cammino del Barcellona in Liga. Nel debutto di questa stagione contro il Betis Siviglia i catalani, con un Deulofeu in grande spolvero, si impongono per 2-0 grazie all’autorete di Tosca e al goal di Sergi Roberto. Nella seconda gara, in trasferta contro l’Alaves, i Blaugrana riescono a trovare la seconda vittoria in campionato grazie ai due goal di Messi nella ripresa dopo l’errore dal dischetto del primo tempo. L’ultima gara è terminata 5-0 contro i rivali cittadini dell’Espanyol grazie ad un super Messi (tripletta), Piqué e Suarez (appena tornato dall’infortunio); durante il match ha fatto il suo esordio anche il giovane Dembelé.

Formazione tipo

Da ormai molti anni il Barcellona ha l’abitudine di presentarsi in campo con un 4-3-3 dotato di eccellenti palleggiatori in mezzo al campo e di terzini di spinta. I fari puntati sono però sul reparto offensivo che presenta calciatori veloci e con un gran senso del goal, rendendo dura la vita ai difensori avversari.

Barcellona (4-3-3): ter Stegen; SEMEDO, Piqué, Umtiti, Jordi Alba; Rakitic, Sergio Busquets, Iniesta; Messi, L.Suarez, DEMBELE. Allenatore: Ernesto Valverde

Precedenti tra Juventus e Barcellona

Importanti quanto recenti gli incroci tra bianconeri e spagnoli: è della scorsa primavera il quarto di finale con cui la squadra di Allegri ha vendicato la finale del 2015, persa 3-1 a Berlino contro i Blaugrana. Senza dimenticare, nel 2003, la grande serata di Zalayeta, quella con la quale la Juventus superò il Barça ai supplementari, grazie a una rete dell’uruguaiano che regalò alla Juve la semifinale col Real Madrid, sulla strada che portò alla finale di Manchester.

20/10/1970 Coppa delle Fiere: Barcellona-Juventus 1-2

04/11/1970 Coppa delle Fiere: Juventus-Barcellona 2-1

05/03/1986 Coppa dei Campioni: Barcellona-Juventus 1-0

19/03/1986 Coppa dei Campioni: Juventus-Barcellona 1-1

10/04/1991 Coppa delle Coppe: Barcellona-Juventus 3-1

24/04/1991 Coppa delle Coppe: Juventus Barcellona 1-0

09/04/2003 Champions League: Juventus- Barcellona 1-1

22/04/2003 Champions League: Barcellona-Juventus 1-2 (dts)

06/06/2015 Champions League: Juventus- Barcellona 1-3

11/04/2017 Champions League: Juventus Barcellona 3-0

19/04/2017 Champions League: Barcellona-Juventus 0-0

 




Barcellona, trovato l’accordo per Coutinho: nel pomeriggio l’ufficialità

Clamorosa indiscrezione di mercato rivelata poco fa dal The Sun. Il tabloid inglese ha rivelato che il Liverpool ha dato l’ok per la cessione di Philippe Coutinho al Barcellona. Il club Blaugrana chiuderà dunque a 138 milioni di sterline, circa 150 milioni di euro, calando dunque un altro colpaccio dopo quello di Dembele. Attesa nel pomeriggio l’ufficialità.

 




ESCLUSIVA RG24 – Torino, ostacolo ingaggio per Munir: gli aggiornamenti

Il Torino continua a cercare un attaccante in alternativa a Niang. Il nome più caldo è quello di Munir del Barcellona. Come riportato da fonti interne alla nostra redazione, ci sarebbe ancora qualche piccolo problema per l’ingaggio. Lo spagnolo infatti vorrebbe un milione annuo, il Torino ci pensa. Seguiranno aggiornamenti.




Napoli, pronto il rilancio per Suarez: le ultime

Il Napoli non molla la pista che porta a Denis Suarez. Dopo il pressing degli ultimi giorni respinto dal Barcellona, i partenopei avrebbero pronta un’altra offerta. Secondo quanto riporta il Mundo Deportivo, sarebbe stata presentata agli spagnoli una proposta da 30 milioni di euro. Il ragazzo tentenna e vorrebbe giocarsi le proprie carte con i Blaugrana.